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Biella The Art Of Excellence premia Oscar De La Renta
Oscar de la Renta trionfa a New York con il premio "Biella The Art of Excellence, conferito allo stilista di fama internazionale dalla omonima Fondazione nata nel 2003 con l’obiettivo di promuovere e valorizzare il distretto e le sue eccellenze. La cerimonia realizzata in collaborazione con la Regione Piemonte, l'Istituto per il commercio estero (ICE) e la rivista Esquire, si è svolta al 44esimo piano delle Hearst Tower, il primo palazzo eco-compatibile di Manhattan. "De la Renta è un protagonista assoluto della moda americana e internazionale, che ha saputo distinguersi non solo per lo stile e l'eleganza, ma anche per essere uno strenuo sostenitore della qualità, che si esprime nei tessuti e nei filati biellesi utilizzati nelle sue creazioni", ha spiegato nel corso della cerimonia, il presidente della Fondazione, Luciano Donatelli.
- Il premio istituito in collaborazione con l’Istituto del Commercio Estero, rappresentato nella cerimonia dal direttore per il Nord America, Aniello Musella, consiste nella riproduzione in scala 1/10 di un telaio a mano settecentesco, conservato presso la "Fabbrica della Ruota", ex lanificio Pignone, di Pray in provincia di Biella.
- Originario della Repubblica Domenicana, de la Renta ha lavorato per le più grandi case di moda di tutto il mondo segnando un successo dietro l’altro. Con il suo appassionato lavoro lo stilista è considerato protagonista assoluto del fashion americano e internazionale e “strenuo sostenitore della qualità dei tessuti e dei filati biellesi utilizzati nelle sue creazioni". La conferma di come “il Made in Italy viene oggi portato avanti anche dagli stilisti stranieri, - ha sottolineato Aniello Musella, - In America, ad esempio, le linee di fascia alta di Ralph Lauren e Donna Karan sono realizzate grazie alle capacità produttive di Biella".
- Biella è arrivata a New York non solo per celebrare il valore di Oscar de La Renta, ma anche per promuovere e confermare il grande patrimonio costituito da tessuti e i filati prodotti dalle case artigiane locali con un ricco programma di iniziative, organizzato dalla Fondazione "Biella The Art of Excellence", in collaborazione con l’ICE. Per un'intera settimana, le migliori firme della moda hanno dedicato le proprie vetrine ai capi realizzati con i tessuti biellesi, nell'ambito del programma "Be awear. C'è un po' di Biella ovunque nel mondo".
- "Questa operazione, che rappresenta un'importante occasione di visibilità per il Distretto biellese, si è resa possibile soprattutto grazie al fondamentale contributo dell'Ice di New York", ha detto il presidente Donatelli. “Dovremmo fare del nostro meglio per lavorare con i prodotti italiani e produrre capi sempre più belli e sempre più unici. – ha spiegato de la Renta - Magari unendo il carattere vincente delle produzioni locali con la capacità di innovazione tipica degli Stati Uniti”.

Speciale: Second Life, una moda "reale"
- Tutto è cominciato nel 2003, quando la società americana Linden Lab ha creato Second Life, una comunità virtuale tridimensionale online, una sorta di mondo alternativo in continua evoluzione dove i “residenti” – così sono definiti gli utenti – possono aggiungere qualunque genere di contenuto grafico. Tuttavia si tratta di un mondo virtuale che non disdegna di fare incursioni in quello reale, un po’ perché la valuta locale, il Linden Dollar, può essere convertito in veri dollari americani, un po’ perché a ogni personaggio virtuale corrisponde un giocatore in carne e ossa. Ma non è tutto: gli utenti, 10 milioni in tutto il mondo, possono usufruire dei diritti d’autore sugli oggetti creati e quindi mettere a segno guadagni tutt’altro che virtuali.
- Come nel film hollywoodiano Matrix, vita reale e cyberspazio virtuale si incontrano e riscuotono un successo che va assumendo proporzioni colossali. Studiato in molte università come modello virtuale di interazione umana, Second Life è diventato un vero fenomeno, una moda trasversale che comincia a essere usata per proporre conferenze, scambiare file musicali e video, ma che comincia anche ad attirare l’attenzione di società reali che scelgono questo canale per presentare i propri prodotti. Così, su Second Life sono apparsi giornalisti di Associated Press, venditori immobiliari dell’italiana Gabetti che ha comprato un’isola nel mondo virtuale, rappresentanti dell’ambasciata di Svezia, una filiale della casa discografica Sony Bmg e persino il caporedattore di Ad Architectural Digest Mario Gerosa. Alcune aziende, come Wal-Mart, American Express e Intel stanno valutando un modo per sbarcare nel mondo virtuale, mentre è già stata istituita una borsa valori, la Metaverse Stock Exchange.
- E la moda? Non si può certo dire che stia a guardare. Secondo Virtual Fashion, pubblicazione che analizza l’impatto della moda all’interno di Second Life, i designer virtuali sarebbero finora riusciti a generare un mercato da oltre 140.000 dollari, non male se si considera che il business è ancora sul nascere. Gli abiti sarebbero proprio gli oggetti più venduti o scambiati, come prevede il codice interno del mondo virtuale, ma non manca neppure chi sta pensando di creare una linea di vestiti virtuale da vendere su Second Life, mentre la britannica Rivers Run Red sta lavorando con case di moda reali per creare negozi nel mondo virtuale.
- Su Internet c’è stato anche chi ha pensato a una guida stilistica, una fashion guide appunto, per Second Life. Chi l’ha realizzata si è preoccupato di mettere in luce i vari trend, i filoni ricorrenti nel mondo virtuale, fornendo un’ottima base alle case di moda reali eventualmente interessate a sbarcare nel mondo virtuale. Gli avatar – i personaggi – di Second Life sembrano amare molto vestiti e accessori e curano la propria persona nei minimi dettagli, forse anche più delle persone reali. A dettare legge in fatto di moda su Second Life sono arrivati anche i personaggi di Laguna Beach, la serie di film per teenager in onda su Mtv. Costumi, abiti estivi, accessori e calzature usati dai vari personaggi, Kyndra, Tessa e Cami, sono diventati immediatamente un must tra i residenti, tanto da fare prendere in considerazione all’emittente la possibilità di proseguire con l’esperimento Virtual Laguna Beach.

Con Cusp, Neiman Marcus vuole crescere tra i giovani
- La nuova sfida per il gruppo Neiman Marcus, una catena di negozi di abbigliamento di fascia alta che si rivolge principalmente ad una clientela matura, è quella di aumentare il suo pubblico di venti/trentenni.
