FEBBRAIO 2005 | Newsletter | Volume 2 | Numero 37 
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Il posizionamento dei prodotti della moda negli show televisivi come nuova forma pubblicitaria

In risposta ad un’era caratterizzata da una saturazione di messaggi pubblicitari televisivi e da un’audience che, grazie all’introduzione di nuove tecnologie come i videoregistratori digitali e la televisione satellitare, riesce sempre di più ad evitare le interruzioni pubblicitarie all’interno dei programmi, è sorta una nuova strategia marketing che sta riscuotendo un ottimo successo e che si è rivelata vincente per alcuni settori del mercato come l’elettronica, le bevande analcoliche dolci, l’automobilismo  e l’abbigliamento in particolare. La nuova formula prevede il posizionamento di determinati prodotti all’interno di show televisivi di successo, ma a differenza dell’omonima tecnica usata in passato dai marketers, comporta una vera e propria integrazione di articoli di diversi marchi con il copione del programma. I prodotti vengono dunque inseriti nelle trame di telefilm, come per esempio nel caso delle famose scarpe dai tacchi a spillo di Manolo Blahnik che costituiscono l’oggetto del desiderio delle quattro protagoniste del noto serial televisivo “Sex and the City”.  Secondo il parere dei partecipanti di un panel di discussione  nel corso della scorsa edizione del salone del broadcasting televisivo HD EXPO a Los Angeles, l’abbigliamento è  il settore che attualmente più beneficia del posizionamento di prodotti all’interno di show televisi di successo.

"C’è un’ottima opportunità di guadagno per il mondo della moda derivata dall’impiego di questa tecnica, purchè si riesca ad accostare il giusto prodotto con il giusto cast", ha dichiarato Terrence Coles, direttore delle vendite e del marketing di Pier 3, agenzia specializzata nel marketing dello spettacolo, spiegando la necessità per le aziende della moda di gestire il posizionamento dei prodotti con un approccio simile ad una partnership con le reti televisive in previsione appunto delle possibilità di futuri guadagni a lungo termine. Come ha fatto notare Coles, i due show televisi considerati come gli "hit" dell’attuale stagione televisiva americana, "The O.C." e "Desperate Housewives” che contano su un’audience di circa 20 milioni di telespettatori per puntata, costituiscono gli esempi perfetti di show adatti per il posizionamento di articoli di abbigliamento. In particolare, la serie "Desperate Housewives” — che fin dal suo debutto sul canale ABC ha conquistato il pubblico statunitense grazie all’avvincente trama che ruota intorno alla vita tutt’altro che noiosa di quattro casalinghe che vivono nella ricca periferia americana — è lo show migliore dove posizionare soprattutto negli occhi dell’audience femminile dove è scattato un immediato desiderio di emulazione.

Un altro fattore che legittima l’uso di questa nuova strategia di marketing è costituito dalla capacità di monitorare il numero di apparizioni di un determinato marchio o prodotto all’interno di un programma televisivo trasmesso nella fascia serale o "prime time" che automaticamnete rende possibile sia per le reti televisive che per i brand di calcolare gli effettivi costi di questo tipo di pubblicità in alternativa  ai tradizionali spot. La strategia del posizionamento dei prodotti come nuovo metodo promozionale si sta rivelando proficua anche per le società di produzioni televisive ed i network televisivi che puntano sui guadagni derivati dal numero di presenze di un determinato tipo di articolo all’interno dei programmi. L’inserimento di un prodotto nella sceneggiatura di un programma, denominato in gergo televisivo "plot placement",  può costare dai 100.000 a svariati milioni di dollari a seconda appunto del successo dello show in questione e del ruolo che l’articolo assume all’interno di esso. Gli esperti di marketing sostengono però che l’eccessiva presenza di un prodotto in uno show televisivo possa infastidire il pubblico e quindi consigliano l’uso della discrezione nell’integrazione degli articoli. Inoltre è opinione comune dei marketers che un rischio per il settore della moda in particolare sia  determinato dal fatto che alcune volte occorre del tempo prima che un prodotto divenga immediatamente riconoscibile dall’audience di un programma e perciò è necessario che un brand oltre ad un oculato posizionamento dei prodotti  si focalizzi principalmente su un tipo di strategia di marketing differenziata  su più livelli affidandosi ad iniziative promozionali complementari che coinvolgano diversi settori della comunicazione in modo da ottenere un impatto più efficace sul proprio pubblico di riferimento.  Infatti spesso un posizionamento ben riuscito si accompagna ad una strategia di marketing diversificata che colpisce i consumatori a livello emotivo: per esempio, nel caso degli stivali australiani Ugg che, nati come tendenza moda sulle spiagge di Los Angeles sono poi diventati le calzature preferite di note stars hollywoodiane diventando popolari anche sulla costa Est degli Stati Uniti, in seguito sono stati i "protagonisti" di una puntata del nuovo serial televisivo di successo "Entourage" prodotto dal canale HBO. Lo show che narra le vicende di un attore-star emergente del panorama hollywoodiano e del suo appunto "entourage" di parenti, amici e managers, ha già inserito nel suo cast, oltre agli stivali Ugg, anche i prodotti cosmetici del marchio Kiehl’s ed i jeans di Paper Denim & Cloth. Quindi il posizionamento in un programma televisivo di un articolo che ha già successo ne riconferma lo status di oggetto-culto e quindi ne aumenta ulteriormente la visibilità catturando allo stesso tempo l’attenzione dei telespettatori e quindi raggiungendo un maggior numero di potenziali consumatori.

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Sensazionali vetrine di Natale
per Saks Fifth Avenue a New York

Lo scorso Natale il noto department store Saks Fifth Avenue ha deliziato i passanti della Quinta Avenue con delle sensazionali vetrine frutto di una collaborazione tra la Parsons School of Design e l’ICE di New York. Il progetto, che rientra nella campagna promozionale dell’ ICE "Italia Life in I Style" sul territorio americano,  ha coinvolto otto aziende tessili italiane — Orsucci, Tessitura Taiana Virgilio, Teseo, Gentili, Marioboselli Jersey, Guest-Clerici Tessuto e Serikos — e la conceria italiana Carsten’s che hanno donato i diversi tessuti e pellami necessari alla realizzazione degli abiti disegnati dai sei studenti scelti dalla Parsons per creare dei capi esclusivi per Saks Fifth Avenue ispirati al tema dei fiocchi di neve. E sono proprio stati i fiocchi di neve il leit motiv dell’iniziativa promozionale natalizia di Saks Fifth Avenue che oltre alle vetrine a tema, ha previsto anche una spettacolare illuminazione che, attraverso un sistema di 72.000 luci led, ha proiettato sulla facciata del department store le delicate forme di 50 fiocchi di neve. I morbidi tessuti italiani, nei colori del nero, bianco ed argento sono così stati i protagonisti delle vetrine di Saks Fifth Avenue: dall’abito da sera in seta grigia con un corpetto decorato con cristalli Swarovski al vestito attillato in morbida lana d’angora color crema, i tessuti Made in Italy hanno ispirato gli studenti della Parsons a lasciar correre la  fantasia nella loro personale interpretazione del tema dei fiocchi di neve. Oltre ad apparire nelle vetrine, i capi, che sono stati realizzati dal famoso "Carelli Costume Studio" di Manhattan,  sono stati anche esposti nei punti vendita Saks Fifth Avenue di dieci città americane e saranno anche riproposti durante la sfilata di fine anno della Parsons che si terrà il prossimo maggio. La collaborazione tra l’ICE di New York, le aziende tessili italiane e la Parsons School of Design ha anche dato vita ad un progetto con la famosa rete televisiva MTV, il cui quartier generale con annesso punto vendita si trova a Times Square, che ha previsto la creazione di un guardaroba per un "moderno Babbo Natale". In particolare un costume in pelle rossa con bordi in pelliccia di volpe bianca è stato indossato dal Babbo Natale di MTV nel corso di tutta la stagione natalizia all’interno del negozio. La ditta Carsten’s  e le aziende Marioboselli Jersey e Mario Bellucci hanno rispettivamente donato i pellami ed i tessuti per la realizzazione degli abiti per le vetrine del negozio di MTV mentre le pellicce sono state fornite da Saga Furs. La cooperazione tra la Parsons e le aziende italiane si inserisce nell’ambito delle iniziative ICE atte a promuovere il Made In Italy  negli Stati Uniti ed a far assumere  alle ditte italiane un ruolo più attivo e centrale nel panorama della moda americana.

