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Febbraio 2007
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Presentazione Tendenze Moda In – Primavera/Estate 2008 Il 19 gennaio, presso la Sala Umberto Agnelli dell’Istituto Italiano di Cultura di Tokyo, si è tenuta la presentazione delle tendenze di Moda In organizzata dall’ICE di Tokyo in collaborazione con Tessilvari – Federazione Italiana Industriali Tessilvari e del Cappello, nell’ambito del Progetto “Tessile Moda”. L’iniziativa ha avuto come scopo la promozione del tessile moda italiano nei paesi europei ed extraeuropei ed il rilancio di Milano come capitale internazionale del settore. Nella capitale lombarda, dal 13 al 16 febbraio, al Portello d Come avviene ogni stagione, Moda In presenta in anteprima, attraverso il suo “road show”, le tendenze di Moda In nel mondo. Lo show, partito da Milano, ha poi toccato la Spagna e la Francia, per approdare a Tokyo il 19 gennaio. L’ultima tappa è stata quella di New York il 23 gennaio. La presentazione vera e propria è stata preceduta dagli interventi di Federico Balmas, Direttore Rete ICE in Giappone, di Mario Andrea Vattani, Primo Consigliere dell'Ufficio Affari Economici dell’Ambasciata d‘Italia a Tokyo e di Susi Castellino, Responsabile Ufficio Stampa e Comunicazione di Moda In. Balmas, che partecipa alla manifestazione per la prima volta dal suo insediamento nell’ufficio di Tokyo, ha ribadito che l’Italia detiene la leadership nella produzione di tessuti innovativi, ed ha affermato che “per chi cerca un tessuto ad alto contenuto moda ed un prodotto personalizzato, Moda In è un appuntamento da non perdere”, soprattutto tenendo conto del fatto che i giapponesi sono molto curiosi nei confronti delle novità. Vattani, da parte sua, ha affermato di provare molto interesse nel vedere come si sviluppano le proiezioni di Moda In nelle collezioni delle stagioni successive. Vattani ha inoltre ribadito che l’interesse manifestato dai giapponesi nei confronti dell’Italia nel corso dell’esposizione universale di Aichi del 2005 continua ad essere molto forte. Nel campo della moda, il Giappone premia l’Italia perché essa produce materiali eccezionali con una grande attenzione per il dettaglio. Vattani ha annunciato, inoltre, che allo scopo di mostrare al pubblico giapponese il tipo di ricerca alla base dell’eccellenza dei prodotti italiani, per il periodo da marzo a giugno, sono previsti in Giappone oltre 200 eventi di altissimo livello nell’ambito della manifestazione intitolata Primavera Italiana. Successivamente è stata la volta di Susi Castellino, che ha fornito informazioni sulla Fiera Moda In e sui riscontri di pubblico/operatori intervenuti nel corso dell’ultima edizione di Milano Unica. Dai dati presentati, risulta un aumento del 17% dei visitatori complessivi, saliti a 35.756, mentre il numero delle aziende estere presenti è salito del 30%. Tra i visitatori stranieri, quelli giapponesi hanno registrato un aumento del 19%, a riprova del crescente interesse mostrato dagli operatori del settore di questo paese nei confronti della manifestazione. La presentazione è Nel corso della presentazione, diventata ormai un appuntamento molto atteso dal pubblico giapponese, Fokkema ha spiegato che i tessuti e gli accessori per la stagione P/E 2008 hanno più che mai il compito di valorizzare le linee e le forme del corpo, sia accarezzandolo dolcemente che scolpendolo con maestria e spettacolarità. Si respira un’aria carica di energia positiva, radiosità e gioia di vivere. Il tessuto è sempre più determinante per il successo del capo finito condizionandone i volumi, la vestibilità e l’estetica. I tre temi proposti sono stati: FLUIDITà, delicatezze tattili e disegnature mosse per un allure disinvolto; CESELLO, perfezione esecutiva e cura dl dettaglio per una nuova tridimensionalità; STUPORE, effetti speciali e combinazioni sorprendenti per una super creatività. I punti forti della stagione sono: - Una forte presenza delle più importanti fibre vegetali e della seta ed un sempre crescente spirito ecologico - Un ruolo paritetico delle fibre man-made soprattutto quelle a sezione micro, bi-componenti, memorizzanti, metallo-plastiche - Proprietà stretch come “must” in quasi tutte le tipologie non solo femminili ma anche maschili - Contrapposizione in eguale misura fra l’aspetto etereo, voluminoso, fluttuante e quello compatto, nitido, scolpito - Colori pieni e luminosi ma anche delicati, evanescenti - Accessori che si integrano, quasi annullandosi, nel tessuto ma anche caratterizzanti e decisivi All’evento sono state registrate oltre 300 presenze di operatori e giornalisti giapponesi specializzati del settore.
