GENNAIO 2005 | Newsletter | Volume 2 | Numero 36 
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Boom dei retailers del lusso nel periodo natalizio

Secondo i risultati di un sondaggio effettuato dalla Unity Marketing — una società di consulenza marketing specializzata nel monitoraggio dei consumi all’interno del mercato del lusso — su un campione di oltre 700 famiglie americane il cui reddito supera i 75.000 dollari annui ed in alcuni casi eccede i 150.000 dollari all’anno, nel terzo trimestre dell’anno 2004, il 40% dei consumatori intervistati ha continuato a spendere nell’abbigliamento del lusso, percentuale in netto aumento rispetto al 36% registrato nel secondo trimestre.
Nonostante questo incremento però lo studio ha rilevato come negli Stati Uniti il settore del lusso in generale abbia conosciuto, nel terzo trimestre, un lieve declino riconducibile all’indebolimento del mercato azionario ed al clima di incertezza del periodo pre-elettorale. Infatti l’Indice Unity dei Consumi nel Lusso ha indicato come la fiducia dei consumatori nell’economia sia scesa di 6,7 punti nel terzo trimestre calando a 96 rispetto al 102,7 registrato nel secondo trimestre.  Tuttavia per il quarto trimestre Unity ha previsto un netto miglioramento grazie ad una situazione economica più stabile in seguito alla rielezione del presidente Bush. Come ha spiegato Pamela N. Danziger, presidentessa della Unity, il mercato del lusso non segue le regole degli altri settori che dipendono dai bisogni dei consumatori, ma invece  punta sul coinvolgimento emotivo della sua audience di riferimento, che, potendo contare su una disponibilità economica più ampia, esercita il proprio potere d’acquisto in qualunque momento in base appunto alle emozioni.

Il recente boom dei retailers del lusso sembra confermare le rosee previsioni della Unity per il quarto trimestre: nel periodo pre-natalizio infatti  negozi come Neiman Marcus, Saks Fifth Avenue, Bergdorf Goodman e Barneys New York hanno visto lievitare le proprie vendite. Per la stagione natalizia i consumatori americani — forse anche in risposta a delle mirate strategie di marketing “esperienziale” messe in atto dai marchi del lusso che fanno appello alla sfera emotiva della propria clientela ed in seguito ad una serie di promozioni e sconti effettuati sulle collezioni autunnali e primaverili dai retailers del lusso —  hanno scelto di acquistare calzature, gioielli, pellicce, abiti da sera e capi d’abbigliamento delle collezioni primaverili con una preferenza per i prodotti più unici ed originali. Secondo il parere di Deborah Weinswig, analista finanziaria di Citigroup Smith Barney, il successo dei retailers del lusso si può imputare alla differenziazione dei prodotti offerti ai clienti che sono alla costante ricerca di prodotti esclusivi. Dal punto di vista dei dettaglianti di questa fascia del mercato, l’offerta di grossi  sconti (circa il 40%) sui capi delle collezioni autunnali e l’arrivo anticipato sugli scaffali dei negozi dei prodotti delle collezioni primaverili si sono rivelate strategie molto efficaci per far impennare le vendite.

Secondo Weinswig, durante il periodo natalizio i retailers del lusso hanno saputo bilanciare la ripartizione delle merci in vendita offrendo circa un 50% di prodotti per la stagione festiva, un 15- 20% di capi delle collezioni autunnali ed un 15-20% di proposte per la stagione primaverile, dando così alla propria clientela una più ampia possibilità di scelta. Il mercato del lusso quindi sembra non conoscere battutte d’arresto e continua la sua ascesa: ad esempio nella stagione natalizia lo specialty store Jeffrey (nelle sue due sedi di New York ed Atlanta) ha subito un incremento del volume di vendite pari al 20% tutto concentrato nei capi d’abbigliamento delle collezioni primaverili e delle collezioni create appositamente per le crociere. Tra i prodotti più richiesti dalla clientela esclusiva dei dettaglianti del lusso figurano tutta una serie di prodotti all’insegna dell’opulenza e del lusso sfrenato come pellicce in cincillà ed ermellino, borse in pitone, abiti da sera in satin arricchiti con cristalli Swarovski, maglioni in cashmere coloratissimi, preziose spille-gioiello oppure giacche con stampe multicolori in cotone per la primavera.

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Cadono le quote d'importazione sui prodotti tessili cinesi

I'1 gennaio 2005 ha segnato la scadenza per gli Stati Uniti, l’Unione Europea ed il Canada delle quote d’importazione sui prodotti tessili provenienti dalla Cina e da altri 147 paesi membri della WTO/OMC (Organizzazione Mondiale per il Commercio). A trarre vantaggio dalla fine del sistema delle quote sembra sia soprattutto la Cina, paese che già in passato deteneva la leadership delle esportazioni nel settore tessile, la cui possibile espansione desta non poche preoccupazioni sopratutto negli Stati Uniti sia per le ripercussioni sul settore manifatturiero nazionale sia per la costante minaccia di una possibile distorsione del mercato causata da un’ eventuale egemonia delle esportazioni cinesi in diverse categorie di prodotti tessili.

Al momento della redazione di questo articolo gli Stati Uniti hanno già  scelto di applicare il cosiddetto meccanismo difensivo delle “clausole di salvaguardia”, che prevede la possibile imposizione di temporanee restrizioni sulle importazioni dalla Cina fino al 2008, su quattro categorie del tessile —  reggiseni, vestaglie, tessuti a maglia e calze. Inoltre il CITA (Committee for the Implementation of Textile Agreements - Comitato per l’Adempimento degli Accordi sul Tessile) sta tuttora valutando se estendere queste clausole di salvaguardia ad altre categorie del tessile in risposta alle dodici petizioni presentate da una coalizione di diversi gruppi di aziende manifatturiere nazionali ed alla luce di una recente causa legale intentata contro il CITA stesso dalla U.S. Association of Importers of Textiles & Apparel (Associazione Statunitense degli Importatori del Tessile e dell’Abbigliamento) che ha richiesto il ricorso ad un’ingiunzione del tribunale contro eventuali revisioni delle normative che regolano il meccanismo delle clausole di salvaguardia sul tessile di provenienza cinese. In un momento di estrema incertezza sia per le aziende manifatturiere americane che vedono nella liberalizzazione delle quote una minaccia per l’occupazione e sia per gli importatori ed i retailers che, vista l’indecisione del governo americano sulle questione delle clausole di salvaguardia, vedono inibita la propria operatività nell’ambito dell’import di diversi prodotti tessili dalla Cina, si fa avanti per gli importatori anche la minaccia di forti sanzioni antidumping nei confronti dei loro fornitori oltreoceano.

Per quanto riguarda le esportazioni verso gli USA, dopo lo smantellamento delle quote e conseguentemente delle licenze d’ esportazione (mentre rimangono sempre in vigore i dazi doganali) per quelle merci spedite dal loro paese di origine, si profilano inoltre possibili ritardi alla dogana americana a causa di un più attento scrutinio doganale riservato a quei prodotti che sono stati spediti a cavallo tra il 2004 ed il 2005 per verificarne l’effettiva data di spedizione. Secondo quanto dichiarato da Janet L. Labuda, direttrice delle divisione per le operazioni relative alla tutela del tessile della Dogana Statunitense, in seguito all’eliminazione delle quote verranno monitorate con molta attenzione tutte quelle merci provenienti dalla Cina che rientrano in quelle categorie di prodotti soggette a restrizioni e tutte quelle merci provenienti dai paesi che non sono membri del WTO/OMC, come ad esempio il Vietnam, ma che hanno stipulato specifici accordi di libero scambio con gli USA.

Via quindi al passaggio libero di beni dalla Cina anche se però la Dogana avverte gli esportatori che nei primi mesi del nuovo anno intraprenderà un severo sistema di monitoraggio di tutte quelle merci in eccesso che sono state spedite nel 2004 (e  che quindi sono in esubero perchè ancora sottoposte al meccanismo delle quote) ed il cui arrivo negli USA è previsto per il 2005. In breve per quelle spedizioni di prodotti che eccedono la quota consentita si prevedono giacenze in dogana di un mese successivo al loro arrivo, il cui 5 % verrà successivamente sdoganato di mese in mese. Nel frattempo se da un lato il governo statunitense si sta muovendo per arginare l’espansione cinese, dall’altro la Cina stessa sta introducendo una serie di normative per la regolamentazione delle sue esportazioni tra cui l’imposizione di tariffe per l’export di determinate categorie di prodotti tessili, l’introduzione di documenti che autorizzino l’esportazione e l’adozione di un “price floor” a tutela dei prezzi di vendita delle merci  in un tentativo di dimostrare a livello  globale la propria intenzione di voler evitare ogni possibile distorsione del mercato e di voler alleviare le preoccupazioni nei confronti degli altri paesi in via di sviluppo che esportano prodotti tessili e che vedono l’entrata della Cina nel mercato globale come una minaccia alla loro sopravvivenza in questo settore. La Cina dunque rimane il maggior player nelle esportazioni del tessile e gli analisti finanziari guardano con interesse all’impatto che l’entrata di questa potenza mondiale nel libero commercio dei prodotti tessili avrà sul mercato globale nel corso del 2005.

