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NOTIZIE: ANALISI

L¡¦I.C.E. presenta gioielli da sogno a Pechino
Luxottica intende espandersi in Cina
Nell¡¦attuale crisi, la crescita di L¡¦Oreal dipende dalla Cina
A Hong Kong il settore lusso tiene bene nonostante le turbolenze economiche
Kappa aiuta China Dongxiang a fare un altro salto
La nuove prospettive di Kopenhagen Fur in Cina
Le marche di lusso continueranno ad aprire negozi in Cina
A Macao DFS crea un nuovo mondo del lusso a City of Dreams
I calzaturifici italiani cercano acquirenti in Cina
La crisi finanziaria induce una ristrutturazione nel settore della pelle in Cina
Guangzhou ha ospitato la fiera ¡§International Beauty & Cosmetic Import-Export Expo¡¨
Importante fiera delle calzature in Cina registra buoni risultati

AGGIORNAMENTO SUI MARCHI
The Swank lancia il suo primo Flagship Store in Cina
Una città cinese di seconda fascia ospita un nuovo negozio di Fendi
Giorgio Armani apre un secondo negozio a Shanghai
Armani Exchange apre un nuovo negozio a Guangzhou
Coccinelle apre il suo secondo negozio a Hong Kong pensando alla Cina
Harmont & Blaine inaugura il suo primo negozio a Hong Kong
David Yurman inaugura un nuovo negozio all¡¦aeroporto internazionale di Hong Kong
Gruppo giapponese approda a Hong Kong con due boutique di abbigliamento
Cina Statistiche
Hong Kong Statistiche
Principali Fiere 2009
Calendario delle Attività I.C.E. 2009
Uffici I.C.E. in Cina

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Notiaie: Analisi


L¡¦I.C.E. presenta gioielli da sogno a Pechino

L¡¦ICE, in collaborazione con la Regione Lazio, il Ministero italiano dello Sviluppo Economico, e l¡¦Associazione Romana degli Orafi, ha presentato la mostra ¡§Roma, the Jewel: The Dream Factory¡¨ ospitata presso 798, la zona dedicata all¡¦arte che si trova nel quartiere di Chaoyang, a Pechino. La splendida inaugurazione della mostra é stata seguita da una cena di gala a cui hanno partecipato molti VIP.

Una grande folla di visitatori locali e stranieri é accorsa ad ammirare la bellezza dei capolavori di oreficeria esposti. La mostra ha presentato gioielli e argenteria provenienti dalla regione Lazio, per far conoscere il sistema di produzione orafa italiana al resto del mondo.

Tutte le creazioni sono state realizzate a mano e disegnate da nomi famosi, tra cui Bulgari, Ansuini, Federico Buccellati, Valadier, Ghiberti, Donatello, Brunelleschi e Botticelli. Durante il periodo di svolgimento della mostra si sono tenute aste e vendite.

Secondo Umberto Vattani, presidente dell¡¦ICE, le collezioni esposte costituiscono una sintesi perfetta di design moderno e tecniche di oreficeria romana che hanno 2.000 anni di storia. La mostra gioca un ruolo chiave nella promozione dell¡¦industria orafa tradizionale del Lazio. L¡¦intento é quello di rivitalizzare la produzione artigianale della regione, creare opportunità commerciali per migliaia di aziende orafe di piccole e medie dimensioni, e opportunità di lavoro per designer, artigiani, e altri lavoratori specializzati.

La Cina, insieme ad altri paesi, é stata scelta per ospitare questa mostra poichè rappresenta un mercato molto promettente per l¡¦industria italiana. Questa scelta dimostra l¡¦impegno dell¡¦oreficeria italiana nei confronti della Cina e il desiderio di espandere la propria presenza nel paese.




Luxottica intende espandersi in Cina

Luxottica, il gruppo italiano del settore ottica e moda, intende espandere la propria presenza in Cina, considerato paese target nelle strategie del gruppo: Andrea Guerra, amministratore delegato di Luxottica, ritiene che la popolazione numerosa e l¡¦ampia quota di giovani tra i consumatori cinesi rappresentino un enorme potenziale di crescita per Luxottica.

Infatti, Luxottica, che attualmente controlla i negozi di LensCrafters, Ray-Ban e Oakley in Cina, ha accelerato la sua espansione in Cina in anni recenti, investendo nel paese £á100 milioni tra il 2006 e il 2008. Ma rimane molto spazio per crescere ancora, poichè solo l¡¦1% delle entrate di Ray-Ban nel 2008, pari a £á1,5 miliardi, proveniva dalla Cina. LensCrafters l¡¦anno scorso ha visto provenire dalla Cina solo il 2% delle sue entrate, e su 6.250 negozi di LensCrafters nel mondo, solo 300 sono in Cina. 

La presenza di Luxottica in Cina risale al 1997, quando il gruppo ha aperto stabilimenti di produzione a Dongguan, nella provincia di Guangdong. Nel 2005 ha iniziato ad aprire negozi in Cina, e nel 2006 ha raddoppiato i suoi investimenti nel settore della produzione. La produzione giornaliera é aumentata in media del 80% rispetto al 2005, raggiungendo un volume di 11 milioni di occhiali in metallo e in plastica all¡¦anno, vale a dire circa il 35% della produzione totale annua della società. A Dongguan risiede anche un team di 20 persone che si occupano del design.

Guerra spiega che alcune delle tecnologie che Luxottica sta introducendo nei suoi stabilimenti di Dongguan sono nuove per la Cina, e verranno usate esclusivamente lì. Il gruppo intende continuare ad investire in Cina, anche se al momento non vengono forniti ulteriori dettagli.

Secondo Liu Duoning, segretario generale della Beijing Optometric and Optical Association, attualmente il mercato cinese degli occhiali é dominato da aziende di stato come la Daming di Pechino e la Maochang di Shanghai, cosa che ostacola la penetrazione di Luxottica. Il gruppo deve anche fare i conti con la forte concorrenza di Safilo, un altro gruppo italiano del settore ottico che ha messo gli occhi sul mercato cinese.




Nell¡¦attuale crisi, la crescita di L¡¦Oreal dipende dalla Cina

Il colosso della cosmetica L¡¦Oreal ha registrato una tendenza positiva in Cina nonostante la crisi economica.