I risultati semestrali dei principali gruppi dell’abbigliamento mostrano le due società in testa, Onward Kashiyama e World, distanziarsi dalle altre, anche se aziende un tempo fallimentari hanno fatto una sorta di rentrée, in termini di fatturato, se non di utili. Sono stati diffusi i risultati provvisori dei principali gruppi dell’abbigliamento quotati in borsa dai quali si evince che sia Onward Kashiyama che World sono riusciti a migliorare il fatturato consolidato di oltre il 15% rispetto all’anno scorso, segnando forti incrementi rispetto a Sanyo Shokai, Tokyo Style e Look, i migliori dei quali sono riusciti a registrare un incremento di appena il 2,2%. I migliori progressi sono tuttavia giunti da aziende un tempo con situazioni fallimentari, come Renown e Kosugi Sangyo, che hanno tratto vantaggi dai nuovi proprietari e dalla iniezione di fondi che ha consentito loro di crescere tramite acquisizioni: entrambe sono riuscite ad aumentare il fatturato di circa il 50%. Delle prime otto società a divulgare i risultati provvisori, solo due hanno assistito ad un calo delle vendite. Tokyo Style di una percentuale molto inferiore al solito, solo 0,7%, e Naigai, con un regresso - purtroppo - tipico del 11,4%. Le due società di abbigliamento che divulgano i risultati dell’intero esercizio in questo periodo dell’anno, Sanei International e Link Theory Holdings, hanno entrambe incrementato il fatturato, rispettivamente del 5,1% e del 33,8%. In cima alla classifica, World è andato molto vicino al fatturato di Onward Kashiyama su base consolidata, un fatto che ha messo Sanyo Shokai è riuscito a segnare un progresso di appena il 2,2% del fatturato nel primo semestre dell’anno, ma ha assistito a vendite molto più consistenti di capi Burberry. Look è riuscito tuttavia a segnare solo aumenti del 2,1% grazie ai buoni risultati delle sue affiliate coreane e di Hong Kong, mentre le vendite di abbigliamento donna della sola casa madre ai grandi magazzini sono scese del 4,6%. Come mostra la tabella, Kosugi Sangyo ha assistito ad un incremento del 53,8% su base consolidata, totalmente dovuto alle acquisizioni. L’anno scorso questa società ha beneficiato dell’entusiasmo del suo azionista di maggioranza J.Bridge per i marchi sportivi, utilizzando Kosugi come veicolo di acquisizione per Minami, Kojitz e altri. Questi nuovi progetti non hanno tuttavia arrestato le perdite o i numeri in rosso della casa madre, con un calo del fatturato di abbigliamento da parte di Kosugi pari al 4,5%. Analogamente, mentre le vendite di Tokyo Style sono calate di appena lo 0,7% su base consolidata, il fatturato della casa madre è sceso del 2% - sono stati solo i risultati di Live Labo, select shop di recente acquisizione, e di Jack, distributore di Stussy, che hanno aiutato Tokyo Style a contenere le perdite. Anche Renown è stata aiutata dalla fusione di Leilian con la società principale - almeno in termini di fatturato. Tuttavia, diversamente da Kosugi e Tokyo Style, Renown è riuscita addirittura a registrare qualche risultato positivo per la società madre: nonostante le vendite di abbigliamento donna ai grandi magazzini siano calate del 2%, quelle di abbigliamento uomo sono salite del 3%. Di nessun aiuto del genere ha potuto usufruire Naigai. Kosugi e Renown un tempo assomigliavano molto alla Naigai di oggi: fatturato in calo, perdite nette anno dopo anno, e un team di manager con poco vigore. Ora che entrambe queste società sono state rilevate e stanno per essere ristrutturate, Naigai è molto sola in questo senso, e i suoi risultati negativi sono isolati in modo ancor più evidente. Mentre la produzione su licenza dei calzini Polo Ralph Lauren e la divisione abbigliamento bimbo hanno registrato un calo dell’1,5%, la sua affiliata di abbigliamento Naigai Apparel ha subito un calo di oltre il 10%. La redditività della maggior parte delle aziende non è stata uniforme nel primo trimestre. Sanyo Shokai ha registrato i migliori risultati, segnando incrementi del 25,5% grazie ad un importante sforzo volto a ridurre le spese generali e a ridurre i prezzi dei fornitori: gli utili sarebbero stati più elevati se la società non avesse avuto una ingente quantità di resi dai clienti, uno degli svantaggi dovuti alla mancata adozione di un modello SPA (Specialty store retailer of Private label Apparel). Nonostante il regresso delle vendite dei rispettivi comparti principali, sia Tokyo Style che Look sono riuscite a tagliare i costi e migliorare i margini lordi complessivi, dando una piccola spinta agli utili. Onward rimane di gran lunga la società più remunerativa, con utili ante imposte del primo semestre pari a 11,91 miliardi di yen (ca. 76 mln. di euro), un dato comunque inferiore del 3,3% rispetto all’anno scorso a causa dei cattivi risultati di Impact 21, sua controllata in joint venture con Polo Ralph Lauren – gli utili della società madre sono addirittura cresciuti nel primo trimestre. World ha invece registrato una piccola perdita ante imposte quest’anno, dovuta però al fardello di interessi e di altre commissioni a favore delle banche che avevano finanziato l’acquisizione societaria da parte dei suoi stessi dirigenti lo scorso anno. Su base operativa, i marchi nella maggior parte dei casi hanno aumentato gli utili e l’anno prossimo si prevede che si riprendano fortemente di nuovo su base consolidata. Infine, mentre Renown e Kosugi stanno iniziando a darci qualche notizia positiva sul fronte delle vendite, entrambi continuano a registrare numeri in rosso, come succede anche a Naigai, ma almeno i primi due sono riusciti a ridurre in qualche modo le perdite.
Matsuya è sempre al primo posto a Ginza Il 2007 sarà l’anno finale del decisivo piano triennale che ha visto il negozio Matsuya di Ginza da un lato oggetto di restauri di ampio respiro e dall’altro lanciare nuovi marchi. Nonostante la temporanea chiusura di parti del punto vendita, il negozio Matsuya di Ginza resta il grande magazzino che realizza le maggiori vendite nell’area e si prevede che quest’anno anche il punto vendita di Asakusa chiuda in pareggio. Nel 2006 Matsuya ha ristrutturato i piani dedicati all’abbigliamento donna e all’alimentare nel proprio flagship shop di Ginza. Si è giunti alla fase finale di un processo quinquennale di rinnovo comprendente l’espansione della superficie di vendita, una nuova facciata, la riqualificazione dei piani e la riorganizzazione del merchandising. L’anno precedente, Matsuya aveva riqualificato il piano dei ristoranti ed i reparti di cosmetici e accessori. A seguito di tali recenti cambiamenti, Matsuya ha visto la propria quota di fatturato del negozio di Ginza salire di tre punti al 35,6% nel primo semestre dell’anno finanziario. I cambiamenti dello scorso autunno dovrebbero favorire ulteriormente le vendite e la rispettiva quota di crescita, con una suddivisione molto più chiara delle aree del negozio che consentano ai clienti di identificare più facilmente le parti del punto vendita, e nuovi marchi per offrire un più ampio ventaglio di merce non reperibile nei negozi vicini. L’area della biancheria intima ad esempio ha un nuovo look simile ad un negozio di lusso oltre che 12 nuovi marchi esteri, che offrono tutti una più ampia gamma di taglie e più elevati livelli di qualità e design. Da quando è stato ultimato il restauro, il fatturato è cresciuto a due cifre, in particolare le vendite di abbigliamento donna al terzo e quarto piano che sono salite del 20%. Questa primavera, Matsuya continuerà a migliorare la linea di abbigliamento donna introducendo nuovi marchi di prestigio. Matsuya ha introdotto anche nuovi servizi che mirano al target delle donne in carriera, un segmento sempre più importante per i grandi magazzini di Ginza grazie all’elevato numero di nuovi edifici costruiti nelle aree adiacenti di Marunouchi e Yaesu che ospitano uffici di aziende blue-chip sia giapponesi che internazionali. Un nuovo spazio al quarto piano del negozio denominato G Office mette a disposizione un team di consulenti che aiutano le donne in carriera con consigli su moda, cosmetici e cibi gourmet. Mentre il flagship shop di Ginza continua a generare risultati migliori rispetto agli altri grande magazzini dello stesso livello, il negozio di Asakusa produce risultati scadenti quanto il suo look. Tuttavia, alla fine, la società ritiene che il negozio - che si trova in un quartiere popolare - stia per andare in pareggio. Considerato che Asakusa non è distantissima da Ginza, per differenziare ancora di più il target dei due negozi, la società ha fatto sì che il punto vendita di Asakusa si concentrasse soprattutto sull’alimentare offrendo agli abitanti del quartiere un motivo di andarci a fare la spesa. Le vendite di alimentari rappresentano adesso il 50% del fatturato del negozio. Anche la gamma dei capi di abbigliamento offerti è stata riveduta negli ultimi due anni, con un cambiamento di direzione verso i capi casual e da indossare tutti i giorni, e con una maggiore attenzione verso una più ampia selezione di taglie, particolarmente per consumatori sulla sessantina. Anche le vendite di accessori sono migliorate, e quelle di calzature sono salite ogni mese per quasi due anni. A seguito di tali cambiamenti, e di una riduzione complessiva dello spazio dedicato alla vendita diretta e della introduzione di nuovi locatari, Matsuya dichiara che il negozio dovrebbe registrare un piccolo utile nell’esercizio 2006. Il fatturato è tuttavia salito di appena lo 0,1% il primo semestre dell’esercizio 2006, e si prevede che le vendite dell’intero anno raggiungano 14,6 miliardi di yen (ca. 93,6 mln. di euro).
