Louis
Vuitton, il richiamo del lusso

Jun
si è appostato ad aspettare dalle 10 di giovedì sera,
ma il nuovo centro Louis Vuitton non apriva prima delle 11 della domenica
mattina. Per quell’ora, si era creata una fila di oltre 1.500
persone.
Il punto vendita di 3.327 mq è il più grande negozio Vuitton
del mondo, con 90 dipendenti, un salone VIP e una zona dedicata a una
mostra sugli ultimi 148 anni della storia di Vuitton. Con questa apertura,
il numero dei negozi Vuitton di grande formato è arrivato a 7,
a questi si aggiungono le 37 boutique di dimensioni più contenute.
Il nuovo negozio diventerà, con molta probabilità, il
negozio Vuitton che realizza le maggiori vendite in Giappone e nel mondo.
Nel 2003, si festeggia il 25° anniversario della creazione della
filiale Louis Vuitton in Giappone, la gestione diretta di più
lunga data di un marchio di moda straniero nel paese. Non è detto
che questa sia l’unica ragione del successo che, da sempre, Vuitton
riscontra in Giappone, ma è sicuramente uno dei motivi. SOPRA
Il Lafuma Group costituirà una
consociata per gestire le marche Lafuma e Millet
Phillippe
Joffard, chief executive officer del Lafuma Group, la più grande
società francese di articoli per outdoors, ha costituito in Giappone
la consociata Lafuma-Millet.
I punti vendita per le marche "Lafuma" e "Millet",
attualmente gestiti da Cosa Liebermann K.K., saranno trasferiti alla
nuova società che, fondamentalmente, continuerà a operare
alle stesse condizioni commerciali.
Yukihiro Oshida, presidente di Okura Sports, ricoprirà la carica
di direttore delegato della consociata, mentre Joffer assumerà
l'incarico di presidente.
La nuova società dal valore capitalizzato di 24 milioni di yen,
disporrà all’inizio di un organico di 13 persone, di cui
12 provenienti da Cosa Liebermann.
Nel primo anno, si prevede un volume di vendite equivalente a quello
attuale, ossia pari a circa 800 milioni di yen.
Secondo i nuovi programmi, entro due anni saranno creati, a Tokyo e
Osaka, negozi a gestione diretta. SOPRA
L'Apparel Council definisce nuovi
piani per promuovere la moda giapponese all'estero
La scorsa settimana, il comitato internazionale del Japan Apparel Industry
Council (Consiglio dell'industria dell'abbigliamento giapponese) ha
deciso di effettuare i preparativi necessari per la partecipazione,
nel settembre del prossimo anno, alla Coterie Exhibition di New York
e la contestuale apertura di un ufficio con showroom, sempre a New York,
per realizzare il programma di attività del consiglio per l'attuale
anno finanziario, volto a diffondere la moda giapponese nel mondo.
Il consiglio ha già presentato una relazione sui propri programmi
al Ministero dell'Economia, dell'Industria e del Commercio (METI) e
all'Organizzazione per il commercio estero giapponese, che ha dichiarato
la propria disponibilità a fornire tutta la cooperazione e l'assistenza
possibili.
Il consiglio ha indetto, a metà ottobre, una riunione del comitato
per approvare in via definitiva il programma di esecuzione, che comprende
anche un piano per una manifestazione in Cina.
Il programma di attività per l'estero, nell'anno finanziario
2002, promosso dal consiglio, contempla l'organizzazione di manifestazioni
per diffondere la moda giapponese nel mondo, realizzando stand o negozi
in rappresentanza di varie marche nipponiche nelle zone nevralgiche
dello shopping negli Stati Uniti, in Europa e in altri mercati della
moda mondiale. SOPRA
G-Star si insedia in Giappone
G-Star jeans ha completato la realizzazione di tutte le attività
di vendita e marketing in Giappone dopo la creazione, lo scorso anno,
a Tokyo, di G-Star Japan, una consociata interamente detenuta.
Pur non seguendo la via di una rapida espansione, la società
prevede di adottare un approccio aggressivo di vendita per i grandi
magazzini e altri punti vendita che, in passato, non trattavano la linea
G-Star. Nel primo anno di attività, sono previste vendite per
350 milioni di yen, destinate a salire a un miliardo di yen entro il
2004, quando la società aprirà i propri negozi a Tokyo
e Osaka.
Prima della creazione della consociata, le vendite erano gestite da
Blue Works, società grossista e controllata di Blue Way. La società
vendeva solo a 20 negozi e le sue vendite annue non superavano i 250
milioni di yen.
Dalla sua base operativa in Giappone, la società intende espandersi
in tutta l'Asia. Si tratta di una prassi sempre più diffusa tra
le società di esportazione della moda, poiché il Giappone
è il mercato più grande dell’Asia e Tokyo, ormai,
non è più costosa di altre capitali dell’Estremo
Oriente come base nel continente, anzi talvolta è più
conveniente.
G-Star prevede di aprire sei nuovi negozi in franchising: a Hong Kong,
Singapore, Taipei, Seul e, il prossimo anno, a Kuala Lumpur.
SOPRA
Laura
Biagiotti
ITB,
grossista con sede a Osaka, inizierà in autunno la distribuzione,
sul mercato giapponese, delle linee di accessori della griffe italiana
Laura Biagiotti.
Per le vendite, ITB si concentrerà su select shop di moda, negozi
specializzati e grandi magazzini e, inizialmente, distribuirà
le due linee principali Calf e Monogram con prezzi al dettaglio, per
le borse, che vanno da 19.500 a 49.000 yen. Nel primo anno, ITB auspica
vendite per circa 200 milioni di yen a livello di prezzi all’ingrosso.
Se tutto procederà secondo le previsioni, tra due anni, ITB introdurrà
Laura Biagiotti Roma, la linea Diffusion di Laura Biagiotti.
SOPRA

House
of Florence sigla un accordo di franchise
House of Florence, la società costituita da Roberto Gucci, ha
firmato un accordo esclusivo di distribuzione per il mercato giapponese
con Bleuciel, una società in compartecipazione.
Bleuciel (www.b-ciel.com) è
stata fondata nel 1995 e cura la distribuzione al dettaglio e su web
di marche straniere. La sua divisione franchise distribuisce griffe
della moda come Guy Laroche e Carole Gray, nonché gioielli e
tessuti. La società dispone di una rete di franchising composta
di 115 ditte sparse su tutto il territorio nazionale, per un totale
di 180 negozi.
Il reale sviluppo della marca inizierà a partire dal 2003 e,
dall’autunno, sarà aggiunto anche l’abbigliamento.
In vista di tale operazione, il personale si è recato presso
Gucci, a Firenze, per partecipare a uno stage di formazione.
Di recente, Bleuciel ha anche lanciato una catena di erboristerie, nonché
una propria linea di moda. La società è attualmente in
trattative per una nuova iniezione di capitali di circa 100 milioni
di yen da parte di un’azienda specializzata nel venture capital.
SOPRA
Tanto
di cappello a Borsalino

Borsalino,
la marca italiana di cappelli, ha riscosso grande successo in Giappone.
Aurora, concessionario esclusivo della marca e società specializzata
in accessori, che lo scorso anno aveva realizzato vendite per 17,5 miliardi
di yen, grazie a Borsalino ha assistito a un aumento delle vendite di
2 miliardi di yen nell’anno che si è concluso nel luglio
2001 e di 2,5 miliardi di yen nell’anno in corso.
