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Presentazione Tendenze Moda In Senken Shimbun: riconoscimento a ICE TOKYO Japan Creation si allea con Japan Fashion Week Lancio di United Arrows in Europa e negli USA Internet come veicolo pubblicitario: adesso usato anche dall’abbigliamento casual La rete ADO di Isetan punta a 100 miliardi di yen Urban Research apre un web store per il Giappone Marc Fisher si lancia in Giappone Beams diventa un po’ più adulto Lyle & Scott Black Label punta a 100 negozi Nuovo negozio Dries van Noten nel 2008 Asics intensifica le vendite di abbigliamento in Europa e negli USA Ancora in crescita i risultati retail di JR Focus: Acquistare abbigliamento sul web va di moda
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Dal 9 all’11 luglio a Tokyo e dal 12 al 13 ad Osaka si è svolta la 31ma edizione di Moda Italia, la mostra autonoma organizzata semestralmente dall’ICE, nel corso della quale 91 aziende italiane - di cui 9 debuttanti - di abbigliamento, articoli in pelle e calzature hanno presentato le proprie collezioni create per la stagione Primavera/Estate 2008. A Tokyo ha avuto luogo anche una mini mostra di calzature. A questa edizione di Moda Italia i visitatori sono stati a Tokyo 2.226, in rappresentanza di 1.381 aziende, e ad Osaka 1.045 per 616 aziende. Il 10 luglio, seconda giornata della tappa di Tokyo di Moda Italia, ha avuto luogo la conferenza stampa che si è avvalsa della presenta di due esperti del settore: Patrizia Coggiola che ha presentato le tendenze P/E 2008 di abbigliamento donna, uomo e pelletteria, e Aldo Premoli che ha presentato le tendenze P/E 2008 delle calzatur Prima dei loro interventi, il Vice Direttore dell’Ufficio ICE di Tokyo, Paolo Quattrocchi, ha accolto i numerosissimi rappresentanti della stampa locale (circa 60), e nel suo breve saluto di apertura, ha ricordato che l’evento è ormai diventato una attesa consuetudine per gli addetti del settore giapponesi, in quanto si tratta dell’unica e più grande mostra di moda italiana nella sua totalità in Giappone. Quattrocchi ha aggiunto che, anche se giungere alla 31ma edizione può essere considerato indice evidente di successo per una manifestazione, Moda Italia continua a rinnovarsi, inserendo sempre nuovi elementi come - per esempio - la piccola mostra di calzature “storiche” di questa edizione. Dopo di lui, il Primo Consigliere dell’Ambasciata italiana a Tokyo, Mario Andrea Vattani, ha ricordato che Moda Italia è uno degli ultimi eventi della Primavera Italiana 2007, la campagna nel corso della quale, da marzo a luglio, 330 eventi, aventi come protagonista l’Italia, hanno avuto luogo in Giappone. Vattani ha concluso ringraziando i mass media giapponesi per il grande supporto offerto a tutta la manifestazione. Per il suo intervento, Patrizia Coggiola si è basata sulle indicazioni fornite da: Moda In - Milano Unica per quanto riguarda i tessuti, Comitato Moda SMI-ATI per i trend uomo e donna, Trend Selection di Linea Pelle e AIMPES, per le tendenze della pelle e pelletteria e Mood, rivista “trasversale” di tendenze di moda, design, life style. L’esperta ha presentato le tendenze della moda italiana P/E 2008, seguendo un percorso a tappe attraverso il mondo dei tessuti, della moda femminile, di quella maschile, della produzione in pelle e pelletteria. MACROTENDENZE - Colori freddi e ghiacciati, illuminati da lampi di colore squillante sono quelli più attuali; - Forme semplici, pulite e definite: frutto della nuova attenzione al design; - Materiali naturali in mischia o accoppiati a effetti tecnologici: derivati da un’attentissima esigenza di performance; - Effetti tribali, esotici, selvatici: primi segnali di una tendenza che è in via di definizione. TESSUTI - FLUIDITÀ: Leggerezza e voluminosità, scorrevolezza nelle superfici. - MINUZIOSITÀ: Molta attenzione per la perfezione esecutiva di tessuti dai decori complessi e curati nel dettaglio come opere di oreficeria. - STUPORE: A fianco della ricerca di precisione, vi sono lampi di effetti speciali e combinazioni sorprendenti. MODA DONNA - TENSIONE A FORME SCULTOREE Citazioni delle allure dei grandi maestri couturier come Balenciaga. Torna il piacere del vestire l’abito da soirée o da cocktail, costruito, strutturato. - LINEARITÀ NEO-MINIMALE Linearità di forme semplici e non costruite, linee dritte che scivolano lungo il corpo. MODA UOMO - FORMALE L’abbigliamento formale si muove verso una definizione sempre più aperta, meno rigida, più inattesa. La lana torna protagonista, ma si guarda al presente con lane - INFORMALE Tutto ciò che non è sportivo ma che si indossa quotidianamente, si entra del mondo dell’espressione, del particolare unico. L’informale risente maggiormente di un’ispirazione anni ’80 - SPORTWEAR Il settore si dirige verso l’innovazione dei materiali e la citazione glamour. È stato utilizzato un termine suggestivo, Techno Glam, cioè uno stile grintoso e fashionista L’abbigliamento propriamente sportivo assume un’allure couture. CAPPELLI E ACCESSORI Cappelli e accessori visti sempre più come vere opera d’arte, il manufatto prezioso, frutto di una sapiente artigianalità. PELLE D’estate quasi un controsenso, ma vediamo che la sua presenza estiva è resa possibile da lavorazioni sensibili e addolcenti. La pelle diventa leggera, impalpabile, duttile. Ancora una volta in grado di trasmettere sensazioni tattili ed emozioni visive. La Coggiola ha concluso il suo intervento dicendo che per le aziende presenti a Moda Italia l’appuntamento con il Giappone rappresenta un test di apertura della collezione, importantissimo per raccogliere i primi segnali di apprezzamento e