Luglio-Agosto 2006

 

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Dati

 

Ice Moda

Dettagli sul mercato delle "Office Lady"

Quello delle "Office Lady", ossia delle giovani impiegate in carriera, e' un segmento di consumatrici chiave per molte societa', in particolare nei settori moda, viaggi e intrattenimento. Si tratta comunque di un target in movimento con numerosi sottogruppi, tutti rientranti nella categoria caratterizzata dai due semplici attributi "giovani" e "donne". Di recente la rivista Nikkei Woman ha condotto un'indagine sulle Office Lady di oggi, e i risultati confermano l'importanza di questo segmento di consumatrici per numerosi marchi internazionali.

Le "Office Lady" o, piu' brevemente, "OL", rappresentano in Giappone l'esercito di segretarie e impiegate, molte delle quali lavorano negli anni fra la laurea e il matrimonio, la maggior parte delle quali indossano uniformi e, solitamente, la totalita' delle quali svolge mansioni di ufficio relativamente ordinarie, di bassa responsabilita', anche se essenziali. Si tratta di donne giovani dagli alti stipenOLExpensesdi che, rispetto ai colleghi maschi, possono uscire dall'ufficio alle 17.00, vivere la propria vita e spendere quello che guadagnano. E' un gruppo essenziale per tutta una serie di mercati, in particolare quello della moda e dei viaggi ma, pur essendo un elemento noto, raramente percepiamo quanto questo gruppo sia eterogeneo.
Il mensile Nikkei Woman ci ha offerto di recente un'analisi insolitamente dettagliata del mondo delle OL "single". In una piccola indagine su 436 donne da Hokkaido ad Okinawa, i redattori hanno elaborato un grafico di spesa media per una Office Lady tipo, ventinovenne, nubile e giapponese. Pur trattandosi di un campione esiguo, quello che e' interessante e' il dettaglio (vedere grafico).
Nel complesso, il reddito annuale lordo medio per questo gruppo e' risultato di appena 3,85 milioni di yen (ca. 26.600 euro), mentre il reddito netto mensile medio figura a 207.000 yen (ca. 1.400 euro). Poiche' le laureate possono aspettarsi di guadagnare almeno 200.000 yen al mese come prima retribuzione, questo dato appare sorprendentemente basso. Ciò indica in parte come il reddito di una donna non progredisca nella stessa misura di quello del collega uomo. A 29 anni, la maggior parte degli uomini si aspetta di guadagnare almeno 5 milioni di yen (ca. 34.000 euro) all'anno al lordo delle imposte e molti percepiscono molto di piu'. La media non rivela tuttavia le enormi differenze fra le citta' principali e il resto del paese. Per Tokyo, Osaka e Nagoya, la retribuzione netta media mensile risulta di 250.000 yen rispetto ad appena 190.000 yen nelle altre aree.
Le due principali voci di spesa mensili sono costituite dagli affitti e, lo avrete indovinato, il risparmio. L'importo speso per gli affitti e' risultato di nuovo molto piu' alto nelle grandi citta' rispetto alla provincia, ma anche le altre voci di spesa risultano avere differenze sostanzialmente simili. Ciò non solo conferma l'uniformita' dei modelli di consumo del gruppo di OL nel paese, ma sta anche a indicare come i prezzi al consumo nel Sol Levante, pur essendo generalmente elevati, siano molto piu' uniformi a livello nazionale di quanto non succeda in altri paesi. Le indagini comparative sui prezzi che mettono a raffronto New York con Tokyo tralasciano sempre il fatto che mentre New York e' significativamente molto piu' cara ad esempio di Memphis, a parte gli affitti, i prezzi a Sendai sono abbastanza simili a quelli di Tokyo.
Il grafico fornisce un'analisi completa della spesa media mensile ottenuta dallo studio. Fra le categorie di spesa ovviamente alte quali i generi alimentari, le bollette di acqua, luce e gas e - fatto che ci rassicura - l'abbigliamento, questo gruppo spende una cifra vicina a 7.000 yen al mese per cosmetici, 8.000 per gli istituti di bellezza e 8.720 per perfezionare la propria istruzione, ad esempio per imparare le lingue o per ottenere diplomi vari. Spendono una media di 12.220 yen in piu' per studiare per ottenere qualifiche legate al lavoro, ad es. competenze informatiche o per la formazione di specialista in igiene dentaria.
Mentre in media il gruppo mette da parte 50.651 yen (ca. 350 euro) ogni mese, nel complesso versa anche una media di 25.627 per ripagare mutui e investe una media di 19.052 yen al mese per vari prodotti finanziari. Inoltre, nonostante l'etichetta assai crudele di "single parassite" che qualcuno affibbia alle donne che vivono in casa dei genitori, in media pagano anche 28.750 yen - la quarta voce di spesa in ordine di importanza - al mese per le spese familiari.
Nel complesso, il sondaggio puo' avere un valore limitato in questa forma cosi' sommaria, ma almeno conferma il sussistere delle Office Lady come entita' consumatrice separata e indipendente. Mantengono molti dei tradizionali comportamenti volti a prepararsi al matrimonio e alla maternita', ma spendono sempre piu' il denaro che guadagnano per curare e migliorare se stesse. In totale, questi settori hanno maggiore importanza dell'importo speso per abbigliamento e cosmetici. Piu' di un quarto del proprio reddito mensile medio finisca in banca, ma questo non e' un brutto segno in quanto conferma il loro potenziale di spesa a lungo termine. L'Office Lady resta una consumatrice chiave dei settori moda, viaggi e intrattenimento, e ora e' un target anche per chiunque venda corsi di perfezionamento.

 

Wacoal rileva Peach John

Wacoal e' da anni oggetto delle brame di societa' dalla volonta' acquisitiva sia in Giappone che all'estero. Per tutta risposta, Wacoal ha recentemente sottoposto una serie di proposte ai propri azionisti volte a bloccare sul nascere eventuali acquisizioni delle proprie quote da parte di terzi. Oltre ad adottare misure protettive mediante modifiche all'atto costitutivo della propria societa', Wacoal sta anche investendo ingentemente nei propri marchi e acquisendone altri nel tentativo di mantenere gli azionisti dalla propria parte.

