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I negozi “reali” sfidano gli store online
- Quella in corso sembra essere una sorta di sfida all’ultimo cliente e vede fronteggiarsi i sempre più agguerriti negozi online e i punti vendita tradizionali, per nulla disposti a cedere terreno ai nuovi concorrenti. I negozi, per arginare lo strapotere di Internet e dei videogiochi, sempre più spesso prendono in prestito alcuni spunti tecnologici dagli avversari, per creare quella che è definita “un’esperienza unica per lo shopping” nella quale si mescolano giochi ottici e simulazioni, effetti speciali e artifici volti a catturare l’attenzione dei clienti.
- I rivenditori tradizionali si sono, infatti, resi conto che per tenere il passo dei negozi virtuali, sempre più popolari, non è più sufficiente vendere prodotti di buona qualità e offrire un servizio efficiente, ma occorre differenziarsi e garantire uno spunto in più. “Nei negozi sono sempre più spesso utilizzate tecnologie innovative”, ha sottolineato Tamara Mendelsohn, analista di Forrester Research. Esempi di questa nuova tendenza non sono affatto difficili da trovare. La società che crea sistemi digitali IconNicholson ha sviluppato per le boutique di Nanette Lepore un sistema di “social retailing” (vendita personalizzata), che consente ai clienti di vedere se un vestito è adatto alla propria figura senza indossarlo ma facendolo riflettere in speciali specchi che sovrappongono l’abito all’immagine della persona. Il sistema consente inoltre di inviare messaggi via Internet per chiedere il parere degli utenti del web. “Un tempo si chiedeva alla commessa un parere sull’abito appena provato, ora si chiede consiglio al mondo intero tramite la rete”, ha spiegato Christopher Euright di IconNicholson.
- Altre idee innovative sono arrivate dal Vecchio Continente. In Finlandia, la società di Helsinki FogScreen ha messo a punto un sistema che proietta ologrammi che consentono di mostrare come un capo può essere indossato e permettono ai negozianti di intervenire sull’immagine. Inizialmente, l’azienda aveva pensato di vendere il proprio prodotto a casinò e hotel, ma nell’ultimo anno anche i negozi hanno cominciato a mostrare un certo interesse per la tecnologia.
- In Inghilterra si punta invece sulla realtà virtuale, grazie al sistema ideato da Immersive Display, che consente di trovarsi immersi in una sorta di gioco tridimensionale all’interno del quale sono proiettate immagini.
- Display animati che offrono informazioni sui prodotti sono stati resi disponibili dalla società canadese DigiCharm, che ha studiato un’apparecchiatura in grado di mostrare video sui prodotti, fornire ogni genere di informazioni e di ottimizzare il prezzo, rendendo immediatamente visibile i prodotti in saldo e gli sconti dell’ultimo minuto.
- Anche Ibm ha deciso di mettersi al lavoro in un settore che sta diventando estremamente redditizio. Il colosso statunitense si è reso conto che “il mercato chiede di trovare soluzioni per differenziare i negozi puntando sulla tecnologia”, ha detto Mark Campanella, direttore marketing della società. Per il momento Ibm si è concentrata sulla sicurezza e ha messo a punto un sistema di videosorveglianza che può interagire con il personale del negozio, segnalando eventuali comportamenti sospetti da parte dei clienti.

L’intervista - Micam, un successo visto dagli Stati Uniti
- Da anni uno degli appuntamenti più attesi dagli addetti ai lavori del settore delle calzature di tutto il mondo, Micam. The shoe event si è rivelato all'altezza delle aspettative degli organizzatori. La fiera, tenutasi a Milano dal 15 al 18 marzo, è stata visitata da quasi 43.000 persone, il 2,9% in più rispetto all'edizione precedente.
- Su una superficie di 73.000 metri quadrati, hanno esposto le proprie novità 1.654 espositori, di cui 500 stranieri. Il successo della fiera è stato confermato dall'eccezionale presenza di visitatori provenienti dall'estero, aumentati del 7,7 per cento, e arrivati in particolare da Europa e Giappone. "Sono rimasta molto impressionata dall'organizzazione e dalla varietà del programma di appuntamenti. Mi sono sentita a mio agio e ritengo che anche gli allestimenti degli stand fossero di alto livello", ha dichiarato soddisfatta Dawn Spilman, responsabile delle pubbliche relazioni per la boutique Leap Shoe Lounge di Calabasas in California.
- In attesa della prossima edizione, che si terrà dal 20 al 23 settembre, il presidente dell’Associazione Nazionale Calzaturifici Italiani, Rossano Soldini si è detto "decisamente soddisfatto del risultato ottenuto, che conferma i tanto attesi segnali di ripresa che il settore sta cominciando a fare registrare". Dello stesso avviso anche Spilman, che ha sottolineato l'importanza dell'evento anche per i rivenditori statunitensi, che qui trovano idee originali. "Al Micam è possibile scoprire i nuovi trend e trovare oggetti unici, introvabili negli Stati Uniti", ha detto confermando la propria presenza anche all'edizione di settembre. "Invito anche gli altri rivenditori a fare lo stesso", ha detto.
- Il pubblico decisamente cosmopolita dell'evento ha potuto seguire anche la presentazione di oltre 2.000 collezioni per l'autunno inverno 2007-2008. "Gli spunti interessanti sono stati numerosi e intendo vendere nella mia boutique parte di quello che ho visto a partire dall'autunno 2007", ha dichiarato April Wegman, titolare della boutique April Lane Shoes di Fort Worth in Texas e presente come visitatore dagli Stati Uniti alla fiera. "È importante per i rivenditori stranieri partecipare al Micam per comprendere come va il mercato internazionale e in particolare quello italiano. È inoltre molto interessante potere prendere contatto con i produttori minori, che propongono idee originali e per nulla inferiori a quelle dei grandi designer", ha concluso Wegman.

L’evento - Tom Ford e la rivoluzione dell’abbigliamento da uomo
Dopo avere dettato legge nella moda femminile, Tom Ford, ex direttore creativo di Gucci acclamato a livello internazionale e conteso dalle più famose case mondiali, ha deciso di intraprendere una nuova sfida e di rivoluzionare il settore dell’abbigliamento maschile. Il lancio di una nuova linea, accompagnata dall’inaugurazione di una boutique di due piani su Madison Avenue a New York, rappresenta il primo passo in questa direzione.
