Aprile 2006

 

Contents:

Per visualizzare i dati, fare clic sui link indicati sotto.

 

 

Dati

 

Ice Moda

Natural Sensations

Nell'ambito del Programma Promozionale 2005, il giorno 7 marzo é stato realizzato a Tokyo l'evento Natural Sensations, in favore della conceria italiana. Più precisamente della pelle conciata al vegetale. Come nel passato, la manifestazione é stata realizzata in collaborazione con il Consorzio Vera Pelle Italiana Conciata al Vegetale di Ponte a Egola.

Realizzata presso la Park Tower Hall di Tokyo, nel quartiere di Shinjuku, l'iniziativa si é composta di quattro momenti separati, ma allo stesso tempo articolati fra loro. Due seminari, una piccola esposizione di prodotti finiti ed una dimostrazione pratica sui metodi di lavorazione della pelle conciata al vegetale.

Dei due seminari, ciascuno dei quali con caratteristiche proprie di contenuto e target di destinazione, il primo, denominato "Natural Sensations", giunto alla sua settima edizione a Tokyo e al quale hanno partecipato 320 fra operatori e giornalisti, é consistito in un seminario di presentazione delle tendenze delle collezioni primavera/estate 2007 ed é stato tenuto dalla Dr.ssa Diane Becker, docente presso l'Istituto Polimoda di Firenze.

Al termine del primo seminario, é stata organizzata, sempre all'interno della stessa sala, una conferenza stampa, nel corso della quale un gruppo di circa 20 giornalisti locali, ha posto numerose domande ai rappresentanti del Consorzio per approfondire il bagaglio di informazioni in loro possesso.

Nel corso della seconda parte della giornata, al fine di ampliare e rafforzare l'evento, é stato organizzato un incontro con i responsabili dei Grandi Magazzini, catene distributive e negozianti - 74 persone. Questa parte del seminario é stata finalizzata alla spiegazione delle caratteristiche del pellame conciato al vegetale e delle sue particolarità che possono riscontrarsi nel prodotto finito, da trasmettere al consumatore nel momento dell'acquisto.

copyAll'interno della stessa sala che ha ospitato i due momenti, prima e dopo le presentazioni, é stato allestito un piccolo laboratorio, per mostrare come, attraverso l'utilizzo di prodotti e strumenti tipici della conceria, un prodotto, realizzato con pellame conciato al vegetale, possa essere personalizzato da ogni produttore, grazie alle diverse lavorazioni: tamponatura, graffi, incisioni, ecc.. Quello che doveva essere un elemento aggiuntivo ai momenti seminariali, si é rivelato il fattore di novità attorno al quale si é caratterizzata l'intera iniziativa. Numerose sono state le domande dei visitatori che hanno seguito con grande attenzione tutte le varie fasi del laboratorio, a conferma della partecipazione ed interesse che é andato ben oltre le aspettative della vigilia.

Infine, a completamento del quadro d'insieme, sono stati montati agli angoli della sala alcuni manichini vestiti con prodotti finiti realizzati con pelle conciata al vegetale.

Dal momento che non esiste una raccolta di dati statistici riferita alla sola pelle conciata al vegetale, le informazioni di seguito riportate riguardano l'intero comparto della pelle conciata.

Tali dati indicano che il valore di pelli conciate provenienti dall'Italia, nel 2005, é stato pari a 3,2 milioni di dollari americani con un calo del 36,5% rispetto all'anno precedente.

Nella gritem3aduatoria dei fornitori del Giappone, che vede il Brasile al 1 posto con una quota di mercato pari al 17,5%, seguito dalla Cina (col 16,5%), l'Italia ha raggiunto la 10ma posizione fra tutti i paesi fornitori con una quota di mercato del 3,1%.

Relativamente alle sole pelli al vegetale le indicazioni in possesso del Consorzio, ottenute da indagini effettuate presso le proprie aziende, segnalano che nel 2005 la percentuale delle esportazioni verso il Giappone ha registrato un incremento, difficilmente quantificabile proprio perchè risultato di rilevazioni singole.

Ciò conferma da un lato l'apprezzamento di tale prodotto di nicchia da parte degli utilizzatori giapponesi (e di conseguenza dei consumatori finali di articoli realizzati con tale materiale), dall'altro il valore di una iniziativa come Natural Sensations, che in pochi anni ha contribuito a diffondere con successo la conoscenza verso questo particolare prodotto, unico per qualità e per tipo di lavorazione.

 

Itochu rileva una quota di Paul Smith

Itochu ha acquisito un'altra quota in Paul Smith, uno dei marchi centrali per le sue attività di licenza in Giappone. Itochu dichiara da parte sua che nulla é cambiato, e in un certo qual modo é vero. La gestione nipponica continuerà a funzionare come ora ed il controllo della sede resterà affidato al management esistente. Un punto essenziale é, tuttavia, che questo investimento fa sìì che Itochu manterrà il controllo dei diritti per l'Asia sul marchio, un aspetto cruciale in un mondo in cui un numero sempre maggiore di marchi gestisce direttamente le attività nel Regno del Sol Levante.

Itochu Shoji ha acquisito una quota del 40% della britannica Paul Smith. Il designer ha dichiarato di intendere conservare la propria partecipazione del 60%, oltre a conservare le cariche di presidente e stilista. L'acquisizione fa di Itochu il comproprietario di uno dei più forti marchi britannici, con un fatturato di 75,5 miliardi di yen (ca. 531 mln. di euro), il 15% circa dei quali proviene dalla distribuzione al dettaglio e il resto da attività di distribuzione all'ingrosso/concessione di licenze. Paul Smith rimane un marchio forte sull'abbigliamento uomo, con il 54% delle vendite generate dall'uomo, il 28% dagli accessori e appena il 14% dall'abbigliamento donna.

Itochu intrattiene una stretta relazione con il marchio Paul Smith dal 1984 quando ottenne per la prima volta una licenza dallo stilista britannico. Da allora le vendite in Giappone hanno registrato un rapido balzo facendo del Sol Levante di gran lunga il suo mercato piùù importante; il 53% del fatturato globale é stato realizzato in Giappone lo scorso anno. Nel 1994 fu costituita la società Paul Smith Japan di cui Itochu acquisìì una quota del 25%. L'attività nipponica ha registrato un fatturato di circa 35 miliardi di yen l'anno scorso, realizzato per il 70% da Joix, controllata da Itochu, grazie alla licenza dell'abbigliamento uomo. Crescono anche le vendite di abbigliamento donna in questo paese grazie alla sublicenza accordata da Itochu a Onward.