Wacoal ha acquisito una quota del 49% di Peach John, marchio di biancheria intima. L'accordo e' stato siglato a fine maggio e comportera' per la famiglia Noguchi, che aveva fondato Peach John, una riduzione della propria quota al 51%. Peach John era stata costituita nel 1988 come societa' di vendita per corrispondenza di biancheria intima. Oggi la societa' spedisce quattro cataloghi all'anno, con una tiratura di 2,5 milioni a catalogo, e vanta anche una rete di 20 negozi recanti il nome Peach John the Store. Il fatturato nell'anno conclusosi a maggio 2005 e' stato di 16,59 miliardi di yen (ca. 114 mln. di euro), segnando un +11,2% rispetto all'anno precedente. L'utile netto ha spiccato un balzo del 70,9% salendo a 1,87 miliardi. Peach John ha creato un marchio ambito che vanta un forte seguito fra le donne piu' giovani, ma anche un solido ufficio stile e pianificazione prodotto.
Wacoal vanta un fatturato di 160 miliardi di yen (ca. 1,1 mld. di euro), 10 volte quello di Peach John, ma l'acquisizione lo aiutpeachjohnera' a lavorare su tre dei propri punti deboli. Anzitutto, Wacoal e i suoi sottomarchi non vanno proprio per la maggiore fra le piu' giovani: la maggioranza delle sue clienti ha dai 30 anni in su, con la fascia di clienti piu' importanti dai 40 in su. Peach John, d'altro canto, vanta una clientela che e' pressoche' esclusivamente sotto i 30 anni. Peach John ha inoltre sviluppato internamente i propri modelli sin dagli esordi, creandosi la rispettabile fama di fornire il prodotto voluto dalle consumatrici. Per contro, Wacoal si era affidato a societa' esterne al gruppo per l'acquisto di servizi, fra cui uno studio di stile e pianificazione prodotto, e ricorre in ampia misura a terzisti in Cina, ad esempio tramite trading company. Inglobando Peach John, Wacoal ora intende sviluppare internamente i team di stile e pianificazione. In tal modo gli sara' piu' facile espandere le proprie attivita' dirette al dettaglio - qualcosa a cui Wacoal e' andato di recente prestando attenzione -, attivita' che soffrono di catene di fornitura sconnesse quando la pianificazione prodotto e la produzione sono affidate all'esterno. Trasferendo questi servizi "in house" puo' rispondere piu' facilmente alla domanda delle consumatrici.
Una iniziativa che rappresenta in parte una risposta alla concorrenza di societa' quali la seconda in classifica, Triumph International. Quest'ultima ha creato una propria catena al dettaglio che sta inferendo qualche colpo alla quota di mercato di Wacoal, in particolare con il suo marchio Amo's Style, che si rivolge a un mercato cui probabilmente Wacoal mirera' con il proprio investimento in Peach John. Wacoal spera anche che le competenze vantate da Peach John in materia di vendita diretta possano essere trasferite all'intero portfolio di marchi Wacoal ed imprimere una spinta alle attivita' al dettaglio mediante l'espansione della piccola catena da 20 negozi. Al contempo, Peach John aiutera' Wacoal a uscire dal proprio campo tradizionale situato fra la fascia media e alta del mercato e a conferirgli un sostegno in tutti i canali distributivi, qualcosa che ha esposto nella propria nuova strategia, che ha chiamato CAP (Company Activation Project).
L'acquisizione (che diverra' tale quando la famiglia vendera' il resto della propria quota), non e' la prima ne' l'ultima del nuovo Wacoal. Wacoal ha messo in atto un aggressivo programma di fusioni, acquisizioni e investimenti per essere presente non solo in tutti i mercati della lingerie, ma anche nei comparti dell'estetica e della salute. Wacoal ha, infatti, investito in House Of Rose, la catena di cosmetici ed accessori, e ha messo in campo delle offerte per alcuni settori di Kanebo. Gli investimenti in queste societa' creeranno ripercussioni nel settore e intensificheranno a piu' lungo termine la concorrenza per aziende come Triumph International, nonche' per societa' di cosmetici.
 

Triumph firma accordo con Rumiko
Triumph International ha siglato un accordo con Rumiko, la carismatica truccatrice che ha lanciato RMK, marchio di cosmetici di grande successo. RMK, controllato da una affiliata di Kanebo Cosmetics, ha avuto una enorme affermazione nei grandi magazzini che fanno a gara per offrirgli spazi di vendita. Triumph si augura di sfruttare la popolarita' di cui gode Rumiko presso i consumatori e presso i buyer dei grandi magazzini per lanciare il nuovo marchio di lingerie, rivolto proprio ai grandi magazzini. L'iniziativa rientra nel tentativo di Triumph di rafforzare la propria presenza in ciascuno dei canali chiave, e non solo nella propria catena al dettaglio, ed il nuovo marchio - denominato Cosmetic - presentera' biancheria intima di lusso, sexy e di alta qualita'. Rumiko avra' il ruolo di "collaboratrice creativa" e, considerata la sua formazione legata al mondo dei cosmetici, e' prevedibile che la nuova collezione, oltre alle linee, si concentri soprattutto sui colori.

 

Il ritorno dei piani di Minami

Riordinare il settore del retail degli articoli sportivi sta diventando una priorita' per societa' come Xebio e J. Bridge. Quest'ultima si sta servendo di Kosugi Sangyo, la societa' di abbigliamento acquisita lo scorso anno, per sviluppare un business di articoli sportivi che pone Minami al suo centro. Una frazione delle dimensioni di Xebio, di Alpen e della catena Megasports di Aeon, ma potenzialmente una solida base per future acquisizioni che potrebbero trasformarlo nel quarto contendente del settore.