Lo scorso anno le vendite del gruppo sono diminuite nell¡¦Europa occidentale e nell¡¦America del Nord, ma in Cina sono aumentate del 2,7% rispetto all¡¦anno precedente, raggiungendo la cifra di RMB 6,95 miliardi (circa £á779 milioni) nel 2008. Per l¡¦ottavo anno consecutivo L¡¦Oreal ha registrato una crescita a due cifre in Cina, paese che é ora il settimo mercato del mondo per L¡¦Oreal, in termini di volume di vendita.

Secondo Paolo Gasparrini, presidente di L¡¦Oreal in Cina, il gruppo si é concentrato molto sul mercato cinese, investendo massicciamente nel marketing, per rafforzare l¡¦immagine del marchio, e nella ricerca e sviluppo.

Questi sforzi hanno dato risultati: ora L¡¦Oreal possiede una quota di mercato del 9%, ed é al secondo posto nel settore della cosmetica in Cina, dietro al rivale Procter & Gamble, che ha una quota di mercato del 17,9%. Grazie all¡¦uso di famose attrici e modelle cinesi nei propri messaggi pubblicitari, alcune linee di prodotto, tra cui le creme per ottenere una pelle bianca e quelle anti-rughe, sono particolarmente popolari  in Cina.

In Cina L¡¦Oreal é andata in attivo nel 2003, e da quel momento ha cominciato ad acquisire marchi locali, come Mininurse e Yue-Sai, il primo dei quali ha riportato una crescita delle vendite a due cifre nel 2008. Gasparrini ritiene che i marchi locali, che già possiedono una rete di negozi consolidata e capillare in Cina, aiuteranno L¡¦Oreal a sfruttare al meglio il potenziale offerto dalle città di seconda e terza fascia, dove la domanda di prodotti semplici per la pelle é cresciuta rapidamente negli ultimi anni. Questa strategia aiuterà L¡¦Oreal ad espandersi e raggiungere più consumatori in queste città.

Tuttavia, dato che i canali di vendita e la logistica sono meno sviluppati nelle zone interne e occidentali della Cina, é improbabile che al momento L¡¦Oreal si espanda aggressivamente in queste zone. Nonostante ciò Gasparrini crede che la Cina sia un mercato dinamico con ampie opportunità e quindi L¡¦Oreal continuerà ad investire in Cina nel 2009 nonostante il rallentamento economico.




A Hong Kong il settore lusso tiene bene nonostante le turbolenze economiche

Sebbene l¡¦economia di Hong Kong attraversi un momento di crisi, i marchi del settore lusso stanno tenendo bene grazie all¡¦arrivo costante di visitatori provenienti dalla Cina.

Basta dare un¡¦occhiata alla marca di gioielli con base a Bali, John Hardy, che nel gennaio 2009 ha aperto il suo primo negozio di Hong Kong presso l¡¦IFC, uno dei centri commerciali più eleganti della città. Secondo Guy Dernoncourt, amministratore delegato di John Hardy, le vendite sono state buone dal momento dell¡¦inaugurazione, e a febbraio hanno superato del 50% le previsioni fatte. Grazie a questi risultati positivi, John Hardy ha già in programma di aprire un secondo negozio a Hong Kong.

Paul Cadman, amministratore delegato di Salvatore Ferragamo per la regione Asia-Pacifico, condivide l¡¦ottimismo, e sottolinea che, anche se Hong Kong non é immune dalla crisi che ha colpito i mercati maturi, il grande numero di visitatori che arrivano in questa città per turismo o affari, e dedicano tempo allo shopping, ammorbidisce l¡¦impatto della crisi. Cadman aggiunge che i viaggiatori provenienti dalla Cina rappresentano una fetta importante della clientela di Salvatore Ferragamo, e i negozi che si rivolgono a questi turisti continuano a fare buoni affari.

Parlando dell¡¦importanza dei visitatori della Cina Popolare per le marche del segmento lusso a Hong Kong, Morgan Parker, presidente della divisione Asia di Taubman Centers, importante operatore di centri commerciali, osserva che non si nota nessun calo nel numero di turisti cinesi che vengono a fare acquisti a Hong Kong. Ciò spiega il motivo per cui gli affari vanno meglio nei negozi di Kowloon, dove questi turisti preferiscono albergare. Inoltre ciò può spiegare perchè marche del segmento medio, che non sono ben conosciute da questi turisti, stanno soffrendo l¡¦impatto della crisi più di altre.

Per esempio Paul Ho, che a Hong Kong é Retail Manager per il marchio italiano Miss Sixty, prevede un calo delle vendite nel segmento medio di circa il 20% quest¡¦anno, e dice che la sua azienda, che ha 8 negozi a Hong Kong, soffrirà un calo tra il 10-15%. Egli ammette tuttavia che Miss Sixty potrebbe chiudere uno o due negozi per ridurre i costi, e in risposta alla discrepanza nelle vendite tra i diversi negozi. Rivela che la maggior parte dei negozi Miss Sixty hanno riportato un calo delle vendite intorno al 10%, ma che in alcuni casi le vendite sono aumentate, come a Sogo, un grande magazzino popolare tra i turisti cinesi.

Per concludere, Parker di Taubman ritiene che il commercio a Hong Kong stia reggendo bene, e che i marchi del segmento lusso continueranno a fare la fila per aprire negozi nei luoghi più ambiti della città, per poter così approfittare del potenziale rappresentato dai visitatori provenienti dalla Cina.




Kappa aiuta China Dongxiang a fare un altro salto

Nel 2008, grazie al contributo di Kappa, China Dongxiang, un¡¦importante azienda cinese che si occupa del design e della vendita di articoli sportivi e accessori, ha riportato un fatturato di RMB3,3 miliardi (circa £á363 milioni), vale a dire un aumento del 94% rispetto all¡¦anno precedente. Anche i profitti della società sono cresciuti del 86%, raggiungendo RMB1,3 miliardi (circa £á143 milioni). Con un piano di forte espansione, e grazie al valore del marchio Kappa, China Donxiang é pronta a fare un nuovo salto.

