AGOSTO 2004 | Newsletter | Volume 1 | Numero 31 
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Grande successo per le aziende tessili italiane di
I-TexStyle presenti alla fiera European Preview

Grande successo per le aziende tessili italiane presenti sotto l’ombrello "I-TexStyle" alla fiera di settore European Preview che si è tenuta il 14 e 15 luglio al Metropolitan Pavillion di New York. Per questa edizione, l’ICE ha riunito 68 aziende tessili italiane delle zone di Como, Biella e Prato che hanno presentato le loro collezioni per l’autunno 2004-05 nell’ambito della fiera European Preview considerata come l’anteprima delle più importanti fiere tessili europee.

I tessuti ed i filati italiani hanno ulteriormente riconfermato l’alta qualità ed il prestigio del tessile Made in Italy che nel 2003 ha visto un aumento del 9,36% nelle esportazioni dei suoi prodotti negli USA, percentuale che nel primo quadrimestre del 2004 ha subito un’impennata balzando al 15,99%.

Numerosa l’affluenza di buyers e membri della stampa specializzata che hanno particolarmente apprezzato l’originalità e la superba lavorazione dei tessuti e filati italiani che si sono contraddistinti per lo stile creativo dai disegni innovativi ricchi di colori.

Lo show ha potuto contare sulla partecipazione di oltre 3.000 visitatori, tra cui erano presenti i più importanti department stores americani, quali Saks Fifth Avenue, Nordstrom, Federated e May & Co., e noti marchi statunitensi dell’abbigliamento come Calvin Klein, Polo Ralph Lauren, J. Crew, DKNY, Liz Clairborne, Jones NY, Abercrombie & Fitch ed Ann Taylor.

Nonostante la preoccupazione dettata dal rafforzamento della moneta europea sul dollaro e della minaccia costituita dalla competizione con la Cina, il bilancio della fiera è stato alquanto positivo per le aziende italiane, sia perché influenzato dalla fase di ripresa economica che gli Stati Uniti stanno attraversando, sia grazie alle tendenze moda che, puntando al ritorno dell’opulenza e del lusso, chiedono l’uso di tessuti importanti e di stampe ricche e preziose. Da qui il trionfo delle stoffe italiane dai colori forti di sapore autunnale ma dal design romantico, di vaga ispirazione medioevale e rinascimentale dai tocchi drammatici mischiati con disegni moderni dalle nuances metalliche: ancora una volta il talento visionario dei tessitori italiani ha saputo concepire creazioni d’alto contenuto immaginativo ed artistico. Tra i trend per il prossimo autunno emergono i colori scuri delle profondità marine e dei toni bruciati della terra in inverno accostati alle tonalità cremose del bianco panna e del rosa, i filati tradizionali sono distorti e mischiati gli uni con gli altri: le lane sono tweed, bouclé, jacquard, tartan mescolate con la seta, il lino, il cotone, il rayon, la Lycra, i cashmere o la ciniglia e le stampe di gusto retrò sono disegni  rielaborati al computer con inserti iridescenti.

Il buon esito della fiera sia per espositori che per i buyers ha convinto alcune aziende tessili italiane a guardare con più fiducia alla loro penetrazione nel mercato americano che continua a riconoscere ed apprezzare l’indubbia qualità e superiorità del tessile italiano. Al fine di promuovere i tessuti italiani negli USA, l’ICE ha intrapreso una serie d’iniziative in collaborazione con le scuole di moda più prestigiose, quali il FIT (Fashion Institute of Technology) e la Parsons School of Design, ed a fine anno lancerà un nuovo progetto in collaborazione con il Council of Fashion Designers of America per incoraggiare l’uso del tessile Made in Italy tra gli stilisti americani.

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A New York fitto calendario di eventi per la settimana mercato dell’abbigliamento maschile

confirmedIl 18 luglio ha preso avvio a New York la settimana mercato per il settore dell'abbigliamento ed accessori per uomo. Si tratta del primo appuntamento in USA dopo la preview di Pitti Immagine Uomo. Tre le fiere concomitanti: The Collective, Confirmed, Project (19/21 luglio). Soddisfazione è stata espressa dalle aziende italiane presenti alla fiera "The Collective", nella sua tradizionale sede ai Chelsea Piers. La collettiva italiana, coordinata da EMI - Ente Moda Italia, ha presentato al pubblico americano i seguenti marchi: Fennix Italy, I Soprani, Ashley's Cashmere Knitwear, Aster, Marcoliani, Borsalino, Bresciani Socks, Fabio Inghirami, Reporter, Luciano Moresco, Ravazzolo, Tino Cosma, Cover, DolcePunta, Erreghe, Andrea Fenzi, Riccardo Piacenza Cashmere, Facis, FGallotti, Taliani, Cortigiani, Gimo's, Franco Ziche, Intermoda-Gallieni, Bruno Piattelli, Vitaliano Pancaldi, Mabro, Di Ripabianca Cashmere, Marol, Messori, Perofil, Carracci, Roberto Ricetti, Italo Ferretti, By Bilancioni, Gino Sartore, Valstar, Verri, Villa Delmitia, Xacus, Zanetti, Zanetti Sport, Longhi.

collectiveAnche l'ICE ha dato supporto alle aziende italiane presenti a New York per l'occasione ed ha organizzato un momento di incontro tra produttori e dettaglianti americani, in collaborazione con la rivista specializzata DNR. Numerosi i compratori presenti, provenienti dall'intera "provincia" USA e le opportunità di business per le aziende italiane. Durante questa edizione, la fiera Collective ha anche celebrato il suo 25mo anniversario con un evento di gala durante il quale sono stati premiati i 25 migliori dettaglianti USA. Tra i nomi più noti Louis of Boston, Kilgore Trout, Mitchell's, Buch Blum e Mario's. Una tale premiazione non poteva trascurare i grandi magazzini più importanti degli USA. Per questo motivo il giusto riconoscimento è anche andato a Bergdorf Goodman, Barney's e Bloomingdales per il nuovo negozio di Soho. La serata è stata organizzata in collaborazione con la rivista specializzata MR e con la nuova rivista del Gruppo Condé Nast, Cargo. Nell'ambito di una nuova e recente partnership con il Collective, si è tenuta dal 18 al 20 luglio la fiera Confirmed. I visitatori sono stati ospitati nell'insolita cornice della portaerei "The Intrepid", dove è stato allestito un tendone in grado di ospitare circa 80 aziende. A funestare l'esposizione, la pioggia battente, che ha anche provocato un allagamento tale da richiedere la chiusura temporanea della fiera. Le circa 80 aziende espositrici hanno comunque espresso soddisfazione e dichiarato di avere avuto l'opportunità di incontrare numerosi compratori e concludere buoni affari. Continua il successo della fiera Project, che ha ospitato 237 espositori, con una crescita dell'82% rispetto alla precedente edizione. Ripartita in due diverse locations: il Puck Building ed il Metropolitan Pavilion, la fiera è dedicata al settore dell'abbigliamento denim e sportivo. Tra i marchi noti presenti, Energie/Sixty, 7 For All Mankind, French Connection, Chip&Pepper, Sean John Collection, Evisu, Generra, Moschino Jeans. I prossimi appuntamenti per l'abbigliamento uomo sono ora a Los Angeles e Las Vegas, con le fiere Magic e The West Coast Exclusive.