Secondo Aurora, la marca è riuscita ad affascinare gli uomini
con la sua ampia scelta di cappelli, che comprende non solo Panama e
cappelli in feltro, ma anche copricapo casual in lana. Come di solito
avviene nel caso di contratti di licenza esclusivi, Aurora ha anche
fatto leva sulla popolarità della marca per aggiungere altri
prodotti, ricorrendo a sottolicenze per produrli e distribuirli. In
questo modo, si aumenta la presenza della marca realizzando nuove entrate,
anche se nel lungo periodo ciò può diluire l’equità
e l’immagine della marca. Molte grandi società di marca
hanno eliminato questo tipo di accordi, che tuttavia per le aziende
più piccole e produttrici di un solo prodotto può essere
un utile mezzo per farsi conoscere in Giappone. Inoltre, aggiungendo
altri prodotti su licenza, il licenziatario esclusivo può raggruppare
merce sufficiente per aprire negozi di dimensioni soddisfacenti.
Attualmente, Aurora dispone di sottolicenziatari per cappelli da uomo,
cravatte, dispositivi ottici, occhiali da sole, guanti, cinture, ombrelli
e, a partire dall’autunno, anche per i fazzoletti, tipico prodotto
concesso in licenza. Al momento, i prodotti correlati ai cappelli rappresentano
la metà delle vendite giapponesi e Aurora sta considerando seriamente
di aprire alcuni negozi.
Un’eventualità questa che non mancherà di rafforzarsi
dopo l’introduzione, la prossima primavera, di nuovi modelli di
scarpe e articoli d’abbigliamento, in seguito alla presentazione
a Pitti Uomo questa stagione. SOPRA
Il
grande magazzino Odakyu acquista direttamente marche italiane di calzature
Odakyu
ha aperto un proprio reparto calzature gestito dall’ufficio acquisti
interno, nell’ambito di una più vasta ristrutturazione
del negozio. Si tratta di uno spazio di circa 23 mq, che Odakyu spera
realizzi vendite per circa 15 milioni di yen nel restante periodo dell’anno.
Il reparto mira principalmente a una clientela di giovani donne lavoratrici.
Come anche Seibu a Shibuya, il magazzino anziché affidarsi a
distributori e chiedere loro di assumersi il rischio, acquista le marche
direttamente all’estero. È quindi una buona notizia per
le società di moda italiane che vogliono introdursi nei grandi
magazzini senza prima stipulare accordi di licenza. Quest’autunno
Odakyu ha presentato marche italiane come Baldain, Katey e Janet and
Janet. Si tratta di un totale di circa 200 articoli il cui prezzo varia
tra i 20.000 e i 30.000 yen. Nel complesso, le linee propongono capi
basic contemporanei che piacciono alle giovani donne lavoratrici giapponesi.
Per la prossima stagione, Odakyu introdurrà altre marche giapponesi
e straniere di cinture, borse e prodotti casual.
SOPRA
Sanki
Shoji si aggiudica altre marche Max Mara
Sanki
Shoji ha confermato che, dal prossimo anno, si occuperà della
distribuzione di Penny Black e Marella. Attualmente, la distribuzione
è affidata a una joint venture tra Toray Diplomode, una consociata
di Toray, Mitsui e Max Mara. Si tratta tuttavia di una situazione destinata
a cambiare. Sarà infatti Sanki Shoji, che già gestisce
altre linee Max Mara ed è un azionista di Max Mara Japan, a distribuire
la marca nei grandi magazzini e ad aprire negozi indipendenti. Non è
certo se il negozio bandiera Penny Black a Omotesando resterà
aperto. SOPRA
Le
giovani giapponesi in visibilio per i vecchi campioni del golf
Arnold Palmer, al pari di Stan Smith, Lacoste e altri anziani atleti,
sono i nuovi idoli delle giovani giapponesi, o almeno lo sono i loro
marchi e logo.
Distretti della moda come Harajuku, sono stati presi d’assalto
da giovani donne in cerca di abbigliamento sportivo nuovo e vintage
di ex nomi d’oro dello sport.
Renown spera che il vecchio Arnie riporti i conti in attivo, per la
prima volta dopo tredici anni.
Top Eight, produttore di abbigliamento e proprietario del marchio Aquascutum,
ha di recente lanciato un importante aggiornamento della sua linea su
licenza Arnold Palmer. Sicuramente, ha bisogno di un nuovo allineamento
per interrompere il ciclo di 12 anni consecutivi di conti in rosso.
Nell’ultimo anno finanziario, Renown ha registrato la sua dodicesima
perdita d’esercizio consolidata, che ha toccato 1,5 miliardi di
yen. Per arrestare l’emorragia di liquidi, la società si
è liberata delle divisioni non redditizie, ha lasciato i vecchi
uffici di Harajuku, ha costretto al pensionamento forzato circa 380
dipendenti e, infine, ha scaricato le divisioni con performance scadenti
alle società affiliate. Tuttavia, la ristrutturazione non servirà
a nulla se Renown non riuscire a proporre un prodotto allettante per
i consumatori. La nuova collezione Arnold Palmer è stata presentata
dalla società come uno dei marchi chiave che, nell’anno
in corso, riporteranno Renown ad avere degli utili.
Ai tempi in cui la sua carriera era sulla cresta dell’onda, negli
anni ’80, Arnold Palmer vendeva intorno ai 40-50 miliardi di yen
l’anno. Poi, la linea Arnold Palmer è rimasta invenduta
per anni nei retrobottega dei grandi magazzini e i golfisti di mezza
età se ne sono progressivamente distaccati, attenti a non cadere
in quell’esibizionismo consumistico man mano che i loro posti
di lavoro apparivano sempre meno sicuri.
Lo scorso anno, Renown non ha neppure incluso la marca nei suoi report
commerciali.
Renown non si è limitata a mirare a giocatori di golf più
giovani e più benestanti o, addirittura, alla nuova generazione
di golfiste donne che stanno suscitando tanta costernazione presso i
golf club tradizionali in tutta la nazione, ma al contrario, di fronte
alla sempre crescente domanda di stili ed etichette vintage dei principali
marchi sportivi, quali Adidas e Puma, Renown ha scritto un libro di
stile per la collezione Arnold Palmer, destinata a un caposaldo a prova
di recessione: le giovani donne lavoratrici.
Sebbene gli articoli siano stati aggiornati in modo sostanziale, Renown
ha saggiamente mantenuto il vecchio logo, creando un collegamento vintage
con la marca originale. Con il logo vintage su una nuova linea basic
di abbigliamento sportivo, Renown ha dato una svolta alla distribuzione,
tagliando i vecchi contratti di conto merce in deposito presso i grandi
magazzini e stipulando circa cinquanta nuovi contratti di conto vendita
con dettaglianti di moda indipendenti.
Una cosa sorprendente per un gruppo di abbigliamento di vecchio stampo
quale Renown, è che sono stati aperti anche un gruppo di negozi
gestiti direttamente, per creare una presenza del marchio. A Harajuku,
il negozio di 20 mq di Arnold Palmer Premium Store ha registrato vendite
per circa 30 milioni di yen il primo mese e altri negozi realizzano
mediamente 10 milioni di yen il mese.
Che il boom dell’abbigliamento sportivo vintage tenga abbastanza
a lungo da rappresentare un contributo sostanziale al recupero di Renown
è ancora da vedere. Tutto dipenderà dalla forza del marketing
delle primarie griffe sportive e dal capriccio dei giovani consumatori.
