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Dolce & Gabbana: Miami terzo mercato per vendite
- Miami sta diventando un mercato sempre più importante per la maison italiana di abbigliamento Dolce & Gabbana. Basta notare l’investimento fatto per ingrandire la boutique di Bal Harbour, a Miami, e i festeggiamenti organizzati in occasione dei 20 anni di attività di D&G.
Dopo New York e Los Angeles, Miami rappresenta la terza piazza statunitense in termini di vendite. Il giro d’affari è stato definito “fantastico” da Glenn McMahon presidente della divisione Usa: il fatturato infatti è quasi raddoppiato nel corso dell’ultimo anno. Le vendite sono stata trascinate, in particolare, dall’abbigliamento maschile e dagli accessori femminili, primi fra tutti le scarpe.
- La forte crescita nella domanda di prodotti D&G ha reso necessario l’ampliamento della boutique di Miami. L’attività di ristrutturazione è iniziata nel 2004 sotto la supervisione dell’architetto Ferruccio Laviani, il quale non si è preoccupato solamente della scelta dei materiali del negozio, ma anche della ridistribuzione degli spazi. La nuova boutique si snoda su circa 300 metri quadrati di superficie, per due terzi dedicati alla moda femminile. Laviani aveva seguito in precedenza anche i lavori di rinnovo della boutique di Los Angeles, in California.
- A fronte delle potenzialità del mercato statunitense i vertici della maison italiana avevano infatti deciso, dopo solo un anno dall’inaugurazione di raddoppiarne la superficie di vendita. Nel mese di marzo il rinnovato negozio sulla Rodeo Drive ospiterà i festeggiamenti per il 20 anniversario di attività di Dolce&Gabbana. Tra le novità proposte da D&G per la prossima primavera, c’è il grande ritorno del colore nero. Domina assoluto nella collezione uomo che propone sia abiti sia giacche rigorosamente scure. Più colorate, invece, le creazioni per la donna, dove il nero rimane comunque l’unico colore di sfondo. Tra i capi che non possono mancare negli armadi delle appassionate di D&G ci sono abiti in seta chiffon con disegni floreali sui toni del verde e giacche in pelle leopardata.

Furla punta al rafforzamento negli Stati Uniti
Furla, l’ottuagenario marchio italiano della pelletteria, mira a consolidare la propria presenza nel mercato statunitense. In particolare, nel biennio 2006-2007 l’azienda prevede l’apertura di 18 nuove boutique negli Stati Uniti che andranno ad aggiungersi ai 22 negozi già presenti da anni sul territorio.
- Nei desideri del management dell’azienda bolognese c’è quello, in particolare, di ridefinire il proprio brand per guadagnare nuove quote nei principali mercati di sbocco, come appunto quello statunitense. Un primo segnale del rinnovamento in atto si è avuto in occasione della nuova campagna pubblicitaria lanciata lo scorso febbraio. Furla ha infatti utilizzato alcune sue dipendenti come testimonial dei nuovi spot pubblicitari. La scelta è caduta sul personale femminile, sopra i trent’anni e impegnato nella carriera professionale, caratteristiche che accomunano le dipendenti di Furla alla clientela tipica della casa pellettiera bolognese.
- E se da un lato la maison italiana ha voluto sottolineare la fedeltà alle tradizioni, dall’altro nella nuova campagna pubblicitaria ha voluto inserire creazioni che rompessero con il passato. Si tratta, in particolare, dei prodotti destinati ad un pubblico giovanile. Tra le nuove tendenze primeggiano i portamonete dalle forme originali come pesci, fiori, o civette, tutti realizzati in colori vivaci. L’azienda bolognese ha puntato sull’innovazione dei prodotti pur continuando ad usare i pellami pregiati che le hanno permesso di guadagnare importanti successi nel passato.
- Ma il processo di “rilancio” del marchio coinvolge anche i negozi. Basti pensare alla ristrutturazione realizzata per la boutique newyorkese sulla Madison Avenue all’altezza della 57esima strada. Si tratta di uno spazio di circa 80 metri quadrati ricreato all’insegna della flessibilità, della trasparenza e dei giochi di luce. Infatti tutta la struttura espositiva interna può essere facilmente spostata e ricomposta diversamente a seconda delle esigenze dei prodotti da lanciare. Inoltre, le pareti sono rivestite da pannelli che possono essere sostituiti ad ogni cambio di stagione per essere in linea con le nuove tendenze. La ristrutturazione delle boutique Furla è stata avviata la scorso anno a partire dal negozio di Verona, per continuare con quello di Parigi, fino a quello di Shanghai.

Polo Ralph Lauren e North Face uniti nella lotta alla contraffazione
- North Face e Polo Ralph Lauren hanno deciso di unire le forze per dichiarare guerra alla contraffazione. I due noti marchi di abbigliamento americano hanno fatto causa a due aziende statunitensi, TC Fashion e SDT Usa, per aver venduto centinaia di migliaia di abiti contraffatti. Tra i capi d’accusa depositati presso il tribunale federale di Manhattan c’è anche quello riguardante la falsificazione del paese produttore, il cosiddetto “made in” che si trova generalmente sulle etichette.
- Il giro d’affari totale realizzato dalle vendite dei capi contraffatti si aggira intorno agli 8 milioni di dollari all’anno. I capi contraffatti venivano solitamente distribuiti su tutto il territorio nazionale dallo Stato di New York alla California. TC Fashions e SDT Usa, nonostante fossero sotto indagine dallo scorso ottobre, sono state di recente pescate con “le mani nel sacco”. Gli investigatori incaricati di seguire il caso, fingendosi potenziali acquirenti, sono riusciti a entrare in contatto diretto con le aziende distributrici. Si trattava di capi di abbigliamento, accessori e articoli di gioielleria. Le imitazioni venivano prodotte in Asia, in particolare in Cina, Korea del sud e Vietnam.
- Il problema della contraffazione riguarda molti altri marchi dai noti Gucci, Christian Dior e Calvin Klein, a quelli dedicati all’abbigliamento sportivo come Adidas, Nike e Reebook, a quelli più di nicchia come Abercrombie & Fitch. In particolare, il brand americano specializzato nella moda giovanile ha scoperto lo scorso anno oltre 300 mila capi falsificati in Asia per un valore al dettaglio di circa 20 milioni di dollari.

