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Mitsukoshi-Isetan Holdings: l’inizio di una nuova era Aperture in vista a Ginza per Abercrombie & Fitch e H&M Cresce il numero di marchi esteri che investe in Giappone Inaugurato The Peninsula - Tokyo Esplodono le vendite dei nuovi negozi sul web Ginza e Yurakucho sempre più vicini VF crea una joint venture per Napapijri Fashionwalker rileva Yahoo! Fashion Lanciato un servizio di “social networking” da Zexy Collaborazione fra stilisti di moda e marchi sportivi giapponesi United Arrows propone cosmetici esclusivi online Mash Mania può produrre su ordinazione Focus: Select Shop - nuove idee, più vendite
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Mitsukoshi-Isetan Holdings: l’inizio di una nuova era Isetan è riuscito ad acquisire la più famosa e prestigiosa delle storiche catene di grandi magazzini nipponici. La mancanza di idee originali e la scarsa abilità di cambiare e adattarsi ha lasciato poche opzioni a Mitsukoshi. Alcuni saranno sorpresi del fatto che un team agile e alla moda come quello di Isetan abbia voluto correre il rischio di farsi carico di un’azienda così conservatrice, ma il nuovo gruppo ha le carte in regola per stabilire un nuovo modello per l’intero settore. Isetan ha acquisito Mitsukoshi. Dalla prima fuga di notizie, secondo cui la decisione era nell’aria, è passato un mese. L’annuncio, tuttavia, ha provocato grande stupore per le sorti dell’ultima istituzione sacra del retail giapponese. Mitsukoshi fu fondata nel 1673 da membri della famiglia Mitsui. Divenne un grande magazzino nel 1904, ed è rimasto fino agli anni ’80 il primo grande magazzino in assoluto del Giappone. Nonostante la sua storia sia una parte importante di quello ch L’acquisizione di Mitsukoshi mette assieme il grande magazzino meno innovativo e quello più progressista. È già chiaro chi dei due deterrà il controllo nella nuova società. A parte il fatto che il presidente di Isetan, Nobukazu Muto, conosce sin dai tempi del liceo Kunio Ishizuka, il presidente di Mitsukoshi, ed era anzi un suo “senior” (cosa molto importante nella cultura giapponese per quanto i tempi di scuola Con la fusione, il nuovo gruppo avrà un fatturato annuale congiunto di oltre 1.600 miliardi di yen (9,9 mld. di euro), che ne farà il terzo retailer per importanza e la più grande catena di grandi magazzini. A Tokyo la nuova società dominerà le vendite dei grandi magazzini: Isetan Men’s, l’ala dedicata all’uomo di Isetan a Shinjuku rappresenta già il 30% del fatturato uomo dei grandi magazzini, mentre il nuovo gruppo rappresenterà il 40% delle vendite totali dei grandi magazzini nella capitale. Complessivamente, l’estate del 2007 si conclude con sei dei primi grandi magazzini giapponesi al centro di fusioni. In precedenza, quest’anno, avevamo assistito infatti alle fusioni di Hankyu con Hanshin e di Daimaru con Matsuzakaya, dalle quali sono nati due nuovi gruppi di GGMM chiamati rispettivamente H2O Retailing e J-Front Retailing.
Aperture in vista a Ginza per Abercrombie & Fitch e H&M Abercrombie & Fitch ha confermato l’apertura dei suoi primi negozi in Giappone nel 2009, e H&M ha già sottoscritto un contratto di locazione per il suo secondo punto vendita, ubicato nell’area di Ginza. Con questi due retailer globali della moda sul mercato, anche gli altri marchi stanno accelerando la rispettiva espansione, a dimostrazione della perdurante attrattiva esercitata dal mercato giapponese sulle società estere, cosa che non sorprende in considerazione dei ritorni che si intravedono. Abercrombie & Fitch e H&M porteranno a Ginza la distribuzione al dettaglio degli articoli di moda di massa nel corso dei prossimi due anni. Abercrombie & Fitch realizzerà un flagship store da 11 piani che sarà inaugurato nel secondo semestre del 2009 e H&M sarà il locatario principale di un nuovo edificio ubicato a Ginza 7-chome. Il negozio Abercrombie & Fitch si estenderà su circa 2.000 mq di area di vendita, analogamente al negozio sulla 5th Avenue di New York inaugurato due anni fa, e sarà progettato dallo stesso architetto che aveva curato il progetto newyorkese. Il sito è stato preso in affitto anziché acquistato e si ritiene che si trovi a Ginza 7-chome. L’apertura nel 2009 segnerà l’inizio di un lancio in Giappone di questo marchio, che vedrà una serie di negozi nelle città principali, fra le quali Tokyo (nel quartiere di Omotesando), Nagoya, Osaka, Fukuoka, Sendai e Sapporo. Nel frattempo H&M ha confermato che anche il suo secondo negozio giapponese sarà ubicato a Ginza. H&M aprirà il suo primo negozio il prossimo anno sulla Meiji-dori, nei pressi di Laforet Harajuku, in un nuovo immobile chiamato Ice Cube, dove o Il ritmo dell’espansione sul mercato giapponese da parte delle catene di abbigliamento internazionali sta accelerando. Come riferito in precedenza, Inditex è alle prese con una espansione in grande stile di Zara in Giappone. Anche Next, la catena britannica numero uno dell’abbigliamento, si sta risvegliando dopo un decennio di lenta crescita con il proprio partner giapponese Xebio. Negli ultimi due anni, il numero dei negozi è salito da circa 11 ai 26 di oggi e a novembre Next arriverà finalmente nel centro di Tokyo con un negozio di 500 mq nell’area di Omotesando. Il negozio sarà ubicato proprio accanto a Louis Vuitton, e sarà dotato di un nuovo look atto a posizionare Next come una catena più moderna al passo con i tempi. Questa nuova offensiva in arrivo dalle più grandi catene globali non deve sorprendere. Il fatto che il Giappone sia un mercato chiave per il segmento “fast fashion” non è in discussione, e Gap ne ha mostrato il potenziale già dal 1994 in poi, ma chi viene in Giappone per affari continua ad essere sorpreso della scarsità di retailer esteri in questo paese. Oggi, tuttavia, sono sempre di più gli uomini d’affari stranieri che conoscono bene il Giappone e - fattori ancora più significativi - con il perdurare del deprezzamento dello yen e grazie al fatto che i prezzi dei terreni per uso commerciale sono ancora bassi rispetto ad altri mercati, investire in contratti di locazione e acquisizione di immobili appare piuttosto facile alle società straniere. Anche il reclutamento del personale, un grattacapo per tutte le società internazionali che operano in Giappone, è divenuto meno complicato rispetto a un decennio fa. Con l’apertura di H&M e Abercrombie & Fitch, è altamente probabile che anche catene del tipo di Topshop non si limiteranno solo ad avere negozi antenna all’interno di Laforet Harajuku, ma cominceranno ad elaborare programmi di espansione più consistenti.