L'investimento di Itochu é analogo alla sua acquisizione di una quota del mpsmitharchio statunitense LeSportsac, di cui detiene i diritti di licenza, nonchéé alla sua precedente acquisizione di Hunting World. Come riferito di recente, la motivazione di Itochu dietro all'investimento era di assicurare la continuità delle proprie licenze nipponiche oltre all'espansione nel resto d'Asia. Si ritiene che Itochu sia sempre più preoccupato dall'erosione della propria scuderia di marchi in licenza nel momento in cui vengono acquisiti marchi europei e americani. Nei cinque anni trascorsi, buona parte della frenetica attività di acquisizione in Europa e negli USA ha ingenerato accordi di licenza a lungo termine fra marchi e la conseguente risoluzione dei contratti con i partner nipponici. Buona parte della logica é consistita nel sostenere un profilo di marchio in deterioramento nonchéé nello sviluppare margini più elevati in Giappone con operazioni dirette, in particolare aprendo negozi. Un tale cambiamento ha fatto sìì che operatori del calibro di Itochu, Misaki, Aoi, e altri grossi licenziatari e distributori abbiano perso importanti fette di business, e sono stati costretti a stringere accordi con marchi molto più piccoli nell'intento di colmare il vuoto lasciato nelle proprie capacità distributive.

Nel caso di LeSportsac, la quota di Itochu gli fornisce garanzie su tutte le operazioni asiatiche oltre a voce in capitolo sulla gestione complessiva del marchio, senza tuttavia il mal di testa di dovere gestire da solo l'intera azienda. Analogamente, l'investimento in Paul Smith garantisce il controllo del mercato nipponico e di altri mercati asiatici, lasciando tuttavia la gestione quotidiana della società britannica al suo management esistente. L'affermazione di Itochu secondo cui nulla é cambiato é vera in termini operativi, ma l'investimento é cruciale in quanto ha l'effetto di una pillola avvelenata per qualsiasi potenziale acquirente del marchio Paul Smith che possa sperare di smantellare l'esistente struttura nipponica di licenze a favore della distribuzione diretta. Con il 40% del capitale, Itochu si assicura il controllo completo del marchio Paul Smith in Giappone e nel resto dell'Asia e puà continuare a valorizzare il suo potenziale oltre l'abbigliamento uomo espandendosi nell'abbigliamento donna e negli accessori.

 

Primo approccio di TopShop in Giappone

Una piccola selezione di una sola delle linee di TopMan é stata messa in vendita di recente in un piccolo negozio di Laforet Harakuku. Non vi sono indicazioni esplicite di ulteriori programmi per questo mercato, nonostante le numerose trattative nel corso degli anni, ma anche altri marchi possono trovare che questa iniziativa sia un esempio interessante di “test marketing”.

Se da un lato l'assenza della catena TopShop dal mercato giapponese é altrettanto eclatante quanto quella di H&M, Abercrombie & Fitch e un paio di altri, sembra che alcune persone all'interno di TopShop siano almeno convinte che potrebbe valere la pena compiere un tentativo sul Sol Levante. Il mese scorso, Topman Design, una linea uomo di fascia alta di TopMan, ha iniziato ad essere venduta presso Side by Side, un select shop allユinterno di Laforet Harajuku che ha destato notevole interesse sia tra i giornalisti che i consumatori dal suo lancio avvenuto nel settembre 2004. La collezione viene venduta in uno spazio, tipo shop-in-shop, di circa 20 mq.

È la prima volta che i capi TopShop vengono venduti sul mercato nipponico nonostante numerosi proprietari della catena nel decennio trascorso abbiamo spesso preso in considerazione potenziali partner giapponesi. Alcune di queste trattative sono scese in sufficiente profondità, e sia Aeon che, otto anni fa circa, Itochu avevano preso in considerazione questo marchio per un eventuale lancio.

Al momento, l'introduzione della linea in Giappone non é considerata il primo passo da compiere per un lancio completo della catena Top Shop nel paese. Anche altri marchi sono stati motivati a considerare l'ingresso sulla scorta dei notevoli volumi di importazioni in Giappone, come é successo con Abercrombie & Fitch finchéé non ha annullato i propri piani di recente.

 

Mitsui sposta il business delle licenze verso i marchi casual

Mitsui é stato spesso caratterizzato come la mano ferma nell'attività di “brand licensing” rispetto alle attività più frenetiche del suo principale rivale Itochu. Tuttavia, ora che scarseggiano sempre più le opportunità per siglare accordi con noti marchi internazionali, Mitsui si va spostando verso un modello di licenza dai ritmi più veloci con marchi come Popeye, puntando a surfisti e ambientalisti.

Come riferito lo scorso anno (aprile 2005) su questa newsletter, Mitsui ha fatto molta strada nel riorganizzare le proprie divisioni tessile e abbigliamento in due parti coese. Nel 2004, Mitsui ha rimodulato le varie divisioni riordinandole in due parti: una per gestire il lavoro di produzione per conto terzi che eseguiva per i clienti principali come Sanyo Shokai e Five Foxes, e un'altra che si occupava della distribuzione dei marchi e delle licenze.

Il problema di una simile ristrutturazione superficialmente ordinata era che l'attività meno appariscente della produzione per conto terzi tendeva ad essere messa in disparte a spese della distribuzione dei marchi. Poichéé il reperimento di terzisti e la distribuzione di marchi sono attività molto diverse che richiedono competenze interamente differenti, si é reso evidente lo scarso valore generato dalla riorganizzazione originaria.

Lo scorso aprile, Mitsui si é quindi nuovamente riorganizzato creando una nuova società dal nome MIF (Mitsui Bussan Inter-Fashion), una unità con un centinaio di dipendenti che segue l'intera attività della lavorazione per conto terzi per le società di abbigliamento. Contemporaneamente ha costituito una nuova società chiamata BMC (Brand Marketing Company). A quest'ultima entità Mitsui ha affidato la distribuzione in licenza di marchi fondamentali del calibro di Da Trussardi e Et Vous. Alla BMC ha affidato anche un ruolo di sostegno per altre licenze quali Pierre Cardin e Hanae Mori, quest'ultimo un marchio direttamente detenuto da Mitsui a seguito del fallimento della ditta avvenuto l'anno prima. Alla divisione licenze della sede é stato attribuito il compito di essere molto più aggressiva nell'accaparrarsi nuovi marchi, e in generale di essere più rapida a individuare le opportunità.

La differenza con l'immagine passata delle licenze delle trading company é che a partire da adesso, Mitsui intende andare alla caccia di un'ampia gamma di stilisti e marchi, spaziando dai marchi surf alle linee LOHAS (Lifestyle of Health and Sustainability). Nonostante Mitsui continui a stilare accordi con grandi brand come quello con Mandarina Duck che utilizza Ace in veste di sublicenziatario, la società si sta diversificando. Ad esempio, ha sottoscritto di recente una licenza per il personaggio di “Braccio di Ferro” con Dentsu. Anche l'interesse che nutre nel movimento LOHAS é andato crescendo con una collaborazione con Todo Press, la società che controlla il marchio LOHAS in Giappone, e programmi per un concorso di design LOHAS da lanciare il prossimo giugno. Mitsui é anche interessato a sviluppare marchi nipponici e altri marchi asiatici sia nel Sol Levante che a livello internazionale. Oltre a Hanae Mori, ha acquisito una quota in Dresscamp, che intende sostenere e accordare in licenza.