giudizio. Gli operatori sanno che questo mercato presenta alcune caratteristiche intrinseche: per il Giappone occorrono proposte senza troppe esagerazioni, senza profonde scollature o effetti vistosi, vanno sempre bene le linee dalla vestibilità asciutta, con spalle contenute, le proposte concrete e i colori soft. Per le aziende italiane che fanno export emerge sempre più limpido il profilo di due macro correnti del gusto internazionale. Per le piccole aziende italiane con grande carattere artigianale e un’identità stilistica forte, appare evidente la necessità di stabilire per quale mercato di riferimento lavorare: se verso Mosca-Dubai o verso Giappone - Stati Uniti - Europa. Generalmente le collezioni che si presentano con successo in Giappone seguono un gusto metropolitano-chic, aggiornato nel rispetto delle tradizioni, e si posizionano su un’asse di vendita che collega idealmente Omotesando-Manhattan-Milano. La presentazione di Patrizia Coggiola ha avuto luogo anche ad Osaka, il 12 luglio. Nella tappa di Tokyo, anche l’esperto Aldo Premoli ha presentato le tendenze P/E 2008 delle calzature. Tendenze calzature donna: - COUTURE COMFORTABLE Una nuova idea di alta moda: linee e volumi impegnativi, ma ringiovaniti al massimo. Sandali cocktail anni Cinquanta. Decoltè spuntate con zeppe appena percepibili. - DESIGN GRAFISMO GEOMETRIA Anni Sessanta negli Usa e in Scandinavia. Grafismi e geometrie. Di ispirazione sportswear i sandali con profondi tagli sulle tomaie che li rendono più glamour che tecnici. - WILD FUSION Gusto del fatto a mano con incursioni barbare amerindie. O afro rituali. Sandali gioiello con zeppe e tagli, ma anche ultrapiatti e infradito. Utilizzo del bambù e della paglia. - DENIM FOREVER Intramontabile West tra lonesome cowboy e cover Navajo. Sandali con zeppa di ispirazione cittadina e morbidi boot estivi. Campero taglio vivo, ankle boot flosci e Moc ultrapiatti. Tendenze calzature uomo: - NORWEGIAN SPRING Un nuovo minimalismo ispirato al virtuosismo di linee architettoniche di grande cultura. Forme aerodinamiche/asimmetric - TROPICAL SPRING Relax outerwear che si rifà ad atmosfere vintage, un po’ Cuba anni Cinquanta. Forme retrò, eleganti ma un po’ insellate, quasi usate. Forte anche l’ispirazione Mocassino. - AMERICAN SUMMER Codice urbano ma elegante per un’estate in città, formale ma dinamica. Calzature eleganti con una forte influenza techno. La sala adiacente a quella della conferenza stampa a Tokyo è stata allestita per accogliere una piccola mostra di calzature storiche fornite per l’occasione dal Museo Internazionale della Calzatura Pietro Bertolini di Vigevano, la prima istituzione pubblica in Italia dedicata alla storia della calzatura. Le piccola collezione, con pezzi degli ultimi 60 anni, ha “richiamato” alcune delle tendenze per la prossima stagione presentate da Aldo Premoli, a testimonianza di quanto la moda sia sempre “viva” e si ispiri sempre a forme e materiali del passato attualizzandole.
Presentazione Tendenze Moda In Il 26 luglio, presso l’Istituto Italiano di Cultura di Tokyo, ha avuto luogo la Presentazione Tendenze Moda In, evento relativo al settore del tessile italiano, organizzato dall’ICE di Tokyo in collaborazione con la Associazione di riferimento, Tessilvari – Federazione Italiana Industriali Tessilvari e del Cappello, nell’ambito del Progetto “Tessile Moda”. Il progetto si è proposto di promuovere il tessile moda italiano nei paesi europei ed extraeuropei e rilanciare Milano quale capitale internazionale del settore. Proprio a Milano si svolge, infatti, Milano Unica, fiera internazionale nella quale convivono 5 saloni internazionali settoriali: Ideabiella – Ideacomo – Moda In – Prato Expo – Shirt Avenue. Ha aperto la presentazione Paolo Quattrocchi, Vice Direttore dell’ufficio Ice di Tokyo e responsabile del settore Moda che ha ricordato ai presenti le numerose iniziative organizzate in Giappone dall’Ice nell’ambito dell’abbigliamento e degli accessori, ed ha affermato che la fedele partecipazione del pubblico giapponese a tali aventi è costan La presentazione vera e propria si è basata sull’intervento di Henk Fokkema, collaboratore storico di Moda In e membro della Commissione Stile di Moda In, ed è stata incentrata sulle nuove tendenze di Moda In per la stagione autunno/inverno 2008-2009. Tre i temi di tendenza principali di Moda In: - ADAGIO Non Troppo: Apparente essenzialità da contrapposizioni materiche tecno-naturali - ANDANTE Con Moto: Raffinato disordine da studiate architetture e senso del movimento - ALLEGRO Con Brio: Crescendo di euforia e humour da vivaci esercizi di sperimentazione Al termine della presentazione, i partecipanti hanno potuto visionare e toccare con mano i campioni dei tessuti su tre book, uno per ogni tema, nei quali le tendenze precedentemente illustrate da Fokkema, erano state organizzate e abbinate con layout accattivanti. Questo tipo di presentazione, che ha avuto luogo per la prima volta, ha riscosso grande apprezzamento da parte del pubblico. Anche quest’anno il Road Show mondiale, partito da Milano, ha girato nelle città sensibili alla moda, toccando infatti, oltre a Tokyo, anche Lione, Barcellona e New York. A riprova del fatto che il Giappone è sempre particolarmente attento alle novità provenienti dall’estero, all’appuntamento sono intervenuti 290 operatori e 48 giornalisti. In Giappone l’apprezzamento per i tessuti italiani è elevato. Secondo i dati relativi al periodo gennaio-giugno 2007, l’Italia continua infatti a mantenere la seconda posizione fra i fornitori del Giappone con una quota pari al 15% dietro alla Cina che detiene una quota del 35%.