La catena di articoli sportivi Minami ha in cantiere una serie di nuovi investimenti in negozi nel tentativo di riprendersi la quota di mercato persa nell'ultimo decennio. La catena con sede a Tokyo, che celebra il proprio centodecimo anniversario quest'anno, e' stata acquistata da Orix che, lo scorso anno, ha stipulato un contratto in merito con Kosugi Sangyo, il gruppo di abbigliamento a sua volta rilevato dal fondo di investimento J. Bridge. Ora che Kosugi Sangyo e' stata salvata da se stessa con una iniezione di liquidita' e di talenti manageriali, la societa' ha in cantiere il varo di un piano triennale volto a sviluppare la propria decantata attivita' di articoli sportivi, con Minami al centro.
Il nuovo piano triennale prevede un programma di investimenti atti a riqualificare il livello dei negozi esistenti e ad aprirne di nuovi. Assieme alla spinta prodotta dalle controllate come Kojitu, J. Bridge punta a fare produrre a Minami un fatturato di cminamiirca 10 miliardi di yen (ca. 69 mln. di euro) entro l'anno che si conclude a gennaio 2009, rispetto ai 7 miliardi di yen di oggi. Si tratterebbe di un piccolo passo verso i giorni di gloria del 1997, quando le vendite di Minami raggiunsero il picco di 37,4 miliardi di yen con 63 negozi.
Cruciale ai fini del successo della strategia sara' l'efficace attuazione dei piani di Kosugi Sangyo di sviluppare tre catene distinte sotto l'ombrello di Minami. La prima sara' la stessa Minami, che continuera' ad operare come retailer di articoli sportivi. Saranno inoltre sviluppate altre due catene: Local Motion e A.S.R.. Local Motion e' un retailer hawaiano di articoli da surf e abbigliamento casual che Minami aveva acquisito nei suoi tempi d'oro nel lontano 1990, mentre A.S.R. e' un shop dedicato agli sport estremi, che ingloba il negozio di articoli per snowboard Spazio.
Kosugi ha in animo di aumentare il numero totale dei negozi a 33 entro tre anni, rispetto agli attuali 25. Minami sara' utilizzato per creare un nuovo tipo di negozio con cui puntare ai consumatori tra i quaranta ed i sessant'anni con articoli da escursionismo e per altri settori sportivi, e sara' lanciato nei centri commerciali. Local Motion operera' nuovi investimenti nei propri negozi. Nel contempo, Kosugi utilizzera' il proprio background in materia di abbigliamento per sviluppare nuove linee recanti marchi del rivenditore fra cui maglieria intima e accessori. Kosugi sta prendendo in considerazione anche la concessione di sublicenze per creare un concorrente atto a contrastare il portfolio in rapido aumento di marchi surf di Itochu.
La costante attivita' di fusioni e acquisizioni, fatta attingendo alle casse di J. Bridge, aiutera' Kosugi a rimpinguare il proprio portfolio retail di articoli sportivi come la recente acquisizione della catena di articoli outdoor e per la pesca Kojitu. Probabili futuri target sono le calzature e gli sport estremi, con l'obiettivo di 10 miliardi di yen di fatturato Minami nel 2009 che, secondo le previsioni, dovrebbe anche produrre un utile, anche se di appena 500 milioni di yen. E', tuttavia, previsto un rapido aumento della futura profittabilita': il nuovo presidente ha detto apertamente di volere creare un business di qualita' (utilizzando United Arrows come modello) che produca ingenti utili anziche' ricercare l'espansione su larga scala: idee sacrileghe appena un decennio fa.
 

Xebio insiste sul piano triennale
Xebio sta giungendo al termine del primo anno del suo nuovo piano triennale, e continua a insistere sulle sue politiche fondamentali: migliorare i margini operativi, aumentare la qualita' del prodotto, razionalizzare le catene di fornitura, potenziare il franchising di Next e continuare a lavorare alla riabilitazione della catena di articoli sportivi Victoria che ha acquisito lo scorso anno. La logistica e' gia' in corso di miglioramento, con consegna diretta parziale dalla Cina e consegna giornaliera di articoli chiave come le calzature. Next viene riposizionata come marchio per consumatori fra 35 e 45 anni al posto del precedente target fra 25 e 35 anni. Con l'accordo di distribuire in licenza il 25% della produzione dalla sede britannica, Xebio adeguera' anche le taglie. Grazie ai piu' veloci collegamenti informatici con il Regno Unito, il numero delle collezioni aumentera' da quattro a sei al fine di rispondere meglio ai trend locali. Xebio dichiara che Victoria dovrebbe superare il punto critico quest'anno, producendo un utile per la prima volta, e intanto aumenta le linee recanti il marchio del rivenditore, in particolare per gli sport generici, riducendo la dipendenza di Victoria dai mercati di articoli invernali e golf.

 

Utili convenzionali per le catene di capi casual

Raramente si parla di catene di abbigliamento casual che non siano Fast Retailing. Messe in ombra dal gigante della provincia di Yamaguchi, le catene di piccole dimensioni hanno avuto difficolta' a trovare un posto al sole. Point e Right-On sono state le eccezioni che hanno seguito strategie molto diverse, ma ora anche le altre stanno ritornando alla carica.

Le principali catene di abbigliamento casual hanno tutte registrato forti incrementi nell'esercizio finanziario 2005. Solo Jeansmate ha assistito a un calo del fatturato, e comunque di appena lo 0,1%, ma tutte sono riuscite a fare crescere gli utili ante imposte del 20% o piu', e sei hanno realizzato un margine di utile operativo del 7% o superiore. Anche i margini operativi lordi sono saliti grazie a inferiori costi di acquisto e migliori percentuali di vendita a prezzo intero, risultati dovuti al graduale passaggio del settore alle attivita' SPA (Specialty store retailer of Private label Apparel).
Come mostra la tabella, quello che ha fatto piu' scalpore quest'anno e' stato l'elevato aumento degli utili ante imposte di tutte le societa', Cox compresa. La causa e' da ricercarsi nei margini operativi lordi molto migliorati, ora che tutte le societa' sono sopra il 40% tranne che per Avail che si prevede superi il 40% il prossimo anno man mano che si espandera'. LeaderCasualapparel2 del gruppo continua ad essere Point, invidiato dai concorrenti per avere quasi completato la propria trasformazione in una attivita' SPA al 100%, nonostante abbia intrapreso questa avventura solo sei anni fa. Se vi e' un qualche risultato che mostri i meriti di una distribuzione al dettaglio verticalmente integrata dell'abbigliamento, e' proprio questo. Point ha inoltre tratto benefici dall'inverno insolitamente freddo, che ha attratto molti clienti ad acquistare giacche in pelle o a vento dai prezzi elevati, forse la prima volta nella storia delle societa' di distribuzione al dettaglio che il tempo atmosferico e' stato addotto come motivo a spiegazione di una ripresa della performance anziche' essere addotto come pretesto per spiegare le carenze del management.
Gli effetti positivi delle attivita' SPA hanno apportato benefici anche a Cox, che ha visto qualche vantaggio giungergli dalla nuova catena di negozi Ikka, che aprira' 18 nuovi punti vendita quest'anno. Aeon, all'interno del quale sono locati i punti vendita, spera invece di potersi aggiudicare il 30% dei ricavi dai 100 negozi Ikka che dovrebbero essere inaugurati entro tre anni. Aeon ha anche messo mano alla scure per la propria affiliata di abbigliamento uomo, riducendo le scorte, tagliando sul fronte dei fornitori, e introducendo un nuovo sistema di gestione della distribuzione. Aeon si augura di avere l'80% del prodotto direttamente fornito entro il 2008.
Buona parte della crescita del fatturato delle societa' leader e' dovuta alle nuove aperture di negozi. Una caratteristica del settore abbigliamento casual e' stata la gestione molto piu' dinamica dei portfolio dei negozi, compresa una facile propensione a chiudere i punti vendita dagli scarsi risultati. Nuovi negozi vengono aperti, vecchi negozi vengono chiusi o riqualificati, le dimensioni dei punti vendita ampliate o ridotte, e nuovi concetti vengono sperimentati. La diversificazione dell'attivita' e' nuova per la distribuzione al dettaglio di abbigliamento in Giappone, e suggerisce un trend destinato ad espandersi nel piu' ampio settore retail. Mac House, ad esempio, ha iniziato ad inaugurare negozi per la prima volta da un decennio a questa parte, oltre a trasferire e sperimentare nuovi concetti. Dopo la fusione con la societa' consorella piu' piccola Leo, Mac House espandera' la propria catena Goalway, e ha sperimentato un nuovo formato che abbina un caffe' a un negozio di abbigliamento grazie ad un accordo con Starbucks. Right-On, che divulghera' i risultati definitivi in agosto, prosegue il lancio della sua nuova catena SPA, mentre Flash Report e Fast Retailing sono andati inaugurando punti vendita di grandi superfici come quello di Ginza, e sperimentando nuovi concetti come "Body by Uniqlo" e "Uniqlo Kids" portando avanti programmi per negozi di piccola scala riservati alle sole donne. Point continua tuttavia ad essere il piu' aggressivo in termini di espansione di negozi, con 56 nuovi punti vendita quest'anno, con il risultato che il fatturato superera' la soglia dei 50 miliardi di yen (ca. 346 mln. di euro) per la prima volta.
Tutte le catene puntano a fare crescere le proprie attivita' SPA, un elemento che non sorprende considerando i benefici sul risultato finale. Cox espandera' un marchio per consumatori piu' attempati chiamato Newport Club, mentre Right On investira' in MPS, una catena per bambini. Mac House punta a conquistare una quota del mercato moda per la donna giovane con una catena stile casual americano denominata Blueberry, che sta gia' ottenendo margini operativi lordi superiori al 50%, rispetto al 43,5% della societa' nel suo complesso. Mentre alcuni fornitori locali vengono utilizzati per produrre prodotti per questa nuova generazione di catene SPA, l'effetto complessivo sull'industria locale dell'abbigliamento e' stato negativo. Per contro, i retailer hanno tratto enormi benefici e ulteriori incrementi sono prevedibili nei prossimi tre anni, anche se i produttori locali sono in ampia misura scomparsi, a parte una nicchia di specialisti che forniscono abbigliamento a brevissimo termine.

