Settembre2006

 

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Dati

 

Ice Moda

29ª edizione di Moda Italia

Dal 24 al 26 luglio a Tokyo, presso l'Hotel Okura, e dal 27 al 28 ad Osaka, presso l'Hilton ha avuto luogo la 29ª edizione di Moda Italia, la mostra autonoma organizzata semestralmente dall'ICE nel corso della quale un cospicuo numero di aziende italiane di abbigliamento ed articoli in pelle ha presentato le proprie collezioni create per la stagione P/E 2007.

Si e' trattato di un'edizione nuova, in quanto per la prima volta e' stata presente anche una sezione dedicata alla calzatura. Grazie anche alla collaborazione con ANCI (l'Associazione Nazionale Calzaturifici Italiani) e' stato infatti possibile far confluire all'interno di Moda Italia un gruppo di 22 aziende calzaturiere che hanno presentato in Giappone, in anteprima, le collezioni primavera/estate 2007.

In tal modo e' stata offerta, all'interno della stessa mostra, una rassegna di tutto cio' che "veste" la persona: abbigliamento esterno, intimo, accessorio, calzatura.

Hanno preso parte alla mostra 111 espositori, 57 dei quali per i settori abbigliamento, maglieria, abbigliamento in pelle, 32 per il settore pelletteria e 22 quelle per la calzatura.

Gli espositori che hanno partecipato per la prima volta allaModaItalia mostra sono stati 12. Dalle aziende italiane del settore, infatti, "Moda Italia" e' considerata la piu' importante mostra di moda italiana in Giappone, sia dal punto di vista qualitativo che quantitativo e rappresenta, inoltre, l'occasione per incontrare i principali operatori giapponesi e giornalisti specializzati che ogni anno intervengono numerosi.

I visitatori di questa edizione sono stati in totale 3.765: 2.567 visitatori in rappresentanza di 1.454 ditte a Tokyo, e 1.198 visitatori in rappresentanza di 696 ditte a Osaka). Risulta evidente un aumento rispetto all'edizione di luglio dell'anno scorso, nella quale erano stati registrati in totale 3.345 visitatori: 2.230 visitatori in rappresentanza di 1.333 ditte a Tokyo, e 1.115 visitatori in rappresentanza di 661 ditte a Osaka. L'aumento rispecchia un miglioramento generale dell'economia giapponese, che molti espositori hanno potuto riscontrare in un aumento degli ordini. Anche la partecipazione straordinaria a questa edizione di 22 calzaturifici, ha avuto certamente la sua importanza.

Alla conferenza stampa che ha avuto luogo nella giornata inagurale della manifestazione, dopo una breve panoramica sulla situazione attuale del settore di Paolo Quattrocchi, Vice Direttore dell'ufficio Ice di Tokyo, sono intervenuti il nuovo primo segretario dell'Ufficio Commerciale dell'Ambasciata d'Italia, Elena Sgarbi, che ha rimarcato che "il pubblico giapponese e' tra i piu' raffinati del mondo e che il Giappone rappresenta per l'Italia un mercato d'eccezione" e la giornalista di Fashion - Il Settimanale Italiano della Moda, Elisabetta Campana, che ha presentato le tendenze per la prossima stagione agli oltre 40 giornalisti intervenuti.

Nel suo intervento la giornalista, ha parlato delle principali tendenze emerse nel corso delle sfilate uomo tenutesi a Milano a giugno, in gran parte ispirate al confort e al relax. Grande influenza ha avuto sulle collezioni la vittoria della coppa mondiale di calcio ed in molte e' stato evidente lo stampo sportivo. Molti marchi hanno proposto accoppiamenti audaci tra bermuda dalle tinte decise e camicie classiche, a righe o azzurre, o giacche formali. Per le calzature, in primo piano le sneakers, di ogni materiale, colore e forma. In alternativa i sandali "francescani" o le scarpe classiche di buona fattura. Accessorio indispensabile per l'uomo, il borsone o la tracolla, spesso in pellame pregiatissimo. Nuovi gli accoppiamenti tra materiali lucidi, utilizzati per esempio in pantaloni e giacche, abbinati a camicie opache. I colori predominanti: bianco, sabbia, grigio e blue nelle varianti classico, cobalto ed elettrico.

Nelle precollezioni donna, in primo piano i tessuti luminosi, laminati, il satin. Le tinte vanno dal gold, al prugna, alla gamma dei marroni (dal fango al beige) e al bianco. Per le silhouette, tendenza allo stile impero, e alla forma a "uovo". Tornano anche i richiami agli anni Cinquanta e Sessanta. Per le scarpe, sempre forti zeppe e plateaux, oppure sandali e infradito rasoterra. Borse voluminose o pochette piccolissime.

La moda bimbo, infine, si ispira alla danza, sia classica che moderna, oppure presenta motivi carioca o hippy-chic.

 

Presentazione Tendenze Moda In

Il 20 luglio, presso l'Istituto Italiano di Cultura di Tokyo, ha avuto luogo una presentazione relativa al settore del tessile italiano, organizzata dall'ICE di Tokyo in collaborazione con le Associazione di riferimento, Tessilvari, nell'ambito del Progetto "Tessile Moda".

Si tratta di un progetto ideato con lo scopo di promuovere il tessile moda italiano nei paesi europei ed extraeuropei e rilanciare Milano qualModaine capitale internazionale del settore. A Milano si svolge infatti Milano Unica, fiera internazionale, che compie un anno a settembre e che riunisce 5 manifestazioni settoriali preesistenti: Ideabiella, Ideacomo, Moda In, Prato Expo, Shirt Avenue.

La manifestazione del 20 luglio ha avuto come protagonista Angelo Uslenghi, Coordinatore della Commissione Stile di Moda In, ed e' stata incentrata sulle nuove tendenze di Moda In per la stagione A/I 2007-08. Tokyo risulta essere l'ultima tappa del Road Show mondiale, dopo Milano, Barcellona, Lione e New York. All'evento sono state registrate circa 350 presenze di operatori e giornalisti giapponesi specializzati del settore.