Come ha dichiarato Peter McGgrath, presidente di J.C. Penney Purchasing Corp., in un’intervista con il quotidiano americano WWD (Women’s Wear Daily), “l’eliminazione delle quote ha portato un cambiamento mai visto prima nei tempi moderni [del mercato globale] e decisamente il 2005 sarà ricordato come un (decisivo) periodo di transizione”.

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Jones Apparel Group Inc. è il nuovo proprietario di Barneys New York

Il 20 dicembre 2004 è stata completata l’acquisizione dello specialty store del lusso Barneys New York da parte di Jones Apparel Group Inc. per un importo pari a 397,3 milioni di dollari. Secondo i termini dell’accordo  Jones ha pagato agli azionisti 19 dollari per ogni titolo azionario per un totale di 291,3 milioni di dollari ed inoltre ha riscattato i debiti di Barneys pari a 106 milioni di dollari. L’annuncio dell’avvio delle trattative relative al rilevamento di Barneys New York era stato dato in precedenza l’11 novembre e la notizia che Jones aveva sbaragliato concorrenti come Elie Tahari, Nelson Peltz di Triarc Co. ed il gruppo d’investimenti Bear Sterns’ Merchant Banking Group nella gara per l’acquisizione del noto department store di Madison Avenue aveva suscitato lo stupore degli analisti di Wall Street e della comunità dei dettaglianti americani. Infatti Jones pur essendo una nota azienda di abbigliamento di fascia media che lo scorso anno ha generato vendite pari a 4,3 miliardi di dollari nei suoi 900 punti vendita sul territorio americano e che recentemente ha acquisito anche il marchio di calzature Nine West e le aziende di moda Gloria Vanderbilt e Kasper,  è nuova nel mondo del retail del lusso.

“L’acquisizione di Barneys complementa perfettamente la nostra strategia di diversificazione,” ha dichiarato Peter Boneparth, l’amministratore delegato di Jones, in un comunicato stampa. “La focalizzazione (di Barneys) sui consumatori del lusso aggiunge una dimensione nuova al portfolio dei nostri brand e crea future opportunità di espansione.”

Nel piano di Boneparth non rientrano per il momento cambiamenti di rilievo nell’apparato manageriale di Barneys New York: alla guida del department store rimane sempre in qualità di amministratore delegato e presidente, Howard Socol — autore del "salvataggio" del retailer dalla bancarotta e del rinnovato successo  —  il quale  ha appena firmato un nuovo contratto per un onorario base annuo di 1,2 milioni di dollari annui che scadrà nel 2008.  Per il futuro di Barneys, Boneparth prevede di poter far impennare le vendite, che nel 2003 hanno generato 444,2 milioni di dollari, portandole ad un miliardo di dollari annui soprattutto grazie ad una strategia che punta sui consumatori del lusso come mercato di riferimento e che può anche contare sul vantaggio di mettere a disposizione di Barneys la già avviata ampia rete distributiva di Jones. 

“Che piaccia o meno, l’America sta diventando più ricca e povera allo stesso tempo. Ciò può sembrare un commento infelice sulla nostra società, ma è purtroppo un fatto reale,” ha detto Boneparth. “Riteniamo che rivolgersi ad una audience di consumatori abbienti costituisca un’ottima opportunità (di espansione) per la nostra azienda.”

Inoltre Boneparth, allo scopo di rassicurare lo scetticismo degli analisti finanziari dettato dall’inesperienza di Jones all’interno del mercato del lusso, ha reso nota la sua intenzione di permettere a Barneys di continuare in maniera autonoma il proprio corso di affari con l’aggiunta dei benefici derivati dalla consapevolezza di poter contare sulle risorse finanziare e logistiche di Jones.

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Le nuove collezioni di calzature italiane in mostra al FFANY di New York

Si è conclusa il 9 dicembre scorso a New York la fiera di calzature FFANY a cui l’ICE ha partecipato con una collettiva di 32 aziende italiane, dove in tre giornate sono state presentate le nuove collezioni per l’estate 2005 ed alcune pre-collezioni per il prossimo autunno. Nel corso della fiera, che si è svolta in contemporanea nella sede del centro convegni del Jacob Javits Center e negli showroooms di alcuni marchi, ancora una volta le aziende italiane hanno dimostrato come il Made in Italy continui ad essere apprezzato a livello internazionale per la sua impareggiabile qualità, squisita perfezione tecnica e stile inconfondibile. Infatti il 2004 si è rivelato un anno non facile per il settore calzaturiero italiano che, nonostante i problemi dettati dal forte apprezzamento dell’Euro sul dollaro e dalla concorrenza con la Cina, ha mantenuto salda la sua posizione al secondo posto come principale fornitore di calzature del mercato americano, dietro solo al colosso cinese. Lo show, che ha contato sulla presenza di 4.820 visitatori, ha visto gli espositori italiani presentare il meglio delle tendenze per la prossima stagione. Dalle proposte per uomo di mocassini in pellami pregiati dal taglio classico ai modelli più moderni in pitone, dai sandali da donna in colori brillanti alle scarpe in morbida pelle scamosciata con inserti in tessuto o dipinta a mano, la parola d’ordine è sperimentazione nei materiali, nelle tinte e nelle  forme di tacchi e punte. E la voglia di sperimentare è anche il comune denominatore delle collezioni di calzature presentate nello showroom del Venetian Fashion Group dove le aziende Rodo, Ballin, Sixmar-Veronella e Manas hanno esibito modelli di scarpe molto originali: sandali in camoscio tempestati di cristalli Swarovski si alternano a sneakers in tinte brillanti, scarpe in coccodrillo stampato decorate con romantici fiocchi si duplicano in versioni multicolori e si arricchiscono di rifiniture in tessuto e di ricami in perle.

A chiusura della fiera Ffany l’ICE di New York ha organizzato un party promozionale nel famoso specialty store Jeffrey, situato nel cuore del Meatpacking district —  la zona più di tendenza di Manhattan — dove sono state esposte le calzature generosamente offerte da selezionatissime aziende italiane. La serata, all’insegna del glamour e dello shopping, ha visto le creazioni italiane dei marchi Ballin, Anna Sui,  Rodo, A. Testoni, Antichi Romani, Baccaglini, Bruno Magli, Callegari, Carmen Marc Valvo, Claudia Ciuti, Dino Bigioni, Garbo, Gianni Porta, Giorgia Galassi, Jeu de Femme, Koxco, Lea Foscati, Leopoldo Giordano, Liverpool, Mare, Paris & Nada, Parisi & Nadalini, Stonefly e Zeus in display sugli scaffali di Jeffrey dove hanno attirato l’attenzione dei clienti del negozio. L’iniziativa, che ha richiamato un parterre ricco di abituees di Jeffrey, espositori italiani, agenti, e selezionati buyers, ha quindi costituito una buona occasione per alcune aziende italiane di stabilire contatti per future possibilità di affari.

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L'ICE e Saks Fifth Avenue celebrano a Boston
la moda italiana

Nel novembre scorso a Boston, l’ICE di New York in collaborazione con Saks Fifth Avenue ha inaugurato “Ciao Bella - Alta Moda”, un’iniziativa promozionale all’interno del noto department store che, nel corso di una settimana,  ha previsto oltre a vetrine e corner tematici, una serie di eventi tutti dedicati alla celebrazione della moda italiana.
La promozione, che è stata supportata da una massiccia campagna pubblicitaria, è stata lanciata con “Alta Moda” un esclusivo galà di beneficenza a favore di quattro associazioni benefiche di Boston: ALLY Foundation, Face of an Angel Foundation, Genesis Fund e The Friends of Max Warburg. Il tema della serata è stato ovviamente la moda italiana che gli invitati hanno potuto ammirare nel corso di una sfilata di capi dei migliori designers italiani come Max Mara, Prada, Roberto Cavalli, Moschino, Blumarine e Dolce & Gabbana solo per citare alcuni dei nomi più famosi. Il “tocco italiano” dell’evento si è anche rivelato nella variegata scelta dei vini serviti e di altre delizie culinarie provenienti da diverse regioni italiane che hanno conquistato i palati degli invitati.

Altro evento clou dell’iniziativa è stato il cocktail party all’insegna della moda e del design “The Men of Boston Design and Their Muses” organizzato unitamente con il Boston Design Center, i cui migliori quattordici designers hanno sfilato sulle passerelle di Saks Fifth Avenue insieme con le loro muse ispiratrici indossando splendidi modelli di stilisti italiani. Nell’ambito di una serie di eventi dedicati alla moda italiana non poteva inoltre mancare un omaggio al marchio italiano per eccellenza: Giorgio Armani. Il team di esperti make-up artists di Armani ha ricreato i look delle passerelle per le clienti di Saks Fifth Avenue mentre, nel corso della giornata, in un’atmosfera molto informale alcuni modelli hanno sfilato indossando i capi di Armani Collezioni.  L’ultimo giorno della settimana promozionale ha visto Saks Fifth Avenue trasformato in un club all’ultima moda dove i dj della nota discoteca Aria di Boston hanno creato il perfetto sottofondo musicale per una sfilata molto trendy in seguito alla quale tra gli ospiti presenti è stato sorteggiato il fortunato vincitore di una Vespa Granturismo.