Calvin Klein rilancia la linea sportiva donna
Dal prossimo autunno Calvin Klein rilancia la linea casual dedicata alla donna. Si tratta di una gamma di capi dalle forme essenziali e dai colori tono su tono, in linea con il minimalismo che ha sempre contraddistinto le creazioni dello stilista americano.
- Dopo un primo lancio fallito nel 2004, il colosso americano ha deciso di riprovarci dopo aver stretto alleanza con Kellwood, azienda incaricata di sovraintendere sia alla produzione sia alla distribuzione dei capi sportivi. La strategia messa in atto da Kellwood prevede una rivisitazione della linea in chiave moderna, pur rimanendo fedele ad un gusto classico e sobrio, oltre alla riduzione dei prezzi di vendita al pubblico.
- Per raggiungere tali obiettivi il primo passo fatto dall’azienda americana è stato quello di dare in outsourcing l’attività di produzione. La scelta dei fornitori è caduta su aziende manifatturiere del bacino asiatico, in particolare di Shanghai, Hong Kong e Corea del Sud. Calvin Klein lancerà, in particolare, capi a partire dai 28 dollari – ad esempio per i top sportivi - fino ai 1.500 dollari - per i giacconi in pelle – con una riduzione media dei prezzi al pubblico pari al 20%. Nessuna previsione di fatturato è stata resa nota dal gigante americano anche se, secondo alcuni esperti di settore, si tratterà, per il primo anno di attività, di circa 500 milioni di dollari.
- La nuova linea casual donna sarà in vendita nei grandi magazzini americani di medio e alto livello, a partire da Federated, fino ai classici Macy’s e Bloomingdale. Nelle intenzioni del management di Calvin Klein, c’è quello, in particolare, di triplicare i corner espositivi presenti sul territorio nazionale, anche se non è ancora noto il numero esatto dei rivenditori.

Polo Ralph Lauren sponsorizza Wimbledon
Il gigante americano dell’abbigliamento Polo Ralph Lauren è riuscito ad aggiudicarsi la sponsorizzazione del leggendario torneo di tennis di Wimbledon che inizierà il prossimo 26 giugno nell’omonima cittadina inglese. In particolare, Polo Ralph Lauren vestirà i giudici di linea, i raccattapalle e altre persone dello staff tecnico. I giocatori, dal canto loro invece, potranno indossare i capi dei loro sponsor purchè tutti rigorosamente bianchi.
- È la prima volta in 129 edizioni che Wimbledon ha uno sponsor nel campo dell’abbigliamento. Rolex, American Express, Philips e Ibm saranno tra le altre aziende sostenitrici dell’evento 2006. Le sponsorizzazioni in ambito sportivo, secondo i vertici aziendali, si stanno rivelando tra le migliori strategie di marketing adottate negli ultimi anni. Wimbledon è in grado di offrire una grande opportunità di visibilità internazionale con circa 450 mila spettatori dal vivo, oltre i tanti appassionati che seguiranno gli incontri in televisione.
- In particolare, Polo Ralph Lauren intravede la possibilità di rafforzare il proprio marchio anche in Europa, mercato nel quale l’azienda sta investendo, come dimostrato dagli accordi di distribuzione siglati con il grande magazzino del lusso britannico Harrods. Inoltre, il gigante dell’abbigliamento lancerà una nuova campagna pubblicitaria studiata appositamente per l’evento. Non sono stati resi noti i termini dell’accordo quinquennale stipulato con All England Club, l’associazione che organizza il torneo. Ma lo stesso Lauren, proprietario del gruppo, ha fatto sapere che la sponsorizzazione costerà loro meno di 10 milioni di dollari. In passato il colosso americano aveva sponsorizzato altri tornei del circuito Grand Slam come gli U.S. Open di tennis.

A New York il ‘Made in Italy’ della pelletteria: dalla materia prima al prodotto finito
- I prodotti in pelle di manifattura e design italiano sono ampiamente apprezzati dal mercato americano, che nell’acquistarli riconosce il “valore aggiunto” dell’eccellenza. Questo, in estrema sintesi, é il messaggio trasmesso durante gli eventi Arts & Tannery e Iplace, che hanno avuto luogo a New York gli scorsi 7 e 8 marzo. La concomitanza delle due esposizioni – secondo una formula commerciale molto ben accolta dal mercato americano – ha permesso ai visitatori di saggiare uno spaccato del sistema integrato di filiera del settore pelletteria “made in Italy”.
L’iniziativa ha offerto rilevanti opportunità di incontro tra i diversi operatori del ciclo manifatturiero, rivelandosi un importante punto d’aggregazione tra produttori, capaci d’interpretare al meglio la realtà italiana di settore, e agenti, in grado di apprezzarla e valorizzarla. L’evento é stato promosso da CENTOPERCENTO ITALIANO, il consorzio di produttori italiani del settore “manufatti in pelle”, dal 1997 punto di riferimento delle quaranta maggiori aziende del mercato.
- Molte di queste realtá produttive hanno presenziato all’esibizione con spazi dedicati, proponendo le proprie produzioni di pelletteria, calzature e accessori: diversi stili e particolaritá, sotto il comun denominatore di maestranze specializzate votate alla tradizione, alla qualitá, alla capacitá, alla creativitá, all’innovazione, all’estetica e alla cultura italiana. Fattori che solo la produzione originale dell’Italia è in grado di mescolare sapientemente per il confezionamento di prodotti di successo.
Le esposizioni sono state realizzate grazie al contributo dell’Istituto nazionale per il Commercio Estero e al prezioso supporto della sede di New York che si é adoperata affinché l’iniziativa riuscisse al meglio. Il direttore ICE per gli Stati Uniti, Dr. Aniello Musella, ha colto l’occasione per evidenzare l’importanza della competenza e del know-how italiano d’esportazione: “Il pellame italiano, di una qualitá iniziale giá eccellente, viene arricchito da un processo di lavorazione attento al dettaglio e dedito alla ricercatezza delle rifiniture. L’attenzione rivolta alle tendenze e ai dettami della moda stagionale si coniuga con la creativitá e il design italiano. Ne risultano accessori e altri prodotti finiti impreziositi da “plus”, elementi peculiari e distintivi che rendono unici e pregiati i manufatti italiani in pelle”.