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Saks Fifth Avenue si rifà il look

Dopo un periodo piuttosto turbulento caratterizzato da un susseguirsi di cambiamenti all’interno dell’organico manageriale, di chiusura di numerosi punti vendita e di una revisione generale che ha rimesso in discussione le operazioni di marketing usate per l’approccio alle vendite,  la nota catena di department store Saks Fifth Avenue si appresta a cominciare l’anno nuovo con la voglia di implementare una più efficace strategia di "rebranding"  che aiuti il gruppo a riposizionare la propria immagine di fronte agli occhi dei consumatori.  Secondo il parere degli esperti del settore retail, il problema maggiore che Saks Fifth Avenue deve affrontare è la mancanza appunto di un’identità ben definita probabilmente attribuibile ad una scarsa attenzione ai gusti del cliente, ad una confusa gestione del merchandising all’interno dei diversi punti vendita della catena ed alla accesa e crescente competizione con gli altri department store come Neiman Marcus e Nordstrom che, al contrario di Saks, hanno visto aumentare vertiginosamente i loro fatturati annui. Secondo quanto riportato dal quotidiano americano WWD (Women’s Wear Daily), anche se la nuova piattaforma ufficiale di ristrutturazione di Saks non è stata ancora resa pubblica, il team esecutivo del gruppo già da diverso tempo ha intrapreso una campagna informativa per i suoi dipendenti sui nuovi obiettivi  che il management vuole per il futuro dell’azienda. Tra gli obiettivi principali: la pianificazione di un migliore servizio al cliente attraverso l’offerta di personale specializzato nella consulenza più che nella vendita, l’acquisizione di una clientela più giovane (di età compresa tra i  25 ed i 34 anni)  e di una fascia di consumatori più inclini ad investire nel reparto dell’abbigliamento, l’offerta di un mix di marchi più contemporanei che siano in grado di modernizzare lo stile e l’atmosfera del department store e l’introduzione di un concetto di "retail-spettacolo" dove lo spazio dedicato alla vendita viene trasformato per ospitare eventi particolari che arricchiscono e rendono più piacevole lo shopping. Inoltre è in corso la finalizzazione di un progetto di rinnovo dei locali dello storico negozio Saks sulla celebre Quinta Strada di Manhattan, la cui realizzazione dovrebbe essere affidata al talento architettonico di Frank Gehry. Il nuovo team dirigenziale di Saks —  che vede al suo vertice il nuovo amministratore delegato Fred Wilson seguito dal  presidente e chief operating officer (COO) Andrew Jennings e dal direttore delle vendite Ron Frasch — concorda nel voler dare al department store un’immagine più vivace capace di "strabiliare" la propria clientela ed a questo scopo ha affidato, pochi mesi fa, al gruppo di consulenza finanziaria Fallon Brand Consulting il compito di eseguire svariate ricerche di mercato per comprendere quale fosse la strategia migliore da adottare per dare una nuova impronta a Saks Fifth Avenue. Grazie a questa consulenza sono sorte le basi per la creazione della presentazione intitolata “Saks Fifth Avenue: Creando Una Rivoluzione del Retail” in cui vengono illustrate tutte le tappe dell’operazione di rebranding di Saks, che l’azienda ha mostrato in anteprima ai suoi dipendenti. Tra le innovazioni più interessanti figura la sostituzione del concetto di posizionarsi sul mercato non come catena del "lusso", termine considerato ormai passè,  con l’idea di sviluppare una propria identità di retailer focalizzato su una  "high performance" che, secondo il parere dei dirigenti di Saks, suggerisce automaticamente nei clienti un approccio alle tendenze moda più moderno ed energetico.  Inoltre il nuovo Saks non si rivolgerà ai giovani fashionisti preferendo invece come clientela di riferimento, quei consumatori che si sentono insicuri sulle loro scelte moda e che, di conseguenza, tendono ad acquistare un maggior numero di capi griffati e necessitano della consulenza di personale specializzato al momento dei loro acquisti nel reparto dell’abbigliamento.  Sul fronte della selezione del merchandise, il modello che ispira le scelte di Saks è quello del grande emporio che oltre al vestiario offre anche biancheria ed oggetti per la casa e cibi gourmet seguendo l’esempio dei grandi department store Harrods, Bergdorf Goodman, Holt Renfrew e di alcuni grandi retailers giapponesi. Per ora tutti questi cambiamenti sono solo sulla carta ed il progetto per la ristrutturazione di Saks Fifth Avenue, se attuato alla lettera, comporterà un ingente investimento finanziario da parte di Saks Inc., il conglomerato che è il proprietario della nota catena di department store, il quale, a detta degli esperti più scettici, necessita di vedere buoni risultati di vendite rispetto ai concorrenti prima di impegnare ulteriori fondi per l’attuazione di tutte le fasi di questa operazione. Secondo quanto dichiarato da Brad Martin, il presidente di Saks Inc., la performance di Saks Fifth Avenue nell’arco del 2004 si è rivelata abbastanza soddisfacente totalizzando profitti operativi, relativi ai primi nove mesi dell’anno scorso, pari a 62,3 milioni di dollari in rialzo rispetto ai 38,2 milioni di dollari registrati nel 2003, un aumento avvenuto nonostante la riduzione dell’attività promozionale e malgrado le spese che il gruppo ha dovuto sostenere per assorbire i costi dovuti ai vari cambiamenti organizzativi avvenuti all’interno dell’azienda. Meno rosei appaiono invece i dati riguardo al terzo trimestre del 2004, dove si è registrato un calo di profitti operativi pari a 25,9 milioni di dollari in diminuzione rispetto all’anno precedente. Comunque i risultati di Saks Fifth Avenue anche se inferiori rispetto a quelli del suo diretto concorrente Neiman Marcus rimangono buoni e c’è molta attesa per vedere quale sarà il futuro della famosa catena che conta circa 64 department store e 53 Off-5th outlets sparsi sul territorio americano.

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Nel 2005 la generazione dei Baby Boomers continuerà a spendere nell’abbigliamento

Secondo gli esperti il 2005 si preannuncia come un altro anno in cui la cosiddetta generazione dei “Baby Boomers” — quella fascia della popolazione americana nata tra il 1946 ed il 1964, in pieno boom economico, che attualmente costituisce circa un quarto del totale demografico statunitense — continuerà il consumo di articoli dell’abbigliamento.  Il costante interesse di questa generazione nei confronti della moda è riconducibile al fatto che i Baby Boomers, divenuti adulti negli anni '60 — l’era di rivoluzioni in campo musicale, culturale e nei costumi — hanno da sempre considerato l’abbigliamento come un veicolo di espressione della propria identità.
“I Baby Boomers non si priveranno mai [di capi d’abbigliamento]”, ha dichiarato Brent Green, autore del libro “Marketing to Leading-Edge Baby Boomers”, in un’intervista con il quotidiano americano WWD (Women’s Wear Daily). “La loro identità è legata al modo in cui si vestono. Le donne Boomers al giorno d’oggi sono ben consapevoli delle ultime tendenze moda così come lo sono sempre state poiché fin dall’inizio hanno ricevuto particolare attenzione dall’industria della moda.”
Nell’ultima decade l’alto tasso demografico di Baby Boomers ha costituito la forza trainante dei consumi nel settore dell’abbigliamento e questa tendenza sembra destinata a continuare anche nel corso di quest’anno: nel 2005 i cosidetti Leading-Edge Baby Boomers (nati tra il 1946 ed il 1953 che si distinguono dai Trailing-Edge o Late Baby Boomers nati tra il 1954 ed il 1964) raggiungeranno un’età  compresa tra i 41 ed i 59 anni ed attualmente ammontano a 38 milioni di persone circa.

“I Boomers avevano circa 20 anni intorno alla metà degli anni 60’ durante [l’epoca del] femminismo, dell’ambientalismo e della guerra in Vietnam. Essi avevano un atteggiamento nei confronti delle autorità che inneggiava alla ribellione, un modo di pensare che ha avuto un impatto anche sulla rivoluzione dei costumi,” ha detto Green che cita la nota stilista inglese Mary Quant, inventrice della minigonna, come colei la quale ha più influenzato la moda delle donne Boomers divenendo uno dei simboli dell’emancipazione femminile. Negli anni 60’ quindi la moda riflette i cambiamenti sociali e culturali ed incarna la voglia di anticonformismo e di ribellione caratteristica dell’epoca. Le donne Boomers, che fin da giovani hanno seguito attentamente la moda, oggi hanno un’età in cui hanno raggiunto una maggiore disponibilità economica  rispetto al passato e, di conseguenza, possono spendere più liberamente per aggiornare il proprio guardaroba. Inoltre l’abbienza economica dei Baby Boomers è destinata ad aumentare grazie al passaggio di denaro attraverso le eredità: diversi economisti stimano che da oggi al 2050 circa 20-30 migliaia di miliardi di dollari passeranno dai genitori dei Boomers ai Boomers stessi e da questi ai loro figli. Un recente studio a cura dell’Istituto del Lusso di New York ha rivelato che entro il 2010 il potere d’acquisto dei Baby Boomers (che fra cinque anni avranno un’età compresa tra i 55 ed i 64 anni) incrementerà da 455 miliardi a 750 miliardi di dollari ed entro il 2013 il numero di Boomers milionari  triplicherà grazie appunto ai passaggi di eredità. Un ulteriore fattore che influenzerà i futuri acquisti dei Baby Boomers è costituito da una tendenza generale di questa generazione a procrastinare l’età del pensionamento oltre i 65 anni.

"Questa propensione a continuare a lavorare oltre alla tradizionale età pensionabile ha forti implicazioni per i marketers del settore del lusso", ha detto Milton Pedraza, amministratore delegato dell’Istituto del Lusso, in un recente studio, spiegando come i consumatori che appartengono alla fascia abbiente dei Baby Boomers,  continueranno a spendere nell’abbigliamento di lusso, anche se gli acquisti in questo settore tenderanno a diminuire leggermente nel corso del 2005. Oltre al mercato del lusso, anche il settore dei viaggi beneficia della notevole capacità economica dei Boomers. Viaggi organizzati per 20,000 o 30,000 dollari sono scelte comuni per  le vacanze di questa fascia della popolazione e, di conseguenza, i retailers dell’abbigliamento hanno compreso l’importanza di offrire ai loro clienti capi di vestiario confortevoli in tessuti anti-stropiccio adatti per i viaggi.