- L’amministratore delegato del gruppo Burton Tansky sta giocando d’anticipo nel cercare nuovi settori di crescita, date le speculazioni che la private equity che controlla la società stia per farla sbarcare a Wall Street.
- Un esperimento in questo senso è la creazione della catena di boutique Cusp, che propone un abbigliamento femminile giovane e casual a prezzi inferiori rispetto a quelli di Neiman Marcus.
- Per ora sono stati aperti negozi a Los Angeles, Washington D.C., Mac Lean, Virginia e ne sono previsti altri entro l’estate. L’obiettivo è quello di arrivare ad aprire circa 70/75 boutique negli Stati Uniti. Tuttavia il progetto è ancora nella fase iniziale, come riconosce lo stesso Tansky, ed esistono dei rischi per i marchi di fascia alta che ricercano un mercato giovanile in cui non hanno esperienza.
- Per sviluppare un’identità diversa tutti i capi di abbigliamento di Cusp non contengono alcun tipo di riferimento alla casa madre e i negozi sono di circa 2000/2500 metri quadrati contro i circa 40.000 di un tipico Neiman Marcus.
- Nelle parole di Tansky, Cusp è focalizzato “su una cliente che ha una visione contemporanea e a cui piace assortire il proprio guardaroba con capi di differenti designer.”
- Attualmente circa il 70% dei prodotti delle boutique Cusp si possono trovare anche nei negozi Neiman Marcus, come le costose scarpe Manolo Blahnik o le borse firmate da Marc Jacobs e Diane von Furstenberg. Ma Karen Katz, direttore generale e amministratore delegato dei negozi Neiman Marcus, fa sapere che Cusp arriverà presto ad avere un team di buyer autonomo.
- Per quanto riguarda i prezzi, Cusp ha un vasto assortimento di prodotti a meno di 100 dollari, come t-shirt di Ed Hardy a 84 dollari o top di Tokidoki a 44 dollari. Molta merce dei negozi Neiman Marcus raggiunge per contro le migliaia di dollari: ne servono ad esempio 3.290 per acquistare una giacca con cerniera di Akris.
- Cusp non avrà vita facile per differenziarsi nel grande mercato delle boutique di abbigliamento contemporaneo, anche perché sono molte le società che stanno seguendo il percorso di Neiman Marcus. Tra queste Pacific Sunwear of California e J.Crew Group.
- Un altro fattore non secondario è la possibilità di cannibalizzazione interna al gruppo.
- Secondo Karen Katz, però, “non ci sono rischi di questo tipo. Cusp vive di vita propria e ha un target differente, un assortimento di capi unico, con negozi che si distinguono anche negli elementi architettonici e visivi.”.

Diesel punta sull’India: sbarco entro fine anno con due negozi
- Diesel ha appena stretto un accordo con la società indiana Arvind Mills per formare una joint-venture chiamata Diesel India Fashion Arvind, che aprirà i primi suoi due negozi a Nuova Delhi e Mumbai entro la fine dell’anno. Si tratterà di una joint 51/49, con Diesel a detenere la maggioranza.
- La nuova società ha in programma di aprire altri 15 punti vendita nel giro dei prossimi tre anni. Saranno una combinazione di grandi negozi ‘ammiragli’ da 1500 metri quadrati e negozi più piccoli da 900/1000 metri quadrati. Vi saranno venduti tutti i prodotti della linea Diesel: jeans e altro abbigliamento casual maschile e femminile, borse, biancheria intima, orologi, gioielli e scarpe. I prezzi saranno gli stessi del mercato internazionale. Un paio di jeans ad esempio costerà circa 8000 rupie, grosso modo 200 dollari.
- Renzo Rosso, fondatore e direttore generale dell’azienda italiana, ha fatto sapere in un comunicato “di essere molto felice per questo nuovo elemento di crescita del pianeta Diesel. L’India è un paese incredibile in termini di crescita economica e per il rapidissimo sviluppo delle opportunità che il suo mercato offre all’industria della moda.”
- Sanjai Lalbhai, managing director della Arvind Mills, ha detto che il marchio Diesel è già molto conosciuto in India perché da tempo viene indossato dalle star del cinema di Bollywood. Secondo Darshan Mehta, direttore generale di Arvind Brands, una società di Arvin Mills, “il fatto che il re del ‘denim fashion’ abbia siglato una joint-venture con noi significa che l’India viene vista da Diesel come una destinazione di lungo termine.”
- Alcune delle marche più importanti al mondo hanno formato partnership con Arvind Mills per ottenere la spinta iniziale nell’immenso mercato indiano.
- Nel settembre 2006 l’ americana VF si è accordata con la società indiana per lanciare in India il suo portafoglio di marchi, che includono tra gli altri Lee, The North Face, Eastpak, Wrangler, Nautica e Napapijri. Arvind ha inoltre fatto arrivare in India i marchi Tommy Hilfiger e Gant attraverso i suoi nove negozi situati a Nuova Delhi, Bangalore, Mumbai, Kolkota, Hyderabad e Chennai.
- Per quanto riguarda il mercato statunitense, Diesel conta complessivamente 35 negozi, e ha in programma di aprirne altri quattro entro la fine dell’anno. In settembre inaugurerà il suo primo negozio ad Atlanta, uno spazio di 1000 metri quadrati che commercializzerà anche i marchi Burberry, Cartier, Ralph Lauren e Adidas.

Promozioni ICE con il piccolo dettaglio USA: la parola ai dettaglianti
- “..Una promozione “Life in ‘I’ Style” aiuta a promuovere i marchi italiani ed educa i clienti alla bellezza ed alla qualita’ dei prodotti ‘Made in Italy’… “ ha recentemente dichiarato Frank Camalo dell’omonimo negozio di Lafayette (LA) commentando la promozione di marchi italiani appena realizzata con il supporto dell’ICE. Le promozioni con il piccolo dettaglio, nate per favorire la diffusione della moda italiana al di fuori dei grandi circuiti metropolitani della distribuzione organizzata, registrano una crescente attenzione da parte dei cosiddetti “piccoli dettaglianti” americani che vedono in queste particolari azioni di marketing un’opportunità commerciale di grande valore. In particolare, Mike Zack di Circa 2000 (Plano, TX) sostiene che “… la promozione ci ha dato modo di continuare ad educare i clienti ai benefici dell’acquistare italiano. Questo tipo di promozione è un ottimo veicolo per familiarizzare con i clienti e per evidenziare la qualità dei prodotti italiani” mentre Jeff Glass di Boyds (PA) sottolinea con particolare enfasi come “…tale tipo di promozione permette di evidenziare il valore intrinseco dei prodotti italiani nei confronti di quelli del resto del mondo…”.