Hankyu aprirà all’interno di Hep Navio Hankyu sta ristrutturando il proprio punto vendita di Umeda a Osaka, dal quale proviene oltre il 70% del fatturato derivato dai suoi grandi magazzini. Con una simile dipendenza, il restauro del negozio ha rappresentato una notevole sfida per il management di Hankyu, comunque necessaria se non voleva assistere ad un crollo del fatturato. La soluzione intrapresa è stata quella di occupare più spazio in uno dei suoi shopping building, e di aprire nuovi punti vendita all’estero. L’uso dei suoi shopping building e l’espansione in Giappone faranno sì che Hankyu continuerà ad essere un target essenziale per i marchi che vogliono vendere. Hankyu avvierà la seconda fase della profonda ristrutturazione del proprio flagship shop di Umeda nel 2008. Onde ridurre l’impatto negativo di tutta questa superficie di vendita persa, Hankyu occuperà una parte sostanziosa di spazio all’interno dello shopping building Hep Navio nella primavera del 2008. 15.000 mq di Hep Navio saranno convertiti in una sorta di grande magazzino Hankyu in piccolo. Questo mini negozio resterà in attività fino all’ultimazione del grande magazzino principale nel 2011. Durante questi tre anni, Hankyu gestirà il negozio dislocato in tre sedi: Navio, parte dell’ala denominata “Ings” e una piccola sezione del negozio principale. Dal 2005, il 30% del negozio principale non è stato in attività per via dei lavori di costruzione, ma a partire dal 2008 tale quota salirà di un ulteriore 20%. Una volta ultimata la ristrutturazione, il negozio di Umeda, compresa l’ala Ings, si estenderà su 90.000 mq, il 40% in più rispetto al negozio esistente. Per prepararsi al previsto regresso del fatturato fino al 2011, Hankyu ha già messo in atto dei programmi atti a incrementare le vendite provenienti dalle attività non legate ai grandi magazzini, ossia quelle dei supermercati e degli shopping center. Sta tuttavia lavorando alacremente per ridurre la propria dipendenza dal negozio di Umeda realizzando altri grandi magazzini nell’intento di incrementare le vendite nel complesso del 60% per portarle a 600 miliardi di yen (ca. 3,8 mld. di euro) entro il 2014. La fusione con Hanshin, per esempio, rientra tra queste iniziative anche se numerosi analisti asseriscono che è ancora molto in dubbio se, nel lungo termine, l’operazione aiuterà od ostacolerà Hankyu. Con l’acquisto, Hankyu ha ottenuto il diritto di aprire un negozio all’interno della stazione di Shin-Hakata, a Fukuoka in Kyushu, creando un altro grande magazzino collegato alle linee ferroviarie JR (Japan Railways), che dato il successo dei primi tre gestiti da Isetan, Takashimaya e Daimaru, (Mitsukoshi aprirà il quarto nella stazione di Osaka), potrebbe imprimere una forte spinta al fatturato di Hankyu. Oltre alla espansione in Giappone, Hankyu ora ha in programma il ripristino di un business all’estero. Il suo primo tentativo fu troncato dal crollo delle economie asiatiche negli ultimi anni ’90. A maggio, un grande magazzino Hankyu diventerà il negozio principale all’interno di un nuovo centro commerciale a Taiwan. Il negozio da 20.000 mq sarà gestito attraverso una joint venture. Una volta che questo punto vendita sarà funzionante, Hankyu prevede un lancio vero e proprio sul continente cinese.