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Marketing emozionale per creare un legame
tra brand e consumatori

Nel suo ultimo libro “Lovemarks: A Future Beyond Brands” Kevin Roberts, l’amministratore delegato-guru del marketing della famosa agenzia di pubblicità e comunicazione Saatchi & Saatchi, analizza e spiega la cosiddetta teoria dei “lovemarks” alla base del successo di quei marchi che riescono a stabilire un forte legame a livello emotivo con i propri consumatori, e che, essendo depositari di un sistema di valori che parlano “al cuore” dell’audience a cui si rivolgono,  ispirano fiducia e conquistano la fedeltà del pubblico.

Secondo Roberts, le brand che raggiungono lo status di “lovemarks” evocano un sentimento di “fedeltà oltre la ragione” nella sfera emotiva dei consumatori che sviluppano un sentimento esclusivo, vicino all’amore, nei confronti del loro marchio preferito di cui acquistano i prodotti. Citando il lavoro del neurologo Donald Calne, Roberts sostiene che la differenza essenziale tra emozione e ragione è che l’emozione conduce all’azione (inclusa la decisione di acquistare un determinato prodotto) mentre la ragione porta alle conclusioni. Di conseguenza, dato il linguaggio emozionale con cui queste brand si rivolgono ai consumatori e proprio per via della natura sentimentale del rapporto che lega questi ultimi ad un determinato marchio,  è il pubblico stesso che possiede l’essenza del “lovemark” e rende un marchio tale.

Alla base della nascita di un “lovemark” vi è il rispetto dei consumatori per un brand che ispira mistero, sensualità ed intimità e che viene poi investito di un alone iconico, quasi mitico. Se il brand crea un rapporto empatico con i sogni e le aspirazioni dei consumatori, se ne colpisce visivamente la sfera sensoriale attraverso un uso sapiente degli elementi del design, se stuzzica la curiosità del pubblico mantenendo un alone di mistero, instaura un meccanismo di identificazione dell’audience con quei valori che essa stessa rappresenta. Fra gli esempi di lovemarks Roberts cita il famoso marchio Nike, il cui noto logo chiamato “swoosh”, un’immagine astratta che suggerisce l’idea di movimento e libertà, è ormai entrato a far parte della cultura odierna e che viene immediatamente associato con il nome della casa sportiva. Altri brand come Apple, Coca-Cola, Google, e-Bay, Swatch, Nokia, Vespa  e LEGO, e persino paesi come l’Italia o personaggi come Madonna o Nelson Mandela sono considerati lovemarks. Come fa notare Roberts, anche un negozio può essere considerato un lovemark e cita l’esempio del negozio di Prada nel quartiere Soho di New York. L’architetto Rem Koolhaas ha concepito un ambiente ampio con pavimenti in legno e marmo, con gabbie metalliche che pendono da un soffitto in policarbonato, un luogo a metà strada fra punto vendita e centro culturale in cui tecnologia e couture convivono in tacita armonia. Gli interni dello store suggeriscono un senso di intimità che accoglie i clienti, mentre la presenza di numerosi manichini in vetrina crea un senso di mistero che intriga il pubblico: se a ciò si aggiunge la peculiarità delle collezioni Prada — quell’elemento intellettuale che si intravede nei tagli dei modelli — è facile comprendere come questo marchio sia divenuto un lovemark.

Nel suo libro però Roberts non risparmia le critiche per il mondo della moda, dove paradossalmente il potenziale della teoria dei “lovemark” non viene pienamente realizzato. Infatti Roberts, citando l’atteggiamento troppo conservatore in campo decisionale e nelle strategie comunicative delle case di moda, spiega come la progressiva uniformità delle campagne pubblicitarie delle varie griffes confonda ed inibisca i consumatori che recepiscono con una certa diffidenza ed indifferenza i prodotti a loro offerti.

La soluzione di Roberts a questo problema risiede appunto nella necessità per i marchi della moda di  forgiare un forte legamo emotivo a lungo termine con i consumatori e di focalizzare i loro sforzi alla conquista di un pubblico più ampio e meno di nicchia. La  teoria del lovemark branding è stata riconosciuta e convalidata da numerosi esperti di marketing come Dan Hill che, nel suo libro “Body of Truth: Leveraging What Consumers Can’t or Won’t Say” illustra i vantaggi di un approccio al consumatore basato sulle emozioni. Secondo Hill, poichè il 95 % della comunicazione tra esseri umani avviene in modo inconscio, attraverso il linguaggio del corpo e le percezioni sensoriali e dato che spesso la decisione di acquistare un determinato prodotto si basa spesso su impulsi dettati da reazioni a stimoli sensoriali, è necessario per i marketers prestare una maggiore attenzione al profilo psicologico dell’audience a cui si rivolgono. Altro elemento chiave per una strategia marketing vincente è la semplicità, associata a tecniche di vendita che facciano appello ai sensi dei clienti e che sappiano anticipare i desideri inconsci dei consumatori, offrendo un prodotto associato ad un’esperienza sensoriale piacevole. Come fa notare Hill, la ragione riconosce e determina l’utilità dell’acquisto di un prodotto ma è l’alto contenuto "emozionale" di una brand che attiene all’esperienza del sentire umano che, in ultima analisi, influenza la decisione dei consumatori.

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Nuove tendenze moda: le borse porta-laptop disegnate per le donne manager e abbigliamento da golf per tutti i giorni per lui

Tra le nuove tendenze moda emergono le borse porta-laptop disegnate per le donne d’affari che vogliono essere alla moda senza rinunciare ad un tocco di glamour ed i capi d’abbigliamento per golfisti che invadono il guardaroba quotidiano dell’uomo di successo.

In risposta alle esigenze delle donne d’affari che non amano particolarmente il design mascolino delle borse porta-laptop in nylon nero (oggetto ormai indispensabile nella vita di ogni manager), gli stilisti d’accessori stanno creando borse concepite per portare in giro il laptop dallo stile più colorato, femminile e di tendenza per soddisfare i gusti delle consumatrici i cui acquisti costituiscono il 52% delle spese totali effettuate nel settore dell’elettronica.