- Secondo gli analisti, in momenti congiunturali favorevoli di media durata, come quello che gli USA stanno vivendo, la propensione al consumo cresce secondo matrici omogenee sia dal punto di vista dei gusti che della localizzazione geografica. Infatti, le precedenti esperienze di fluttazioni finanziarie cicliche della durata media di 5-6 anni spingono i consumatori sia ad un maggior risparmio in termini di rapporto qualità-prezzo sia a prediligere beni di consumo che siano immediatamente riconoscibili come sinonimi di ritrovato benessere: il tutto a vantaggio dell’industria della moda! In questo quadro i “piccoli dettaglianti” prediligono i marchi italiani che, comunemente percepiti come esclusivi e di qualità, ben soddisfano le attuali esigenze dei consumatori su tutto il territorio statunitense. L’attuale congiuntura economica stimola la “piccola distribuzione” a politiche di marketing particolarmente incisive e mirate che possano “..essere ricordate a distanza di tempo dai clienti..(Fraye Helicher, TMB, Lancaster, PA)”. Ultimo ma non ultimo va ricordato che un ulteriore fattore di successo delle promozioni realizzate con il contributo dell’ICE si riscontra con quei dettaglianti che legano parte dei maggiori incassi effettuati grazie alla promozione, ad iniziative benefiche a favore di associazioni senza scopo di lucro che sostengono categorie disagiate. In questi casi si registra un quasi automatico interessamento della stampa locale che sottolinea lo svolgimento delle promozioni lodandone le finalità umanitarie.

I produttori di Hollywood e l’industria della moda
L’esempio più famoso è probabilmente quello di Arnon Milchan, produttore di film come ‘JFK’ e ‘Pretty Woman’, che nel 1996 acquistò una partecipazione in Puma, ma ormai sono molti che a Hollywood hanno seguito il suo esempio e stanno investendo nell’industria della moda.
- Harvey Weinstein, il patron della Miramax, per esempio si è comprato il leggendario marchio newyorchese Halston, mentre il produttore di ‘American Idol’ Simon Fuller ha stretto un accordo di partnership con lo stilista francese Roland Mouret.
- Gli esperti non sono sorpresi da questa tendenza. “Di sicuro gli uomini dello spettacolo hanno un vantaggio nell’ottenere visibilità e tutti sanno quanto le celebrità aiutino a vendere nella moda”, ha detto Robert Burke di Robert Burke Associates, una società americana di consulenza nel settore del lusso.
- Secondo Eric M. Beder, vice direttore generale di Murray, Carnet & Co., una società di investment banking con sede a New York, “sia nel mondo dell’intrattenimento che in quello della moda il lavoro consiste nel mettere insieme i talenti migliori, creare un prodotto e portarlo sul mercato, ma è probabilmente minore il rischio di un investimento in un’azienda di moda, perché più longeva.”
- Per quanto riguarda i manager, quelli che arrivano al fashion dal mondo dell’intrattenimento sono ancora relativamente pochi, ma la tendenza è verso la crescita. Uno di questi è Gerolamo Caccia Dominioni, approdato a Benetton da Warner Music International con il compito di rimettere l’azienda italiana in contatto con il pubblico giovanile.
- L’industria della moda presenta tuttavia delle specificità che possono essere difficili da comprendere per gli outsider. Secondo Burke nella moda “esiste una certa curva di apprendimento che va rispettata. Non si può agire come nel mondo dello spettacolo perché effettivamente non lo è.” I manager dell’entertainment sono infatti abituati a lavorare sulla base di un singolo progetto come il lancio di un film, mentre la moda richiede un impegno costante stagione dopo stagione.
- Per un portavoce dell’azienda di occhiali da sole Oliver People “manca la comprensione che ci possono volere anche sei, sette anni per costruire un marchio e alcune di questi investitori non avranno la pazienza di resistere così a lungo. Detto questo, nessuno sa lavorare sull’immagine e sulla creazione di un alone mistico attorno a un prodotto meglio di un grande produttore hollywoodiano.”

Anelli di fidanzamento, tradizioni che cambiano
- C’è stato un tempo in cui, quando un uomo dichiarava il suo amore a una donna e la chiedeva ufficialmente in sposa, la tradizione voleva che le regalasse un anello, con un unico diamante. Nessuna fanciulla si sarebbe sognata di chiedere di più.
- Oggi le cose sembrano essere molto cambiate, con buona pace di chi prediligeva le buone vecchie usanze e con estrema felicità dei gioiellieri, pronti a offrire quando di meglio, e costoso, sia presente sul mercato. Ai nostri giorni, come spiega anche Mary Moses Kinney, direttore della Independent Jewelers Organization, associazione internazionale di gioiellieri, è praticamente la norma che una donna abbia voce in capitolo nella scelta dell’anello, quando non sia addirittura presente al momento dell’acquisto. Il risultato? Le pietre scelte sono più grandi, le montature più fantasiose e spesso al posto di un solitario si prediligono svariati diamanti. “Le dimensioni contano – ha detto Millie Martini Bratten, direttore editoriale di Conde Nast Bridal Group. – Le future spose vogliono anelli luccicanti e preziosi, soprattutto dalla persona che amano”.
- Secondo Moses Kinney a influire su scelte di questo genere è soprattutto il fatto che le coppie tendono a sposarsi in età meno giovane rispetto al passato e hanno quindi maggiore denaro a disposizione. Inoltre, le donne mature hanno avuto più tempo per imparare a valorizzare il proprio aspetto e cercano qualcosa che rifletta maggiormente quello che sono e il modo in cui desiderano apparire. “Vogliono che la loro personalità traspaia dall’anello che portano”, ha detto Moses Kinney. Del resto, lo sposo si trova spesso in imbarazzo non sapendo che scegliere per la propria fidanzata e quindi non disdegna affatto che sia lei a dargli qualche dritta in modo da non sbagliare. “E’ un anello importante, che sarà indossato per molti anni, è importante fare la scelta giusta”, ha dichiarato Theresa DiMasi, direttore del sito Brides.com, spiegando che il platino è sempre più apprezzato, ma l’oro – bianco, giallo o rosa – va sempre per la maggiore.
- Di recente, Diamond Trading, divisione vendite e marketing di De Beers, ha intervistato 10.000 coppie statunitensi a proposito dell’acquisto di diamanti da regalare. Solo il 19% ha detto di avere “un’immagine convenzionale”, ovvero quella dell’uomo che si presenta con una sorpresa per la propria compagna, mentre il 30% delle donne si è definita “partecipativa”.