La presentazione, diventata ormai un appuntamento molto atteso dal pubblico giapponese, e' stata preceduta dagli interventi del Dr. Roberto Pelo, Direttore Rete ICE in Giappone, e del Dr. Mario Andrea Vattani, Primo Consigliere dell'Ufficio Affari Economici dell'Ambasciata d'Italia a Tokyo. Nei loro interventi e' stata sottolineata l'importanza della qualita' che caratterizza le produzioni del prodotto italiano ed e' stato ribadito che la moda, oltre ad essere cultura e' anche tecnologia e ricerca, ed e' soprattutto "un modo di vivere".   

I tre temi proposti da Angelo Uslenghi per la stagione Autunno/Inverno 2007-08 sono stati: SIMPLICITY, ossia un senso della misura per contenuti ricercati ed una esecuzione accurata che producono una "semplicita' del lusso";

WILDNESS, nel senso di sperimentazioni audaci e fervida immaginazione per un risultato d'effetto; ed infine FUTURITY, cioe' tecnologia intelligente e sguardo al passato per un domani migliore, in altre parole un "futuro-retro'".

Per quanto riguarda le proposte di tessuto, e' stata rimarcata una forte presenza di lane super-soft e di seta, materiale un po' inusuale per l'inverno. Sempre presente il cotone, fibra versatile adatta ad estate e inverno, ed una sopresa, quella del "lino per l'inverno" solo per conoisseurs.

Oltre alle fibre tecnologiche avanzate anche tanti materiali amici dell'ecologia (cotone organico, etc.). Elemento caratteristico della stagione e', infine, vedere ripetute piu' volte sullo stesso prodotto una somma di lavorazioni.

 

Coach punta ad un fatturato di 80 miliardi di yen in Giappone

E' impossibile negare la crescita di Coach sul mercato nipponico. Le vendite sono quintuplicate negli ultimi cinque anni, ma la societa' dichiara di avere molta altra strada da percorrere - ha sempre puntato gli occhi su Louis Vuitton - mirando a 150 negozi e a un fatturato di 80 miliardi di yen entro il 2009.

Coach Japan dovrebbe aver registrato un fatturato di 48,1 miliardi di yen (ca. 320,5 mln. di euro) nell'esercizio finanziario che si e' concluso a giugno 2006. Un grande balzo rispetto ai 10 miliardi dell'esercizio 2000 e ai 30 miliardi del 2003. Grazie a questa crescita, la societa' pensa di potere ora accelerare ulteriormente, aumentando il fatturato a 80 miliardi di yen entro la chiusura dell'esercizio 2008. Buona parte dell'incremento giungera' dai nuovi negozi, ma Coach prevede anche di migliorare le vendite a perimetro costante, e prevede di introdurre borse e accessori dai prezzi elevati. Una nuova linea di borse in edizione limitata, ad esempio, avra' prezzi compresi fra 78.000 e 165.000 yen (tra i 520 ed i 1.100 euro). Si tratta di un grande strappo per un marchio che si e' commercializzato con tanto successo come "lusso a prezzi accessibili": le sue collezioni principali, infatti, sono vendute a prezzi compresi fra 30.000 e 70.000 yen circa. Coach continuera' a vendere le proprie gamme principali a questi prezzi, ma introdurra' linee di fascia piu' alta quali la collezione Legacy prevedibilmente gia' da questo autunno.

Liberatosi dalla joint venture con Sumitomo Shoji, Coach ha messo in atto un piano aggressivo di apertura di negozi che vedra' 150 negozi nel Sol Levante entro la fine dell'esercizio 2008, rispetto ai 117 di oggi. Investira' anche nel rinnovo dei negozi e nell'espansione dei punti vendita esistenti. Coach stima che i nuovi target daranno in dote al marchio il 15% del mercato delle borse e accessori, un aumento rispetto all'8,8% di oggi e ad uno striminzito 3% del 2001.

Nonostante la rapida crescita segnata finora, i nuovi target sono ambiziCoachChartosi in base a qualsiasi criterio. Aggiungere 30 negozi dovrebbe essere sufficientemente facile, date le forti credenziali del marchio presso i promotori immobiliari, ma questa societa' avra' ancora bisogno di incrementare sostanzialmente le vendite dei negozi esistenti - che gia' registrano buoni risultati grazie alla popolarita' del marchio. Notizia di un preoccupante tallone d'Achille e' giunta l'ultimo terzo trimestre quando la crescita a perimetro costante e' scesa ad una sola cifra, rispetto alla crescita a due cifre negli USA.

Coach in precedenza ha confuso analisti e oppositori. Grazie a quella ispirata al "flower power" sui bus londinesi e ad altre campagne di marketing, il suo annuncio nel 2001 che avrebbe puntato al mercato del "lusso accessibile" fu salutato con reazioni di incredulita' dagli esperti di mercato piu' tradizionali - ma l'iniziativa ha dato i suoi frutti con un raddoppio del fatturato in due anni.

Ora, l'aggiunta di linee nuove e piu' costose alle proprie collezioni indubbiamente causera' dei brontolii. Questo perché Coach fa tutto al contrario per quel che riguarda il classico libro del marketing per i marchi del lusso. E' sempre sembrato che il Giappone richiedesse un lancio di un marchio nel modo piu' alto e irraggiungibile possibile, in modo da suscitare euforia e creare un posizionamento di spicco, per poi aprire i mercati gradualmente per spingere le vendite e gli utili una volta che il marchio fosse stabilmente affermato.