- Il mercato USA sembra gradire il sodalizio di esperienza artigiana, ricerca tecnologica e creativitá del “made in Italy”. Lo testimoniano i numeri del fenomeno. “Nel periodo gennaio-dicembre 2005 il settore del pellame e delle pelli conciate ha esportato prodotti di manifattura italiana nel mercato statunitense per 195 milioni di dollari – ha precisato il Dr. Musella - L’Italia è risultata primo esportatore negli Stati Uniti; Paese in cui detiene una quota di mercato del 21,5% (al secondo posto si colloca l’Argentina con 15.34%, tra i principali concorrenti figurano anche Brasile e Messico). Gli accessori di pelletteria (borse, cinture, valigie), a elevato contenuto moda e destinate ad un mercato di fascia alta, hanno permesso di raggiungere, a fine 2005, un fatturato di 631,5 milioni di dollari. Il “made in Italy”, secondo solo alla manifattura di basso costo cinese, si é imposto quindi con una quota di mercato del 7,2 per cento.
- In occasione dell’evento, il consorzio CENTOPERCENTO ITALIANO ha presentato al mercato la propria collezione autunno/inverno 2007, chiamata I’M, con produzioni cesellate in ogni dettaglio, sintesi di abilitá, qualitá e originalitá italiane.

J.C. Penney cerca il rilancio partendo da Times Square
Dopo un decennio di risultati economici deludenti, la societá fondata oltre cento anni fa da James Cash Penney - oggi terzo grande magazzino americano in ordine d’importanza - si appresta al rilancio. Per questo ha deciso di mettere al proprio servizio la tecnologia e le nuove tecniche di marketing e comunicazione: che consistono in 100 chilometri di cavi e oltre 2.700 metri quadrati di pannelli luminosi. Un’attrezzatura che neanche a Time Square passa inosservata.
- “Il 50% degli americani ha una percezione antiquata di J.C. Penney”, ha dichiarato Mike Boylson, responsabile di marketing e di vendite della societá. L’azienda é corsa quindi ai ripari, prendendo in affitto 1.400 metri quadrati nei primi tre piani dell’edificio triangolare al numero 1 di Times Square. Il palazzo da complessivi 22 piani, é stato ricoperto da insegne commerciali e cartelloni pubblicitari enormi e accattivanti.
- Lo spazio, allestito in appena dieci giorni, gioca con la luce, le pareti verniciate e i manifesti di Andy Warhol illuminati da tonalitá di rosso in atmosfera da museo. All'interno, é stata posta in esposizione la merce più esclusiva di J.C. Penney. I clienti possono guardare i messaggi pubblicitari sullo schermo TV al plasma, provare videogames, scaricare musica e ordinare i prodotti Penney in ciascuno dei 22 chioschi dell’area internet. “É come entrare e camminare in un enorme annuncio pubblicitario”, ha commentato Michael Cape, vice presidente della divisione marketing. “D’ora in avanti, quando i clienti poseranno lo sguardo sui nostri negozi, resteranno senza fiato”.

Grande successo per linea Adidas disegnata da Stella Mc Cartney
La collezione che Stella McCartney ha disegnato per Adidas ha riscosso un successo dalle proporzioni inaspettate; tanto che il colosso dell’abbigliamento e delle calzature sportive ha deciso di rinnovare il contratto con la stilista sino al 2010. La linea, lanciata per la stagione autunno/inverno 2005, ha debuttato in negozi esclusivi negli Stati Uniti e in Giappone. Rinnovata ora per la terza stagione consecutiva é disponibile in 40 Paesi, in oltre 400 punti vendita.
- La collezione, che unisce l’attenzione al dettaglio delle silouttes femminili e l’avanguardia tecnologica dei tessuti Adidas, include abbigliamento, calzature e accessori con prezzi che possono variare dai 25 ai 300 dollari. La stilista, , ha superato a pieni voti anche il difficile banco di prova del design di moda per indumenti da neve, sfidando ad armi pari veterani della nicchia “ski-wear” come Emilio Pucci e Paul Smith. Presentando la nuova collezione la McCartney ha mostrato alcune anticipazioni sulle linee da palestra, trekking e tennis, dove ha scelto come testimonial la tennista diciannovenne Maria Kirilenko.
- Adidas offre tre differenti linee di prodotti: “prestazioni sportive”, dove concentra le tecnologie principali, “eredità dello sport”, dedicata ai modelli originali e “stile sport”, frutto della triennale collaborazione ispirata dalle creazioni di Yohji Yamamoto. Le linee firmate da Stella McCartney appartengono alla divisione “prestazioni sportive”. Hermann Deininger, direttore creativo di Adidas, ha commentato: “Il recente successo globale alimenta e innalza le nostre aspettative. Stella McCartney ha risposto egregiamente a un bisogno del mercato. Siamo lieti di continuare questa ispirata collaborazione”. I termini dell’affare non sono stati rivelati, ma gli analisti di settore ritengono che la nuova collezione contribuisca al fatturato per almeno 15 milioni di dollari.

American Eagle lancia linea di biancheria intima
- American Eagle è pronta a lanciare entro il prossimo autunno una nuova linea di biancheria intima con il nome “aerie by American Eagle”. La nuova linea di prodotti costituisce un grande impegno per la società che dovrà fare i conti con la concorrenza dell’ormai affermato brand Victoriàs Secret che in America detiene la posizione di leader di mercato. Secondo quanto dichiarato dai manager di American Eagle, tuttavia, la nuova linea di biancheria intima non avrà la sensualità dei prodotti confezionati dal suo maggiore rivale ma verrà comunque contraddistinta da uno spirito romantico che dovrebbe attirare l’attenzione dei consumatori giovani di età compresa tra i 15 e i 25 anni.
- Susan McGalla, presidente e ammistratore delegato di American Eagle, ha dichiarato che la strategia di lancio della nuova linea di abbigliamento intimo prevede l’apertura di tre o quattro maxi store di cui uno di 800 metri quadrati nell’Haywood mall di Greenville (Carolina del Sud). Oltre a questo, entro l’estate del 2007, i piani di espansione della compagnia prevedono l’immissione sul mercato anche di alcune nuove linee di reggiseno, mutandine, pigiami e prodotti per la cura della persona.