Lo spostamento verso una più ampia gamma di marchi al di fuori della sua tradizionale competenza in termini di grossi marchi europei avvicinerà il portafoglio di Mitsui a quello rappresentato dalla eclettica selezione del suo principale concorrente Itochu. Anche quest'ultimo ha siglato accordi con ogni tipo di marchio moda negli ultimi due anni, in parte in risposta al susseguirsi di marchi usciti dagli accordi di licenza a favore della distribuzione diretta. Anche Mitsui é sottoposto alle medesime pressioni: con i più grandi marchi internazionali ora fermamente a favore del controllo diretto del mercato nipponico, la nuova crescita deve essere cercata con i marchi più piccoli nonchéé con nuovi settori quali l'abbigliamento casual, movimenti lifestyle come LOHAS e mode che si rifanno a personaggi come Braccio di Ferro.

Per Mitsui, esattamente come per i suoi concorrenti, il futuro delle sue licenze abbisognerà di un grado molto maggiore di adattamento rapido a nuove situazioni, inducendolo a sottoscrivere nuove licenze non appena i prodotti oggetto di quelle esistenti si estinguono; poichéé i marchi casual e i movimenti lifestyle per loro stessa natura hanno una più breve durata rispetto ai tradizionali pesi massimi del fashion business che era un tempo alla base delle licenze trattate dalle trading company, la necessità di entrare e uscire da accordi di licenza con maggiore rapidità si farà più pressante. Questo cambiamento aggiungerà dei costi a tali attività di licenza in quanto i costi di avviamento iniziale e di marketing saliranno, ma ora che le opportunità di distribuzione in licenza dei grandi marchi si fanno più rare, non c'è molta scelta se si vuole garantire la crescita futura.

 

Come cambia Shinjuku

L'area circostante la stazione di Shinjuku, uno dei punti nevralgici di Tokyo, continua a beneficiare di investimenti sia pubblici che privati grazie alle nuove linee della metropolitana e alla rivalutazione della “minami-guchi” (uscita sud) che contribuirà a migliorare un'area che é già cambiata negli ultimi cinque anni divenendo irriconoscibile. Due shopping building, Lumine e My City, sono sopravvissuti ai cambiamenti, ma per il momento solo uno ne ha tratto vantaggio. Con la loro fusione, le cose possono cambiare e schiudere maggiori opportunità per i marchi esteri.

La società delle linee ferroviarie giapponesi JR East é stata impegnata nel razionalizzare le attività dell'edificio della stazione, trasferendo le attività in una struttura più centralizzata nella speranza di migliorare la performance dei locatari creando ambienti retail meno dispersivi e più interessanti pur nella sovrabbondanza di nuove catene di negozi specializzati.

L'iniziativa più recente é la fusione fra Lumine e l'edificio della stazione di Shinjuku. In questo modo JR East si assicura un migliore controllo e accentramento delle proprie attivitàretail di Shinjuku, creando un negozio che forma un arco sopra la stazione che comprende Lumine 1 e 2 e My City, e generando in totale 70 miliardi di yen (ca. 492 mln. di euro) di fatturato annuo.

Lumine attualmente genera vendite per 40 miliardi di yen e My City poco meno di 30 miliardi. La performance dei due edifici é stata tuttavia sensibilmente diversa. Una differenza che si produce nonostante i due punti vendita beneficino di 3 milioni di persone che passano per la stazione di Shinjuku ogni giorno, e di marcati miglioramenti apportati all'area nelle zone Sud, Ovest ed Est, che attirano nuovi clienti in un'area divenuta una vera e propria destinazione per lo shopping di moda.

Lumine ha iniziato a registrare anni consecutivi di crescita nel lontano 2001 e lo scorso dicembre aveva totalizzato 57 mesi di crescita su 58 – mancando il solo e ultimo mese di febbraio solo perchéé aveva una domenica in meno. Il fatturato nell'anno conclusosi a marzo 2002 era di 26 miliardi di yen, ma é salito a 36,5 miliardi lo scorso anno, crescendo di 10 miliardi in soli tre anni. Per l'anno che si conclude in questo mese di marzo, la previsione é di 40 miliardi di yen. Questa crescita eccezionale é stata ottenuta senza aggiungere un solo metro quadrato di nuovo spazio. JR East ha destinato molte energie al restauro, in collaborazione con una nuova generazione di locatari di negozi specializzati del calibro di United Arrows, Baycrews e Sazaby. Ogni anno JR ha restaurato fra il 15% e il 20% dei 20.000 mq di spazio.

My City si é invece trovata in cattive acque. Nel suo momento migliore, My City vendeva 37 miliardi di yen di prodotti ogni anno ma alla fine dell'anno scorso il fatturato era sceso a poco sopra 29 miliardi, un regresso del 7,5% rispetto all'anno precedente. Si é sforzata di incrementare il traffico dei giovani consumatori, come il riattamento dei piani ristoranti nel 2002 per attrarre gruppi di impiegate e giovani coppie. Nel 2004, anche il secondo piano interrato é stato modificato e metà del piano é stato trasformato in uno spazio dedicato alla gastronomia di fascia alta, e il resto convertito in spazio vendita di capi moda. In entrambi i casi, My City ha tentato di fare in modo che i visitatori di passaggio fossero costituiti più da impiegate e giovani manager ottenendo qualche successo al riguardo. I restauri continuano ed il 15% dell'edificio, circa 2.800 mq, é stato rinnovato l'anno scorso. JR East si augura che il peggio ora sia passato, ma per il momento la principale speranza é giunta dal fatturato dei ristoranti che é salito del 10% in ottobre, del 30% in novembre e del 32% in dicembre rispetto a mesi equivalenti dell'anno precedente, un fatto che ha contribuito a far salire le densità di vendita a 500.000 yen (ca. 3.500 euro) per 3,3 mq, un dato ancora non eccellente, ma migliore rispetto al passato.

I piani del negozio riservati allユabbigliamento continuano a restare deboli rispetto alle aspettative ma, con la fusione, JR East si augura che My City trarrà finalmente beneficio dai miglioramenti apportati all'area di Shinjuku. Una speranza é data dall'abbigliamento uomo. Dall'apertura avvenuta nel 2004, Lumine ha beneficiato del boom dell'abbigliamento uomo con select shop come Nano Universe e Urban Research che hanno registrato buone vendite uomo all'interno di Lumine 2. JR East ora tenterà di aggiungere una gamma di fascia più alta di select shop per l'uomo e catene di negozi con marchi tipo Onward e Sanei per alzare l'immagine di My City e incoraggiare l'afflusso di giovani coppie che possano fare shopping assieme. Restano comunque delle differenze: Lumine continuerà a posizionarsi come un ambiente di fascia più alta per le impiegate ed i loro partner, mentre My City mirerà ad un pubblico più giovane più orientato verso la moda “ispirata alle celebrità”. Con un target più chiaro, maggiori investimenti e una gestione centralizzata, My City dovrebbe iniziare ad affinare il proprio aspetto e a dare un'immagine ancora più appariscente dell'area in corso di recupero.