Macy’s, consolidato il successo guarda avanti
- A metà tra uno spettacolare negozio e quella che potrebbe essere considerata la moda più tradizionale, Macy’s East, uno dei grandi magazzini più famosi a New York ma non solo, ha deciso di cambiare pelle, guardando avanti e puntando più in alto, ovvero a un approccio più sofisticato e di alto livello.
- Del resto, il panorama della moda mondiale, e quello della Grande Mela in particolare, è molto cambiato da quando, 150 anni fa, Rowland Hussey Macy fondò Macy’s, auspicando per la società il migliore successo, ma ovviamente senza poter prevedere che sarebbe diventato un punto di riferimento per centinaia di migliaia di persone. Di certo, lo stesso Hussey Macy resterebbe a bocca aperta entrando anche solo al pianterreno del department store di Herald Square, quasi 9.300 metri quadrati di stand che si affacciano su ampi corridoi, affollati oltre ogni immaginazione di persone che portano borse, spesso contenenti capi che superano i mille dollari.
- Sebbene già adesso sia possibile trovare capi dei migliori marchi internazionali e tutto quello che l’ultima moda impone, il gruppo ora è intenzionato a raccogliere una sfida impegnativa e a puntare in alto, anche attraverso operazioni di design e marketing, come quella che ha portato nel punto vendita milioni di fiori per celebrare l’arrivo dell’estate. La strategia in effetti non è del tutto nuova. Basti per esempio pensare alla sontuosa sfilata che Macy’s sponsorizza ormai da anni in occasione del Thanksgiving Day, il giorno del Ringraziamento, che si celebra negli Stati Uniti in novembre, o ai fuochi d’artificio sull’East River in occasione del giorno dell’Indipendenza, il 4 luglio, o anche alle spettacolari vetrine allestite nel periodo natalizio.
- In sostanza, il “negozio più grande del mondo”, come recita la scritta al di sotto del marchio proprio sulla facciata di Macy’s e come conferma addirittura il Guinnes dei Primati, si prepara ora a diventare anche un punto di riferimento in fatto di stile, accompagnando alla vastità, punto di forza già da 150 anni, anche quel non so che di esclusivo che ancora manca, ma potrebbe arrivare presto.

Saks, attenzione tutta nuova alle calzature
- Sul fatto che Saks Fifth Avenue fosse un punto di riferimento della moda newyorkese nessuno sembrava avere grossi dubbi, ora poi che è arrivata una sorta di conferma istituzionale ben pochi si sognerebbero di mettere la questione in discussione. Il governo ha approvato il codice postale 10022-SHOE per l’area dedicata appunto alle calzature che aprirà i battenti a metà agosto all’ottavo piano del grande magazzino sulla Fifth Avenue. Questo nuovo settore di Saks, che si chiamerà proprio 10022-Shoe e occuperà una superficie di oltre 1.620 metri quadrati, è il primo ad avere ottenuto un proprio codice postale approvato dalle Poste statunitensi.
- “Il mercato delle calzature è molto solido, per questo abbiamo deciso di ampliare l’area dedicata appunto alle scarpe che finora occupava uno spazio relativamente ridotto al quarto piano”, ha dichiarato Ron Frasch, direttore della divisione merchandising di Saks. Frasch, insieme a Terron Schaefer, vicedirettore generale del gruppo e direttore creativo dell’ufficio marketing, si è fatto promotore del progetto, che coinvolge anche Bill Herbst e Suzanne Johnson, responsabili del marchio.
- Se paragonato allo spazio attuale, la nuova area dedicata alle scarpe avrà un magazzino più grande del 150%, sarà dotato del 50% di posti a sedere in più, lo spazio espositivo sarà il 50% più ampio. Anche il design della nuova area è stato particolarmente curato: lungo il perimetro correranno scaffalature ondulate, qua e là ci saranno colonne coperte di mosaici e non mancheranno candelabri capaci di rendere soft e piacevole l’atmosfera.
- Pensato in modo che i clienti possano sentirsi “a casa propria e possano interagire con gli altri clienti vedendo cosa scelgono”, come ha spiegato Frasch, la nuova area dovrebbe garantire un’estrema efficienza, favorita anche dall’ascensore che arriverà direttamente al piano principale. Il progetto del resto riflette gli sforzi della società di sfruttare al massimo la divisione di Saks che ha riportato i risultati migliori negli ultimi anni e massimizzare la produttività di uno dei principali asset del gruppo.

Barneys New York cambia proprietario
- Ha fatto conoscere agli americani marchi internazionali, primo fra tutti l’italiano Armani, e li ha abituati a indossare magliette da 300 dollari, diventando un vero e proprio tempio della moda della Grande Mela, un punto di riferimento per gli amanti del ben vestire. Ora Barneys New York si impone agli onori delle cronache, ma per una volta non si tratta di una nuova linea di abbigliamento o di una partnership con qualche personaggio famoso. La notizia questa volta è che la catena di negozi di lusso cambierà proprietario, passando dalla statunitense Jones Apparel Group, che controlla anche marchi famosi come Nine West, al gruppo di private equity Istithmar, controllata dal governo di Dubai.
- L'accordo con la società del ricco emirato è stato valutato 825 milioni di dollari, una cifra nettamente superiore rispetto ai 400 milioni di dollari pagati nel 2004 dall'amministratore delegato di Jones Apparel Peter Boneparth per acquistare Barneys. Un buon affare dunque, che tuttavia non manca di suscitare perplessità nei “puristi” del marchio ai quali piaceva che il prestigioso punto vendita fosse del tutto a stelle e strisce.
- I tre punti vendita monomarca, a Manhattan, Chicago e Beverly Hills, sono frequentati da personaggi famosi e celebrità, disposti a spendere anche 10.000 dollari per un abito di sartoria e 400 dollari per un paio di jeans. Diversamente dalle concorrenti Saks e Neiman Marcus, Barneys, fondato nel 1923, continua infatti a rivolgersi a un pubblico esclusivo e non ha ceduto alla tentazione di ampliare i propri affari su larga scala.
- La decisione è apparsa inevitabile, soprattutto dopo che Boneparth è stato messo sotto pressione affinché cercasse di risollevare il valore delle azioni del gruppo, in calo in seguito alla riduzione delle vendite, soprattutto quelle del marchio Nine West nel settore calzature. Quest'ultimo sembra avere di recente guadagnato terreno in particolare per quanto riguarda le vendite nei grandi magazzini.
- Come altre società mediorientali, Istithmar trae vantaggio dalla debolezza del dollaro e punta a incrementare gli investimenti negli Stati Uniti.