Coach d'altro canto disse a suo tempo di volere procedere con l'approccio americano e cercare la crescita - pur restando all'interno del mercato del lusso - e di preoccuparsi successivamente della clientela esigente, sperando che la generazione piu' giovane, sarebbe stata, come sembrava, meno suscettibile alle sensibilita' dello status rispetto alla generazione dei propri genitori.

Una scommessa che ha dato i suoi frutti: i clienti piu' giovani vogliono ancora i migliori marchi, ma Coach era un tantino piu' accessibile, e il primo gradino del programma e' stato chiaramente un successo. Affinché il secondo gradino funzioni, il mercato deve accettare che un marchio del lusso di prezzo inferiore abbia il diritto di imporsi sul mercato di fascia alta, qualcosa su cui sta scommettendo anche il concorrente italiano Furla. Ora, cinque anni dopo, la prima generazione di clienti Coach guadagna di piu' ed e' alla ricerca di qualcosa di un tantino piu' serio, quindi la scommessa potrebbe rivelarsi vincente. Queste donne cercano capi piu' costosi come le colleghe piu' attempate, ma la differenza e' che le piu' giovani ancora non vogliono che le loro scelte in materia di moda siano dettate loro, un qualcosa che quelle piu' attempate erano spesso felici di accettare in cambio dell'assicurazione dello status e della qualita'.

L'immagine di Coach suggerisce ancora liberta' da certe inibizioni del lusso europeo, un utile vantaggio in un mercato in cui le donne tengono sempre piu' a non subire imposizioni nei propri acquisti. Certamente per il momento, e fintantoché questa societa' manterra' la calma, tutto suggerisce che il secondo stadio di Coach confondera' nuovamente gli analisti.

 

Non solo uomo

Concorrenza agguerrita, prezzi bassi ed un mercato saturo hanno costretto le catene di abbigliamento uomo a ripensare al futuro - e il futuro pare risieda nelle donne, sia quelle giovani che quelle piu' mature. A seguito di questo trend di diversificazione, accompagnato da una maggiore spesa dei consumatori, molte delle societa' leader hanno assistito ad una ripresa delle vendite e ad un balzo ancora maggiore degli utili

La fascia degli alti volumi di mercato dell'abbigliamento uomo si e' andata saturando nell'ultimo decennio, come si e' reso evidente con i forti sconti su completi e camicie, con speciali campagne che hanno condotto le catene di negozi e i supermercati a proporre completi al prezzo di appena 9.800 yen (ca. 66 euro). Ora che i prezzi della produzione cinese stanno moderatamente aumentando, le opportunita' di conquistare quote di mercato solo con i prezzi sono terminate. Questi sviluppi si sono tradotti in una certa dose di consolidamenti, ma le societa' di dimensioni piu' piccole non sono ancora disposte a rinunciare all'indipendenza. Come crescere quindi quando il mercato e' saturo? L'idea piu' recente consiste nell'entrare in altri mercati, in particolare l'abbigliamento donna e quello casual.

Un motivo fondamentale di questo sviluppo e' dato dal fatto che le migliori opportunita' di espansione del numero di negozi risiedono negli shopping center. Tuttavia, per le catene di abbigliamento uomo il problema con gli shopping center e' che la quasi totalita' dell'affluenza durante i giorni feriali e' femminile, mentre nei fine settimana sono le famiglie ed e' sempre la moglie a tenere la mano ferma sul portafoglio.

La soMenswearluzione e' apparsa nelle province di Saitama e Gifu, quando Aoyama Shoji ha aperto un nuovo negozio dal nome The Suit Company's Weekend. Il negozio offre si' promozioni speciali per i completi, ma questi ultimi rappresentano solo il 50% della merce. Per attrarre donne e famiglie il fine settimana, l'altro 50% della merce e' abbigliamento casual uomo e donna, ripartito a meta' per ciascun sesso. L'abbigliamento donna viene promosso bene in vista sulla facciata del negozio e anche i capi casual uomo sono collocati nelle vicinanze, con la speranza di allettare i clienti dello shopping center, in particolare le giovani famiglie che abitano nei sobborghi. Sono presenti anche articoli stagionali come abiti eleganti da indossare quando si e' invitati ai matrimoni, con prezzi analoghi a quello che i clienti di Aoyama Shoji ora si attendono.

In modo analogo, Taka Q, catena controllata da Aeon, ha lanciato "m.f. editorial" un negozio per uomini e donne tra i 40 ed i 50 anni, argomentando che pochi sono i negozi interessanti per questo target all'interno degli shopping center. Questo negozio e' stato concepito per avere l'aspetto di un select shop per consumatori di questa fascia di eta' (quindi tanti interni in marrone scuro rilassante), ma agisce in ampia misura come SPA (Specialty store retailer of Private label Apparel) con prezzi adeguati, nonostante il 30% della merce sia importata. Otto negozi sono previsti per il primo anno.

Anche altre catene stanno diversificando il proprio portafoglio di formule. Aoki International compie un atto coraggioso con il negozio Orihica a Omotesando, proponendo capi da uomo e donna, una formula che sara' lanciata negli shopping center quest'anno, con l'intenzione di aumentare il numero di sei unita' e raggiungere un totale di 26. Quindici nuovi negozi all'anno sono previsti a partire dal 2007. Anziche' entrare in un mercato che sta gia' divenendo affollato, Haruyama Shoji ha optato per porre l'enfasi su uomini e donne tra i 40 ed i 60 anni con un negozio chiamato Ikue aperto in uno shopping center Aeon nella provincia di Chiba.

A seguito dei nuovi sviluppi, dei nuovi store, nonche' della piu' alta spesa dei consumatori, la maggior parte delle principali catene ha registrato una performance molto migliore nel corso dell'ultimo anno. I risultati dell'esercizio finanziario 2005 riportano dati interessanti per Aoki e Taka Q, oltre a solidi miglioramenti per il primo trimestre a favore di Only. Oltre a un miglior fatturato, la quasi totalita' delle principali societa' ha assistito ad un incremento degli utili prima delle imposte, in particolare Aoyama Shoji e Aoki International, rispettivamente con + 50,7% e 40,1%. Anche Futata e' riuscito a uscire dal rosso.