Secondo Wang Zhi-qiang, direttore finanziario di China Dongxiang, Kappa offre alla società un notevole vantaggio sulla concorrenza in quanto é un marchio di fama internazionale. Nonostante il numero dei punti vendita di China Dongxiang sia meno della metà di quelli del suo maggior concorrente, Li Ning, la società ha registrato profitti netti che sono il doppio di quelli di Li Ning a causa dell¡¦alto margine di profitto sugli articoli Kappa, margine che raggiunge il 60%, rispetto al 48,1% e 40% di Li Ning e Anta.

Wang ha sottolineato che China Dongxiang si é impegnata per il riposizionamento di Kappa come marchio sportivo alla moda, a partire dalla suo ingresso in Cina. Allo scopo di rafforzare l¡¦identità e riconoscibilità del marchio Kappa, China Dongxiang continuerà a sponsorizzare eventi di richiamo in Cina.

Attualmente Kappa é al terzo posto tra i marchi sportivi internazionali più venduti in Cina, e ha una rete di vendita che copre il territorio nazionale. Il 25% delle vendite di Kappa proviene da città di prima e seconda fascia, mentre il 40% proviene da altre capitali di provincia e città che si trovano fuori da queste due fascie. Il restante 35% proviene da vendite effettuate in altre città minori ma dotate di alto potere d¡¦acquisto. Wang fa notare che la società ha in programma di aprire altri 650 negozi nel 2009, la metà dei quali saranno in città di prima e seconda fascia, e il resto in città di terza fascia. La superficie media di ogni negozio sarà di circa 100 mq. Nonostante la forte concorrenza tra marchi sportivi in Cina, Wang ritiene che ci sia ancora moltissimo spazio per la crescita sia della società che del marchio Kappa.




La nuove prospettive di Kopenhagen Fur in Cina

Secondo Chen Wei-xian, direttore generale di Kopenhagen Fur China, il gruppo Kopenhagen Fur, terzo fornitore di pellicce di lusso nel mondo, e la cui proprietà é controllata da circa 1.600 allevatori danesi associati, ha deciso di continuare ad espandere la propria presenza in Cina entrando in accordi di partenariato con stilisti e aziende cinesi.

Chen spiega che dopo aver operato in Cina per 20 anni, questo paese é diventato il maggiore mercato del mondo per Kopenhagen Fur, assorbendo quasi il 40% delle sue vendite. La gran parte dei clienti cinesi del gruppo sono pellicciai e aziende del settore moda. Nonostante l¡¦ombra della crisi finanziaria mondiale stia avendo un impatto sul rendimento di Kopenhagen Fur, avendo già causato un calo delle vendite pari al 10% in Cina, soprattutto nel Nord, Chen si dice soddisfatto della tenuta e rivela che i maggiori negozianti e produttori hanno meno problemi rispetto a quelli minori.

Per accelerare la propria espansione nel mercato, Kopenhagen Fur ha stretto accordi con stilisti cinesi come Frankie Xie, il primo stilista cinese presente alla Paris Fashion Week con una propria collezione, e accordi con marchi famosi nel Nord della Cina come Ne Tiger. Chen ritiene che attraverso questa strategia, Kopenhagen Fur sarà in grado di estendere la propria quota di mercato in Cina.

Kopenhagen Fur si distingue dalla concorrenza grazie all¡¦offerta di corsi di formazione mirati ai propri clienti. Nel quadro di questa iniziativa, nel 2007 la società danese ha collaborato con la Tsinghua University per aprire il Tsinghua Kopenhagen Studio, che insegna come disegnare pellicce a studenti iscritti ai corsi di Arte e Design della Tsinghua University di Pechino. Torben Nielsen, direttore generale di Kopenhagen Fur, ritiene che gli studenti che escono dalla Tsinghua University giocano un ruolo importante nell¡¦industria della moda cinese e possono offrire un contributo significativo nell¡¦evoluzione dello stile.




Le marche di lusso continueranno ad aprire negozi in Cina

Le marche di lusso continueranno ad aprire nuovi negozi in Cina poichè il paese rappresenta sempre di più una terra promessa in cui i consumi non rallentano nonostante la recente crisi finanziaria mondiale.

Secondo l¡¦ultimo rapporto di China Merchants Bank e Visa, i più abbienti tra i consumatori cinesi, coloro che possiedono una carta Visa senza limiti di spesa, hanno speso in media US$85.000 (circa £á64.500) in otto mesi, a partire da aprile 2008, e la maggior parte dei loro consumi riguardano articoli di lusso. Secondo la società Ernst & Young la Cina ha circa 300.000 milionari e circa 250 milioni di persone appartengono alla classe media, e questi due gruppi spendono RMB40 miliardi all¡¦anno in beni di lusso.

Inoltre, le cifre fornite dalla World Luxury Association mostrano che il mercato del lusso in Cina é stato meno colpito dalla crisi mondiale che quello di altri paesi. Mentre le vendite di beni di lusso sono diminuite del 20% e 25% in Europa e negli USA nel 2009, la Cina ha visto solo un calo del 5%. Questa tendenza incoraggiante fa credere a Michael Ouyang, direttore generale dell¡¦ufficio cinese della WLA che la Cina é diventata e continuerà ad essere un punto d¡¦appoggio importante per la continua crescita delle marche di fama internazionale.

Per catturare il potenziale del mercato cinese, molti grandi nomi hanno già accelerato la loro espansione in Cina con l¡¦apertura di nuovi negozi. Armani, per esempio, rivela che circa 10 delle sue 50 boutique in Cina sono state inaugurate l¡¦anno scorso. Gucci e Louis Vuitton hanno in programma di aprire altri negozi in Cina all¡¦inizio del 2009. Dopo aver osservato questa tendenza ad aumentare gli investimenti, gli analisti del settore ritengono che le condizioni avverse in altri mercati abbiano dato propulsione agli sforzi delle marche di lusso, che ora attivamente esplorano altri mercati, e la Cina é sicuramente diventata un mercato importante. Vi é ragione di credere che se sempre più marche di lusso aprono negozi in Cina, la concorrenza in questo segmento di mercato diventerà molto intensa, ma a lungo termine ciò condurrà ad uno sviluppo più regolato del settore del lusso in Cina, recando benefici sia ai consumatori che ai negozianti.