"La moda da viaggio è ormai considerata alla stregua della moda vera e propria in molti circoli", ha detto Green. Infatti retailers come Recreational Equipment Inc., L.L. Bean e Chico’s che offrono collezioni concepite appositamente per i viaggiatori, sono divenuti molto popolari tra i Boomers alla ricerca del guardaroba adatto per i loro viaggi. Comunque l’acquisto di beni di lusso e di viaggi costosi non è una caratteristica comune a tutta la fascia dei Baby Boomers. Infatti secondo Green, un terzo dei Baby Boomers vive in condizioni di povertà ora che hanno raggiunto la mezza età mentre si profila per gli altri Boomers la necessità di moderare gli acquisti nell’abbigliamento a causa dell’aumento dei costi delle spese sanitarie e dei costi per il pagamento degli studi universitari  dei figli. Nonostante tutto però, nel corso di quest’anno sembra continuare tra i Baby Boomers la tendenza ad indulgere negli acquisti, anche se in generale i consumi degli americani nei settori dell’abbigliamento e delle calzature sembrano attraversare una fase di rallentamento. Nonostante questa contrazione generale però i dettaglianti americani puntano a conquistare fasce demografiche di consumatori più maturi, come i Baby Boomers, rivolgendosi ad un mercato di nicchia che finora era stato principalmente monopolizzato dai department stores e dai negozi specializzati ma che adesso sta facendo spazio a nuovi player come, per citare alcuni nomi, Gap Inc. e Gymboree Corp. che stanno pianificando l’apertura di nuovi punti vendita che offrono collezioni indirizzate alle consumatrici di mezza età ed oltre.

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Ai Golden Globes trionfa la moda italiana

La moda italiana ha trionfato alla 62esima edizione della cerimonia annuale per la consegna dei Golden Globes che si è svolta a Los Angeles il 17 gennaio scorso. Sul famoso tappeto rosso hanno sfilato numerose stelle del cinema hollywoodiano con indosso le meravigliose creazioni dei grandi nomi del panorama della moda italiana quali Valentino, Armani, Gucci, Prada, Dolce & Gabbana e Roberto Cavalli. In una serata all’insegna di quel glamour e di quella sobria eleganza che contraddistinguono l’atmosfera dei Golden Globes e che ne fanno una cerimonia meno ostentata rispetto agli Oscar, i divi hanno quindi optato per le linee sofisticate dei capi italiani come mise più adatta per questo tipo di evento. La parola d’ordine della moda italiana ai Golden Globes è stata senza dubbio l’eleganza non ricercata ma semplice nelle linee degli abiti da sera, nei tessuti morbidi ed impalpabili e nelle scelta di tinte monocrome come il bianco, il nero, il rosso ed il blu di prussia oppure di colori pastello quali il beige ed il rosa. Lo stile chic di Valentino ha così conquistato  le attrici Jennifer Garner, bellissima in un vestito da sera rosso proveniente dalla collezione vintage dello stilista, Halle Berry, molto elegante in un abito di balze in chiffon beige, Naomi Watts, Nicolette Sheridan, Portia De Rossi, Claire Danes, Patricia Arquette, Mina Suvari, la duchessa di York Sarah Ferguson e l’attore Jason Bateman, vincitore del Golden Globe come miglior attore per il suo ruolo nella serie televisiva "Arrested Development". I classici smoking di Armani sono stati invece scelti da star del calibro di Leonardo DiCaprio, che ha vinto nella categoria di miglior attore protagonista per il suo ruolo nel film "The Aviator", Clive Owen, vincitore del Golden Globe come miglior attore non protagonista per la sua performance nel film “Closer”, Clint Eastwood, premiato come miglior regista per la pellicola “Million Dollar Baby”, Robin Williams, che ha ricevuto il premio Cecil B. DeMille alla carriera, Ian McShane, che ha vinto come miglior attore protagonista per il suo ruolo nel dramma televisivo “Deadwood”,  Kevin Kline, Liam Neeson, Pierce Brosnan, Al Pacino, Steve Martin, Sam Kackson, Warren Beatty, Mark Wahlberg e Martin Scorsese. La maison Armani ha anche vestito le attrici Goldie Hawn, Mary Louise Parker e Debi Mazar e la first lady dello stato della California Maria Shriver. Il governatore della California Arnold Schwarzenegger ha preferito invece indossare un completo firmato Prada il cui stile minimalista ha convinto anche gli attori Kevin Spacey, Matthew McConaughey, Matt Le Blanc, Gerard Butler, Kiefer Sutherland, Topher Grace, Jeremy Piven, e le attrici Laura Linney, Belen Rueda, Maggie Gyllenhaal ed Ashley Judd. Tra gli abiti che sono stati più apprezzati dalla stampa specializzata spicca lo splendido abito da sera di Gucci in satin blu arricchito da una delicata piuma di pavone indossato dall’attrice Nicole Kidman. Anche gli attori Adrien Grenier, Alexander Payne, Anthony LaPaglia, Goran Visnjic, Orlando Bloom, Thomas Haden Church ed il regista Taylor Hackford si sono lasciati conquistare dallo stile seducente di Gucci indossando i sempre raffinati smoking neri sull’immancabile camicia bianca. Gli stilisti Dolce & Gabbana hanno invece vestito  la vincitrice del premio come miglior attrice per il film “Being Julia”  Annette Bening che è arrivata alla cerimonia sfoggiando un elegante vestito nero decorato con microperle nere sostenuto da spalline sottilissime, la nota giornalista televisiva Diane Sawyer molto sexy in un tailleur in satin nero completo di scarpe scure dal tacco a spillo e  gli attori Will Ferrell e Jim Carrey. Infine l’attrice Jo Champa ha scelto un capo di Roberto Cavalli per presenziare alla cerimonia. La forte partecipazione di griffe italiane alla moda per la  serata dei Golden Globes ha dimostrato dunque come la  couture made in Italy sia ancora capace di incantare i divi di Hollywood con la sua indiscutibile classe e raffinatezza.

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Giorgio Armani ha firmato gli occhiali da sole indossati da Leonardo DiCaprio nel film "The Aviator"

Hollywood ancora una volta si è rivolta alla moda italiana, nei panni di Giorgio Armani,  per un nuova pellicola. Lo stilista ha infatti disegnato gli occhiali da sole indossati dall’attore Leonardo DiCaprio, protagonista dell’attesissimo ultimo film di Martin Scorsese “The Aviator” ispirato alla biografia del miliardario industriale-aviatore-produttore Howard Hughes, vera icona americana degli anni '30 e '40, noto per i suoi successi nel campo dell’aviazione, del cinema e per  i suoi flirt con le dive hollywoodiane. Il regista, da anni amico di Giorgio Armani, ha chiesto al designer di creare gli occhiali da sole per i protagonisti del suo film ispirandosi appunto al look sofisticato degli anni '30 ed allo stile da 'aviatore' di Howard Hughes. Grazie alla collaborazione con il gruppo Safilo — azienda che da anni produce gli occhiali da sole di Armani — che ha messo a disposizione dello stilista italiano i suoi archivi storici relativi al periodo della cosiddetta "Golden Age" americana, l’era delle dive hollywoodiane e dei look raffinati all’insegna del glamour, Giorgio Armani ha disegnato gli occhiali da sole per il film ed in particolare ha proposto due modelli per il personaggio di Hughes interpretato da Leonardo DiCaprio. In contemporanea con l’uscita nelle sale cinematografiche della pellicola, Armani ha deciso di introdurre il modello da 'aviatore' anche nella sua nuova collezione di occhiali da sole per la prossima stagione. Conosciuti con il nome di GA 261S, gli occhiali da aviatore con la montatura in metallo saranno disponibili negli USA in quattro combinazioni di colori (oro/verde, oro/marrone, grigio chiaro rutenio/grigio scuro, metallo/grigio scuro) e saranno messi vendita ad un prezzo di 260 dollari in tutte le boutiques Armani, nei punti vendita della catena Solstice Sunglass Boutiques, in selezionati department stores e nei negozi di ottica specializzati.

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Successo per la collettiva ICE I-TexStyle all’interno della fiera European Preview

Si è conclusa il 20 gennaio scorso l’edizione invernale della fiera del tessile European Preview a cui l’ICE ha partecipato con la collettiva I-TexStyle composta da 63 aziende italiane che hanno presentato le loro nuove collezioni di tessuti per la stagione primavera-estate 2006.  La fiera, svoltasi in due giornate all’interno del Metropolitan Pavillion e dell’ Altman Building di Manhattan, ha attratto un gran numero di visitatori registrando un’ottima affluenza di importanti buyers. Nonostante il carattere internazionale della fiera che ha visto la partecipazione di marchi provenienti da diversi paesi europei, massiccia è stata la presenza degli espositori italiani che hanno monopolizzato l’attenzione dei buyers e dei retailers grazie a delle collezioni di tessuti di alta qualità. Lo show è stato quindi ancora una volta dominato dai tessuti made in Italy che, nonostante le sfide poste dal rafforzamento dell’euro sul dollaro — che ha generato un complessivo aumento dei prezzi pari al 30% circa — e la costante minaccia proveniente da una crescente espansione dell’export cinese all’indomani dell’eliminazione delle quote d’esportazione sul tessile, si contraddistinguono tuttora per lo stile squisito, la perfezione tecnica, la brillante creatività e quella speciale attenzione ai gusti del cliente che sono il frutto di una ultracentenaria tradizione manifatturiera.