Cresce il numero di marchi esteri che investe in Giappone Il deprezzamento dello yen sta intaccando i risultati delle società del settore moda che pubblicano i loro annual report in euro e in dollari USA, ma il potenziale del mercato nel suo complesso, e le positive prospettive a lungo termine lasciano presagire che un numero sempre maggiore di marchi si affaccerà sul mercato, mentre altri continuano a investire. Vari marchi hanno annunciato di recente nuove mosse. Nonostante il deprezzamento dello yen, cresce il numero dei marchi che investe in Giappone, ottimisti sia sulle vendite potenziali che sul valore a lungo termine del mercato, e sono pochi quelli che si aspettano che lo yen resti ai livelli correnti. La griffe statunitense Catherine Malandrino ha siglato un nuovo accordo con PMD Japan e, visto che da cinque anni a questa parte è emersa come brand di alto livello negli USA e in Francia, ha deciso di iniziare una espansione di rilievo. Le vendite partiranno nella primavera del 2008, e la società prevede di raggiungere un fatturato compreso fra 2 e 3 miliardi di yen (tra i 12 ed i 18 mln. di euro ca.) nell’arco di due anni. Nonostante conti ancora pochi negozi negli USA e in Europa, Catherine Malandrino prevede di investire anche in un flagship store nel quartiere di Aoyama nel 2009, a riprova dell’importanza attribuita a questo mercato. Finora la quasi totalità delle vendite in Giappone veniva realizzata attraverso catene di select shop, ma ora grazie alla partnership con PMD Japan, la società potrà aprire una serie di shop-in-shop nei grandi magazzini. Sono in previsione da 10 a 15 shop-in-shop per il primo anno. Nel frattempo, all’altro capo del mercato, Crocs continua a sfruttare l’ondata di popolarità per i suoi sandali in plastica e accessori. Mentre sono esplose le vendite all’ingrosso in Giappone, Crocs ha anche cercato di consolidare la propria posizione attraverso negozi propri. A tal scopo, il distributore del marchio in Asia, Crocs Asia Pte Ltd, in agosto ha aperto un flagship store da 200 mq nel quartiere di Aoyama. Il negozio è il più grande in Asia e include 100 varianti di prodotto Crocs e 500 varianti di accessori Jibbitz – e Crocs dichiara di aspettarsi di vendere almeno 30.000 paia di Crocs entro Natale. Neppure il costo dei negozi pare essere un problema, data la densità di vendita: dopo la riapertura del negozio di Yokohama ai primi di agosto, il marchio ha venduto 1.000 paia in un giorno. Nel 2006, questa società ha venduto 600.000 paia di calzature e si aspetta una crescita del 50%.
Inaugurato The Peninsula - Tokyo È stato inaugurato il primo settembre, nell’area di Marunouchi, l’hotel The Peninsula - Tokyo. Il nuovo edificio – a soli tre minuti a piedi da Ginza - si trova di fronte al Palazzo Imperiale e al parco Hibiya, mentre sul retro si affaccia sulla Naka-Dori, la principale via dello shopping di Marunouchi. L’hotel a 5 stelle ha 314 camere, che includono 47 suite, 5 ristoranti, due sale da ballo, una cappella per matrimoni, una sala per cerimonie in stile giapponese, un fitness center dotato di SPA. I prezzi delle stanze vanno da 60.000 yen (ca. 380 euro) a 850.000 yen (ca. 5.400 euro) per la Peninsula Suite. All’interno dell’hotel, tre gioiellerie di lusso: Graff, de Grisogono e Chantecler (Tokyo), storico marchio di gioielli di Capri. Dal 2002 l’area di Marunouchi ha subito una straordinaria trasformazione, passando da quartiere degli affari a zona dello shopping di lusso, e la Naka-Dori è stata definita dal Direttore delle pubbliche relazioni dell’hotel Mark Kobayashi, la “Rodeo Drive” di Tokyo.