Millennium: finalmente acquisti centralizzati Millennium Retailing introdurrà il sistema degli acquisti centralizzati per i suoi 10 punti vendita nel Giappone occidentale, abbandonando la tradizione, vecchia di decenni, di gestione indipendente di ciascun negozio. Il Gruppo inizierà a rifornirsi delle collezioni di abbigliamento tramite una commissione per gli acquisti centralizzati nonché a standardizzare in ampia misura e riqualificare i ristoranti presenti in tutti i suoi punti vendita. Tenterà inoltre di trattare con molta cura i clienti migliori. Millennium Retailing continua a fare notizia con i suoi nuovi programmi. In dicembre questo gruppo ha annunciato cambiamenti nei suoi dieci negozi, quattro della catena Seibu e sei di Sogo, che si trovano nella parte occidentale del paese, da Fukui fino a Hiroshima. Il cardine del nuovo piano è un passo in direzione degli acquisti centralizzati. Un annuncio di tal genere era atteso da tempo, ed illustra quanti pochi progressi siano stati compiuti da quando Shigeaki Wada prese in mano le redini della situazione per rilevare le due catene di grandi magazzini in cattive acque e formare il gruppo. Per la prima volta, i dieci negozi inizieranno ad acquistare parte dei capi di abbigliamento in modo centralizzato e a coordinare le scorte di merci esistenti in negozio e il merchandising. I buyer di ciascun punto vendita si incontreranno per coordinare le proprie decisioni, e la società attribuisce molta importanza alle potenziali economie di scala che questa iniziativa può ingenerare. Se da un lato ciò è estremamente innovativo per un grande magazzino nipponico, ora Millennium fa parte di Seven & I Holdings, ed il vantaggio sarebbe ancora maggiore se gli acquisti fossero centralizzati non solo per i propri negozi, ma anche per i prodotti - spesso di fascia altrettanto alta - offerti presso i numerosi supermercati Ito-Yokado che operano nelle stesse regioni. Un punto questo che è stato tuttavia in larga misura trascurato. Uno dei problemi di una simile integrazione completa è il supporto che i retailer ritengono di dovere continuare ad assicurare ai fornitori tradizionali. A giudicare dalle apparenze, i retailer insistono spesso sul fatto che i gusti locali limitano le proprie scelte negli acquisti, ma scuse di questo genere oggi evidenziano una mancanza di comprensione dell’importanza di una politica nazionale di branding da un lato e la forza delle migliori società dall’altro. Verrebbe tuttavia considerato imp Più drasticamente, gli oltre 200 diversi gestori di ristoranti, spesso locali, che attualmente operano in questi 10 grandi magazzini saranno ridotti ad appena 30 società. Le catene di ristoranti che meglio rispecchiano i target dei grandi magazzini che li ospitano saranno invitate ad espandersi all’interno del gruppo e a proporre pietanze di migliore qualità e che generino maggiori entrate. Altrettanto importante è il posizionamento dei punti vendita Millennium Retailing nel loro complesso. Il punto vendita di Sogo Shinsaibashi ha realizzato un fatturato inferiore del 3% rispetto ad una aspettativa di 50 miliardi di yen (ca. 320 mln. di euro) il primo anno, nonostante in considerazione delle dimensioni, della ubicazione e degli investimenti operati, le vendite avrebbero dovuto essere più alte del 15%. Ora che apriranno a breve nuovi grandi magazzini della concorrenza nella vicina Umeda, il punto vendita di Shinsaibashi rappresenta un grosso problema per il gruppo nel suo complesso. Una possibilità che Millennium sta esaminando per migliorare la propria situazione è quella di espandere la propria sezione di vendite “gaisho” (un tipo di vendita personalizzato che si rivolge a clienti di alto livello n.d.r.) – ma ciò è quanto sta tentando di fare ogni altra catena di grandi magazzini in cattive acque. Nel complesso, i clienti che spendono oltre 5 milioni di yen (oltre 32 mila euro) all’anno rappresentano un ottimo 20% del fatturato totale dei punti vendita Sogo, e il 15% del fatturato dei negozi Seibu. Nel caso di Sogo, ciò significa che esistono al massimo circa 18.000 clienti in tutto il paese cui deve assolutamente rivolgersi – un numero incredibilmente basso per un retailer di queste dimensioni. Millennium si rivolge a questi clienti con nuovi eventi esclusivi, compresi inviti speciali al teatro che si trova al 14mo piano di Sogo Shinsaibashi e a speciali mostre d’arte o di altri oggetti dai prezzi estremamente elevati. Sta altresì mettendo a punto servizi alla seconda fascia di clientela d’elite che spende almeno 1 milione di yen (ca. 6.400 euro) l’anno nei suoi negozi. Tutte queste iniziative sono positive alla luce di quanto Millennium non ha fatto finora, e ogni singolo aspetto dei suoi piani per il Giappone occidentale può essere ritenuto un passo nella giusta direzione. Quello che ancora manca è una maggiore integrazione con le attività Seven & I e, come sempre, la velocità e l’entità del cambiamento restano purtroppo limitati.
World sfrutta al meglio il “management buyout” L’anno scorso World ha ritirato dal listino le proprie azioni, una decisione che gli ha consentito di mettersi al sicuro da acquisizioni ostili e garantito un più stretto controllo della strategia e la condivisione delle informazioni, ma che ha ridotto di poco l’accesso a nuovi finanziamenti. Successivamente, la società ha continuato a crescere, aggiungendo due nuovi marchi ed espandendo gli spazi di vendita nei negozi. Cosa insolita, ora ha siglato contratti di lavoro a tempo indeterminato con la maggior parte dei propri dipendenti che finora erano assunti a tempo determinato. Le operazioni di “Management Buyout” (acquisizioni societarie da parte dei loro stessi dirigenti, n.d.t.) stanno diventando una sorta di moda per ristoranti e retailer. World, produttore e distributore leader di abbigliamento, ha scelto di uscire dal listino azionario lo scorso novembre a seguito di un “management buyout” e, un anno dopo, ora ha in cantiere una espansione aggressiva in termini di marchi e negozi. La società intende raddoppiare gli investimenti in nuovi marchi portandoli a 10 miliardi di yen circa (ca. 64 mln. di euro) ed espandere lo spazio dedicato alla vendita al dettaglio fino a un 20% entro marzo 2007. World sostiene che il management buyout abbia liberato il consiglio di amministrazione dalle preoccupazioni a proposito di investitori e quotazioni ma, aspetto di gran lunga più importante, libererebbe la società dalle preoccupazioni di OPA ostili. Con le banche sempre pronte ad accordare finanziamenti, il mercato azionario non rappresenta una fonte di finanziamento cruciale come in molti paesi. Con una decisione più insolita, World ha trasformato 5.000 dei World ha certamente bisogno del personale. In autunno, ha infatti aperto i negozi Glowenic che si rivolgono a donne che lavorano fra i 25 e 30 anni, nonché i punti vendita Hansel & Gretel che puntano alla generazione di chi ha superato da poco i 30 anni e ai loro bambini. Nell’anno conclusosi a marzo 2006, World ha aggiunto 14 nuovi marchi al proprio portafoglio. Il numero totale di negozi gestiti dovrebbe raggiungere quota 2.200 entro marzo del prossimo anno.