Le aziende tessile italiane, che si sono rivelate piuttosto soddisfatte dell’esito positivo della fiera, hanno ribadito il loro l’impegno a puntare sull’alta qualità e tecnologia dei propri prodotti come formula vincente per fare fronte alla concorrenza cinese. Ed i tessuti italiani sono stati ovviamente i veri protagonisti di uno show che si sta rivelando come un appuntamento immancabile nel panorama fieristico internazionale del settore del tessile per tutti quei buyers e retailers che vogliono avere un’anticipazione su ciò che farà tendenza nelle prossime stagioni. In risposta a questa necessità l’ufficio ICE di New York ha organizzato, alla vigilia dell’inizio della fiera, una presentazione  delle tendenze dei tessuti per la primavera-estate 2006 nella splendida cornice del ristorante Bryant Park Grill a pochi passi dalla Quinta Avenue.

Ospite d’onore della serata e speaker d’eccezione è stato Angelo Uslenghi, considerato, data la sua vasta esperienza nel settore, come il guru delle tendenze del tessile, che, nel corso della presentazione, ha illustrato quattro principali trend per la primavera-estate del 2006: Fine (ossia raffinato, di qualità) Healthy (ossia salutare), Excited (eccitato) ed Hypnotic (ipnotico).
Il tema “Fine” si sviluppa intorno a nuances delicate rese preziose da tocchi etnici che rubano i motivi dalle atmosfere delle colonie asiatiche ed africane. I tessuti sono quasi perlacei nella loro levigatezza che ricorda le superfici delle porcellane neoclassiche: le sete diventano sempre più trasparenti mentre le organze ed i taffetà si arricchiscono di effetti moirè e di incrinature "craquè". I tessuti ricordano la leggerezza dei capi di lingerie che  vengono reinventati e proposti come indumenti per la moda giorno: la mussola di cotone egiziano si unisce al georgette ed alla seta velveteen per creare un effetto morbido ed impalpabile.
La tendenza "Healthy" punta invece sul comfort e su fibre naturali ed ecologiche per una moda che rispetta la natura e punta sul benessere. Lo stile è nonchalant e si ispira ai gusti semplici di un mondo bucolico ed alla genuina bontà di prodotti gastronomici vegetariani. I tessuti sono intrecciati nei voile di cotone, nei microjacquard, nelle fibre bistretch in lycra, nel denim  o nei gabardine ed i motivi riproducono le fantasie delle tovaglie a quadri usate nei picnic sull’erba, dei fazzoletti delle contadine di campagna e dei grembiuli di chi ama cucinare. Le forme delle gastronomie vegetariane si mescolano in maniera giocosa con i minuscoli bouquet di fiori provenzali per un look che punta sulla semplicità e sulla voglia di umorismo.
Il tema "Excited" invece comprende tessuti  "naturali" ottenuti tramite l’impiego di trattamenti high-tech: il naturale attraverso il tecnologico quindi per creare effetti nuovi. Elementi diversi si uniscono in nuovi mix per creare effetti sorprendenti: i motivi tribali si accostano a batik computerizzati mentre fiori tropicali, quali orchidee ed ibiscus, si arricchiscono di pigmenti metallici in una  surreale miscela di esoticismo mentre motivi che ricordano i cavi elettrici si attorcigliano e zigzagano in rilievo sulle superfici dei tessuti. Le stampe animalier giocano sulle forme delle piume di uccello e sui manti degli animali della giungla accesi da tonalità calde e vibranti. Accanto al look esotico convivono i tessuti ispirati ai colori cangianti del mondo sottomarino. Le squame dei pesci e le textures iridescenti delle meduse e dei cetacei vengono riprodotte in una serie di tessuti che al tocco risultano scivolosi oppure leggermenti appiccicosi illuminati da gocce di silicone e da rivestimenti cangianti.
Infine il quarto trend, "Hypnotic" è senza dubbio il più intrigante perché propone per la primavera tonalità scure abbrustolite da un sole infuocato o incenerite dai lapilli di un vulcano in eruzione. I colori sono metallici, dal grigio bronzo al rame e si arricchiscono di giochi di luce che si accendono di tocchi iridescenti o si sfumano grazie ad effetti di chiaroscuro. I tessuti si impreziosiscono con ricami che sembrano gioielli o di inserti che ricordano la liquidità delle gocce di mercurio o la compattezza malleabile della carta stagnola. Tonalità fluorescenti, che coprono la gamma di colori dal nero al rosso cupo, fanno capolino da tagli effettuati su tessuti in tinte monocrome mentre elementi in lamé infiammano il rovescio dei tessuti. I pizzi si tingono di colori violacei fosforescenti, i taffetá ramati diventano iridescenti mentre il satin seppur scuro si illumina di tocchi di luce come un cielo notturno trapunto di  stelle.
Tra le tendenze per la primavera 2006 emerge dunque un ritorno alla natura che non rinuncia però al tocco tecnologico: i tessuti puntano al comfort e ad una ricercatezza nelle fibre che esplora tonalità nuove allo scopo di reinventare in chiave moderna i look del passato.
La creatività delle azienda italiane ha saputo tradurre questi trend in prodotti di alta qualità che hanno contribuito a dare alla fiera un tocco di classe e stile raffinato puramente italiano.

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La Piaggio e gli studenti della Parsons School of Design insieme per re-inventare il look della Vespa

La Piaggio USA, la divisione americana del noto gruppo Piaggio, azienda leader nella costruzione di veicoli motorizzati a due ruote,  in collaborazione con la prestigiosa Parsons School of Design di Manhattan ha chiesto agli studenti dell’istituto di realizzare una collezione di capi d’abbigliamento ed accessori ispirati allo scooter che da sempre è il simbolo per eccellenza del  design italiano: la Vespa. Il progetto comprende la creazione di un nuovo concetto che ruoti intorno all’immagine della Vespa intesa come stile di vita allo scopo di attualizzarne il look e di conseguenza di favorirne l’inserimento nella vita quotidiana dei giovani americani. Oltre ai capi d’abbigliamento completi di accessori, agli studenti è stato dato anche il compito di concepire nuove idee per un possibile “restyling” del famoso scooter con l’aggiunta di elementi hig-tech ecocompatibili per ovviare ai problemi legati al traffico metropolitano . Il risultato della collaborazione verrà svelato nel corso della sfilata di moda di fine anno organizzata dalla Parsons e prevista per il prossimo 9 maggio. "È stato importante per noi selezionare il partner giusto a cui affidare l’ideazione di soluzioni creative, attraverso [l’uso della] Vespa, per risolvere i problemi legati all’aumento del traffico negli USA", ha dichiarato Paolo Timoni, amministratore delegato della Piaggio USA, Inc. "Man mano che l’integrazione degli scooters nel panorama culturale americano e globale progredisce, noi riteniamo che la Parsons sia la giusta scuola di design a cui rivolgersi per comprendere in che modo i giovani si avvicineranno alla cultura dello scooter e come quest’ultimo cambierà il modo di concepire i mezzi di trasporto delle persone. Stiamo unendo la [sapiente] tradizione del design e dell’arte manifatturiera italiana con le idee progressive sviluppate dalla quintessenza di  questa  scuola di design di New York". Il connubio Vespa-Parsons rientra nell’ambito dei progetti a cura del Parsons Design Lab che hanno lo scopo di promuovere la collaborazione  tra le grandi aziende o le organizzazioni no-profit e gli studenti della Parsons al fine di creare tramite il design soluzioni relative alle sfide presentate dalla realtà del mondo degli affari. Per la collezione Vespa, il Fashion Department della scuola selezionerà ancora una volta i pregiati tessuti italiani.

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Quattro stilisti emergenti debuttano sul canale dello shopping televisivo QVC