- Sono in molti a chiedersi come si senta in questo periodo lo stilista, per il quale la presentazione di questa collezione rappresenta una tappa fondamentale e un banco di prova di notevole importanza, soprattutto perché Ford è chiamato a dimostrare di potere avere successo anche senza avere alle spalle una casa di moda prestigiosa come Gucci. La linea appena presentata segna inoltre il ritorno del guru della moda all’abbigliamento: dopo avere lasciato la maison italiana nel 2004, Ford si è dedicato agli occhiali da sole, in collaborazione con l’italiana Marcolin Group, e ai profumi, firmando una fragranza distribuita da Estée Lauder.
- Nella nuova collezione, che spazia dagli abiti classici, alle camicie, dalle t-shirt alle cravatte, dagli accessori ai profumi, si riconosce il tratto dello stilista, che ha inteso ripensare e rinnovare da cima a fondo lo stile maschile. Per il momento, la linea sarà venduta esclusivamente nella boutique newyorkese che, non senza una certa ostentata baldanza, ha aperto i battenti a pochi passi dai negozi di Gucci e Yves Saint Laurent.
- Per Ford l’impresa non rappresenta solo una sfida, ma, alla soglia dei 45 anni, è anche un modo per dimostrare di avere raggiunto la piena maturità stilistica. “È una sorta di reazione a quello che ho fatto finora – ha detto - il mio istinto mi dice che devo puntare a qualcosa di nuovo e alla cura per i dettagli”. A pochi giorni dalla presentazione della collezione, c’è già chi è pronto a giurare sul successo dell’operazione, come David Wolfe, direttore creativo di Doneger Group: “è stata un’idea intelligente non associare il proprio nome a un marchio quando era ancora troppo vivo il ricordo della sua attività da Gucci. Ora si sono create curiosità e grande aspettativa”.
- Del resto, anche il momento sembra propizio come dimostrano analisi secondo le quali il numero di uomini che scelgono autonomamente il proprio abbigliamento è salito lo scorso anno al 75%, dal 52% del 1995, mentre le vendite di capi maschili sono cresciute del 2,9% nel 2006 a 54,8 miliardi di dollari.

I love shopping
- New York continua a sperimentare la fiducia dei suoi consumatori più facoltosi che sembrano non averne mai abbastanza di occasioni di shopping di alto livello. Basta guardarsi intorno: nuove boutique del lusso nascono in ogni angolo della città che non dorme mai, portando il concetto stesso di esclusività ad un nuovo livello.
- Per cominciare un giro virtuale nelle novità dello shopping della Grande Mela, sotto la guida del sito wwd.com, non si può che partire dalla mitica Fifth Avenue. Il 768, infatti, ospiterà a breve un duo di sofisticata decadenza: Caudalie, la spa francese super esclusiva, insieme ai diamanti di A. Link & Co. Poco più in là, gli appassionati del look made in Italy potranno godersi la nuova boutique della linea giovane di Roberto Cavalli, Just Cavalli, il primo sulla favolosa via di Manhattan. Al 38 east dell’esclusiva 57esima strada, invece, si inaugura, proprio accanto a Jacob & Co, la nuova boutique di Franck Muller, mentre la magnifica Madison accoglierà temporaneamente, al numero 543, la boutique di Ermenegildo Zegna. Lambertson Truex, divisione di Samsonite, ha portato il negozio Via Spiga al 692 di Madison Avenue e il guru italiano delle calzature Giuseppe Zanotti sarà invece al numero 808 di Madison. A Union Squadre, uno dei nuovi punti caldi della città, aprirà I battenti il negozio della superstar olandese del denim, G-Star, all’843 di Broadway angolo 18esima strada. Nel mitico quartiere di SoHo, invece, si parla sempre più italiano. Il 49 di Green Street è infatti illuminato da Luceplan, luci e lampade da Milano, mentre al 136 della stessa strada si può ammirare l’arredo italiano contemporaneo di Campaniello.
- Nel frattempo, Marc Jacobs ha aggiunto al suo impero anche il 382 di Bleeker Street e si mormora che questa ultima location ospiterà tutte le creazioni del designer, dalla sua collezione casa fino a quella dedicata ai bambini, Little Marc. Lancome e Tod’s, però, non sono da meno e sembra proprio che Bleeker Street sarà presto anche la loro nuova casa.
- E ancora, nel Greenwich Village, il negozio di cosmetica Lush diffonde profumi tra le vie, mentre sarà facile immergersi nel lusso del Financial Discritc grazie alla boutique del designer di abiti maschili Thomas Pink, al 63 di Wall Street e allo store Canali che propone, tra gli altri, Tiffany, Armani Casa, Hermes e BMW, tutto al 25 di Broad Street. Non resta dunque che lasciarsi andare tra le avenue della Grande Mela ed assaporare, insieme all’aria di primavera, il gusto inconfondibile del lusso metropolitano.

Nuove tendenze: la coscienza della moda
- Sono finiti i giorni in cui la canapa era considerata buona solo per produrre corde e carta. La nuova generazione di studenti in fashion design ha, infatti, tutta l'intenzione di impegnarsi per trasformare le fibre vegetali ed ecologiche in abiti eleganti e glamour. Oltre che, ovviamente, organici.
- "Voglio dimostrare che un abito può essere sexy e bellissimo, ma anche etico" dichiara Lorna Tallowin, una studentessa della Nottingham Trent University e rappresentante di quel sempre più folto gruppo di giovani designer pronti a far coincidere stile e coscienza sociale. "Uso la seta di canapa moltissimo: è un tessuto morbido, delicato, che avvolge bene il corpo", continua Tallowin.
- In risposta alla crescente domanda degli studenti, le università iniziano ad offrire sempre più corsi sullo sviluppo sostenibile del design, la produzione etica e l'ecologia, come accade alla New Academy of Art di Milano o con il progetto Fashioning an Ethical Industry proposto dalle scuole di moda inglesi in collaborazione con l'organizzazione Labour Behind the Label.
- "C'è un gran fermento nelle scuole di moda", dice Safia Manney, la fondatrice del marchio di abiti "etici" People Tree che ha prodotto le collezioni di tre studenti della Nottingham Trent usando tessuti provenienti da commercio equo e solidale.
- Una nuova generazione di designer, dunque, che vede profitto e principi come due aspetti del business conciliabili e che è pronta a farsi carico di questioni sociali e ambientali lanciando linee di abiti "responsabili".