A Macao DFS crea un nuovo mondo del lusso a City of Dreams

Dopo aver aperto spazi dedicati al lusso all¡¦interno di Four Seasons e The Venetian, DFS, una catena leader nella vendita di articoli di lusso destinati ad un pubblico che viaggia, ha stretto un accordo di partenariato con Melco Crown Entertainment per portare una nuova galleria per lo shopping di lusso a Macao, presso City of Dreams, un nuovo complesso turistico che integra ospitalità e intrattenimento e che verrà inaugurato nella prima metà del 2009.

Secondo David Charles, direttore generale di DFS Hong Kong, The Boulevard, la nuova galleria dedicata allo shopping, ha la forma di un corridoio pedonale coperto che collega tutte le maggiori attrazioni della City of Dreams. Con una superficie di 85.000 mq, The Boulevard é diviso in due zone distinte, che occupano due livelli. Al primo livello si trova ¡§Fashion Ready to Wear Accessories World¡¨ e offre le ultime creazioni di marchi famosi della moda come Salvatore Ferragamo, Valentino, Burberry, Bally e Coach, mentre al livello superiore si trova ¡§Watches and Jewellery World¡¨ dove sono in vendita orologi e gioielli di marchi prestigiosi come Chaumet, Chopard, IWC, Omega, Rolex e Tag Heuer.

Tocchi artistici sono stati aggiunti al design ricercato di The Boulevard. I colori dominanti sono il bianco e nero e la facciata presenta ondulazioni che evocano una sensazione di movimento. Questi elementi intendono creare uno spazio in cui i visitatori di The Boulevard possono passeggiare con naturalezza.

Parlando del futuro, David Charles esprime un cauto ottimismo, e afferma che la presenza di una clientela di turisti e visitatori aiuterà il successo di DFS nonostante la crisi economica, poichè il potere d¡¦acquisto delle classi più abbienti in Asia é rimasto intatto, avendo esse hanno subito meno perdite in borsa rispetto a quelle europee o americane.

La decisione del governo cinese di facilitare la concessione di visti di ingresso per chi viaggia dalla Cina a Hong Kong e Macao dovrebbe avere un impatto positivo sul commercio al dettaglio in queste città. DFS ha certamente fiducia nel suo potenziale di crescita, tanto che ha anche investito US$20 milioni (circa £á15,21 milioni) per rinnovare la Galleria DFS presso Chinachem Golden Plaza a Hong Kong.




I calzaturifici italiani cercano acquirenti in Cina

Sette calzaturifici italiani hanno offerto di vendere la loro quota di maggioranza agil organismi governativi cinesi preposti all¡¦acquisizione di societa estere China Beijing Equity Exchange (CBEX) e China Milan Equity Exchange (CMEE). Presentate come marche italiane di livello medio-alto, controllate da capitali esclusivamente italiani, queste imprese producono e vendono soprattutto articoli in pelle, tra cui scarpe e borse, e riportano un fatturato annuo che va da £á4 a 17 milioni. La loro rete di vendita copre non solo l¡¦Italia ma anche i maggiori mercati mondiali, come Europa, Giappone e USA. Al momento non si hanno maggiori dettagli sull¡¦identità di queste marche.

CBEX ritiene che questa sia un¡¦opportunità preziosa per le imprese cinesi che producono calzature, poichè possono trarre beneficio dall¡¦eccellente gestione del marchio e dal design di alto livello che questi calzaturifici italiani offrono ed emergere così dalla condizione di semplici produttori, specialmente nel caso in cui alcune delle società italiane siano interessate a vendere il 100% delle quote, il che cederebbe alle società cinesi il controllo totale. Secondo CBEX, questi calzaturifici italiani intendono trovare clienti interessati all¡¦acquisto prima del 31 dicembre 2009. 

Tuttavia, poichè queste aziende italiane situano in Italia la maggior parte del ciclo produttivo, il che significa costi di produzione più alti, molti dei potenziali acquirenti cinesi hanno adottato un approccio cauto e temporeggiano prima di tentare un¡¦acquisizione.

L¡¦acquisizione di marchi italiani da parte di società cinesi non é un fenomeno nuovo. Vi sono precedenti di successo tra cui l¡¦acquisto di Kappa da parte di China Dongxiang, e quello di Valleverde da parte del gruppo Aokang, la più grande azienda privata cinese nel settore delle calzature. Gli analisti ritengono che le società cinesi alla ricerca di opportunità di acquisizione preferiscano ancora grandi e consolidati calzaturifici italiani.




La crisi finanziaria induce una ristrutturazione nel settore della pelle in Cina

A Causa della crisi finanziaria mondiale che colpisce duramente il settore della moda e degli accessori, i produttori cinesi di articoli in pelle sono costretti a cercare nuove strategie di sopravvivenza.

Secondo un rapporto stilato dal China Leather Development Forum nel 2008, l¡¦anno scorso la Cina ha prodotto 720 milioni di metri quadri di pelle, vale a dire il 20% della produzione mondiale. Il paese ha anche prodotto circa 10 miliardi di paia di scarpe in pelle, e oltre 70 milioni di capi in pelle, diventando così il più grande produttore ed esportatore del mondo in questo settore.

Attualmente, oltre il 90% degli articoli in pelle prodotti in Cina vengono dalla provincia di Guangdong e sono esportati in oltre 190 paesi. Il valore totale delle esportazioni di pelle raggiunge US$5 miliardi (circa £á645 milioni) all¡¦anno. Tuttavia, poichè diminuisce la disponibilità di pelle sul mercato, i prezzi della pelle non lavorata aumentano gradualmente. Ciò, unitamente ad un calo della domanda  nell¡¦attuale congiuntura economica, sta mettendo a rischio la sopravvivenza dei produttori cinesi che lavorano per marche straniere con un margine di profitto molto ridotto.

In questa difficile situazione, si ritiene che il settore della pelle dovrà ristrutturarsi e che le aziende più deboli saranno eliminate mentre quelle più forti cercheranno nuovi sbocchi e nuove direzioni di sviluppo per sopravvivere. Oltre a concentrarsi sulla produzione e rimanere competitive, esse dovranno investire nell¡¦innovazione,  e nella ricerca e sviluppo di materiali grezzi. Sarà necessario anche che minimizzino i costi di produzione riducendo il numero di addetti e il consumo di energia e risorse.