- Il lancio della nuova divisione di prodotti di biancheria intima è stato sostenuto dai buoni risultati messi a segno dalla società per il quarto trimestre dello scorso anno fiscale. Nei tre mesi terminati al 28 gennaio scorso, infatti, American Eagle ha riportato utili per 107,5 milioni di dollari per l’intero anno, invece, il valore dell’utile netto della società si è attestato a 294,2 milioni di dollari.

Gossard torna negli Stati Uniti grazie a un accordo con NAP
- Il marchio Gossard ritorna negli Stati Uniti grazie all’accordo di distribuzione esclusiva con NAP dopo la cessione delle operazioni europee di Sara Lee Apparel a un affiliato di Sun Capital Partners. “Sono davvero molto felice di poter riportare negli Usa questo marchio europeo di prodotti di lusso con prezzi accessibili”, ha dichiarato Victor Lee, presidente di NAP. “Stiamo reintroducendo il marchio londinese Gossard negli Stati Uniti con un rinnovato vigore derivante dalla recente alleanza Gossard-Sun Capital”, ha aggiunto Lee. “Inoltre, Gossard introdurrà diversi prodotti innovativi che per la prima volta saranno disponibili allo stesso tempo in America e in Europa”.
- Il marchio Gossard era divenuto famoso negli anni Ottanta e Novanta per il reggiseno wonderbra Super-Uplift. Il nome della società è sparito dal mercato americano a partire dal 1994 in concomitanza con l’acquisizione da parte di Sara Lee della distribuzione e dei diritti marketing della società. Secondo quanto riferito da Kirk Adkins, amministratore delegato di DBApparel, adesso Nap riceverà in esclusiva anche il diritto di distribuzione per un secondo marchio facente capo a Gossard, Answers.
- “Siamo estremamente felici della strategia sviluppata da NAP per la distribuzione dei brand negli Stati Uniti oltre che per il marketing esistente dietro questi importanti capi d’abbigliamento”, ha dichiarato Adkins. Le collezioni dei nuovi prodotti Gossard per l’inverno 2006 sono stati presentate a fine febbraio alla fiera di New York “Lingerie Americas”. In quest’occasione, sono stati presentati in anteprima tre gruppi di capi che torneranno a rivedere la luce negli Stati Uniti: si tratta del Gossard Vintage, Smooth Glamour e Superboost Secret. I prezzi previsti per il loro ritorno in America variano tra i 36 e i 55 dollari per i reggiseni, mentre il costo degli slip sarà compreso tra i 16 e i 29 dollari.

Ducati ha disegnato la confezione del nuovo profumo Z Zegna
È stato affidato a Ducati lo studio e la realizzazione della bottiglia che conterrà la versione limitata del profumo di Ermenegildo Zegna, Z Zegna. David Gross, direttore creativo della società motociclistica italiana ha dichiarato che la nuova confezione sarà di colore nero metallizzato con una striscia verticale che dovrebbe richiamare alla mente la stessa immagine presente sulle moto Ducati Monster. Il nuovo flacone sbarcherà sul mercato americano a partire dal mese di aprile e sarà distribuito in 8.000 punti vendita per un periodo di tempo di circa dodici mesi.
- La confezione di profumo conterrà la stessa fragranza originariamente pensata da Givaudan: “non era il momento giusto per introdurre una nuova fragranza”, ha dichiarato James Ragsdale, vice direttore di YSL Beauté. “La nuova manovra di marketing è stata invece pensata per avvicinare nuovi consumatori al nostro prodotto già esistente”. Secondo Rangsdale, a partire dal suo arrivo sui mercati nello scorso mese di aprile, il profumo Z Zegna ha riscosso un successo ben superiore alle migliori aspettative.
- Il nuovo design del flacone – secondo Rangsdale – potrà quindi contribuire ad aumentare ancora di più le vendite del prodotto. “Bisogna sempre portare sul mercato qualche novità”, ha aggiunto Rangsdale, “per questa ragione lavoriamo di continuo allo studio di nuovi prodotti in grado di generare un impatto dinamico sulle vendite della società”. Per aiutare a promuovere il profumo Z Zegna all’interno della nuova confezione, in tutti i punti vendita verrà esposta una moto Ducati Monster e sarà promosso un concorso online che porterà alla vincita di un esemplare della moto. Secondo le previsioni le vendite di Z Zegna dovrebbero contribuire ai conti della società per una quota compresa tra i 30 e i 35 milioni di dollari nel corso del primo anno di presenza sul mercato.

Eventi Moda aprile 2006
- aprile 2006
Promozione del Made in Italy presso lo specialty store Bergdorf Goodman
Distribuzione per mailing diretto di un catalogo dedicato alle collezioni di occhialeria Made in Italy
Marchi presentati: Tom Ford by Marcolin, Gucci by Safilo, Prada by Luxottica, Roberto Cavalli by Marcolin, Ferrè by Allison, Missoni by Allison, Marc Jacobs by Safilo, Tom Ford by Marcolin, Dior by Safilo, Giorgio Armani by Safilo, Valentino by Safilo, Dolce & Gabbana by Luxottica, Dior by Safilo.
- Aprile 2006
California Apparel News
Inserto speciale sulle collezioni di tessuti per abbigliamento per la stagione Primavera/Estate 2007
- 23 aprile 2006
Evento di networking tra aziende italiane ed operatori della West Coast degli USA
Una collaborazione Italia/ Francia per la promozione dei tessuti per abbigliamento
Los Angeles Textile Show
Los Angeles, CA
- 24/26 aprile 2006
Texitalia alla fiera Los Angeles Textile Show
19 aziende italiane presentano le collezioni P/E 2007 di tessuti per abbigliamento
Aziende espositrici: Berto E.G., Bottonificio B.A.P., Clerici Tessuto-Guest, Bonomi Carlo, Cotonificio Veneto, Duemilagori, Efilan, Gentex Industriale, Gruppo Fedora, Pacini Nello, Mario Boselli Yarns & Jersey, Marco Lagattolla, Neoseta-M.Borromeo, Romi, Serikos, Argenti, Teseo, Tessilgodi-Epica, Taiana Virgilio.