H&M ha recentemente annunciato che aprirà in Giappone nel 2008. È già stata deciso dove sarà ubicato il primo negozio e la costruzione dell’edificio che lo ospiterà, nel quartiere di Harajuku, sarà completata in tempo per un’apertura nell’autunno 2008. La superficie sarà di circa 1500 mq. H&M ha probabilmente annunciato l’inaugurazione con largo anticipo per fare uscire allo scoperto i promotori con opportunità interessanti sul fronte retaiI. Risulta anche che H&M stia già cercando a Tokyo altri locali per punti vendita. La catena svedese è l’ultima delle principali catene straniere di moda ad entrare nel mercato giapponese e a farlo direttamente. La spagnola Inditex del marchio Zara ha, infatti, preso in mano le redini della joint venture esistente per procedere ad un’espansione rapida e diretta in tutto il Giappone. Un altro retailer spagnolo, Mango, ha recentemente rilevato la gestione delle attività dei suoi negozi in Giappone dal suo ex-partner Mitsui. La catena statunitense Abercrombie & Fitch pare che stia per dare al Giappone un’altra chance dopo averci rinunciato due anni fa. Anche la catena britannica Topshop ha fatto un primo tentativo, l’anno scorso, aprendo un negozio all’interno di Laforet Harajuku, proprio vicino a dove si troverà il futuro negozio H&M. Visto che di recente nelle città europee e statunitensi i prezzi degli immobili sono saliti drasticamente, Tokyo è diventata una città comparativamente a buon mercato dove è sempre più facile aprire un negozio, un aspetto che sta dando luogo ad una intensa attività di retailer e marchi esteri.
Link International ridurrà la gamma di prodotto Link International si appresta a ridurre di circa un terzo la propria gamma di prodotto in vendita nei suoi negozi di abbigliamento femminile Theory. La riduzione non dovrebbe avere un grande impatto sul fatturato. Contemporaneamente saranno sperimentate nuove taglie. La società prevede anche di introdurre negli USA il marchio di fascia più alta Theory Luxe. Link International pensa di rinnovare la propria pianificazione del prodotto a partire dalla primavera. La società intende ridurre di un terzo la varietà totale di colori e modelli, e al contempo allargare la gamma delle taglie. Tenterà anche di espandere lo spazio nelle ubicazioni esistenti visto che le possibilità di reperire nuovi negozi si stanno assottigliando per via della maggiore concorrenza da parte marchi rivali. Nel complesso, Theory attualmente propone un totale di 780 unità-prodotto (SKU, Stock Keeping Unit) di capi da donna. Un numero che sarà ridotto a 580 circa a partire dalla primavera. L’inventario sarà monitorato più da vicino e controllato dando maggiore enfasi alle linee a più alto margine. Il margine lordo previsto per l’esercizio 2006 che sarà divulgato nell’agosto 2007 è di 0,1 punti in meno rispetto all’anno precedente, ossia del 52,4%. Il margine lordo di Theory per il 2005 è stato di circa il 53%. Theory realizza circa il 90% del proprio fatturato con appena il 50% delle linee disponibili, ragion per cui si impone forse un re-merchandising. Non si prevede alcun impatto sulle vendite da parte di questo taglio della gamma complessiva. Finora Theory proponeva solo due taglie per la maggior parte delle sue gamme, ma pur avendo ora ridotto lo stock, spera di attrarre una clientela più vasta cui precedentemente le taglie non andavano bene offrendone di più. Saranno introdotte taglie sia più grandi che più piccole, ma solo in alcuni negozi in funzione dei clienti del posto. La società continuerà a sperimentare gli assortimenti di taglie in vari punti vendita man mano che l’adeguamento proseguirà. Theory Luxe è il marchio di fascia più alta di Link Theory che già propone taglie più grandi. Il marchio sarà ulteriormente elaborato e trasformato in una gamma di articoli alternativa. Luxe è disponibile al momento solo in Giappone, ma gli stessi prodotti saranno lanciati negli USA a partire dalla primavera con il nome Premise. Nell’agosto 2006, Theory gestiva 46 negozi di articoli da donna, 28 da uomo, 31 Luxe e 8 di accessori. La quasi totalità dei punti vendita di capi femminili era proposta all’interno di grandi magazzini. Lo scorso anno sono stati aggiunti solo due nuovi negozi Theory con abbigliamento donna, a conferma che Link International sta attraversando una fase di riflessione per come migliorare le vendite a perimetro costante.
United Arrows lancia uno store sul web United Arrows, leader nella gestione dei suoi select shop, è stato lento a sviluppare un proprio servizio di shopping su Internet, preferendo affidarsi ai servizi offerti dai siti per lo shopping di terzi. Avendo ora maturato un know-how al riguardo, United Arrows ha appena lanciato un proprio web store – ma non con il proprio nome. Alla fine del 2006, United Arrows ha lanciato un web store pilota. Nonostante non disponesse di un proprio negozio sul web, United Arrows ha preferito attribuire al sito il nome di Liclis (www.liclis.com). Anziché creare uno store con il marchio United Arrows, nome ormai famoso, la società ha optato per un approccio prudente, lanciando un web shop per una nuova insegna ancora sconosciuta – nonostante abbia già dei piani operativi per l’apertura di negozi tradizionali Liclis per il 2007. United Arrows è stato restio ad esplorare la possibilità della distribuzione al dettaglio via Internet. Finora ha solo venduto prodotti su web store di terzi, in particolare Zozotown, Stylife, Select Square e Woman Excite. Anche in questi casi l’enfasi era posta sulle linee più casual – che rappresentano l’80% delle proprie vendite online – nella maggior parte dei casi della catena Green Label Relaxing. Liclis è il primo sito di United Arrows, ed è anche il primo a vendere prodotti di fascia più alta. Il sito Liclis provvede ad indirizzare i visitatori anche su altri web store che vendono prodotti United Arrows. La società afferma di augurarsi di utilizzare il sito Liclis per realizzare un’attività di shopping via Internet assai rapidamente e lanciare altri siti l’anno prossimo. Liclis è indubbiamente un web store di fascia alta. Vende prodotti United Arrows di alto livello dei migliori negozi, come Jewel Changes, Another Edition e Liquor, Woman & Tears, ma include anche alcuni prodotti di Green Label Relaxing. A partire da questa primavera United Arrows aggiungerà anche una nuova linea di abbigliamento sportivo. Con il nome Sounds Good, questa linea sarà dedicata agli sport e al tempo libero, sarà elaborata in collaborazione con Wacoal e si aggiungerà al marchio golf lanciato lo scorso autunno. Il sito di Liclis non è gestito direttamente da United Arrows, ma da un contraente terzo, Diamond Head. Quest’ultimo è specializzato nello sviluppo di web store specificamente per società che operano nel campo della moda, nonché nel fornire attività chiavi in mano, lavorando a stretto contatto con gli addetti alle vendite, i buyer e gli stilisti per creare pagine web in cui si danno consigli sui prodotti destinati ai clienti. Box: United Arrows ha chiuso i negozi Changes United Arrows ha chiuso i propri select shop “Changes United Arrows” alla fine di gennaio. Il marchio Changes era stato lanciato nel 2003 a Nagoya, ma erano stati aperti solo due negozi, che hanno registrato un fatturato di circa 600 milioni di yen (ca. 3,8 mln. di euro). Changes era stato sviluppato per vendere griffe di alto livello come Chloé e Stella McCartney. Tuttavia, come riferito di recente (vedi Newsletter di dicembre 2006), United Arrows ha recentemente diviso in due la propria catena principale di negozi, United Arrows, vendendo un maggior numero di linee di abbigliamento casual tramite una nuova catena chiamata Beauty & Youth. I negozi United Arrows vendevano sia capi più classici sia griffe di fascia alta. Considerando il nuovo profilo, la società ha deciso di non avere più bisogno di un negozio ad hoc dedicato esclusivamente alle griffe. Di conseguenza, la maggior parte dei marchi venduti nei negozi Changes sarà venduta nei negozi United Arrows a partire dalla prossima primavera, in particolare quelli di maggiori dimensioni di Harajuku e Nagoya. Continuerà, invece, ad operare Jewel Changes, che conta tre negozi.