Esplodono le vendite dei nuovi negozi sul web I negozi di vendita online come Girlswalker, Fashionwalker e Buyma stanno crescendo rapidamente, espandendosi in aree anche diverse dalla moda e arrivando, a volte, nei negozi tradizionali. Anche se esiste ancora qualche barriera tecnologica, nuove idee stanno facilitando - più di quanto sia mai avvenuto in passato - la vendita online di capi e accessori. Le attività di nuovi negozi sul web hanno registrato una crescita esplosiva negli ultimi tre anni (vedere Newsletter di settembre 2007). Il giro di affari di un buon numero di esse ha già superato il miliardo di yen (ca. 6,1 mln. di euro), pur trattandosi di società con soli 3 o 5 anni di vita, fondate in molti casi da giovani imprenditori. Alcune sono già diventate attività di distribuzione a tutto tondo, non solo via web ma anche attraverso i canali tradizionali dell’ingrosso e del dettaglio. Altre sono divenute leader del settore alleandosi con figure di spicco del retail e dei servizi Internet come avvenuto, ad esempio, per la joint venture di Xavel con Yahoo! Japan per creare Fashionwalker. Ora si intravedono persino dei segni che lasciano presagire un trasferimento di queste iniziative sui mercati esteri. Alcuni dei negozi online di maggior successo sono quelli, come Xavel, che puntano al mercato delle donne di età compresa fra 20 e 34 anni. Tutti tendono alla produzione di pagine web di alta qualità, con modelli, foto ed editoriali professionali. Un buon esempio è costituito dalla società Dreamvision di Osaka, che prevede un fatturato di 2,3 miliardi di yen (ca. 14 mln. di euro) per l’esercizio 2007, appena quattro anni dopo avere aperto un minuscolo negozio online su Rakut Ai negozi si accede dal computer e dal cellulare, con una forte ascesa dell’accesso via cellulare. Dreamvision afferma che il 70% degli accessi avviene da cellulare, rispetto al 60% dello scorso anno, ma che ha comunque sempre avuto un nutrito numero di clienti via cellulare. Anche Hong Kong Madam registra un altrettanto impressionante 30% degli accessi dal cellulare. Dato il buon fatturato, queste società si stanno ora espandendo fino a sperimentare altre attività, compresa l’apertura di negozi veri e propri. Salus, per esempio, ha aperto un negozio all’interno dello shopping building Opa nella città di Naha, sull’isola di Okinawa, e in agosto ha inaugurato un negozio di calzature presso Big Step, un centro commerciale di Osaka. A giugno aveva iniziato anche a vendere calzature all’ingrosso. Mentre i negozi online sono ancora ai primi stadi di crescita, con risultati molto diversi a seconda delle capacità di gestione, segni crescenti lasciano trasparire la possibilità di un successo prolungato e di una quota di mercato in crescita. La fiducia e l’interesse dei consumatori ci sono e sono già evidenti. Quello che rimane uno scoglio è la tecnologia: le dimensioni dei display per l’accesso da cellulare non saranno ben presto più un problema con il lancio di telefoni dotati di schermo tattile, ma il desiderio di provare i capi prima dell’acquisto permane anche per le donne dai 20 ai 34 anni. Per soddisfare questa esigenza, stanno emergendo nuove tecnologie, ad esempio la Konkuk University in Corea asserisce di avere messo a punto la prima tecnologia basata su avatar personalizzati che consentono ai consumatori di digitare tutte le misure del proprio corpo, oltre che le tonalità dell’incarnato e dei capelli, e utilizzare l’avatar in 3D per provare gli abiti, le calzature e gli accessori. I grandi magazzini Shinsegae lo stanno già sperimentando (www.iFashion.or.kr). Se funziona, le barriere allo shopping online finiranno praticamente con lo scomparire.
Ginza e Yurakucho sempre più vicini Il quartiere di Yurakucho è sempre stato un po’ meno attraente rispetto ai suoi immediati vicini: la sfavillante Ginza ed il raffinato Marunouchi. Meglio noto per i propri ristorantini sotto i portici di “noodle” e yakitori (spiedini di pollo), era frequentato principalmente dagli impiegati che lavoravano nella zona e che volevano rilassarsi una volta usciti dal lavoro prima di rientrare a casa. A partire da settembre però, questi impiegati hanno cominciato ad imbattersi in eleganti “office ladies” e studenti all’ultima moda che vengono a visitare i tre nuovi complessi, aperti di recente, che finalmente fanno di Yurakucho una rinnovata area vicina a Ginza-Marunouchi, trasformata in un luogo per gli appassionati di mode appena giunte dall’estero. Tra settembre e ottobre si sta assistendo all’inaugurazione di tre grandi centri retail nell’area Ginza-Yurakucho: Marronnier Gate, Printemps Ginza e Marui. Il complesso principale è il fashion building denominato Marronnier Gate che collega Marronnier-dori a Marronnier Gate ha aperto il primo settembre e punta ad una fascia di clientela compresa fra 25 e 35 anni con 19 negozi di articoli di moda ed accessori - metà dei quali unisex- oltre che ristoranti e caffé. Questo tipo di offerta è stato selezionato per integrarsi a quella di Printemps e propone una gamma ragionevole, ma pur sempre di fascia alta, di marchi e prodotti in alternativa alla massiccia presenza di marchi di lusso presenti nel resto di Ginza