Senken Shimbun: riconoscimento a ICE TOKYO Una serie di pubblicità commissionate dall’ufficio ICE di Tokyo al quotidiano specializzato Senken Shinbun ha ottenuto un riconoscimento nell’ambito di un premio istituito dal quotidiano. Il Senken Sh I riconoscimenti sono suddivisi in sette diverse categorie: materie prime
Japan Creation si allea con Japan Fashion Week Japan Creation e Japan Fashion Week si alleano e ciò sottolinea il potere del Fashion Strategy Council che si sta adoperando per trasformare Tokyo nella capitale leader degli eventi di moda in Asia, puntando a rivaleggiare con Milano, Parigi e New York. Japan Creation, un’associazione costituita con il supporto statale allo scopo di promuovere le società giapponesi del tessile e dell’abbigliamento sui mercati esteri, ha annunciato la sua alleanza con la Japan Fashion Week (JFW) già dall’edizione di fine agosto. Questo significa, in pratica, che Japan Creation diventa una divisione di JFW specializzata nella promozione ed esposizione di articoli tessili giapponesi. La decisione è stata presa a seguito di riunioni del Fashion Strategy Council, che era già stato il principale motore della riorganizzazione di JFW come evento internazionale. Il Fashion Strategy Council si propone di ridare vitalità alle fiere e agli eventi relativi alla moda e al tessile giapponesi in modo da renderli più accessibili ai buyer e alla stampa internazionali, nel quadro di una più ampia strategia vo Maggiori sforzi si stanno compiendo anche per incoraggiare nuovi talenti creativi in Giappone nel quadro di JFW. La quinta edizione di JFW, che si è tenuta dal 29 agosto al 5 settembre, per la terza volta ha fornito sostegno finanziario ad alcuni giovani stilisti per potere approntare le rispettive collezioni in tempo per l’evento. La principale fonte di supporto è consistita nell’offrire uno spazio gratuito sulla passerella ad alcuni stilisti selezionati – questa volta i giovani designer hanno avuto la possibilità di mostrare le proprie collezioni nel nuovo spazio di Tokyo Midtown in cui si è tenuta la JFW. La JFW di fine agosto è stata anche collegata a Rooms, la mostra di abbigliamento ed accessori giovani che gode di crescente successo, e che si è tenuta nello stesso periodo nell’area di Roppongi, non lontano da Tokyo Midtown. Dal collegamento dei due eventi ci si è auspicati un’azione sinergica con un conseguente aumento di pubblico straniero, prevalentemente buyers e giornalisti, che hanno avuto l’opportunità di visitare entrambe le manifestazioni nel corso di un’unica venuta a Tokyo. L’alto grado di coordinamento, che ha portato al collegamento dei due eventi, ed il fatto che la JFW sia andata anticipando le sue date ad ogni stagione per competere con Parigi, Milano e New York, riflettono quanto sia importante l’appoggio del METI (Ministry of Economy, Trade and Industry), delle case di abbigliamento leader come World e Onward e dei principali stilisti giapponesi.
Lancio di United Arrows in Europa e negli USA United Arrows ha confermato il lancio in Europa e negli USA ad iniziare dal prossimo anno. Avvalendosi del basso valore dello yen, il principale gestore di select shop in Giappone si concentrerà sui propri punti di forza, ossia giacche e completi dotati di dettagli di design giapponese, da proporre a prezzi inferiori ai marchi del lusso di quei paesi. United Arrows lancerà un proprio marchio in Europa e negli USA nella primavera del 2008. La società ha confermato che il lancio avverrà con il marchio Camoshita United Arrows, una piccola collezione di completi e giacche oltre a circa 15 accessori. Tutti i prodotti, ad eccezione di qualche articolo di maglieria, saranno Made in Japan. I completi da uomo saranno di alta qualità, per metà fatti a mano, e la maggior parte del tessuto sarà di fattura giapponese o italiana. La società esporterà i completi a circa 500 euro (FOB), con prezzi al dettaglio previsti a circa 1.200 euro. United Arrows dice di volere offrire una tabella di taglie molto simile a quella giapponese. La società ha presentato la collezione in anteprima a Pitti Uomo, ed ha esposto i capi presso lo showroom P.M.G. a Milano per tutto il mese di luglio al fine di sollecitare ordini da principali buyers in Europa e negli USA. United Arrows afferma che probabilmente selezionerà un distributore europeo che coordini le vendite e le spedizioni per i mercati europeo e russo entro i prossimi due anni. La società sarà tuttavia deliberatamente cauta nel proprio approccio, limitando la distribuzione ad un piccolo numero di negozi in ciascun paese: sembra che l’ideale sia un negozio in ogni grande città. L’obiettivo consiste nel selezionare i negozi più qualificati per proporre Camoshita, al fine di sviluppare una posizione che collochi United Arrows all’avanguardia dei marchi moda in Europa e negli USA, con prezzi adeguati. La collezione sarà una testa di ponte in questi mercati chiave e sarà utilizzata per fare conoscere il nome United Arrows, con negozi propri che proporranno una gamma più ampia di prodotti programmati a medio termine. A tutt’oggi, la sola puntata di United Arrows nei mercati esteri è stata il piccolo corner nel londinese Dover Street Market, dovuta forse più ad una relazione con Rei Kawakubo, fondatrice del Dover Street Market, che non a un ingresso strategico in Europa. A tutt’oggi, la società è stata costruita più sull’importazione di marchi europei e statunitensi che non il contrario. Tuttavia, avendo iniziato in qualità di importatore e retailer, United Arrows ha avuto modo di divenire il più attivo creatore di “store brand” (marchi del rivenditore) fra le catene di select shop. Oggi fino al 70% della merce dei negozi viene effettivamente prodotta dalla società, che si avvale della propria esperienza di acquisto da stilisti internazionali e dell’eccellente team interno per il merchandise. Inoltre, i team interni collaborano strettamente anche con produttori e marchi europei per adattare i prodotti al Giappone, compreso lo sviluppo di linee in edizione limitata per United Arrows, linee che spesso si sono rivelate bene apprezzate anche in Europa. Ne consegue che il team di pianificazione è andato sempre più convincendosi che le linee proprie della società hanno altrettanto - se non persino di più - da offrire sui mercati esteri rispetto alle linee importate proposte dai negozi. Nuovo select shop di articoli sportivi di United Arrows United Arrows aprirà ad ottobre il suo primo select shop di artic