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Ron Frasch designato vice-presidente e direttore delle vendite di Saks Fifth Avenue

Continua all’interno del gruppo Saks Fifth Avenue il piano riorganizzativo a livello manageriale messo in atto dall’amministratore delegato Fred Wilson circa 10 mesi fa con la recente nomina di Ron Frasch a vice-presidente e direttore delle vendite, responsabile per il merchandising e la pianificazione ed esecuzione delle strategie di vendita.  Andrew Jennings invece è stato designato chief operating officer (COO) pur continuando a ricoprire la carica di presidente. Rimane però pressocchè invariata la gerarchia aziendale con Fred Wilson a capo di Saks Fifth Avenue Enterprises, seguito da Andrew Jennings al quale Ron Frasch risponde direttamente. Se all’inizio della ristrutturazione dell’organico aziendale intrapresa da Wilson i ruoli di Frasch e Jennings non erano stati ben definiti, al momento con le nuove nomine è più facile comprendere la ripartizione delle responsabilità fra i due manager ed il modo in cui interagiranno all’interno del gruppo . In breve Jennings sarà molto più coinvolto nella coordinazione delle operazioni relative al marketing, al merchandising ed alla pianificazione ed al design dei negozi Saks Fifth Avenue nonchè supervisionerà Saks Direct mentre Frasch si occuperà prevalentemente della gestione delle vendite. Il ruolo attivo di Frasch in questo settore era stato in precedenza frenato da un accordo di non-concorrenza che egli aveva sottoscritto con Bergdorf Goodman dove aveva ricoperto la carica di amministratore delegato prima di passare a Saks, ma la sua attuale nomina suggerisce la cessazione di queste restrizioni.

“Questo chiarifica i ruoli e le responsabilità di Ron [Frasch] ed Andrew [Jennings] in un momento in cui Saks Fifth Avenue Enterprises avanza verso il futuro,” ha dichiarato Wilson in un’intervista con il quotidiano WWD (Women’s Wear Daily).  “Gestiamo questa azienda  come soci.”

Jennings e Frasch sono anche membri del comitato esecutivo di Saks Fifth Avenue Enterprises, presieduto da Wilson, di cui fanno anche parte Manny Sousa, vice-presidente esecutivo delle risorse umane e Donald Watros, vice-presidente esecutivo e chief administrative officer.

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Boston chiama New York: i giovani designers americani si incontrano da Louis Boston

Louis Boston, il famoso specialty store di Boston che si è guadagnato la fama di epicentro dello shopping di tendenza, ha fatto da cornice ad un party in onore dello stilista Dries Van Noten che ha festeggiato le sue “prime” 50 sfilate in oltre 20 anni di carriera nel mondo della moda con la pubblicazione del libro fotografico “Dries Van Noten 1..50”.  L’evento, organizzato da Debi Greenberg proprietaria di Louis Boston, ha richiamato anche un gruppo di giovani designers newyorkesi tra cui Alice Roi, Derek Lam, Jane Mayle ed il duo di Proenza Schouler, Jack McCollough e Lazaro Hernandez che si sono riuniti per festeggiare Van Noten. Il cocktail party, seguito da una cena nel  "Restaurant L" il ristorante all’interno di Louis Boston anche se in onore di Van Noten in realtà ha costituito un luogo di incontro e di dialogo tra i giovani designers, ancora alquanto inesperti dei meccanismi dell’industria della moda, ed il veterano stilista belga noto per aver mantenuto il suo marchio indipendente dal continuo consolidamento dei potenti gruppi della moda. L’idea di creare questa occasione di incontro è nata dal desiderio di Debi Greenberg di incoraggiare i giovani designers ad intraprendere un percorso stilistico autonomo sganciato dai diktat di una moda che si sta uniformando sempre di più per continuare a creare collezioni fresche ed originali.

“I giovani stilisti sono sempre stati il nucleo di Louis Boston,” ha dichiarato Greenberg in un’intervista con il quotidiano americano WWD (Women’s Wear Daily). “Volevo fare qualcosa che ampliasse la mentalità dei giovani designers e che gli insegnasse che esiste altro oltre alla popolarità ed al successo.”

E la serata ha visto pienamente realizzato lo scopo di Greenberg che nella sua boutique ha scelto di  mettere in vendita  le collezioni di giovani designers emergenti. Van Noten ha discusso a lungo con i giovani designers di vari argomenti — dagli inizi della sua carriera e dal significato di voler mantenere il proprio marchio indipendente alla necessità delle pre-collezioni, dal bisogno di avere un appoggio finanziario alla scelta di se e come impostare la  campagna pubblicitaria — sottolineando l’importanza di costruire gradualmente il successo di un brand e la necessità di mantenerne sempre il controllo creativo. La formula di Van Noten anche se in apparenza semplice è in realtà oggi difficile da applicare per i giovani designers a causa di un’industria della moda sempre più dominata dal culto per le celebrità e dal denaro. 

“In tempi difficili, ho avuto la tentazione di bussare alla porta dei grandi conglomerati,” ha rivelato Van Noten a WWD. “Quando il futuro appariva incerto e gli affari non andavano bene, la tentazione era sempre là. Ma quando vedo come i grandi conglomerati impongono il loro modo di agire e di pensare, sono felice di aver mantenuto la mia indipendenza.” Il party-cena, che si è protratto fino oltre la mezzanotte, ha visto inoltre Van Noten discutere con Jack McCollough e Lazaro Hernandez, i due designers dietro al succeso del marchio Proenza Schouler, delle varie fasi relative alla pubblicazione del suo libro. McCollough infatti ha espresso la sua intenzione di pubblicare un suo libro, il cui contenuto non è stato ancora deciso.

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Inaugurata al Metropolitan Museum la mostra "Wild: fashion untamed" sponsorizzata da Roberto Cavalli

Si è inaugurata il mese scorso al Costume Institute del Metropolitan Museum di New York la mostra “WILD: Fashion Untamed”, sponsorizzata dallo stilista Roberto Cavalli, che analizza l’ossessione della moda per il mondo animale attraverso una selezione di circa 100 abiti ispirati alla fauna più esotica. “WILD”, che chiuderà il 13 marzo 2005, è stata realizzata grazie all’appoggio di Roberto Cavalli, designer noto per le sue creazioni incentrate su motivi, colori e forme rubate all’universo della fauna che da anni celebra nelle sue collezioni un ideale di donna forte, “selvaggia” e  sexy allo stesso tempo.

La mostra esplora non solo il legame antropomorfico fra creazioni moda e fauna ma evidenzia anche  come il simbolismo animale nei capi di abbigliamento abbia contribuito a definire specifici ideali di femminilità associando appunto le caratteristiche fisiche e psicosessuali tipiche di alcuni animali a determinate tipologie di donne. Le stampe animalier che ricordano il manto di un leopardo o di una pantera, la pelle di un serpente o i piumaggi delicati di pavoni ed altri uccelli esotici giocano sullo stereotipo della donna sensuale ed aggressiva allo stesso tempo, vista come un incrocio fra un’amazzone moderna ed una seduttrice carica di allure felino. Partendo dalla nozione che, storicamente, piume e pellicce hanno fatto sempre parte del guardaroba maschile e femminile, prima come difesa contro climi rigidi e poi come simbolo di potere e di appartenenza ad una classe sociale elevata, la mostra mette in evidenza lo stretto legame fra moda e status sociale attraverso le creazioni di stilisti come Alexander McQueen, Fendi, Tom Ford, Jean Paul Gaultier e Gianni Versace. Dall’abito “leopardato” di Jean Paul Gaultier ai meravigliosi costumi piumati indossati dalle showgirls di Las Vegas, dal cappotto in pelliccia di John Galliano ai completi in pelle nera di Thierry Mugler, dalle creazioni animalier di Roberto Cavalli alle pellicce ed alle scarpe di coccodrillo indossate dagli artisti hip-hop, “WILD” racconta l’attrazione degli stilisti contemporanei verso la moda ‘animale’, prestando attenzione anche agli aspetti morali ed etici legati all’uso di pelli e pellicce autentiche attraverso la presentazione di una serie di capi in pelliccia sintetica.