Ma le novità non riguardano solo gli accessori per le donne manager, anche gli uomini di successo possono contare su un nuovo trend che ruba i capi di vestiario al mondo del golf riproponendoli come abbigliamento per tutti i giorni. Infatti secondo quanto riportato sul settimanale americano DNR, si sta assistendo ad una contaminazione della moda uomo con i capi indossati dai golfisti che spinge sia i retailer dei negozi pro-shop (i negozi d’accessori ed abbigliamento per il golf situati in prossimità di un campo da gioco) che quelli dei department stores ad offrire ai propri clienti collezioni che includano elementi di vestiario per il campo da golf adatti anche per l’ufficio.  Per questo motivo marchi un tempo specializzati nell’abbigliamento per il golf, come Como Sport, Ashworth, Tehama e Callaway hanno esteso la propria produzione a collezioni di sportswear dal taglio casual/elegante che propongono tutta una serie di articoli, quali giacconi scamosciati, giacche in lana o in micropelle, maglioni in cashmere, camicie button-down, pantaloni di stile classico, magliette girocollo a manica lunga, scarpe, calzini e perfino occhiali da sole adatti per il tempo libero, una cena o una riunione d’affari. Se da un lato le brand per l’abbigliamento da golf puntano a vestire il golfista anche quando questo non è sul campo da golf, dall’altro i buyer dei negozi di golf ora si ritrovano a partecipare, oltre alle fiere del settore come PGA Golf Merchandise Show, anche ai tradeshows del settore dell’abbigliamento come lo show MAGIC di Las Vegas. Grazie a questa nuova tendenza, l’importanza dei negozi di golf è notevolmente aumentata all’occhio dei consumatori che li preferiscono sempre di più ai regolari negozi di abbigliamento perché combinano convenientemente l’offerta di articoli sportivi con i capi casual e per l’atmosfera confortevole che invoglia i clienti all’acquisto.

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Rallentamento di vendite di abbigliamento alla moda
per il colosso Wal-Mart

Secondo quanto riportato in un articolo sul Wall Street Journal, l’ultima avventura del colosso americano della vendita al dettaglio Wal-Mart nel settore dell’abbigliamento alla moda si sta rivelando meno proficua del previsto. Due anni fa il vasto impero della distribuzione Wal-Mart Stores Inc. ha deciso di sfidare la concorrenza dei retailer dell’abbigliamento alla moda mettendo in vendita le collezioni del marchio George, già noto in Gran Bretagna per la produzione di capi di tendenza.

Con questa mossa strategica Wal-Mart ha decretato il proprio debutto nel settore altamente competitivo dell’abbigliamento alla moda, suscitando le nervose reazioni dei dettaglianti preoccupati della concorrenza con la grande catena discount, nota per il ruolo egemonico che  esercita in diversi settori del mercato del retail. Infatti negli Stati Uniti, Wal-Mart già controlla quasi il 25% delle vendite totali del settore dell’abbigliamento grazie alle ottime performances registrate dall’azienda come retailer di capi d’abbigliamento basic di stile tradizionale, quali jeans, maglie, felpe ed abbigliamento intimo. Ma secondo il parere degli esperti del settore,  il marchio George, lanciato da Wal-Mart come linea d’abbigliamento alla moda per le donne dai 30 ai 50 anni, non sta avendo il successo sperato. Sebbene i manager di Wal-Mart sostengano che le vendite di George siano in linea con le previsioni per quest’anno, i fornitori e gli analisti finanziari affermano che le cifre riguardo alle vendite sono ben al di sotto delle aspettative. Il motivo per cui la dinamica delle vendite della linea George ha acquistato una tendenza decelerativa non risiede nel prezzo della merce, che non è troppo elevato per la clientela di Wal-Mart, ma è da imputare alla mancanza di una strategia di marketing efficace per la promozione di questo marchio in un mercato fortemente dominato dalla pubblicità.

Come ha dichiarato Mandy Putnam, analista finanziaria per la società di ricerche sul marketing Retail Forward, il problema di Wal-Mart è di non aver saputo pianificare accuratamente tutti gli aspetti relativi al lancio promozionale della nuova linea, dalla campagna pubblicitaria fino alla disposizione dei prodotti all’interno dei negozi. Inoltre il debutto un po’ incerto della collezione George fa nascere il dubbio che l’approccio di Wal-Mart, basato sull’offerta di prodotti basic a prezzi bassi, sia troppo restrittivo se applicato per il lancio di un nuovo marchio nel mercato dell’abbigliamento alla moda.

Un altro fattore che gioca a sfavore del successo di George, è la vastità stessa del gigante Wal-Mart, che con una rete distributiva di circa 3000 punti vendita su suolo statunitense rende molto difficile adattare le collezioni ai diversi profili demografici dei consumatori americani che, a loro volta, continuano ad associare il nome di questa catena discount principalmente con la vendita di abbigliamento tradizionale e rimangono alquanto scettici di fronte ai capi proposti dal nuovo brand George. Il marchio, che deve il nome al suo creatore George Davies, faceva originariamente parte della catena inglese di supermercati Asda, acquisita poi da Wal-Mart nel 1999 che ha provveduto al suo rilancio in Gran Bretagna con ottimi risultati.

L’obbiettivo del retailer americano di replicare il successo di vendite ottenuto da George oltreoceano negli Stati Uniti, ha incontrato difficoltà logistiche sia a livello produttivo che distributivo per via delle vaste dimensioni dell’impero Wal-Mart, che a sua volta ha riconosciuto la necessità di apportare dei cambiamenti. Per questo scopo, Wal-Mart ha recentemente assunto con l’incarico di vice-presidente del dipartimento per lo sviluppo dei prodotti negli USA, Karen Stuckey, ex-dirigente dell’azienda Sara Lee Corp., che sovrintenderà all’accelerazione del ciclo produttivo e distributivo della linea d’abbigliamento George. Infine tra le altre iniziative intraprese da Wal-Mart per migliorare la presentazione del nuovo brand ai consumatori, si segnala l’introduzione di nuovi display dai pannelli in legno e dalle luci colorate all’interno dei negozi, anche se per ora il retailer esclude l’utilizzo di una campagna pubblicitaria televisiva in quanto non rientra nell’ottica della politica aziendale che punta essenzialmente sulla convenienza dei propri prodotti piuttosto che sulla loro promozione.

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Calano i prezzi all’ingrosso
per l’abbigliamento donna made in USA

Secondo l’indice dei prezzi alla produzione elaborato dal Dipartimento del Lavoro americano, nel mese di giugno i prezzi all’ingrosso dell’abbigliamento donna e teenager prodotto negli USA hanno subito un calo dello 0,4%, dopo la lieve ripresa registrata a maggio, mentre i prezzi al dettaglio continuano la loro crescita ininterrotta da tre mesi.