Nonostante il lungo periodo che le imprese nipponiche hanno avuto a disposizione per pensare alla situazione, ora che nel 2007 la prima ondata di “baby boomers” ha raggiunto l’età pensionabile, molte società hanno fatto poco o nulla per sfruttare questo nuovo mercato. E di nuovo mercato si tratta, visto che la maggior parte di loro non ha intenzione né di rallentare il ritmo di vita né - in alcuni casi - di andare in pensione. Il 2007 è il primo anno in cui una ampia fetta degli appartenenti alla generazione dei “baby boomers” del dopoguerra (nati tra il 1947 ed il 1949), raggiunge l’età che consente di andare in pensione in Giappone. Non deve però sorprendere che molti stanno preferendo di rimandare il momento e alcuni, quelli che occupano cariche che necessitano di esperienza e che lavorano in imprese che apprezzano il loro contributo, pensano di rimanere in attività fino ai 67-69 anni. Una recente indagine di Dentsu (la maggiore agenzia pubblicitaria giapponese, N.d.T.), che viene ripetuta annualmente dal 2000, ha chiesto a 334 persone di età compresa fra 56 e 60 anni che cosa pensano di fare nel corso dei prossimi 10 anni. Solo il 37% ha risposto che pensa di andare in pensione e lasciare il lavoro entro la fine del sessantesimo anno di età. Per contro, il 7% si aspetta di continuare a lavorare a tempo pieno, mentre il 42% prevede di lavorare almeno part-time. L’11% ha manifestato invece il desiderio di svolgere attività di volontariato o anche di creare una propria attività indipendente. Se da un lato la più grande speranza delle persone di tale generazione è quella di vivere a lungo e sani, la seconda aspirazione maggiormente manifestata è quella di viaggiare: il 93% spera di vedere una fetta di mondo una volta in pensione – si tratterà di una importante spinta per il settore viaggi, anche se necessiterà di un marketing specifico e buone relazioni con i clienti. Esattamente la stessa percentuale di persone desidera rilassarsi e prendersela comoda – un desiderio assai ragionevole considerando quanto alacremente questa generazione ha lavorato e quanto si sia sacrificata per le rispettive imprese nel corso dell’ultimo mezzo secolo. Nello stesso tempo, un significativo 25% ha anche affermato di non disdegnare l’idea di provare nuovi tipi di lavoro se l’occasione si presenta. Rimangono tuttavia delle preoccupazioni. Mentre il 90% degli intervistati dichiara di sperare in una pensione che consenta di vivere senza grossi problemi, solo il 39% si aspetta di raggiungere una tale situazione tra i 67 e 69 anni. Per contro, mentre quasi il 100% si augura di rimanere sano in questa fase della vita, il 60% confida di continuare a godere di buona salute nel prossimo futuro. Circa il 23%, una quota significativa, pensa di trascorrere gli anni della pensione all’estero, un fatto che il governo è felice di incoraggiare pensando di alleggerire il fardello a carico del sistema sanitario nazionale. Un ulteriore 35% dice di volere trascorrere un lungo periodo di tempo all’estero e il 39% dichiara di volere trasferirsi in campagna. Un altro 47% afferma di volere trascorrere una parte del tempo al di fuori delle aree urbane. Nel complesso, dall’indagine Dentsu traspare che un numero sorprendentemente basso di persone pensa semplicemente di rallentare il ritmo e vivere il tradizionale stile di vita degli anziani curati dai propri figli. Quella di rallentare il ritmo è sicuramente parte dell’attrattiva della pensione, ma la maggior parte pensa ad una ultima fase della vita più attiva e gratificante rispetto alla maggior parte dei pensionati giapponesi di oggi. Dentsu prevede la comparsa di numerose opportunità commerciali grazie alla nuova domanda proveniente dai neo-pensionati ed è prevedibile che, in molti casi, saranno proprio loro a creare attività mirate a soddisfare i fabbisogni dei propri coetanei.
Internet come veicolo pubblicitario: adesso usato anche dall’abbigliamento casual I blog e Internet in generale in Giappone continuano ad essere prevalentemente il feudo dei cosiddetti non-store retailer (retailer senza negozi), ma cresce il ricorso a questo mezzo anche da parte delle catene di distribuzione al dettaglio. Negli scorsi mesi Muji, Right-On e Uniqlo hanno tutti lanciato varie forme di pubblicità e promozioni online. Vendite e promozioni tramite Internet stanno diventando sempre più di tendenza, anche per alcuni fra i più grandi tradizionali retailer nipponici. Web magazine e mail magazine, oltre ai blog aziendali, sono ora ovunque, ma è solo ora che le società che non effettuano vendite su catalogo stanno entrando nel gioco. A cominciare da giugno, Ryohin Keikaku ha lanciato MUJImag (http://www.muji.net/community/), una rivista online concepita come informazione sul prodotto e veicolo di vendita. Ryohin Keikaku si è mosso sulla scia del crescente numero di retailer online e su catalogo che già pubblicano le rispettive riviste elettroniche, ma è un precoce esempio di un retailer con negozio tradizionale. Proprio come fanno alcuni esempi all’avanguardia come le sei pubblicazioni virtuali disponibili su fashionwalker.com, MUJImag descrive i prodotti, fornisce esempi d’uso e consigli che si collegano tutti direttamente al proprio motore di vendita in linea, e la rivista è concepita per essere analoga a quelle prodotte da Fashionwalker. Ryohin Keikaku produce già cataloghi di prodotti di base in edizioni sia elettroniche che cartacee, ma è la prima volta che si è avventurato in un formato “magalogue” (magazine + catalogo). Le vendite online di Ryohin Keikaku hanno superato i 50 miliardi di yen (ca. 315 mln. di euro) lo scorso anno, segnando un più 40% sull’anno precedente e rendendo l’espansione dei veicoli di marketing elettronici una naturale aggiunta. Il lancio di una rivista online da parte di MUJI è insolito, ma non è una notizia proprio unica. Right-On, noto retailer di abbigliamento casual, ha avviato un blog aziendale a fine maggio dedicato al proprio marchio per bambini chiamato MPS (http://mps-kids.com/blog.html). Questo blog contiene notizie su vendite a prezzi d’occasione e consente agli utenti di inserire i propri commenti sui post, anche se i contenuti sono in una certa misura assoggettati al controllo dei moderatori. Right-On spera di ricevere idee dai clienti su nuovi modelli e gamme di prodotti. Questa catena ritiene utile il nuovo blog poiché il target del marchio, le donne ventenni e trentenni con figli, sono al momento fra i principali lettori e autori dei blog in Giappone. Right-On propone anche mail magazine multimediali, siti web per cellulari e confronti fra articoli. Per non essere da meno, Uniqlo ha lanciato un teaser, ossia un breve trailer pubblicitario per il proprio sito tipo blog, diventato attivo ai primi di luglio, chiamato Uniqlock (http://www.uniqlo.jp/uniqlock/). Uniqlock è un sito tipicamente Uniqlo ed è assai appariscente. Per il momento, Uniqlock offre semplicemente degli strumenti di valorizzazione dei blog che consentono ai sottoscrittori di aggiungere propri video e spot pubblicitari Uniqlo ai propri blog, oltre a salvaschermo gratuiti e pubblicità online per le cosiddette dry polo realizzate con una tecnologia che consente di rimanere asciutti. Uniqlock è stato lanciato contestualmente ad una campagna separata su You Tube chiamata Clock Dance. Il governo giapponese è sorprendentemente interessato a tenere d’occhio le abitudini della popolazione relative ai blog, e l’Ente per la gestione ed il coordinamento conferma l’esistenza di 8,6 milioni di utenti di blog nel 2006, 2,5 volte il dato del 2005. Nonostante la riluttanza culturale a fare commenti ritenuti inappropriati o eccessivamente critici, si tratta di una piccola ma, al contempo, attiva e ostinata fetta di consumatori che le imprese sono inclini a sfruttare. Non tutte le società giapponesi comprendono l’importanza di ricevere l’approvazione della comunità dei blogger, ma è una situazione destinata a cambiare con il maggior potere che tale comunità andrà acquistando.