Tuttavia, nel breve termine, le vendite della linea dovrebbero portare
degli utili. Per quest’anno, Renown prevede di incassare dalle
vendite Arnold Palmer circa 1 miliardo di yen. SOPRA
Shimamura
continua, di soppiatto, la sua espansione
Rispetto alla sfrecciante lepre Fast Retailing, Shimamura è
una goffa tartaruga. La catena di 800 negozi aveva ancora molto lavoro
da fare in fatto di branding, merchandising e gestione della catena
di distribuzione. A sorpresa, tuttavia, la società continua a
espandere il numero e le dimensioni dei negozi, creando al tempo stesso
un sistema di distribuzione a rete, nuovo ed efficiente, che collega
i negozi alle fabbriche situate in Cina. Vi sono, inoltre, chiare indicazioni
che anche branding e merchandising siano a buon punto.
Shimamura si aspetta di mettere a segno vendite e utili interinali in
rialzo rispetto allo scorso anno e rispetto al budget. Le vendite della
prima metà dell’anno che si è concluso in agosto
prevedevano di raggiungere il picco di 124,7 miliardi di yen, il 7,5%
in più rispetto allo scorso anno e utili al lordo delle tasse
di 8,5 miliardi di yen, una crescita del 17,2%. Le vendite confrontate
per periodo sono previste in aumento del 2%.
La cifra potrebbe sembrare modesta, ma si tratta invece di un’impresa
notevole se si considera l’ambiente dei prezzi al dettaglio in
calo in questo settore del mercato dell’abbigliamento. La concorrenza
di GMS e il fattore Uniqlo hanno costretto tutti gli scontisti ad abbassare
i prezzi.
Diversi fattori hanno favorito il miglioramento delle vendite e degli
utili confrontati per periodo.
Anzitutto, il gruppo di negozi a catena ha introdotto collegamenti EDI
(Electronic Data Interchange) diretti con le fabbriche in Cina e la
sua vasta rete di vendita. La merce è raccolta dal produttore
in un magazzino centrale, imballata secondo i negozi di destinazione,
in modo che la spedizione possa avvenire direttamente dal porto nipponico
a uno dei cinque centri di distribuzione locali e, quindi, al negozio.
Come per Fast Retailing, anche il controllo della qualità e l’etichettatura
sono stati trasferiti in Cina. Grazie ai prezzi più bassi e a
questa nuova efficienza, i margini operativi lordi sono saliti dal 27,6%
al 29,5%. Anche le vendite e il management sono stati rivisti e si prevedono
riduzioni dei costi del 2%, che scenderanno al 19,5% entro l’anno.
In termini di vendite confrontate per periodo, Shimamura ha potuto avvantaggiarsi
della sensazione generale che i prezzi di abbigliamento discount cominciano
a toccare il fondo. Contestualmente, la società ha lavorato sulla
sua offerta merceologica, producendo una gamma di prodotti leggermente
più orientati alla moda. Anche il merchandising è stato
delegato a livello di negozio, consentendo al personale di scegliere
il layout secondo la tipologia di clientela, il format e le dimensioni
del punto vendita.
In termini di design, il cambiamento cruciale è stato l’espansione
di marchi propri, con accento sul plurale. Se da un lato Shimamura ha
imparato da Uniqlo e dal proprio marchio Avail, simile a Uniqlo, i vantaggi
di avere marchi propri dei negozi, è stato attento a non investire
in un’etichetta Shimamura. Attualmente, la società detiene
circa quattordici marchi di negozi, che rappresentano circa il 20% delle
vendite complessive. Ciò offre a Shimamura una flessibilità
maggiore rispetto a Uniqlo, che al momento lamenta un giro d’affari
limitato per la nuova merce. In una prospettiva di più lungo
termine, si prevede che Shimamura sostituirà tutte le marche
non-Shimamura con le proprie. I fornitori di lunga data saranno premiati
con contratti per forniture di prodotti di marchi di negozi, solo tuttavia
se saranno in grado di rispettare i prezzi. In effetti, la bilancia
del potere è in mano a Shimamura e non più ai grandi produttori
giapponesi di abbigliamento.
Fra i marchi di negozio, Shimamura si sta adoperando anche per introdurre
linee più alla moda e, in maniera analoga a altre primarie catene
di moda internazionali, ha introdotto un programma di osservazione delle
tendenze che interessa le principali capitali della moda. Il team addetto
agli acquisti, quasi al completo, si reca all’estero due volte
l’anno.
Fondamentale per le nuove linee di moda è stata l’attuazione
del sistema EDI di ordinazione diretta in Cina. La società non
deve più fare affidamento sulle fabbriche locali per consegne
in tempi brevi e può apportare cambiamenti alle nuove linee anche
a produzione avviata.
Shimamura ha anche un altro asso nella manica chiamato Avail. Lanciata
nel 1997, sin dal 1999 la catena ha registrato una rapida espansione
contribuendo per 100 miliardi di yen alle vendite per l’anno conclusosi
nel febbraio 2002. Attualmente, è una delle tre principali catene
di abbigliamento a crescita più rapida del paese e quella a crescita
più rapida del suo settore. La catena sta diventando una seria
minaccia per molti negozi Uniqlo situati fuori dei centri delle città.
Inoltre, si sta assistendo all’apertura di nuovi centri di abbigliamento
per bambini e multiformat per le famiglie.
Tutte queste attività sembrano funzionare. Per l’anno che
si concluderà nel febbraio 2003, Shimamura prevede vendite consolidate
in aumento del 10,3%, per complessivi 280 miliardi di yen e un incremento
eccezionale del 20,1% degli utili al lordo delle imposte, che si attesteranno
su 18 miliardi di yen.
La Zara del paese del Sol Levante? Forse non ancora e senza importanti
aggiornamenti al design dei negozi, al merchandising visivo e al marketing
del marchio, non per molto tempo. Shimamura non dispone del sistema
di stabilimenti altamente integrato che l’operatore di Zara, Inditex,
possiede a Cordoba. Tuttavia, con i sobborghi di Shanghai considerati,
sempre più, come una prefettura limitrofa e meno costosi da raggiungere
rispetto alle varie zone del Giappone, visti i prezzi dei voli interni,
Shimamura ha certo delle possibilità. Con l’espansione
della sua rete di negozi dalla zona centrale di Saitama, nel giro di
pochi anni potrebbe benissimo superare Fast Retailing.
SOPRA
Marui
Imai si rinnova. Prossima apertura, da parte di Five Foxes, di Comme
ca Theater, con una superficie di 3500 mq
Marui Imai già da tempo è in allerta per la prossima apertura
dei nuovi magazzini Daimaru, nel palazzo di fronte. Marui Imai è
ancora il grande magazzino più importante dell’Hokkaido
e, ormai, acquista spesso direttamente dall’Europa. Cinque miliardi
di yen di spese di ristrutturazione e un nuovo negozio d’ancoraggio
Comme Ca fanno parte della strategia di risposta.
Five Foxes è diventata famosa per avere aperto, lo scorso anno,
una serie di negozi Comme Ca di oltre 2.000 mq, che espongono prevalentemente
il suo marchio lifestyle, Comme Ca Ism. Il formato offre un’infinita
varietà di articoli, dall’abbigliamento agli oggetti per
la casa. In ottobre, la società ha deciso di lanciare un nuovo
formato chiamato Comme Ca Theater, che si differenzierà da Comme
Ca Ism per essere maggiormente incentrato sull’abbigliamento.
Il negozio sarà ubicato nel vecchio punto vendita Nagasakiya
a Sapporo, farà parte dell’ala meridionale dei grandi magazzini
Marui Imai e coprirà 3.500 mq, quasi metà dello spazio
totale.
L’apertura segue la ristrutturazione dell’edificio principale
di Marui Imai, che aprirà i battenti il 5 settembre. Il cambiamento
rilevante è costituito da una più netta divisione tra
target di consumo, con nuovi piani dedicati a quella che Marui Imai
chiama mezza età (45-54 anni), età matura (55-64), giovani
(19-24) e giovani adulti (25-29). Le aree riservate all’abbigliamento
donna, agli accessori e ai cosmetici sono state ampliate secondo un
orientamento analogo seguito nella maggior parte delle ristrutturazioni
dei grandi magazzini, nel corso dell’ultimo anno.