Il calo dei prezzi di capi d’abbigliamento “made in Usa” continua ormai da anni a causa delle importazioni a basso costo e della concorrenza a livello di dettaglianti. L’aumento di maggio era stato salutato come un segnale di stabilizzazione dei prezzi. Non è possibile effettuare paragoni tra i diversi anni, in quanto le più importanti categorie di abbigliamento e tessuti sono state riclassificate dal Dipartimeto del Lavoro.

A giugno, i prezzi alla produzione del totale dell’abbigliamento prodotto negli USA, che attualmente rappresenta meno del 10% dei capi venduti sul territorio nazionale, sono scesi dello 0,5% rispetto al mese di maggio ed hanno registrato una flessione dello 0,3% rispetto al giugno 2003.

Secondo il parere di Carl Steidtmann, capo economista della società di ricerca Deloitte Research, con l’approssimarsi della scadenza delle quote d’importazione sul tessile, prevista per il 1 gennaio 2005, la conseguente progressiva liberalizzazione del commercio dell’abbigliamento determinerà un’ulteriore declino dei prezzi del settore. Infatti, sia i dettaglianti che i grossisti hanno entrambi perso il loro pricing power.

Il dettaglio però resiste meglio dell’ingrosso al calo dei prezzi ed alcuni dettaglianti stanno anche riuscendo ad incrementare leggermente i loro margini. In base ai dati relativi all’indice dei prezzi al consumo, a maggio i prezzi al dettaglio del settore abbigliamento donna sono aumentati dell’1,3% rispetto ad aprile ed hanno subito un rialzo del 2% rispetto allo stesso periodo del 2003.

A giugno la tendenza al rialzo ha interessato anche i prezzi dei tessuti finiti in salita dello 0,1%, mentre i prezzi dei filati hanno subito un balzo dello 0,3% contro l’aumento del 4,7% registrato nel giugno 2003.

Nella categoria dell’abbigliamento donna e teenager, che include tutti quei capi lavorati e finiti negli USA, nel mese di giugno i prezzi delle gonne, dei pantaloni, delle giacche di sartoria, delle maglie, dei jeans, delle camicie, dell’intimo e dei costumi da bagno si sono mantenuti stabili. I prezzi all’ingrosso dei reggiseni sono saliti dello 0,4% a giugno, con un calo dello 0,1% rispetto all’anno scorso.

I prezzi dei maglioni, delle maglie, dell’abbigliamento intimo e notte sono rimasti invariati nel mese di giugno, mentre una forte tendenza al ribasso ha interessato non solo i prezzi dei collant e delle calzamaglie, in calo dello 0,2%, ma anche i prezzi della calzetteria ultra-fine (-0,6%).

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Marc Jacobs apre un nuovo punto vendita a Boston

L’espansione dello stilista Marc Jacobs continua con l’apertura della sua prima boutique a Boston sull’elegante Newbury Street, via che ospita i nomi più conosciuti dell’alta moda.

Il designer ha scelto un caratteristico palazzo in stile ottocentesco con la tipica facciata in mattoni rossi come sede del suo negozio che occupa una superficie di circa 350 metri quadrati distribuiti su due piani e che ospita i capi delle collezioni pret-a-porter uomo e donna, la linea giovane Marc by Marc Jacobs ed una serie di articoli per la casa. Il piano superiore della boutique si rifà allo stile delle case di Newbury Street con il tipico caminetto, i lampadari a bracci e le modanature sul soffitto, mentre al piano terra  prevale l’elemento moderno con i muri e la pavimentazione nelle tonalità del blu.

L’apertura del nuovo punto vendita a Boston, prevista all’inizio di agosto, é la conseguenza di un’oculata strategia di marketing intrapresa per soddisfare la domanda di una clientela in costante aumento nella zona di Boston. Come ha dichiarato Robert Duffy, il presidente di Marc Jacobs International, in un’intervista con il quotidiano americano WWD (Women’s Wear Daily), Boston, in quanto città universitaria, si colloca come meta ideale per lo sviluppo del brand grazie alla forte concentrazione di studenti ed alle tendenze di una moda che predilige i cappotti ed i maglioni di lana — protagonisti delle nuove proposte autunnali  — a causa delle rigide temperature invernali. Inoltre se a questi fattori si aggiunge lo strepitoso successo di vendite, pari a circa 300 milioni di dollari all’anno, che i modelli di Marc Jacobs stanno riscuotendo a livello nazionale, é facile comprendere i motivi che hanno spinto lo stilista a puntare alla crescita globale del proprio marchio. Nell’ottica di questa strategia, Jacobs, che ha visto rinnovato il proprio contratto con il colosso del lusso LVMH Moet Hennessy Louis Vuitton per i prossimi dieci anni, ha già pianificato per il mese di ottobre l’inaugurazione di altri due punti vendita a Los Angeles.

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Cambiamenti in vista per Abercrombie & Fitch

Abercrombie & Fitch, specializzato nell’abbigliamento giovane dallo stile "preppy", sta attuando una serie di iniziative marketing per rinnovare la propria immagine, in risposta ad un momento in cui l’azienda americana si trova al centro di critiche a causa delle diminuzione delle vendite, delle polemiche scatenate dalla pubblicazione del famoso audace catalogo ricco di riferimenti erotici abbastanza espliciti, delle accuse di vendere capi dai prezzi troppi alti e di condurre una politica di assunzione discriminatoria.

Il 2003 è stato un anno particolarmente difficile per l’azienda Abercrombie & Fitch, il cui valore è stimato intorno a 1,7 miliardi di dollari, che, nonostante l’apertura di nuovi punti vendita, ha registrato un drammatica contrazione delle vendite sebbene i margini di profitto rimangano abbastanza buoni. Da qui la necessità di voltare pagina e di guardare alla direzione che il marchio prenderà in futuro. Tra i cambiamenti intrapresi dall’azienda per rilanciare la brand sul mercato, la presentazione il mese scorso della nuova edizione, meno provocante e più pudica ma sempre sensuale, del catalogo trimestrale che mostra una serie di ritratti in bianco e nero di star emergenti del mondo del cinema e dello sport fotografate dal celebre fotografo di moda Bruce Weber e l’introduzione della nuova linea Ezra Fitch di qualità superiore rispetto ai modelli delle altre tre linee del marchio, A&F, Abercrombie ed Hollister, messa in vendita ad un costo compreso fra gli 88 ed i 390 dollari.

I modelli della nuova collezione, il cui nome si ispira allo storico co-fondatore del marchio nato nel 1892 come linea di abbigliamento sportivo concepita per i facoltosi amanti delle caccia e dei safari,  mantengono il classico stile preppy rivisitato in chiave moderna ed arricchito dall’impiego di tessuti migliori, quali il cashmere, la pelle scamosciata ed il denim con inserti ricamati a mano.