Il quotidiano economico Nihon Keizai Shinbun, ha reso noto che Fast Retailing intende aprire un negozio Uniqlo di ampie dimensioni a Parigi nel corso del 2007. Da un’intervista a Tadashi Yanai, President & CEO di Fast Retailing, risulterebbe che l’area per il futuro punto vendita a Parigi sia già stata acquisita, e che le dimensioni del negozio saranno simili al flagship shop di New York aperto a Soho in novembre. Yanai ha anche dichiarato che l’inaugurazione di Parigi dovrebbe essere seguita da analoghi negozi di vaste dimensioni in città europee quali Milano, Amsterdam, Madrid e Barcellona.
Pringle passa alla gestione diretta Fang and Sons, con sede a Hong Kong, la società proprietaria del marchio Pringle of Scotland, partirà con le vendite dirette in Giappone il prossimo autunno. La società lavorerà direttamente con i grandi magazzini nonché distribuendo all’ingrosso alle catene specializzate. Sarà la prim
Stella McCartney sottoscrive un nuovo accordo per il Giappone Il Gruppo Gucci ha siglato un nuovo accordo per la distribuzione di Stella McCartney in Giappone. L’accordo è stato firmato con Unit & Guest di Tokyo e riguarda l’abbigliamento e gli accessori. Unit & Guest è una società facente parte del gruppo di Sanei International, uno dei principali gruppi di abbigliamento in Giappone. L’affiliata è stata costituita per gestire marchi importati di fascia alta e al momento tratta, fra gli altri, anche Diane von Furstenberg e Luella. Unit & Guest inizierà la distribuzione a partire dalla collezione Autunno/Inverno e prevede l’apertura di un flagship shop entro due anni. Con questo accordo un solo marchio del gruppo Gucci, Alexander McQueen, rimarrà senza un contratto di distribuzione per il mercato nipponico. L’anno scorso Gucci ha infatti siglato una joint venture con Restir per la distribuzione di Balenciaga.
La Japan Fashion Week verso mete più alte Alla fine di novembre, il Fashion Strategy Forum, comitato organizzatore della Japan Fashion Week, ha incontrato i rappresentanti del METI, il Ministero dell’economia, del commercio e dell’industria giapponese, per elaborare i programmi per la prossima edizione della Japan Fashion Week che avrà luogo dal 12 al 16 marzo. L’evento sta ricevendo un supporto senza precedenti da parte del governo, delle grandi imprese e del settore moda. La prossima edizione della Japan Fashion Week verrà usata non solo per mostrare i migliori e più nuovi talenti della moda giapponese, ma anche per sviluppare il commercio e promuovere Tokyo - ed il Giappone - come destinazione turistica da non perdere. Il concetto fa parte di una campagna più vasta, portata avanti negli ultimi due anni, per attirare i turisti stranieri, e specialmente quelli europei, in Giappone. Ne risulta che l’evento avrà dimensioni maggiori che in passato. Si svolgerà a Nihonbashi, in due grandi tende situate nel terreno di fronte alla Mitsui Tower e all’edificio storico Mitsui Honkan. Una terza location sarà l’edificio Tokia, nei pressi dell’uscita sud della stazione di Tokyo. Alla prossima edizione è prevista la partecipazione di una quarantina di maison, come avvenuto nell’ultima edizione. Dal 13 al 15 marzo, inoltre, verrà organizzato presso il Tokyo International Forum, il Creation Business Forum, mentre il 22 e 23 si terrà la JFW Designers Exhibition. Per il 12 marzo è prevista la festa di inaugurazione presso l’Imperial Hotel. L’anno scorso, vi partecipò anche il primo ministro Koizumi, ma non è stato confermato se anche il nuovo primo ministro abbia gli stessi interessi. L’anno scorso, la Japan Fashion Week era stata anticipata molto rispetto al normale al fine di attrarre i buyers di moda dall’estero. Anche quest’anno l’iniziativa prosegue con la ferma volontà di promuovere gli stilisti, i tessili, l’abbigliamento e il retail nipponici sui mercati esteri.
Mitsui Bussan aggiunge Speedo alla propria scuderia di marchi Mitsui Bussan ha firmato un contratto con Speedo, marchio britannico leader di costumi da bagno. La licenza, per la produzione e la vendita, è passata dal produttore giapponese di capi sportivi Mizuno a Mitsui Bussan, dopo una relazione commerciale che ha legato il primo a Speedo International per oltre 40 anni. Speedo andrà quindi ad aggiungersi all’elenco dei marchi noti reclutati di recente dalla trading company. Mitsui Bussan curerà la produzione e la vendita del prodotto in Giappone insieme al sub-licenziatario Goldwin. Speedo, negli ultimi 2-3 anni, ha puntato ad un più ampio mercato dello sport e del fitness, oltre ai costumi da bagno, ma in Giappone non ha ancora fatto nessun passo in tale senso. Il marchio, attualmente diffuso in 173 paesi, è stato reperibile in Giappone fin dal 1965 quando fu introdotto da Mizuno. Il contratto con Mizuno scadrà in maggio, anche se il vecchio importatore potrà continuare a vendere lo stock residuo. I prodotti realizzati in base alla nuova licenza saranno prodotti a partire dalla stagione Primavera/Estate 2008.