Per prodotto, le piu' elevate vendite a perimetro costante e i piu' elevati utili per Aoyama sono dovuti alle nuove linee di completi uomo a prezzi piu' alti e al merorihicachandising piu' spinto sul fronte donne. Aoki e' riuscito a registrare un incremento dello 0,7% aggiungendo nuovi clienti. i livelli di visitatori sono saliti del 5,5% l'anno scorso, anche se una caduta del 4,8% delle vendite per cliente ha comportato nel complesso un miglioramento solo lieve. Sia Haruyama Shoji per l'intero esercizio che Konaka per il primo semestre hanno assistito ad un declino del livello di visitatori, che ha comportato un decremento delle vendite a perimetro costante. Il contrasto nella performance fra negozi esistenti e nuovi negozi evidenzia l'importanza delle nuove insegne. Le vendite di completi da uomo sono comunque migliorate, particolarmente per Aoki, crescendo di un ottimo 7,9% grazie a nuove gamme per l'uomo piu' giovane. Ginza Yamatagaya continua tuttavia a rendere meno rispetto al settore, con un altro anno di vendite inferiori e utili ridotti - un buon esempio degli effetti dell'affidarsi a catene di fornitura antiquate e negozi stanchi.

Gli sviluppi registrati dalle catene di abbigliamento uomo stanno a dimostrare che le distinzioni fra retailer di abbigliamento di uomo e donna si stanno sempre piu' sfumando. Con una concorrenza cosi' agguerrita nell'abbigliamento uomo, la spinta verso nuovi mercati e' forse piu' visibile su questo fronte, ma i retailer di abbigliamento donna come Sanei International hanno esteso il proprio raggio d'azione anche all'abbigliamento uomo nell'ultimo anno al fine di reperire nuove fonti di crescita. Quello che fa la differenza oggi, nel settore del retail dell'abbigliamento, non e' il sesso, ma la divisione fra operatori SPA verticalmente integrati e catene di negozi multimarca con molteplici fornitori e performance abbastanza ben definite sempre su tali basi.

 

I tornaconti della danza

Il movimento Lohas e' stato al centro di grande attenzione, come del resto la crescente popolarita' dello yoga e di altri sport dolci, in particolare fra le donne. Le societa' di abbigliamento hanno iniziato a proporre capi e accessori da accompagnare ai nuovi interessi, ma finora nessuno e' riuscito a fare di questo mercato un trend dominante. Chacott di Onward potrebbe essere il primo.

Il rapido aumento di popolarita' dello yoga, del Pilates, e di altre forme alternative di esercizio e' stata una caratteristica della vita urbana, in particolare di Tokyo, negli ultimi tre anni. Le scuole di yoga hanno aperto in tutte le forme, dalle sessioni casalinghe alle catene, e le scuole di ballo sono impegnatissime piu' che mai ora che le lezioni di danza vengono commercializzate anche come forma di esercizio e di auto-espressione.

L'alacrita' con cui gli abitanti di Tokyo, in particolare le donne, si sono date agli sport cosiddetti "dolci" e' stata uguagliata da una commercializzazione spinta di abbigliamento idoneo a questo tipo di esercizio, e al post-esercizio, da alcuni dei nomi piu' noti quali Puma.

Cio' che e' mancato tuttavia e' stato un totale attacco frontale sul mercato da parte di una societa' locale. Goldwin ci ha provato, ma solo sulla fascia alta, con una sua elegante scuola di yoga ad Aoyama chiamata Slow-Flow. Slow-Flow si e' ora allargata a sette scuole, due delle quali a Tchacottokyo, due ad Osaka e le altre tre a Nagoya, Kyoto e Fukuoka. Ciascuna scuola dispone anche di un negozio attiguo che espone la collezione Slow Flow di abbigliamento e accessori yoga e post-yoga. I prezzi variano in funzione delle ubicazioni delle scuole, ma in generale sono calati abbastanza rispetto a un anno fa. Oggi i prezzi dei pantaloni da yoga partono attorno a 10.000 yen (ca. 67 euro). Slow-Flow si autodefinisce - con enfasi - "Lohas", con buona parte della collezione realizzata con tinte e cotone organici, ossia con abbondanti credenziali "verdi chic".

Come e' stato evidenziato in precedenza, il settore era concentrato sulla fascia alta, rivolgendosi alle "office ladies" che lavorano in quartieri alla moda come Aoyama, per cui e' chiaramente mancata nel mercato una gamma di abbigliamento e accessori dai prezzi ragionevoli e dal marchio azzeccato per questo nuovo movimento ora che diventa di moda. Adesso sembra che Chacott faccia tutto quanto in proprio potere per accaparrarsi una ampia fetta del mercato.

Chacott e' un produttore tradizionale di abbigliamento e calzature da danza, con un nome che gode di rispetto, sia dentro che fuori il Giappone, sin dalla sua nascita nel 1961. Finora, la sua clientela - ed il settore in cui si e' sentito piu' a proprio agio - apparteneva al mondo del balletto classico. Due anni fa la societa' e' stata scossa dalla situazione di torpore e di rendimento inferiore alla media in cui si trovava dalla dichiarazione di Onward Kashiyama che annunciava che avrebbe incorporato la societa' trasformandola in una controllata a tutti gli effetti.

Da allora e' stata effettuata qualche analisi piuttosto realistica del business, ed il team Onward ha compreso che Chacott poteva essere trasformata in una societa' di abbigliamento e accessori per soddisfare le esigenze della danza, sia classica che moderna, oltre che quelle del nuovo movimento degli sport dolci.