Fashion-digest
- Bellezza, non più solo una questione da donne
Fino a qualche anno fa creme e prodotti di bellezza in generale erano considerati appannaggio esclusivo delle signore. Ora, sebbene “il mercato dei prodotti per uomo sia ancora nella sua infanzia se paragonato a quello dedicato alle donne”, come ha sottolineato Karen Grant, analista di Npd Group, la situazione comincia a cambiare. Così anche le case produttrici si adeguano e lanciano sempre più linee per gli uomini, come Lancôme, che ha presentato una linea di creme anti-età che avrà come testimonial l’attore Clive Owen. Lo stesso faranno Aveda, come ha annunciato Heidi Norman, direttore marketing del marchio, Mary Kay, pronta a lanciare il profumo MK Man, e Avon, che cercherà di eguagliare il successo della fragranza Derek Jeter Driven.
- Crocs, non più solo scarpe
Larghe, comode, in resina plastica. Le scarpe Crocs sono diventate un must persino tra i vip contro ogni aspettativa. Ora la casa di moda di Dallas, in Texas, ci riprova e prova ad ampliare la propria offerta presentando You by Crocs, nuova linea di calzature da donna. Ne fanno parte nove modelli di stivali, che si ripromettono di accontentare un po’ tutte, senza rinunciare al comfort, ovvero il tratto distintivo della società. Piatte o con il tacco, alti fino al ginocchio o appena sopra la caviglia poco importa, i nuovi stivali cercheranno di imporsi sul mercato già abbastanza affollato delle calzature. La linea, disegnata da Exo Italia, divisione italiana di Crocs, sarà nei negozi il prossimo autunno.
- Nuova apertura per Hermès a New York
Hermès ha aperto a Wall Street la sua seconda boutique newyorchese, precisamente a Broad Street, in un edificio progettato dallo stesso architetto del New York Stock Exchange. La maison francese, che ha inaugurato qui il negozio numero 17 negli Stati Uniti, ha intenzione di espandersi ancora, come ha confermato lo stesso Patrick Thomas, amministratore delegato della società. Hermès intende inaugurare punti vendita in altre città americane, tra cui Seatlle e Detroit, per arrivare nell'arco dei prossimi anni ad aumentare la propria presenza a 25 boutique. In occasione dell'apertura, Hermès ha presentato anche alcuni prodotti a tema dedicati a New York, come le cravatte con le immagini della Statua della Libertà e degli "Orsi e Tori", facendo riferimento in quest'ultimo caso ai simboli del mercato azionario Usa numero uno al mondo.
- Tom Ford, l’appetito vien mangiando
Appena due mesi dopo avere inaugurato la prima boutique su Madison Avenue, nel cuore di New York, Tom Ford, una delle matite più famose nel mondo della moda, ha annunciato che intende aprire altri cento negozi in giro per il mondo nell’arco dei prossimi dieci anni. Per anni stilista di punta di Gucci, Ford ha ora deciso di scommettere sul proprio nome senza legarsi a importanti maison. I punti vendita dovrebbero aprire a Milano, Londra, Los Angeles e nelle principali metropoli in Europa, Sudamerica, Asia e Medio Oriente. Il designer texano pensa dunque in grande e, tra gli addetti ai lavori, c’è già chi è pronto a scommettere che sarà l’ennesimo successo.
- Fendi e Wal-Mart, fine della disputa
Sembra chiusa la disputa tra Wal-Mart Stores e Fendi, controllata dalla francese Lvmh Moet Hennessy Louis Vuitton. Fendi aveva intentato causa accusando la società statunitense leader mondiale nella grande distribuzione con l’accusa di avere venduto nei punti vendita Sam’s Club borse e portafogli contraffatti a un prezzo inferiore a quello di listino. Ora Wal-Mart ha acconsentito a pagare a Fendi una cifra non precisata affinché ritirasse le accuse contro Sam’s Club. Dagli scaffali spariranno inoltre i presunti oggetti contraffatti e saranno rimborsati i clienti che restituiranno merce firmata Fendi e acquistata nei punti vendita Sam’s Club.
- Ralph Lauren, cerca il controllo di Impact 21
Ralph Lauren, cerca il controllo di Impact 21, che produce in licenza abbigliamento per uomo e donna, jeans e accessori, e di cui Polo Ralph Lauren già possiede il 97 per cento. Ma questo non sembra bastare alla casa di moda statunitense che vorrebbe rilevare anche la parte restante. “Si tratta di una mossa strategica importante, che aiuterebbe il gruppo a consolidare la propria attività sul mercato giapponese”, ha reso noto un portavoce della società. Consulente finanziario di Polo Ralph Lauren nell’operazione è Morgan Stanley Japan Securities, mentre Daiwa Securities rappresenta Impact 21.
- Guess, non più solo teenager
Per lungo tempo Guess ha puntato sui teenager o, almeno, su tutti coloro che prediligono uno stile da eterni ragazzi. Ora la casa di moda californiana ha deciso di “crescere” e di rivolgersi a un pubblico più adulto, lasciando per il momento da parte anche gli spot televisivi provocatori che l’hanno resa famosa anche grazie alle protagoniste, come Anna Nicole Smith e Paris Hilton. Dopo avere ridotto la propria presenza nei grandi magazzini come Macy’s, Guess ha deciso di puntare in modo più deciso sui negozi monomarca e di aprire una serie di nuove boutique ogni anno in giro per il mondo, a partire da Milano a Mumbai, in India.
- Negozi e dintorni, lingerie avanti tutta
I grandi magazzini statunitensi hanno scoperto che quello dell’abbigliamento intimo è un settore di moda, molto di moda. Per questo, da Target a Kohl’s, da American Eagle Outifitters a Charming Shoppes tutti sembrano avere iniziato una corsa a chi apre il reparto lingerie più grande e fornito. “L’abbigliamento intimo è secondo solo alle borse in termini di potenziale di crescita per questo tutti cercano di sfruttarlo”, ha detto Marshal Cohen, analista di Npd Group. Sulla scia del successo di Victoria’s Secret, marchio di Limited Brands, il mercato dell’abbigliamento intimo è cresciuto lo scorso anno del 10% a 10,5 miliardi di dollari e sembra orientato a mantenere lo stesso passo anche in futuro.
- Bond n°9, fragranza esclusiva
L’idea che un capo, un profumo, siano qualcosa di esclusivo piace molto nel mondo della moda. Proprio per soddisfare questa voglia di unicità a partire da settembre sugli scaffali di Saks, uno dei più celebri department store newyorkesi, comparirà Bond N°9, fragranza nella duplice versione per lei e per lui. La fragranza, creata dall’omonima società newyorkese in collaborazione con Saks, solo sulla Fifth Avenue, più esclusivo di così non potrebbe essere. “Abbiamo lavorato insieme, noi la fragranza, loro il design del flacone che per il 90% è il risultato dell’interpretazione di Saks”, ha dichiarato il proprietario e cofondatore di Bond N°9 Laurice Rahme.