Il 24 febbraio il noto canale americano dell’home shopping televisivo QVC presenterà le nuove collezioni dei quattro nuovi stilisti emergenti Alice Roi, Maria Cornejo, Liz Collins e John Bartlett all’interno dello show di beneficenza "New Fashion Designer Showcase" che ha lo scopo di raccogliere donazioni a favore delle iniziative culturali ed educative del CFDA (Council of Fashion Designers of America- il Consiglio degli Stilisti Americani). La televendita, oltre alla raccolta di fondi, potrebbe altresì costituire il perfetto trampolino di lancio commerciale delle nuove collezioni dei quattro designers, divenuti famosi in precendenza per il loro stile piuttosto avant-garde ed anticonformista, ma che, in questa circostanza, hanno creato dei capi di abbigliamento sportivi concepiti appositamente per essere più consoni ai gusti della tipologia di telespettatori che si sintonizzano quotidianamente su QVC. L’idea di chiedere a stilisti dallo stile radicale ed estremo come Bartlett, Roi, Cornejo e Collins  di disegnare delle collezioni per l’audience alquanto tradizionale di QVC rientra nella strategia di rinnovamento del canale televisivo che punta a costruirsi un’immagine più moderna orientata verso la moda contemporanea.
La campagna di QVC che già nei mesi scorsi ha visto l’introduzione di una collezione di abiti da sera firmati Pamela Dennis oltre alla linee dei marchi Robert Lee Morris, Stan Herman, Bob Mackie e NYBased, per il futuro prevede anche il debutto di una serie capi esclusivi creati da Marc Bouwer. Obiettivo del canale è quello di offrire ai consueti telespettatori nuove proposte moda nella speranza di attrarre allo stesso tempo nuove fasce di consumatori.  La collaborazione con Bartlett, Roi, Cornejo e Collins, nata sotto gli auspici del CFDA e della Designers Management Agency, ha subito attratto l’attenzione degli stilisti che si sono dimostrati entusiasti all’idea di lavorare ad un progetto che potrebbe far loro realizzare in un’ora di programmazione televisiva volumi di vendite pari, se non superiori, al numero di capi venduti al dettaglio durante una normale stagione.
Secondo il parere di Peter Arnold, direttore esecutivo del CFDA, l’evento televisivo potrà donare ai giovani designers una maggiore visibilità permettendo loro di raggiungere una più ampia fascia di potenziali consumatori. In occasione dello show Bartlett ha creato una collezione denominata "Portfolio by John Bartlett" che include una serie di magliette a righe sottilissime sovrapposte da una stampa a fiori di hibiscus abbinate a pantaloni in stile capri decorati con il classico motivo camouflage riproposto nei colori del rosa pallido e dell’ azzurro che è  tipico dello stile del designer. Tra i capi concepiti da Maria Cornejo per il programma televisivo, spicca un poncho in maglia intrecciata con decorazioni in grosgrain abbinata ad un top aderente in jersey di viscosa. Invece Liz Collins ha ideato una serie di leggeri maglioni a righe e pois arricchiti da applicazioni di nastri mentre Alice Roi, ispirandosi allo stile di Chanel, ha disegnato una collezione di cappotti di maglia in lana color crema decorati con ruches da indossare sopra gonne aderenti  e maglioni arricchiti da nastri di grosgrain e bottoni dorati.
“Mi è piaciuta l’idea di ampliare i luoghi destinati alla vendita al dettaglio,” ha dichiarato Roi parlando dell’idea di collaborare con una rete televisiva in occasione dello show a scopo benefico. “Adesso stiamo vivendo in un’altra epoca. Penso che alla gente piaccia ancora fare shopping, ma ci sono così tanti altri nuovi modi di fare acquisti, sia via  Internet o tramite la televisione, che meritano di essere esplorati fino in fondo. Credo che se il canale QVC riuscisse a catturare l’attenzione di un’audience più giovane grazie [alla collaborazione con] un gruppo di designers più innovativi, potrebbe rivelarsi una combinazione molto innovativa ed interessante.”.

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Il Meatpacking District si riconferma come il quartiere di tendenza di Manhattan

Grazie ad un insieme di boutiques prestigiose, ristoranti, nightclubs, parrucchieri esclusivi e gallerie d’arte, il Meatpacking District sta diventando la meta preferita per chi segue la moda e vuole fare tendenza. Il quartiere, contrariamente al parere di molti che lo ritengono già demodé, sta infatti sempre più rafforzando la propria immagine di epicentro di tutto ciò che è “in” e sta catturando l’interesse di numerosi imprenditori del settore della moda. Infatti oltre ai nuovi negozi anche famose agenzie di modelle, studi fotografici, showrooms ed agenzie di public relations rinomate hanno deciso di spostare le loro sedi nel Meatpacking District. Tutto questo sta succedendo in un momento in cui il quartiere sta attraversando una fase di rapido sviluppo che comporta anche lati negativi come, ad esempio, l’aumento incontrollato degli affitti. Infatti i costi attuali per l’affitto di uno spazio destinato alla vendita al dettaglio vanno dai 65 ai 125 dollari per piede quadrato mentre per un locale ad uso ufficio o per l’allestimento di uno showroom gli affitti si aggirano intorno ai 25-55 dollari per piede quadrato. Il vertiginoso aumento degli affitti nel giro di pochi mesi non ha però scoraggiato quegli imprenditori decisi ad investire nel potenziale del Meatpacking District come quartiere pulsante e trendy. Massimo Bizzocchi, il presidente della nota azienda Kiton che si occupa della produzione di abbigliamento maschile di lusso, ha reso noto che aprirà un nuovo punto vendita monomarca al numero 443 della 14esima Strada tra la Nona e la Settima Avenue. Oltre al marchio omonimo il nuovo negozio Kiton venderà gli articoli dei marchi Lorenzini ed Avon Celli, i jeans firmati Jeckerson, la linea d’abbigliamento sportivo e per lo sci del brand Postcard e le collezioni di borse e scarpe Tramontano. Con l’apertura del nuovo negozio nel Meatpacking District Kiton, che vanta già una boutique sulla 57esima Strada a poca distanza dalla prestigiosa Quinta Avenue, punta a raggiungere una clientela più giovane. “Noi crediamo che il Meatpacking District sia un luogo con molta energia”, ha dichiarato Daniel Raymont, responsabile delle vendite di Kiton. "Ci stiamo focalizzando su un tipo di clientela che stia al passo con la moda. [Il Meatpacking District] è un quartiere molto sexy". L’entusiasmo di Kiton per questo quartiere è condiviso anche da altri designers come Diane Von Furstenberg, che si appresta a spostare tra breve la sede del suo negozio e degli uffici sulla 14esima Strada, e come Andrew Rosen, il presidente del marchio Theory che ha intenzione di aprire uno showroom ed una boutique al numero 40 di Gansevoort Street. Questi marchi si aggiungeranno alla lunga lista di brand che hanno già da tempo optato per trasferire i loro negozi nel cuore del Meatpacking District come, ad esempio, la catena di boutiques Scoop, gli stilisti Charles Nolan, Alexander McQueen, Stella McCartney ed i marchi B8 Couture e Puma Black Station. Il boom del MeatPacking District come tappa obbligatoria dello shopping all’ultima moda non sembra quindi in fase di rallentamento ma al contrario sta attraversando una fase propulsiva che oltre alle griffes sta attraendo anche i nomi dei parrucchieri più “hot” del momento quali Bumble and Bumble, Orlando Pita e Michael Angelo e quelle agenzie di modelle famose, come la Fusion Model Management, che sono recentemente diventati i nuovi abitanti del Meatpacking District. Questo quartiere dunque  si sta rivelando come la meta più ambita degli imprenditori che operano all’interno del settore della moda e che hanno tutte le intenzioni di essere presenti in quell’area di Manhattan che più che seguire le mode, le detta.

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Moschino Cheap & Chic lancia negli Usa la sua nuova fragranza I Love Love

L’inizio del mese di febbraio vedrà il debutto della nuova fragranza di Moschino Cheap and Chic denominata "I Love Love" con un lancio esclusivo all’interno del rinomato department store Saks Fifth Avenue di Manhattan previsto per il periodo precedente al giorno di San Valentino.  Il nuovo profumo, prodotto dalla EuroItalia che ha già le licenze delle altre due fragranze di Moschino, Cheap and Chic by Moschino e l’Eau Cheap and Chic, vanta un bouquet fresco creato dal maestro Oliver Cresp per una giovane donna frizzante alle prese con il primo amore. La fragranza racchiusa nel classico flacone a forma di Olivia Oyl, la storica fidanzata di Braccio di Ferro che è diventata l’icona delle fragranze Moschino Cheap and Chic, mescola le note leggermente secche del legno giapponese Tanaka con la freschezza di aromi agrumati arricchiti da un lieve sottofondo di accenti floreali. "I Love Love" incarna alla perfezione lo stile ingenuo, sbarazzino e giocoso del marchio Moschino e si rivolge principalmente ad un pubblico giovane grazie ad un packaging moderno che punta su una grafica ispirata allo stile dei graffiti e che gioca sui toni dell’azzurro  e dell’arancione. Il lancio del prodotto negli USA, che avverrà in contemporanea con l’Italia, costituisce la prima tappa internazionale all’interno di un’oculata operazione di distribuzione intrapresa da EuroItalia per inserire il profumo sui mercati di altri 85 paesi tra cui Gran Bretagna, Olanda, Germania, Spagna, Francia, Russia, Giappone, Australia, Hong Kong, Brasile e Canada con l’obiettivo di distribuirlo  in 8.000 punti vendita a livello globale, al di fuori degli Stati Uniti. Secondo le prime stime degli esperti del settore, la nuova fragranza potrebbe generare vendite globali pari a 15 milioni di euro (pari a 19,9 milioni di dollari circa con il cambio attuale) e solo negli USA la cifra potrebbe aggirarsi fra gli 8 ed i 10 milioni di dollari. Invece per quanto riguarda il mercato americano, il lancio della fragranza — la cui distribuzione sul territorio è stata affidata alla Fragrances Exclusive Inc. — in collaborazione con Saks Fifth Avenue rafforza ulteriormente il legame tra il marchio ed il department store che già vende le collezioni prêt-à-porter, la moda mare, i jeans, le sciarpe e le borse di Moschino. Secondo Connie Ruscio, vice-presidentessa e general manager della Fragrances Exclusive Inc., la distribuzione negli USA dopo Saks Fifth Avenue dovrebbe arrivare a coinvolgere entro la fine della primavera altri 1.200 punti vendita di department stores del calibro di Neiman Marcus, Nordstrom, Federated Deparment Stores Inc., May Department Stores Co. e Dillard’s. L’ampia strategia distributiva verrà inoltre affiancata da una massiccia campagna pubblicitaria per cui sono stati stanziati dai 3,5 ai 4,5 milioni di dollari al fine di rafforzare il primo anno di presenza di “I Love Love”  all’interno del mercato americano della profumeria. Tra le iniziative promozionali per il lancio del prodotto negli USA è  prevista una serie di inserti pubblicitari sulle riviste di moda più importanti come Vogue, Teen Vogue, Elle, In Style e Cosmopolitan. Il profumo disponibile in due formati, da 30-ml e 50-ml, sarà messo in vendita rispettivamente a 32,50 dollari ed a 50 dollari e sarà accompagnato da un gel doccia dal costo di 25 dollari e da una lozione per il corpo del valore di 32 dollari. Per il futuro delle fragranze firmate Moschino, EuroItalia prevede il lancio di altre fragranze sviluppate sempre seguendo lo stile e e le tendenze delle collezioni della linea Cheap and Chic mantenendo intatto lo spirito del marchio.