I marchi USA – forse a causa del perdurare dell’apprezzamento dell’euro – sembrano divenire sempre più attraenti per gli importatori giapponesi: IPGI ha annunciato nuovi investimenti in una joint venture giapponese con Citizens of Humanity. Anche Ferrira International, affiliata di Mitsui, sta attivandosi per importare un maggior numero di marchi USA. IPGI, uno dei principali distributori di jeans di alto livello in Giappone, ha siglato un nuovo accordo di joint venture con D.A.D.S. Denim Inc, proprietario del marchio Citizens of Humanity. La nuova società inizierà a vendere questo marchio nel periodo natalizio con un avvio completo a partire dalla primavera 2008. Grazie alla pianificazione di un certo numero di negozi indipendenti, il primo anno è previsto un fatturato di 1,5 miliardi di yen (ca. 9,4 mln. di euro) che dovrebbe raggiungere i 2 miliardi il terzo anno. L’accordo consente ad IPGI di aggiungere un altro noto marchio di jeans a quelli già nel suo paniere, come Rock & Republic e Blue Cult. IPGI ha recentemente cominciato a distribuire anche Chip & Pepper e la griffe canadese 1921. IPGI ora conta nove marchi di jeans di alto livello nel suo portafoglio che ne fanno uno dei maggiori importatori di denim di alta qualità, assieme a Caitac International, Eiko Shoji e Itochu Shoji. Tutti i principali importatori espandono le vendite e aprono negozi, in particolare select shop che come base propongono jeans. Caitac International ha aperto il select shop Azure du blanc all’interno di Shin-Marunouchi Building in aprile, e IPGI ha di recente inaugurato un negozio all’interno di Nanba Parks. Intanto Ferrira International, che dichiara di volere aggiungere altri marchi USA per controbilanciare il rischio dovuto all’alto valore dell’euro, ha aggiunto Rogan e Loomstate al proprio portafoglio. La loro distribuzione comincerà a partire da questo autunno. Ferrira International venderà il marchio Rogan in circa 150 punti vendita il primo anno. Loomstate, che è un marchio di denim realizzato con un cotone organico e sostenibile, avrà un negozio indipendente nel quartiere di Aoyama a novembre di quest’anno, oltre a una gamma molto ampia di clienti retail. IBGI lancia i jeans di Victoria Beckham Il distributore IPGI lancerà in autunno il marchio “Denim by Victoria Beckham”. La linea Victoria Beckham è già stata oggetto di un lancio in versione “soft” presso Isetan Shinjuku durante l’estate, con prezzi sui 38.000 yen (ca. 240 euro) per un paio di jeans, e sarà messa in vendita in tutto il paese a partire dall’autunno.
La rete ADO di Isetan punta ad acquisti per 100 miliardi di yen nell’esercizio 2007 Isetan rappresenta di per sé un ottimo target per qualsiasi marchio, ma vendere a Isetan significa anche vendere alla rete ADO, un gruppo che comprende alcuni fra i principali grandi magazzini in Giappone. Ed il budget a disposizione del gruppo è in crescita. Isetan vanta uno dei più forti gruppi di acquisto nel settore grandi magazzini e continua ad utilizzarlo per creare la maggiore catena di grandi magazzini nel paese attraverso partecipazioni azionarie e con l’aiuto del management, oltre che per realizzare un gruppo di acquisti sempre più potente, che negli anni recenti gode di un grado sempre più elevato di unificazione. Con il nome ADO, questo gruppo include il negozio Isetan oltre a JR Isetan, Iwataya, Marui Imai, Matsuya, Tobu, Meitetsu, Suzuran, Tenmaya, Izutsuya e detiene stretti legami con Hankyu-Hanshin Holdings. Non senza frustrazioni e crescenti inquietudini, il budget acquisti di ADO è andato costantemente crescendo, raggiungendo un totale degli approvvigionamenti pari a 81 miliardi di yen (ca. 510 mln. di euro) lo scorso anno, corrispondente ad un più 8,1% rispetto all’anno prima. Per l’esercizio 2007, Isetan prevede che gli acquisti raggiungano i 100 miliardi di yen. Anche se può non sembrare molto, si tratta di un incremento importante, data la natura suscettibile del management dei grandi magazzini regionali che può essere estremamente “geloso” del territorio, considerando anche che il totale degli acquisti centralizzati di ADO è stato di soli 29 miliardi nel 2000. Molto è stato fatto per accentrare ulteriormente i compiti amministrativi utilizzando - al tempo stesso - sistemi informatici più potenti che danno maggiore possibilità di scelta ai buyer dei singoli negozi, all’interno di parametri centralizzati. ADO ha lavorato alla fusione degli acquisti e della distribuzione di articoli da regalo, e i suoi acquisti centralizzati ora rappresentano 25 miliardi di yen di ordini. Ha anche messo a punto un sistema atto a consentire ai membri ADO di ordinare un proprio mix di prodotti da un menu centrale, aumentando in tal modo l’indipendenza dei negozi, ma pur sempre all’interno di acquisti centralizzati. Un fatto che ha contribuito allo sviluppo di un maggior numero di marchi del rivenditore e di shop-in-shop.