Molte aziende cinesi del settore guardano anche al grandissimo potenziale offerto dal mercato domestico, specialmente ora che le esportazioni sono duramente colpite dalla crisi. È certamente proficuo per loro espandere la propria presenza in patria in modo da diversificare la clientela e trovare nuovi sbocchi per i propri prodotti. In molti ritengono che a seguito di questa ristrutturazione, le aziende cinesi che riusciranno a sopravvivere saranno più mature e conquisteranno una quota maggiore del settore.




Guangzhou ha ospitato la fiera ¡§International Beauty & Cosmetic Import-Export Expo¡¨

La fiera ¡§Guangzhou International Beauty & Cosmetic Import-Export Expo¡¨, considerata dal 1996 una delle più importanti manifestazioni del settore in Cina, si é svolta con successo presso il China Import and Export Fair Pazhou Complex. La fiera ha attratto circa 2.000 espositori provenienti da 18 paesi, tra cui Francia, Spagna, Regno Unito, Australia, Vietnam, Singapore e Giappone, e ha presentato in sei padiglioni una vasta gamma di prodotti dedicati alla bellezza, tra cui prodotti cosmetici e profumi, prodotti per la cura della pelle e del corpo, prodotti per capelli, materiali per l¡¦imballaggio, e attrezzature per i saloni di bellezza..

L¡¦Expo ha visto la presenza di marche di fama internazionale, rivolte anche a parrucchieri e saloni di bellezza, che hanno così l¡¦opportunità di tenersi al passo con le tendenze più recenti. All¡¦interno della fiera si sono tenuti anche seminari e discussioni con specialisti di design e di marketing, venuti da Hong Kong per spiegare come creare un marchio di successo, mettere in pratica vari concetti di marketing, e strategie di vendita adatte al mercato cinese in questa congiuntura economica.




Importante fiera delle calzature in Cina registra buoni risultati

Jinjiang, la famosa ¡§Capitale delle Scarpe¡¨ situata nella provincia di Fujian Province, ha recentemente ospitato l¡¦11esima edizione della fiera ¡§Jinjiang Footwear International Exposition¡¨, registrando un grande successo. Grazie alla partecipazione di oltre 400 imprese cinesi e provenienti da altri 16 paesi, tra cui l¡¦Italia, che hanno esposto i loro prodotti in 1.350 stand, la manifestazione ha registrato transazioni per un totale di RMB5,76 miliardi (circa £á645 milioni); rispetto all¡¦anno precedente questo costituisce un aumento del 8,2%. L¡¦evento ha attratto circa 50.000 visitatori al giorno, cifra che sottolinea il ruolo chiave di questa fiera delle calzature in Cina.

La mostra fieristica, che recava il titolo ¡§Afferrare Opportunità, Ricostruire la Fiducia,¡¨ era divisa in tre zone principali: calzature, macchinari, materiali, e in ognuna di esse gli espositori hanno presentato i loro ultimi prodotti, informazioni per il pubblico e i risultati ottenuti nel settore della Ricerca e Sviluppo. Oltre alla fiera, gli organizzatori hanno programmato una serie di eventi e attività complementari quali dibattiti, presentazioni, e discussioni sui progressi nel settore dellla calzatura, e sulle tendenze del design, in modo da permettere ai partecipanti di scambiarsi opinioni e forgiare nuove relazioni.



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 Aggiornamento sui marchi


The Swank lancia il suo primo Flagship Store in Cina

The Swank, nel 2008-09 partner ufficiale dell¡¦ICE per la moda, ha inaugurato il suo primo negozio flagship store in Cina, a Pechino. Il negozio é stato disegnato dalla famosa Gae Aulenti.

Secondo David Hong, direttore generale di The Swank, il nuovo negozio, che é situato all¡¦interno dell¡¦elegante centro commerciale Jinbao Place Shopping Centre, rappresenta non solo un passo importante per la crescita dei marchi distribuiti da Swank, ma anche una vera pietra miliare per l¡¦espansione della società in Cina. La società sta infatti attivamente preparando la sua penetrazione nel mercato cinese.

Nel nuovo flagship store, The Swank offre 40 marchi di fama internazionale, presenti per la prima volta a Pechino, tra cui Gianfranco Ferre, Antonio Marras, Balmain ed Ermanno Scervino.

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Una città cinese di seconda fascia ospita un nuovo negozio di Fendi

Fendi ha recentemente aperto un nuovo negozio a Wuxi, una città emergente di seconda fascia, nella provincia di Jiangsu. Il negozio, il sedicesimo negozio di Fendi in Cina, é situato all¡¦interno del centro commerciale Wuxi Commercial Mansion, e ha una superficie di 160 mq. 

Il nuovo punto vendita presenta un design che ricorda Palazzo Fendi, il grande negozio romano di Fendi, grazie all¡¦uso di travertino. A Wuxi i consumatori più esigenti possono trovare le borse dell¡¦ultima collezione di Fendi, e una zona dedicata alle calzature.

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Giorgio Armani apre un secondo negozio a Shanghai

Giorgio Armani ha recentemente inaugurato il suo secondo negozio a Shanghai, l¡¦ottavo nella regione cinese che comprende Hong Kong e Macao. Il nuovo negozio é situato all¡¦interno di Plaza 66, uno dei più prestigiosi e frequentati centri commerciali di Shanghai. La boutique occupa due piani e una superficie di 250 mq, il che permette agli amanti della moda di fare i propri acquisti in tutta riservatezza.

La boutique é arredata in uno stile semplice eppure sofisticato ed elegante, con muri di colore grigio chiaro e pavimento grigio, mentre il soffitto più scuro include un sistema di illuminazione che mette in risalto la curvatura dei muri. Il primo piano ospita la collezione da donna, il secondo invece é dedicato all¡¦abbigliamento maschile; insieme rappresentano il luogo ideale in cui apprezzare le creazioni di Giorgio Armani.




Armani Exchange apre un nuovo negozio a Guangzhou

Armani Exchange ha inaugurato un nuovo negozio, il quinto in Cina, all¡¦interno di TeeMall, uno dei più popolari centri commerciali di Guangzhou. L¡¦arredo d¡¦interni del negozio di 263 mq é sufficientemente flessbile per riflettere e adeguarsi alla continua mutevolezza dello stile urbano. I consumatori hanno a disposizione un negozio dove contano carattere e qualità.

