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5 Marzo 2018

Svizzera

NO BILLAG. L'INIZIATIVA È STATA BOCCIATA.

Dopo aver calamitato l’attenzione politica e mediatica degli ultimi mesi, i cittadini svizzeri si sono espressi sull’iniziativa “Sì all’abolizione del canone radiotelevisivo”, più comunemente nota come iniziativa “No Billag”. E il risultato scaturito dalle urne non lascia dubbi: una chiara maggioranza della popolazione elvetica (71,6%) ha bocciato l'idea di abolire il canone radiotelevisivo. E lo ha fatto con convinzione in tutti i cantoni.L'esito del voto è inequivocabile, con differenze regionali tutto sommato limitate. L'opposizione è stata decisamente marcata in Romandia: Neuchâtel (78,3% di no), Giura (78,1%) e Friburgo (77,6%) seguiti a ruota dai Grigioni (77,2%) e Vaud (76,5%). Cantoni in cui vi sono minoranze linguistiche particolarmente sensibili al tema.Chi oggi era particolarmente soddisfatta è Doris Leuthard che in questi mesi si è battuta in prima persona contro l'eminazione del canone radiotelevisivo. Il ministro delle finanze non ha mostrato eccessiva meraviglia per l'esito della votazione, a suo parere quasi scontato e che nella campagna di votazione non ha suscitato soverchie discussioni. L'iniziativa popolare "No Billag" è il quinto testo contro il canone radiotelevisivo ad essere bocciato. Una sola volta gli oppositori al canone si sono avvicinati alla vittoria: il 14 giugno 2015 il popolo ha accettato solo con il 50,08% dei voti la revisione della legge sulla radio e la TV che generalizzava l'obbligo del canone. La revisione prevedeva una diminuzione del canone per le economie domestiche, ma durante la campagna la discussione si è concentrata soprattutto sul servizio pubblico e i programmi. Fino ad allora tutte le iniziative popolari su questo tema hanno fallito l'obbiettivo. Nel 1982 è stato bocciato il testo dell'Anello degli indipendenti per l'indipendenza della radio mentre nel 1994 l'iniziativa "per un regime liberale dei media e la soppressione dei monopoli" non è riuscita a raccogliere le firme necessarie. Neppure il testo dell'Organizzazione Svizzera Solidale (SOS) per la soppressione del canone è riuscito ad ottenere le 100'000 firme necessarie nel 2013. Una petizione che chiedeva di abbassare il canone a 200 franchi annui è invece stata scartata dal Parlamento nel 2011. Nel 1957 e 1967 il popolo aveva respinto l'idea di iscrivere nella Costituzione un articolo sulla radio e la televisione. È solo dal 1984 che il finanziamento dei media elettronici ha trovato una base costituzionale. Il monopolio della SSR è stato abolito nel 1983, quanto le emittenti private sono state autorizzate a diffondere programmi. (ICE BERNA)