Los Angeles, CA
- 24/29 aprile 2006
Promozione del Made in Italy con il dettaglio indipendente in USA
Red Barn Apparel
Rochester, New York

Statistiche I style – Gennaio 2006
-
Importazioni USA Abbigliamento Uomo in
Gennaio - Milioni di $ USA
codice doganale HS 6203 |
|
|
% Quota |
% Variaz. |
| Class. |
Paese |
2004 |
2005 |
2006 |
2004 |
2005 |
2006 |
06/05 |
| 0 |
Mondo |
598.21 |
679.86 |
677.64 |
100 |
100 |
100 |
-0.33 |
| 1 |
Mexico |
114.86 |
129.48 |
113.98 |
19.2 |
19.05 |
16.82 |
-11.97 |
| 2 |
China |
53.51 |
102.42 |
78.50 |
8.94 |
15.07 |
11.58 |
-23.36 |
| 3 |
Bangladesh |
27.38 |
21.76 |
55.54 |
4.58 |
3.2 |
8.2 |
155.21 |
| 4 |
Vietnam |
12.33 |
27.26 |
36.94 |
2.06 |
4.01 |
5.45 |
35.51 |
| 5 |
Hong Kong |
39.35 |
19.72 |
31.14 |
6.58 |
2.9 |
4.6 |
57.92 |
| 6 |
Italy |
32.30 |
39.36 |
29.82 |
5.4 |
5.79 |
4.4 |
-24.24 |
| 7 |
Indonesia |
19.21 |
22.01 |
29.10 |
3.21 |
3.24 |
4.3 |
32.25 |
| 8 |
Canada |
26.02 |
26.73 |
27.44 |
4.35 |
3.93 |
4.05 |
2.66 |
| 9 |
India |
12.60 |
13.11 |
27.33 |
2.11 |
1.93 |
4.03 |
108.49 |
| 10 |
Dominican Republic |
28.20 |
29.16 |
18.86 |
4.71 |
4.29 |
2.78 |
-35.3 |
| Fonte: World Trade Atlas |
Importazioni USA Abbigliamento Donna in
Gennaio - Milioni di $ USA
codice doganale HS 6204 |
|
|
% Quota |
% Variaz. |
| Class. |
Paese |
2004 |
2005 |
2006 |
2004 |
2005 |
2006 |
06/05 |
| 0 |
Mondo |
1,166.59 |
1,222.96 |
1,252.81 |
100 |
100 |
100 |
2.44 |
| 1 |
China |
253.61 |
335.22 |
389.26 |
21.74 |
27.41 |
31.07 |
16.12 |
| 2 |
Hong Kong |
120.72 |
80.42 |
93.28 |
10.35 |
6.58 |
7.45 |
16 |
| 3 |
India |
40.80 |
46.48 |
87.07 |
3.5 |
3.8 |
6.95 |
87.33 |
| 4 |
Indonesia |
62.30 |
53.27 |
76.44 |
5.34 |
4.36 |
6.1 |
43.49 |
| 5 |
Vietnam |
33.77 |
60.57 |
70.28 |
2.89 |
4.95 |
5.61 |
16.02 |
| 6 |
Mexico |
103.11 |
88.00 |
51.74 |
8.84 |
7.2 |
4.13 |
-41.21 |
| 7 |
Philippines |
57.66 |
47.26 |
51.47 |
4.94 |
3.86 |
4.11 |
8.91 |
| 8 |
Sri Lanka |
35.93 |
46.37 |
44.40 |
3.08 |
3.79 |
3.54 |
-4.25 |
| 9 |
Bangladesh |
23.28 |
26.22 |
40.95 |
2 |
2.14 |
3.27 |
56.19 |
| 10 |
Cambodia |
38.04 |
41.35 |
35.17 |
3.26 |
3.38 |
2.81 |
-14.93 |
| 11 |
Thailand |
27.78 |
27.26 |
33.47 |
2.38 |
2.23 |
2.67 |
22.79 |
| 12 |
Macau |
23.50 |
22.14 |
26.84 |
2.02 |
1.81 |
2.14 |
21.25 |
| 13 |
Italy |
32.04 |
34.26 |
24.88 |
2.75 |
2.8 |
1.99 |
-27.39 |
| Fonte: World Trade Atlas |
Importazioni USA Maglieria in
Gennaio - Milioni di $ USA
codice doganale HS 61 |
|
|
% Quota |
% Variaz. |
| Class. |
Paese |
2004 |
2005 |
2006 |
2004 |
2005 |
2006 |
06/05 |
| 0 |
Mondo |
2,241.63 |
2,371.66 |
2,479.45 |
100 |
100 |
100 |
4.54 |
| 1 |
China |
293.50 |
424.13 |
396.21 |
13.09 |
17.88 |
15.98 |
-6.58 |
| 2 |
Mexico |
203.77 |
179.67 |
171.45 |
9.09 |
7.58 |
6.92 |
-4.57 |
| 3 |
Hong Kong |
143.29 |
124.04 |
142.10 |
6.39 |
5.23 |
5.73 |
14.56 |
| 4 |
Honduras |
112.36 |
134.91 |
115.45 |
5.01 |
5.69 |
4.66 |
-14.43 |
| 5 |
India |
42.43 |
54.00 |
105.60 |
1.89 |
2.28 |
4.26 |
95.55 |
| 6 |
Vietnam |
88.62 |
67.32 |
103.58 |
3.95 |
2.84 |
4.18 |
53.87 |
| 7 |
Cambodia |
51.12 |
50.29 |
94.96 |
2.28 |
2.12 |
3.83 |
88.83 |
| 8 |
Guatemala |
85.05 |
103.94 |
94.79 |
3.79 |
4.38 |
3.82 |
-8.8 |
| 9 |
Indonesia |
49.42 |
48.78 |
89.66 |
2.21 |
2.06 |
3.62 |
83.79 |
| 10 |
Thailand |
63.68 |
77.11 |
87.25 |
2.84 |
3.25 |
3.52 |
13.16 |
|
|
|
|
|
|
|
|
|
| 25 |
Italy |
30.81 |
28.62 |
26.09 |
1.38 |
1.21 |
1.05 |
-8.84 |
| Fonte: World Trade Atlas |
Importazioni USA Calzature in
Gennaio - Milioni di $ USA