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Andamento delle vendite al dettaglio
nel mese di dicembre 2004

In rialzo le vendite al dettaglio del mese di dicembre che, beneficiando di una forte stagione natalizia, hanno ecceduto le aspettative degli analisti finanziari.  In particolare il periodo successivo al Natale  ha visto gli specialty store ed i department store del lusso  registrare record di vendite ascrivibili, a detta degli esperti, all’attuazione di strategie di marketing vincenti — che includono un più attento servizio al cliente, una maggiore differenziazione dei prodotti e la costruzione di una solida immagine ed identità di marca — messe in atto da alcuni retailers come, ad esempio, Abercrombie and Fitch (+10%), Bebe Stores (+28%), American Eagles Outfitters (+34%), Neiman Marcus Group (+ 10,8%), Nordstrom (+9,3%) e Saks Fifth Avenue Enterprises (+12,1%). La buona performance del settore del retail ha potuto anche contare sulla crescente fiducia dei consumatori il cui indice relativo al mese di dicembre è balzato a 102,3 punti raggiungendo il valore più alto registrato nel secondo semestre dell’anno 2004. Tra gli altri fattori che hanno contribuito all’impennata delle vendite al dettaglio, gli analisti finanziari elencano, oltre agli sconti offerti dai negozianti nel periodo dei saldi post-natalizi ed all’incasso delle gift card ricevute in regalo da molti consumatori, anche l’ondata di clima mite con temperature inferiori alla media stagionale che ha interessato tutta la costa Est degli Stati Uniti e che, insieme ad un cambio euro-dollaro a favore della valuta europea, ha contribuito ad attrarre un gran numero di turisti d'oltreoceano pronti a lanciarsi nello shopping. Tuttavia, la tendenza generale al boom di vendite non ha coinvolto le grandi catene di negozi discount, come Wal-Mart (+2,6%) e Target (5,1%), che, nonostante abbiano riportato cifre relative alle vendite abbastanza positive, hanno risentito dell’ infiacchimento di una fascia di consumatori meno abbienti il cui potere d’acquisto è stato a sua volta indebolito dall’aumento del prezzo del petrolio e dei consumi energetici. Inoltre, come hanno fatto notare numerosi analisti finanziari, in molti casi  la crescita di vendite registrata in diversi discount stores è, nella maggior parte dei casi, imputabile all’offerta di merce fortemente scontata che automaticamente fa si aumentare le vendite ma allo stesso tempo si traduce anche in una notevole riduzione dei margini di profitto. Alla luce degli ottimi dati relativi alle vendite di dicembre e del 2004 in generale, i retailers degli specialty store e del settore del lusso rimangono quindi alquanto ottimisti riguardo alle loro perfomance nei primi mesi del 2005. Infatti secondo le previsioni degli esperti, quei retailers (in particolare gli specialty store ed i negozi del lusso) le cui vendite nel 2004 hanno sovraperformato le attese del mercato continueranno il loro trend postivo mentre quei dettaglianti che  hanno attraversato una fase di rallentamento difficilmente riusciranno ad invertire questa tendenza nella prossima stagione .

Variazione vendite same-store nei mesi di novembre/dicembre 2004


Variaz.% Dicembre '04
Variaz.% Novembre '04
Grandi Magazzini
Federated 2.3 -1.4
Kohl's 3.1 0.0
Neiman Marcus 10.8 8.4
Nordstrom 9.3 3.1
Saks Dept. Store Group 2.8 -0.6
Saks Fifth Avenue 12.1 6.8
Catene Specializzate
Abercrombie & Fitch 10.0 2.0
Ann Taylor -1.5 -8.3
Banana Republic -2.0 -3.0
Bebe 28.0 23.2
Limited Brands 2.0 -5.0
Talbots 2.8 -0.5
Walgreen 4.2 11.4
Fonte dei dati: WWD (selezione)
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Statistiche Gennaio / Novembre 2004 settori "I style"

Importazioni USA Abbigliamento Donna Gennaio-Novembre Milioni di $ USA
Selezione di oltre 200 categorie dei codici doganali HS 61 - 62


% Quota
% Variaz.
Class. Paese 2002 2003 2004 2002 2003 2004 04/03
0 Mondo 22757.12 24887.05 26781.32 100 100 100 7.61
1 Cina 3098.76 3879.5 4775.45 13.62 15.59 17.83 23.09
2 Messico 2989.76 2601.64 2633.79 13.14 10.45 9.83 1.24
3 Hong Kong 1605.2 1552.33 1594.92 7.05 6.24 5.96 2.74
4 Indonesia 949.19 1071.36 1290.1 4.17 4.31 4.82 20.42
5 India 951.5 1033.28 1052.41 4.18 4.15 3.93 1.85
6 Vietnam 298.52 940.61 1025.04 1.31 3.78 3.83 8.98
7 Filippine 825.16 913.88 894.28 3.63 3.67 3.34 -2.15
8 Guatemala 641.82 722.25 806.61 2.82 2.9 3.01 11.68
9 Sri Lanka 688.81 756.88 805.95 3.03 3.04 3.01 6.48
10 Tailandia 596.16 635.17 725.51 2.62 2.55 2.71 14.22
11 Cambogia 441.84 607.18 724.61 1.94 2.44 2.71 19.34
12 Macau 486.57 594.61 684.85 2.14 2.39 2.56 15.17
13 Bangladesh 690.79 690.58 673.12 3.04 2.78 2.51 -2.53
14 Honduras 619.66 609.7 660.67 2.72 2.45 2.47 8.36
15 Turchia 628.78 675.04 630.81 2.76 2.71 2.36 -6.55
16 Canada 665.29 641.7 628.66 2.92 2.58 2.35 -2.03
17 El Salvador 595.54 604.21 617.5 2.62 2.43 2.31 2.2
18 Rep. Dominicana 641.69 554.26 588.73 2.82 2.23 2.2 6.22
19 Italia 516.76 559.27 559.45 2.27 2.25 2.09 0.03
20 Taiwan 547.8 560.92 544.42 2.41 2.25 2.03 -2.94
Source of Data: U.S. Dept. of Commerce, Bureau of Census
Importazioni USA Abbigliamento Uomo Gennaio-Novembre Milioni di $ USA
Selezione di oltre 200 categorie dei codici doganali HS 61 - 62


% Quota
% Variaz.
Class. Paese 2002 2003 2004 2002 2003 2004 04/03
0 Paese 20619.78 22182.65 22620.06 100 100 100 1.97
1 Messico 3255.3 3213.08 3033.13 15.79 14.49 13.41 -5.6
2 Cina 1412.26 1642.96 1900.24 6.85 7.41 8.4 15.66
3 Honduras 1267.65 1372.88 1437.01 6.15 6.19 6.35 4.67
4 Rep. Dominicana 1199.7 1220.31 1082.3 5.82 5.5 4.79 -11.31
5 Vietnam 319.06 934.45 976.68 1.55 4.21 4.32 4.52
6 Bangladesh 798.49 808.78 910.21 3.87 3.65 4.02 12.54
7 Hong Kong 917.31 905.06 905.03 4.45 4.08 4 0
8 India 723.73 724.15 901.15 3.51 3.27 3.98 24.44
9 El Salvador 803.47 830.99 790.24 3.9 3.75 3.49 -4.9
10 Pakistan 512.6 630.2 692.03 2.49 2.84 3.06 9.81
11 Indonesia 661.52 662.98 681.8 3.21 2.99 3.01 2.84
12 Corea del Sud 786.07 687.57 672.23 3.81 3.1 2.97 -2.23
13 Italia 631.17 662.49 653.91 3.06 2.99 2.89 -1.3
14 Canada 586.33 607.87 594.39 2.84 2.74 2.63 -2.22
15 Tailandia 565.88 574.55 579.91 2.74 2.59 2.56 0.93
16 Sri Lanka 470.95 445.68 470.66 2.28 2.01 2.08 5.6
17 Filippine 487.71 512.03 469.11 2.37 2.31 2.07 -8.38
18 Guatemala 489.67 471.61 433.24 2.38 2.13 1.92 -8.14
19 Cambogia 352.44 411.84 427.06 1.71 1.86 1.89 3.7
20 Macau 274.75 322.93 357.83 1.33 1.46 1.58 10.81
Source of Data: U.S. Dept. of Commerce, Bureau of Census
Importazioni USA Calzature Gennaio-Novembre Milioni di $ USA HS 64