Nel nuovo annesso, oltre a Comme Ca, Marui Imai introdurrà marchi
della fortunatissima società di abbigliamento per bambini Narumiya
International, che fa affari d’oro con le sue marche per “bubble
junior”.
Tutto il nuovo lavoro, una volta completato, sarà costato a Marui
Imai circa 5 miliardi di yen. Marui Imai spera che le migliorie apportate
agli edifici gli consentano di competere con il nuovo negozio Daimaru
Sapporo, che aprirà nel marzo 2003. Il negozio Daimaru sarà
leggermente più grande, con 45.000 mq rispetto ai 44.000 di Marui
Imai, ma Marui Imai ha un vantaggio: una base di fedeli clientela locale.SOPRA
Damiani
crea una rete di negozi
Damiani ha fondato, due anni fa, una società giapponese.
Le vendite sono decuplicate dal primo anno di attività e la società
è in espansione.

Damiani ha aperto, per la prima volta, due anni fa a Ginza, un negozio
di oreficeria-gioielleria di alta gamma e i consumatori nipponici hanno
fatto ressa per entrare nel negozio. Da allora, la società affiliata
giapponese interamente controllata da Damiani ha aperto un negozio a
Osaka, oltre a 10 corner in grandi magazzini e specialty stores. Le
vendite in Giappone, pari a circa 2,5 miliardi di yen, rappresentano
solo il 5% circa del fatturato mondiale della società, ma Damiani
si augura di raddoppiare la cifra.
Dopo essersi costruito una solida base, Damiani si espanderà
con nuovi negozi indipendenti a Nagoya, Kyoto, Kobe e altre principali
città, nonché con maggiori concessioni nei grandi magazzini.
Inoltre, la società ha in programma di espandere il negozio di
Ginza e sta cercando una sede più grande.
Damiani dispone di un notevole vantaggio, ossia i suoi principali clienti,
fra i quali vi sono star di Hollywood come Brad Pitt e sua moglie, Jennifer
Aniston. La coppia ha chiesto a Damiani di creare i loro anelli di fidanzamento
e Damiani ha un contratto con Jennifer Aniston per una partecipazione
nella pubblicità della griffe in Giappone.
Per accedere al mercato dei più giovani, Damiani introdurrà
in autunno una linea più giovane che avrà prezzi inferiori
ai 100.000 yen e una distribuzione separata. SOPRA
La
rinascita di Egoist
Egoist Group prevede, per quest’anno, vendite intorno ai 7
miliardi di yen. Una bazzecola rispetto agli standard di gruppi come
Onward, World e Sanei, ma la società ha battuto tutti i concorrenti
come marchio più venduto durante il boom delle ko-gal (in giapponese,
“ko” significa piccolo/bambino e “gal” è
la traslitterazione della parola inglese “girl”) di due
anni fa. C’è stato un momento in cui il negozio 109, a
Shibuya, ha registrato vendite per oltre 100 milioni di yen il mese.
La maggior parte dei marchi che ha goduto di quel boom in Giappone ha,
di lì a poco, attraversato a un lungo periodo di stasi, ma non
Egoist. I nuovi marchi e il costante rinnovo della merce stanno a indicare
che questo è un gruppo di abbigliamento da tenere d’occhio,
un ottimo esempio di come una società di abbigliamento riesce
a resistere nel tempo.

Egoist ha iniziato come singolo rivenditore nel distretto tradizionale
della moda di Sendagaya. Costituita da Kazuya Kito nel 1995, la società
ha iniziato a importare griffe della moda francesi, britanniche e spagnole
per giovani donne, fungendo da grossista per i piccoli negozi indipendenti
di Shibuya e Shinjuku. Colpita dalla recessione a causa di scarse consegne
e utili da parte dei negozi, Kito ha iniziato a produrre simili prodotti
alla moda in Corea e a rivenderli ai negozi. Le vendite hanno registrato
un’impennata e la società è stata subito contattata
da Tokyu, che gli ha proposto l’apertura di un proprio negozio
nel famoso edificio Shibuya 109, centro moda e vera “Mecca”
per le giovani di età compresa tra i 14 e i 22 anni.
Inizialmente, non sembrava che Egoist avrebbe avuto successo. Proponendo
un mix di alcune griffe europee accanto al proprio prodotto, il posizionamento
di Egoist al quarto piano non agevolava l’affluenza, che all’epoca
era concentrata al pianterreno e al piano interrato, dove marchi come
Love Boat e Yellow Boots richiamavano le folle.
Ma quando il punto vendita Egoist ha ampliato la sua offerta di merce,
inserendo quella che Kito ha chiamato la moda in stile “sexy resort-kei”
(in altre parole minigonne e pantaloncini corti, top aderenti dai colori
vivaci e molti luccichii), le ko-gal, che allora facevano tendenza,
hanno iniziato ad abbandonare il piano interrato e a spostarsi al quarto
piano. Kito ha acquisito un volto nella persona di Yoko Morimoto per
gestire il negozio e consigliare gli stili, dando il via a quello che
è diventato il boom dei Carisma per quanto riguarda gli stilisti
dei negozi, che sono diventati popolari quanto gli idoli pop. Nell’arco
di nove mesi, la marca Egoist era diventata sinonimo del boom delle
ko-gal e il negozio aveva battuto tutti i record di vendite mensili,
spesso realizzando più di 200 milioni di yen il mese, nella stagione
estiva.
Oggi, Egoist è ancora presente all’interno di 109 ma si
trova anche in molti principali grandi magazzini sparsi in tutto il
Giappone. Vanta anche una buona presenza in Corea dove, a dire il vero,
ha un numero di negozi maggiore che in Giappone. Il trucco per Egoist,
tuttavia, è stato di trovare il modo di evitare il ciclo di boom
e stasi di cui cadono vittime tante giovani marche, sia a livello interno
sia internazionale. Attualmente, il punto vendita 109 principale di
Egoist si trova al 5° o 6° posto nella classifica delle vendite
del centro commerciale, non male ma non certo ai livelli di due anni
fa.
La differenza sta nel fatto che la società è di nuovo
in crescita. Lo scorso anno, Kito ha assunto nuovi stilisti per sviluppare
una linea di moda più all’avanguardia. Ha spostato nuovamente
la produzione dalla Cina alla Corea e al Giappone; una mossa che si
è rivelata fondamentale per la rinascita della griffe. Originariamente,
tutti i prodotti Egoist erano fabbricati in Corea e spediti settimanalmente,
con un tempo di attesa di tre settimane dal momento della progettazione
a quello della spedizione. È stato questo sistema di risposta
rapida alle tendenze odierne a rappresentare il successo della società.
Nonostante i costi di produzione leggermente superiori, la società
è riuscita a compensare il margine vendendo in grandi quantità
il prodotto più richiesto. Ora con il ritorno della produzione
in Corea e, in parte, in Giappone, la società è, ancora
una volta, in grado di cavalcare le mode.
Di conseguenza, le vendite, confrontate per periodo, sono aumentate
del 15% nell’anno che si è concluso in agosto e Egoist
è, di nuovo, il negozio al primo posto della classifica nella
maggior parte degli edifici commerciali della moda in cui è presente.