e Marunouchi. Fra i locatari sono presenti Urban Research, Rose Bud, Ozone Rocks, Journal Standard e United Arrows. Oltre ai negozi di articoli di abbigliamento e accessori, Tokyu Hands ha aperto nello stesso edificio un suo negozio, dislocato su cinque piani, in cui propone una nuova selezione ridotta di prodotti, concentrandosi soprattutto su categorie di fascia alta di cosmetici, accessori e cartoleria anziché i prodotti per il fai da te che caratterizzano i suoi negozi di formato più grande. Per non essere da meno, Printemps Ginza ha riaperto il 14 settembre dopo un investimento da 2 miliardi di yen per una ristrutturazione del negozio cominciata in primavera. Printemps è ora più che mai un fashion building. Quello che più sorprende è tuttavia l’enfasi verso i consumatori più giovani. Una delle caratteristiche del negozio rinnovato è un nuovo piano dedicato ai giovani consumatori che di norma si trovano a “Shibuya 109” (la mecca dello shopping dei giovanissimi, N.d.R.) con marchi come Cecil McBee e Royal Party. Anche altri piani sono ora occupati da locatari che si rivolgono a consumatori ventenni. L’area borse e accessori è 10 volte più grande rispetto allo spazio precedente e si concentra su 20 marchi di borse compresi nella fascia fra i 20.000 ed i 30.000 yen (tra i 120 ed i 185 euro ca.) quali Sequoia e Le Sportsac. La dimensione del piano delle calzature è stata raddoppiata e presenta adesso 15 marchi dai prezzi appetibili per le ventenni. Entrambi questi complessi saranno integrati con l’apertura di Marui a Yurakucho il 12 ottobre e, insieme al negozio Muji, già esistente, rappresenteranno il ponte fra Ginza e Marunouchi. Il punto vendita Marui si estenderà su una superficie di 18.500 mq, che tenterà di sostituire in parte i cinque negozi che Marui ha chiuso quest’anno.
VF crea una joint venture per Napapijri VF Corporation ha costituito una joint venture con Mitsui per vendere il marchio italiano Napapijri. VF Corporation detiene una quota di maggioranza della joint venture dal nome Napapijri Japan con il 66%, mentre a Mitsui resta il 34%. In precedenza la distribuzione del marchio era affidata a Howdy, che ora tuttavia continuerà a lavorare in seno alla nuova società. Questa nuova unità sovrintenderà alla distribuzione e alla pubblicità del marchio Napapijri, acquistato da VF Corporation nel 2004. Quest’ultima ha dichiarato di attendersi una crescita del fatturato in Giappone con l’apertura di nuovi negozi indipendenti e l’espansione della distribuzione del marchio nei grandi magazzini e negozi specializzati con proiezioni del fatturato a medio termine di 2,5 miliardi di yen (ca. 15,4 mln. di euro), quattro volte il fatturato attuale. Entro il 2011, la società conta inoltre di avere 10 negozi monomarca rispetto ai tre attuali.
Fashionwalker rileva Yahoo! Fashion La divisione Fashionwalker di Xavel ha assunto la gestione delle pagine dedicate alla moda di Yahoo! Japan a partire dalla fine di agosto. Yahoo! Japan ha spostato le proprie pagine di shopping e informazioni moda in prima pagina, trasferendo la gestione sia dei contenuti che delle vendite a Fashionwalker. Visto che Fashionwalker non è altro che una joint venture fra Xavel e Yahoo! Japan, quest’ultima continua tuttavia a detenere un interesse nelle attività del sito collegate alla moda. La nuova sezione Yahoo! Fashion si rivolge alle donne ventenni e trentenni proponendo notizie sulla moda, informazioni sui negozi nonché riviste online simili a Fashionwalker. Fashionwalker, inoltre, pubblicherà le sue cinque riviste di successo sul sito Yahoo! Fashion, con l’intento di incrementare il numero di lettrici, e potrebbe rappresentare uno strumento di marketing chiave per le aziende che operano nel campo della moda e che si rivolgono alle donne ventenni e trentenni.
Lanciato un servizio di “social networking” da Zexy Zexy, rivista di matrimoni e lifestyle di Recruit, ha aggiunto un servizio di social networking (SNS) al proprio sito online. Gli aderenti avranno modo di creare pagine originali di pianificazione del proprio matrimonio che includeranno un’agenda, un album fotografico, le foto degli abiti matrimoniali e tutto quello che una coppia prende in considerazione per il grande evento. Recruit punta a 50.000 membri il primo anno. Spera di incoraggiare la comunicazione e la condivisione di informazioni fra i membri e, alla fine, di utilizzare il sito per individuare i nuovi trend e inserire link a cataloghi di vendita per corripondenza.
Asics ha trovato una nuova idea per attirare gli appassionati di attività sportive nel suo negozio: mettere a disposizione docce e armadietti. All’interno del suo negozio di Ginza inaugurato di recente, la società ha, infatti, predisposto dei servizi, come le docce, per chi fa jogging e l’intero negozio ha l’atmosfera di uno sport club. Se un cliente spende più di 15.000 yen (ca. 90 euro) al mese, può utilizzare gratuitamente gli armadietti e le docce. Anche chi non è un buon cliente, può utilizzare docce e armadietti a piacimento, pagando 2.000 yen al mese. Il piano terra è riservato alle donne. Nel primo anno, la società spera di raggiungere circa 150 milioni di yen (ca. 892 mila euro) di vendite.