Un’altra trading company giapponese acquisisce una partecipazione di maggioranza in un marchio estero per assicurarsene il business in Giappone. L’accordo siglato da Yagi Tsusho segue a ruota quelli di Itochu Shoji, ed altri possono essere attesi. Yagi Tsusho, noto importatore e distributore di abbigliamento e accessori con se Il risultato è stato il decollo delle vendite ai select shop come United Arrows e Beams, con il 50% del fatturato globale realizzato proprio in Giappone. Yagi allora acquisì una partecipazione del 14,99% nella società britannica per garantirsene le attività, ma poi ha sentito la necessità di incrementare la quota pensando al lungo termine. È una strategia che segue a ruota, ad esempio, quella di Itochu Shoji che ha investito in Paul Smith e altri marchi per evitare di essere rilevato da un terzo – una iniziativa che in passato si è spesso tradotta nell’annullamento dei contratti della società giapponese. Ora che si è assicurato il marchio, Yagi inizierà ora a produrre alcune nuove linee in Cina oltre a sviluppare la distribuzione su licenza. Nonostante il cuore della collezione continui ad essere prodotto nel Regno Unito, Yagi creerà una linea più casual di capispalla in Cina che sarà venduta in Giappone a partire dall’autunno.
Urban Research apre un web store per il Giappone La nota catena statunitense Urban Research è andata allettando i fans giapponesi sin dal 2002 promettendo che avrebbe aperto a breve in Giappone, ma fino a questo momento nulla è avvenuto. Con una iniziativa che lascia trasparire di voler puntare a raccogliere maggiori informazioni sulle proprie chance di successo nel caso in cui apra negozi nell’arcipelago, questa società ha aperto un negozio virtuale in lingua giapponese. Il sito giapponese è stato messo a punto da Next Solutions, società locale di sistemi informatici, che ha siglato un contratto con Urban Research che le accorda una esclusiva sulle vendite via Internet. Al momento il negozio virtuale propone abbigliamento uomo, abbigliamento donna, accessori e calzature, che tuttavia a breve allargherà agli interni e agli articoli da regalo. Tutte le spedizioni saranno tuttavia effettuate dagli USA e per il momento in Giappone non è previsto il deposito di nessun prodotto. Oltre al sito, Urban Research afferma di non avere abbandonato l’idea di aprire negozi in Giappone. Ora parla del 2009, anche se aveva menzionato il 2005 nel lontano 2002, per cui può darsi che i fans del marchio debbano ancora attendere a lungo. Per il momento potranno comprare attraverso il web store giapponese, anche se dovranno anzitutto registrarsi anche per potere fare un semplice acquisto.
Marc Fisher si lancia in Giappone Marc Fisher, società statunitense di calzature, ha costituito una controllata nipponica nel marzo di quest’anno e avvierà le vendite delle scarpe da donna del marchio omonimo in grandi magazzini fra cui Seibu Shibuya a partire dall’autunno. Marc Fisher Japan si occuperà anche delle vendite delle calzature Guess in sublicenza. Marc Fisher spera in un fatturato di 500 milioni di yen (ca. 3,1 mln. di euro) il primo anno, 150 milioni di cui con il marchio Guess.
Beams diventa un po’ più adulto Continua l’interesse di Beams per il mercato dei clienti non più giovanissimi, ossia i suoi primi clienti degli anni ‘80. Beams ha, infatti, aperto lo scorso anno alcuni negozi di livello particolarmente elevato pieni di marchi importati di qualità che si rivolgono a consumatori trentenni e quarantenni che usavano acquistare Beams ai tempi dell’adolescenza o dei propri vent’anni quando la società creò il primo select shop in Giappone nei primi anni ‘80. I negozi, come “Beams House” a Roppongi Hills e “Beams Shin-Marunouchi” all’interno dell’omonimo fashion building, più casual ma non per questo di fascia più bassa, hanno registrato buone vendite che incoraggiano ulteriori investimenti. Nel proprio negozio principale di Harajuku, Beams ha rinnovato la “International Gallery” in modo da rivolgersi a clienti più avanti con gli anni, e la sezione di abbigliamento uomo “Beams F”, aggiungendo orologi, accessori e cancelleria. A partire dall’autunno, Beams lancerà un nuovo marchio per il mercato più adulto, con il nome Beams Lights. Quest’ultimo, già testato in alcuni negozi ma oggetto di un lancio in grande stile a partire da settembre, sarà una linea di prodotti “basic” da indossare tutti i giorni per uomini e donne adulti. La linea viene prodotta in collaborazione con una trading company, e sarà la prima di Beams a combinare uomo e donna. A dimostrazione della volontà di Beams di espandersi ulteriormente nel mercato più adulto, ha deciso di dedicare a questo progetto manager di alto livello.
Lyle & Scott Black Label punta a 100 negozi Moririn, licenziatario del marchio scozzese di golf Lyle & Scott, sta investendo nella linea Lyle & Scott Black Label e prevede di arrivare a 100 negozi entro l’anno prossimo, rispetto ai 40 attuali. Moririn ha tradizionalmente fatto affidamento sull’ingrosso per distribuire il marchio Lyle & Scott, ma quattro anni fa ha iniziato a investire in shop-in-shop all’interno di GMS (General Merchandise Stores). Il negozio standard è di 33 mq e genera vendite di circa 240 milioni di yen (1,5 mln. di euro) all’anno. I suoi negozi vendono bene grazie al posizionamento lievemente "di lusso", con prezzi pari a circa 1,5 volte degli altri prodotti dei GMS.
Nuovo negozio Dries van Noten nel 2008 Il noto stilista belga Dries Van Noten inaugurerà un flagship store a Tokyo l’anno prossimo. Il punto vendita, che segue a ruota analoghi flagship ad Anversa, Parigi e Hong Kong, sarà inaugurato nel marzo 2008 nel quartiere di Minami-Aoyama, noto per la folta presenza di marchi di lusso.
Asics intensifica le vendite di abbigliamento in Europa e negli USA Incoraggiata dal successo delle proprie vendite di calzature in Europa e negli USA, Asics si attende una importante spinta all’incremento del fatturato di abbigliamento anche in questi mercati, sia per aumentare le vendite che per potenziare la propria immagine di marchio sportivo globale. Entro il 2009, Asics spera di avere in vendita una gamma completa di capi per l’atletica ed il lifestyle e lancerà anche una linea di livello superiore di abbigliamento atletico. Per soddisfare la domanda prevista, Asics migliorerà i suoi standard di produzione a Shanghai, oltre a rivedere la propria catena di fornitura riducendo il numero di fornitori della metà rispetto agli 80 attuali, e migliorerà i tempi di approvvigionamento e la qualità dei 40 restanti. Una nuova divisione di abbigliamento globale è stata costituita in maggio con 15 addetti che si occupano della pianificazione del prodotto, delle catene di fornitura e della ricerca di nuovi tessuti e dettagli per i marchi Asics e Onitsuka Tiger. Stando all’ultimo piano triennale di Asics, questa società punta a un obiettivo di 300 miliardi di yen (ca. 1,8 mld. di euro) di fatturato, quasi 100 dei quali dovrebbero essere raggiunti dall’abbigliamento. Asics si augura che i mercati esteri riescano a realizzare 50 miliardi rispetto agli 11 miliardi dello scorso anno.