Nonostante i cambiamenti effettuati ed i successivi che si profilano all’orizzonte (come l’introduzione di una quarta collezione denominata "Concept Four" disegnata per un pubblico più adulto d’età compresa fra i 25 ed i 35 anni, di cui si pianifica l’apertura, in via sperimentale, di quattro diversi punti vendita), gli analisti finanziari non condividono l’ottimismo dell’amministratore delegato del marchio Michael S. Jeffries su una futura impennata delle vendite, preoccupati per il declino di vendite nei negozi rispetto all’anno scorso — specialmente paragonate alle cifre registrate dalla concorrenza — che sta spingendo verso un incremento dei prezzi per mantenere alti i margini di profitto. Inoltre gli esperti del settore sono scettici riguardo alle prospettive di crescita di Abercrombie & Fitch a causa di una tendenza della moda giovane che predilige lo stile hip-hop, urbano piuttosto che il tradizionale look preppy dei college americani. Intanto, nonostante le polemiche, il marchio sta anche prendendo in considerazione l’eventualità di una possibile espansione all’estero, forse in Canada, Russia e Giappone, dove, secondo le vendite registrate sul sito web dell’azienda, c’è un forte interesse da parte dei consumatori.

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Ritorno della lingerie da Henri Bendel

Henri Bendel, il celebre specialty store di Manhattan sulla Quinta Avenue, ad ottobre inaugurerà un reparto dedicato alla lingerie di lusso proponendo alla sua clientela delle collezioni di marchi dal sapore internazionale provenienti dalla Francia, Italia, Spagna, Brasile, Gran Bretagna e dagli Stati Uniti.

Il negozio, che in passato ha sempre offerto al pubblico un numero limitato di abbigliamento intimo, ha chiuso nel marzo scorso lo spazio-boutique dedicato ad  Agent Provocateur, famoso per il suo stile sexy ed ultra-femminile, a causa di uno scarso interesse suscitato nel pubblico, ma, grazie alle numerose richieste da parte delle clienti stesse per articoli di lingerie di lusso, ha deciso questa volta di aprire un nuovo e più ampio reparto di "moda per il boudoir".

Le collezioni di intimo saranno esposte sul piano più importante del negozio, il terzo, accanto alle collezioni di abbigliamento prêt-à-porter, anche se non è stato ancora determinato esattamente lo spazio in metri quadrati che il reparto occuperà.

"Sarà un piano molto 'hot'," ha dichiarato Ed Burstell, il vice-presidente e general manager di Bendel’s, in un’intervista con il quotidiano WWD (Women’s Wear Daily). "Si inserisce alla perfezione con lo stile del negozio — sexy e femminile."

Come ha spiegato Burstell, sebbene ancora non sia stata terminata la selezione di tutte le collezioni  per il nuovo reparto, il comune denominatore sarà un assortimento di moda intimo all’insegna di uno stile sexy e sensuale dai tocchi romantici e sbarazzini. Inoltre verrano esposte le linee di giovani stilisti emergenti accanto a nomi di marchi più famosi dalla distribuzione limitata, per mantenere intatto lo spirito di Bendel’s come scopritore di nuovi talenti e retailer di articoli unici ed originali.

Oltre all’abbigliamento intimo, il nuovo reparto vanterà una linea di pigiameria di lusso e di maglieria intima con articoli, come i corpetti e le camicie dal taglio romantico, adatti per essere indossati anche durante il giorno. La scelta di Bendel’s di proporre delle linee di abbigliamento intimo come abbigliamento per tutti i giorni rientra nella nuova tendenza moda negli Stati Uniti di indossare pezzi presi a prestito dal mondo della lingerie come indumenti sportivi o come capi di prêt-à-porter. Infatti secondo un recente sondaggio online effettuato dal gruppo NPDFashionworld su un campione di circa 10.000 donne americane, un numero sempre maggiore di donne e teenagers ha scelto di seguire questo nuovo trend.

La scelta di Bendel's di aprire il nuovo reparto di intimo il prossimo autunno, in vicinanza delle feste natalizie, e di pubblicizzare gli indumenti di lingerie come perfetti regali di Natale, rientra nella stessa stretegia di mercato che il noto marchio di biancheria intima Victoria’s Secret, che fa parte dello stesso gruppo Limited Brands Inc. a cui Bendel’s appartiene, sta intraprendendo. Attualmente Victoria's Secret ha deciso di sottopporsi ad un rinnovo d’immagine per rilanciare il proprio nome sul mercato in una versione nuova in tempo per l’arrivo delle festività, presentando all’interno delle sue boutiques differenti corners dedicati a diverse brand, da quelle di lusso a quelle più contemporanee e stravaganti come Chantal Thomass, Vannina Vesperini e French Kitty.

Il momento scelto da Henri Bendel per rilanciare il reparto lingerie riflette anche una serie di  cambiamenti che altri specialty store, come Saks Fifth Avenue, stanno attuando per incentivare le vendite dell’abbigliamento intimo, considerato dagli esperti della moda come un settore in forte sviluppo capace di attrarre un gran numero di consumatori.

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La calzatura comfort è sempre più preferita
dagli americani

Secondo una recente indagine realizzata dalla società NPD, specializzata nel settore moda, le vendite di calzature comfort da parte dei dettaglianti indipendenti non risentono di alcuna crisi, ed anzi, continuano la loro crescita ininterrotta. A spiegare tale successo, è la nuova strategia adottata dai produttori, che hanno inserito un contenuto moda anche nelle produzioni tradizionali. Nel 2003 le vendite del settore sono aumentate del 6,7%, soprattutto ad opera dei negozi indipendenti sparsi in tutti gli USA. Anche i grandi magazzini stanno adesso incrementando la loro offerta di calzature comode, ma scontano la carenza di personale specializzato, reperibile invece nelle boutique. Un altro elemento di differenziazione è che i department stores trattano calzature a prezzo contenuto, mentre i dettaglianti indipendenti puntano su marchi prestigiosi ed a costo elevato.

I grandi marchi europei leader del settore, come Beautifeel, Theresia M., Peter Kaiser, Dansko, Ara e Mephisto, hanno recentemente introdotto nuove collezioni di modelli dallo stile più femminile e di tendenza, che hanno già conquistato l’apprezzamento dei consumatori. Nonostante la crescita delle vendite, desta preoccupazione il continuo indebolimento del dollaro USA rispetto all'Euro, tale da avere determinato un aumento dei prezzi retail delle calzature comfort del 20%. Per arginare il balzo dei prezzi, alcuni produttori europei hanno scelto di assorbire i costi riducendo i loro margini di profitto. Dal canto loro i dettaglianti hanno ridefinito le loro strategie di acquisto, tagliando le quantità di prodotti comprati in Europa.