 

Le catene di abbigliamento uomo alla ricerca di nuovi mercati

La distribuzione al dettaglio di capi uomo di grande diffusione é dominata da Aoyama Shoji. Questa società é, infatti, più grande delle quattro catene messe assieme che la seguono nel settore, ed à la sola a registrare miglioramenti costanti in termini di fatturato e utile. Mentre alcuni concorrenti hanno tentato di reagire rilevando quote di altre società, ad es. con l'acquisizione di Torii da parte di Aoki, la sfida di competere su un piede di parità nel business primario dell'abbigliamento uomo sta costringendo le ditte più piccole ad essere creative e ad espandersi in nuovi mercati. Qualcuno sta aprendo negozi con marchi di importazione sia per l'uomo che per la donna, creando nuove opportunità per i potenziali esportatori.

Oltre alla sfida rappresentata dalla imponente presenza di Aoyama Shoji, le catene dell'abbigliamento uomo si trovano a dovere affrontare anche i problemi di un declino della popolazione e dell'imminente collocamento a riposo della generazione “Dankai” (i nati alla fine degli anni '40, n.d.r.) e della loro ridotta necessità di abbigliamento specificatamente “business”. Note catene quali Aoki International, Konaka e Haruyama Shoji sono tutte cresciute durante gli anni ‘80 e i primi anni '90 in larga misura soddisfacendo i fabbisogni di questa numerosa comunità di maschi che necessitava di capi per andare in ufficio. Anche Aoyama Shoji, leader del settore, guarda al futuro con preoccupazione. Tutte le principali società hanno quindi iniziato a sperimentare le nuove idee di distribuzione al dettaglio, non solo con l'abbigliamento da uomo, ma anche puntando alla donna e a quello che chiamano il mercato delle "nuove famiglie", ossia alle giovani coppie che fanno shopping assieme.

Per gli ultimi venti anni, le catene dsuitcompanyi abbigliamento uomo si sono fatte notare per la loro imponente espansione nei negozi a livello stradale e per la conseguente guerra dei prezzi, dando forse luogo alla più profonda deflazione nel mercato dell'abbigliamento, all'incerta e titubante espansione nei negozi dei centri città e infine all'aggiunta di linee di completi di fascia più alta negli ultimi due anni. Ora sta emergendo un nuovo trend: l'espansione nei centri commerciali.

Aoyama Shoji ad esempio utilizza il formato “The Suit Company”, originariamente progettato per ubicazioni al centro delle città, per espandersi nei centri commerciali e negli edifici delle stazioni. Con il nome “The Suit Company Weekend”, i negozi saranno inaugurati in aprile puntando sia ai giovani quadri che alle donne. Dato che sono le donne a rappresentare il grosso dei clienti nei giorni feriali, i completi da uomo rappresenteranno solo il 50% degli articoli dei negozi “The Suit Company Weekend” mentre il resto sarà costituito da capi da donna e casual per la "nuova famiglia”. I negozi si estenderanno su una media di 330-400 mq e il primo aprirà a Gifu questa primavera. La metà circa degli altri 27 negozi “The Suit Company” sarà probabilmente convertita. A medio termine, Aoyama prevede di aprire circa 50 negozi “The Suit Company Weekend” per un fatturato stimato di 20 miliardi di yen (ca. 141 mln. di euro).

Aoyama sta anche considerando una espansione con altri formati sperimentali dal nome “The Shirt Company” e “Universal Language”. Universal Language attualmente conta quattro negozi ed é stato anch'esso ideato per essere collocato tanto nei centri commerciali quanto negli edifici delle stazioni.

Anche Taka Q spera di uscire dalla dipendenza dall'abbigliamento uomo con la sua nuova insegna MF Editorial che é stata disegnata per colmare la nicchia dei consumatori attempati nel mercato di abbigliamento alla moda. Il 70% del prodotto reca il marchio del rivenditore mentre il restante 30% é rappresentato da marchi importati, un aspetto che lascia aperte delle opportunità per gli esportatori italiani. Taka Q ha disegnato i negozi in modo da distinguerli dalla solita massa di negozi dei centri commerciali, dando loro un tocco più elegante e rilassato. I primi negozi saranno inaugurati in aprile a Saitama e Chiba per un totale di otto negozi circa il primo anno. La stessa società ha anche lanciato una catena di abbigliamento donna denominata Semantic Design.

Aoki International é forse la società più avanzata in assoluto quanto a piani di diversificazione, e spera di trasformare il suo nuovo formato Orihica in un secondo motore di crescita dopo l'insuccesso della propria catena di completi, Suits Direct. Oltre ai 18 negozi esistenti Suits Direct convertiti, Aoki prevede di aprire altri 15 negozi.

 

Buoni risultati per le catene di abbigliamento casual dai miglioramenti dei prodotti

Gli ultimi risultati dimostrano che, nonostante la ripresa di Fast Retailing, le piccole catene di abbigliamento casual hanno trovato il modo di competere e prosperare.

Le catene di abbigliamento casual hanno mostrato segnali incoraggianti di miglioramento per il periodo che si é concluso a febbraio 2006. Delle sette società quotate in borsa (vedere grafico), sei hanno registrato un fatturato più elevato rispetto all'anno precedente, con la sola eccezione di Cox, affiliata di Aeon, che ha assistito di nuovo a una cattiva annata con un -8,8% di fatturato. Mac-House, Right-On e Fast Retailing hanno annunciato miglioramenti a perimetro costante anche se i dati delle ultime due sono solo provvisori. I miglioramenti sono attribuiti a un migliore merchandising e a investimenti nella logistica.

Il migliore risultato è stato ottenuto da Avail, società controllata da Shimamura che ha registrato un aumento del 36,7% anche se le vendite a perimetro costante sono diminuite dello 0,1%. La maggior parte dell'aumento é attribuita all'aggiunta di 29 nuovi negozi che portano il totale a 100. Right-On ha aggiunto il 12,7% per il primo semestre oltre a 12 nuovi negozi, un dato che porta il totale della catena a 235 punti vendita. Anche le vendite a perimetro costante sono aumentate del 3,8% grazie ad un prodotto di valore superiore e ad aumentati livelli di visitatori. Fast Retailing ha registrato un ottimo risultato per il primo semestre, un +8,9% nel complesso e un aumento pari al 2,3%, considerando le vendite a perimetro costante, grazie a nuovi prodotti e all'incremento nelle vendite di abbigliamento donna. Fast Retailing ha chiuso il semestre con 607 negozi con un incremento netto di 26 punti vendita.

Mac-House ha aperto 18 negozi lo scorso anno ma ne ha anche chiusi 13, restando con un totale netto di 376 punti vendita, e continua ad adoperarsi per chiudere i negozi che realizzano fatturati scarsi. La conseguenza é che le vendite totali e quelle a perimetro costante sono aumentate. Jeansmate e Leo, controllata da Mac-House, hanno registrato un migliore fatturato totale, mentre le vendite al netto delle aperture e delle chiusure sono diminuite rispettivamente dell'1,8% e del 3,1%.