Nel mese di marzo, il negozio 109 ha registrato un incremento delle
vendite del 30%, totalizzando nel mese 60 milioni di yen. Nell’arco
del prossimo anno, Egoist aggiungerà altri quattro negozi agli
11 esistenti, gestiti direttamente e in franchising, in Giappone. Egoist
punterà inoltre al mercato delle donne lavoratrici sui 22-23
anni di età, dopo la fortunata apertura, in marzo, di un negozio
di 100 mq a Yokohama.
In febbraio, Egoist ha lanciato un nuovo marchio, Duras, presente a
Shibuya 109, e per il quale prevede vendite per 500 milioni di yen nel
corso del primo anno e di 1 miliardo di yen, compresa la vendita all’ingrosso.
Come gruppo, Egoist si prefissa di raggiungere, quest’anno, 7
miliardi di yen di fatturato, un rialzo del 20% con un margine di utile,
al lordo delle imposte, di circa il 20%. Un'altra marca di grido, Zodiac
dovrebbe contribuire quest’anno per circa 2 miliardi di yen, Egoist
per 3 miliardi di yen mentre un altro miliardo dovrebbe essere realizzato
da Precision, la marca per il settore all’ingrosso. SOPRA
World
espande le attività di collaborazione
Lo
scorso mese, World ha lanciato una nuova catena SPA (Specialty store
retailer of Private Apparel, dettaglianti specializzati in abbigliamento
per privati) di lingerie in collaborazione con l’importante produttore
di biancheria intima, Wacoal. Usando la propria abilità ed esperienza
nello sviluppo di diverse catene SPA di successo, la società
utilizza le sue collaborazioni per sviluppare rapidamente catene al
dettaglio in nuove categorie di moda, confermando la propria posizione
come uno dei principali gruppi SPA. Una possibilità per gli stilisti
italiani di collaborare con World e aprire una catena di negozi a livello
nazionale?

Nell’anno conclusosi a marzo 2002, World ha messo a segno uno
dei migliori risultati mai conseguiti. Le vendite non consolidate hanno
registrato un più 6,6%, attestandosi a 258 miliardi di yen, l’utile
di esercizio ha segnato un più 19,6%, portandosi a 15,5 miliardi
di yen e l’utile al lordo delle imposte ha registrato un rialzo
del 19,3%, salendo a 13,4 miliardi di yen. Tuttavia queste cifre, sebbene
utili di per sé, non fanno giustizia alle operazioni al dettaglio
di World. World è un gruppo diversificato con un numero di aziende
all’ingrosso con consolidata esperienza, fra cui la sua originale
attività nella vendita all’ingrosso del tessile. La divisione
della vendita al dettaglio che rappresenta oggi l’obiettivo cui
punta World, ha registrato un aumento delle vendite del 12,5%, realizzando
147 miliardi di yen. Questo risultato riguarda tutte le principali marche
SPA, ma non comprende le marche basate sul conto deposito come Cordier,
anche se World sta gradualmente convertendo queste ultime in concessioni
e in quelli che definisce negozi SPA virtuali, nei prossimi anni. Nel
corso dell’anno, World ha aperto 222 negozi e ne ha chiusi 131,
concludendo l’anno con 862 negozi al suo attivo.
Oltre al successo delle catene SPA di società come Ozoc e Untitled,
World è stata impegnata a creare iniziative in collaborazione
per battere concorrenti come Onward, Sanei e Five Foxes. Ha tentato
associazioni con altri grossi produttori, piccoli e grandi stilisti
e sta acquistando i diritti di nuovi negozi di successo.
La sua forma di partnership meno riuscita è stata quella con
gli altri produttori e le grandi aziende. In marzo, World ha lanciato
un nuovo negozio chiamato Typeface, un concetto mirato ai centri commerciali,
che offre abbigliamento base di moda a prezzi ragionevoli, destinato
a una clientela di trentenni e ai loro figli. La catena di negozi è
gestita da World CP, una joint venture con Crossplus, ditta specializzata
nella produzione di abbigliamento a costi contenuti. Tuttavia, dopo
l’apertura di 11 negozi, oggi, ne rimangono solo 3. World si è
concentrata sulla sua marca a basso prezzo, Hush Hush, che attualmente
conta più di 30 punti vendita.
Negli ultimi mesi del 2000, World ha concluso una partnership con Simree,
l’azienda di ordini per corrispondenza, al fine di creare una
nuova attività di vendita per corrispondenza per alcuni suoi
marchi. Nell’arco di un anno, la società ha chiuso i battenti,
mentre Simree ha aperto un negozio con Fast Retailing.
World ha cercato attivamente stilisti e negozi moda promettenti, offrendo
loro la possibilità di sviluppare una catena di negozi a livello
nazionale (e in futuro a livello asiatico), avvalendosi delle loro capacità
stilistiche e delle capacità di SPA di World. Nel luglio dello
scorso anno, World e il rinomato stilista Keita Maruyama hanno creato
Knowledge International in cui World detiene una partecipazione del
59% e che gestisce la marca Keita Maruyama. Quest’anno, World
ha rilevato i diritti dello stilista Kyoichi Fujita e ha aperto 2 negozi,
mentre un terzo sarà inaugurato in autunno. Sempre quest’anno,
World ha acquistato Minimum e la fortunata boutique in stile sud-est
asiatico Cocue e ha in programma, per entrambe, la trasformazione in
stile SPA, il prossimo anno. Nel mese di ottobre, World rileverà
anche il 100% di AT, la marca ideata da Atsuro Tayama, che assieme alla
collezione propria dello stilista possiede già 52 punti vendita
in Giappone, che realizzano entrate per 5 miliardi di yen.
World è stata anche uno dei più attivi partecipanti a
contribuire allo sviluppo di marchi propri da parte dei grandi magazzini.
Nel 2000, World ha sviluppato quello che chiama il sistema della “società
virtuale”. Di fatto, ciò significa che il processo dalla
produzione alla vendita è gestito dalle due società senza
la costituzione effettiva di una società mista. Invece, World
non fa altro che dividere gli utili con il grande magazzino. Fra gli
esempi, c’è Tuning, una marca sviluppata con Seibu che
ora possiede 11 “shop-in-shop” all’nterno di Seibu
e di Sogo.
Riguardo ai grandi magazzini regionali, World ha trovato il modo di
inserire le marche nei negozi senza dover investire nei negozi stessi.
World fornisce ai negozi il design del formato e il prodotto e si assume
gli eventuali rischi, mentre il grande magazzino gestisce i punti vendita.
Questo sistema, assomiglia in parte al sistema del conto deposito, ma
se ne differenza giacché le due parti si dividono gli utili dell’attività,
ma non le vendite. Ciò significa che le parti sono motivate a
vendere, un fattore del tutto mancante nel sistema del conto deposito.SOPRA
Ampliamento
del 70% per il reparto cosmetici di Sogo Yokohama
La riapertura, in febbraio, di Sogo Yokohama ha ricevuto un’ottima
accoglienza sia dalla stampa sia dai consumatori. È stato, in
particolare, il piano riservato ai prodotti di bellezza, con il suo
mix di rinomate marche internazionali e centri di servizi che offrivano
di tutto, dai trattamenti di bellezza ai salottini di rilassamento,
alcuni gratuiti, ad attirare una folla di giovani lavoratrici del “dopo
le 17” a Yokohama e nelle zone limitrofe. A partire da febbraio,
Sogo Yokohama ha registrato un aumento delle vendite del 60-70%; lo
straordinario aumento dell’attività è attribuibile
alla frequenza degli acquisti da parte di medesimi clienti ritornati
due o tre volte nel corso della primavera e dell’estate, anche
se un elemento coadiuvante è stato l’ampliamento della
superficie dell’area espositiva a 2.300 mq. La proposta di “retailtainement”
del piano ha contribuito a rendere il negozio un luogo d’incontro
privilegiato, soprattutto grazie alla presenza di sette “cabine
di maquillage” gratuite. Un notevole richiamo è esercitato
anche dalle sedute da 15 minuti nei saloni di bellezza per sessioni
di trucco su prenotazione, a 1.500 yen. Un altro punto vendita piuttosto
frequentato è Cosmeexpress, che classifica le marche di cosmetici
secondo i voti assegnati dai clienti, anche attraverso internet. La
merce è aggiornata mensilmente con l’offerta di marche
raramente reperibili in altri grandi magazzini. SOPRA
Lancel
apre un flagship store nella Ginza
Lo scorso mese, Richemont Japan ha aperto a Ginza un nuovo importante
negozio bandiera per la marca Lancel. Il nuovo punto vendita, di 300
mq, porta a 9 il numero totale di negozi gestiti direttamente, in Giappone.