 

Altre catene si lanciano sulle calzature

Quella delle calzature e' l'unica importante categoria della moda che ancora non si e' trasformata in un moderno settore retail orientato alle catene. Se da un lato c'e' una sola catena che domina le calzature in termini di volumi, finalmente stanno emergendo idee innovative e sono le catene di abbigliamento di successo che stanno davvero tentando di spingersi in avanti e cambiare.

Le principali catene di abbigliamento hanno finalmente compreso che il mercato delle calzature presenta ampi spazi di sviluppo. Attualmente, quello delle calzature rimane un mercato squilibrato e privo di fantasia. Chiyoda e' il principale attore con oltre 1.200 negozi sparsi per il paese e una quota di circa il 16% del mercato totale. Tuttavia, questo livello insolitamente elevato di concentrazione nasconde due elementi. Anzitutto, Chiyoda rimane un dettagliante discount con una presentazione standardizzata della merce e del negozio. In secondo luogo, gli unici negozi che offrono una reale alternativa al tipo di distribuzione "alte cataste di prodotti a basso prezzo" di Chiyoda, sono alcuni piccoli retailer di fascia alta tipo Mode et Jacomo e, recentemente, United Arrows. Anche i grandi magazzini vendono un volume di scarpe ragionevole, ma ancora una volta ci troviamo ad un diverso livello che conta un numero di gran lunga inferiore di siti rispetto a Chiyoda.
Ecco dove risiede una autentica opportunita' affinche' una societa' di fascia media del mercato gestita da una catena possa avere un reale impatto sulle calzature. Aeon ha creato la terza catena di calzature in ordine di importanza nel paese, NuStep, ma continua a restare molto indietro rispetto alle due catene pShoesChartrincipali, ed e' principalmente ubicata nei suoi shopping center. L'anno scorso, Fast Retailing, gestore dell'onnipresente marchio Uniqlo, ha acquisito Onezone con l'intento di una piu' rapida espansione verso il retailing di calzature gestito da catene. Un altro recente sviluppo e' l'ingresso di una societa' statunitense, Payless ShoesSource, che al momento gestisce solo due negozi in Giappone attraverso un'alleanza con Sojitz.
Ora, tuttavia, anche Shimamura e' entrato nel settore. Con un formato completamente nuovo, chiamato Divalo, la societa' ha trasferito il proprio concetto di base di "volumi elevati e prezzi bassi" alle calzature. Il primo negozio ha aperto a Oume, alla periferia di Tokyo, nei primi mesi di quest'anno e, per il momento, riscuote grande successo. Circa la meta' dei 400 mq. dello spazio di vendita e' riservato a sandali e scarpe aperte sul tallone puntando alle vendite estive. Shimamura vanta oltre 100 modelli di entrambi in esposizione, venduti a prezzi di soli 1.000, 1.500 e 1.900 yen. Rispetto a Chiyoda, Shimamura gode di una consolidata reputazione non solo di prezzi a buon mercato, ma anche di un senso delle tendenze attuali della moda lievemente migliore (tutto e' relativo) e di un miglior merchandising all'interno dei locali di vendita. Non si troveranno qui troppe ragazze di Harajuku (quelle che tengono piu' di tutte alle tendenze della moda, n.d.r.), ma tra le casalinghe e le donne alla ricerca di uno o piu' paia di scarpe a buon mercato e senza troppe pretese, Divalo si e' andato rapidamente affermando.
Shimamura riconosce di avere ancora un sacco da imparare. Una delle sfide del retailing di calzature risiede nel tenere un totale di varianti necessarie per proporre un'ampia gamma di modelli, colori e - elemento che piu' importa - taglie. Cio' e' meno importante per le scarpe estive, e anche Shimamura propone nella maggior parte dei casi, solo taglie M e L, ma costituisce un fattore vitale delle calzature invernali e piu' formali i cui modelli sono proposti in taglie e colori multipli. C'e' anche il problema delle taglie che vanno per la maggiore e che si esauriscono rapidamente. Una volta che Shimamura avra' compreso le diversita' del retailing di calzature rispetto all'abbigliamento, si prevede che i futuri negozi Divalo abbiano dimensioni piu' grandi (all'incirca sui 1.000 mq standard di Shimamura) e che ovviamente i negozi vengano inaugurati all'interno dei propri punti vendita di abbigliamento. Shimamura sviluppera' anche le proprie linee di scarpe, sostituendole ai modelli forniti attualmente dai grossisti.
Siamo ancora agli esordi della prima impresa di distribuzione al dettaglio di calzature di Shimamura, ma maggiore e' il numero di grandi societa' che trattano questa categoria, maggiori saranno le probabilita' che questo settore si allinei con il resto della distribuzione al dettaglio moda.