Ancora in crescita i risultati retail di JR Tutti i principali gruppi JR (Japan Railway), ossia JR East, JR West e JR Tokai, hanno registrato incrementi di fatturato delle rispettive divisioni retail nell’ultimo anno. JR East ha registrato - per la prima volta - vendite per 200 miliardi di yen (ca. 1,3 mld. di euro), segnando un più 3,9%, grazie al subentro di migliori locatari all’interno di Lumine, oltre che all’espansione ed ai restauri di Atre e di altri “station building”. L’utile operativo ha raggiunto 58 miliardi di yen, segnando un più 8,9%. I negozi interni alle stazioni, come Ecute Shinagawa, hanno registrato un più 4,7% salendo a 414 miliardi di yen, con un aumento degli utili del 9,1%. JR Tokai ha ottenuto buoni risultati grazie al restauro e al rinnovo di Nagoya JR Central Towers, a Nagoya, con vendite per 195 miliardi di yen, pari ad un incremento del 2,7%. JR West ha investito lo scorso anno in nuovi chioschi self service e convenience stores, facendo sì che il fatturato crescesse del 3,2%, raggiungendo i 252 miliardi di yen, con un balzo dell’utile del 15,2% (5 miliardi di yen). La società ha anche tratto profitto dal rinnovo di JR Isetan a Kyoto.
Chelsea Japan, la joint venture tra Chelsea Property Group e due società giapponesi, Mitsubishi Estate e Sojitz Corporation, ha inaugurato il 6 luglio un nuovo centro commerciale in Giappone. Il Kobe - Sanda Premium Outlets, destinato a diventare uno dei principali centri per l’outlet, è ubicato a Sanda, non lontano da Kobe. Nel centro commerciale sono presenti in totale 89 marchi tra i quali - solo per menzionarne alcuni – Gucci, Valentino, Furla e Coach. Anche Mitsukoshi ha inaugurato, per la prima volta, un select shop e sono dieci i marchi giapponesi mai venduti finora all’interno di un outlet in Giappone. Per Chelsea si tratta del sesto outlet in questo paese e - come gli altri - anche questo è situato in una posizione molto conveniente, facilmente raggiungibile in treno o dall’autostrada. Il Rinku Premium Outlets, l’altro centro commerciale inaugurato nel 2000 dalla stessa società sempre nell’area del Kansai, registra 5,5 milioni di visitatori all’anno. Chelsea prevede che per il primo anno i visitatori del nuovo centro saranno 3,3 milioni, attirati da sconti tra il 25% ed il 65% sui capi di marchi del lusso a stagione conclusa.
Stando alle dichiarazioni della società, Cartier, marchio del Richemont Group, lo scorso anno ha registrato il suo migliore anno in assoluto in Giappone, dopo un altro anno positivo dei propri negozi indipendenti e a seguito dell’espansione dello spazio di vendita nei grandi magazzini. Nonostante la società sia preoccupata della ridotta crescita nel mercato del lusso nel suo complesso, confida che il nuovo prodotto, il costante restyling dei punti vendita, i nuovi negozi indipendenti e una graduale riduzione dei prezzi giapponesi verso i livelli di prezzi al dettaglio in Europa, contribuiranno a stimolare una ulteriore crescita. Nonostante l’alto livello dell’euro spinga forzosamente verso l’alto i prezzi, Cartier sta assorbendo parte dell’aumento. Ne consegue che il divario nei prezzi al dettaglio fra Europa e Giappone si è ristretto dal 25% al 10-15%. Cartier sta traendo particolari benefici dai propri negozi indipendenti – che, da quando a marzo è stato inaugurato il punto vendita di Nagoya all’interno di Midland Square, sono 5 in Giappone - e le loro entrate rappresentano il 25% delle vendite in Giappone. Cartier ha aggiunto anche 1.500 mq ai propri shop-in-shop nei grandi magazzini, portando lo spazio di vendita totale a 8.000 mq. Il fatturato dovrebbe salire del 3% circa l’anno prossimo, grazie a nuovi prodotti ed al lancio di altri negozi. Prevista anche l’espansione del punto vendita di Osaka di 200 mq per il prossimo autunno, che diventerà il più grande negozio Cartier in Giappone.