- "Come molti miei coetanei, voglio indossare abiti prodotti secondo regole etiche senza però dover rinunciare al mio stile", dice Rachel Plant, che ha creato la sua linea di moda chiamata Annie Greenable, dopo aver discusso una tesi sulla responsabilità etica nel mondo della moda presso la Nottingham Trent.
- Erin Trabar, come Rachel, ha co-fondato il suo brand Amana (che in arabo vuol dire "consegnato secondo fiducia”) dopo essersi specializzata al London College of Fashion in tecniche per il commercio equo nell'industria della moda. Amana, che ha debuttato lo scorso marzo, usa cotone, seta e canapa rigorosamente organici e compensa i danni ambientali provocati dal trasporto di questi materiali dal Marocco devolvendo dei contribuiti a progetti in difesa dell'ambiente.
- Sulla stessa lunghezza d'onda è Sarah Lucy Smith, autrice della linea di lingerie in canapa e seta Green Knickers, creata subito dopo aver conseguito la laurea in eco design presso la Goldsmith University.
- Va inoltre considerato che i nuovi clienti della moda etica e responsabile, non si ispirano affatto allo stile hippie tutto macrame e simboli della pace alla Woodstock, ma cercano invece completi eleganti, abiti sexy e borse ben fatte. Non c'è da stupirsi, dunque, se boutique di alto livello, siti di acquisti on-line e celebrità si stiano concentrando su questo nuovo target di "eco-clienti".
- Come riporta il sito wwd.com, tra queste boutique c'è la mitica Colette di Parigi. "Ci piacciono gli abiti che sanno sintetizzare un buon design e una buona causa", spiega Sarah Lerfel, buyer per Colette che già propone marchi etici come il peruviano Misericordia e che, da giugno, venderà la linea di t-shirt disegnate da Kate Moss e Gwyneth Paltrow per la raccolta fondi a favore del Climate Project di Al Gore.
La top model Lily Cole, 18 anni, che ha posato gratuitamente per pubblicizzare designer ecologici come Katharine Hamnett, rappresenta perfettamente la sempre più folta schiera di giovani, attenti al taglio dei loro vestiti ma anche alla provenienza dei tessuti e all'impatto sociale derivato dalla loro produzione.
- E così, anche grandi catene come H&M o Wal-Mart hanno proposto negli ultimi anni collezioni prodotte con materiali organici provenienti da commercio equo, mentre marchi "eco-friendly" come Alter Mundi Mode di Parigi, From Somewhere di Londra e Linda Loudermilk di Los Angeles continuano a richiamare clienti in tutto il mondo.
- Una tendenza, questa, che sembra arrivare dalla base, dalla strada e non dalle passerelle: accanto ad un consumo più attento di cibo e bevande, adesso molti consumatori si preoccupano che anche i vestiti che indossano rispondano a certi standard di sostenibilità.
- Anche le celebrità hanno alimentato la nuova "onda verde". Il documentario premio Oscar di Al Gore "An Inconvenient Thruth" ha contribuito a mettere la questione ambientale sulle agende delle icone della moda, così come gli interventi indifesa dell'ambiente di Leonardo Di Caprio e Bono Vox degli U2. “Quando la gente vede delle celebrità indossare qualcosa, che ci piaccia o no, è subito incuriosita”, dice Deborah Lindquist, una eco-designer che annovera tra le sue clienti anche Sharon Stone.
- L'industria della moda, ora, cerca di trarre vantaggio dal nuovo trend che fa dell'avere una coscienza civile e ambientale qualcosa di "cool".
- Non a caso, uno dei brand più amati negli Stati Uniti, il gigante del demin Levi’s ha da poco lanciato una linea di jeans “ecologici”, la Levi’s Eco ed ha promosso il “Levi’s 5-01 Day”, una giornata dedicata al volontariato in tutte le sue forme promossa dalle modella Summer Rayne Oakes.

Nuovi segmenti di mercato: Bill Clinton lancia appello ai baby boomers
L’ex presidente degli Stati Uniti Bill Clinton ha lanciato il suo appello agli uomini e alle donne della sua generazione, i cosiddetti Baby Boomers, nati nel secondo dopoguerra e ormai alla soglia della pensione: immaginare un nuovo modo per impegnare il proprio tempo, dedicandone almeno una parte alle sfide di questo nuovo mondo in cui tutto è interdipendente a livello globale e i cui legami sono basati su un fitto e continuo network di telecomunicazioni così come sull’economia. Questo ha aspetti positivi e negativi, ha sottolineato l’ex presidente: “Significa che non possiamo sfuggire l’uno dall’altro, anche se vogliamo”. All’età di 60 anni, Clinton si trova proprio al confine della generazione dei Boomers, che negli Stati Uniti conta 78,5 milioni di persone. Che cosa hanno lasciato queste persone alle generazioni che verranno? La domanda si fa si ripropone con sempre più forza man mano che questa fetta di società, così simbolica per l’epoca di cambiamento nel quale è vissuta, si avvicina alla vecchiaia.
- Saranno in grado di sacrificarsi e di lasciare un mondo migliore di quello che hanno trovato, e non solo di sfruttarlo per il proprio benessere personale? Punti di domanda che non sono naturalmente sfuggiti al mercato, che sempre con più attenzione cerca di attingere a questo bacino di consumatori facoltosi.
- I Baby Boomers hanno un’aspettativa di vita più lunga di quella dei loro predecessori: secondo il documentario “The Boomer Century: 1946-2046” trasmesso a fine marzo dall’emittente Pbs, coloro che, come Clinton, compiranno 65 anni nel 2011 possono aspettarsi di vivere in media altri 18 anni. “Siamo cresciuti credendo che non fosse possibile vivere esistenze davvero autentiche a meno che non si guardasse al di là dei nostri ristretti orizzonti. La differenza è che oggi possiamo davvero farlo” ha detto l’ex presidente, sottolineando che tale possibilità è data in larga parte dalle connessioni veloci “Con Internet abbiamo il potere di fare qualunque cosa se un numero sufficiente di persone decide di agire allo stesso momento e per la stessa causa. Per questo non possiamo costruire un mondo senza azioni responsabili da parte di privati cittadini, combinata con l’azione del governo”. Clinton ha parlato per conto di TvLand, il nuovo canale di Mtv che sarà lanciato in ottobre, di fronte ad una platea piena di possibili investitori in pubblicità. L’ex presidente ha un rapporto che dura da 15 anni con il network, con il quale ha avviato un programma per combattere l’obesità e il diabete attraverso la sua Alleanza per una Generazione Più Sana. Da parte sua Tv Land incoraggerà il suo pubblico a restituire alla società quanto ricevuto attraverso “Cause Chance”, una promozione per il volontariato, la filantropia e la responsabilità sociale.