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In esposizione a New York i pellami più trendy per l'autunno 2005

Lo scorso ottobre a New York si è tenuta la prima edizione della fiera  I.M.I. (Incontro Moda Immagine) che ha visto riunite sotto lo stesso tetto le ultime novità nel campo dei pellami provenienti da sette concerie europee, con una forte predominanza di aziende italiane. Lo show ha costituito un punto d’incontro tra i buyers americani e quelle aziende annoverate tra le migliori in Europa nel campo della produzione dei pellami che per l’occasione hanno presentato le nuove tendenze per l’autunno 2005.  L’evento, anche se in scala ridotta, ha dato cosí l’opportunità ai designers statunitensi di avere su suolo americano un’anteprima sulle nuove proposte per la prossima stagione con notevole anticipo rispetto agli shows europei. Infatti sia la varietà di pellami nuovi esposta alla fiera che l’obiettivo, pienamente raggiunto, di concepire uno show newyorkese che riunisse i produttori di pellami europei, sono stati i fattori determinanti che ne hanno decretato l’immediato successo. Tra gli espositori erano presenti importanti produttori italiani quali Eurofur, Martucci, River e Penta Working i cui pellami, frutto dell’impiego delle tecnologie più innovative, hanno conquistato l’approvazione di noti designers americani tra cui Zac Posen e Derek Lam. Particolare interesse hanno suscitato quei pellami che saranno i protagonisti della prossima stagione autunnale: pelli di canguro sottilissime ed ultra-resistenti, pelli di cammello sottoposte a speciali trattamenti che le hanno rese più leggere e quindi più adatte ad essere usate nell’abbigliamento, pellami mischiati con tessuti e speciali materiali quali il Tyvek ed infine tutta una serie di pelli stampate digitalmente od intarsiate con il laser. Le pelli sono plissettate, sbalzate, tagliate, dipinte a mano, fuse con altri materiali per ottenere effeti esotici o tagli romantici, oppure sono decolorate e sfumate ad arte per ottenere un effeto vintage.

La pelle plongè dal tocco lussuoso prodotta dall’azienda Martucci è piaciuta molto a Voravit Lapnarlngchai, assistente designer di Derek Lam, mentre le nuove pelli scamosciate stretch idrorepellenti hanno conquistato Lornie Louie, della DDC Lab  così come i nuovi ibridi di pelle e metallo proposti dalle concerie italiane che ancora una volta hanno saputo entusiasmare il pubblico con la superiorità tecnica e qualitativa dei loro prodotti. Infatti la volontà di sperimentare nuovi suggestivi mix di pellami che fondono elementi high-tech con sapiente tradizione artigiale è la caratteristica principale dei prodotti italiani che continuano a   deliziare  i buyers americani che, in questa occasione oltre ai pellami, hanno anche apprezzato l’atmosfera informale e professionale allo stesso tempo della fiera. Il successo ottenuto dall’evento ha persuaso gli organizzatori della show a presentare l’anno prossimo una seconda edizione di I.M.I.

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All'Istituto Italiano di Cultura in mostra le fotografie dell'ultima campagna pubblicitaria di Piero Guidi

Arte, moda e cinema d’autore sono stati i protagonisti di una serata organizzata dall’Istituto Italiano di Cultura di New York in occasione della presentazione della mostra fotografica della campagna pubblicitaria “Angeli del nostro tempo” creata da Giacomo Guidi per la casa di moda Piero Guidi. L’inaugurazione è coincisa inoltre con la prima statunitense del cortometraggio “Lo sguardo di Michelangelo” diretto dal maestro del cinema italiano Michelangelo Antonioni, opera che ha fatto il suo debutto durante la scorsa edizione del Festival cinematografico di Cannes. Ad aprire la serata sono stati gli interventi di Giovanni Lani, curatore della mostra, e del senatore Palmiro Ucchielli, presidente della provincia di Pesaro ed Urbino (città che ha dato i natali alla famiglia Guidi) che in seguito hanno lasciato la parola a Giacomo e Piero Guidi. L’esposizione raccoglie le foto nate dal talento artistico di Giacomo Guidi che per la campagna pubblicitaria delle note borse Piero Guidi ha scelto di ritrarre gli “angeli” dei giorni nostri, ossia quei personaggi di spicco della cultura contemporanea trasformati in insoliti testimonial colti in pose a volte giocose, a volte ironiche, a volte riflessive. La tecnica di Giacomo Guidi più che alla fotografia trae la sua origine dalla pittura: i giochi di luce nelle sue foto spesso illuminano i soggetti che lui ha deciso di ritrarre e ne evidenziano l’aspetto quasi comune, creando un effetto che li rende meravigliosi nella loro semplice umanità. Il padre di Giacomo, Piero Guidi, proprietario dell’omonima azienda, ha creduto nelle foto scattate dal figlio per lanciare una campagna pubblicitaria alternativa che al posto di immagini di top model, preferisce i volti, ad esempio, dell’astrofisica Margherita Hack, del pugile Muhammad Hali, dello stilista Elio Fiorucci e del regista Michelangelo Antonioni.

Nelle foto, le borse del marchio Piero Guidi  diventano a volte complici delle inquadrature mentre in altre sono del tutto assenti per dimostrare che, come Piero Guidi stesso ha dichiarato, “Sono oggetti con un’anima”. In una serata dedicata alla fotografia d’autore unita alla dinamica imprenditoriale ed alla moda, non poteva mancare un omaggio all’espressione artistica più comune dell’era tecnologica: il cinema. Grazie all’impegno di Lottomatica e dell’Istituto Luce che hanno co-prodotto il film documentario “Lo sguardo di Michelangelo” diretto dal regista Michelangelo Antonioni, il pubblico della mostra ha potuto assistere alla proiezione, in anteprima negli Stati Uniti, di questo capolavoro in bianco e nero. Il cortometraggio, che in soli 15 minuti racconta il muto discorso tra Antonioni e la celebre statua di Mosè scolpita da Michelangelo, si avvale dell’aspetto visivo della cinepresa per comunicare il dialogo senza parole che scorre tra la statua stessa ed il noto regista in un commovente ed intenso gioco di chiaroscuri .

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Annunciata la prima edizione della settimana della Moda Mare a Miami

IMG e 7th on Sixth, gli organizzatori delle settimane della moda di New York e Los Angeles, hanno recentemente annunciato di aver scelto Miami Beach come sede della prima edizione di una settimana di sfilate dedicate alla moda mare in risposta alla crescente importanza che questo settore sta assumendo all’interno del mercato americano dell’abbigliamento. L’evento, i cui dettagli sono tuttora in via di definizione, si terrà all’interno di un hotel nel rinomato quartiere di South Beach nella seconda metà del mese di luglio in contemporanea con le altre fiere del settore della moda mare ed annovera come sponsor ufficiale  Sunglass Hut, la nota catena americana di negozi di ottica, che darà anche probabilmente il nome alla nuova fashion week. Il programma della settimana della moda di Miami Beach prevederà circa tre o quattro sfilate di costumi da bagno ogni sera, anche se ancora non si conosce il numero esatto dei designers che presenteranno le loro collezioni all’evento.

Come ha dichiarato Fern Mallis, direttrice esecutiva di 7th on Sixth, maggiori dettagli sulla nuova fashion week verranno svelati nel corso di una conferenza stampa nel mese di gennaio.

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Per Alessandro Dell'Acqua un nuovo negozio
sulla Madison Avenue ed un nuovo accordo di licenza con Ballin

Novità per lo stilista Alessandro Dell’Acqua che ha recentemente inaugurato un negozio monomarca sulla prestigiosa Madison Avenue di Manhattan, la meta dello shopping di lusso, e lo scorso dicembre ha anche annunciato la stipula di un contratto di licenza con il calzaturificio veneto Ballin per la produzione e distribuzione della linea di calzature da donna a partire dalla prossima collezione autunno-inverno 2005/2006. La nuova collaborazione con l’azienda Ballin, che già da tempo produce le scarpe del marchio della stilista Anna Sui e che vanta una lunga esperienza nel settore calzaturiero, rientra nell’ambito di un’oculata strategia di marketing intrapresa da Alessandro Dell’Acqua per rafforzare la linea d’abbigliamento e d’accessori rivolta alla sua clientela femminile. La nuova collezione di calzature, frutto della simbiosi Alessandro Dell’Acqua-Ballin, manterrà intatto lo stile minimalista per cui il designer partenopeo è noto nel mondo della moda ma,  grazie all’attenzione al dettaglio ed alla sapiente tradizione artigianale unita all’uso di elaborati processi tecnologici per ottenere effetti nuovi sulla pelle che caratterizzano la produzione di scarpe firmate Ballin, già si preannuncia come una linea all’insegna della femminilità più pura, senza inutili eccessi, dai toni sfumati ma sempre molto chic e sofisticata. Lo stile sobrio ed elegante di Alessandro Dell’Acqua si rispecchia anche nel design del nuovo punto vendita situato al numero 818 della Madison Avenue concepito dallo studio di architettura americano TPG Architecture in collaborazione con il designer italiano stesso. La boutique, che incarna l’estetica di uno stile quasi sottotono ma allo stesso tempo lussuoso, offre ai passanti una facciata di vetro trasparente attraverso la quale è possibile vedere interamente i due piani dove sono esposte le collezioni prêt-à-porter uomo e donna più le linee di calzature ed accessori. All’interno il nuovo negozio accoglie i clienti con  un pavimento in legno di quercia nera lucido che dona all’ambiente un po’ di calore rendendolo molto accogliente mentre a contrasto i muri sono bianchissimi anche se illuminati da fasci di luce provenienti da lampade a cristalli liquidi. Il gioco di contrasti fra bianco e nero all’interno della boutique è un omaggio ai colori ed alle atmosfere sensuali, eleganti e sofisticate del cinema italiano degli esordi, quelle pellicole in bianco e nero che risalgono agli anni 50’ da cui Alessandro Dell’Acqua ha tratto ispirazione per diventare uno stilista.