Focus: Acquistare abbigliamento sul web va di moda Il consumo di moda sul web si sta sviluppando rapidamente in Giappone. Cosa si può dire del settore nel suo complesso? Un’analisi dei principali siti dimostra quanta strada abbia fatto l’industria della moda in breve tempo e quanti siano i servizi ora a disposizione di chiunque intenda creare uno store online in Giappone per vendere su questo mercato, dal design dei siti web ai carrelli della spesa e ai sistemi di pagamento tramite carta. Se da un lato le notizie finanziarie hanno dominato il settore della moda negli ultimi anni, con un’abbondanza di fusioni e acquisizioni e ammissioni in borsa, traducendosi in una significativa dose di ristrutturazioni e consolidamenti, meno è stato detto delle nuove iniziative commerciali, in particolare lo sviluppo di portali dedicati alla moda sul web. Molti di questi esistono da appena tre anni e, nonostante la loro giovane età, sono divenuti influenti al pari dei retailer e dei distributori di lunga data. Le vendite continuano a procedere ad un ritmo più rapido della media del settore, visto che la maggior parte delle principali società registra crescite dal 50% al 100% all’anno, se non di più. Si è anche verificato un fenomeno tipico nel mondo del business nipponico, ossia pare che tutti all’improvviso si siano messi d’accordo. Dopo vari anni di discussioni ed esitazioni tutto ad un tratto si è assistito ad un’ondata di decisioni e azioni: così è successo con i negozi virtuali dedicati alla moda, come indicato dall’elevato numero di retailer e marchi noti che hanno improvvisamente lanciato nuovi web store. Non ultimi fra Più successo dei siti direttamente gestiti ha avuto la formula dei “web fashion mall”, cui partecipa (ad uno o più) la quasi totalità dei retailer principali. Sia Marui che Parco propongono versioni online dei propri negozi appartenenti al mondo reale, consentendo a stilisti e produttori una modalità relativamente semplice di mettere i propri prodotti online. In cambio di una percentuale delle vendite, Marui e Parco si occupano della gestione del sito, dei call center, dei pagamenti e della consegna. Parco vanta 50 marchi nel proprio mall, ma ne prevede 150 entro l’anno. Nel caso di Marui, il sito voi.0101.co.jp, lanciato nel 2004, proponeva inizialmente solo prodotti Marui, ma vedendo il successo dei web mall concorrenti ha trasformato il sito lo scorso settembre consentendo anche ai propri locatari di vendere attraverso di esso. Ora ha in magazzino 330 marchi donna e 160 uomo, con circa 40.000 prodotti. Il fatturato è raddoppiato a 5 miliardi di yen (ca. 31,5 mln. di euro) dall’anno scorso ad oggi – non includendo le vendite su catalogo via internet. Per far fronte alla domanda, Marui si è alleato con il trasportatore Yamato, acquisendo l’accesso a servizi fra i migliori del settore sia in Giappone sia nel resto dell’Asia - Marui intende infatti espandere il sito voi.0101.co.jp a breve anche in altri paesi asiatici. Oltre a Parco e Marui, esistono vari concorrenti sul fronte dei “web fashion mall”. L’anno scorso si è assistito al lancio di wwcity.co.jp di Samantha Thavasa, retailer di borse e accessori. Il sito wwcity è una città dello shopping virtuale, con aree chiave di Tokyo ricreate sul portale, e offre un modo relativamente semplice di navigare per alcuni negozi di Shibuya, Aoyama, Shinjuku, Ginza e, più di recente, Los Angeles. Il portale compete con siti come Zozotown, ed è il frutto della collaborazione di Samantha Thavasa con Stylelife, di cui Thavasa ha acquisito una partecipazione di maggioranza quest’anno. Zozotown è stato uno dei “web fashion mall” di cui più si è parlato lo scorso anno, e rimane un solido leader: il suo fatturato è cresciuto del 140% l’anno scorso salendo a 11,2 miliardi di yen (ca. 70,5 mln. di euro) e generando un utile di 800 milioni di yen dopo due soli anni di attività. Questo mall offre più di 650 marchi, fra cui alcuni nomi famosi come Beams. Beams dichiara di avere ottenuti buoni risultati con Zozotown e si dice ch Un sito analogo che si rivolge alle trentenni è Venus LX, controllato al 70% da Mitsui e al 30% da Cyber Agent Group. Offre pagine assai simili a quelle di riviste da cui i lettori possono ordinare. Magaseek, che è stato quotato sul Mothers nel novembre dello scorso anno, adotta un approccio diverso. Alleato con grandi case editrici, come Shueisha e Shogakukan, propone nel proprio negozio prodotti che appariranno nei successivi numeri di riviste di moda pubblicate da queste società. Speciali codici stampati sulle riviste possono essere utilizzati per localizzare il prodotto sul sito e acquistare. Originariamente costituita con il capitale di Itochu Shoji, la società sta espandendo le proprie alleanze con le riviste e lancerà un sito di abbigliamento uomo questo autunno. Diversamente da Zozotown e Marui, Magaseek si augura che il sito di abbigliamento uomo attragga uomini tra i trenta ed i cinquant’anni. Sfrutterà anche la grande richiesta di pubblicare riviste per donne quarantenni, lanciando un sito che punta a questo mercato in crescita. Dato il perdurante ruolo e potere di mercato di Itochu, Magaseek continua a crescere rapidamente avendo segnato un più 60% delle vendite l’anno scorso, con 5,3 miliardi di yen (ca. 33,3 mln. di euro). Come per gli shopping mall, esiste al momento anche un crescente numero di specialisti che offre piattaforme per negozi virtuali su cui marchi e stilisti possono creare i propri negozi, ma senza dovere investire in infrastrutture informatiche. Nonostante Yahoo! Japan e Rakuten propongano portali per negozi, numerose società di moda necessitano di un design e branding migliori, e guardano sempre più ai provider di negozi virtuali per ottenere quello di cui hanno bisogno. Xavel ora vanta un elevato numero di adepti ai propri siti di shopping Fashionwalker e Girlswalker, ed è stato subissato di richieste per aiutare retailer e produttori di moda a creare negozi virtuali. Vedendo il potenziale e la crescita di Marui, Parco e wwcity.co.jp, Xavel si è alleato con CSK Holdings, società nota per i suoi servizi informatici, nell’aprile di quest’anno al fine di proporre un servizio completo di gestione di negozi virtuali. CSK Holdings fornisce l’infrastruttura informatica ed i sistemi di pagamento, mentre Xavel mette sul piatto le conoscenze di marketing, la gestione del database, la creazione di contenuti e la gestione dell’inventario. Diamond Head (d-head.co.jp) propone una analoga piattaforma per negozi virtuali per società di moda che dispongono già di proprie capacità di marketing – il sito liclis.com di United Arrows è uno tra i 100 siti lanciati dalla società in otto anni. Tuttavia, dato l’incremento della domanda e della scala, i prezzi stanno scendendo e Diamond Head dichiara che dovrebbe essere in grado di proporre un nuovo servizio di piattaforma per meno di 100.000 yen (ca. 630 euro) al mese specificamente per le piccole e medie imprese. Questi portali e piattaforme stanno consentendo con molta facilità a retailer, produttori e stilisti di aprire negozi virtuali, permettendo loro di continuare a concentrarsi su quello che sanno fare meglio e lasciando agli specialisti il lavoro tecnico della gestione del negozio che tanto tempo richiede. Lo shopping online per la moda si è trasformato, solo nell’ultimo anno, da semplice hobby ad un business di tendenza. Se da un lato le vendite rimangono relativamente contenute, il segno di progresso risiede nella diversità di negozi virtuali esistenti e nella gamma e nella profondità dei servizi ora offerti da terzi per facilitare la gestione di un negozio, senza che ogni retailer debba ogni volta partire da zero. Questi servizi sono diffusi e presagiscono una esplosione di negozi caratterizzati da un buon livello di design con servizi sofisticati di esposizione prodotti e carrelli della spesa. Ora, ai negozi non resta che pensare a come distinguersi fra la folla. |
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