Arriva Glam, il portale rivoluzionario dedicato alle donne
- Nel settembre 2004, quando Samir Aurora iniziò a presentare al sua idea di business ai possibili investitori, trovò molte difficoltà a far comprendere le potenzialità del suo progetto: Glam, un sito web di moda rivolto alle donne. Alcuni investitori tuttavia, lo stavano aspettando a braccia aperte, convinti della possibilità di profitti milionari sfruttando le potenti tendenze demografiche che stanno rivoluzionando Internet. E’ il caso di Accel Partners, che ha investito nell’idea di Aurora 29,5 milioni di dollari.
A prima vista Glam può apparire poco diverso dai soliti cocktail di gossip, celebrità, moda e suggerimenti di stile che si possono trovare su popolari siti come Instyle.com e Style.com. Ma con una ricerca più approfondita si scopre in fretta che assomiglia meno ad una rivista di moda e molto di più ad una macchina per fare soldi. Piuttosto che creare un semplice portale per le donne, Glam punta a cavalcare quella che viene definita la “deportalizzazione del web”, offrendo agli utenti una serie di link che li conducono fuori dai propri confini e in un fitto network di siti partner, blog e inserzioni pubblicitarie, ciascuno dei quali fornisce porta profitti al proprio ospitante.
- Uno staff di circa 50 persone elabora il 40% dei contenuti del sito, importando il resto da riviste partner come Marie Claire e una rete di circa 250 bloggers e siti affiliati come Ask Fashion Kitty, Wickedly Chic e Shoewawa. Glam prevede di andare in attivo nel secondo trimestre con profitti basati quasi unicamente su pubblicità venduta direttamente online ed estremamente mirata su base demografica e di ubicazione. A richiesta, Glam è in grado di distribuire le inserzioni a determinati bacini di utenti, con estrema precisione, e gli inserzionisti sono pronti a pagare il servizio a peso d’oro: da 20 a 35 dollari ogni mille ‘click’ solo per far comparire il marchio, e dai 50 agli 85 dollari per un pubblicità video. Prezzi da capogiro, se paragonati a quelli per audience meno lucrose, come quelle dei normali portali, che vanno da 1 a 5 dollari.
- E il network di Glam non sembra intenzionato a fermarsi ai blog. A settembre la società ha lanciato GlamSpace, una comunità virtuale sull’esempio di MySpace che ora ha 480 mila membri registrati.

Cosmoprof di Bologna, una connessione emozionale
Una connessione emozionale. Queste tre parole riassumono il senso profondo dell’edizione di quest’anno di Cosmoprof, il salone della bellezza di Bologna: dall’accresciuta attenzione per i consumatori all’alto livello di innovazione fino al nuovo spirito ambientalista che copre ogni aspetto, dagli imballaggi al design degli stand.
- Si tratta di tendenze che continueranno per il resto dell’anno e oltre in tutte le fiere internazionali che si svolgeranno da Singapore a Cannes. I cinque giorni dell’evento, giunto alla quarantesima edizione, hanno attirato 145,331 visitatori, il 5% in più rispetto allo scorso anno.
- Le società partecipanti hanno detto di aver ampliato il loro budget di marketing, presentando nuove categorie di prodotti nel tentativo di rivolgersi a fasce di consumatori prima inesplorate. In Italia queste strategie stanno funzionando visto che l’industria della bellezza è in fase di ripresa dopo tre anni di crisi: nel 2006 il giro d’affari è stato pari a 8,08 miliardi di euro, in aumento del 2,7% rispetto all’anno precedente. Le esportazioni sono aumentate del 4,5% a 2,24 miliardi di euro, ma Fabio Franchina, presidente di Unipro (l’Associazione Italiana delle Imprese Cosmetiche) ha commentato: “Questo è ancora nulla rispetto a quello che potremmo fare”. Unipro conta di organizzare 21 eventi per le società italiane di piccole e medie dimensioni del settore, per lanciare la distribuzione in tutto il mondo e in particolare nei mercati emergenti. Sul fronte interno Franchina ha detto che il lungo periodo di declino delle profumerie si è stabilizzato e che i venditori sono diventati più aggressivi, con strategie più sofisticate e personali. “Si stanno decisamente avvicinando ai consumatori” ha detto, aggiungendo che per quanto riguarda i prodotti, le società italiane stanno investendo in ricerca e sviluppo come mai in passato.
- I grandi magazzini Coin, con sede a Venezia, stanno cercando di avvicinarsi alla clientela più giovane attraverso una rimodernizzazione dei suoi 40 negozi da 40 milioni di euro. Lancerà inoltre una linea cosmetica con il proprio nome che sarà venduta in circa 50 nuove profumerie che apriranno nella catena gemella Oviesse. Un’altra società che sta rapidamente ampliando il proprio mercato è la milanese Deborah. “Abbiamo modificato strategia per creare valore attraverso tre fattori: il marchio, il nostro network e diventando distributori di altre società di cosmesi” ha spiegato l’amministratore delegato Gianluca Boneti “Riteniamo che aprire il nostro network aggiungerà valore. Diventeremo distributori”. La maggior parte delle società che hanno partecipato a Cosmoprof ha comunque utilizzato questa occasione per promuovere nuovi prodotti e tecnologie innovative.

Fashion-digest
- New Balance, Davis lascia il campo dopo 35 anni
Jim Davis ha fondato New Balance Athletic Shoe 35 anni fa. Ora, dopo avere messo ai piedi di mezzo mondo le proprie scarpe, ha deciso di cedere a Robert DeMartini l’incarico di amministratore delegato dell’azienda, che realizza vendite per 1,6 miliardi di dollari l’anno. “Dopo così tanto tempo, riteniamo sia tempo di cedere il timone a un team manageriale più giovane e progressista”, ha detto Davis, che manterrà la poltrona di vicepresidente. Certo, il fondatore della società non ha nulla di cui lamentarsi, considerando il fatto che la rivista Forbes lo ha incluso nella classifica annuale degli uomini più ricchi, alla posizione 488 con un patrimonio di 2 miliardi di dollari.