% Quota
% Variaz.
Class. Paese 2002 2003 2004 2002 2003 2004 04/03
0 Mondo 14140.41 14465.7 15243.87 100 100 100 5.38
1 Cina 9394.15 9825.74 10505.7 66.44 67.92 68.92 6.92
2 Italia 1084.8 1132.03 1137.78 7.67 7.83 7.46 0.51
3 Brasile 1008.64 959.36 993.53 7.13 6.63 6.52 3.56
4 Indonesia 674.08 544.84 462.24 4.77 3.77 3.03 -15.16
5 Vietnam 201.67 303.01 432.28 1.43 2.1 2.84 42.66
6 Tailandia 258.11 265.48 262.64 1.83 1.84 1.72 -1.07
7 Messico 257.07 256.07 225.28 1.82 1.77 1.48 -12.02
8 Spagna 246.54 214.45 208.45 1.74 1.48 1.37 -2.8
9 Rep. Dominicana 128.47 128.21 126 0.91 0.89 0.83 -1.72
10 India 87.35 102.19 115.9 0.62 0.71 0.76 13.42
Source of Data: U.S. Dept. of Commerce, Bureau of Census
Importazioni USA Gioielleria Gennaio-Novembre Milioni di $ USA HS 71


% Quota
% Variaz.
Class. Paese 2002 2003 2004 2002 2003 2004 04/03
0 Mondo 24601.22 25884.83 30623.6 100 100 100 18.31
1 Israele 5680.53 5879.27 6919.59 23.09 22.71 22.6 17.69
2 India 3454.17 3700.33 4218.97 14.04 14.3 13.78 14.02
3 Belgio 2373.93 2489.83 2666.64 9.65 9.62 8.71 7.1
4 Sud Africa 1559.64 1816.58 2351.38 6.34 7.02 7.68 29.44
5 Canada 2130.62 1907.91 2175.28 8.66 7.37 7.1 14.01
6 Cina 1100.82 1332.88 1652.07 4.48 5.15 5.4 23.95
7 Peru 228.31 410.32 1108.83 0.93 1.59 3.62 170.24
8 Tailandia 824.95 912.14 1063.16 3.35 3.52 3.47 16.56
9 Italia 1435.8 1185.86 1017.69 5.84 4.58 3.32 -14.18
10 Messico 579.56 639.32 965.93 2.36 2.47 3.15 51.09
Source of Data: U.S. Dept. of Commerce, Bureau of Census
Importazioni USA Montature per occhiali Gennaio-Novembre Milioni di $ USA HS 9003


% Quota
% Variaz.
Class. Paese 2002 2003 2004 2002 2003 2004 04/03
0 Mondo 618.22 627.31 634.72 100 100 100 1.18
1 Cina 155.11 170.22 219.94 25.09 27.14 34.65 29.21
2 Italia 179.98 206.03 196.3 29.11 32.84 30.93 -4.72
3 Giappone 81.96 72.66 59.36 13.26 11.58 9.35 -18.3
4 Hong Kong 71.03 59.18 48.91 11.49 9.44 7.71 -17.35
5 Corea del Sud 52.06 41.62 34.13 8.42 6.64 5.38 -18
6 Austria 28.91 33.17 32.18 4.68 5.29 5.07 -2.98
7 Francia 22.26 22.13 22.46 3.6 3.53 3.54 1.49
8 Germania 11.45 7.98 7.51 1.85 1.27 1.18 -5.86
9 Taiwan 1.74 2.25 2.38 0.28 0.36 0.38 5.49
10 Svizzera 2.61 2.56 2.36 0.42 0.41 0.37 -7.8
Source of Data: U.S. Dept. of Commerce, Bureau of Census
Importazioni USA Occhiali Gennaio-Novembre Milioni di $ USA HS 9004


% Quota
% Variaz.
Class. Paese 2002 2003 2004 2002 2003 2004 04/03
0 Mondo 727.22 766.62 866.03 100 100 100 12.97
1 Cina 303.57 308.8 349.77 41.75 40.28 40.39 13.27
2 Italia 197.25 219.81 274.53 27.12 28.67 31.7 24.89
3 Taiwan 96.08 101.17 115.86 13.21 13.2 13.38 14.52
4 Giappone 32.99 48.55 53.64 4.54 6.33 6.2 10.49
5 Francia 24.22 24.38 18.65 3.33 3.18 2.15 -23.51
6 Hong Kong 20.57 16.37 11.98 2.83 2.14 1.38 -26.82
7 Messico 5.84 6.53 9.46 0.8 0.85 1.09 44.8
8 Canada 12.53 10.01 6.8 1.72 1.31 0.79 -32.09
9 Corea del Sud 7.54 6.8 5.87 1.04 0.89 0.68 -13.69
10 Austria 7.69 10.22 5.65 1.06 1.33 0.65 -44.7
Source of Data: U.S. Dept. of Commerce, Bureau of Census
Importazioni USA Orologeria Gennaio-Novembre Milioni di $ USA HS 91


% Quota
% Variaz.
Class. Paese 2002 2003 2004 2002 2003 2004 04/03
0 Mondo 2921.4 3313.86 3486.14 100 100 100 5.2
1 Svizzera 1059.56 1339.51 1533.86 36.27 40.42 44 14.51
2 Cina 583.58 634.52 706.39 19.98 19.15 20.26 11.33
3 Giappone 688.23 742.75 645.37 23.56 22.41 18.51 -13.11
4 Tailandia 69.06 156.8 143.88 2.36 4.73 4.13 -8.24
5 Hong Kong 80.31 66.82 101.22 2.75 2.02 2.9 51.47
6 Messico 66.61 82.86 97.26 2.28 2.5 2.79 17.38
7 Filippine 117.59 81.24 69.92 4.03 2.45 2.01 -13.93
8 Germania 43.61 41.08 48.44 1.49 1.24 1.39 17.92
9 Italia 37.57 27.8 28.04 1.29 0.84 0.8 0.84
10 Taiwan 25.41 20.8 21.62 0.87 0.63 0.62 3.94
Source of Data: U.S. Dept. of Commerce, Bureau of Census
Importazioni USA Pellami Gennaio-Novembre Milioni di $ USA HS 41


% Quota
% Variaz.
Class. Paese 2002 2003 2004 2002 2003 2004 04/03
0 Mondo 861.78 741.31 815.59 100 100 100 10.02
1 Italia 236.02 182.71 183.92 27.39 24.65 22.55 0.66
2 Argentina 159.74 106.87 122.55 18.54 14.42 15.03 14.67
3 Brasile 77.45 87.86 108.58 8.99 11.85 13.31 23.59
4 Canada 73.31 57.32 59.08 8.51 7.73 7.25 3.08
5 Messico 54.52 61.99 58.69 6.33 8.36 7.2 -5.33
6 Cina 12.88 32.54 50.19 1.5 4.39 6.15 54.21
7 Uruguay 43.97 33.64 40.36 5.1 4.54 4.95 20
8 Germania 30.86 25.5 24.72 3.58 3.44 3.03 -3.05
9 Sud Africa 17.69 11.32 18.26 2.05 1.53 2.24 61.29
10 Spagna 17.01 15.32 17.54 1.97 2.07 2.15 14.52
Source of Data: U.S. Dept. of Commerce, Bureau of Census
Importazioni USA Pelletteria Gennaio-Novembre Milioni di $ USA HS 42


% Quota
% Variaz.
Class. Paese 2002 2003 2004 2002 2003 2004 04/03
0 Mondo 6562.84 6955.63 7631.64 100 100 100 9.72
1 Cina 4132.07 4710.5 5313.54 62.96 67.72 69.63 12.8
2 Italia 415.84 482.18 541.69 6.34 6.93 7.1 12.34
3 Francia 167.77 210.88 243.83 2.56 3.03 3.2 15.62
4 India 229.39 219.87 233.01 3.5 3.16 3.05 5.98
5 Tailandia 215.85 144 135.33 3.29 2.07 1.77 -6.02
6 Hong Kong 85.13 110.97 121.08 1.3 1.6 1.59 9.11
7 Messico 143.67 119.32 119.04 2.19 1.72 1.56 -0.24
8 Vietnam 52.78 91.47 113.41 0.8 1.32 1.49 23.99
9 Filippine 185.39 134.88 110.26 2.83 1.94 1.45 -18.25
10 Indonesia 213.91 121.87 90.51 3.26 1.75 1.19 -25.73
Source of Data: U.S. Dept. of Commerce, Bureau of Census
Importazioni USA Pellicceria Gennaio-Novembre Milioni di $ USA HS 4303


% Quota
% Variaz.
Class. Paese 2002 2003 2004 2002 2003 2004 04/03
0 Mondo 219.06 258.18 307.88 100 100 100 19.25
1 Cina 83.19 113.15 163.56 37.98 43.83 53.12 44.55
2 Canada 51.43 52.92 54.69 23.48 20.5 17.76 3.34
3 Italia 19.65 22.93 26.83 8.97 8.88 8.72 17.01
4 Turchia 10.26 15.88 13.35 4.69 6.15 4.34 -15.92
5 Grecia 11.27 9.91 7.9 5.15 3.84 2.57 -20.32
6 Nuova Zelanda 13.7 12.22 7.8 6.25 4.74 2.54 -36.16
7 Francia 4.05 4.06 5.5 1.85 1.57 1.79 35.45
8 Macedonia 0 2.52 4.17 0 0.98 1.36 65.73
9 Hong Kong 7.57 5.97 3.22 3.46 2.32 1.05 -45.99
10 Argentina 3.4 2.12 3.01 1.55 0.82 0.98 42.11
Source of Data: U.S. Dept. of Commerce, Bureau of Census
Importazioni USA Profumeria-Cosmetica Gennaio-Novembre Milioni di $ USA HS 33