Anche Onward ha inviato da parte sua dei membri del retail team che hanno gia' fatto cosi' tanto per trasformare i principali marchi moda di Onward da marchi all'ingrosso in catene SPA (Specialty store retailer of Private label Apparel) e per commercializzare i marchi attraverso iniziative retail. Il team ha creato un nuovo tipo di negozio denominato Plus Chacott Culture Studio, un nome scelto per enfatizzare le autentiche radici di Chacott nella danza classica e il nuovo accento sulle nuove forme di danza e sugli sport lenti. All'inizio di giugno, un esemplare del nuovo negozio ha aperto a Shinjuku, con programmi di apertura di altre otto scuole nei prossimi tre anni. Plus Chacott e' principalmente una scuola, ma come Slow Flow, viene utilizzato come un redditizio strumento di marketing per vendere prodotti. Le scuole propongono lezioni di balletto e yoga, oltre a corsi di Pilates e derivati come lo Yoga Dance. Chacott si aspetta 700 iscritti per la scuola di Shinjuku il primo anno, e un fatturato di 100 milioni di yen (ca. 668.000 euro).

Se da un lato costruisce la nuova immagine moderna attraverso le scuole, Chacott rimettera' a nuovo anche 31 negozi, creando una rete di 35 store nell'arco di tre anni. Saranno aperti shop-in-shop e sara' anche presa in considerazione una formula mista di scuola e negozio all'interno dei grandi magazzini. In programma anche una catena separata di negozi per la linea Welcomfo by Chacott dedicata all'esercizio fisico.

Chacott sta anche potenziando la propria rete estera. Ha stretto un'alleanza con il marchio britannico di abbigliamento da ballo Freed of London per promuovere il marchio, e con Gallardo, il noto marchio spagnolo di scarpe da ballo. Ci si aspetta che anche la sponsorizzazione delle Olimpiadi di Pechino ed eventi legati agli sport dolci siano utili per rendere noto il nome di Chacott in tutta l'Asia.

Onward si augura di raddoppiare il fatturato di Chacott attraverso queste iniziative. Le vendite nell'esercizio finanziario 2005 sono ammontate a 10,9 miliardi di yen (ca. 72,7 mln. di euro) producendo un utile ante imposte di 900 milioni di yen, ma la societa' si aspetta che il fatturato salga a 20 miliardi di yen (ca. 133,5 mln. di euro) nel medio termine, di cui 5 miliardi all'estero.

 

Prossimo lancio di Muji negli USA

Dopo i deboli risultati dei tentativi precedenti, Muji si prepara a ritentare la scalata al mercato statunitense.

Ryohin Keikaku, la societa' che gestisce la catena del marchio Muji, ha in promujigramma un lancio negli USA il prossimo anno. I piani prevedono l'apertura di un grande flagship shop a New York nella primavera 2007. Come sanno molti newyorkesi, Ryohin Keikaku vende gia' i suoi prodotti negli USA ma solo attraverso il Moma Store a Soho.

Ryohin Keikaku ha allargato rapidamente i propri mercati esteri negli ultimi due anni, dopo anni di risultati misti nei mercati francese e britannico. Dal 2003, i negozi Muji, famosi per il loro design minimalista e per i prodotti monocromi privi di marchio, hanno aperto in vari paesi europei utilizzando un misto di licenze, franchising e gestione diretta. L'ultimo negozio e' stato aperto a Barcellona, in aprile, sulla elegante Rambla de Catalunya.

Su un totale di 304 negozi, ce ne sono 55 fuori del Giappone, e a tutt'oggi si tratta indubbiamente del retailer nipponico di maggiore successo per quanto riguarda l'export. Con il mercato giapponese ormai largamente coperto, e' prevedibile che d'ora in poi una grossa fetta del budget annuale dedicata da Ryohin Keikaku ai negozi verra' utilizzata per i punti vendita all'estero. Tra i 35 negozi che verranno inaugurati nel corso di questo anno finanziario, 15 saranno all'estero e si prevede che, entro due o tre anni, le attivita' non giapponesi riusciranno a realizzare fino al 20% delle vendite, rispetto al 10% circa di oggi.

 

EXR apre a Shibuya

Il marchio sportivo coreano in rapida crescita, EXR, ha aperto un nuovo store sulla Meiji Dori nel quartiere di Shibuya. Il punto vendita di 132 mq e' il primo negozio indipendente di EXR che fa seguito all'apertura, avvenuta in primavera, di diversi shop-in-shop nell'area del Kansai. EXR e' un fenomeno in Corea con vendite in aumento da soli 1,7 miliardi di yen nell'esercizio finanziario 2002 a 13 miliardi nell'esercizio 2004. Un piccolo negozio EXR a MyongDong vanta un fatturato di 30 milioni di yen al mese. Dal 2004 il marchio registra aperture in tutta la Cina e nel resto dell'Asia.

 

Isetan vende la sua partecipazione in Barneys

Isetan ha annunciato la vendita della sua partecipazione in Barneys Japan alla trading company Sumitomo Shoji e ad un fondo affiliato a Tokio Marine e Nichido Fire Insurance. Isetan rinuncera' alla sua intera quota nella catena giapponese di Barneys New York, specializzata in abbigliamento e accessori di lusso, ma non e' chiaro se continuera' ad occuparsi della gestione e conduzione dei tre negozi esistenti attualmente in Giappone.

 

Aeon riduce l'enfasi su Sports Authority

Aeon ha annunciato di non avere intenzione di espandere Sports Authority in Giappone nel vicino futuro. La catena con origini statunitensi e gestita attualmente come parte del Gruppo Aeon, non aprira' neppure un negozio quest'anno, e ha in programma di chiudere i punti vendita dallo scarso rendimento. Aeon si concentrera' invece sullo sviluppo del marchio proprio, con punti vendita sport di grandi dimensioni sotto l'insegna Mega Sports e cerchera' di migliorare i risultati dei restanti negozi Sports Authority. Aeon prevede che le normative del nuovo piano regolatore - che entrera' in vigore il prossimo anno - limitera' le opportunita' di espansione per Sports Authority, ma l'importanza del marchio Mega Sports rappresenta un fattore decisionale fondamentale. Nonostante abbia aperto un negozio Sports Authority a Mito nel novembre dello scorso anno, Aeon ha comunque chiuso sei negozi, lasciando all'incirca 70 punti vendita in tutto il paese.