Cox continua a soffrire a seguito di uno scarso merchandising e di cattive ubicazioni, e anche i punti guadagnati in termini di miglioramenti logistici vengono erosi dalla forte competizione. Le vendite totali sono diminuite dell'8,8% e le vendite a perimetro costante del 6,3%. Aeon sta tentando di migliorare le sorti di Cox aggiungendo nuovi marchi da destinare ai centri commerciali. Fra questi Ikka, un negozio per famiglie, e Pedestrian Paradise, un nuovo marchio pensato per l'uomo giovane.

 

Uniqlo si allea con Daiei, mentre le catene GMS cercano nuovi locatari

Quello di collocare shop-in-shop e locatari specializzati all'interno di punti vendita retail dalle grandi superfici é un modello utilizzato su vasta scala dai grandi magazzini, ma che ora sta guadagnando sempre più terreno nelle catene GMS (General Merchandise Stores). I recenti accordi siglati da Daiei con Uniqlo sono il frutto di una scelta obbligata, che puà essere inquadrata nel tentativo di affidare i piani non dedicati agli alimentari ad operatori esterni, ma é un'idea che altre catene stanno cercando di copiare. Le catene GMS devono tuttavia fare il possibile per evitare quegli stessi problemi che hanno portato i grandi magazzini alla crisi.

Daiei e Fast Retailing hanno confermato la proposta di collaborazione, in base a cui alcuni negozi Uniqlo apriranno quest'autunno in qualità di locatari all'interno di grandi punti vendita Daiei. La proposta di accordo é emersa dopo l'acquisizione di Daiei da parte di IRCJ lo scorso anno, e mira a liberare Daiei dalla gestione delle vendite di abbigliamento in molti dei suoi negozi. Per Uniqlo, malgrado alcune riserve sull'alleanza con la catena GMS in difficoltà, si tratta di un'opportunità di espansione rapida e a buon mercato della catena di negozi, probabilmente con affitti molto bassi in molti casi, che porterà la società a compiere un ulteriore passo verso l'obiettivo espresso dal presidente della società Tadashi Yanai di un fatturato di 1.000 miliardi di yen (ca. 7 mld di euro) entro il 2010.daiei

Essere un locatario di Daiei rappresenterà un ennesimo nuovo formato per il marchio Uniqlo che in questo modo vuole distinguersi dai negozi esistenti. I negozi Uniqlo offriranno una gamma orientata alla famiglia dall'intimo ai capispalla, ed articoli più economici del 20-30% rispetto agli altri suoi negozi.

Nel contempo, Daiei ritiene opportuno continuare a vendere capi molto basici quali intimo, calzetteria e indumenti da notte anche nei suoi supermercati Gourmet City principalmente dedicati all'alimentare. Tuttavia, nei pochi che abbiamo visitato, questi piccoli corner di circa 20 mq sembrano solo occupare prezioso spazio di vendita, poichéé i consumatori possono spesso trovare alternative più vantaggiose presso i convenience store. Ora che aprono i nuovi locatari con insegna Uniqlo, Daiei ha l'opportunità di risolvere il problema e di rinunciare interamente alle vendite dirette di abbigliamento.

Avendo chiuso 50 negozi a fine 2005, Daiei intende ora restaurare i restanti punti vendita di più grandi dimensioni nei prossimi 12 mesi. Dei 200 punti vendita rimanenti, 148 sono destinati ai locatari con insegna Uniqlo e, anche se non c'è pubblica conferma del numero esatto dei punti che apriranno, si prevede che la maggior parte di questi ultimi apriranno effettivamente. Oltre a Uniqlo, Daiei sta trattando con una grande catena di abbigliamento per bambini, Nishimatsuya Chain, nonchéé con il negozio di “home fshion” Nitori, sulla possibilità di cedere in locazione degli spazi nei punti vendita più grandi. Circa 50 negozi Daiei di dimensioni medie saranno ristrutturati nell'esercizio fiscale 2006, la maggior parte con meno di 5.000 mq, ma anche questi punti vendita di medie dimensioni verranno affidati a nuovi locatari. ¥¥100 Shop di Daiso Sangyo é un'altra nota catena che aprirà all'interno dei punti vendita Daiei nei prossimi mesi, e a febbraio Daiei ha firmato un accordo con Nestage per inserire il suo negozio di consolle videogiochi Wanpaku in 50 dei suoi punti vendita.

Nitori e Nishimatsuya stanno riflettendo sull'apertura di negozi presso punti vendita di oltre 10.000 mq. In Aprile, il punto vendita di Daiei a Naganuma chiuderà il terzo piano, cedendo uno spazio di 5.200 mq a Nitori. ÈÈ un caso unico, ma ce ne saranno probabilmente altri. Secondo indiscrezioni, Daiei sta trattando anche con catene di elettrodomestici - fra cui Best Denki che ha già affittato vari negozi -, venditori di biciclette, dettaglianti di abbigliamento sportivo, ed altri. Se da un lato non tutti questi potenziali locatari apriranno in ciascun punto vendita Daiei, puà darsi che molti negozi cambieranno ben poco con l'unica differenza che l'area occupata ora sarà esternalizzata anzichéé essere gestita direttamente. Il grande punto vendita Daiei a Sannomiya, Kobe, é già uno di questi casi con la maggior parte delle vendite di abbigliamento, elettrodomestici e libri affidate a specialisti esterni.

Malgrado l'accordo, Fast Retailing ha lasciato intendere che Daiei potrebbe non essere l'unico operatore GMS con cui lavorerà. Ito-Yokado, Uny e Aeon stanno cercando di attirare i migliori locatari nei loro punti vendita e Uniqlo é uno fra quelli più ambiti.

La conferma dell'accordo testimonia la tendenza delle catene GMS ad attirare locatari specializzati nei propri grandi punti vendita. Per molti osservatori tradizionali, questo trend sta ad indicare la volontà delle catene GMS di seguire un po' le linee tradizionali dei grandi magazzini in base alle quali una ampia quantità di spazio viene assegnata a fornitori e ad altri shop-in-shop. Si tratta tuttavia di un'arma a doppio taglio. ÈÈ vero che i buoni locatari specializzati possono incrementare il livello di visitatori, ma la necessità di cedere spazio di vendita indica anche quanto grandi siano i problemi degli operatori GMS. C'è una marea di nuovi retailer specializzati in Giappone e gli empori GMS immensi, spesso grigi e scialbi, non ce la fanno più a competere. I migliori locatari specializzati hanno sufficiente potere negoziale per spuntare condizioni vantaggiose alla stipula di un contratto con una catena GMS, e spesso prestano molta attenzione all'ubicazione dei loro negozi. Come per i grandi magazzini, anche per le grandi società GMS come Aeon e Ito-Yokado, sussiste lo stesso pericolo di affievolire l'immagine del loro merchandising e dei loro negozi nel momento in cui perdono il controllo dello spazio di vendita a favore di estranei. L'importanza attribuita da Aeon ai centri commerciali ha probabilmente contribuito a risolvere molti di questi problemi poichéé separa il business GMS da quello dei negozi specializzati, ma per Ito-Yokado, Daiei e Uny, rimangono ancora molte le trappole da evitare.