% Quota
% Variaz.
Class. Paese 2002 2003 2004 2002 2003 2004 04/03
0 Mondo 2986.47 4164.17 5293.67 100 100 100 27.12
1 Irlanda 74.5 844.11 1545.32 2.5 20.27 29.19 83.07
2 Francia 815.85 961.14 1040.61 27.32 23.08 19.66 8.27
3 Canada 528.81 585.88 709.8 17.71 14.07 13.41 21.15
4 Italia 197.77 213.92 296.64 6.62 5.14 5.6 38.67
5 Regno Unito 240.94 265.85 280.96 8.07 6.38 5.31 5.68
6 Cina 202.24 218.59 250.39 6.77 5.25 4.73 14.55
7 Germania 138.94 175.31 190.38 4.65 4.21 3.6 8.6
8 Messico 73.87 118.79 118.37 2.47 2.85 2.24 -0.35
9 Spagna 70.14 84.87 112.9 2.35 2.04 2.13 33.03
10 Giappone 97.85 78.41 105.76 3.28 1.88 2 34.88
Source of Data: U.S. Dept. of Commerce, Bureau of Census
Importazioni USA Tessuti in Cotone Gennaio-Novembre Milioni di $ USA HS 52


% Quota
% Variaz.
Class. Paese 2002 2003 2004 2002 2003 2004 04/03
0 Mondo 1813.86 1668.57 1780.05 100 100 100 6.68
1 Pakistan 337.19 334.38 421.36 18.59 20.04 23.67 26.01
2 Cina 167.63 167.46 155.54 9.24 10.04 8.74 -7.12
3 Messico 170.03 139.86 149.29 9.37 8.38 8.39 6.74
4 Italia 127.67 132.44 144.61 7.04 7.94 8.12 9.19
5 Canada 79.8 94.75 113.66 4.4 5.68 6.39 19.95
6 Corea del Sud 74.45 83.48 101.39 4.11 5 5.7 21.45
7 Giappone 55.61 67.62 83.58 3.07 4.05 4.7 23.6
8 India 82.07 71.86 74.13 4.53 4.31 4.17 3.16
9 Indonesia 61.02 54.93 58.64 3.37 3.29 3.3 6.75
10 Turchia 67.52 46.14 54.18 3.72 2.77 3.04 17.44
Source of Data: U.S. Dept. of Commerce, Bureau of Census
Importazioni USA Tessuti in Lana Gennaio-Novembre Milioni di $ USA HS 51


% Quota
% Variaz.
Class. Paese 2002 2003 2004 2002 2003 2004 04/03
0 Mondo 260.677421 284.681729 316.338941 100 100 100 11.12
1 Italia 69.778845 82.650601 95.906109 26.77 29.03 30.32 16.04
2 Canada 35.342905 33.510042 32.627017 13.56 11.77 10.31 -2.64
3 Regno Unito 27.65027 28.991394 32.595552 10.61 10.18 10.3 12.43
4 Nuova Zelanda 22.457442 26.899754 30.376874 8.62 9.45 9.6 12.93
5 Messico 28.008205 28.799257 25.249266 10.74 10.12 7.98 -12.33
6 Australia 16.06463 15.465557 19.131797 6.16 5.43 6.05 23.71
7 Germania 9.116935 9.976717 8.361361 3.5 3.51 2.64 -16.19
8 Corea del Sud 6.999155 6.218835 8.301706 2.69 2.18 2.62 33.49
9 Cina 5.029726 5.207404 6.66375 1.93 1.83 2.11 27.97
10 Sud Africa 2.961595 5.254174 5.669888 1.14 1.85 1.79 7.91
Source of Data: U.S. Dept. of Commerce, Bureau of Census
Importazioni USA Tessuti in Seta Gennaio-Novembre Milioni di $ USA HS 50


% Quota
% Variaz.
Class. Paese 2002 2003 2004 2002 2003 2004 04/03
0 Mondo 215.8 225.88 265.71 100 100 100 17.63
1 India 78.64 87.31 94.94 36.44 38.66 35.73 8.74
2 Cina 33.55 39.8 57.52 15.55 17.62 21.65 44.54
3 Italia 44.24 43.68 51.48 20.5 19.34 19.38 17.86
4 Corea del Sud 29.34 25.46 29.49 13.6 11.28 11.1 15.8
5 Regno Unito 12.69 11.8 12.66 5.88 5.23 4.77 7.26
6 Tailandia 4.68 4.29 5.43 2.17 1.9 2.05 26.53
7 Francia 4.64 4.84 5.4 2.15 2.15 2.03 11.47
8 Svizzera 1.22 1.4 1.55 0.57 0.62 0.59 10.66
9 Giappone 1.43 1.36 1.25 0.67 0.61 0.47 -8.38
10 Hong Kong 1.02 1.51 1.13 0.48 0.67 0.43 -24.89
Source of Data: U.S. Dept. of Commerce, Bureau of Census
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Calendario Fiere USA per il settore Moda
OTTOBRE / NOVEMBRE 2005

  • 15-17 ottobre 2005
  • Wedding Couture Designer Showcase
  • Abbigliamento sposa , accessori e calzature
  • Waldorf Towers
  • NYC
  • Ente organizzatore: Indipendent Visions CE
  • Tel: 212-695-7766
  • Fax: 212-397-7765
  • www.nybridalshow.com
  • 15-17 ottobre 2005
  • Couture Bridal Show
  • Abbigliamento sposa & accessori
  • The Drake Hotel
  • NYC
  • Ente organizzatore: Couture Bridal Show
  • Tel: 212-888-3935
  • Fax: 212-888-4630
  • www.couturebridalshow.com
  • 16-19 ottobre 2005
  • New York Home Textile Show
  • Biancheria per la casa
  • Jacob Javits Center
  • NYC
  • Ente organizzatore: George Little Management
  • Tel: 914-421-3200
  • Fax: 914-948-6180
  • www.glmshows.com
  • 18-20 ottobre 2005
  • IFFE (Internationalfashionfabric)
  • Tessuti per abbigliamento e passamanerie
  • Jacob Javits Center
  • NYC
  • Ente organizzatore: Advanstar
  • Tel: 917-326-6237
  • Fax: 917-326-6168
  • www.fabricshow.com
  • 17-19 ottobre 2005
  • Los Angeles Int'l Textile Show
  • Texitalia
  • Tessuti per abbigliamento
  • California Mart Los Angeles, CA
  • Ente organizzatore: California Apparel Mart
  • Tel: 213-630-3695
  • Fax: 213-630-3708
  • www.californiamarketcenter.com/textile
  • 21-24 ottobre 2005
  • D&A Annex
  • Designersandagents
  • Evento moda e design
  • The New Mart Bldg.
  • Los Angeles, CA
  • Ente organizzatore: Designers & Agents
  • Tel: 212-302-9575
  • Fax: 212-302-9576
  • www.designersandagents.com
  • E-mail: da@designersandagents.com
  • 23-25 ottobre 2005
  • The Children's Club
  • Abbigliamento per bambini
  • Jacob Javits Center
  • NYC
  • Ente organizzatore: E.N.K. Int'fl.
  • Tel: 212-759-8055
  • Fax: 212-758-3403
  • E-mail: thechildrensclub@enkshows.com
  • 27-30 ottobre 2005
  • Men's & Boys Apparel
  • Abbigliamento uomo e giovani
  • Dallas Market Center
  • Dallas, TX
  • Ente organizzatore: Dallas Market Center
  • Tel: 800-325-6587 – 214-655-6100
  • Fax: 214-655-6146
  • www.dallasmarketcenter.com
  • 6-7 novembre 2005
  • La Shoe Show & Designer
  • Shoe Salon
  • Calzature
  • California Market Ctr. Pavillion Penthouse & Showrooms
  • Los Angeles, CA
  • Ente organizzatore: California Market Center
  • Tel: 213-630-3668
  • Fax: 213-630-3972
  • www.californiamarketcenter.com
  • E-mail: shoe_show@californiamarketcenter.com
 
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Eventi "Italia Life in I-Style"
FEBBRAIO 2005

  • 7 febbraio 2005
  • Pubblicazione inserto pubbliredazionale "The Italian Difference" sulla rivista FN-Footwear News
  • In distribuzione alla fiera delle calzature WSA, Las Vegas
  • 7 febbraio 2005
  • Pubblicazione inserto pubbliredazionale dedicato agli accessori italiani sulla rivista
  • WWD Accessories-The Magazine
  • 13/15 febbraio 2005
  • Azioni di supporto alla partecipazione italiana alla fiera "The West Coast Exclusive"
  • Inserto speciale sulla rivista MR-Menswear Retailing - Las Vegas, NV
  • 14/17 febbraio 2005
  • "Made in Italy at Magic"
  • Collettiva italiana per il settore abbigliamento ed accessori uomo
  • Magic International, Las Vegas, NV
  • 14/17 febbraio 2005
  • Filmato video sulla moda italiana in occasione della presenza italiana
  • alla fiera Magic International, Las Vegas, NV
  • In collaborazione con la rivista DNR
  • febbraio 2005
  • Inserto fotografico sulla rivista MR-Menswear Retailing a supporto della
  • partecipazione italiana alla fiera Magic International, Las Vegas, NV
  • 22/23 febbraio 2005
  • "Arts and Tannery"
  • Presentazione delle tendenze moda Primavera/Estate 2006 e di collezioni di pellami, accessori e componenti
  • Speaker: Angelo Uslenghi
  • New York
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