- Bulgari apre i battenti sulla Fifth Avenue
Finalmente il nuovo negozio monomarca del Gruppo Bulgari ha alzato le saracinesche a New York, sulla Fifth Avenue. La boutique, la più grande negli Stati Uniti, è stata completamente rinnovata e ha ora una facciata di vetro alta sei metri e mezzo circa, composta da undici ampie vetrine che creano un effetto di ampia luminosità. All'interno, in un'area 1.207 metri quadri, si ammirano i capolavori di alta gioielleria e di orologeria di Bulgari; il secondo piano è dedicato agli accessori donna, e il terzo agli accessori uomo. "Vogliamo essere aggressivi sui monomarca che sono localizzati nelle città più importanti", come dimostrano i casi di New York e di Los Angeles, ha spiegato l’amministratore delegato Francesco Trapani, ricordando che altri due punti vendita saranno aperti a Costa Mesa, in California, e Boca Raton, in Florida.
- GAP, quando moda e design si fondono
Dopo avere cercato e trovato collaborazioni con i nomi buoni della moda, Gap questa volta punta al design. Il marchio statunitense ha creato, in collaborazione con il Council of Fashion Designers of America e con la rivista Vogue, la collezione Gap Design Editions, che sarà disegnata da Thakoon Panichgul, finalista del premio Fashion Fund nel 2006, e dalle sorelle Laura e Kate Mulleavy. Sebbene non abbiano compiuto neppure trent’anni le due ragazze sono considerate una sorta di istituzione nel mondo del design: i loro abiti, venduti con il marchio Rodarte, sono vere e proprie opere d’arte concesse a pochi fortunati a prezzi da capogiro che superano anche i 17.000 dollari. Per Gap disegneranno capi che saranno venduti a un prezzo massimo di 88 dollari, ma non sembrano curarsene perché “il design infrange le barriere, ci piace l’idea di portare al marchio idee innovative”.
- Imperativo categorico: comprare capi di campionario
Un bikini firmato Diane Von Furstenberg per 70 dollari, bicchieri di cristallo Baccarat a 36 dollari e orologi Tourneau per 5.000 dollari? Non si tratta di una truffa bensì dell'ultima moda newyorkese, che sta prendendo piede anche a Los Angeles: acquistare abiti e oggetti di campionario. Per accaparrarsi gli affari migliori occorre fiuto e una buona dose di fortuna, perché gli oggetti sono spesso riprodotti in pochissimi esemplari e, come è facile immaginare, vanno letteralmente a ruba. Non manca qualche inconveniente, come il fatto che i capi di abbigliamento arrivano spesso dalle sfilate e sono disponibili sono in taglie piccole, anche se negli ultimi tempi sembra esserci stata un’inversione di tendenza.
- Ferragamo conferma: sbarcherà in borsa
Nel corso del roadshow 2007 di Borsa Italiana, approdato a New York alla metà di aprile, l’amministratore delegato di Ferragamo Michele Norsa ha rotto gli indugi e ha confermato che la società ha intenzione di sbarcare in borsa, anche se al momento non sono ancora stati comunicati tempi e modi dell’operazione, che “richiede senz’altro tempo”. Norsa ha spiegato che il fatto di diventare pubblica può portare molti vantaggi a un’azienda attiva nel comparto della moda. In particolare ha fatto riferimento alle “risorse finanziarie” che lo sbarco in borsa comporta e all’opportunità di “diventare più competitivi, di avere una forte governance e di essere più trasparenti”.
- Geox si concentra sul marchio e punta alla crescita in USA
Geox non ha dubbi: la società resta "monomarca", cioè concentrata solo sul marchio della “scarpa che respira”. E' quanto ha affermato Luciano Santel, direttore finanziario di Geox, nel corso della tavola rotonda organizzata dal roadshow 2007 di Borsa Italiana a New York. "Vogliamo focalizzarci sul nostro marchio e non stiamo guardando ad altri", ha detto Santel, che ha puntualizzato sulla forte identificazione del marchio Geox con la propria collaudata tecnologia. Negli Stati Uniti la strategia della società in termini di distribuzione punta sui grandi magazzini, sui negozi indipendenti e sul monomarca, come i due punti vendita Geox a Manhattan. Nel lungo termine, ha sottolineato Santel, Geox desidera incrementare la propria quota di ricavi realizzata negli Stati Uniti dall'attuale 3% al 10 per cento.
- In fatto di stile, Naomi Campbell fa scuola
Naomi Campbell continua a essere una maestra in fatto di stile, basti pensare che è sufficiente che indossi un paio di stivaletti per farne impennare le vendite, come è successo di recente con un paio di costosissimi Christian Louboutin. “Li ho indossati per una giornata e Christian nelle settimane seguenti ha avuto 1.200 ordini”, ha dichiarato la capricciosa top model orgogliosa dei suoi vertiginosi stivali da mille dollari. “Non era stato programmato”, ha spiegato Louboutin, che ha dovuto incrementare la produzione dopo l’inatteso picco di vendite. Chi desidera avere le ormai introvabili calzature dovrà attendere luglio o agosto, perché, stando a quanto dice lo stilista, per il momento non si accettano più ordini.
- In estate, per gli accessori è di rigore il colore
Bianco e nero addio: per la prossima estate in fatto di accessori è di rigore il colore. Le signore sono avvisate e potranno sbizzarrirsi, osare e, perché no, divertirsi. Il rinnovo del guardaroba non può che cominciare dalle calzature, per esempio scegliendo i sandali con tacco alto firmati Miu Miu, ovviamente di vernice rosso fuoco, o quelli di Pierre Hardy con zeppa e di colore azzurro cielo. Chi vuole mantenersi su qualcosa di più sobrio può concedersi una borsetta amaranto o una pochette arancione, come quelle che propongono Christian Louboutin e Marni. Decisamente fuori dai canoni consueti invece la creazione di Louis Vuitton, che ha reinventato la cartella donandole le tonalità del rosa e applicazioni arcobaleno. Il colore è l'elemento caratterizzante anche nei gioielli, primi fra tutti i collier di Pomellato e di Oscar de la Renta.