Ryohin Keikaku, la società del marchio Muji, accelererà l’espansione dei negozi Muji in tutta l’Asia, in particolare in Tailandia e Cina nell’arco dei prossimi tre anni. Attualmente sono 26 i negozi in Asia al di fuori del Giappone, ma Ryohin Keikaku punta a 40 punti vendita entro il 2010. Ryohin Keikaku intende anche più che raddoppiare il fatturato estero, dai circa 17 miliardi di yen (ca. 105 mln. di euro) dello scorso anno a 40 miliardi nell’anno che si concluderà nel febbraio 2011 approfittando dell’espansione economica asiatica. In Cina, Ryohin Keikaku aprirà tre nuovi negozi a Pechino entro la metà del 2008 oltre a un secondo punto vendita a Shanghai quest’anno. Nuove sedi sono previste anche a Hong Kong e Taiwan nel corso del prossimo paio d’anni. In Tailandia, Ryohin Keikaku si è alleato con il noto grande magazzino locale Central. Insieme al nuovo partner, la società sta pensando a due nuovi negozi da 400 mq ciascuno, uno dei quali a Phuket in ottobre e l’altro a Bangkok a novembre. Un punto vendita nella nota stazione balneare di Pattaya è previsto per il 2010 e dovrebbe portare il numero totale di presenze in questo paese ad almeno sei.
Collaborazione fra stilisti di moda e marchi sportivi giapponesi Si registra una crescente collaborazione fra stilisti di moda e marchi sportivi giapponesi. Mentre marchi internazionali come Adidas e Nike lavorano da tempo con stilisti come Yohji Yamamoto ed altri, le società locali sono state più riluttanti. Tuttavia la loro ritrovata fede nello sviluppo di marchi moda sportivi per incoraggiare le vendite all’estero, e in una crescita al di là delle tradizionali linee sportive, ha ingenerato un nuovo interesse nella collaborazione sul fronte moda, con talenti sia coltivati in casa che stranieri. Un buon esempio è la collaborazione fra Giorgio Armani e Mizuno per una linea di scarpe che a Tokyo possono essere acquistate presso il negozio Mizuno di Harajuku. È da notare, a tale proposito, che quest’ultimo è un negozio decisamente orientato verso la moda e che tra i capi proposti quelli esclusivamente sportivi sono ben pochi. Nell’ambito della collaborazione, l’azienda italiana si è occupata del design mentre la produzione con tecnologie speciali è stata curata da Mizuno. Un’altra collaborazione degna di nota fra Hiroaki Ohya e Asics si è tradotta nel lancio di una linea di scarpe, borse e accessori che recano l’etichetta Onitsuka Tigers + Ohya. Il lancio rientra nell’obiettivo di Asics di creare un marchio vicino alle tendenze della moda e di allargare il suo campo a prodotti non necessariamente sportivi. Il produttore Goldwin si è legato con lo stilista di Dresscamp per lanciare una nuova linea di abbigliamento sportivo con Champion chiamata “Champion designed by Dresscamp”. Descente, infine, ha lanciato un nuovo marchio in primavera chiamato “L’oiseau”, che propone abbigliamento sport per donna realizzato in tessuto sportivo e disegnato da Sophia Kokosalaki.
Rooms, la mostra di moda giovane e accessori, organizzata da HP France, ha registrato alla sua ultima edizione la presenza di circa 300 buyers e membri della stampa stranieri. L’evento, svoltosi dal 29 al 31 agosto, è stato organizzato nello stesso periodo della Japan Fashion Week e nella stessa area di Tokyo, Roppongi, al fine di facilitare l’accesso ai visitatori sia locali sia stranieri. L’idea sembra avere avuto successo ed è stato registrato un record di 11.000 visitatori. I marchi esposti sono stati 270, 118 dei quali presenti per la prima volta. Come nelle
United Arrows propone cosmetici esclusivi online United Arrows propone, dalla fine di settembre, una gamma esclusiva di cosmetici attraverso il suo nuovo sito di vendita online chiamato Liclis. Se da un lato in passato United Arrows aveva venduto linee esclusive di cosmetici, sono alcuni anni che li aveva dismessi, e questa è la prima iniziativa del genere online. Il chiaro obiettivo consiste nell’espandere la fama del sito fra i clienti. Il prodotto viene commercializzato con il nome Liclis Luce Made in Italy - Violetta Series e offre una gamma di prodotti per la cura della pelle e il trucco interamente realizzata con piante provenienti da colture biologiche. I profumi vengono venduti al prezzo di 7.875 yen (ca. 50 euro), la crema per labbra a 1.260, e la crema per le mani a 1.575. La produzione è affidata a terzi ed i prodotti sono importati tramite un agente autorizzato. I precedenti tentativi di United Arrows di vendere linee esclusive di cosmetici si erano rivelati inferiori alle aspettative e i prodotti erano stati ritirati dopo un breve periodo.
Per questo autunno Diesel Japan ha in programma l’apertura di un nuovo negozio nel quartiere di America Mura a Osaka puntando ai giovani ventenni di entrambi i sessi. Una iniziativa che rientra nel progetto di respiro globale di Diesel di raggiungere una nuova generazione di consumatori giovani con quattro negozi – gli altri sono previsti a Berkeley (California), Bruxelles e Barcellona. Questi punti vendita proporranno sia la linea moda che quella casual, ma con una enfasi più marcata sui capi casual, e con prezzi molto più competitivi su questa linea, con T-shirt a partire da 5.800 yen (ca. 36 euro). Il negozio di America Mura punterà al target dei più giovani, tentando di essere più accessibile sia in termini di design del negozio che di nuovi prezzi più bassi.