 

Banana Republic approda a Kobe

Gap ha aperto il suo primo store Banana Republic a Kobe a marzo. Si tratta del primo store nell'area del Kansai. Il negozio ha aperto i battenti presso The Forty Fifth, uno shopping building dietro Daimaru, unendosi cosìì alle molte altre griffe di grido che operano nell'area. Il marchio che - come era prevedibile - é stato immediatamente rinominato “Bana-ripa” dai consumatori nipponici, sempre a marzo ha aperto un punto vendita anche a Takashimaya di Tamagawa, un sobborgo di Tokyo, facendo salire a sei il numero di negozi. Quest'ultimo store ha una superficie di ben 735 mq. Per aprile sono previste altre due aperture, a Tokyo e a Nagoya.

 

Negozi Uniqlo nelle stazioni in Kansai

Forte del successo dei negozi Uniqlo all'interno delle stazioni attorno alla rete ferroviaria di Tokyo, Fast Retailing ha annunciato di voler introdurre lo stesso formato anche nell'area del Kansai. L'apertura di piccoli punti vendita da 30 a 200 mq che vendono articoli più piccoli, compresi accessori di largo uso come borse e ombrelli, é iniziata in primavera. Il primo, di 130 mq, é stato aperto a metà marzo presso la stazione Moriguchi, sulla Keihan, la linea che collega Kyoto a Osaka. Il negozio é gestito da Keihan The Store e la merce viene fornita da Fast Retailing. Se tutto va bene, le due società prevedono di aprire altri tre punti vendita entro l'anno.

 

Un nuovo concetto nello shopping della moda

All'inizio di febbraio sono state lanciati ben 5 siti on-line della moda, che offrono un misto di contenuti tipici delle riviste e servizi di vendita. Le nuove riviste on-line sono state lanciate da case editrici di riviste di moda cartacee esistenti oltre che da società di marketing quali Xavel e da Yahoo! Japan. Il portale principale da cui accedere ai sito é www.fashionwalker.com. Le 5 nuove testate sono Jarrat, Cappitt, Mayoreo, Shorty e Ravijour.

Ognuna di esse si pone come target un segmento di clienti leggermente diverso di donne tra i 18 ed i 35 anni all'interno del mercato della moda. Jarrat per esempio si rivolge alle studentesse e alle giovani impiegate mentre Mayoreo ha come target le donne attive tra i 20 ed i 27 anni. Ogni rivista puà essere visualizzata in una finestra a comparsa sullo schermo del computer e ha grafiche di alta qualità simili al layout di una rivista, rese possibili dalle connessioni a banda larga avanzate del Giappone. Come le riviste vere e proprie, anche le nuove testate hanno una periodicità settimanale o mensile. Ogni rivista presenta tra le 10 e le 50 pagine.

La novità sta nel fatto che accanto alla foto di alcuni prodotti c'è un bottone “check” che permette al cliente di accedere direttamente ad una pagina di shopping.

L'idea si inserisce nel quadro delle recenti iniziative da parte delle riviste cartacee di aggiungere accanto alle foto dei prodotti i codici a barre che possono essere scannerizzati attraverso i telefonini per poi procedere all'acquisto. Questa versione online, tuttavia, offre molti più prodotti: circa il 40% dei capi o degli accessori che appaiono sulle foto, infatti, puà essere acquistato.

I siti sono, in effetti, un catalogo di moda per lo shopping online ma in uno stile rivista assai allettante che probabilmente verrà letto anche per il contenuto. Il sito fornisce inoltre un link per le versioni specifiche per telefoni cellulari. I membri registrati sono già 60.000. Molti marchi presenti sul sito stanno già presentando ai clienti le nuove riviste ed é prevedibile una veloce espansione.

Frontier

Frontier, la più grande mostra di marchi di abbigliamento casual in Giappone, ha avuto luogo dal 7 al 9 febbraio. La mostra si é tenuta nel quartiere di Harajuku ed é giunta alla 60ma edizione. Vi hanno partecipato 126 società che hanno presentato 173 marchi di abbigliamento uomo, donna e accessori moda. Gli espositori debuttanti sono stati 56.

I prodotti presentati sono stati di ispirazione rock, street fashion, sportiva, etnica, femminile, etc.. Sebbene la mostra venga organizzata cinque volte l'anno, le edizioni principali sono quelle di febbraio e settembre. A questa edizione sono stati presentati i capi per la stagione primavera/estate. La mostra, che include anche marchi esteri, é considerata come un luogo utile per i marchi stranieri per sviluppare clienti retail o trovare un distributore. Quest'anno, in occasione dei 60 anni della manifestazione, é stata lanciata una sezione per il surf nella quale sono stati inclusi 24 marchi di surf giapponesi ed internazionali.

Per maggiori informazioni in inglese: http://www.frontier-j.co.jp/aboutuseng.htm
 

La passione per la campionessa Arakawa fa vendere gioielli

Il successo di Shizuka Arakawa, l'atleta giapponese che ha vinto la medaglia d'oro nel pattinaggio di figura alle Olimpiadi di Torino di febbraio, non ha soltanto scatenato il boom di tale disciplina sportiva tra i giovani e giovanissimi giapponesi, ma ha anche fatto scaturire un improvviso interesse per un certo gioiello.

Oggetto del desiderio sono gli orecchini di diamanti che l'atleta ha indossato nel corso dell'evento sportivo. Gli orecchini, del marchio americano Lazare Diamonds, sono composti da 3 diamanti ed in Giappone sono venduti al prezzo di 435.000 yen (poco più di 3.000 euro).

La filiale giapponese di Lazare Diamonds ha reso noto di avere ricevuto, dalla fine dei giochi olimpici, oltre 100 richieste per questo monile. I produttori locali si sono subito dati da fare, mettendo sul mercato repliche vendute ad un prezzo che si aggira tra i 250.000 ed i 500.000 yen. Anche Takashimaya ed il negozio di De Beers, all'interno di Isetan, sono stati inondati da richieste di prodotti simili.

La Arakawa ha inoltre ricevuto in regalo dalla Regione Piemonte un diadema con diamanti realizzato per lei dalla Associazione Orafa Valenzana.

 

Orla Kiely in Giappone

Orla Kiely, azienda di accessori britannica di successo, prevede una crescita rapida nel mercato nipponico, contribuendo alla crescita globale di ben il 40% l'anno nei prossimi anni. La crescita sarà alimentata da un programma di aperture di negozi che vedrà 14 negozi operativi entro breve, rispetto ai 10 attuali. Il Giappone attualmente equivale al 16% del fatturato ma questa cifra dovrebbe salire al 25% entro pochi anni. La distribuzione è gestita da Concordia, società con sede a Tokyo.