Eventi Moda Maggio 2007
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| Promozione della moda italiana presso il piccolo dettaglio USA |
23 Aprile - 5 Maggio
J.S. Edwards
Baltimore, MD
marchi promossi: Fabio Inghirami, San Remo, Vitaliano Pancaldi, etc. |
4 Maggio
TMB
Lancaster, PA
marchi promossi: Canali, Zanella, Equilibrio, Stefano Ricci, Romano Martegani, Toscano, etc. |
4 - 6 Maggio
ELENA CICCONE
Boulder, CO
marchi promossi: Missoni, Les Copains, Peserico, Alviero Martini, Furla, Roberto Coin, etc. |
10 Maggio
HINSDALE CLOTHIERS
Hinsdale, IL
marchi promossi: Mario Tomei, Zanella. Luigi Bianchi, Ingram, Gianni Manzoni, Dolce Punta, Italo Ferretti, Marcello, Serica, etc. |
13 - 19 Maggio
LITTLE SHOES OF PITTSBURGH
Pittsburgh, PA
marchi promossi: Bruno Magli, Donald J. Pliner, Geox, Naturino, Primigi, Stonefly, Thierry Rabotin, etc. |
(fine Maggio/data non confermata)
R. LEVY’S LTD
Rocky Mount, NC
marchi promossi: Zanella, Tino Cosma, Romano Martegani, Toscano, Ingram, Stefano Corsini, Luigi Bianchi Mantova, Bresciani Hosiery, etc. |
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8 maggio 2007
Premiazione “Stretch to the Future”
Presso la sede dell’Istituto Nazionale per il Commercio Estero di New York la ditta RadiciSpandex premierà gli studenti della scuola di moda della Kent State University nel corso di un evento di networking a cui parteciperà lo stilista Carmen Marc Valvo.

Statistiche I style – Gennaio-Febbraio 2007
- Importazioni italiane negli USA gennaio-febbraio 2007
Nel settore della maglieria, l’Italia, pur non avendo una posizione di preminenza nella classifica dei Paesi fornitori, fa registrare per il secondo mese consecutivo un incremento, rispetto allo stesso periodo del precedente anno, pari all’8,1%.
Va inoltre evidenziato che nel settore gioielleria-oreficeria si registra un calo delle esportazioni italiane in USA del 10,37% mentre nel comparto orologeria si assiste a un decremento del 26,97%.
Il macrosettore cosmetica-profumeria conferma, purtroppo, i primi dati dell’anno attestandosi a un meno 3,97% rispetto allo stesso mese del 2006.
Nel settore calzature si evidenzia un proseguimento dei dati postivi registrati a gennaio con un incremento del 6,49%, contemporaneamente si conferma l’alto gradimento degli importatori statunitensi per i pellami italiani (+6,38%) e continua l’andamento favorevole per il settore pelletteria con un incremento del 26,91%.
Nel comparto dei tessuti e filati si registra, in particolare, un aumento delle esportazioni verso gli USA del 6,97% per la seta e del 10.42% per il cotone mentre la lana scende in febbraio del 15,13%. Se poi si passa a considerare i dati relativi all’abbigliamento uomo e donna si nota un’interessante crescita rispettivamente del 6,39% e del 7,67%.
Infine, nel settore occhialeria si registra un aumento del 30,74 ma purtroppo contemporaneamente le importazioni italiane di montature scendono a gennaio del 3,01%.
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Importazioni USA Abbigliamento Uomo in Gennaio - Febbraio 2007 - Milioni di $ USA
codice doganale HS 6203 |
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% Quota |
% Variaz. |
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Paese |
2005 |
2006 |
2007 |
2005 |
2006 |
2007 |
07/06 |
| 0 |
Mondo |
3,932.84 |
3,375.16 |
3,625.19 |
100 |
100 |
100 |
7.41 |
| 1 |
Cina |
576.90 |
435.77 |
816.32 |
14.67 |
12.91 |
22.52 |
87.33 |
| 2 |
Messico |
458.47 |
395.60 |
344.80 |
11.66 |
11.72 |
9.51 |
-12.84 |
| 3 |
Bangladesh |
169.09 |
211.28 |
250.06 |
4.3 |
6.26 |
6.9 |
18.35 |
| 4 |
India |
186.75 |
192.53 |
197.58 |
4.75 |
5.7 |
5.45 |
2.62 |
| 5 |
Indonesia |
140.39 |
145.07 |
167.16 |
3.57 |
4.3 |
4.61 |
15.23 |
|
| 8 |
Italia |
130.12 |
107.85 |
114.74 |
3.31 |
3.2 |
3.17 |
6.39 |
| Fonte: World Trade Atlas |
Importazioni USA Abbigliamento Donna in Gennaio - Febbraio 2007 - Milioni di $ USA
codice doganale HS 6204 |
|
|
% Quota |
% Variaz. |
| Class. |
Paese |
2005 |
2006 |
2007 |
2005 |
2006 |
2007 |
07/06 |
| 0 |
Mondo |
5,423.13 |
5,265.20 |
5,783.33 |
100 |
100 |
100 |
9.84 |
| 1 |
Cina |
1,426.38 |
1,323.65 |
2,125.31 |
26.3 |
25.14 |
36.75 |
60.56 |
| 2 |