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Approvato il piano di riorganizzazione per la Bruno Magli USA che si prepara ad uscire dal "Capitolo 11"

Lo scorso novembre la Bruno Magli USA Inc., la divisione americana della nota azienda italiana di calzature e di accessori di lusso Bruno Magli Spa, ha annunciato di aver ricevuto la conferma dell’approvazione del suo piano di riorganizzazione dal Tribunale di Plano, Texas, presso il quale alcuni mesi fa aveva avanzato la richiesta  della protezione del “Capitolo 11” previsto dal codice fallimentare statunitense a causa di problemi di liquidità dovuti  agli alti costi operativi di alcuni punti vendita. In base alla decisione presa dal Tribunale, la società ha potuto avviare le operazioni relative al completamento del piano riorganizzattivo e si appresta così a breve ad uscire dalla protezione del “Capitolo 11”. Per l’immediato futuro l’azienda, che in seguito al ricorso al “Capitolo 11” aveva dovuto chiudere tutti i quattro negozi monomarca  presenti sul territorio americano, si focalizzerà sulla vendita  all’ingrosso, anche se Aaron Schwartz, presidente della Bruno Magli USA, in una recente intervista con il quotidiano americano WWD (Women’s Wear Daily) ha dichiarato che non esclude la possibile riapertura di nuovi store in selezionati punti strategici del mercato americano dopo l’anno 2006. Nel frattempo la nuova collezione di calzature ed accessori Bruno Magli, disponibile attualmente in selezionati specialty store, sarà messa in vendita insieme con una serie di articoli esclusivi per il mercato americano  nel primo corner o meglio “concept store” che l’azienda inaugurerà all’interno del negozio di calzature Arthur Beren a Beverly Hills. “Siamo molto orgogliosi dei 17 anni di partnership con Arthur Beren. Mentre non si esclude per il futuro l’apertura di altri “shop-in-shop” in altre sedi, questo primo “concept store” servirà come prototipo e laboratorio,” ha detto Schwartz .

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Andamento delle vendite al dettaglio
nel mese di novembre 2004

Alquanto deludenti le vendite al dettaglio di novembre che si è rivelato il mese più debole per i dettaglianti di fascia media e per i mass retailers tipo Wal-Mart che hanno registrato una performace piuttosto scarsa  nonostante le promozioni offerte ai clienti nei due giorni successivi al Thanksgiving, date che sono attese con ansia dal settore retail in quanto segnano l’inizio degli acquisti per la stagione natalizia. Gli analisti finanziari imputano questo rallentamento al forte rialzo del prezzo del petrolio, al conseguente incremento dei costi energetici, alla disoccupazione ed anche all’oculatezza dei consumatori che, compreso ormai il meccanismo degli sconti messo in atto dai mass retailers, preferiscono posporre i loro acquisti con la certezza di ottenere sconti migliori sui prodotti.

Migliora invece il risultato del settore dei retailers che si rivolgono ai teenagers come Bebe (+23,2%) ed American Eagle Outfitters Inc. (+24,3%) che continuano a beneficiare della conquista di un mercato di nicchia.

Procede anche l’andamento positivo delle vendite nel settore del lusso guidato da Neiman Marcus Group (+ 8,4%) e Saks Fifth Avenue Enterprises (+6,8%) che ha totalizzato un incremento generale dell’1,8%. A detta degli esperti, il successo di questo segmento del mercato è ascrivibile alla focalizzazione dei dettaglianti del lusso sull’offerta di prodotti esclusivi ed originali capaci di soddisfare i gusti mutevoli dei consumatori. Differenziazione della merce è infatti la parola chiave, secondo gli analisti finanziari, per il futuro successo di quei retailers che hanno scelto questo approccio in preparazione della stagione natalizia che già si preannuncia, come ogni anno, un mese determinante per le vendite al dettaglio.

Variazione vendite same-store nei mesi di settembre/ottobre 2004


Variaz.% Ottobre '04
Variaz.% Settembre '04
Grandi Magazzini
Federated -1.4 4.0
Kohl's 0.0 6.0
Neiman Marcus 8.4 13.6
Nordstrom 3.1 11.5
Saks Dept. Store Group -0.6 5.0
Saks Fifth Avenue 6.8 3.6
Catene Specializzate
Abercrombie & Fitch 2.0 11.0
Ann Taylor -8.3 6.2
Banana Republic -3.0 3.0
Bebe 23.2 30.6
Limited Brands -5.0 1.0
Talbots -5.0 4.7
Walgreen 11.4 8.1
Fonte dei dati: WWD (selezione)
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Statistiche Gennaio / Ottobre 2004 settori "I style"

Importazioni USA Calzature Gennaio-Ottobre Milioni di $ USA HS 64


% Quota
% Variaz.
Class. Paese 2002 2003 2004 2002 2003 2004 04/03
0 Mondo 12889.93 13344.64 13942.93 100 100 100 4.48
1 Cina 8547.76 9074.26 9616.6 66.31 68 68.97 5.98
2 Italia 989.57 1036.91 1036.05 7.68 7.77 7.43 -0.08
3 Brasile 935.17 892.46 910.38 7.26 6.69 6.53 2.01
4 Indonesia 616.86 502.15 423.46 4.79 3.76 3.04 -15.67
5 Vietnam 179.78 277.81 400.45 1.4 2.08 2.87 44.14
6 Tailandia 235.44 247.24 240.01 1.83 1.85 1.72 -2.92
7 Messico 233.91 235.5 206.22 1.82 1.77 1.48 -12.44
8 Spagna 224.66 195.64 187.79 1.74 1.47 1.35 -4.01
9 Rep. Dominicana 116.06 117.33 109.61 0.9 0.88 0.79 -6.58
10 India 80.48 95.42 105.98 0.62 0.72 0.76 11.06
Source of Data: U.S. Dept. of Commerce, Bureau of Census
Importazioni USA Cappotti da Donna Gennaio-Ottobre Milioni di $ USA HS 6202


% Quota
% Variaz.
Class. Paese 2002 2003 2004 2002 2003 2004 04/03
0 Mondo 1027.91 1215.54 1388.54 100 100 100 14.23
1 Cina 238.41 321.62 394.88 23.19 26.46 28.44 22.78
2 Vietnam 36.58 86.35 131.29 3.56 7.1 9.46 52.05
3 Italia 60.05 57.71 69.82 5.84 4.75 5.03 20.97
4 Hong Kong 65.32 72.22 66.12 6.36 5.94 4.76 -8.45
5 Sri Lanka 45.98 56.21 59.77 4.47 4.63 4.31 6.34
6 Macau 26.58 41.01 58.01 2.59 3.38 4.18 41.44
7 India 41.21 62.02 57.41 4.01 5.1 4.14 -7.43
8 Indonesia 49.57 40.81 56.62 4.82 3.36 4.08 38.73
9 Bangladesh 60.91 63.19 56.49 5.93 5.2 4.07 -10.6
10 Tailandia 49.04 53.99 49.75 4.77 4.44 3.58 -7.84
Source of Data: U.S. Dept. of Commerce, Bureau of Census
Importazioni USA Cappotti da Uomo Gennaio-Ottobre Milioni di $ USA HS 6201


% Quota
% Variaz.
Class. Paese 2002 2003 2004 2002 2003 2004 04/03
0 Mondo 1181.5 1266.38 1229.51 100 100 100 -2.91
1 Cina 244.77 267.15 265.16 20.72 21.1 21.57 -0.74
2 Vietnam 49.51 117.17 185.86 4.19 9.25 15.12 58.62
3 Sri Lanka 84.06 88.22 89.1 7.12 6.97 7.25 0.99
4 Bangladesh 87.22 95.78 83.66 7.38 7.56 6.8 -12.66
5 Messico 49.42 66.81 79.2 4.18 5.28 6.44 18.55
6 Corea del Sud 91.34 75.32 69.19 7.73 5.95 5.63 -8.14
7 Tailandia 51.88 52.23 42.01 4.39 4.13 3.42 -19.55
8 Macau 36.54 44.2 40.12 3.09 3.49 3.26 -9.23
9 Hong Kong 61.44 60.11 39.64 5.2 4.75 3.23 -34.05
10 India 25.2 32.93 38.33 2.13 2.6 3.12 16.37
11 Filippine 41.41 38.84 34.83 3.51 3.07 2.83 -10.32
12 Taiwan 40.58 37.69 34.59 3.44 2.98 2.81 -8.22
13 Italia 29.58 33.93 30.58 2.5 2.68 2.49 -9.89
Source of Data: U.S. Dept. of Commerce, Bureau of Census
Importazioni USA Completi da Uomo Gennaio-Ottobre Milioni di $ USA HS 6203