codice doganale HS 64 |
|
|
% Quota |
% Variaz. |
| Class. |
Paese |
2004 |
2005 |
2006 |
2004 |
2005 |
2006 |
06/05 |
| 0 |
Mondo |
1,477.37 |
1,586.49 |
1,651.99 |
100 |
100 |
100 |
4.13 |
| 1 |
China |
1,040.68 |
1,122.83 |
1,184.15 |
70.44 |
70.78 |
71.68 |
5.46 |
| 2 |
Italy |
109.63 |
118.17 |
100.17 |
7.42 |
7.45 |
6.06 |
-15.23 |
| 3 |
Brazil |
90.59 |
100.86 |
96.70 |
6.13 |
6.36 |
5.85 |
-4.13 |
| 4 |
Vietnam |
39.65 |
56.16 |
83.71 |
2.68 |
3.54 |
5.07 |
49.06 |
| 5 |
Indonesia |
51.35 |
43.66 |
45.49 |
3.48 |
2.75 |
2.75 |
4.18 |
| 6 |
Thailand |
34.13 |
27.83 |
26.81 |
2.31 |
1.75 |
1.62 |
-3.66 |
| 7 |
Spain |
17.42 |
18.63 |
18.51 |
1.18 |
1.17 |
1.12 |
-0.67 |
| 8 |
India |
10.14 |
12.07 |
14.90 |
0.69 |
0.76 |
0.9 |
23.37 |
| 9 |
Mexico |
13.35 |
12.87 |
14.73 |
0.9 |
0.81 |
0.89 |
14.43 |
| 10 |
Germany |
8.47 |
7.93 |
8.24 |
0.57 |
0.5 |
0.5 |
3.87 |
| Fonte: World Trade Atlas |
Importazioni USA Pelletteria in
Gennaio - Milioni di $ USA
codice doganale HS 42 |
|
|
% Quota |
% Variaz. |
| Class. |
Paese |
2004 |
2005 |
2006 |
2004 |
2005 |
2006 |
06/05 |
| 0 |
Mondo |
557.81 |
653.62 |
696.96 |
100 |
100 |
100 |
6.63 |
| 1 |
China |
379.74 |
462.46 |
504.31 |
68.08 |
70.75 |
72.36 |
9.05 |
| 2 |
Italy |
43.36 |
51.32 |
50.46 |
7.77 |
7.85 |
7.24 |
-1.67 |
| 3 |
France |
19.42 |
21.09 |
17.88 |
3.48 |
3.23 |
2.57 |
-15.21 |
| 4 |
India |
14.90 |
13.53 |
15.56 |
2.67 |
2.07 |
2.23 |
15.07 |
| 5 |
Vietnam |
7.66 |
12.16 |
13.28 |
1.37 |
1.86 |
1.91 |
9.19 |
| 6 |
Philippines |
8.86 |
9.42 |
11.60 |
1.59 |
1.44 |
1.67 |
23.23 |
| 7 |
Indonesia |
8.87 |
10.21 |
11.50 |
1.59 |
1.56 |
1.65 |
12.59 |
| 8 |
Hong Kong |
10.45 |
9.44 |
8.98 |
1.87 |
1.44 |
1.29 |
-4.82 |
| 9 |
Thailand |
11.03 |
12.35 |
8.84 |
1.98 |
1.89 |
1.27 |
-28.41 |
| 10 |
Mexico |
8.82 |
8.04 |
6.95 |
1.58 |
1.23 |
1 |
-13.53 |
| Fonte: World Trade Atlas |
Importazioni USA Pellami in
Gennaio - Milioni di $ USA
codice doganale HS 41 |
|
|
% Quota |
% Variaz. |
| Class. |
Paese |
2004 |
2005 |
2006 |
2004 |
2005 |
2006 |
06/05 |
| 0 |
Mondo |
65.82 |
73.40 |
70.67 |
100 |
100 |
100 |
-3.71 |
| 1 |
Italy |
13.02 |
14.15 |
15.00 |
19.78 |
19.28 |
21.22 |
5.95 |
| 2 |
Brazil |
9.47 |
7.24 |
10.27 |
14.39 |
9.86 |
14.54 |
41.91 |
| 3 |
Argentina |
8.51 |
12.82 |
10.03 |
12.93 |
17.47 |
14.19 |
-21.81 |
| 4 |
Canada |
5.19 |
5.20 |
5.89 |
7.89 |
7.09 |
8.33 |
13.09 |
| 5 |
Mexico |
5.04 |
5.87 |
3.96 |
7.66 |
8 |
5.6 |
-32.59 |
| 6 |
China |
8.38 |
3.76 |
3.71 |
12.74 |
5.12 |
5.25 |
-1.23 |
| 7 |
Dominican Republic |
0.22 |
2.88 |
3.50 |
0.34 |
3.93 |
4.96 |
21.59 |
| 8 |
Uruguay |
2.71 |
4.15 |
3.29 |
4.12 |
5.65 |
4.66 |
-20.62 |
| 9 |
South Africa |
0.58 |
2.91 |
2.39 |
0.88 |
3.97 |
3.38 |
-18.05 |
| 10 |
Germany |
1.58 |
1.87 |
1.08 |
2.41 |
2.55 |
1.53 |
-42.3 |
| Fonte: World Trade Atlas |
Importazioni USA Occhiali in
Gennaio - Milioni di $ USA
codice doganale HS 9004 |
|
|
% Quota |
% Variaz. |
| Class. |
Paese |
2004 |
2005 |
2006 |
2004 |
2005 |
2006 |
06/05 |
| 0 |
Mondo |
81.96 |
93.58 |
109.54 |
100 |
100 |
100 |
17.05 |
| 1 |
China |
42.60 |
48.28 |
56.55 |
51.98 |
51.6 |
51.63 |
17.13 |
| 2 |
Italy |
17.39 |
22.05 |
29.96 |
21.21 |
23.56 |
27.35 |
35.9 |
| 3 |
Taiwan |
11.63 |
12.64 |
12.47 |
14.19 |
13.51 |
11.39 |
-1.3 |
| 4 |
Japan |
4.12 |
4.29 |
5.11 |
5.03 |
4.58 |
4.67 |
19.21 |
| 5 |
France |
1.63 |
1.69 |
0.93 |
1.99 |
1.8 |
0.85 |
-44.99 |
| 6 |
Hong Kong |
1.06 |
1.34 |
0.88 |
1.29 |
1.43 |
0.8 |
-34.54 |
| 7 |
Korea, South |
0.59 |
0.67 |