 

World e Onward rafforzano la propria posizione guida

L'esercizio finanziario 2005 e' stato un altro anno eccezionale per World e Onward, i principali produttori di abbigliamento giapponesi. Entrambe hanno continuato ad avanzare ulteriormente sui concorrenti acquisendo, accorpando e perfezionando le attivita' esistenti. E' stato anche un anno difficile per gli attori di media classifica, ed un ennesimo disastro per Naigai.

I risultati delle principali societa' di abbigliamento per l'esercizio finanziario 2005 sono stati divulgati e rivelano un ulteriore allargamento del divario fra le due aziende piu' grandi, Onward Kashiyama e World, ed il resto. Nel complesso, hanno registrato i risultati peggiori le societa' che dipendono dalle divisioni di abbigliamento rivolto alle "Mrs.", che in giapponese corrisponde a "donne sposate che non lavorano". Mentre sia World che Onward hanno registrato i propri rispettivi record per fatturato e utili, Sanyo Shokai, Renown, Tokyo Style e Naigai hanno tutti sofferto dalla propria dipendenza dal difficile mercato delle "Mrs.". Renown ha assistito ad un grosso tonfo del proprio utile ante imposte, mentre le perdite di Naigai si sono aggravate. Tuttavia, grazie al generale miglioramento del mercato dell'abbigliamento durante il secondo semestre, anche queste ditte hanno iniziato a migliorare i propri risultati con previsioni di fatturati e utili migliori il prossimo anno.
Onward ha registrato il sesto anno di incremento di fatturato e utile su base consolidata. Anche World e' riuscito ad accumulare sei anni consecutivi di crescita su base non consolidata e tre anni per il gruppo. Buona partapparelcongloms2e del miglioramento per entrambe le societa' e' dovuto al passaggio verso punti vendita al dettaglio, ed in particolare a negozi negli shopping center e shop-in-shop nei grandi magazzini. Onward e' stato anche aiutato dall'adozione di un ciclo di prodotto di 8 stagioni per i propri marchi principali come 23KU e Kumikyoku. World ha dato segni di una rapida crescita negli ultimi due anni, in parte tramite acquisizioni quali la distribuzione in licenza di Harrods e il consolidamento delle affiliate, ma anche tramite investimenti sul retail. World ha condotto il settore ad aprire negozi negli shopping center, negli edifici delle stazioni e in quelli dedicati alla moda, oltre a migliorare il proprio ciclo di prodotto dei marchi per i grandi magazzini come Indivi e Untitled. Anche Ozoc, che costituiva un pesante freno per l'azienda, ha superato il punto critico nel 2004 e da allora ha contribuito alla crescita.
Su un altro fronte, Sanyo Shokai e Renown sono stati entrambi ostacolati da vendite deboli dei rispettivi marchi donna, nonostante le performance di gran lunga migliori dei propri portfolio di abbigliamento uomo. La reale performance di Renown non sara' chiara fino a questo esercizio finanziario, quando saranno ultimati la fusione D'Urban e l'investimento da parte di Kaleido Holdings. Allo stesso modo Tokyo Style ha tratto benefici dall'acquisizione di Livelabo, l'azienda che gestisce il select shop Nano Universe, e del distributore di Stussy, Jack, ma ha continuato ad assistere all'erosione del proprio fatturato dovuta agli scarsi risultati dei marchi rivolti alle donne, piu' o meno giovani. Entrambe le societa' sembrano essere in buona salute, tuttavia, rispetto a Naigai cui va attribuito il premio per societa' di abbigliamento dai risultati peggiori. Il fatturato e' calato dell'11,1%, con tagli sul fronte del personale, del numero di marchi e di negozi, e la societa' sara' presto sufficientemente ridimensionata per essere assorbita da un fondo di investimento o da uno dei suoi piu' grandi concorrenti, a dispetto dei suoi stretti legami con Mitsubishi Shoji. Appare anche un utile target da acquisire, dati i risultati molto buoni delle sue affiliate estere a Hong Kong e in Corea, che controbilanciano l'erosione dei ricavi in Giappone.
Nonostante la performance ne' del tutto positiva ne' completamente negativa di quest'anno, tutte le societa' menzionate a parte Naigai probabilmente registreranno una crescita positiva di fatturato e utili quest'anno grazie alla ripresa della domanda dei consumatori, e continueranno ad essere caratterizzate da perduranti sforzi volti a migliorare la gestione della catena di fornitura e l'efficienza operativa. Le societa' di investimento hanno salvato Renown e Kosugi, e rimangono la sola speranza per Naigai.

 

I marchi nipponici di articoli sportivi incrementano la propria quota all'estero

Asics, Mizuno e Descente stanno investendo sui mercati esteri. Pur essendo ancora lontani dall'essere marchi globali, sono tutti determinati a ritagliarsi una fetta dei mercati degli articoli sportivi in Europa, negli USA e in particolare in Asia.