% Quota
% Variaz.
Class. Paese 2002 2003 2004 2002 2003 2004 04/03
0 Mondo 6007.05 6699.17 6547.71 100 100 100 -2.26
1 Messico 1638.38 1636.29 1516.73 27.27 24.43 23.16 -7.31
2 Rep. Dominicana 684.71 685.62 560.62 11.4 10.23 8.56 -18.23
3 Cina 294.9 402.07 503.11 4.91 6 7.68 25.13
4 Italia 270.12 305.2 303.42 4.5 4.56 4.63 -0.58
5 Canada 248.06 287.2 277.69 4.13 4.29 4.24 -3.31
6 Hong Kong 223.5 219.61 244.26 3.72 3.28 3.73 11.23
7 Bangladesh 207.08 167.21 233.14 3.45 2.5 3.56 39.42
8 Vietnam 56.11 296.07 191.78 0.93 4.42 2.93 -35.22
9 Indonesia 196.82 188.95 186.35 3.28 2.82 2.85 -1.38
10 Honduras 134.92 147.95 163.64 2.25 2.21 2.5 10.6
Source of Data: U.S. Dept. of Commerce, Bureau of Census
Importazioni USA Cravatte Gennaio-Ottobre Milioni di $ USA HS 6215


% Quota
% Variaz.
Class. Paese 2002 2003 2004 2002 2003 2004 04/03
0 Mondo 148.88 148.54 181 100 100 100 21.85
1 Cina 31.31 44.78 73.06 21.03 30.15 40.37 63.13
2 Italia 51.38 51.04 60.2 34.51 34.36 33.26 17.95
3 Corea del Sud 37.58 28.95 22.39 25.24 19.49 12.37 -22.68
4 Francia 8.11 10.07 12.1 5.45 6.78 6.69 20.1
5 Regno Unito 3.36 3.16 2.88 2.26 2.13 1.59 -8.97
6 Costa Rica 4.18 3.08 2.48 2.81 2.08 1.37 -19.44
7 Canada 2.5 1.89 1.91 1.68 1.28 1.06 0.96
8 Turchia 0.004 0.19 1.09 0 0.13 0.6 450.94
9 El Salvador 0.12 0.55 0.84 0.09 0.37 0.47 53.82
10 Rep. Dominicana 7.31 2.33 0.76 4.92 1.57 0.43 -67.11
Source of Data: U.S. Dept. of Commerce, Bureau of Census
Importazioni USA Gioielleria Gennaio-Ottobre Milioni di $ USA HS 71


% Quota
% Variaz.
Class. Paese 2002 2003 2004 2002 2003 2004 04/03
0 Mondo 22364.49 23338.19 27528.77 100 100 100 17.96
1 Israele 5151.08 5306.4 6176 23.03 22.74 22.44 16.39
2 India 3211.04 3387.68 3841.57 14.36 14.52 13.96 13.4
3 Belgio 2166.68 2261.33 2404.67 9.69 9.69 8.74 6.34
4 Sud Africa 1418.94 1684.78 2138.87 6.35 7.22 7.77 26.95
5 Canada 1961.54 1709.55 2009.89 8.77 7.33 7.3 17.57
6 Cina 979.9 1172.1 1458.96 4.38 5.02 5.3 24.47
7 Peru 198.49 299.84 947.61 0.89 1.29 3.44 216.04
8 Tailandia 746.05 815.57 946.58 3.34 3.5 3.44 16.06
9 Italia 1287.22 1045.56 905.79 5.76 4.48 3.29 -13.37
10 Messico 532.16 589.64 863.93 2.38 2.53 3.14 46.52
Source of Data: U.S. Dept. of Commerce, Bureau of Census
Importazioni USA Occhialeria Gennaio-Ottobre Milioni di $ USA HS 9002-9003-9004


% Quota
% Variaz.
Class. Paese 2002 2003 2004 2002 2003 2004 04/03
0 Mondo 1689.28 1779.64 2009.89 100 100 100 12.94
1 Cina 439.15 468.15 554.23 26 26.31 27.58 18.39
2 Giappone 370.74 411.68 500.82 21.95 23.13 24.92 21.65
3 Italia 347.41 394.89 424.8 20.57 22.19 21.14 7.57
4 Taiwan 99.93 106.99 116.94 5.92 6.01 5.82 9.3
5 Hong Kong 85.69 71.08 57.48 5.07 3.99 2.86 -19.13
6 Germania 46.32 41.34 55.51 2.74 2.32 2.76 34.26
7 Corea del Sud 65.96 50.75 43.64 3.91 2.85 2.17 -14.02
8 Francia 48.29 46.66 42.72 2.86 2.62 2.13 -8.46
9 Austria 35.98 43.32 38.03 2.13 2.43 1.89 -12.21
10 Paesi Bassi 22.93 21.22 37.92 1.36 1.19 1.89 78.7
Source of Data: U.S. Dept. of Commerce, Bureau of Census
Importazioni USA Pellami Gennaio-Ottobre Milioni di $ USA HS 41


% Quota
% Variaz.
Class. Paese 2002 2003 2004 2002 2003 2004 04/03
0 Mondo 787.69 675.48 742.35 100 100 100 9.9
1 Italia 217.51 166.44 169.11 27.61 24.64 22.78 1.6
2 Argentina 144.34 98.13 109.75 18.33 14.53 14.79 11.84
3 Brasile 70.54 79.16 99.38 8.96 11.72 13.39 25.53
4 Canada 67.32 52.54 53.44 8.55 7.78 7.2 1.71
5 Messico 49.08 56.78 51.96 6.23 8.41 7 -8.49
6 Cina 10.13 29.99 47.11 1.29 4.44 6.35 57.06
7 Uruguay 40.51 31.04 37.04 5.14 4.6 4.99 19.31
8 Germania 28.08 23.4 21.55 3.57 3.47 2.9 -7.93
9 Sud Africa 16.35 9.85 16.91 2.08 1.46 2.28 71.56
10 Spagna 15.34 13.77 16.19 1.95 2.04 2.18 17.52
Source of Data: U.S. Dept. of Commerce, Bureau of Census
Importazioni USA Pelletteria Gennaio-Ottobre Milioni di $ USA HS 42


% Quota
% Variaz.
Class. Paese 2002 2003 2004 2002 2003 2004 04/03
0 Mondo 5896.33 6349.17 6907.24 100 100 100 8.79
1 Cina 3695.9 4304.8 4809.57 62.68 67.8 69.63 11.73
2 Italia 376.36 432.39 489.28 6.38 6.81 7.08 13.16
3 Francia 147.63 188.56 220.26 2.5 2.97 3.19 16.81
4 India 207.53 201.3 211.94 3.52 3.17 3.07 5.28
5 Tailandia 195.54 133.68 123.52 3.32 2.11 1.79 -7.6
6 Hong Kong 76.73 100.41 109.18 1.3 1.58 1.58 8.73
7 Messico 131.35 109.67 108.56 2.23 1.73 1.57 -1.01
8 Vietnam 47.48 85.64 103.28 0.81 1.35 1.5 20.6
9 Filippine 164.87 121.84 99.09 2.8 1.92 1.44 -18.67
10 Indonesia 196.77 115.17 81.57 3.34 1.81 1.18 -29.17
Source of Data: U.S. Dept. of Commerce, Bureau of Census
Importazioni USA Profumeria - Cosmetica Gennaio-Ottobre Milioni di $ USA HS 33


% Quota
% Variaz.
Class. Paese 2002 2003 2004 2002 2003 2004 04/03
0 Mondo 2716.21 3747.4 4781.99 100 100 100 27.61
1 Irlanda 66.56 730.75 1393.26 2.45 19.5 29.14 90.66
2 Francia 746.6 872.21 949.52 27.49 23.28 19.86 8.86
3 Canada 483.97 535.56 640.41 17.82 14.29 13.39 19.58
4 Italia 179.6 193.62 268 6.61 5.17 5.6 38.41
5 Regno Unito 219.31 241.7 253.78 8.07 6.45 5.31 5
6 Cina 181.01 195.3 212 6.66 5.21 4.43 8.55
7 Germania 128.13 157.76 173.87 4.72 4.21 3.64 10.22
8 Messico 67.4 111.49 107.46 2.48 2.98 2.25 -3.61
9 Spagna 63.41 77.26 101.89 2.34 2.06 2.13 31.87
10 Giappone 88.62 72.44 96.31 3.26 1.93 2.01 32.95
Source of Data: U.S. Dept. of Commerce, Bureau of Census
Importazioni USA Sciarpe, Scailli e Veli Gennaio-Ottobre Milioni di $ USA HS 6214