L’ampia dimensione ha consentito a Richemont di commercializzare
alcune delle valigie Lancel di formato più grande e di aumentare
l’offerta di accessori da uomo. Il negozio espone inoltre alcuni
prodotti a edizione limitata, che in Giappone vanno sempre per la maggiore.
SOPRA
Lanciata
la linea dei prodotti di bellezza Giorgio Armani
La fine di agosto ha visto il tanto atteso lancio della gamma di cosmetici
Giorgio Armani. Prodotta e distribuita da Nihon L’Oreal, la nuova
collezione sarà venduta nel corso dell’anno in 3 principali
grandi magazzini, fra cui Isetan Shinjuku, e altri 2 negozi si aggiungeranno
il prossimo anno. Per mantenere la linea sempre nuova, Nihon L’Oreal,
mensilmente, prevede di introdurre nuovi colori e prodotti e di inserire
una serie di eventi di marketing all’interno del negozio.
La società pronostica vendite per circa 500 milioni di yen nel
corso del primo anno di attività. SOPRA
Chiusure
di negozi Mycal
I
piani di ristrutturazione per Mycal si sono fatti più chiari
da quando Aeon si occupa del rinnovo. Mycal era il quarto maggiore dettagliante,
fino al fallimento della società lo scorso settembre. Alla fine
di luglio, Mycal ha annunciato che avrebbe continuato le attività
in 110 negozi, chiudendone una trentina nel corso dei 12 mesi successivi
(cfr. grafico). I piani originali prevedevano la chiusura di 50 negozi,
ma gli organi di stampa parlano invece di generose riduzioni sull’affitto
che proprietari comprensivi hanno concesso a molti negozi. Con Aeon
al timone, i proprietari sono incoraggiati a pensare che alcuni negozi
Mycal possono avere un futuro e preferiscono così mantenerli
aperti, anziché ritrovarsi con negozi vuoti che non riuscirebbero
a vendere. Di conseguenza, sempre stando a quanto affermato dai giornali,
Aeon ha negoziato riduzioni di affitto per circa 6,5 miliardi di yen
annui ed è, quindi, sulla buona strada del suo obiettivo iniziale
di un taglio di 9 miliardi di yen sui costi di affitto e di proprietà.
Nel 2002, circa 19 negozi Mycal chiuderanno, mentre la maggior parte
sarà già chiusa nel momento in cui leggerete questo articolo.
Altri 10 negozi cesseranno l’attività entro il febbraio
2003, compresi 6 negozi non ancora completati. Dei 23 punti vendita,
7 hanno una superficie di oltre 10.000 mq, ed uno di questi, Otaru Vivre,
è un vero colosso di 40.000 mq, ma l’apertura di un così
enorme complesso in una cittadina di provincia è apparsa discutibile
sin dagli inizi.
È interessante rilevare che il rappresentante di Aeon, Keiichi
Emoto, ha annunciato che Mycal non avrebbe adottato uno schema di licenziamento
volontario, poiché i negozi che chiuderanno sono stati in numero
minore del previsto. Supponiamo, pertanto, che ciò significhi
che i dipendenti che, a breve termine, intendevano lasciare il lavoro
lo abbiano già fatto, e che molti dipendenti maschi possono tirare
un sospiro di sollievo, almeno per l’esercizio finanziario corrente.
SOPRA
Mitsui Bussan crea Costume Nationale
Mitsui Bussan e Costume Nationale, la marca di moda con sede a Milano,
hanno annunciato la costituzione di una nuova joint venture, CNJ. Mitsui
detiene il 67% della nuova società e Costume Nationale il 33%.
La nuova società mista sostituisce l'ex società Costume
Nationale Japan, di cui ha assorbito tutte le attività. Il nuovo
accordo prevede, da parte di CNJ, la chiusura entro un anno del negozio
di 200 mq a Aoyama e la costruzione di un nuovo punto vendita in una
località simile, ma con una superficie doppia. Uno dei motivi
è garantire spazio per una linea di calzature e accessori, che
sarà presente anche in nuovi corner dei grandi magazzini. CNJ
ritiene che calzature e accessori saranno uno dei principali motori
trainanti della nuova crescita che porterà un incremento delle
vendite dall’attuale 10% a circa il 30%. Un secondo flagship sarà
aperto a Osaka all’incirca nello stesso periodo.
Contestualmente, saranno riesaminati gli attuali account dei grandi
magazzini. Gran parte degli account dei 5 grandi magazzini sono attualmente
ubicati sullo stesso piano delle marche griffate, ma in futuro con molta
probabilità saranno spostati nelle aree “Tokusen”
e inoltre saranno aperte altre concessioni. Nel complesso, entro un
anno dovrebbero essere operativi circa 10 punti vendita e, entro tre
anni, CNJ prevede di raggiungere un fatturato totale di 3,2 miliardi
di yen dai 2,2 miliardi dell’anno conclusosi a fine febbraio 2002.
SOPRA
Mitsui Real Estate apre il palazzo
della moda Namiki Dori
Il 31 agosto si è assistito all’apertura di un nuovo palazzo
della moda nella famosa Namiki Dori a Ginza. Di proprietà di
Mitsui Real Estate, il complesso di 4.160 mq di superficie di vendita
è stato affittato quasi per intero da Sazaby, una catena che
spazia dai bar alla vendita al dettaglio di abbigliamento, e che è
socia nella joint venture di Starbucks e Agnes B. Con il nuovo centro,
la rete di 353 negozi di Sazaby (escluso Starbucks) si arricchirà
di undici piani.
Il palazzo di dieci piani espone alcune delle marche moda e lifestyle
di Sazaby che vanno per la maggiore, nonché un bar e un salone
di bellezza. Agnes B, che negli ultimi anni ha avuto delle difficoltà,
non è presente. I primi quattro piani, compreso l’interrato,
sono riservati alla marca Afternoon Tea, che comprende un ristorante,
una pasticceria, un reparto di abbigliamento femminile e di articoli
per interni. Il quarto piano contiene il nuovo concetto di beauty salon
introdotto da Sazaby lo scorso anno, Taacoba, che offre servizi di bellezza
e “curativi”, quali massaggi e consigli per la salute. Questo
è collegato a una scuola di nail art gestita da Taacoba, che
si trova al nono piano.
Uno dei negozi più interessanti è un nuovo franchising
rilevato dall’attivissimo gruppo Sazaby, Jane Packer. Si tratta
di un concetto di negozio di fiori, creato inizialmente nel 1981 da
Jane Packer a Londra. Negli ultimi anni, sono stati aperti negozi Jane
Packer nei principali grandi magazzini londinesi quali Selfridges e
anche all’interno del negozio Conran a New York. Oggi il negozio
è visto come una, se non l’unica, fioreria griffata e tutto
sta a indicare che riscuoterà, anche in Giappone, notevole successo.