0.64 |
0.72 |
0.71 |
0.58 |
-4.31 |
| 8 |
Canada |
1.07 |
0.97 |
0.63 |
1.31 |
1.04 |
0.58 |
-34.97 |
| 9 |
Mexico |
0.63 |
0.77 |
0.41 |
0.77 |
0.83 |
0.38 |
-46.35 |
| 10 |
Russia |
0.01 |
0.00 |
0.40 |
0.01 |
0 |
0.36 |
0 |
| Fonte: World Trade Atlas |
Importazioni USA Montature per occhiali in
Gennaio - Milioni di $ USA
codice doganale HS 9003 |
|
|
% Quota |
% Variaz. |
| Class. |
Paese |
2004 |
2005 |
2006 |
2004 |
2005 |
2006 |
06/05 |
| 0 |
Mondo |
53.16 |
54.37 |
66.82 |
100 |
100 |
100 |
22.91 |
| 1 |
China |
19.77 |
23.25 |
31.35 |
37.18 |
42.76 |
46.91 |
34.85 |
| 2 |
Italy |
12.83 |
16.13 |
16.56 |
24.14 |
29.67 |
24.78 |
2.66 |
| 3 |
Japan |
7.47 |
2.69 |
4.46 |
14.06 |
4.95 |
6.68 |
65.79 |
| 4 |
Hong Kong |
3.31 |
2.93 |
4.13 |
6.23 |
5.39 |
6.18 |
40.91 |
| 5 |
Austria |
2.89 |
2.12 |
3.68 |
5.43 |
3.9 |
5.5 |
73.3 |
| 6 |
Korea, South |
3.22 |
4.14 |
3.44 |
6.06 |
7.62 |
5.15 |
-16.97 |
| 7 |
France |
1.19 |
1.74 |
1.39 |
2.24 |
3.2 |
2.09 |
-19.89 |
| 8 |
Romania |
0.00 |
0.00 |
0.46 |
0 |
0 |
0.7 |
0 |
| 9 |
Germany |
0.63 |
0.30 |
0.34 |
1.19 |
0.56 |
0.51 |
11.32 |
| 10 |
Denmark |
0.18 |
0.06 |
0.26 |
0.34 |
0.11 |
0.39 |
348.9 |
| Fonte: World Trade Atlas |
Importazioni USA Gioielli in metalli preziosi in
Gennaio - Milioni di $ USA
codice doganale HS 7113 |
|
|
% Quota |
% Variaz. |
| Class. |
Paese |
2004 |
2005 |
2006 |
2004 |
2005 |
2006 |
06/05 |
| 0 |
Mondo |
423.63 |
514.06 |
571.29 |
100 |
100 |
100 |
11.13 |
| 1 |
India |
97.92 |
109.59 |
144.40 |
23.11 |
21.32 |
25.28 |
31.76 |
| 2 |
China |
49.23 |
64.45 |
86.84 |
11.62 |
12.54 |
15.2 |
34.73 |
| 3 |
Thailand |
55.04 |
66.37 |
65.69 |
12.99 |
12.91 |
11.5 |
-1.03 |
| 4 |
Italy |
49.34 |
53.21 |
49.62 |
11.65 |
10.35 |
8.69 |
-6.74 |
| 5 |
Hong Kong |
34.57 |
35.78 |
40.36 |
8.16 |
6.96 |
7.06 |
12.81 |
| 6 |
Mexico |
11.03 |
29.55 |
25.80 |
2.6 |
5.75 |
4.52 |
-12.68 |
| 7 |
Turkey |
24.87 |
37.36 |
25.76 |
5.87 |
7.27 |
4.51 |
-31.05 |
| 8 |
France |
6.88 |
16.66 |
14.96 |
1.62 |
3.24 |
2.62 |
-10.19 |
| 9 |
Dominican Republic |
13.89 |
11.91 |
14.87 |
3.28 |
2.32 |
2.6 |
24.93 |
| 10 |
Israel |
15.93 |
17.04 |
14.06 |
3.76 |
3.31 |
2.46 |
-17.46 |
| Fonte: World Trade Atlas |
Importazioni USA Orologi in
Gennaio - Milioni di $ USA
codice doganale HS 91 |
|
|
% Quota |
% Variaz. |
| Class. |
Paese |
2004 |
2005 |
2006 |
2004 |
2005 |
2006 |
06/05 |
| 0 |
Mondo |
224.09 |
267.15 |
298.72 |
100 |
100 |
100 |
11.82 |
| 1 |
Switzerland |
86.53 |
124.68 |
129.33 |
38.61 |
46.67 |
43.29 |
3.72 |
| 2 |
Japan |
49.82 |
50.94 |
67.70 |
22.23 |
19.07 |
22.66 |
32.91 |
| 3 |
China |
47.84 |
50.77 |
53.87 |
21.35 |
19 |
18.03 |
6.11 |
| 4 |
Thailand |
13.35 |
10.14 |
13.88 |
5.96 |
3.8 |
4.65 |
36.89 |
| 5 |
Hong Kong |
6.32 |
7.68 |
10.04 |
2.82 |
2.88 |
3.36 |
30.78 |
| 6 |
Mexico |
6.79 |
8.04 |
9.13 |
3.03 |
3.01 |
3.06 |
13.51 |
| 7 |
Philippines |
1.50 |
2.54 |
2.68 |
0.67 |
0.95 |
0.9 |
5.58 |
| 8 |
Germany |
2.34 |
2.91 |
2.53 |
1.04 |
1.09 |
0.85 |
-12.95 |
| 9 |
Italy |
1.44 |
1.88 |
1.91 |
0.64 |
0.7 |
0.64 |
1.62 |
| 10 |
France |
1.12 |
0.84 |
1.54 |
0.5 |
0.32 |
0.52 |
82.29 |
| Fonte: World Trade Atlas |
Importazioni USA Profumeria, Cosmetica in
Gennaio - Milioni di $ USA
codice doganale HS 33 |
|
|
% Quota |
% Variaz. |
| Class. |
Paese |
2004 |
2005 |
2006 |
2004 |
2005 |
2006 |
06/05 |
| 0 |
Mondo |
398.87 |
531.57 |
555.73 |
100 |
100 |
100 |
4.55 |
| 1 |
Ireland |
125.27 |
178.66 |
191.38 |
31.41 |
33.61 |
34.44 |
7.12 |
| 2 |
France |
76.38 |