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Coccinelle apre il suo secondo negozio a Hong Kong pensando alla Cina

Dopo l¡¦apertura del suo primo negozio di Hong Kong nel 2007, il marchio italiano Coccinelle ha inaugurato recentemente il suo secondo negozio presso Harbour City, il centro commerciale più frequentato di Tsim Sha Tsui. Il nuovo negozio offre un ambiente naturale e vivace in cui i consumatori possono cercare le loro borse preferite in tutto comfort. Per celebrare l¡¦inaugurazione, il negozio offre anche un¡¦edizione limitata della Goodie Bag, in vendita esclusivamente a Hong Kong. Il ricavato delle vendite del primo giorno é stato donato alla Fondazione Francesca Rava ¡V N.P.H. Italia Onlus (NPO).

Boby Chan, presidente e direttore esecutivo del Gruppo Moiselle, che attualmente collabora con Coccinelle a Hong Kong, sottolinea che dopo aver creato una base a Hong Kong, Coccinelle é ora pronta ad espandersi in Cina, per trarre vantaggio dalle enormi potenzialità di quel mercato, e ha scelto Hangzhou come prima città in cui aprire un negozio. Chan ritiene che il potere d¡¦acquisto di Hangzhou sia altissimo e che la gente di quella città sia desiderosa di acquistare i prodotti di note marche internazionali. Egli é anche sicuro che Coccinelle, marchio di qualità a prezzi accessibili, gode di buone probabilità di successo sul mercato cinese, dato che nel paese sono presenti numerose marche che si situano nella fascia alta e in quella bassa del mercato, ma mancano prodotti di fascia media.




Harmont & Blaine inaugura il suo primo negozio a Hong Kong

Il marchio italiano di abbigliamento casual da uomo, Harmont & Blaine, ha recentemente lanciato il suo primo negozio di Hong Kong all¡¦interno del centro commerciale ifc mall. Il negozio offre la collezione maschile primavera/estate 2009, ispirata all¡¦architettura che costeggia la famosa autostrada americana, Route 66, ma inimitabilmente italiana per eleganza e raffinatezza.

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David Yurman inaugura un nuovo negozio all¡¦aeroporto internazionale di Hong Kong

David Yurman ha aperto il suo terzo negozio di Hong Kong all¡¦interno dell¡¦aeroporto, dimostrando così il suo interesse nei confronti del mercato asiatico. Il nuovo negozio, che ha una superficie di circa 61 mq, ha un arredo d¡¦interni in linea con gli altri negozi di David Yurman negli USA, ma con l¡¦aggiunta però di un¡¦atmosfera orientale.

Il negozio presenta la linea di gioielli di David Yurman, oltre a pezzi unici che sono disponibili solo in questo negozio. I clienti possono ammirare le creazioni di Yurman in un ambiente caratterizzato da legno zebrato, che ricorda l¡¦Africa, e pavimento in marmo marrone di ispirazione spagnola.




Gruppo giapponese approda a Hong Kong con due boutique di abbigliamento

World Group, noto gruppo giapponese con 50 anni di storia nel settore dell¡¦abbigliamento, é approdato sul mercato di Hong Kong nonostante il rallentamento economico, aprendo due boutique che vendono articoli di due suoi marchi, Untitled e TK, all¡¦interno del grande magazzino Sogo che é situato a Causeway Bay, una delle destinazioni per lo shopping preferite da residenti e visitatori.

Untitled é un famoso marchio di abbigliamento femminile presente in Giappone con 200 negozi, e con l¡¦apertura di un nuovo punto vendita a Hong Kong intende rivolgersi alle donne che prediligono un abbigliamento comodo e sportivo. L¡¦azienda é fiduciosa che i suoi articoli avranno successo a Hong Kong, e l¡¦apertura del negozio coincide con la celebrazione del quindicesimo anniversario del marchio Untitled.

TK, invece ha oltre 70 negozi in Giappone, e si rivolge a un pubblico giovane con i suoi articoli di stile urbano e alternativo, che ruotano intorno alla linea ¡§Jeaning Casual¡¨. L¡¦apertura del negozio segna il decimo anniversario di questo marchio, e l¡¦azienda spera che i consumatori di Hong Kong verranno conquistati dai suoi modelli ispirati alle tendenze e alla cultura giapponese.





 
 