Eventi Moda luglio, agosto 2007
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15-16-17 luglio 2007
Cosmoprof North America
Las Vegas, Mandalay Bay Convention Center
Collettiva di aziende italiane organizzata con il supporto dell’ICE e di UNIPRO
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17 luglio 2007
Presentazione tendenze tessili
New York, The Morgan Library, 225 Madison Avenue
Presentazione intermediale delle tendenze tessili italiane per l’Autunno Inverno 2008
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17 luglio 2007
Presentazione del libro “I dettagli cambiano la moda”
New York, The Morgan Library, 225 Madison Avenue
Presentazione del volume “I dettagli cambiano la moda” redatto da Tessilvari. All’evento interverranno designer americani, operatori specializzati e rappresentanti della stampa americana anche di settore
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17-18 luglio 2007
I-PLACE
New York, West Side Loft, 336 West 37th Street
Presentazione tendenze ed esposizione prodotto finito del settore pelletteria
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17-18 luglio 2007
Arts & Tannery
New York, West Side Loft, 336 West 37th Street
Presentazione tendenze ed esposizione pellami e accessori
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18-19 luglio 2007
Premiere Visione Preview New York
New York, Altman Building & Metropolitan Pavilion, 125 West 18th Street
Collettiva di aziende italiane e presentazione delle precollezioni tessili per l’Autunno/Inverno 2008
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30 luglio – 2 agosto 2007
WSA – The Collections
Las Vegas, The Venetian Hotel
Presenza di aziende italiane presso la sede espositiva Venetian Hotel
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26-27-28 agosto 2007
The Exclusive
Las Vegas, The Venetian Hotel
Collettiva di aziende italiane operanti nel settore dell’abbigliamento uomo di alta gamma

Statistiche I style – Gennaio-Aprile 2007
- Importazioni italiane negli USA gennaio-aprile 2007
Nel settore calzature si evidenzia un proseguimento dei dati postivi registrati nei primi tre mesi con un incremento del 10,95%, contemporaneamente si conferma l’alto gradimento degli importatori statunitensi per i pellami italiani (+4,24%) e continua l’andamento favorevole per il settore pelletteria con un incremento del 26,88%.
Nel settore della maglieria, l’Italia, pur non avendo una posizione di preminenza nella classifica dei Paesi fornitori, fa registrare per il quarto mese consecutivo un incremento, rispetto allo stesso periodo del precedente anno, pari all’8,48%.
Il macrosettore cosmetica-profumeria evidenzia timidi segnali di ripresa, recuperando punti percentuali e attestandosi a un meno 0,58% rispetto allo stesso mese del 2006.
Va inoltre evidenziato che nel settore gioielleria-oreficeria si registra un rallentamento del calo delle esportazioni italiane in USA che si attesta al 9,18% mentre nel comparto orologeria si assiste a un decremento del 37,37%.
Nel comparto dei tessuti e filati si registra, in particolare, un aumento delle esportazioni verso gli USA del 12,55% per la seta e del 11,75% per il cotone mentre la lana scende in aprile del 4,61%. Se poi si passa a considerare I dati relativi all’abbigliamento uomo e donna si nota un’interessante crescita rispettivamente del 12,90% e del 9,57%.
Infine, nel settore occhialeria si registra un aumento del 24,96% ma purtroppo contemporaneamente le importazioni italiane di montature scendono ad aprile dell’1,46%.
-
Importazioni USA Abbigliamento Uomo in
Gennaio-Aprile 2007 - Milioni di $ USA
codice doganale HS 6203 |
|
|
% Quota |
% Variaz. |
| Class. |
Paese |
2005 |
2006 |
2007 |
2005 |
2006 |
2007 |
07/06 |
| 0 |
Mondo |
7,700.88 |
6,580.34 |
7,100.93 |
100 |
100 |
100 |
7.91 |
| 1 |
Cina |
1,060.43 |
787.46 |
1,346.79 |
13.77 |
11.97 |
18.97 |
71.03 |
| 2 |
Messico |
958.62 |
807.08 |
707.98 |
12.45 |
12.27 |
9.97 |
-12.28 |
| 3 |
Bangladesh |
343.97 |
437.13 |
538.52 |
4.47 |
6.64 |
7.58 |
23.2 |
| 4 |
India |
388.73 |
380.97 |
417.00 |
5.05 |
5.79 |
5.87 |
9.46 |
| 5 |
Indonesia |
262.49 |
298.21 |
350.17 |
3.41 |
4.53 |
4.93 |
17.42 |
|
| 8 |
Italia |
224.35 |
185.96 |
209.95 |
2.91 |
2.83 |
2.96 |
12.9 |
| Fonte: World Trade Atlas |
Importazioni USA Abbigliamento Donna in