91.14 |
91.37 |
19.15 |
17.15 |
16.44 |
0.26 |
| 3 |
Canada |
53.37 |
66.26 |
73.17 |
13.38 |
12.47 |
13.17 |
10.44 |
| 4 |
Italy |
21.07 |
32.16 |
35.51 |
5.28 |
6.05 |
6.39 |
10.44 |
| 5 |
United Kingdom |
17.89 |
19.43 |
26.64 |
4.49 |
3.66 |
4.79 |
37.11 |
| 6 |
China |
15.07 |
21.71 |
22.93 |
3.78 |
4.09 |
4.13 |
5.61 |
| 7 |
Germany |
12.74 |
19.29 |
13.45 |
3.2 |
3.63 |
2.42 |
-30.3 |
| 8 |
Spain |
7.48 |
14.13 |
13.26 |
1.88 |
2.66 |
2.39 |
-6.12 |
| 9 |
Mexico |
7.45 |
9.35 |
12.60 |
1.87 |
1.76 |
2.27 |
34.78 |
| 10 |
India |
5.04 |
4.33 |
8.26 |
1.26 |
0.81 |
1.49 |
90.75 |
| Fonte: World Trade Atlas |
Importazioni USA Filati e tessuti in lana in
Gennaio - Milioni di $ USA
codice doganale HS 51 |
|
|
% Quota |
% Variaz. |
| Class. |
Paese |
2004 |
2005 |
2006 |
2004 |
2005 |
2006 |
06/05 |
| 0 |
Mondo |
20.81 |
24.27 |
23.88 |
100 |
100 |
100 |
-1.6 |
| 1 |
Italy |
6.31 |
5.51 |
5.58 |
30.34 |
22.71 |
23.36 |
1.24 |
| 2 |
New Zealand |
2.09 |
3.30 |
2.59 |
10.07 |
13.62 |
10.86 |
-21.49 |
| 3 |
Mexico |
1.62 |
1.74 |
2.52 |
7.77 |
7.17 |
10.56 |
45 |
| 4 |
Australia |
1.01 |
2.21 |
2.39 |
4.84 |
9.11 |
10.01 |
8.13 |
| 5 |
United Kingdom |
1.91 |
2.28 |
1.69 |
9.16 |
9.38 |
7.1 |
-25.55 |
| 6 |
Canada |
2.46 |
1.76 |
1.64 |
11.81 |
7.26 |
6.88 |
-6.77 |
| 7 |
China |
0.44 |
0.84 |
1.33 |
2.12 |
3.47 |
5.59 |
58.27 |
| 8 |
Germany |
0.60 |
0.91 |
0.85 |
2.91 |
3.76 |
3.55 |
-6.87 |
| 9 |
India |
0.16 |
0.23 |
0.76 |
0.77 |
0.94 |
3.2 |
235.41 |
| 10 |
Peru |
0.33 |
0.77 |
0.64 |
1.59 |
3.15 |
2.7 |
-15.78 |
| Fonte: World Trade Atlas |
Importazioni USA Filati e tessuti in cotone in
Gennaio - Milioni di $ USA
codice doganale HS 52 |
|
|
% Quota |
% Variaz. |
| Class. |
Paese |
2004 |
2005 |
2006 |
2004 |
2005 |
2006 |
06/05 |
| 0 |
Mondo |
161.95 |
150.67 |
136.26 |
100 |
100 |
100 |
-9.57 |
| 1 |
Pakistan |
32.21 |
34.47 |
33.12 |
19.89 |
22.88 |
24.31 |
-3.91 |
| 2 |
China |
22.41 |
15.84 |
21.57 |
13.84 |
10.51 |
15.83 |
36.21 |
| 3 |
Italy |
11.75 |
13.61 |
11.71 |
7.26 |
9.03 |
8.59 |
-13.98 |
| 4 |
Korea, South |
11.38 |
9.16 |
10.51 |
7.03 |
6.08 |
7.71 |
14.68 |
| 5 |
Indonesia |
4.60 |
3.73 |
6.09 |
2.84 |
2.48 |
4.47 |
63.07 |
| 6 |
Mexico |
12.70 |
9.77 |
5.57 |
7.84 |
6.48 |
4.09 |
-42.92 |
| 7 |
Japan |
7.33 |
7.45 |
5.25 |
4.53 |
4.95 |
3.85 |
-29.62 |
| 8 |
Taiwan |
6.18 |
4.38 |
5.09 |
3.82 |
2.91 |
3.73 |
16 |
| 9 |
Thailand |
3.54 |
5.11 |
5.06 |
2.19 |
3.39 |
3.71 |
-0.92 |
| 10 |
India |
7.12 |
6.36 |
5.04 |
4.4 |
4.22 |
3.7 |
-20.77 |
| Fonte: World Trade Atlas |
Importazioni USA Filati e tessuti in seta in
Gennaio - Milioni di $ USA
codice doganale HS 50 |
|
|
% Quota |
% Variaz. |
| Class. |
Paese |
2004 |
2005 |
2006 |
2004 |
2005 |
2006 |
06/05 |
| 0 |
Mondo |
22.63 |
22.86 |
24.75 |
100 |
100 |
100 |
8.29 |
| 1 |
India |
8.80 |
7.74 |
7.77 |
38.87 |
33.88 |
31.41 |
0.37 |
| 2 |
China |
5.00 |
5.10 |
7.30 |
22.11 |
22.33 |
29.49 |
43.03 |
| 3 |
Italy |
4.41 |
5.20 |
4.56 |
19.48 |
22.76 |
18.44 |
-12.26 |
| 4 |
Korea, South |
2.05 |
2.24 |
2.79 |
9.06 |
9.79 |
11.27 |
24.64 |
| 5 |
United Kingdom |
0.76 |
0.88 |
0.84 |
3.36 |
3.84 |
3.41 |
-3.82 |
| 6 |
France |
0.39 |
0.40 |
0.49 |
1.71 |
1.77 |
1.98 |
20.79 |
| 7 |
Thailand |
0.47 |
0.52 |
0.32 |
2.09 |
2.26 |
1.29 |
-38.33 |
| 8 |
Switzerland |
0.17 |
0.20 |
0.19 |
0.74 |
0.86 |
0.77 |
-3.57 |
| 9 |
Japan |
0.08 |
0.12 |
0.19 |
0.33 |
0.54 |
0.75 |
51.13 |
| 10 |
Spain |
0.06 |
0.05 |
0.07 |
0.27 |
0.2 |
0.27 |
46.6 |
| Fonte: World Trade Atlas |

|