Mash Mania può produrre su ordinazione Seiren propone capi personalzzati per Mash Mania, il suo marchio di abbigliamento per aerobica, fitness e yoga. Questa linea era stata lanciata in luglio come prodotto da vendere esclusivamente online, ma ora si sta facendo strada anche fra la rete di negozi tradizionali. A partire dalla primavera 2008, Seiren lancerà un nuovo servizio in base al quale le clienti potranno personalizzare - anche se solo fino ad un certo punto – colore, modello e design del capo prescelto. Ordinando online o in negozio, le clienti potranno scegliere le combinazioni desiderate e visionare in preview la versione personalizzata del capo che sarà successivamente realizzato da Seiren. Un servizio simile è già disponibile per i costumi da bagno. Anche il network dei punti vendita Mash Mania si sta allargando, per esempio con un nuovo negozio a Roppongi Hills.
Focus: Select Shop - nuove idee, più vendite I select shop rimangono una delle formule più innovative nella distribuzione al dettaglio degli articoli di moda. Abbinando una attenta selezione di stilisti e marchi di tutto il mondo alle proprie collezioni di abbigliamento, di scarpe e accessori apprezzati, i select shop sono leader da tempo quanto a trend, rapporto con i consumatori, nuovi marchi ed anche gestione della scelta dell’ubicazione dei negozi. Sono al tempo stesso clienti importanti per la moda italiana e fonti di informazioni sui trend. Evoluzione dei select shop A marzo 2007, i quattro maggiori gestori di select shop contavano un totale cumulativo di 330 negozi e fatturati per circa 150 miliardi di yen (ca. 923 mln. di euro). Questi numeri appaiono insignificanti rispetto alle conglomerate dell’abbigliamento come Onward e World, eppure l’influenza delle catene di select shop, in particolare di United Arrows, Beams e Baycrews, supera di gran lunga i loro dati finanziari. Quando Beams lanciò il primo select shop alla fine degli anni ‘70, il concetto era semplice, se non addirittura una rivoluzione per il Giappone: operare una selezione di abbigliamento dei migliori stilisti esteri e commercializzarla in una boutique alla moda e selettiva. Tutto il prodotto veniva importato. Oggi, le principali società di select shop continuano a vendere una gamma scelta con cura di creazioni di stilisti internazionali ma, allo stesso tempo, provvedono a disegnare, pianificare e produrre direttamente un’altra buona parte del prodotto, che è spesso “Made in Italy” piuttosto che “Made in Japan” o “Made in China”. Questo modo di operare le rende più simili alle società che gestiscono attività SPA (Specialty store retail of Private label Apparel) che ai “select shop” iniziali, che si limitavano a vendere un prodotto creato da Le crescenti dimensioni, lo spessore e il numero di negozi di questa categoria ha ingenerato crescenti inquietudini ora che i gestori di select shop tentano di elaborare formule per crescere ulteriormente pur mantenendo parte del clima accogliente, della credibilità e soprattutto individualità cui devono il loro iniziale successo. Diversificare sul fronte del concetto, non della posizione del negozio Il metodo principale è stato quello di creare una serie di ulteriori catene, pensando a particolari segmenti della fascia dei consumatori di moda. United Arrows dispone ad esempio di una catena principale che reca lo stesso nome, ma gestisce anche catene come Another Edition - che propone una selezione più casual per le donne, Beauty & Youth - che si rivolge ai consumatori più giovani, Odette e Odile - una catena di calzature, e Green Label Relaxing - una catena di negozi a prezzi più abbordabili creata per i centri commerciali. Conta anche marchi di nicchia per i mercati dell’uomo come Darjeeling Days, che punta agli uomini di mezza età che sono stati i primi clienti della società negli anni ’80, e per l’abbigliamento bimbi, attraverso una joint venture con Disney dal nome Disney Loved by Nature for United Arrows. Creando continuamente nuove catene secondarie per la distribuzione al dettaglio, i gestori di select shop sono riusciti a creare grandi attività retail continuando tuttavia a presentarsi al consumatore come retailer su misura – una immagine essenziale per retailer che sono cresciuti grazie all’attenzione al dettaglio e alla vicinanza al singolo cliente. Un altro punto chiave caratteristico di queste catene secondarie è il fatto che nei loro primi anni, solitamente vendono una quota molto più elevata di stilisti esteri rispetto ai prodotti propri, introducendo questi ultimi solo successivamente. United Arrows in testa alla categoria Oggi il settore è dominato da United Arrows. Fondata da ex-dipendenti di Beams, la nuova società ha superato la ex-rivale in termini di fatturato quattro anni fa e, dal momento della offerta pubblica iniziale, si è rapidamente ingrandita realizzando un fatturato consolidato di 60 miliardi di yen (ca. 370 mln. di euro). Queste sono tre ragioni principali della sua rapida crescita. Anzitutto, United Arrows si prefisse di diventare una attività di primo livello di distribuzione al dettaglio. Diversamente da Beams, che era cresciuta in ampia misura grazie alle particolari passioni ed interessi dei fondatori, United Arrows fu fondata in partnership con World. Non si è limitata a creare select shop, ma anche catene SPA (Specialty store retail of Private label Apparel) per sfruttare l’esplosione dei centri commerciali avvenuta nell’ultimo decennio. Con una solida base di select shop e una valida reputazione presso i consumatori di moda, la società è riuscita rapidamente a trarre vantaggio