Gennaio-Aprile 2007 - Milioni di $ USA
codice doganale HS 6204 |
|
|
% Quota |
% Variaz. |
| Class. |
Paese |
2005 |
2006 |
2007 |
2005 |
2006 |
2007 |
07/06 |
| 0 |
Mondo |
10,566.44 |
10,444.11 |
11,138.67 |
100 |
100 |
100 |
6.65 |
| 1 |
Cina |
2,745.23 |
2,591.90 |
3,750.44 |
25.98 |
24.82 |
33.67 |
44.7 |
| 2 |
Indonesia |
578.83 |
706.12 |
835.40 |
5.48 |
6.76 |
7.5 |
18.31 |
| 3 |
India |
611.36 |
779.71 |
686.35 |
5.79 |
7.47 |
6.16 |
-11.97 |
| 4 |
Vietnam |
376.14 |
491.39 |
600.24 |
3.56 |
4.71 |
5.39 |
22.15 |
| 5 |
Messico |
824.57 |
632.87 |
541.51 |
7.8 |
6.06 |
4.86 |
-14.44 |
|
| 15 |
Italia |
193.50 |
170.80 |
187.14 |
1.83 |
1.64 |
1.68 |
9.57 |
| Fonte: World Trade Atlas |
Importazioni USA Maglieria in
Gennaio-Aprile 2007 - Milioni di $ USA
codice doganale HS 61 |
|
|
% Quota |
% Variaz. |
| Class. |
Paese |
2005 |
2006 |
2007 |
2005 |
2006 |
2007 |
07/06 |
| 0 |
Mondo |
9,499.82 |
9,470.81 |
10,657.69 |
100 |
100 |
100 |
12.53 |
| 1 |
Cina |
1,631.41 |
1,295.04 |
2,298.34 |
17.17 |
13.67 |
21.57 |
77.47 |
| 2 |
Messico |
808.00 |
719.84 |
600.69 |
8.51 |
7.6 |
5.64 |
-16.55 |
| 3 |
Honduras |
641.35 |
554.87 |
589.95 |
6.75 |
5.86 |
5.54 |
6.32 |
| 4 |
Vietnam |
319.85 |
421.09 |
550.40 |
3.37 |
4.45 |
5.16 |
30.71 |
| 5 |
Indonesia |
215.73 |
373.95 |
526.83 |
2.27 |
3.95 |
4.94 |
40.88 |
|
| 26 |
Italia |
106.83 |
95.78 |
103.90 |
1.12 |
1.01 |
0.98 |
8.48 |
| Fonte: World Trade Atlas |
Importazioni USA Calzature in
Gennaio-Aprile 2007 - Milioni di $ USA
codice doganale HS 64 |
|
|
% Quota |
% Variaz. |
| Class. |
Paese |
2005 |
2006 |
2007 |
2005 |
2006 |
2007 |
07/06 |
| 0 |
Mondo |
5,740.93 |
6,074.74 |
6,329.42 |
100 |
100 |
100 |
4.19 |
| 1 |
Cina |
4,017.41 |
4,339.37 |
4,619.67 |
69.98 |
71.43 |
72.99 |
6.46 |
| 2 |
Italia |
392.23 |
350.17 |
388.51 |
6.83 |
5.76 |
6.14 |
10.95 |
| 3 |
Vietnam |
204.79 |
309.83 |
336.00 |
3.57 |
5.1 |
5.31 |
8.45 |
| 4 |
Brasile |
368.21 |
318.59 |
268.77 |
6.41 |
5.25 |
4.25 |
-15.64 |
| 5 |
Indonesia |
178.80 |
167.86 |
134.37 |
3.11 |
2.76 |
2.12 |
-19.95 |
| Fonte: World Trade Atlas |
Importazioni USA Pelletteria in
Gennaio-Aprile 2007 - Milioni di $ USA
codice doganale HS 42 |
|
|
% Quota |
% Variaz. |
| Class. |
Paese |
2005 |
2006 |
2007 |
2005 |
2006 |
2007 |
07/06 |
| 0 |
Mondo |
2,356.14 |
2,587.07 |
2,781.79 |
100 |
100 |
100 |
7.53 |
| 1 |
Cina |
1,594.23 |
1,793.62 |
1,922.91 |
67.66 |
69.33 |
69.13 |
7.21 |
| 2 |
Italia |
186.22 |
200.73 |
254.68 |
7.9 |
7.76 |
9.16 |
26.88 |
| 3 |
Francia |
94.64 |
93.94 |
108.94 |
4.02 |
3.63 |
3.92 |
15.97 |
| 4 |
India |
61.23 |
67.61 |
71.12 |
2.6 |
2.61 |
2.56 |
5.19 |
| 5 |
Vietnam |
41.87 |
44.26 |
47.36 |
1.78 |
1.71 |
1.7 |
7 |
| Fonte: World Trade Atlas |
Importazioni USA Pellami in
Gennaio-Aprile 2007 - Milioni di $ USA
codice doganale HS 41 |
|
|
% Quota |
% Variaz. |
| Class. |
Paese |
2005 |
2006 |
2007 |
2005 |
2006 |
2007 |
07/06 |
| 0 |
Mondo |
290.05 |
286.37 |
278.87 |
100 |
100 |
100 |
-2.62 |
| 1 |
Italia |
61.72 |
66.05 |
68.85 |
21.28 |
23.06 |
24.69 |
4.24 |
| 2 |
Brasile |
33.20 |
41.81 |
46.06 |
11.45 |
14.6 |
16.52 |
10.15 |
| 3 |
Argentina |
44.75 |
39.38 |
40.75 |
15.43 |
13.75 |
14.61 |
3.46 |
| 4 |
Canada |
19.84 |
22.64 |
16.74 |
6.84 |
7.91 |
6 |
-26.04 |
| 5 |
Messico |
23.66 |
16.80 |
15.73 |
8.16 |
5.87 |
5.64 |
-6.36 |
| Fonte: World Trade Atlas |
Importazioni USA Occhiali in
Gennaio-Aprile 2007 - Milioni di $ USA
codice doganale HS 9004 |
|
|
% Quota |
% Variaz. |
| Class. |
Paese |
2005 |
2006 |
2007 |
2005 |
2006 |
2007 |
07/06 |
| 0 |
Mondo |
383.29 |
439.12 |
510.25 |
100 |
100 |
100 |
16.2 |
| 1 |
Cina |
172.64 |
204.76 |
242.86 |
45.04 |
46.63 |
47.6 |
18.61 |
| 2 |
Italia |
123.91 |
148.27 |
185.28 |
32.33 |
33.77 |
36.31 |
24.96 |
| 3 |
Taiwan |
43.04 |
43.73 |
41.66 |
11.23 |
9.96 |
8.17 |
-4.71 |
| 4 |
Giappone |
18.25 |
20.08 |
20.07 |
4.76 |
4.57 |
3.93 |
-0.03 |
| 5 |
Francia |
6.44 |
5.12 |
7.44 |
1.68 |
1.17 |
1.46 |
45.34 |
| Fonte: World Trade Atlas |
Importazioni USA Montature per occhiali in
Gennaio-Aprile 2007 - Milioni di $ USA
codice doganale HS 9003 |
|
|
% Quota |
% Variaz. |
| Class. |
Paese |
2005 |
2006 |
2007 |
2005 |
2006 |
2007 |
07/06 |
| 0 |
Mondo |
224.52 |
255.26 |
278.92 |
100 |
100 |
100 |
9.27 |
| 1 |
Cina |
81.57 |
108.21 |
126.47 |
36.33 |
42.39 |
45.35 |
16.88 |
| 2 |
Italia |