Come ha spiegato Bill Boettge, presidente della National Shoe Retailers Association (Associazione Nazionale dei Dettaglianti di Calzature, ndr), in un’intervista alla rivista Footwear News, il progressivo rafforzamento dell’euro costringerà i produttori e dettaglianti a lavorare fianco a fianco per trovare un sistema per ridurre i costi,  senza rinunciare all’indubbia qualità che è associata con le calzature comfort prodotte in Europa.

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Seconda edizione del Cosmoprof North America
a Las Vegas

Si è svolta a Las Vegas, dal 18 al 20 luglio, la seconda edizione della fiera della profumeria e  cosmesi Cosmoprof North America, gestita congiuntamente da Cosmoprof e  da Beauty & Barber Supply Institute.

Nonostante continuino ad essere assenti i grandi nomi del settore, come L’Oreal, Revlon e Wella, il numero degli espositori è in continua crescita, con un incremento del 15 percento rispetto all’edizione precedente. Hanno visitato la fiera oltre 25.000 operatori, tra cui distributori, importatori, produttori, proprietari di saloni specializzati e dettaglianti.

La nuova sede, il lussuoso Mandalay Bay, e la soluzione di svariati problemi di logistica emersi nella prima edizione, hanno avuto l’apprezzamento dei visitatori e generato la consapevolezza che la fiera sia in crescita e che acquisterà una sua solida posizione tra i protagonisti del settore entro pochi anni. La fiera era divisa in cinque padiglioni, che hanno ospitato: cosmetica e prodotti per la cura della persona; aziende produttrici  di confezioni  e "private label", prodotti per il benessere e per "spa", capigliature professionali, unghie ed altri strumenti; acconciature realizzate da stilisti. Quest’ultimo padiglione ha anche ospitato una presentazione, stile sfilata, degli ultimi trend moda nel settore delle pettinature.

Punto d’attrazione della fiera è stato un seminario di tre giorni ribattezzato "wellness summit" (summit del benessere, ndr), tenuto dal guru della medicina alternativa Andrew Weil. Un altro evento particolarmente gradito ai buyers è stato il giro delle "spa" di Las Vegas, ed altre attività come pilates, yoga e massaggi.

La prossima edizione di Cosmoprof USA, che si prevede ancora più ricca di eventi e di espositori internazionali di quest’ultima, si terrà al Mandalay Bay di Las Vegas dal 24 al 26 luglio 2005.

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Statistiche Gennaio/Maggio 2004 settori "I style"

Importazioni USA Abbigliamento in Maglia Gennaio-Maggio Milioni di $ USA HS 61


% Quota
% Variaz.
Class. Paese 2002 2003 2004 2002 2003 2004 04/03
0 Mondo 9227.95 10543 10690.74 100 100 100 1.4
1 Messico 1268.23 1250.04 1151.66 13.74 11.9 10.77 -7.87
2 Cina 656.15 885.6 1080.1 7.11 8.4 10.1 21.96
3 Honduras 666.31 744.34 779.08 7.22 7.06 7.29 4.67
4 El Salvador 471.56 507.34 506.62 5.11 4.81 4.74 -0.14
5 Guatemala 386.85 460.14 493.94 4.19 4.36 4.62 7.35
6 Hong Kong 549.02 439.03 431.83 5.95 4.16 4.04 -1.64
7 Vietnam 43.27 433.02 430.03 0.47 4.11 4.02 -0.69
8 Repubblica Dominicana 290.49 329.22 347.22 3.15 3.12 3.25 5.47
9 Corea del Sud 335.4 295.61 329.34 3.64 2.8 3.08 11.41
10 Canada 335.52 317.89 319.52 3.64 3.02 2.99 0.51
11 Taiwan 290.37 308.72 298.65 3.15 2.93 2.79 -3.26
12 Pakistan 195.63 272.36 292.69 2.12 2.58 2.74 7.47
13 Tailandia 290.36 330.37 282.92 3.15 3.13 2.65 -14.36
14 Macau 235.11 258.64 262.18 2.55 2.45 2.45 1.37
15 Perù 147.03 188.73 250.3 1.59 1.79 2.34 32.62
16 India 215.34 271.84 238.85 2.33 2.58 2.23 -12.13
17 Turchia 242.2 293.34 230.33 2.63 2.78 2.16 -21.48
18 Filippine 247.09 257.03 220.43 2.68 2.44 2.06 -14.24
19 Indonesia 167.66 202.21 217.27 1.82 1.92 2.03 7.44
20 Giordania 79.04 115.76 206.43 0.86 1.1 1.93 78.32
21 Cambogia 127.26 169.64 198.207 1.38 1.61 1.85 16.83
22 Bangladesh 145.54 181.82 151.56 1.58 1.73 1.42 -16.64
23 Malesia 144.74 146 148.52 1.57 1.39 1.39 1.72
24 Italia 128.33 131.15 142.4 1.39 1.24 1.33 8.58
Source of Data: U.S. Dept. of Commerce, Bureau of Census
Importazioni USA Abbigliamento in Tessuto Gennaio-Maggio Milioni di $ USA HS 62


% Quota
% Variaz.
Class. Paese 2002 2003 2004 2002 2003 2004 04/03
0 Mondo 11845.67 13810.48 13507.4 100 100 100 -2.19
1 Cina 1676.41 2316.01 2551.33 14.15 16.77 18.89 10.16
2 Messico 1716.25 1671.36 1537.35 14.49 12.1 11.38 -8.02
3 Hong Kong 771.4 758.18 780.26 6.51 5.49 5.78 2.91
4 India 632.55 750.01 727.05 5.34 5.43 5.38 -3.06
5 Indonesia 619.48 698.42 726.67 5.23 5.06 5.38 4.04
6 Bangladesh 529.56 553.57 492.19 4.47 4.01 3.64 -11.09
7 Vietnam 47.96 532.93 451.69 0.41 3.86 3.34 -15.24
8 Filippine 386.99 479.99 438.56 3.27 3.48 3.25 -8.63
9 Italia 369.54 420.33 431.19 3.12 3.04 3.19 2.58
10 Sri Lanka 419.78 439.83 414.94 3.54 3.19 3.07 -5.66
Source of Data: U.S. Dept. of Commerce, Bureau of Census
Importazioni USA Calzature Gennaio-Maggio Milioni di $ USA HS 64