Aeon prevede di introdurre un sistema di commercializzazione standardizzato presso tutti i negozi Sports Authority. Circa il 40% del prodotto sara' fisso, mentre il resto sara' adeguato in funzione dell'ubicazione. Alle categorie che realizzano le maggiori vendite, come palle da golf, mazze da baseball e abbigliamento moda tennis, saranno assegnate aree di vendita piu' grandi. Gli articoli come le biciclette, invece, saranno ridotti in termini di volume.

 

Uniqlo: collaborazione con alcuni stilisti

Fast Retailing, la societa' del marchio Uniqlo, e' un altro dei retailer della grande distribuzione che ha optato per una collaborazione con noti stilisti e che lancia una gamma di prodotti di fascia di prezzo superiore per la stagione autunnale. Uniqlo si e' alleato con sette marchi moda, giapponesi e stranieri, per creare nuove collezioni di abbigliamento. A firmare per la prima stagione sono stati i marchi giapponesi Mintdesign, Theatre Products, Scye e Iliad, e, tra le griffe straniere, Adam Jones e Nicolas Andreas Taralis. Ogni marchio presenta 10 articoli di abbigliamento che portano sia l'etichetta Uniqlo che la propria. I prodotti con la marca degli stilisti, tutti fabbricati da Fast Retailing, generalmente sono prezzati da 10.000 a 100.000 yen. La collaborazione ricorda le recenti campagne di H&M alleatosi con Karl Largerfeld e Stella McCartney per delle mini collezioni, una mossa che ha riscosso molto successo in alcuni mercati come quello britannico, creando code fuori dei negozi e capi venduti su Ebay a multipli dei loro prezzi originali. La differenza nell'approccio di Uniqlo e' di riunire un numero di stilisti di grido - una mossa che dovrebbe attirare i consumatori giapponesi piu' giovani, per i quali i marchi tipo Karl Lagerfeld suscitano meno attrattiva. Fast Retailing si augura anche di allettare piu' consumatori attenti alla moda che si sono allontanati da Uniqlo una volta conclusa la frenesia per il "pile" quattro anni fa. Se le collezioni autunnali avranno successo, Fast Retailing ripetera' l'iniziativa e fara' delle collaborazioni un elemento permanente della sua pianificazione.

 

CFD cerca di migliorare

Il Tokyo Fashion Designers Council (CFD) ha annunciato un'ondata di cambiamenti volti a rendersi piu' attraente e ad intensificare la collaborazione con una piu' energica Japan Fashion Week, visto che adesso quest'ultima e' interamente responsabile della Tokyo Collection Week. Il CFD aprira' le porte ad una gamma molto piu' ampia di soci, sia per prodotti che per dimensioni. Gli oneri di iscrizione sono stati tagliati da 600.000 a 100.000 yen (da 4.000 a 670 euro circa), consentendo agli stilisti minori di aderire. Contestualmente, e' stato allargato il genere di stilisti o marchi che possono aderire: non solo abbigliamento, ma anche accessori, borse e calzature. Uno dei motivi alla base dei cambiamenti e' costituito dal fatto che la posizione dello stesso CDF era in pericolo. Considerato in passato come arrogante e inflessibile, il CFD aveva raccolto soli 40 soci. Questo non costituiva un problema quando la concorrenza era scarsa e le tasse d'iscrizione potevano essere elevate. Adesso che, tuttavia, la Japan Fashion Week ha aperto le sue porte anche ai marchi che non sono membri del CFD, la sua posizione e' a rischio. Il CFD si auspica che, grazie alla sua mossa, il numero dei membri possa salire a 100. Allo stesso tempo molto viene fatto per migliorare le esportazioni degli stilisti giapponesi, in collaborazione con le associazioni delle piccole imprese, il Ministero dell'Economia, del Commercio e dell'Industria (METI), le Camere di Commercio e gli istituti finanziari, prevedendo il finanziamento di sfilate e spazi espositivi in occasione di eventi moda all'estero e finanziamenti per le collezioni degli stilisti.

 

Vodafone si allea con Samantha Thavasa

Con i produttori di telefonia mobile sempre piu' a corto di idee su come sviluppare nuove tecnologie e funzioni per indurre i consumatori ad acquistare nuovi apparecchi, le aziende nipponiche cercano sempre piu' stile, design e colore per promuovere i consumi. Un esempio di collaborazione tra l'industria della telefonia e quella della moda e' quella tra Vodafone e Samantha Thavasa, il marchio giapponese di accessori moda in rapida crescita. Samantha Thavasa ha elaborato un colore originale per un nuovo telefono, realizzato da Toshiba per Vodafone, chiamato "Splashpink". Il telefono e' prodotto in edizione limitata di 1000 esemplari e viene promosso dal sito mobile "STNY by Samantha Thavasa". Solo chi compra il telefono puo' avere accesso all'acquisto di altri prodotti "STNY by Samantha Thavasa" quali portafogli e accessori per il telefonino. Con la diminuzione della frequenza degli acquisti di telefoni cellulari, i produttori si augurano che le alleanze con i marchi moda incoraggino i giovani consumatori a cambiare i loro telefonini con nuovi modelli che si adattano meglio alle ultime tendenze in fatto di moda. Per Vodafone si tratta della prima collaborazione in questo campo.