Al decimo piano del palazzo di Namiki Dori è stata anche aperta
una scuola di floricoltura Jane Packer. SOPRA
Il
prossimo mese debutto delle collezioni Adidas e Yohji
L’annunciato progetto di collaborazione tra Adidas e Yohji Yamamoto
debutterà con la prima collezione il mese prossimo e sarà
esposta nei negozi la prossima primavera. Adidas e Yohji Yamamoto hanno
iniziato la loro collaborazione l’autunno scorso con la collezione
disegnata per Adidas dallo stilista. La nuova collezione tuttavia comprenderà
anche abbigliamento, accessori e calzature. Sarà venduta al dettaglio,
a livello globale, presso i principali negozi della moda con almeno
100 account in Europa e negli Stati Uniti, durante la prima stagione.
SOPRA
Tre negozi in più per Max
& Co
Max & Co Japan ha annunciato, per l’autunno, l’apertura
di altri 3 negozi dopo la risposta positiva alla ristrutturazione del
negozio di Omotesando all’inizio dell’anno. Anche i negozi
già esistenti trarranno vantaggio dalla ristrutturazione e alcune
aree dei grandi magazzini saranno convertite in concessioni, con un
investimento complessivo di circa 300 milioni di yen. I nuovi negozi
porteranno a 33 il numero totale dei punti vendita Max & Co, ma
la società spera di avere 40 negozi attivi entro due anni. Oltre
ai nuovi punti vendita, Max & Co consentirà ai propri clienti
di selezionare da sé circa il 20% della merce anziché
fare affidamento sull’ufficio acquisti centrale, nella speranza
di rispondere meglio alla domanda locale e di dare ai direttori dei
negozi maggiori responsabilità.
Grazie ai cambiamenti e ai nuovi negozi, Max & Co prevede un aumento
delle vendite del 10% per questa stagione. SOPRA
Sanyo amplia la gamma dell’offerta
uomo di Burberry. Importazioni in aumento
Sebbene Burberry abbia, di recente, assistito a un revival in altri
mercati, in Giappone è riuscita a attingere a mercati diversi
da quello tradizionale, che rappresentava il sostegno principale del
marchio. Oltre a Burberry Blue Label che ha riscosso un buon successo
presso le giovani giapponesi, Sanyo Shokai, il licenziatario principale,
ha lanciato il marchio Burberry Black Label rivolto ai giovani uomini
in carriera. Ora che la direzione del merchandising presso la sede centrale
di Burberry è stata aggiornata, Sanyo si trova finalmente nella
posizione di aumentare il livello dei prodotti importati. Per festeggiare,
la società aprirà 3 concessioni durante i prossimi mesi
e molta della merce sarà importata. Forse per la prima volta,
tutti gli articoli di accessori saranno costituiti solamente da merce
di importazione. SOPRA
Benetton
aumenta il numero di mega store

Benetton Japan, l’affiliata interamente controllata del colosso
della moda italiano, ha annunciato l’apertura di altri mega store
in Giappone. La società vanta già 5 mega store nel paese,
ma prevede di arrivare a 9 entro la fine dell’anno. I prossimi
punti vendita apriranno a Kyoto, Shinjuku e in Hokkaido, a Sapporo.
Lo store di Kyoto aprirà questo mese e avrà una superficie
di 1.100 mq. Il negozio di Shinjuku sarà ubicato vicino all’uscita
est del complesso commerciale di JR (Japan Railways) East, in precedenza
occupato dalla filiale di una banca, aprirà in ottobre e avrà
una superficie di 890 mq. Lo store di Sapporo, che aprirà alla
fine di ottobre, più piccolo con circa 600 mq, sarà situato
nel complesso della stazione JR. Un altro negozio aprirà i battenti
a Osaka la primavera prossima, portando a 2 il numero di mega store
nella città, e coprirà una superficie di vendita di circa
1.500 mq. In occasione di una recente conferenza stampa, la società
ha annunciato i propri progetti di avere 20 mega store operativi in
Giappone entro il 2004. Benetton ha inoltre affermato che, rispetto
al passato, il Giappone è diventato un mercato di ordinaria amministrazione
e che sta diventando più facile trovare buone posizioni per la
vendita al dettaglio.
Per la marca italiana si prospetta certo un avvenire entusiasmante.
SOPRA
United Arrows in crescita del 34,9%
United Arrows, la catena di select shop della moda a maggiore crescita,
ha registrato un ottimo trimestre tra aprile e giugno. Le vendite sono
aumentate del 34,9%, arrivando a 7,5 miliardi di yen e anche le vendite
confrontate per periodo hanno registrato un rialzo del 27,5%, in prevalenza
dovuto a un aumento di affluenza. In precedenza, la crescita delle vendite
era in gran parte dovuta al concetto, relativamente nuovo, di negozio
per famiglia, Green Label Relaxing, ma in questo trimestre i migliori
risultati sono stati ottenuti dalla catena principale, United Arrows,
che ha segnato un più 24%. Green Label Relaxing ha registrato
un incremento del 18,6% mentre Chrome Hearts, il negozio di gioielli
in argento, ha incassato un +6%. Se United Arrows riuscirà a
mantenere lo stesso livello di crescita delle vendite, quest’anno
supererà Beams come più grande catena di select shop,
ma con la metà di punti vendita, anche se molti di formato più
grande rispetto a Beams. SOPRA
Filanto si fa avanti
Filanto, il più grande produttore italiano di calzature in pelle
per marche come Clark’s e Timberland, ha annunciato l’apertura
di una propria sede in Giappone. Anziché ricorrere a una società
commerciale, Filanto ha in programma di commercializzare direttamente
ai principali grossisti e dettaglianti nipponici offrendo i suoi servizi
di produzione di calzature.
SOPRA
Sanyo
espande l’attività di Nick Ashley
Sanyo Shokai, il licenziatario di Burberry, Scotch House e primario
gruppo di abbigliamento, ha annunciato il programma di espansione del
marchio britannico Nick Ashley, nella stagione autunnale ormai alle
porte. Oltre ai negozi già presenti a Tokyo e Kumamoto in Kyushu,
Sanyo ha aperto altri 3 negozi, 2 a Tokyo e 1 a Nagoya. Il marchio è
stato introdotto, per la prima volta, alcuni anni fa prima di entrare
a far parte di Sanyo nell’autunno del 2000. Quest’anno,
Sanyo presenterà una gamma di nuovi accessori per rispondere
alla sempre crescente domanda dei giovani consumatori. I prodotti non
di abbigliamento costituiranno circa il 20% dell’offerta merceologica.
SOPRA
Il marchio Roppongi Hills si allinea
È prossima l’apertura del Roppongi Hills, centro commerciale
di 40.000 mq riservato alla vendita al dettaglio, con 120 negozi, 60
punti di ristoro e 20 centri di servizi. Stando a quanto dichiarato
da Mori Estates, la società costruttrice, più di 60 dei
200 negozi saranno di marchi internazionali. Fra gli affittuari, ci
saranno Coach, il marchio italiano leader nel settore del cashmere,
Loro Piana, Hugo Boss, la ditta francese di cristalleria di lusso Baccarat,
Christian Lacroix gestito però da Sankyo Seiko e, infine, il
distributore di Lacroix, Leonard, altro marchio gestito da Sankyo Seiko.