I principali marchi giapponesi di articoli sportivi hanno subito arretramenti negli anni '90 per via del calo della domanda nazionale e dei mercati esteri dominati da marchi internazionali quali Nike, Adidas e Puma. Negli ultimi tre anni tuttavia, tutte e tre le principali societa' hanno reagito migliorando la distribuzione al dettaglio locale e compiendo uno sforzo concertato per incrementare la quota di mercato estero particolarmente in Asia ed Europa.
E' cosi' che le prime tre societa', Asics, Mizuno e Descente, hanno tutte registrato risultati migliori del previsto per l'esercizio 2005 che si e' concluso a marzo 2006. Buona parte della crescita e' attribuibile ai mercati esteri. Asics ha, ad esempio, assistito ad un incremento della percentuale di vendite sui mercati esteri passata dal 44% nel 2003 al 54% l'anno scorso, con una crescita molto promettente delle proprie scarpe da corsa in Europa e negli USA. Uno dei marchi di Asics di maggior successo all'estero e' Onizuka Tiger, che ora vanta un fatturato di oltre 10 milioni di yen (ca. 68,7 mila euro), 7,1 milioni dei quali sono realizzati in Europa. Mentre tuttavia le calzature si stanno vendendo bene all'estero, l'abbigliamento viene venduto principalmentasicse in Giappone, nonostante la societa' speri di potere cambiare la situazione con l'avvicinarsi dei Giochi Olimpici di Pechino. Asics ha costituito una nuova affiliata in Cina e sta premendo per una rapida espansione nel paese vicino. Ora che ha costituito la nuova affiliata, Asics ha annullato il contratto con un distributore locale e spera di applicare il modello di business che utilizza in Europa e che ha contributo a incrementare il fatturato ed a realizzare elevati profitti. Questo comportera' la gestione diretta di negozi nelle citta' principali e la rinegoziazione dei contratti con i retailer, nell'intento di massimizzare la presenza di negozi e gli ordini. Prevede che il fatturato salga a 3 miliardi di yen (ca. 20,6 mln. di euro) entro il 2008.
L'espansione estera di Mizuno e' stata piu' lenta non godendo del prestigio di cui godono le calzature Asics fra gli aficionados della corsa, ma le vendite all'estero sono comunque salite dal 22% al 28% negli ultimi due anni. La migliore crescita e' stata registrata negli USA, +22,1% per un fatturato di 19 miliardi di yen l'anno scorso, ma anche la Cina e il resto dell'Asia stanno crescendo rapidamente avendo segnato un +16,3% l'anno scorso. L'Europa vanta la quota piu' esigua, con appena il 6% del fatturato. Entro il 2008 tuttavia Mizuno spera di portarla al 7%, e di far giungere gli USA al 15% e l'Asia al 12%. La Cina e' oggetto di grandi attenzioni da parte di Mizuno: in maggio ha creato una nuova affiliata locale nel paese della grande muraglia, dividendo la produzione e le attivita' di vendita in due attivita' separate. Entro il 2008, Mizuno si aspetta un fatturato di 16 miliardi di yen in Cina.
La societa' con la piu' esigua quota di mercato estero e' Descente, controllata di Itochu. Ha tuttavia assistito al piu' ampio balzo dal 10% al 20% del fatturato sui mercati esteri fra il 2003 e il 2005, per un totale di 4,7 miliardi di yen di vendite. Entro il 2009, nutre l'ambizioso piano di arrivare a 20 miliardi, ponendo la massima enfasi sull'Asia con marchi come Le Coq Sportif di cui ha la licenza e il proprio marchio Descente. In Cina, le vendite hanno toccato 1,3 miliardi di yen lo scorso anno, il 62,5% in piu' rispetto all'anno prima, con 123 negozi operanti. La Corea resta tuttavia il piu' grande mercato per Descente, rappresentando il 67% del fatturato asiatico non nipponico, mentre la Cina rappresenta appena il 10%. Entro il 2008, Descente vorrebbe piu' che raddoppiare il fatturato cinese portandolo a 3 miliardi di yen tramite investimenti in marketing e nelle attivita' di joint venture. Insomma, non proprio come Nike o Adidas, ma e' un inizio.
 

 

Japan Fashion Week aprira' i battenti prima del solito

Questo autunno la Japan Fashion Week si terra' prima delle omologhe manifestazioni europee e statunitense. Come si e' potuto notare durante l'ultima Japan Fashion Week tenutasi a marzo, l'evento e' determinato a divenire una presenza di rilievo sui mercati moda mondiali e a competere su un piede di parita' con l'Europa e gli USA. In passato, i problemi principali erano stati soprattutto a) l'ampia gamma di eventi organizzati in diverse location - per lo piu' sconosciute - di Tokyo che si protraevano per circa un mese, e b) il fatto che l'evento si tenesse a novembre. Questo faceva si' che i buyer sia locali che internazionali dovessero penare per arrivare alle sfilate, e anche se ci arrivavano, i loro budget erano solitamente gia' esauriti dalle fiere tenute su altri mercati in settembre e ottobre.
Per risolvere questi problemi, la JFW ha concentrato l'evento di marzo in una settimana e in sedi facilmente raggiungibili del centro citta'. Il prossimo passo e' di tenere la manifestazione con sufficiente anticipo, in modo che i buyer nipponici e internazionali possano visitarla comodamente. E' stata pertanto presa la decisione di tenere le sfilate prima di quelle europee e statunitensi.
La sola domanda ora e' se gli organizzatori riusciranno a preparare il tutto per tempo. Di certo le pressioni ci sono. Lo stesso primo ministro Koizumi, che aveva visitato l'ultima edizione, aveva detto agli organizzatori di aspettarsi di vedere un numero molto maggiore di stilisti giapponesi competere sulla scena mondiale. Per gli stilisti giapponesi, la pressione e' intensa, ma finora molti non hanno altra scelta e hanno deciso di affrettarsi a completare le collezioni per tempo.
L'effetto sulle esportazioni degli stilisti nipponici potrebbe essere immenso. Mentre vivo resta l'interesse dei buyer europei e statunitensi per gli stilisti giapponesi, l'ostacolo finora era stato il ritardo con cui le collezioni sono state prodotte. La pressione esercitata dalla JFW potrebbe cambiare la situazione e creare una nuova fonte di concorrenza per gli stilisti europei.


 

I supermercati diventano alla moda

Le catene di GMS (General Merchandise Stores) giapponesi stanno riqualificando i loro reparti dedicati all'abbigliamento, adoperandosi per diventare piu' alla moda. I lanci di nuovi prodotti rientrano nel tentativo di arginare il declino delle vendite di abbigliamento nelle catene di GMS. In base a quanto riferito dalla Chain Store Association, queste vendite sarebbero scese quasi alla meta' di quelle che erano 10 anni fa.

Le proposte estive da parte di Aeon e Ito-Yokado, le due catene principali, riflettono oltre tre anni di pianificazione volte a creare gamme di abbigliamento piu' allettanti in grado di competere con negozi specializzati quali Uniqlo, Honeys e Right On. Entrambe le societa' hanno investito ingentemente nell'assunzione di stilisti piu' attenti alle nuove tendenze, oltre che di buyers di alto livello provenienti da negozi di marchi alla moda, in modo da sviluppare i reparti abbigliamento sotto tutti gli aspetti, dal prodotto al display.

A marzo Aeon ha lanciato una nuova linea in collaborazione con uno stilista che in precedenza lavorava per Muji, con 100 modelli realizzati per il proprio marchio TopValu, con prezzi che vanno da 1.480 a 7.980 yen (da 10 a 56 euro circa). Una caratteristica della collezione, a parte il design moderno e casual, sono i tessuti di qualita', come il cotone indiano extra. In termini di design, i giornalisti si dicono sorpresi di quanto i capi presentati siano vicini a quelli che sfilano in passerella.