 

Furla sale ad una fascia di mercato piu' esclusiva

Quando, a fine maggio, l'affiliata nipponica di Furla ha lanciato la ristrutturazione del suo flagship di 400 mq nell'area di Ginza (che e' diventato cosi' il piu' grande negozio di Furla nel mondo), ha anche lanciato una nuova linea di borse prezzata intorno agli 80.000-90.000 yen. Questa linea, che prende il nome della proprietaria e CEO "Giovanna Furlanetto" e viene distribuita soltanto nei 20 migliori negozi del mondo, si posiziona come l'alto di gamma della collezione il cui prezzo medio nella stagione Primavera/Estate e' intorno ai 40.000 yen (50.000 yen per la collezione Autunno/Inverno). La nuova linea comprende anche accessori da uomo che stanno ottenendo un ottimo riscontro internazionale.

Furla Giappone nell'ultimo anno ha rinnovato tutti i suoi flagship (Aoyama, Ginza, Kobe, Shinsaibashi-Osaka) e ha in piano di ampliare la sua rete di negozi (costituita al momento da 53 negozi sul territorio giapponese di cui 46 all'interno dei department stores, 4 flagships e 7 outlet) e di ristrutturare molti dei negozi esistenti. Con questi investimenti Furla Giappone ha in progetto di raddoppiare le vendite nel paese entro i prossimi 5 anni.

Stando al quotidiano specializzato Senken, Furla e' salita nella classifica del mercato giapponese degli accessori, portandosi dal 17° al 10° posto negli ultimi tre anni. Il fatturato e' aumentato del 27% lo scorso anno, attestandosi sui 4,2 miliardi di yen (ca. 28,6 milioni di euro) ed e' previsto in crescita di un altro 20% nell'anno corrente.

 

Kosugi amplia la sua gamma di marchi sportivi

Come riferito nello scorso numero della nostra newsletter, il fondo di investimento J. Bridge, nuovo proprietario di Kosugi Sangyo, sta cercando di trasformare quest'ultima in una societa' per la distribuzione di articoli sportivi in grado di fare concorrenza a marchi come Xebio, Alpen e Megasports. Se pure con un fatturato assai piu' limitato, J. Bridge continua ad accrescere l'attivita' nel settore sportivo acquisendo altre aziende - solo quest'anno ha rilevato Minami e Kojitz. Questo mese, Kosugi ha acquisito il produttore e distributore di abbigliamento sportivo, Two & One. L'azienda con sede ad Osaka e' stata rilevata per soli 7 miliardi di yen (ca. 46,7 mln. di euro). Two & One fu creata nel 1990 ed e' diventata famosa per avere introdotto una linea golf da donna di successo chiamata Mieko Uesako. Two & One ha trasformato il marchio in un'attivita' che conta 21 negozi gestiti direttamente e 17 shop-in-shop. Il fatturato della societa' ha raggiunto i 3,3 miliardi di yen nell'esercizio 2005, con utili al lordo delle imposte per 38 milioni di yen. Kosugi ora vendera' il marchio attraverso la sua rete di negozi al dettaglio in crescita, oltre ad applicare il nome del marchio ad altro abbigliamento sportivo femminile.

 

Fast Retailing si prepara per l'apertura di New York

Fast Retailing ha messo in campo le sue carte migliori in fatto di progettualita' e operativita' per l'apertura del suo store Uniqlo a New York prevista per ottobre. Il punto vendita statunitense, che sara' ubicato a Soho, viene considerato da Fast Retailing il primo flagship shop del marchio di levatura globale, e servira' a lanciare ufficialmente la sua tanto vantata "espansione internazionale". Uniqlo possiede alcuni negozi in Cina e nel Regno Unito, nonche' due negozi antenna nel New Jersey, ma il marchio non rappresenta ancora una presenza di rilievo in nessun mercato straniero. Al fine di creare un negozio perfetto, Fast Retailing ha messo assieme un "dream team", con un direttore creativo, un direttore artistico, un designer per interni ed uno per il sito web tutti di grande talento. Il negozio a quanto sembra sara' una novita' assoluta in molti sensi, con un logo del negozio esclusivo, un sito web proprio distinto dal sito principale di Uniqlo, e un nuovo slogan sia in inglese che in alfabeto katakana. Il negozio di Soho si estendera' su una superficie di 3.300 mq e sara' il piu' grande store Uniqlo mai realizzato finora.

 

Cresce il movimento Cool Japan

Secondo quanto riferisce il quotidiano specializzato Senken, cresce in Europa e negli Stati Uniti l'apprezzamento di tutto quanto e' giapponese. Il fenomeno e' stato denominato "Cool Japan". A New York, il numero di negozi che vengono aperti da marchi nipponici e' in aumento, e anche le vendite all'ingrosso stanno prendendo il volo. L'abbigliamento uomo in particolare sta registrando un vero boom. Un esempio per tutti e' Speck, un nuovo punto vendita nel Lower East Side, che propone marchi selezionati di abbigliamento maschile. Delle 20 marche, 18 sono giapponesi. Le piu' richieste sono Takeo Kikuchi, Ships, Abahouse, etc. I clienti, generalmente, hanno dai 25 ai 40 anni e spendono mediamente 300 dollari. I clienti di questo e di altri negozi spesso sfogliano le riviste di moda nipponiche, e considerano i marchi giapponesi sia di alta qualita' sia veramente "cool". I prezzi vanno da 300 a 700 dollari per il denim, da 100 a 500 dollari per maglieria e camice, e da 300 a 1.500 dollari per le scarpe.