Muji aprirà nuovi negozi di grandi superfici Ryohin Keikaku aprirà nuovi negozi Muji di grandi superfici in Giappone nei prossimi tre anni. I nuovi progetti prevedono 15 negozi di almeno 1.600 mq nell’arco di tre anni. Il piano è una rievocazione di un precedente tentativo di realizzare grandi negozi, avviato nel 2000 ma successivamente annullato a causa degli scarsi risultati. Allora il formato di grande superficie era stato progettato per spazi di 3.000 mq, ma poi la società ha avuto difficoltà a riempire lo spazio, un compito reso più difficile in quanto al tempo stesso Ryohin Keikaku stava tagliando sul fronte dei fornitori. Attualmente sono solo tre i negozi da 3.300 mq e nove quelli da 1.650 mq. Il primo negozio da 1.650 mq aprirà a Yokohama a marzo, ma altri 14 negozi saranno inaugurati nei due anni successivi. Molti di questi punti vendita saranno ubicati in shopping center di prossima apertura, e nuovi progetti sono in corso di realizzazione nel quartiere di Umeda ad Osaka. Le grandi superfici non rallenteranno il ritmo delle aperture di negozi da parte di Ryohin Keikaku, che per il momento procede con 20 nuovi punti vendita all’anno. Le nuove grandi superfici terranno in magazzino quantità superiori di articoli ingombranti, in particolare elettrodomestici e mobili.
“Espressamente Illy”, il primo bar della catena di caffè all’italiana Illy in Giappone, è stato inaugurato nel quartiere di Nihonbashi, a Tokyo, il 13 dicembre. Il locale ha una superficie di circa 400 mq, ed è stato progettato dall’architetto Luca Trazzi. Al suo interno presenta un lungo bancone in acciaio, un grande tavolo centrale comune, isole per la degustazione con tavolini e poltrone, pareti retroilluminate con grandi fotografie dedicate al “mondo del caffè” secondo Illy. Questo negozio sarà gestito da Pronto Corporation, una società locale che finora non è riuscita a stare al passo con Doutor e Starbucks, ma che è stata elogiata in passato per i suoi locali che di giorno sono caffè ma la sera si trasformano in bar. L’autenticità del caffè servito nel nuovo bar è garantita dai baristi formati all’Università del Caffè. I caffè Illy – marchio di caffè espresso italiano diffuso in tutta Europa – stanno aprendo in varie parti del mondo, puntando ad ubicazioni innovative e insolite. Anche per il Giappone quella di Nihonbashi è la prima di 100 aperture di “Espressamente Illy” previste per i prossimi 5 anni. Illycaffè vende il proprio prodotto in Giappone dal 1996.
Magaseek si quota al Mothers Market di Tokyo A conferma del crescente valore delle vendite di abbigliamento su web, Magaseek, gestore di siti web nel campo dell’abbigliamento, si è quotato nel novembre scorso al Mothers Market, listino riservato ai titoli ad alta crescita ed emergenti alla Borsa di Tokyo. Magaseek intende usare i fondi raccolti attraverso l’emissione pubblica iniziale per aumentare costantemente la capacità dei server e la spesa pubblicitaria. Prima della quotazione Itochu Shoji deteneva una quota del 84% della società, mentre la casa editrice Shogakukan deteneva il 9%. Magaseek è più di un semplice negozio di abbigliamento sul web. Magaseek vende capi di abbigliamento, calzature e altri articoli, principalmente rivolti alle donne dai 20 ai 35 anni, ma lo fa grazie ad alleanze con le principali case editrici giapponesi come Shogakukan e Shueisha. A Magaseek vengono comunicati in anticipo i capi di abbigliamento che appariranno sulle riviste, affinché essa possa assicurarsi in magazzino gli articoli per i quali si prevede maggiore richiesta. Speciali codici accanto al prodotto sulla rivista possono essere utilizzati per reperire il prodotto attraverso il sito web o tramite cellulare. Ciò ha portato ad un rapido aumento delle vendite di Magaseek, e la società è divenuta un importante distributore di marchi moda da tenere di vista. Per ulteriori informazioni, visitare il sito www.magaseek.com.
Shiseido studia le novità sulle capigliature Tornano ad essere di moda i capelli neri. Secondo Shiseido, il produttore giapponese di cosmetici noto in tutto il mondo, la percentuale di donne giapponesi che si tinge i capelli è scesa al punto più basso in cinque anni. Ciò malgrado, più dell’82% delle donne continua a mantenere qualche nota di colore sui capelli. Il picco del trend dei capelli tinti è stato raggiunto nel 2002, quando oltre il 90% delle donne nipponiche preferiva un tocco di colore artificiale sulla testa. Questo rispetto ad appena il 25% nel 1994 e a circa il 64% nel 1997. Il boom è giunto nel 2001, balzando dal 67% all’86% in un anno. Anche le acconciature cambiano. I capelli lisci sono in declino con il 43% circa delle donne che preferiscono avere i capelli dotati di un qualche movimento. I capelli ondulati sono tornati ad essere di moda con circa il 20% delle donne che preferisce una permanente leggera. Anche i capelli corti sono fuori moda, con meno del 3% di donne che scelgono di farsi tagliare le chiome, ma anche i capelli lunghi sono scesi in via marginale l’anno scorso a circa il 58% del totale.
Freddy sigla accordo con Descente Il 30 novembre Descente, la consociata di Itochu specializzata in marchi sportivi, ha reso nota la firma di un contratto esclusivo di importazione e vendita in Giappone di un altro marchio affermato di prodotti per la danza ed il fitness. Questa volta, si tratta del marchio italiano Freddy, noto per essere - tra l’altro - sponsor e fornitore ufficiale del Corpo di Ballo della Scala di Milano, e della FGI, Federazione Ginnastica d’Italia. Non molto tempo fa, Itochu aveva firmato un accordo con il marchio canadese di articoli per lo yoga, Lululemon oltre che con Nuni, il marchio francese di abbigliamento da donna per il golf. I prodotti Freddy saranno messi in vendita in Giappone a partire da febbraio. Descente ritiene che esista un buon mercato per Freddy grazie al suo elevato livello di design e all’alto grado di attrazione del marchio. In Giappone, l’età media del target a cui si rivolge Descente è dai 25 ai 35 anni. Risulta anche che, dopo le prime aperture previste tra febbraio e marzo all’interno di grandi magazzini come Isetan, Seibu e Takashimaya, ad aprile dovrebbe essere inaugurato il primo negozio “only shop” nell’area di Omotesando.