Anche Ito-Yokado ha lanciato una nuova linea chiamata PBI che si rivolge a uomini e donne tra i 30 ed i 40 anni, ed offre giacche al prezzo massimo di 12.800 yen (92 euro circa). Un altro marchio, Epom, si rivolge agli uomini dai 50 in su a prezzi analoghi. La collezione e' stata selezionata da un ex famoso buyer di Isetan Shinjuku.

Anche Seiyu, controllato da Wal Mart, ha in cantiere il lancio di collezioni di abbigliamento piu' curate, potendo attingere a prodotti forniti dai propri negozi USA e dalla sua catena britannica Asda.

 

Boom della gioielleria di fascia medio-bassa

Dallo scorso anno, il mercato dei gioielli meno cari rispetto a quelli dei marchi famosi, cioe' quelli che rientrano nella fascia tra i 50.000 ed i 100.000 yen (tra 350 e 700 euro circa), e' andato crescendo notevolmente. La ragione principale e' la nuova tendenza delle donne giapponesi di acquistare monili per se stesse, senza aspettare che siano i partner ad acquistarli per loro: considerata la drammatica diminuzione sia dei matrimoni che delle relazioni di lunga durata, comprarsi i gioielli da sola rappresenta, molto spesso, l'unica opzione.

La gioielleria fa pertanto ora concorrenza alle borse e alle scarpe fra gli omaggi preferiti per le donne che lavorano. Questa primavera, negozi come 4ºC e Ponte Vecchio hanno registrato incrementi delle vendite dal 5% al 10%, mentre Star Jewels riferisce di aver segnato un +15% e Vendome Aoyama un +20%.

I punti chiave alla base della crescita sono: a) prezzi piu' alti derivati da una migliore qualita'; b) ritorno della popolarita' dell'oro giallo e delle pietre colorate. Mentre in passato, per alcuni dei dettaglianti su citati, il prezzo medio dei prodotti era di 105.000 yen, adesso la fascia piu' nutrita di prodotto e' quella tra i 100. 000 ed i 200.000 yen, con prodotti quali oro rosa con diamanti neri o rosa. Star Jewelry assiste a buone vendite dei prodotti in argento 925 e in platino 950, con prezzi che si aggirano tra i 50.000 ed i 300.000 yen. Anche i negozi che offrono prodotti piu' a buon mercato, come quelli del marchio 4ºC di FDC Products, si stanno spostando verso la fascia alta, con prezzi dai 50.000 yen in su per le linee di prodotti in oro.

 

Il nuovo mercato degli "active seniors"

Il quotidiano specializzato Senken ha riferito di recente sull'emergere di un mercato promettente per gli articoli sportivi costituito da quello che i giapponesi chiamano gli "active seniors", traducibile in "anziani attivi". Il mercato e' composto da uomini e donne nati attorno al 1947-49, in pieno baby boom, gia' - o in procinto di andare - in pensione. Diversamente dalle precedenti generazioni, questa vede sempre piu' nella pensione una chance di darsi a nuovi hobby o di intraprendere carriere part-time nel volontariato, nella partecipazione alle attivita' della comunita', sport compresi. Per quanto riguarda gli hobby, attivita' come il golf e il fitness sono facilmente prevedibili, ma e' la vastita' e diversita' che sta sorprendendo molti: danza, musica, fotografia, viaggi nonche' le escursioni in montagna e numerose attivita' all'aperto.
Ne consegue che i produttori stanno prendendo in considerazione il lancio di nuove gamme di prodotti rispondenti ai gusti di questa generazione, ma che offrano, allo stesso tempo, anche le caratteristiche di performance richieste dai patiti degli sport all'aria aperta piu' giovani. L'abbigliamento in Gore-Tex o in tessuti ultrasottili appare adesso sul mercato sotto forme piu' adatte al mercato dei seniors, ad esempio, con grandi tasche apposite per le apparecchiature fotografiche visto l'aumento dei "photo walkers", i "passeggiatori amanti della fotografia".
Anche la danza trova in particolare il gradimento delle donne. Chacott, uno dei produttori giapponesi leader del settore, ha prodotto nuove linee specializzate per le donne non piu' giovanissime ed ha anche organizzato corsi speciali in uno dei suoi negozi. Wacoal ha lanciato nuovi shop-in-shop nei grandi magazzini come Genki Walk e Genki Stadium che propongono abbigliamento per gli anziani attivi. Il mercato si sta anche espandendo sino ad includere speciali pacchetti viaggio, ad esempio corsi per buongustai e visite a saloni di bellezza.

 

A.P.C. interrompe il contratto con Jun Group

A.P.C., noto marchio francese di abbigliamento, ha interrotto la propria relazione con Jun Group che durava da 14 anni, costituendo una propria affiliata al 100% alla fine di aprile. Jun Group gestiva i negozi A.P.C. tramite la sua societa' East by West, ma tutti i negozi, il personale e gli altri beni patrimoniali sono passati alla nuova azienda.
A.P.C. ha dichiarato che il passaggio ad una societa' controllata direttamente si e' reso necessario con l'esigenza di una piu' rapida linea di comunicazione e piu' rapidi processi decisionali in linea con le proprie attivita' globali. L'azienda ha detto che la struttura esistente, che richiedeva colloqui con un piu' ampio team che includeva Jun Group, rallentava il flusso delle informazioni e i processi decisionali. Con un team dedicato, oltre a collegamenti con i sistemi informativi, la logistica e la direzione gestionale della sede centrale, A.P.C. Japan dice che sara' meglio attrezzato per cogliere i frutti della ripresa generale delle vendite di abbigliamento. A.P.C. ha gia' ottenuto buoni risultati nelle proprie attivita' statunitensi e tedesche. La nuova societa' trarra' benefici anche dagli investimenti operati dalla sede centrale, soprattutto sul fronte della riqualificazione dei negozi, del perfezionamento del personale e del servizio ai clienti.