% Quota
% Variaz.
Class. Paese 2002 2003 2004 2002 2003 2004 04/03
0 Mondo 127.12 150.22 204.55 100 100 100 36.17
1 Cina 24.45 37.8 66.71 19.24 25.17 32.61 76.46
2 Italia 32.96 35.58 39.55 25.93 23.69 19.34 11.16
3 India 18.78 24.8 29.7 14.78 16.52 14.52 19.75
4 Corea del Sud 16.12 13.4 23.93 12.68 8.93 11.7 78.54
5 Francia 7.02 7.87 11.68 5.53 5.24 5.71 48.3
6 Regno Unito 8.33 11.02 11.23 6.56 7.34 5.49 1.83
7 Germania 5.4 6.21 6.84 4.26 4.14 3.35 10.09
8 Nepal 2.79 2.49 3.45 2.2 1.66 1.69 38.38
9 Giappone 1.99 2.24 1.92 1.57 1.49 0.94 -14.32
10 Canada 0.74 1.51 1.21 0.58 1.01 0.6 -19.6
Source of Data: U.S. Dept. of Commerce, Bureau of Census
Importazioni USA Tailleur da Donna Gennaio-Ottobre Milioni di $ USA HS 6204


% Quota
% Variaz.
Class. Paese 2002 2003 2004 2002 2003 2004 04/03
0 Mondo 8512.77 9577.81 10413.95 100 100 100 8.73
1 Cina 1206.52 1532.51 2001.84 14.17 16 19.22 30.62
2 Messico 1356.99 1134.14 1217.36 15.94 11.84 11.69 7.34
3 Hong Kong 715.55 664.94 761.35 8.41 6.94 7.31 14.5
4 Indonesia 354.87 409.81 494.41 4.17 4.28 4.75 20.64
5 Filippine 358.08 448.08 443.68 4.21 4.68 4.26 -0.98
6 Vietnam 82.22 433.8 396.52 0.97 4.53 3.81 -8.59
7 India 307.76 335.18 368.04 3.62 3.5 3.53 9.8
8 Cambogia 197.36 311.98 332.72 2.32 3.26 3.2 6.65
9 Guatemala 264.52 285.27 329.87 3.11 2.98 3.17 15.63
10 Sri Lanka 250.26 281.09 306.15 2.94 2.94 2.94 8.91
11 Italia 265.72 295.45 287.05 3.12 3.09 2.76 -2.84
Source of Data: U.S. Dept. of Commerce, Bureau of Census
Importazioni USA Tessuti in Cotone Gennaio-Ottobre Milioni di $ USA HS 52


% Quota
% Variaz.
Class. Paese 2002 2003 2004 2002 2003 2004 04/03
0 Mondo 1650.96 1534.14 1642.57 100 100 100 7.07
1 Pakistan 308.51 306.13 390.63 18.69 19.96 23.78 27.6
2 Cina 153.42 155.72 143.09 9.29 10.15 8.71 -8.11
3 Messico 155.98 129.92 138.98 9.45 8.47 8.46 6.97
4 Italia 115.43 119.26 130.66 6.99 7.77 7.96 9.56
5 Canada 71.68 85.74 105.49 4.34 5.59 6.42 23.02
6 Corea del Sud 66.6 75.82 93.57 4.03 4.94 5.7 23.41
7 Giappone 48.59 61.49 76.91 2.94 4.01 4.68 25.07
8 India 75.3 67.09 69.18 4.56 4.37 4.21 3.12
9 Indonesia 55.79 50.3 54.19 3.38 3.28 3.3 7.74
10 Taiwan 85.52 56.48 50.13 5.18 3.68 3.05 -11.23
Source of Data: U.S. Dept. of Commerce, Bureau of Census
Importazioni USA Tessuti in Lana Gennaio-Ottobre Milioni di $ USA HS 51


% Quota
% Variaz.
Class. Paese 2002 2003 2004 2002 2003 2004 04/03
0 Mondo 233.11 260.74 288.18 100 100 100 10.52
1 Italia 63.53 75.6 88.39 27.26 29 30.68 16.93
2 Canada 31.89 30.16 30.47 13.68 11.57 10.57 1.02
3 Regno Unito 25.79 26.53 29.47 11.07 10.18 10.23 11.09
4 Nuova Zelanda 20.27 24.73 27.62 8.7 9.49 9.59 11.68
5 Messico 24.81 25.94 22.59 10.65 9.95 7.84 -12.91
6 Australia 11.5 14.54 16.26 4.93 5.58 5.64 11.8
7 Corea del Sud 6.4 5.82 7.54 2.75 2.23 2.62 29.58
8 Germania 7.24 9.45 7.52 3.11 3.63 2.61 -20.4
9 Cina 4.85 4.66 5.67 2.08 1.79 1.97 21.54
10 Sud Africa 2.52 5.07 5.06 1.08 1.95 1.76 -0.21
Source of Data: U.S. Dept. of Commerce, Bureau of Census
Importazioni USA Tessuti in Seta Gennaio-Ottobre Milioni di $ USA HS 50


% Quota
% Variaz.
Class. Paese 2002 2003 2004 2002 2003 2004 04/03
0 Mondo 196.18 207.14 241.4 100 100 100 16.54
1 India 71.49 80.57 86.53 36.44 38.9 35.85 7.4
2 Cina 30.36 36.96 52.12 15.48 17.85 21.59 41
3 Italia 40.3 39.46 46.98 20.54 19.05 19.46 19.05
4 Corea del Sud 27.26 23.35 26.58 13.9 11.27 11.01 13.85
5 Regno Unito 11.32 10.6 11.36 5.77 5.12 4.71 7.2
6 Francia 4.21 4.47 4.94 2.15 2.16 2.05 10.57
7 Tailandia 4.15 3.9 4.9 2.12 1.88 2.03 25.8
8 Svizzera 1.14 1.23 1.47 0.58 0.6 0.61 19.71
9 Giappone 1.32 1.25 1.1 0.67 0.61 0.46 -12.02
10 Hong Kong 0.89 1.41 1.08 0.46 0.68 0.45 -23.53
Source of Data: U.S. Dept. of Commerce, Bureau of Census
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Calendario Fiere USA per il settore Moda
AGOSTO / SETTEMBRE 2005