Buone vendite per la biancheria intima costosa da uomo La rivista Shukan Asahi riferisce del boom che sta attraversando la biancheria da uomo di lusso. I boxer di QZ Bodywear, un marchio britannico di intimo uomo, sono venduti a Tokyo al prezzo di 44.100 yen (oltre 280 euro) al paio. A venderli è Luscious, un negozio specializzato in biancheria intima maschile di Shibuya. Il Mainichi Daily News afferma che, stando alla Japan Men’s Inner Fashion Association, che raggruppa alcuni produttori di intimo, il mercato della biancheria intima maschile dal 2001 è valutato attorno a 19 miliardi di yen (ca. 122 mln. di euro) annuali, con una crescita nel 2005. Anche Isetan Men’s afferma che la sua sezione dedicata all’intimo maschile è una di quelle con i migliori risultati. Come ulteriore segno della crescita del mercato, lo scorso aprile è stato lanciato il primo catalogo di biancheria intima da uomo in Giappone, chiamato Tre Punti. Per maggiori informazioni visitare il sito http://www.trepunti.jp/.
In autunno assisteremo all’inaugurazione del nuovo centro commerciale Parco a Urawa, il cui locatario principale sarà costituito dal grande magazzino Daimaru. Dai dati resi noti fino ad ora, è prevista una superficie di vendita totale di 34.954 mq, con 826 posti auto ed un’area per le consegne retrostante di oltre 260 mq. Urawa si trova nella provincia di Saitama, alla periferia nord di Tokyo.
Società giapponesi produrranno abbigliamento per gli europei Le affiliate di due società giapponesi hanno ottenuto le licenze per produrre abbigliamento per marchi di abbigliamento europei per esportarli in USA e in Europa. Secondo il Nikkei Net, un organo d’informazione in rete legato al quotidiano economico Nikkei Shinbun, Bus Stop - un’affiliata di Onward Kashiyama - produrrà abbigliamento per “Berardi”, il nuovo marchio di abbigliamento donna di Antonio Berardi. Nel frattempo anche Avan, un’affiliata di Leilian, produrrà abbigliamento casual per il marchio Lemaire del designer francese Christophe Lemaire. Non è la prima volta che i marchi europei affidano la licenza di produzione a produttori giapponesi, tenendo conto dell’alto livello qualitativo del Made in Japan. Il fenomeno nuovo è invece che, a causa del caro euro, si vengono a produrre in Giappone articoli che saranno venduti non su questo mercato, ma che saranno - a loro volta - esportati. Le società giapponesi hanno cominciato a produrre l’abbigliamento su licenza in tempo per le collezioni primavera/estate 2007.
Le shopping bags giapponesi vendono negli USA “The Pack”, una società di Osaka che produce shopping bag di carta sta ottenendo buoni risultati vendendo a note società americane. In base a quanto reso noto dalla sua affiliata negli States, “The Pack America Corporation”, le vendite sono cresciute grazie all’aumento degli ordini da parte di importanti marchi o grandi magazzini che operano negli USA, come Barneys, Chanel o Abercrombie & Fitch. La società adesso vanta tra i 400 ed i 500 clienti sparsi in tutto il territorio americano. Sembra che parte del successo sia dovuto alla fabbrica costruita negli USA: visto che ci sono società come Abercrombie & Fitch che cambiano le loro shopping bags 4 volte l’anno: con solo 3 o 4 settimane di tempo per la consegna sarebbe impossibile produrle all’estero. La società afferma che la sua fabbrica negli Usa è unica nel suo genere, anche perché riesce a piegare il bordo superiore della busta e attaccarvi i lacci dei manici automaticamente con un’unica operazione. Le shopping bag prodotte da questa società sono anche ecologiche. Quelle per il marchio Aveda, per esempio, sono realizzate al 100% con carta riciclata, mentre l’inchiostro usato per la stampa del logo è derivato dalla soia.
Estée Lauder investe in futura espansione Estée Lauder, il colosso americano leader nel settore della bellezza, ha creato ampi e nuovi centri di ricerca, controllo qualità e distribuzione a Kobe e Tokyo, nel quadro di un programma atto ad incrementare l’espansione sul mercato nipponico, e ad effettuare ricerche sul mercato asiatico nel suo complesso. Molto più delle società di moda, le società internazionali di cosmetici si sono attivate con dinamismo per sviluppare linee di prodotti che si rivolgessero alle esigenze e ai gusti locali. È quanto si è verificato in particolare per i fondotinta e i prodotti per la cura della pelle, categorie in cui le donne giapponesi hanno tradizionalmente favorito le società locali, ipotizzando che conoscessero meglio la carnagione giapponese, richiedendo alle società internazionali di investire ulteriormente nel conoscere le esigenze locali. Buona parte di questa positiva incursione nel territorio di società locali è stata il frutto di investimenti operati in ricerca, marketing e know how in materia di distribuzione in Giappone. L’Oreal, Estée Lauder, P&G e Unilever hanno tutte investito in infrastrutture locali. Stanno ora entrando in una nuova fase di sviluppo, e di recente Estée Lauder ha annunciato l’apertura di nuovi centri a Tokyo e Kobe. I due nuovi centri aiuteranno l’azienda a predisporre nuove ricerche nel settore dei prodotti per la cura della pelle, sia tramite il proprio personale che attraverso relazioni con i principali ricercatori locali. I centri saranno utilizzati per sviluppare prodotti tanto per i consumatori nipponici che per quelli degli altri paesi dell’Asia, con una particolare attenzione ai cosmetici adatti alle epidermidi asiatiche. Il centro da 30.000 mq a Tokyo dedicherà particolare attenzione allo sviluppo di nuovi prodotti per la bellezza e prodotti a base di polveri per i consumatori nipponici e approfondirà il controllo di qualità di Estée Lauder, tentando di migliorare l’aspetto e la funzionalità di prodotti secondo una prospettiva nipponica, in particolare la facilità d’uso e la sicurezza. Il centro è sufficientemente ampio per potere incorporare tutta la distribuzione in un piano, con spazio a sufficienza per una futura espansione, 1,5 volte la capacità attualmente richiesta. |
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Istituto nazionale per il Commercio Estero |
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Realizzato da Istituto nazionale per il Commercio Estero Tokyo e Sensu |
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