Cina Statistiche

Importazioni di Tessili - Filati (HS da 50 a 60) - Da Gen a Feb 2009

Milioni di $ USA

Da Gennaio a Febbraio Quota %

Variazione %


Classifica

Paese

2007

2008

2009

2007

2008

2009

2009/2008

0

Mondo

2.915,46

3.157,84

2.320,83

100.00

100.00

100.00

-26.51

1

Giappone

455,16

498,47

413,69

15.61

15.79

17.83

-17.01

2

Cina

399,44

381,89

313,15

13.70

12.09

13.49

-18.00

3

Taiwan

441,06

409,44

306,70

15.13

12.97

13.21

-25.09

4

USA

161,23

233,25

253,20

5.53

7.39

10.91

8.55

5

Corea del Sud

332,36

324,97

250,41

11.40

10.29

10.79

-22.94

6

Australia

172,77

230,98

130,79

5.93

7.31

5.64

-43.38

7

Pakistan

101,62

80,75

96,18

3.49

2.56

4.14

19.11

8

Hong Kong

137,19

119,40

78,50

4.71

3.78

3.38

-34.25

9

India

183,52

312,02

58,46

6.29

9.88

2.52

-81.27

10

Germania

29,57

40,72

40,38

1.01

1.29

1.74

-0.83

11

Italia

50,09

50,51

38,57

1.72

1.60

1.66

-23.63

Fonte: Dogana Cinese

¡@

Importazioni di Abbigliamento (HS 61 e 62) - Da Gen a Feb 2009

Milioni di $ USA

Da Gennaio a Febbraio Quota %

Variazione %


Classifica

Paese

2007

2008

2009

2007

2008

2009

2009/2008

0

Mondo

223,48

296,53

266,62

100.00

100.00

100.00

-10.09

1

Italia

26,55

49,85

51,48

11.88

16.81

19.31

3.29

2

Cina

21,56

37,53

38,34

9.65

12.66

14.38

2.15

3

Hong Kong

71,22

71,34

29,62

31.87

24.06

11.11

-58.48

4

Giappone

17,07

17,86

18,65

7.64

6.02

7.00

4.42

5

Corea del Sud

18,03

16,80

14,46

8.07

5.67

5.42

-13.95

6

Turchia

4,29

9,21

14,02

1.92

3.11

5.26

52.12

7

Corea del Nord

8,03

10,90

11,13

3.59

3.68

4.18

2.12

8

Romania

2,94

4,66

7,26

1.32

1.57

2.72

55.78

9

Francia

4,05

7,19

7,23

1.81

2.42

2.71

0.62

10

Vietnam

2,04

3,77

6,35

0.91

1.27

2.38

68.68

Fonte: Dogana Cinese

¡@

Importazioni di Maglieria (HS 61) - Da Gen a Feb 2009

Milioni di $ USA

Da Gennaio a Febbraio Quota %

Variazione %


Classifica

Paese

2007

2008

2009

2007

2008

2009

2009/2008

0

Mondo

93,80

116,84

102,46

100.00

100.00

100.00

-12.30

1

Italia

10,09

16,89

16,88

10.76

14.45

16.48

-0.01

2

Cina

8,95

16,94

15,14

9.55

14.50

14.77

-10.64

3

Hong Kong

34,48

31,26

14,89

36.76

26.76

14.53

-52.38

4

Giappone

3,89

5,13

6,61

4.15

4.39

6.45

28.95

5

Turchia

1,64

3,84

5,85

1.75

3.29

5.71

52.33

6

Corea del Sud

6,53

6,09

5,49

6.96

5.21

5.36

-9.78

7

Tailandia

1,92

3,08

4,23

2.05

2.64

4.13

37.19

8

Portogallo

1,49

2,33

3,99

1.58

2.00

3.90

71.20

9

Macao

11,10

9,26

2,65

11.84

7.93

2.58

-71.42

10

Francia

1,62

2,87

2,44

1.73

2.45

2.38

-14.82

Fonte: Dogana Cinese


I
mportazioni di Abbigliamento Maschile
 (HS 6101, 6103, 6105, 6107, 6201, 6203, 6205, 6207) -
Da Gen a Feb 2009

Milioni di $ USA

Da Gennaio a Febbraio Quota %

Variazione %


Classifica

Paese

2007

2008

2009

2007

2008

2009

2009/2008

0

Mondo

72,38

102,75

102,44

100.00

100.00

100.00

-0.30

1

Italia

10,08

20,80

22,02

13.93

20.24

21.50

5.88

2

Hong Kong

27,32

29,70

18,78

37.74

28.90

18.33

-36.76

3

Cina

5,95

11,15

10,45

8.22

10.85

10.20

-6.33

4

Turchia

2,08

5,09

6,75

2.88

4.96

6.59

32.64

5

Corea del Nord

3,36

4,77

5,31

4.65

4.64

5.18

11.29

6

Giappone

2,33

2,92

4,74

3.22

2.84

4.63

62.55

7

Corea del Sud

6,70

5,63

4,46

9.25

5.48

4.36

-20.73

8

Romania

1,85

2,94

3,90

2.56

2.86

3.81

32.70

9

Vietnam

1,09

1,30

2,58

1.51

1.27

2.52

98.72

10

Tunisia

0,59

0,93

2,37

0.82

0.90

2.31

154.93

Fonte: Dogana Cinese


Importazioni di Abbigliamento da Donna
 (HS 6102, 6104, 6106, 6108, 6202, 6204, 6206, 6208) -
Da Gen a Feb 2009