 

Buone previsioni dal Giappone per Billabong

Billabong, marchio australiano che disegna e realizza capi di abbigliamento esclusivi per il surf, dovrebbe assistere ad un incremento del fatturato fino a 10 miliardi di yen (ca. 68,6 mln. di euro) entro cinque anni stando alla sua affiliata giapponese GSM. Quest'ultima dichiara di volere aprire da 40 a 50 negozi nel corso dei prossimi cinque anni. Dal lancio di GSM Japan avvenuto nel 2000, le vendite sono cresciute del 50% all'anno, e si prevede che le vendite raggiungano 3,7 miliardi di yen circa per l'anno conclusosi a giugno 2006, 40% in piu' rispetto all'anno prima. GSM gestisce attualmente 15 negozi, la maggior parte dei quali nei centri citta', ma ora intende espandersi negli shopping center e nelle citta' di provincia con negozi piu' grandi per alloggiare la sua nuova e piu' ampia collezione di abbigliamento. L'azienda ha anche investito 25 milioni di yen in un nuovo sistema di vendite online. Pertanto, il target di 10 miliardi di yen in cinque anni dovrebbe essere costituito da un 50% di vendite all'ingrosso, 30% da vendite al dettaglio e 20% da vendite online.

 

Nuovi soprabiti Aquascutum

Aquascutum, affiliata di Renown, rivedra' completamente la propria linea di soprabiti in Giappone per questo autunno nel quadro della propria nuova strategia commerciale dettata dal nuovo CEO Kim Winser. Vi saranno nuovi trench classici, piu' altri che utilizzano tessuti con stretch o nylon in uno stile piu' snello e contemporaneo. L'approccio di Kim Winser e' analogo a quello dei tempi di Pringle, dove inizio' riqualificando i maglioni firmati Pringle che divennero popolari fra le celebrita', facendo fare strada al marchio. In Giappone, la Winser ha cominciato a proporre soprabiti primaverili in tonalita' piu' alla moda recanti l'autografo di Mick Jagger o Ron Wood dei Rolling Stones, che recentemente hanno fatto una tournee nel Sol Levante. Questa primavera e' stato lanciato anche il marchio UK Label, una linea di prodotti importati. Entro il 2009, Kim Winser si aspetta che le vendite di Aquascutum salgano a 45,5 miliardi di yen (ca. 312 mln. di euro), ossia circa il doppio dell'attuale fatturato, sperando in un ritorno all'utile entro tre anni.
 

Weareurope cambia

La rappresentanza in Giappone della Commissione Europea ha organizzato, a partire dallo scorso anno, la manifestazione WEAREUROPE, nell'ambito del programma "EU Gateway to Japan, allo scopo di presentare ai buyer giapponesi la nuova generazione di giovani stilisti europei. Finora l'evento e' stato organizzato tre volte, ad aprile e a novembre dello scorso anno e ad aprile di quest'anno, con un totale di una trentina di stilisti. La partecipazione include la fiera vera e propria oltre a seminari tenuti da esperti e visite ai distretti della moda. Dall'anno prossimo, tuttavia, WEAREUROPE si svolgera' solo una volta l'anno, a febbraio o a marzo. Il numero degli stilisti salira' a 35, ed includera' un maggior numero di stilisti scandinavi e dagli Stati Baltici. L'obiettivo consiste nel presentare nuovi stilisti non presenti in Giappone, tenendo conto delle influenze originali provenienti dall'Europa orientale, non solo occidentale.

 

Pinko sigla accordo con JDI

Sanki Shoji ha aggiunto al suo portfolio un altro marchio italiano. Si tratta di Pinko, marchio di abbigliamento donna. Un accordo di distribuzioPicture1ne esclusiva e' stato firmato con JDI, affiliata di Sanki che in precedenza faceva parte del Gruppo Mitsubishi, e vedra' la distribuzione all'ingrosso nei grandi magazzini e select shop a partire da quest'autunno. JDI inaugurera', inoltre, uno o due shop-in-shop all'interno di grandi magazzini sempre questo autunno e ne aprira' altri cinque o sei la prossima primavera. Il marchio, si rivolgera' alle donne trentenni e sara' posizionato nella sempre piu' significativa "bridge zone" dei grandi magazzini, fra i marchi nazionali e gli stilisti internazionali. Secondo il quotidiano specializzato Senken Shinbun, JDI prevede un fatturato di 3 miliardi di yen (20,8 mln. di euro ca.) nel medio termine.

 

Ito-Yokado chiudera' il punto vendita di Tochigi

Ito-Yokado ha annunciato l'intenzione di chiudere il proprio negozio di Kanuma, nella provincia di Tochigi, il prossimo ottobre. Quello di Kanuma e' un vecchio negozio, aperto nel 1987 con risultati deludenti per un certo periodo, ma la decisione e' in parte sorprendente alla luce delle nuove restrizioni sull'apertura di grandi negozi in ubicazioni del genere. Ito-Yokado ha trattato con la societa' proprietaria dell'immobile pur non riuscendo ad addivenire ad un accordo tale da rendere il negozio redditizio in base al suo punto di vista. Si riferisce che i proprietari abbiano iniziato a cercare un nuovo inquilino che occupi il tre piani al completo del negozio, per un totale di 7.000 mq. Al momento Ito-Yokado detiene quattro negozi nella provincia di Tochigi.

 

Shima Seiki riceve un premio nazionale

Shima Seiki, il produttore di macchine per maglieria e delle relative attrezzature noto a livello mondiale ha ricevuto da parte dell'Ufficio Brevetti giapponese il premio al valore per la Proprieta' Intellettuale chiamato "Ministro dell'economia, del commercio e dell'industria". Quest'anno il riconoscimento, consegnato il 18 aprile - Giornata delle Invenzioni, e' stato attribuito in tutto a sette aziende per la loro eccellenza nell'elaborazione di brevetti che sono stati utili e di beneficio per la societa' civile.

Quest'anno sono tre le societa' nell'ambito dell'industria tessile che hanno vinto il premio: Unicharm, Sanrio e Shima Seiki. Quest'ultima ha presentato la richiesta del suo primo brevetto esattamente 50 anni fa, e da allora e' diventata uno dei principali produttori di macchine per maglieria del mondo. A livello nazionale Shima Seiki detiene una quota del 90%, mentre a livello mondiale detiene il 60%.

 

I punti vendita Isetan aumentano il fatturato

Isetan ha annunciato che tutti e sette i grandi magazzini direttamente gestiti hanno incrementato i fatturati lo scorso anno, per la prima volta da 14 anni a questa parte. Il fatturato totale e' salito del 2% a 440 miliardi di yen (ca. 3 mld. di euro). Isetan ha fatto finora affidamento sul proprio negozio ammiraglio di Shinjuku per produrre il grosso del fatturato e della crescita, ma la societa' ora spera che tutti i negozi esistenti contribuiranno alla crescita nel medio termine grazie ad una piu' forte enfasi sulla moda, in particolare su linee di abbigliamento uomo e accessori piu' alla moda, che sono cresciute di oltre il 10% nel secondo semestre dell'esercizio 2005.

Istituto nazionale per il Commercio Estero

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