 

Bonpoint Daikanyama

La griffe esclusiva di abbigliamento per bambini Bonpoint ha aperto i battenti in Giappone. L'etichetta francese ha aperto un negozio a Daikanyama in aprile e vende le T-shirt a 5.000 yen e gli abiti a 25.000 yen. Da quando Edmund de Rothschild Capital Partners nel 2003 ha acquisito una partecipazione del 70% nel marchio, il capitale e' stato investito nell'apertura di negozi in tutte le citta' chiave in cui questo genere di articoli va a ruba. La societa' attualmente conta vendite per circa 7 miliardi di yen di cui solamente il 5% proviene dal Giappone. Aprendo negozi diretti, Bonpoint spera di fare del Giappone il suo secondo piu' grande mercato, e con la piramide della popolazione invertita nel paese del Sol Levante - per cui ci sono molti nonni a spendere per un numero esiguo di bambini - questo obiettivo e' sicuramente realizzabile. Bonpoint aprira' anche shop-in-shop nei grandi magazzini, ma si concentrera' su negozi indipendenti. A quanto sembra il quartiere di Aoyama e la citta' di Nagoya sono nella lista.

 

Isetan aprira' due nuovi negozi in Cina

Isetan ha reso noto di avere in programma, per la primavera dell'anno prossimo, l'apertura di un nuovo negozio nella citta' di Chengdu, importante snodo ferroviario, nella provincia di Sichuan.

Sempre entro la fine del 2007 verra' aperto inoltre un altro negozio nella citta' di Shenyang, nella provincia nord-orientale di Liaoning. Il punto vendita di Shenyang si estendera' su una superficie di 30.000 mq distribuiti su sei piani sopra il livello stradale ed uno seminterrato, come per i negozi in Giappone. Fara' parte di un complesso commerciale che comprende un centro commerciale e un albergo. Per l'apertura del negozio, Isetan prevede di spendere 2 miliardi di yen (ca. 13,3 mln. di euro), mentre il target delle vendite e' di 2-3 miliardi di yen l'anno.

 

Accordo tra Beams e Disney Sea

Grazie ad una accordo tra Beams e Disney Sea, a partire da luglio sono stati messi in vendita alcuni prodotti Disney Sea elaborati da Beams. A quest'ultimo e' stata affidata la responsabilita' di linea di Disney Sea denominata Venetian Carnival Market. Potrebbe sembrare un accordo inusuale per Beams, ma la piu' vecchia catena di select shop del Giappone e' molto cambiata. La societa' ha festeggiato di recente il suo 30° anniversario, modificando la sua definizione aziendale da "Select Shop" a "Happy Life Solution Company" - facendo scaturire un acceso dibattito su cosa cio' significhi esattamente. A tutt'oggi i risultati di questo passaggio includono un contratto per creare una nuova uniforme per il team di baseball Yakult Swallows.

 

Itochu si aggiudica Z-brand

Itochu Shoji si e' aggiudicata un altro accordo, questa volta con Vicstar International per Z-brand. L'intesa conferisce ad Itochu i diritti di importazione e di distribuzione esclusivi e comportera' un lancio completo del marchio nel gennaio 2007. Come al solito, il lavoro sara' svolto dalle affiliate di Itochu. L'abbigliamento uomo sara' distribuito da Ins ad Osaka e l'abbigliamento donna da Maruhon a Sendai, mentre Itochu presumibilmente coordinera' il marketing del marchio fra i due. Z-brand si basa su un concetto chiamato "Modern nomad" ed e' elaborato dal direttore creativo, Richard Slom. Itochu prevede vendite per 1,5 miliardi di yen (ca. 9,9 mln. di euro) per il primo anno attraverso le vendite all'ingrosso ed i negozi gestiti direttamente.

 

Marchi stranieri in Giappone

In base ad una indagine effettuata da Teikoku Databank sulle dichiarazioni dei redditi delle societa' che operano in Giappone in prevalenza nei settori abbigliamento, calzature, cosmetici e gioielli, apparsa su WWD Japan, risulta che i marchi stranieri continuano ad essere importanti contribuenti delle casse dello stato giapponese. Louis Vuitton Japan, l'affiliata giapponese del gruppo LVMH, e' il principale contribuente straniero, trovandosi in seconda posizione dopo Fast Retailing (societa' del marchio Uniqlo). LVJ e' seguito da due catene giapponesi specializzate in abbigliamento, Aoyama e Shimamura. In quinta posizione troviamo Hermes e all'ottava Gap Japan, risalito dalla undicesima posizione dello scorso anno grazie al lancio di Banana Republic. Tra le altre novita' di rilievo, il salto di Zara Japan dalla 92ª alla 53ª posizione. Quello che risulta evidente da tali risultati e' che Ie dichiarazioni dei redditi piu' cospicue, ed in altre parole i profitti piu' elevati, sono quelli delle catene giapponesi SPA (Specialty store retailer of Private label Apparel) di grandi dimensioni da un lato, e delle societa' straniere del lusso e dei marchi sportivi dall'altro.

 

Mikimoto guadagna con le perle

Da articoli apparsi sulla stampa giapponese, risulta Mikimoto sta registrando un buon andamento delle vendite di perle. Quest'anno, infatti, le vendite di collane di perle sono salite del 20% rispetto all'anno scorso. Uno dei motivi alla base dell'aumento e' l'accresciuta richiesta da parte di donne giovani, che acquistano le perle per utilizzarle tutti i giorni. Quelle che vanno per la maggiore hanno un diametro tra i 6-6.5mm ed i 6.5-7mm (quindi un po' piu' piccole delle perle normali), e sono in fili da 40 cm. Anche le lunghezze 60, 80 e 120 cm sono, tuttavia, molto apprezzate. Le giovani donne pagano le collane tra i 200.000 ed il 400.000 yen (tra i 1.330 ed i 2.660 euro circa), e le linee di prezzo piu' alto sono quelle che si vendono di piu'.

La maggior parte della domanda e' scaturita da alcuni editoriali apparsi sulle riviste di moda, in cui donne con un look casual, per esempio in jeans, portano al collo lunghi fili di perle, in 2 o 3 giri. Questi articoli hanno fornito lo spunto per portare le perle, non solo per le occasioni speciali ma, piu' comunemente, nei weekend e al lavoro.

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