Indonesia |
276.08 |
352.92 |
417.49 |
5.09 |
6.7 |
7.22 |
18.3 |
| 3 |
India |
267.45 |
373.05 |
315.73 |
4.93 |
7.09 |
5.46 |
-15.37 |
| 4 |
Vietnam |
200.88 |
253.79 |
284.76 |
3.7 |
4.82 |
4.92 |
12.2 |
| 5 |
Messico |
390.94 |
304.35 |
258.60 |
7.21 |
5.78 |
4.47 |
-15.03 |
|
| 12 |
Italia |
107.87 |
95.40 |
102.72 |
1.99 |
1.81 |
1.78 |
7.67 |
| Fonte: World Trade Atlas |
Importazioni USA Maglieria in Gennaio - Febbraio 2007 - Milioni di $ USA
codice doganale HS 61 |
|
|
% Quota |
% Variaz. |
| Class. |
Paese |
2005 |
2006 |
2007 |
2005 |
2006 |
2007 |
07/06 |
| 0 |
Mondo |
4,847.22 |
4,785.15 |
5,479.47 |
100 |
100 |
100 |
14.51 |
| 1 |
Cina |
909.15 |
722.38 |
1,373.27 |
18.76 |
15.1 |
25.06 |
90.1 |
| 2 |
Messico |
376.87 |
347.99 |
284.35 |
7.78 |
7.27 |
5.19 |
-18.29 |
| 3 |
Honduras |
309.90 |
273.69 |
273.00 |
6.39 |
5.72 |
4.98 |
-0.25 |
| 4 |
Indonesia |
108.99 |
177.96 |
258.95 |
2.25 |
3.72 |
4.73 |
45.51 |
| 5 |
Vietnam |
150.02 |
197.75 |
249.89 |
3.1 |
4.13 |
4.56 |
26.37 |
|
| 25 |
Italia |
59.91 |
55.55 |
60.05 |
1.24 |
1.16 |
1.1 |
8.1 |
| Fonte: World Trade Atlas |
Importazioni USA Calzature in Gennaio - Febbraio 2007 - Milioni di $ USA
codice doganale HS 64 |
|
|
% Quota |
% Variaz. |
| Class. |
Paese |
2005 |
2006 |
2007 |
2005 |
2006 |
2007 |
07/06 |
| 0 |
Mondo |
3,078.04 |
3,130.67 |
3,425.50 |
100 |
100 |
100 |
9.42 |
| 1 |
Cina |
2,182.96 |
2,229.06 |
2,517.72 |
70.92 |
71.2 |
73.5 |
12.95 |
| 2 |
Italia |
226.88 |
197.43 |
210.24 |
7.37 |
6.31 |
6.14 |
6.49 |
| 3 |
Vietnam |
101.33 |
156.59 |
182.55 |
3.29 |
5 |
5.33 |
16.58 |
| 4 |
Brasile |
189.64 |
174.80 |
149.02 |
6.16 |
5.58 |
4.35 |
-14.75 |
| 5 |
Indonesia |
88.51 |
86.98 |
72.28 |
2.88 |
2.78 |
2.11 |
-16.9 |
| Fonte: World Trade Atlas |
Importazioni USA Pelletteria in Gennaio - Febbraio 2007 - Milioni di $ USA
codice doganale HS 42 |
|
|
% Quota |
% Variaz. |
| Class. |
Paese |
2005 |
2006 |
2007 |
2005 |
2006 |
2007 |
07/06 |
| 0 |
Mondo |
1,246.60 |
1,315.66 |
1,498.28 |
100 |
100 |
100 |
13.88 |
| 1 |
Cina |
870.34 |
918.45 |
1,063.46 |
69.82 |
69.81 |
70.98 |
15.79 |
| 2 |
Italia |
96.11 |
104.44 |
132.54 |
7.71 |
7.94 |
8.85 |
26.91 |
| 3 |
Francia |
42.95 |
42.39 |
53.24 |
3.45 |
3.22 |
3.55 |
25.61 |
| 4 |
India |
29.02 |
30.98 |
34.47 |
2.33 |
2.36 |
2.3 |
11.27 |
| 5 |
Vietnam |
21.47 |
23.50 |
26.21 |
1.72 |
1.79 |
1.75 |
11.55 |
| Fonte: World Trade Atlas |
Importazioni USA Pellami in Gennaio - Febbraio 2007 - Milioni di $ USA
codice doganale HS 41 |
|
|
% Quota |
% Variaz. |
| Class. |
Paese |
2005 |
2006 |
2007 |
2005 |
2006 |
2007 |
07/06 |
| 0 |
Mondo |
138.12 |
137.73 |
131.29 |
100 |
100 |
100 |
-4.67 |
| 1 |
Italia |
28.99 |
30.64 |
32.60 |
20.99 |
22.25 |
24.83 |
6.38 |
| 2 |
Brasile |
12.95 |
18.94 |
21.90 |
9.38 |
13.76 |
16.68 |
15.6 |
| 3 |
Argentina |
21.73 |
19.90 |
18.31 |
15.74 |
14.45 |
13.94 |
-8.01 |
| 4 |
Canada |
9.88 |
11.00 |
7.81 |
7.16 |
7.99 |
5.95 |
-29 |
| 5 |
Messico |
11.46 |
7.75 |
7.65 |
8.3 |
5.63 |
5.83 |
-1.31 |
| Fonte: World Trade Atlas |
Importazioni USA Occhiali in Gennaio - Febbraio 2007 - Milioni di $ USA
codice doganale HS 9004 |
|
|
% Quota |
% Variaz. |
| Class. |
Paese |
2005 |
2006 |
2007 |
2005 |
2006 |
2007 |
07/06 |
| 0 |
Mondo |
190.03 |
214.21 |
263.28 |
100 |
100 |
100 |
22.91 |
| 1 |
Cina |
94.17 |
104.35 |
133.37 |
49.56 |
48.72 |
50.66 |
27.81 |
| 2 |
Italia |
52.27 |
67.07 |
87.69 |
27.51 |
31.31 |
33.31 |
30.74 |
| 3 |
Taiwan |
22.51 |
22.23 |
23.16 |
11.84 |
10.38 |
8.8 |
4.22 |
| 4 |
Giappone |
8.58 |
9.55 |
8.72 |
4.52 |
4.46 |
3.31 |
-8.6 |
| 5 |
Francia |
2.99 |
2.04 |
3.42 |
1.57 |
0.95 |
1.3 |
67.6 |
| Fonte: World Trade Atlas |
Importazioni USA Montature per occhiali in Gennaio - Febbraio 2007 - Milioni di $ USA
codice doganale HS 9003 |
|
|
% Quota |
% Variaz. |
| Class. |
Paese |
2005 |
2006 |
2007 |
2005 |
2006 |
2007 |
07/06 |
| 0 |
Mondo |
106.14 |
120.99 |
137.22 |
100 |
100 |
100 |
13.42 |
| 1 |
Cina |
37.21 |
51.87 |
65.81 |
35.06 |
42.87 |
47.96 |
26.89 |
| 2 |
Italia |
37.95 |
35.77 |
34.69 |
35.75 |
29.56 |
25.28 |
-3.01 |
| 3 |
Giappone |
6.50 |
8.04 |
9.21 |
6.12 |
6.65 |
6.71 |
14.49 |
| 4 |
Corea del Sud |
6.80 |
6.24 |
6.32 |