73.91 |
79.08 |
77.92 |
32.92 |
30.98 |
27.94 |
-1.46 |
| 3 |
Giappone |
15.13 |
15.17 |
19.96 |
6.74 |
5.95 |
7.16 |
31.55 |
| 4 |
Austria |
12.08 |
12.69 |
12.83 |
5.38 |
4.97 |
4.6 |
1.13 |
| 5 |
Corea del Sud |
13.92 |
12.74 |
11.89 |
6.2 |
4.99 |
4.27 |
-6.67 |
| Fonte: World Trade Atlas |
Importazioni USA Gioielli in metalli preziosi in
Gennaio-Aprile 2007 - Milioni di $ USA
codice doganale HS 7113 |
|
|
% Quota |
% Variaz. |
| Class. |
Paese |
2005 |
2006 |
2007 |
2005 |
2006 |
2007 |
07/06 |
| 0 |
Mondo |
2,200.29 |
2,466.04 |
2,592.48 |
100 |
100 |
100 |
5.13 |
| 1 |
India |
450.29 |
586.81 |
750.36 |
20.47 |
23.8 |
28.94 |
27.87 |
| 2 |
Cina |
249.34 |
325.44 |
342.90 |
11.33 |
13.2 |
13.23 |
5.37 |
| 3 |
Tailandia |
228.81 |
264.69 |
286.75 |
10.4 |
10.73 |
11.06 |
8.33 |
| 4 |
Italia |
271.85 |
265.24 |
240.89 |
12.36 |
10.76 |
9.29 |
-9.18 |
| 5 |
Hong Kong |
131.88 |
146.03 |
158.71 |
5.99 |
5.92 |
6.12 |
8.69 |
| Fonte: World Trade Atlas |
Importazioni USA Orologi in
Gennaio-Aprile 2007 - Milioni di $ USA
codice doganale HS 91 |
|
|
% Quota |
% Variaz. |
| Class. |
Paese |
2005 |
2006 |
2007 |
2005 |
2006 |
2007 |
07/06 |
| 0 |
Mondo |
1,121.71 |
1,097.05 |
1,190.09 |
100 |
100 |
100 |
8.48 |
| 1 |
Svizzera |
539.14 |
538.82 |
682.04 |
48.07 |
49.12 |
57.31 |
26.58 |
| 2 |
Cina |
199.11 |
190.46 |
174.64 |
17.75 |
17.36 |
14.68 |
-8.31 |
| 3 |
Giappone |
195.29 |
185.29 |
168.64 |
17.41 |
16.89 |
14.17 |
-8.98 |
| 4 |
Messico |
34.21 |
35.66 |
36.54 |
3.05 |
3.25 |
3.07 |
2.48 |
| 5 |
Tailandia |
45.42 |
41.65 |
32.13 |
4.05 |
3.8 |
2.7 |
-22.86 |
|
| 9 |
Italia |
7.92 |
10.97 |
6.87 |
0.71 |
1 |
0.58 |
-37.37 |
| Fonte: World Trade Atlas |
Importazioni USA Profumeria, Cosmetica in
Gennaio-Aprile 2007 - Milioni di $ USA
codice doganale HS 33 |
|
|
% Quota |
% Variaz. |
| Class. |
Paese |
2005 |
2006 |
2007 |
2005 |
2006 |
2007 |
07/06 |
| 0 |
Mondo |
2,122.31 |
2,203.56 |
2,315.14 |
100 |
100 |
100 |
5.06 |
| 1 |
Irlanda |
654.81 |
698.32 |
665.54 |
30.85 |
31.69 |
28.75 |
-4.69 |
| 2 |
Francia |
393.96 |
406.37 |
413.08 |
18.56 |
18.44 |
17.84 |
1.65 |
| 3 |
Canada |
272.97 |
288.72 |
305.45 |
12.86 |
13.1 |
13.19 |
5.79 |
| 4 |
Italia |
122.16 |
129.79 |
129.04 |
5.76 |
5.89 |
5.57 |
-0.58 |
| 5 |
Cina |
79.50 |
90.10 |
122.66 |
3.75 |
4.09 |
5.3 |
36.13 |
| Fonte: World Trade Atlas |
Importazioni USA Filati e tessuti in lana in
Gennaio-Aprile 2007 - Milioni di $ USA
codice doganale HS 51 |
|
|
% Quota |
% Variaz. |
| Class. |
Paese |
2005 |
2006 |
2007 |
2005 |
2006 |
2007 |
07/06 |
| 0 |
Mondo |
106.22 |
102.12 |
98.79 |
100 |
100 |
100 |
-3.26 |
| 1 |
Italia |
28.50 |
26.27 |
25.06 |
26.83 |
25.72 |
25.37 |
-4.61 |
| 2 |
Regno Unito |
9.67 |
9.09 |
10.63 |
9.11 |
8.9 |
10.76 |
17 |
| 3 |
Messico |
8.30 |
8.61 |
9.70 |
7.81 |
8.43 |
9.82 |
12.72 |
| 4 |
Cina |
5.77 |
8.18 |
9.22 |
5.44 |
8.01 |
9.33 |
12.65 |
| 5 |
Nuova Zelanda |
10.62 |
8.85 |
6.36 |
10 |
8.67 |
6.43 |
-28.18 |
| Fonte: World Trade Atlas |
Importazioni USA Filati e tessuti in cotone in
Gennaio-Aprile 2007 - Milioni di $ USA
codice doganale HS 52 |
|
|
% Quota |
% Variaz. |
| Class. |
Paese |
2005 |
2006 |
2007 |
2005 |
2006 |
2007 |
07/06 |
| 0 |
Mondo |
599.95 |
529.42 |
439.15 |
100 |
100 |
100 |
-17.05 |
| 1 |
Cina |
63.52 |
72.41 |
81.79 |
10.59 |
13.68 |
18.63 |
12.95 |
| 2 |
Pakistan |
128.50 |
136.31 |
66.71 |
21.42 |
25.75 |
15.19 |
-51.06 |
| 3 |
Italia |
54.15 |
45.93 |
51.33 |
9.03 |
8.68 |
11.69 |
11.75 |
| 4 |
Corea del Sud |
41.03 |
37.99 |
40.01 |
6.84 |
7.18 |
9.11 |
5.31 |
| 5 |
India |
25.37 |
27.53 |
30.33 |
4.23 |
5.2 |
6.91 |
10.17 |
| Fonte: World Trade Atlas |
Importazioni USA Filati e tessuti in seta in
Gennaio-Aprile 2007 - Milioni di $ USA
codice doganale HS 50 |
|
|
% Quota |
% Variaz. |
| Class. |
Paese |
2005 |
2006 |
2007 |
2005 |
2006 |
2007 |
07/06 |
| 0 |
Mondo |
97.67 |
91.76 |
89.06 |
100 |
100 |
100 |
-2.94 |
| 1 |
India |
33.65 |
33.21 |
30.33 |
34.45 |
36.19 |
34.06 |
-8.66 |
| 2 |
Cina |
22.62 |
23.75 |
24.25 |
23.16 |
25.88 |
27.23 |
2.11 |
| 3 |
Italia |
19.05 |
14.53 |
16.35 |
19.5 |
15.83 |
18.36 |
12.55 |
| 4 |
Corea del Sud |
9.39 |
10.38 |
8.02 |
9.61 |
11.31 |
9 |
-22.74 |
| 5 |
Regno Unito |
5.19 |
4.07 |
3.85 |
5.32 |
4.44 |
4.33 |
-5.41 |
| Fonte: World Trade Atlas |

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