 

Grignasco firma con Top Hills

Grignasco, la nota società di filati italiana, che in passato ha anche partecipato ad Italian Yarn Rendez Vous, la mostra organizzata dall'ICE a Tokyo, ha firmato un accordo di distribuzione con la società giapponese Top Hills. L'accordo copre il mercato giapponese.

Grignasco, noto soprattutto per i suoi filati pettinati e cardati, filati pettinati in pura lana e misti in fibre nobili, tra l'altro venderà in Giappone il suo filato stretch di viscosa “Samoa”, il merinos extra fine (19.5 micron) lavabile “Zaffiro”, il misto lana viscosa “Game”, etc.. Top Hills, oltre ad esporre la collezione nel suo showroom, presenterà anche una cartella colori sul suo sito internet.

Top Hills interagirà con i maglifici che lavorano per il mercato giapponese nell'area di Shanghai, di recente considerata sempre più importante visto che sono sempre più numerosi i produttori giapponesi che si recano in Cina per realizzare tessuti, capi di abbigliamento, etc..

 

Segni di cambiamento nella moda femminile

Prevedere le assai mutevoli tendenze delle mode delle giovani donne in Giappone é notoriamente molto difficile. Uno dei migliori indicatori nel decennio passato é stato costituito dall'osservazione delle novità all'interno di 109, lo shopping building a Shibuya mecca delle giovanissime. All'interno dell'edificio, un negozio chiamato Egoist ha spesso costituito un'ottima fonte di informazioni sui trend, e con l'espansione della società anche i suoi nuovi store concept hanno rappresentato degli indicatori di tendenza.

Le mosse più recenti della società confermano le tendenze dello scorso anno, ossia che la moda di ispirazione surf/vacanze é in declino, rimpiazzata da qualcosa di vagamente più elegante.

I nuovi prodotti nel negozio da qualche settimana rivelano questo cambiamento, con enfasi sulle stampe, i motivi a pizzi e floreali, ancora con qualche reminescenza degli stili tropicali. Per la stagione primavera/estate si prevede il boom delle minigonne a palloncino, in una varietà di stampe e di colori pastello.

 

Fast Retailing apre un flagship shop Uniqlo a New York, mentre Comptoir de Cotonniers ha già aperto a Tokyo

Fast Retailing ha reso noto che entro il prossimo autunno sarà aperto un negozio Uniqlo a Soho, il distretto della moda di New York. La società ha già tre punti vendita negli Usa, ma tutti ubicati nell'area del New Jersey. Il negozio di New York sarà il primo flagship negli Usa, e sarà di fondamentale importanza per lanciare il marchio Uniqlo nel difficile mercato statunitense. Il negozio avrà una superficie di circa 1.500 mq, vale a dire che sarà uno dei più grandi negozi della catena Uniqlo.

I punti vendita esistenti nel New Jersey lamentano una scarsa affluenza a causa del limitato riconoscimento del marchio ma lo scopo di questi negozi é sempre stato quello di sperimentare la logistica e l'addestramento del personale prima di un'operatività a pieno regime dopo l'apertura del flagship di New York.

Le vendite negli USA per il primo trimestre si sono limitate a 220 milioni di yen (ca. 1,5 mln. di euro). Nel frattempo in Europa continuano i negoziati per il rilevamento di un retailer britannico e proseguono le discussioni sui piani di espansione in Francia, Germania ed Italia.

In Giappone, Fast Retailing ha, intanto, inaugurato il primo negozio di Comptoir de Cotonniers, il marchio francese acquistato la scorsa estate. Si tratta del primo dei 100 negozi previsti per il Giappone nei prossimi tre anni. Il punto vendita é locato a Ginza. Altri quattro sono stati aperti a marzo all'interno di Seibu a Shibuya, presso la Landmark Tower di Yokohama, a Mitsukoshi di Ebisu e a Printemps di Ginza.

 

In espansione i marchi casual americani

Le ditte di abbigliamento americane, American Apparel e American Eagle Outfitters, stanno facendo passi avanti nella loro espansione in Giappone. American Apparel ha già cominciato, ma entrambe le aziende prevedono di aprire più di 100 punti vendita nel mercato nipponico nel lungo termine.

American Apparel, il marchio casual americano, ha confermato i suoi piani di apertura di ben 10 negozi in Giappone quest'anno. La società ha già tre negozi aperti ma il programma di apertura di due nuovi negozi nell'area del Kansai e un altro a Tokyo entro breve fa pensare che l'azienda realizzerà il suo target entro la fine del suo primo anno di attività.
American Apparel ha creato un'affiliata nel giugno dello scorso anno e ha aperto i suoi primi store a Shibuya e Daikanyama in settembre, entrambi con uno spazio di vendita di oltre 200 mq. In dicembre, la società ha aperto il suo terzo negozio nel quartiere di Azabu-Juban, sempre a Tokyo. Con i negozi esistenti già redditizi, i progetti di nuovi negozi procedono a ritmo serrato ed é stato aperto anche un negozio on-line. Le richieste dagli imprenditori dovrebbero venire rapidamente, incoraggiate dalla risposta iniziale e dalla rapida espansione negli Stati Uniti e in altri paesi, con oltre 135 store attualmente operativi.
Nel frattempo, American Eagle Outfitters ha confermato i suoi progetti per il mercato nipponico. Nonostante non abbia ancora rivelato il nome del partner giapponese, la società ha confermato che diventerà operativa dal 2007. American Eagle afferma di voler aprire circa 100 negozi nel mercato nipponico che si aggiungeranno alla sua attuale rete di 780 store. Nel complesso, la società ha in previsione di aprire circa 300 nuovi negozi in tutto il mondo nei prossimi 10 anni.
 

Quiksilver mira al mercato outdoor giapponese

Quiksilver é famosa per il suo successo nel mercato surf, ma in seguito a una serie di acquisizioni oggi prevede di sfruttare le potenzialità del mercato outdoor e sportivo in generale in Giappone. L'espansione interesserà lo sci e lo snowboard, oltre ad altri sport outdoor. Lo scorso anno, l'azienda sportiva americana, Quiksilver, ha rilevato il marchio francese, Rossignol, assicurando al marchio surf/casual un settore di attività completamente nuovo nell'abbigliamento per sport invernali, golf e outdoor. In seguito all'acquisizione, la consociata nipponica interamente controllata di Quiksilver ha costituito una nuova società, Groupe Rossignol. Le operazioni di back office saranno gestite congiuntamente per i marchi Quiksilver e Rossignol, ma il personale addetto alle vendite sarà completamente separato, per rispecchiare i canali molto diversi dei marchi.
Fino ad oggi Rossignol si é concentrata sugli articoli sportivi per i mercati degli sport outdoor e sulla neve, ma Quiksilver prevede di avvalersi della sua competenza nell'abbigliamento per produrre una nuova gamma di abbigliamento da vendere in questi mercati. Una gamma completa di abbigliamento con marchio Rossignol sarà messa in vendita in Giappone a partire dall'autunno, progettata e prodotta principalmente dal team Quiksilver giapponese.