da questa reputazione lanciando Green Label Relaxing, catena tipo SPA ma a prezzi più abbordabili, che è stata una delle principali fonti di crescita man mano che veniva inserita nei nuovi centri commerciali. In secondo luogo, mentre il select shop tradizionale vendeva almeno il 50% del prodotto agli uomini, rispetto ad una media del settore pari al 30%, United Arrows, assieme alla più piccola rivale Baycrews, è stata una delle prime a spostare l’enfasi sulle donne durante gli anni ’90. Come mostra il grafico nella pagina precedente, United Arrows ora ha una clientela tanto femminile che maschile. Diversamente da Baycrews tuttavia, United Arrows ha creato negozi di abbigliamento donna il cui principale elemento era costituito da prodotto proprio, con inserimenti secondari di linee importate. In terzo luogo, attribuendo maggiore enfasi alle proprie linee di prodotto, aiutato dai consigli di World sulla gestione, United Arrows è divenuta in assoluto la società a più alto profitto, un aspetto che le ha consentito di reinvestire gli utili in nuovi “concept store” per allargare ulteriormente il target. United Arrows appare ora avere le carte in regola per migliorare ulteriormente la propria solidità dopo l’annuncio a fine agosto che Mitsubishi Shoji acquisirà una quota del 3,41% nella società, divenendo l’ottavo azionista di United Arrows in ordine di importanza. Nuove idee, stesse ubicazioni Oggi le strategie utilizzate da tutte e quattro le principali società riecheggiano la storia recente di United Arrows. Attualmente tutte e quattro le società stanno creando altre catene secondarie per rivolgersi a nuovi mercati, tutte si stanno espandendo in partnership con i principali promotori di centri commerciali e tutte stanno investendo nella creazione di catene di fornitura più rapide ed efficienti nell’intento di promuovere ulteriormente il prodotto creato in proprio. Le importazioni dall’Europa, tuttavia, continuano a costituire una parte importante Da qui alla fine dell’anno, molte società hanno previsto l’apertura di una serie di nuovi negozi. Ancora una volta, una delle principali caratteristiche dell’espansione è la stretta relazione con i principali promotori di immobili presso le stazioni ferroviarie e di fashion building: mentre l’espansione dei centri commerciali attualmente guida la richiesta di locatari come le catene di select shop, la realizzazione di immobili sovrastanti o adiacenti alle stazioni ferroviarie continua ad essere una fonte vitale di spazio per lo shopping nuovo e ristrutturato. Questo autunno e inverno la quasi totalità dei nuovi negozi sarà aperta in strutture nuove o restaurate di JR East, Mitsui Fudosan, Parco ed altri noti promotori. È il lancio di nuove catene secondarie che consente alle quattro principali società di aprire altri negozi all’interno degli stessi immobili nelle stazioni, accaparrandosi così fette crescenti dello spazio a disposizione. Le posizioni dei nuovi negozi rivelano sia le aree in cui i promotori sono attivi, ma anche le regioni in cui sia questi ultimi che i retailer intravedono i loro migliori target – scelte attentamente osservate da molti operatori giapponesi della moda che stanno valutando dove è meglio posizionarsi in un prossimo futuro. Le aree chiave, come illustrato nel grafico della pagina precedente, sono Omiya - in provincia di Saitama, a nord di Tokyo, Ginza e Yurakucho, e Machida - l’agiato sobborgo ad ovest di Tokyo. Tutte le aperture a Omiya hanno avuto luogo all’interno di Lumine, ossia dell’immobile restaurato e ampliato della stazione che ha riaperto i battenti il primo settembre. Le aperture a Ginza e Yurakucho sono tutte accentrate o all’interno del complesso Marronnier Gate che è stato inaugurato il primo settembre o nel nuovo negozio di Marui che aprirà il 12 ottobre. A Machida, sempre Lumine - che ha riaperto il 10 settembre - ospita quattro select shop, mentre altre due aperture hanno luogo all’interno di Machida Tokyu Twins, inaugurato il 5 ottobre. Per area e immobile, la maggior parte delle società si espande aggiungendo punti vendita a quelli esistenti, ma con diversi “store brand”, ossia “marchi del dettagliante”. Ad esempio, United Arrows ha aperto tre negozi a Machida tra settembre e ottobre, in aggiunta ai tre che già conta in quest’area. I nuovi negozi sono “Beauty & Youth” e “Odette e Odile” all’interno di Lumine, oltre a un punto vendita “Green Label Relaxing” all’interno di Tokyu Twins. Anche Baycrews ha inaugurato due negozi a Machida. Quello che l’attuale strategia dimostra è la capacità delle catene di select shop di creare nuove trasformazioni della loro attività primaria, che consente loro di crescere senza espandersi in regioni in cui i negozi vantano inferiori densità di vendita; poiché le catene secondarie sono tutte diverse, le società possono espandersi all’interno dei quartieri chiave dello shopping in Giappone laddove l’afflusso è maggiore. Finora, anziché espandersi in modo indiscriminato in tutti i mercati, le catene di select shop hanno preferito la più difficile opzione di creare una serie di nuovi marchi pensati per conquistare una ulteriore fetta dei migliori punti retail del paese. Questa strategia era stata scelta in origine per motivi di sopravvivenza: quando la principale selezione della merce proposta era una gamma eclettica di marchi internazionali dalle vendite incerte, un elevato afflusso e una clientela orientata verso la moda erano di importanza vitale se i negozi volevano realizzare un utile. Oggi tuttavia con tanto prodotto ora sviluppato internamente e con le vendite