Milioni di $ USA

Da Gennaio a Febbraio Quota %

Variazione %


Classifica

Paese

2007

2008

2009

2007

2008

2009

2009/2008

0

Mondo

58,56

85,09

74,59

100.00

100.00

100.00

-12.34

1

Italia

7,90

14,95

15,58

13.49

17.57

20.89

4.21

2

Cina

5,38

11,75

13,26

9.19

13.81

17.78

12.89

3

Corea del Sud

4,70

5,57

5,19

8.03

6.54

6.96

-6.78

4

Corea del Nord

3,77

4,73

4,84

6.44

5.56

6.48

2.19

5

Turchia

1,12

2,03

3,96

1.91

2.39

5.31

95.10

6

Giappone

1,76

2,51

3,27

3.00

2.95

4.38

30.07

7

Romania

0,87

1,40

2,89

1.48

1.65

3.88

105.88

8

Francia

1,79

2,66

2,32

3.05

3.13

3.11

-12.76

9

Hong Kong

16,29

16,79

2,21

27.82

19.73

2.97

-86.83

10

India

0,36

0,70

1,93

0.62

0.82

2.58

175.98

Fonte: Dogana Cinese


Importazioni di confezioni in Pelliccia (HS 43) - Da Gen a Feb 2009

Milioni di $ USA

Da Gennaio a Febbraio Quota %

Variazione %


Classifica

Paese

2007

2008

2009

2007

2008

2009

2009/2008

0

Mondo

33,24

34,72

33,87

100.00

100.00

100.00

-2.45

1

Cina

2,01

4,34

9,38

6.04

12.51

27.70

116.01

2

Danimarca

9,11

13,56

8,47

27.41

39.06

25.00

-37.56

3

Neo Zeland

8,18

3,03

4,78

24.60

8.72

14.11

57.84

4

Finlandia

5,84

4,81

3,38

17.55

13.85

9.97

-29.74

5

Spagna

0,92

1,90

1,77

2.77

5.48

5.22

-7.03

6

Italia

0,93

0,89

1,41

2.81

2.56

4.15

58.54

7

Francia

0,59

1,72

1,28

1.78

4.96

3.77

-25.73

8

Canada

1,32

1,11

1,12

3.96

3.19

3.30

0.69

9

Hong Kong

0,30

0,11

0,54

0.91

0.31

1.60

400.74

10

Corea del Sud

0,24

0,15

0,50

0.72

0.43

1.48

235.52

Fonte: Dogana Cinese


Importazioni di Pelli e Pellame (HS 41) - Da Gen a Feb 2009

Milioni di $ USA

Da Gennaio a Febbraio Quota %

Variazione %


Classifica

Paese

2007

2008

2009

2007

2008

2009

2009/2008

0

Mondo

786,95

785,66

521,04

100.00

100.00

100.00

-33.68

1

USA

162,09

152,17

108,46

20.60

19.37

20.82

-28.73

2

Italia

69,21

83,92

48,52

8.79

10.68

9.31

-42.19

3

Taiwan

64,52

52,71

45,91

8.20

6.71

8.81

-12.90

4

Corea del Sud

62,49

59,51

43,77

7.94

7.57

8.40

-26.45

5

Australia

46,55

66,93

43,18

5.92

8.52

8.29

-35.48

6

Brasile

103,87

86,37

41,37

13.20

10.99

7.94

-52.11

7

India

22,32

26,49

17,65

2.84

3.37

3.39

-33.37

8

Argentina

23,46

16,96

16,40

2.98

2.16

3.15

-3.33

9

Tailandia

21,79

26,27

13,95

2.77

3.34

2.68

-46.88

10

Germania

7,20

14,04

11,65

0.91

1.79

2.24

-17.04

Fonte: Dogana Cinese


Importazioni di Calzature (HS 64) - Da Gen a Feb 2009

Milioni di $ USA

Da Gennaio a Febbraio Quota %

Variazione %


Classifica

Paese

2007

2008

2009

2007

2008

2009

2009/2008

0

Mondo

96,10

135,01

155,91

100.00

100.00

100.00

15.48

1

Cina

17,48

32,22

44,04

18.19

23.86

28.25

36.69

2

Italia

10,89

20,25

25,56

11.33

15.00

16.39

26.23

3

Vietnam

13,02

20,17

21,95

13.55

14.94

14.08

8.84

4

Corea del Sud

16,64

13,91

12,46

17.32

10.30

7.99

-10.47

5

Indonesia

4,61

9,49

10,77

4.79

7.03

6.91

13.57

6

USA

11,36

9,00

8,20

11.82

6.67

5.26

-8.91

7

Taiwan 

6,72

6,18

6,45

6.99

4.57

4.14

4.40

8

Tailandia

2,23

3,44

4,55

2.32

2.55

2.92

32.29

9

Giappone

2,40

3,46

3,44

2.50

2.56

2.21

-0.55

10

Spagna

1,26

1,94

3,21

1.31

1.44

2.06

65.47

Fonte: Dogana Cinese


Importazioni di articoli in Pelle (HS 42) - Da Gen a Feb 2009

Milioni di $ USA

Da Gennaio a Febbraio Quota %

Variazione %


Classifica

Paese

2007

2008

2009

2007

2008

2009

2009/2008

0

Mondo

60,12

96,02

98,52

100.00

100.00

100.00

2.61

1

Italia

13,01

27,10

29,19

21.64

28.23

29.63

7.69

2

Cina

13,41

25,78

23,08

22.30

26.85

23.42

-10.51

3

Francia

11,67

21,26

21,52

19.41

22.14

21.84

1.22

4

Spagna

0,57

1,84

4,56

0.94

1.92

4.63

147.15

5

Corea del Sud

9,74

5,74

3,54

16.20

5.98

3.59

-38.38

6

Germania

0,77

1,04

3,15

1.27

1.09

3.20

202.51

7

Svizzera

1,01

0,77

2,01

1.67

0.80

2.04

161.32

8

Vietnam

0,66

1,92

1,79

1.09

2.00

1.82

-6.62

9

Giappone

1,45

2,73

1,36

2.40

2.85

1.38

-50.20

10

USA

0,29

0,58

1,17

0.49

0.61

1.18

100.53

Fonte: Dogana Cinese


Importazioni di Cosmetici (HS 33 e 34) - Da Gen a Feb 2009

Milioni di $ USA

Da Gennaio a Febbraio Quota %

Variazione %


Classifica

Paese

2007

2008

2009

2007

2008

2009

2009/2008

0

Mondo

342,79

493,01

353,53

100.00

100.00

100.00

-28.29

1

Giappone

66,57

109,54

81,85

19.42

22.22

23.15

-25.28

2

USA

64,90

97,33

66,55

18.93

19.74

18.82

-31.63

3

Francia

33,82

50,56

39,28

9.87

10.26

11.11

-22.31

4

Germania

38,72

53,06

28,85

11.29

10.76

8.16

-45.63

5

Corea del Sud

18,76

23,22

21,90

5.47

4.71

6.19

-5.69

6

Taiwan

17,56

20,54

15,47

5.12

4.17

4.38

-24.68

7

Malaysia

10,24

12,49

12,21

2.99

2.53

3.45

-2.23

8

Singapore

11,50

16,46

10,94

3.35

3.34

3.09

-33.53

9

Hong Kong

6,39

8,66

8,70

1.86

1.76

2.46

0.56

10

Tailandia

4,75

8,11

8,04

1.39

1.65

2.27

-0.89

11

Italia

6,98

10,79

6,18

2.04

2.19

1.75

-42.72

Fonte: Dogana Cinese


Importazioni di Gioielli (HS 7113 e 7117) - Da Gen a Feb 2009

Milioni di $ USA

Da Gennaio a Febbraio Quota %

Variazione %


Classifica

Paese

2007

2008

2009

2007

2008

2009

2009/2008

0

Mondo

28,80

41,18

43,83

100.00

100.00

100.00

6.45

1

Francia

1,84

3,72

7,30

6.40

9.04

16.66

96.28

2

Svizzera

4,19

5,84

6,81

14.56

14.18

15.55

16.68

3

Hong Kong

3,92

9,43

6,67

13.59

22.91

15.23

-29.25

4

Austria

4,61

6,66

5,88

16.01

16.17

13.42

-11.61

5

Italia

2,95

2,74

3,23

10.24

6.67

7.37

17.65

6

Cina

2,16

3,32

3,20

7.51

8.06

7.31

-3.41

7

USA

0,58

1,48

2,27

2.01

3.60

5.19

53.49

8

Tailandia

0,30

0,31

2,17

1.05

0.76

4.95

589.70

9

Giappone

1,22

1,35

1,61

4.23

3.29

3.68

19.20

10

Corea del Sud

4,18

2,82

1,58

14.51

6.85