% Quota
% Variaz.
Class. Paese 2002 2003 2004 2002 2003 2004 04/03
0 Mondo 5989.75 6537.5 6618.2 100 100 100 1.23
1 Cina 3937.45 4404.6 4511.93 65.74 67.37 68.18 2.44
2 Italia 444.41 497.31 495.63 7.42 7.61 7.49 -0.34
3 Brasile 452.31 454.55 442.93 7.55 6.95 6.69 -2.56
4 Indonesia 319.05 274.06 237.4 5.33 4.19 3.59 -13.37
5 Vietnam 77.24 134.48 186.98 1.29 2.06 2.83 39.04
6 Tailandia 116.55 127.56 124.46 1.95 1.95 1.88 -2.42
7 Spagna 110.87 108.4 99.45 1.85 1.66 1.5 -8.25
8 Messico 107.2 114.07 99.08 1.79 1.75 1.5 -13.14
9 India 40.54 51.76 48.23 0.68 0.79 0.73 -6.82
10 Repubblica Dominicana 46.14 51.29 45.64 0.77 0.79 0.69 -11.03
Source of Data: U.S. Dept. of Commerce, Bureau of Census
Importazioni USA Filati-Tessuti Gennaio-Maggio Milioni di $ USA
HS 50-51-52-53-54-55-58


% Quota
% Variaz.
Class. Paese 2002 2003 2004 2002 2003 2004 04/03
0 Mondo 2546.26 2589.12 2786.99 100 100 100 7.64
1 Canada 360.57 356.89 386.84 14.16 13.78 13.88 8.39
2 Messico 269.94 281.03 269.24 10.6 10.85 9.66 -4.19
3 Cina 182.9 208.72 242.71 7.18 8.06 8.71 16.29
4 Corea del Sud 222.22 210.12 234.4 8.73 8.12 8.41 11.55
5 Pakistan 170.78 166.89 221.61 6.71 6.45 7.95 32.79
6 Italia 170.24 188.72 220.02 6.69 7.29 7.9 16.59
7 Giappone 109.22 129.67 134.86 4.29 5.01 4.84 4
8 Taiwan 153.68 135.96 129.86 6.04 5.25 4.66 -4.48
9 India 89.34 112.21 120.88 3.51 4.33 4.34 7.73
10 Germania 77.55 83.97 82.25 3.05 3.24 2.95 -2.05
Source of Data: U.S. Dept. of Commerce, Bureau of Census
Importazioni USA Gioielleria Gennaio-Maggio Milioni di $ USA HS 71


% Quota
% Variaz.
Class. Paese 2002 2003 2004 2002 2003 2004 04/03
0 Mondo 10799.38 10894.57 13327.18 100 100 100 22.33
1 Israele 2593.26 2617.34 2940.83 24.01 24.02 22.07 12.36
2 India 1508.99 1514.63 1818.53 13.97 13.9 13.65 20.06
3 Belgio 1136.4 1109.8 1135.12 10.52 10.19 8.52 2.28
4 Sud Africa 626.62 729.2 1133.46 5.8 6.69 8.51 55.44
5 Canada 978.62 751.33 1086.9 9.06 6.9 8.16 44.66
6 Cina 414.32 500.47 641.87 3.84 4.59 4.82 28.25
7 Italia 615.1 470.98 453.36 5.7 4.32 3.4 -3.74
8 Tailandia 338.15 377.95 435.65 3.13 3.47 3.27 15.26
9 Regno Unito 303.52 293.47 399.97 2.81 2.69 3 36.29
10 Messico 254.66 271.83 397.68 2.36 2.5 2.98 46.3
Source of Data: U.S. Dept. of Commerce, Bureau of Census
Importazioni USA Occhialeria Gennaio-Maggio Milioni di $ USA HS 9002-9003-9004


% Quota
% Variaz.
Class. Paese 2002 2003 2004 2002 2003 2004 04/03
0 Mondo 844.11 916.07 1012.19 100 100 100 10.49
1 Cina 239.97 268.69 303.17 28.43 29.33 29.95 12.83
2 Giappone 167.89 186.76 231.18 19.89 20.39 22.84 23.78
3 Italia 165.51 196.99 216.47 19.61 21.51 21.39 9.89
4 Taiwan 53.66 59.43 57.88 6.36 6.49 5.72 -2.61
5 Hong Kong 41.8 39.14 30.66 4.95 4.27 3.03 -21.66
6 Germania 23.21 18.91 23.01 2.75 2.07 2.27 21.66
7 Francia 26.04 26.2 22.3 3.09 2.86 2.2 -14.91
8 Paesi Bassi 9.46 10.7 21.33 1.12 1.17 2.11 99.27
9 Corea del Sud 37.45 25.34 21.01 4.44 2.77 2.08 -17.08
10 Canada 23.38 21.18 19.45 2.77 2.31 1.92 -8.13
Source of Data: U.S. Dept. of Commerce, Bureau of Census
Importazioni USA Pelletteria Gennaio-Maggio Milioni di $ USA HS 42


% Quota
% Variaz.
Class. Paese 2002 2003 2004 2002 2003 2004 04/03
0 Mondo 2214.63 2549.42 2757.11 100 100 100 8.15
1 Cina 1246.19 1622.27 1816.49 56.27 63.63 65.88 11.97
2 Italia 158.99 189.79 212.15 7.18 7.45 7.7 11.78
3 Francia 64.9 90.18 107.29 2.93 3.54 3.89 18.98
4 India 71.03 73.33 83.51 3.21 2.88 3.03 13.88
5 Tailandia 92.47 67.07 60.24 4.18 2.63 2.19 -10.19
6 Messico 66.58 54.88 53.35 3.01 2.15 1.94 -2.77
7 Vietnam 15.77 41.32 44.26 0.71 1.62 1.61 7.11
8 Filippine 82.51 66.67 43.87 3.73 2.62 1.59 -34.2
9 Hong Kong 36.29 36.15 43.24 1.64 1.42 1.57 19.62
10 Indonesia 88.69 64.13 42.61 4.01 2.52 1.55 -33.55
Source of Data: U.S. Dept. of Commerce, Bureau of Census
Importazioni USA Profumeria-Cosmetica Gennaio-Maggio Milioni di $ USA HS 33


% Quota
% Variaz.
Class. Paese 2002 2003 2004 2002 2003 2004 04/03
0 Mondo 1236.26 1562.21 2228.01 100 100 100 42.62
1 Irlanda 33.04 208.53 679.62 2.67 13.35 30.5 225.9
2 Francia 328.51 384.55 440.68 26.57 24.62 19.78 14.6
3 Canada 232.51 266.61 315.85 18.81 17.07 14.18 18.47
4 Italia 90.02 87.95 112.42 7.28 5.63 5.05 27.82
5 Regno Unito 95.86 107.59 108.73 7.75 6.89 4.88 1.06
6 Germania 66.57 74.57 84.16 5.39 4.77 3.78 12.86
7 Cina 55.93 64.68 71.85 4.52 4.14 3.23 11.08
8 Giappone 45.55 34.49 45.64 3.69 2.21 2.05 32.3
9 Spagna 27.18 35.28 44.44 2.2 2.26 2 25.95
10 Messico 29.5 45.44 42.82 2.39 2.91 1.92 -5.78
Source of Data: U.S. Dept. of Commerce, Bureau of Census
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In difficoltà le vendite al dettaglio di giugno

L’alto costo della benzina, una temperatura insolitamente bassa e vendite per la festa del papà più ridotte rispetto al previsto sembra siano stati la causa dell’andamento negativo delle vendite al dettaglio nel mese di giugno, che ha registrato risultati meno positivi rispetto al mese di maggio.