collegate direttamente alla sede e ai laboratori di produzione, la stessa strategia permette di realizzare buoni profitti. Non deve quindi sorprendere il fatto che tutte le catene di select shop godono di livelli costantemente elevati di profittabilità al lordo delle imposte. Una tale strategia ha avuto un impatto anche sugli affitti dei negozi al dettaglio e sulla concorrenza in generale. Con una tale forte influenza sul settore moda, una concentrazione di negozi all’interno dei quartieri chiave dello shopping ha un effetto di distorsione sul retailing locale costringendo i concorrenti a differenziarsi ed alzare la posta interna. Con il forte fascino che esercitano e le elevate densità di vendita che le caratterizzano, le principali catene sono altamente appetibili per i promotori di immobili nelle stazioni e “fashion building”, che non esistano a cacciare la concorrenza dagli immobili chiave e ad accettare i negozi di nuova concezione dei gestori di select shop, consentendo a questi ultimi di conquistare una fetta ancora più ampia degli immobili chiave dello shopping. Sfida verso i grandi magazzini Fino a due anni fa, questa agguerrita concorrenza era contenuta all’interno del mercato della moda che si rivolgeva ad una clientela ventenne e trentenne, e la maggior parte dei produttori e retailer di abbigliamento e accessori, compresi i grandi magazzini, potevano permettersi di restare inattivi nei propri mercati stabili e solidi rivolgendosi ai consumatori più attempati. Non è più così. Il lancio di Darjeeling Days da parte di United Arrows due anni fa ha preannunciato una nuova era della concorrenza volta a cercare di far presa sui cuori e i desideri di uomini e donne quarantenni e cinquantenni. Queste generazioni sono state le prime in Giappone ad avere accesso all’ultima moda internazionale. Hanno continuato ad acquistare articoli di moda ma non erano soddisfatti delle off Una iniziativa che è destinata a preoccupare i grandi magazzini. Molti esperti del settore, infatti, intravedono in essa un importante cambiamento nei modelli di consumo di moda nelle donne più mature. Per Perennial United Arrows, la società madre starebbe progettando un lancio molto più rapido di negozi. E non va dimenticato che quello che fa United Arrows viene imitato a ruota dai concorrenti. Beams, infatti, ha già iniziato a sviluppare negozi migliori per i consumatori più maturi come per esempio Beams House e ha in cantiere ulteriori idee. La stessa cosa vale per Ships. Infine, data l’influenza dei select shop, si prevede che anche i principali gestori di attività SPA (Specialty store retail of Private label Apparel) creeranno nuove catene con cui competere direttamente con i grandi magazzini. Tutte le principali catene sono riuscite a generare ulteriore crescita attraverso la diversificazione e anche i risultati dei negozi di nuova concezione appaiono promettenti. Per esempio si preannunciano positivi i frutti della nuova formula di select shop di articoli sportivi Sounds Good di United Arrows lanciato il 12 settembre, e della sua nuova catena 7th Club, dove propone abbigliamento per gli “uomini adulti del XXI secolo” ed il cui primo negozio è stato inaugurato a Kyoto il 14 settembre. Sounds Good potrebbe a sua volta sfidare i grandi magazzini: concepito come una sorta di negozio di articoli sportivi di lusso, propone una ampia gamma di linee di abbigliamento sportivo internazionale oltre, ovviamente, a un marchio proprio. Almeno cinque negozi sono programmati nei prossimi sei mesi. Espansione in Europa Altrettanto interessante, anche se gravida di rischi, è l’espansione sperimentale nei mercati esteri, particolarmente in Europa. United Arrows ha già confermato per la primavera del 2008 il lancio in Europa e negli USA del marchio proprio United Arrows Camoshita, una piccola collezione di completi e giacche (vedere Newsletter di settembre 2007). Anche Baycrews ha iniziato a vendere parte del proprio prodotto in Europa, anche se interamente attingendo alle linee esistenti. Da tre anni vende il proprio marchio di abbigliamento uomo Édifice al noto grande magazzino britannico Liberty, e le vendite si stanno espandendo. Stando a Baycrews, anche se né la sua società né il marchio Édifice sono noti nel Regno Unito, il genere di clienti che frequenta il grande magazzino Liberty è contento di acquistare il marchio per la qualità, il design e i modelli. Si ritiene anche che Liberty stia progettando di vendere anche i marchi di abbigliamento donna Baycrews in un prossimo futuro. Baycrews dichiara di avere ricevuto incoraggiamenti in tal senso e varie altre richieste dai negozi europei. È stata quindi in trattative con una trading company giapponese per creare una joint venture volta a espandere le vendite in Europa e negli USA ed eventualmente per aprire dei negozi. Tante opportunità di crescita Le catene di select shop rimangono relativamente piccole ri La ulteriore e rapida diversificazione di marchi e negozi, l’espansione dei negozi esistenti e l’ingresso in Europa, per il momento cauto ma ad alto potenziale per il futuro, suggerisce che vi è tanto spazio per la crescita del formato select shop. Mentre le catene SPA sono al centro dell’attenzione per quanto attiene a tassi di crescita e all’espansione in termini di numeri di negozi, i select shop continuano ad assestare colpi più forti di quanto ci si aspetterebbe dalle loro dimensioni, mantengono una forte influenza sull’intero settore moda e ora sembrano pronti a sfidare i grandi magazzini sul loro stesso territorio. |
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