SOPRA
Sankyo Seiko amplia i negozi Christian
Lacroix
Nel luglio 2001, grazie a un accordo di distribuzione con LVMH, Sankyo
aveva aperto un negozio Christian Lacroix a Daikanyama. Da allora, Sankyo
ha aperto 3 negozi principali, 16 concessioni e punti vendita all’ingrosso
per 50 negozi specializzati in tutto il paese. Sankyo afferma che, adesso,
si concentrerà sull’apertura di altre concessioni dalle
dimensioni di 20-30 mq nei grandi magazzini. SOPRA
I love Brand Love
Il quotidiano del tessile/abbigliamento Nihon Sen-i Shinbun ha lanciato
un sito di notizie sulla moda i-mode chiamato Brand Love e destinato,
secondo la rivista, a fornire le ultime informazioni sulle griffe straniere
famose. Fra le marche interessate: Louis Vuitton, Hermes, Gucci, Prada,
Chanel, Fendi, Christian Dior, Bvlgari, Piaget, Guerlain, Lancôme,
Bobbi Brown e altre ancora. Il target del servizio, non c’è
da stupirsene, sono le ventenni e trentenni. Oltre alle informazioni
sui marchi, il sito offre servizi come lezioni di trucco da Bobbi Brown
e consulenza sullo styling da Sony Plaza. Non mancano consigli su cosa
indossare, su come abbinare gli abiti, rapporti sulle tendenze e interviste,
nonché elenchi di negozi. SOPRA
Lapine produrrà la nuova generazione
di abbigliamento formale con licenza Lancetti
Lapine produrrà e venderà, dalla primavera/estate del
prossimo anno, la linea di abbigliamento formale "Lancetti Ceremonia",
con licenza italiana.
Le vendite, che saranno effettuate in prevalenza presso i grandi magazzini
ma anche presso negozi specializzati, sono previste intorno ai 200 milioni
di yen al dettaglio nel corso del primo anno di attività.
Lapine possiede la propria marca di abbigliamento formale in nero "Lapine
Formal." Ma la sua clientela sta crescendo di età e sta
sollecitando la società a sviluppare nuovi marchi.
Il nuovo marchio è rivolto prevalentemente alle quarantenni e
sebbene sia pensato come nero formale, si basa su un nuovo concetto
contraddistinto da creazioni che vengono direttamente dalla "scena
della cerimonia."
Il colore non è soltanto il nero ma comprende anche il grigio
e il blu. I design che rappresentano un distacco dal nero formale tradizionale
possono essere indossati con accessori alle feste e in altre diverse
occasioni di vita sociale. SOPRA
Pratiche commerciali in Giappone
Presentiamo qui una sintesi dello stato attuale dei contratti tra
fornitori e dettaglianti. Gli esportatori devono rendersi conto che
i grandi magazzini giapponesi diventano sempre più sofisticati
e cominciano a trovare più facile acquistare direttamente. Tuttavia,
alcune tradizioni sono dure a morire.
I maggiori dettaglianti preferiscono prezzi di acquisto più bassi
rispetto al diritto di restituire i prodotti invenduti. Ciononostante,
le vendite a prezzi ribassati in Giappone sono ancora una rarità,
poiché grossisti e produttori continuano a limitare ogni forma
di vendita al dettaglio inferiore ai prezzi all’ingrosso, per
quanto illecito ciò possa tecnicamente sembrare. In maniera analoga,
le vendite su commissione sono diventate più rare, malgrado,
anche qui, molti grandi magazzini tendano a utilizzare questa vecchia
pratica per alcuni comparti merceologici. Contestualmente, circa il
60-70% di tutto il personale addetto alle vendite dei grandi magazzini
è, tuttora, assunto e stipendiato dai fornitori in base a rapporti
di concessione o di commissione, ma in altri settori, come ad esempio
la rivendita di prodotti elettrici, è diventato meno frequente
trovare addetti alla vendita assegnati d’ufficio, e la maggior
parte dei commessi sono dettaglianti professionisti.
Da una recente inchiesta Nikkei è emerso che le società
stanno facendo sempre maggiori sforzi per ridurre gli utili del prodotto
e per fare a meno dell’affidamento sugli incentivi finanziari
di prefornitura, ma dalla stessa inchiesta risulta anche che il 74,4%
delle società continua a restituire almeno una parte del prodotto,
quando questo non tira. Nel complesso, il 43,8% dei 1.000 dettaglianti
intervistati ha affermato di avere registrato, lo scorso anno, una contrazione
degli utili cifra, che risulta assai più elevata se riferita
ai grandi magazzini (51,0%). In questo contesto, sono sempre più
apprezzati sia dai fornitori sia dai dettaglianti maggiori sforzi riguardo
alle previsioni di vendita, per avere l’esatto volume di prodotto
al momento giusto.
Molto apprezzato è l’orientamento verso l’elaborazione
effettiva di contratti di fornitura, un’iniziativa attesa da tempo.
La Japan Department Store Association e la Japan Apparel Manufacturers
Association, lo scorso anno, si sono riunite per elaborare linee guida
contrattuali per corrette procedure di acquisto e smaltimento della
merce. La cosa sorprendente è che l’iniziativa sia avvenuta
solo ora, in quanto si tratta di una mossa ufficiale che avrebbe potuto
favorire i grandi magazzini, in un qualsiasi momento, nel corso degli
ultimi dodici anni.
Nell’autunno del 2001, Isetan ha sottoscritto, per la prima volta,
contratti per quantitativi di consegna di merce e procedure di smaltimento
con cinque fornitori di abbigliamento. Isetan, attualmente, si sta anche
attivando per estendere tale iniziativa ad altri comparti merceologici
e, in primavera, ha stipulato contratti con otto produttori di borse.
Anche Takashimaya ha siglato un contratto con il primario fornitore
di abbigliamento Onward Kashiyama, indicando chiaramente il volume minimo
di vendita atteso dalla catena e come procedere qualora la merce rimanga
invenduta. A nostro parere, gli articoli continueranno a essere restituiti
a Onward, ma per la prima volta ciò avverrà, quanto meno,
sulla base di clausole contrattuali.
Wal-Mart, secondo il Nikkei, sostiene che non accetterebbe mai incentivi
pecuniari dei fornitori per vendere il prodotto, e alcune società
nipponiche cominciano a pensarla allo stesso modo. Il 17,4% degli intervistati
da Nikkei hanno affermato di aver ridotto la ricezione degli incentivi,
nel corso dell’ultimo anno. Pagamenti, come le quote d’ingresso,
sono tuttavia una forte tentazione anche per i dettaglianti più
grandi, e la mancanza di trasparenza contrattuale sta a indicare che
non sono poche le società che ricevono pagamenti sostenuti in
cambio di uno spazio garantito in negozio.
La situazione è analoga per gli sconti. Gli sconti in Giappone
sono negoziati caso per caso e molto peso è dato alla parola
di singoli acquirenti e direttori commerciali.
Anche per questo, nella maggioranza dei casi, non esistono accordi scritti,
ma piuttosto la garanzia da parte del venditore in cambio di ordini
ingenti, una pratica che ha portato ad acquisti eccessivi in alcuni
settori.
Queste modalità persistono, ma i produttori ben presto si renderanno
conto che con il potere oggi nelle mani dei grandi dettaglianti, molte
di queste abitudini di controllo del canale possono ritorcersi contro
di loro. I produttori, sempre di più, si trovano costretti ad
accettare i prodotti resi, a fornire incentivi e ad aumentare gli sconti,
mentre hanno poco controllo sulla determinazione del prezzo che, in
origine quelle stesse pratiche imponevano.
Nei prossimi anni, molti produttori e gruppi di pressione faranno il
possibile per liberarsi, una volta per tutte, delle pratiche meno trasparenti.
Se non altro, i produttori si adopereranno per recuperare potere nei
canali della distribuzione al fine di combattere i grandi dettaglianti
e, al tempo stesso, collaborare con loro. SOPRA