Gli articoli più venduti sono stati gli accessori, in particolare le borse. L’abbigliamento femminale è stato invece il settore più in difficoltà.

Inattacabili dalla crisi delle vendite sembrano essere i department stores, con Saks Fifth Avenue a registrare l’incremento piu’ alto del mese (+18.3%), seguito da Neiman Marcus (+13%).

Un consiglio dagli analisti per i "mass retailers" come Wal-Mart, Target e Kohl's, per migliorare i loro risultati: imputare la crisi delle vendite a fattori esterni di carattere macro-economico rischia di  distogliere l’attenzione da quello che conta di più nel mondo della moda e cioé il giusto assortimento di prodotti, il loro contenuto di stile e la loro consistenza.  In mancanza di questi fattori, il cliente si rivolge immediatamente ad altri dettaglianti in grado di soddisfare la loro domanda, indipendentemente dal prezzo. I "mass retailers" farebbero quindi meglio a controllare le scelte dei loro buyers ed evitare errori nel campo della moda. Gli acquirenti di prodotti moda, infatti, se non trovano il prodotto che cercano, si rivolgono immediatemente ad altri negozi in grado di soddisfare la loro domanda.

Variazione vendite same-store nei mesi di maggio/giugno 2004


Variaz.% Maggio '04
Variaz.% Giugno '04
Grandi Magazzini
Federated 2.9 3.4
Kohl's 5.0 -3.7
Neiman Marcus 8.5 13.0
Nordstrom 9.4 5.7
Saks Dept. Store Group 3.1 2.0
Saks Fifth Avenue 19.4 18.3
Catene Specializzate
Abercrombie & Fitch 1.0 0.0
Ann Taylor 9.9 9.6
Banana Republic 8.0 12.0
Bebe 10.2 10.0
Limited Brands 3.0 2.0
Talbots 8.1 0.3
Target (discount) 5.8 2.2
Fonte dei dati: WWD (selezione)

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Calendario Fiere USA per il settore Moda
OTTOBRE/NOVEMBRE 2004

  • 5-7 ottobre '04
  • IFFE (Internationalfashionfabric)
  • Tessuti per abbigliamento e passamanerie
  • Jacob Javits Center
  • NYC
  • Ente Organizzatore: Advanstar
  • Tel: 917/326-6237
  • Fax: 917/326-6168
  • www.fabricshow.com
  • 8-11 ottobre '04
  • New York Home Textile Show
  • Biancheria per la casa
  • Jacob Javits Center
  • NYC
  • Ente organizzatore: George Little Management
  • Tel: 914/421-3200
  • Fax: 914/948-6180
  • 9-12 ottobre '04
  • Indipendent Visions Bridal Show
  • Abbigliamento sposa, accessori e calzature
  • Flatotel
  • NYC
  • Ente organizzatore: I.S. Portfolio Ltd.
  • Tel: 212/397-7766
  • Fax: 212/397-7765
  • www.nybridalshow.com
  • 9-12 ottobre '04
  • Couture Bridal Show
  • Abbigliamento sposa & accessori
  • The Drake Hotel
  • NYC
  • Tel: 212/888-3935
  • Fax: 212/888-4630
  • www.couturebridalshow.com
  • 17-19 ottobre '04
  • The Children's Club
  • Abbigliamento per bambini
  • Jacob Javits Center
  • NYC
  • Ente organizzatore: E.N.K. Int'l
  • Tel: 212/759-8055
  • Fax: 212/758-3403
  • e-mail: thechildrensclub@enkshow.com
  • 18-20 ottobre '04
  • Los Angeles Int'l Textile Show Texitalia
  • Tessuti per abbigliamento
  • California Mart Los Angeles, CA
  • Ente organizzatore: California Apparel Mart
  • Tel: 213/630-3695
  • Fax: 213/630-3708
  • 23-25 ottobre '04
  • Men's & Boys Apparel
  • Abbigliamento uomo e giovani
  • Dallas Market Center
  • Dallas, TX
  • Ente organizzatore: Dallas Market Center
  • Tel: 800/325-6587 - 214/655-6100
  • Fax: 214/655-6146
  • www.dallasmarketcenter.com
  • 29 ottobre - 1 novembre '04
  • D&A Annex
  • Designersandagents
  • Evento moda e design
  • The New Mart Bldg.
  • Los Angeles, CA
  • Ente organizzatore: Designers & Agents
  • Tel: 212/302-9575
  • Fax: 212/302-9576
  • e-mail: da@designersandagents.com
  • www.designersandagents.com
  • 29 ottobre - 1 novembre '04
  • Brighte
  • Abbigliamento, accessori e calzature
  • California Market Center
  • Los Angeles, CA
  • Ente organizzatore: E.N.K. International
  • Tel: 212/759-8055
  • Fax: 212/758-3403
  • e-mail: brighte@enkshows.com
 
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Eventi "Italia Life in I Style"
AGOSTO 2004

  • 2 agosto 2004
  • Pubblicazione sulla rivista WWD-Women's Wear Daily di un inserto speciale sul settore dell'abbigliamento intimo e da mare
  • In occasione della fiera "Lingerie Americas", 1/3 agosto 2004, New York
  • 2 agosto 2004
  • Pubblicazione inserto speciale “The secrets of Made in Italy”
  • sulla rivista specializzata Footwear News
  • In collaborazione con l’associazione di categoria ANCI
  • 5/8 agosto 2004
  • Azioni pubblicitarie e di promozione in occasione della
  • Fiera WSA – Word Shoe Associates di Las Vegas
  • In collaborazione con l’associazione di categoria ANCI
  • Mandalay Bay Convention Center, Sands Expo Convention Center, Venetian Hotel Las Vegas
  • 29/31 agosto 2004
  • Punto informazioni alla fiera "The West Coast Exclusive"
  • Mandalay Bay Convention Center, Las Vegas
  • 30 agosto/2 settembre 2004
  • Collettiva italiana dedicata al settore dell’abbigliamento ed accessori per uomo
  • alla Fiera Magic International, Las Vegas Cenvention Center, Las Vegas
  • Agosto 2004
  • Pubblicazione inserto speciale su abbigliamento ed accessori per uomo sulla rivista specializzata MR – Menswear Retailing
  • In occasione della partecipazione italiana alla fiera Magic International
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