  • 31 luglio 2 agosto 2005
  • Lingerie Americas
  • Biancheria intima, abbigliamento da mare
  • 125 West 18th Street
  • NYC
  • Ente organizzatore: Lingerie Americas Inc.
  • Tel: 203-618-0092
  • Fax: 203-629-5248
  • www.lingerie-americas.com
  • E-mail: info@lingerie-americas.com
  • 31 luglio 2 agosto 2005
  • Accessories the show
  • Accessori per l'abbigliamento, sciarpe, cappelli, bigiotteria
  • Jacob Javits Center
  • NYC
  • Ente organizzatore: Business Journal
  • Tel: 203-853-6015
  • Fax: 203-852-8175
  • www.accessoriestheshow.com
  • 31 luglio 2 agosto 2005
  • Accessories Circuit
  • Piccola pelletteria e accessori
  • Show Piers on the Hudson
  • NYC
  • Ente organizzatore: E.N.K.
  • Tel: 212-759-8055
  • Fax: 212-758-3403
  • E-mail: enkshows@enkshows.com
  • 31 luglio 2 agosto 2005
  • FFANY COLLECTIONS
  • Calzature
  • Showrooms di New York
  • Ente organizzatore: FFANY
  • Tel: 212-751-6422
  • Fax: 212-751-6404
  • www.ffany.org
  • E-mail: info@ffany-org
  • 31 luglio 2 agosto, 2005
  • Moda Manhattan
  • Abbigliamento femminile
  • Jacob Javits Center
  • NYC
  • Ente organizzatore: MoDa Manhattan
  • Tel: 212-686-4412
  • Fax: 212-576-1540
  • www.modamanhattan.com
  • 31 luglio 2 agosto 2005
  • Westcoast Exclusive
  • Abbigliamento maschile
  • W-Hotel, Westwood
  • Los Angeles, CA
  • Ente organizzatore: West Coast Exclusive
  • Tel: 323-571-0613
  • Fax: 323-571-0645
  • www.westcoastexclusive.com
  • E-mail: westcoastexclusive@comcast.net
  • 7-9 agosto 2005
  • The Children's Club
  • Abbigliamento per bambini
  • Jacob Javits Center
  • NYC
  • Ente organizzatore: E.N.K. Int?fl.
  • Tel: 212-759-8055
  • Fax: 212-758-3403
  • www.fameshows.com
  • E-mail: thechildrensclub@enkshows.com
  • agosto 2005 (data da definire)
  • Project
  • Abbigliamento maschile e accessori
  • Cooper Building
  • Los Angeles, CA
  • Ente organizzatore: Project Global Trade Show
  • Tel: 212-614-7324
  • www.projectshow.com
  • E-mail: info@projectshow.com
  • agosto 2005 (data da definire)
  • Project
  • Abbigliamento maschile e accessori
  • Mandalay Bay
  • Las Vegas, NV
  • Ente organizzatore: Project Global Trade Show
  • Tel: 212-614-7324
  • www.projectshow.com
  • E-mail: info@projectshow.com
  • agosto 2005 (data da definire)
  • Intermezzo
  • Abbigliamento femminile
  • Show Piers on the Hudson
  • 55th Street & 12th Ave
  • NYC
  • Ente organizzatore: E.N.K.
  • Tel: 212-759-8055
  • Fax: 212-758-3403
  • E-mail: intermezzo@enkshows.com
  • 4-7 agosto 2005
  • World shoe Associates (WSA)
  • Calzature, e piccola pelletteria
  • Mandalay Bay, Venetian Hotel
  • Sands Expo. & Convention Ctr.
  • Las Vegas - NV
  • Ente organizzatore: World Shoe Associates
  • Tel: 949-851-8451
  • Fax:949-851-8523
  • www.wsashow.com
  • 7-9 agosto 2005
  • Chicago Menswear Collective
  • Abbigliamento maschile ed accessori
  • Merchandise Mart - 8th floor Maket Suites
  • Chicago, IL
  • Ente organizzatore: The Merchandise Mart
  • Tel: 1-800 677-6278
  • www.merchandisemart.com
  • 12-15 agosto 2005
  • D&A Annex - Designersandagents
  • Evento moda e design
  • The New Mart Bldg.
  • Los Angeles, CA
  • Ente organizzatore: Designers & Agents
  • Tel: 212-302-9575
  • Fax: 212-302-9576
  • www.designersandagents.com
  • E-mail: da@designersandagents.com
  • 12-15 agosto 2005
  • Florida Fashion Focus
  • Abbigliamento femminile e accessori
  • The Sheraton Miami Mart Hotel & Convention Ctr.
  • Chicago, IL
  • Ente organizzatore: Florida Fashion Focus
  • Tel: 305-718-4320
  • Fax: 305-718-4323
  • www.floridafashionfocus.com
  • E-mail: saeffshow@aol.com
  • 14-15 agosto 2005
  • LA Shoe Show and Designer Shoe Salon
  • Calzature
  • California Market Center - Pavillion Penthouse and showrooms
  • Los Angeles, CA
  • Ente organizzatore: California Market Center
  • Tel: 213-630-3668
  • Fax: 213-639-3972
  • www.californiamarketcenter.com
  • E-mail: shoe_show@californiamarketcenter.com
  • 12-16 agosto 2005
  • Los Angeles Holiday Resort Market Week
  • Abbigliamento femminile
  • California Market Center
  • Ente organizzatore: California Market Center
  • Tel: 213-630-3600
  • www.californiamarketcenter.com
  • E-mail: info@californiamarketcenter.com
  • 18-21 agosto 2005
  • Men's & Boys Apparel
  • Abbigliamento maschile/ragazzo
  • Dallas Market Center
  • Dallas, TX
  • Ente organizzatore: Dallas Market Center
  • Tel: 800-325-6587 - 214-655-6100
  • Fax: 214-655-6146
  • www.dallasmarketcenter.com
  • 20-22 agosto 2005
  • North American Shoe and Accessory Market
  • Calzature e accessori
  • Cobb Galleria Convention Center & Renaissance Waverly Hotel
  • Atlanta, GA
  • Ente organizzatore: South Eastern Shoe Travelers
  • Tel: 770-663-8703
  • Fax: 770-663-8790
  • www.northamericanshoe.com
  • E-mail: info@northamericanshoe.com
  • 28-30 agosto 2005
  • Westcoast Exclusive
  • Mandalay Bay
  • Las Vegas, NV
  • Ente organizzatore: West Coast Exclusive
  • Tel: 323-571-0613
  • Fax: 323-571-0645
  • www.westcoastexclusive.com
  • E-mail: westcoastexclusive@comcast.net
  • 28-31 agosto 2005
  • ASAP Global Sourcing Show
  • Fiera di sourcing per i settori tessili abbigliamento
  • Sands Expo/Venetian Hotel
  • Las Vegas, NV
  • Ente organizzatore: ASAP Global
  • Tel: 626-636-2530
  • Fax: 626-636-2536
  • www.asapshow.com
  • E-mail: info@asapshow.com
  • 29 agosto - 1 settembre 2005
  • Magic
  • Abbigliamento ed accessori uomo
  • Las Vegas Convention Center
  • Las Vegas - Nevada
  • Ente organizzatore: Magic Int'l
  • Tel: 818-593-5000
  • Fax: 818-593-5020
  • www.magiconline.com
  • E-mail: info@magiconline.com
  • 29 agosto - 1 settembre 2005
  • WWD - Magic
  • Abbigliamento femminile
  • Las Vegas Convention Center
  • Las Vegas - Nevada
  • Ente organizzatore: Magic Int'l
  • Tel: 818-593-5000
  • Fax: 818-593-5020
  • www.magiconline.com
  • E-mail: info@magiconline.com
  • 29 agosto - 1 settembre 2005
  • Magic Kids
  • Abbigliamento per bambini
  • Las Vegas Convention Center
  • Las Vegas - Nevada
  • Ente organizzatore: Magic Int'l
  • Tel: 818-593-5000
  • Fax: 818-593-5020
  • www.magiconline.com
  • E-mail: info@magiconline.com
  • 29 agosto - 1 settembre 2005
  • fabric@magic
  • North Hall Las Vegas Convention Ctr.
  • Las Vegas - Nevada
  • Ente organizzatore: Advanstar
  • Tel: 917-326-6237
  • Fax: 917-326-6168
  • E-mail: fabric@magic
  • 29 agosto - 1 settembre 2005
  • Isam
  • Costumi da bagno e abbigliamento mare
  • Mandalay Bay - Convention Center
  • Las Vegas - Nevada
  • Ente organizzatore: Isam
  • Tel: 818-986-2152
  • Fax: 818-986-2637
  • www.isamla.com
  • settembre 2005 (data da definire)
  • D&A Annex - Designersandagents
  • Evento moda e design
  • Starret-Lehigh Center
  • 601 West 26th Street
  • NYC
  • Ente organizzatore: Designers & Agents
  • Tel: 212-302-9575
  • Fax: 212-302-9576
  • www.designersandagents.com
  • E-mail: da@designersandagents.com
  • settembre 2005 (data da definire)
  • The Train
  • Abbigliamento femminile e accessori
  • Terminal Store - 11th Ave. 27 & 28th st.
  • New York, NY
  • Ente organizzatore: KX Associates
  • Tel: 212-925-2507
  • Fax: 212-925-2869
  • www.thetrain@kxassociates.com
  • E-mail: Elaine@kxassociates.com
  • settembre 2005 (data da definire)
  • NY Fashion Week
  • Sfilate di moda
  • Bryant Park
  • NYC
  • Ente organizzatore: 7th on Sixth/IMG
  • Tel: 212-253-2692
  • Fax: 212-772-0899
  • www.7thonsixth.com
  • E-mail: info@7thonsixth.com
  • settembre 2005 (data da definire)
  • Fashion Coterie - Made in Italy at Fashion Coterie organizzata da E.M.I.
  • Abbigliamento femminile
  • 55th Street & 12th Ave
  • NYC
  • Ente organizzatore: E.N.K.
  • Tel: 212-759-8055
  • Fax: 212-758-3403
  • E-mail: fashioncoterie@enkshows.com
  • settembre 2005 (data da definire)
  • Sole Commerce
  • Calzature
  • 55th Street & 12th Ave
  • NYC
  • Ente organizzatore: E.N.K.
  • Tel: 212-759-8055
  • Fax: 212-758-3403
  • E-mail: solecommerce@enkshows.com
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Eventi "Italia Life in I-Style"
GENNAIO 2005

  • 11 gennaio 2005
  • Speciale sui tessuti per abbigliamento sulla rivista WWD-Women's Wear Daily
  • In distribuzione a European Preview
  • 12/15 gennaio 2005
  • Missione di operatori USA alla fiera Pitti Immagine Uomo
  • In collaborazione con Pitti Immagine - Firenze
  • 12/15 gennaio 2005
  • Missione di operatori USA alla fiera Iplace
  • In collaborazione con il consorzio Centopercento - Firenze
  • 18 gennaio 2005
  • Seminario di presentazione delle tendenze moda per il settore dei tessuti
  • Speaker: Angelo Uslenghi
  • Bryant Park Grill, New York
  • 19/20 gennaio 2005
  • I-TexStyle @ European Preview
  • Partecipazione di aziende italiane alla fiera delle pre-collezioni di tessuti per abbigliamento European Preview
  • Metropolitan Pavilion-Altman Building, New York
  • 23/25 gennaio 2005
  • JA Show
  • Azioni di supporto alla partecipazione italiana alla fiera della gioielleria Jacob K. Javits Convention Center
  • New York
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