6.41 |
5.16 |
4.61 |
1.24 |
| 5 |
Austria |
5.43 |
6.07 |
6.32 |
5.12 |
5.02 |
4.61 |
4.11 |
| Fonte: World Trade Atlas |
Importazioni USA Gioielli in metalli preziosi in Gennaio - Febbraio 2007 - Milioni di $ USA
codice doganale HS 7113 |
|
|
% Quota |
% Variaz. |
| Class. |
Paese |
2005 |
2006 |
2007 |
2005 |
2006 |
2007 |
07/06 |
| 0 |
Mondo |
933.54 |
1,102.13 |
1,216.33 |
100 |
100 |
100 |
10.36 |
| 1 |
India |
200.04 |
265.08 |
360.01 |
21.43 |
24.05 |
29.6 |
35.81 |
| 2 |
Cina |
103.68 |
133.00 |
157.54 |
11.11 |
12.07 |
12.95 |
18.45 |
| 3 |
Tailandia |
100.66 |
114.66 |
138.70 |
10.78 |
10.4 |
11.4 |
20.96 |
| 4 |
Italia |
116.19 |
120.56 |
108.06 |
12.45 |
10.94 |
8.88 |
-10.37 |
| 5 |
Hong Kong |
51.46 |
59.87 |
58.55 |
5.51 |
5.43 |
4.81 |
-2.2 |
| Fonte: World Trade Atlas |
Importazioni USA Orologi in Gennaio - Febbraio 2007 - Milioni di $ USA
codice doganale HS 91 |
|
|
% Quota |
% Variaz. |
| Class. |
Paese |
2005 |
2006 |
2007 |
2005 |
2006 |
2007 |
07/06 |
| 0 |
Mondo |
539.43 |
534.68 |
585.87 |
100 |
100 |
100 |
9.57 |
| 1 |
Svizzera |
243.60 |
250.75 |
325.64 |
45.16 |
46.9 |
55.58 |
29.87 |
| 2 |
Cina |
106.94 |
95.64 |
95.86 |
19.83 |
17.89 |
16.36 |
0.23 |
| 3 |
Giappone |
102.86 |
101.35 |
88.49 |
19.07 |
18.96 |
15.1 |
-12.69 |
| 4 |
Messico |
16.27 |
17.38 |
17.43 |
3.02 |
3.25 |
2.98 |
0.31 |
| 5 |
Tailandia |
23.50 |
21.99 |
13.54 |
4.36 |
4.11 |
2.31 |
-38.4 |
|
| 9 |
Italia |
3.76 |
4.92 |
3.59 |
0.7 |
0.92 |
0.61 |
-26.97 |
| Fonte: World Trade Atlas |
Importazioni USA Profumeria, Cosmetica in Gennaio - Febbraio 2007 - Milioni di $ USA
codice doganale HS 33 |
|
|
% Quota |
% Variaz. |
| Class. |
Paese |
2005 |
2006 |
2007 |
2005 |
2006 |
2007 |
07/06 |
| 0 |
Mondo |
1,053.05 |
1,043.55 |
1,108.86 |
100 |
100 |
100 |
6.26 |
| 1 |
Irlanda |
353.97 |
331.06 |
326.72 |
33.61 |
31.73 |
29.47 |
-1.31 |
| 2 |
Francia |
184.87 |
188.26 |
193.11 |
17.56 |
18.04 |
17.42 |
2.57 |
| 3 |
Canada |
132.90 |
146.77 |
146.27 |
12.62 |
14.07 |
13.19 |
-0.34 |
| 4 |
Cina |
41.28 |
46.48 |
65.29 |
3.92 |
4.45 |
5.89 |
40.47 |
| 5 |
Regno Unito |
45.37 |
55.53 |
62.55 |
4.31 |
5.32 |
5.64 |
12.64 |
| 6 |
Italia |
56.20 |
61.72 |
59.27 |
5.34 |
5.91 |
5.35 |
-3.97 |
| Fonte: World Trade Atlas |
Importazioni USA Filati e tessuti in lana in Gennaio - Febbraio 2007 - Milioni di $ USA
codice doganale HS 51 |
|
|
% Quota |
% Variaz. |
| Class. |
Paese |
2005 |
2006 |
2007 |
2005 |
2006 |
2007 |
07/06 |
| 0 |
Mondo |
47.31 |
48.65 |
46.14 |
100 |
100 |
100 |
-5.17 |
| 1 |
Italia |
12.28 |
12.53 |
10.63 |
25.96 |
25.75 |
23.04 |
-15.13 |
| 2 |
Messico |
3.75 |
4.92 |
5.12 |
7.92 |
10.11 |
11.1 |
4.1 |
| 3 |
Cina |
1.87 |
3.60 |
5.11 |
3.95 |
7.39 |
11.08 |
42.18 |
| 4 |
Regno Unito |
4.65 |
3.97 |
5.03 |
9.82 |
8.15 |
10.9 |
26.83 |
| 5 |
Canada |
4.13 |
2.90 |
2.66 |
8.73 |
5.96 |
5.77 |
-8.26 |
| Fonte: World Trade Atlas |
Importazioni USA Filati e tessuti in cotone in Gennaio - Febbraio 2007 - Milioni di $ USA
codice doganale HS 52 |
|
|
% Quota |
% Variaz. |
| Class. |
Paese |
2005 |
2006 |
2007 |
2005 |
2006 |
2007 |
07/06 |
| 0 |
Mondo |
291.23 |
253.03 |
217.23 |
100 |
100 |
100 |
-14.15 |
| 1 |
Cina |
32.71 |
36.47 |
46.12 |
11.23 |
14.41 |
21.23 |
26.45 |
| 2 |
Pakistan |
64.54 |
65.27 |
35.89 |
22.16 |
25.8 |
16.52 |
-45.02 |
| 3 |
Italia |
25.07 |
21.02 |
23.21 |
8.61 |
8.31 |
10.68 |
10.42 |
| 4 |
Corea del Sud |
18.08 |
18.59 |
18.88 |
6.21 |
7.35 |
8.69 |
1.54 |
| 5 |
India |
12.27 |
12.01 |
13.14 |
4.21 |
4.75 |
6.05 |
9.43 |
| Fonte: World Trade Atlas |
Importazioni USA Filati e tessuti in seta in Gennaio - Febbraio 2007 - Milioni di $ USA
codice doganale HS 50 |
|
|
% Quota |
% Variaz. |
| Class. |
Paese |
2005 |
2006 |
2007 |
2005 |
2006 |
2007 |
07/06 |
| 0 |
Mondo |
46.46 |
46.12 |
44.37 |
100 |
100 |
100 |
-3.79 |
| 1 |
India |
16.50 |
16.25 |
15.30 |
35.51 |
35.22 |
34.48 |
-5.82 |
| 2 |
Cina |
9.78 |
12.12 |
12.27 |
21.05 |
26.28 |
27.66 |
1.26 |
| 3 |
Italia |
9.61 |
8.02 |
8.57 |
20.69 |
17.38 |
19.32 |
6.97 |
| 4 |
Corea del Sud |
4.27 |
5.26 |
3.46 |
9.2 |
11.41 |
7.79 |
-34.33 |
| 5 |
Regno Unito |
2.06 |
1.78 |
1.82 |
4.43 |
3.87 |
4.1 |
2.15 |
| Fonte: World Trade Atlas |

|