 

Columbia Sports in rialzo del 15%

L'affiliata giapponese di Columbia Sportswear ha registrato vendite in rialzo del 15% per l'anno che si é concluso nel dicembre 2005 e prevede una crescita analoga a due cifre anche quest'anno. Lo scorso anno, la società ha affermato di avere tratto vantaggio dalla migliore gestione delle vendite al dettaglio, dalla migliore distribuzione e da vendite di abbigliamento donna e calzature più consistenti. Grazie alla concentrazione sul miglioramento delle operazioni retail, le vendite al dettaglio dirette sono salite al 16% del fatturato. L'abbigliamento donna ha registrato un rialzo del 40% e l'outwear del 25%. Lo scorso anno si é assistito anche alla creazione di un team di vendita di calzature dedicato, che ha consentito uno sviluppo delle vendite di calzature del 28%. Anche quest'anno, si prevede un incremento delle vendite a due cifre grazie a nuovi negozi e ad altri miglioramenti. In febbraio la società ha aperto un nuovo showroom ad Osaka e nell'autunno lancerà una nuova linea mirata alla generazione dei “Dankai Junior” (quelli che oggi hanno all'incirca 30 anni, n.d.r.) denominata Urban Adventure. Sempre in autunno, Columbia lancerà il suo marchio di stivali outdoor, Sorrel, sul mercato nipponico.

 

Paul & Joe firma con Look

La griffe francese, Paul & Joe ha siglato un nuovo accordo di distribuzione e contratto di licenza con Look (ex Renown Look). Dall'autunno 2006, Look comincerà l'attività di distribuzione e licenza per l'abbigliamento e gli accessori Paul & Joe, tranne le borse. Look si concentrerà sull'apertura di negozi al dettaglio per il marchio in linea con la sua nuova politica di passare dalle operazioni all'ingrosso all'attività di distribuzione guidata dal dettaglio. Continueranno, tuttavia, alcune vendite all'ingrosso a select shop e grandi magazzini di importanza cruciale. Per il 2009, Look prevede di avere messo in opera tre punti vendita Paul & Joe indipendenti e 25 shop-in-shop nei grandi magazzini, generando vendite per 3 miliardi di yen (21 mln. di euro). L'80% del prodotto sarà importato e il 20% realizzato su licenza. Le borse continueranno ad essere gestite da Kuipo e la straordinaria linea di cosmetici da Albion.
La firma dell'accordo di Paul & Joe segue il successo di Look con l'attività mista di importazione/licenza del marchio Marc by Marc Jacobs.

 

Toyobo guadagna dalle campagne Biz

Toyobo, azienda tessile, ha reso noto che le sue vendite sono in crescita grazie alle campagne Warm and Cool Biz promosse dal governo lo scorso anno. Toyobo afferma che la risposta dei consumatori l'ha motivata a incrementare la produzione di prodotti per le campagne 2006 e prevede vendite di 6 miliardi di yen (ca. 42 mln. di euro). Gli sforzi di Toyobo sono concentrati sui tessuti per camicie, abiti e abbigliamento intimo con il marchio Cool Science. I tessuti utilizzati per gli shorts nel 2005, ad esempio, erano costituiti da materiali asciutti al tatto e a rapida asciugatura per alleviare il sudore estivo delle umidi estati giapponesi. Grazie a cià, Toyobo ha osservato un incremento delle vendite di camicie del 10%. Le aspettative per il 2006 sono alte, in quanto sono previsti in rialzo sia le vendite che i prezzi, grazie alla consapevolezza dei clienti di trovarsi di fronte a tessuti dalle prestazioni più elevate.

 

Rooms

Rooms, la mostra dell'abbigliamento organizzata da HP France, tenutasi dal 13 al 15 febbraio a Tokyo, ha registrato un buon successo. La manifestazione ha presentato i prodotti di stilisti sia giapponesi che stranieri. I marchi giapponesi che hanno partecipato sono stati in totale 174. Dopo il Giappone, la presenza più cospicua é stata quella francese, grazie alla collaborazione, cominciata dalla scorsa edizione tra la Féédéération Franççaise du Prêêt-A-Porter Fééminin e HP France. All'interno della manifestazione, l'area Livingroom, dedicata ad una selezione internazionale di designers con presenze da Francia, Regno Unito, Italia, Germania, etc.. L'evento sta diventando sempre più sofisticato ed offre varie forme di sostegno ai dettaglianti come per esempio una guida per i buyers, eventi rivolti alla stampa e un business forum.

Nella guida ai buyers, si trovano anche delle informazioni utili sulle pratiche d'importazione ed all'interno dello spazio espositivo esiste anche un desk informazioni sulle spedizioni, accorgimenti che lasciano intuire una maggiore attenzione ad aiutare i retailer specializzati a sviluppare sistemi di importazione diretta. HP France spera anche, per il futuro, che vengano create buone occasioni commerciali con i retailers stranieri, visto che la domanda per i marchi giapponesi sui mercati esteri é in rapida crescita.

 

Omotesando come centro della moda internazionale

Anche se l'area abbia sempre ospitato numerosi marchi della moda, sia giapponesi che internazionali, soltanto di recente non solo alcune parti di Omotesando, ma tutta l'area ha consolidato questo suo ruolo.

L'apertura di Omotesando Hills dell'11 febbraio da parte di Mori Building (la stessa società di Roppongi Hills, n.d.t.), ha accelerato il processo verso uno sviluppo totale dell'area, iniziato circa tre anni fa con l'apertura dei negozi di Louis Vuitton e di suoi marchi (come Fendi, Dior e Loewe), oltre che di Gucci, Cartier, Chloe, Burberry, etc..

Sebbene la vecchia costruzione preesistente a Omotesando Hills infondesse al viale di Omotesando un fascino bohemien, il nuovo edificio ha trasformato tutta l'area in un quartiere dello shopping a pieno titolo.

La nuova mecca dello shopping presenta, tuttavia, delle differenze. Oltre ai negozi facenti parti di note catene o dei marchi di lusso, Omotesando Hills include anche un numero di marchi che non sono néé di lusso néé per la massa.

E non é finita qui. Marzo ha visto l'apertura del più grande punto vendita Polo Ralph Lauren del mondo, proprio accanto a Omotesando Hills. Ad aprile Veloqx, una società di Hong Kong, inaugurerà un nuovo shopping building di oltre 5.000 mq, facendo seguito ad altri suoi progetti quali “V28 building” e “Minami Aoyama Square”. Per il 2007 é, infine, prevista la riapertura dell'Esquisse building, che dopo la ristrutturazione verrà chiamato Swirl, e avrà una superficie di 5.000 mq.

Istituto nazionale per il Commercio Estero

Realizzato da Istituto nazionale per il Commercio Estero Tokyo

www.ice.it./estero/giappone

e

Sensu

www.sensujapan.com