LUGLIO 2006 | Newsletter | Volume 3 | Numero 53

 
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Tommy Fazio (Bergdorf Goodman): L’abito “su misura” fa la differenza
  • Il Made in Italy di alto livello continua a riscuotere successo a livello internazionale. A sostenerlo non sono solo i numeri emersi durante l’ultima edizione di Pitti Immagine Uomo a Firenze, ma anche i grandi distributori statunitensi. Primo fra tutti, Bergdorf Goodman, una delle più esclusive catene americane per i prodotti di lusso.
  • Gli abiti confezionati a mano continuano a fare la differenza - ha sottolineato Tommy Fazio, direttore del settore uomo di Bergdorf Goodman – il su misura è sempre più richiesto dalla nostra clientela e si sa che la sartorialità italiana non teme confronti”.
  • Secondo i grandi buyer americani la qualità dei prodotti  e l’attenzione dei dettagli diventano sempre più importanti a discapito, spesso, dell’originalità dei modelli. Soprattutto se si parla di moda maschile, sostengono gli esperti, dove l’abbigliamento classico non tramonta mai. Basta guardare le creazioni presentate per la prossima stagione per avere un’ulteriore conferma. Le differenze si giocano principalmente sui toni di colore e sui tessuti.
  • Dopo una primavera-estate 2006 all’insegna dei colori pastello e dei materiali leggeri come la lana e il cotone, ha spiegato il direttore, la stagione 2007 sarà caratterizzata dall’assenza del colore, si vedranno solo le nuance tra il beige e il bianco-grigio e sul fronte delle stoffe sarà il via libera a quelle cosiddette “pelose” e avvolgenti come il mohair. Per quanto riguarda i modelli dei vestiti la rotta sta cambiando. “I gusti si stanno evolvendo. – ha precisato Fazio – Dalle linee morbide e facili da indossare, si passa a quelle più strutturate dove risaltano principalmente i tessuti in grado di mantenere la forma”.
  • Anche se di cambiamenti si parla, negli ultimi tre anni , secondo il management di Bergdorf Goodman, i best seller ‘Made In Italy’ sono stati, primo fra tutti, l’abito su misura e a seguire il giaccone sportivo. Ma tra i fiori all’occhiello, l’Italia vanta anche i capi di maglieria, i cui ordini dall’estero presentano segnali di ripresa anche per le prossime stagioni. Nel settore dei beni di alta gamma infatti, secondo i grandi magazzini del lusso americano, l’Italia non teme la concorrenza delle economie dei Paesi del sud est asiatico.
Pizzo, pizzo e ancora pizzo: tendenze al consumo
  • La PerlaChe sia Sangallo, Valencienne o Chantilly non importa, ciò che conta è che sia puro pizzo. Per la stagione in arrivo i designer più in  voga a livello internazionale rilanciano questo tessuto in chiave bianco immacolato. Ed è un’esplosione di romanticismo anche presso la maison italiana Dolce & Gabbana che dedica al suo pubblico una serie di abiti in pizzo trasparente a motivi floreali da portare rigorosamente con sandali che riprendono gli stessi disegni.
  • Anche la casa La Perla propone una linea molto femminile di abiti in pizzo di colore bianco o nero, e perfino delle calze traforate effetto crochet. Da Fendi, invece, è protagonista il macramè cosiddetto ‘glassato’, la vernice è intagliata e traforata per dare l’effetto à jour. Alcuni designer emergenti propongono il pizzo ‘patchwork’, i cui pezzi vengono uniti per formare tuniche, pantaloni palazzo e caftani.
  • Balenciaga accosta trine intarsiate ai pantaloni e top più semplici creando capi dall’atmosfera fiabesca. La linea giovane di Prada, Miu Miu, rivisita il baby doll in Sangallo che ricorda tanto gli anni Sessanta con maniche a palloncino e scarpe brillanti. È un’eleganza vecchio stile quella che caratterizza il marchio francese Chloé e che privilegia abiti lunghi con applicazioni di fiori in pizzo.
  • Naturalmente anche gli accessori estivi si adeguano alla moda imperante. E così Salvatore Ferragamo  propone la borsa in filo a lavorazione ‘crochet’ con dettagli in pelle e paglia intrecciata, mentre Cesare Paciotti propone delle scarpe di merletto da abbinare alla pochette triangolare in seta rivestita da rouche di pizzo. Fino ad arrivare al décolleté di raso rivestita di pizzo proposta da Givenchy. E chissà forse troveremo il pizzo anche nei jabot e nei polsini dell’abbigliamento maschile come si usava fino alla fine del Settecento quando il pizzo è diventato un tessuto esclusivo della moda femminile.
Sul tessile USA incombe la minaccia del Vietnam
  • vietnamUna nuova problematica proveniente dall’Asia potrebbe incombere sul settore tessile degli Stati Uniti: il Vietnam. Dall’abolizione delle quote cinesi del gennaio 2005 ad oggi, i rapporti tra le economie emergenti asiatiche si sono leggermente incrinati.
  • In un momento in cui sembrava sempre più vicino l’ingresso del Vietnam nel World Trade Organization (WTO) è arrivata in questi giorni da Washington la notizia secondo cui potrebbero essere rivisti gli accordi bilaterali tra Stati Uniti e Vietnam che i due Paesi hanno di recente siglato. Risale, infatti, al 31 maggio scorso l’accordo che sancisce la reciproca accessibilità ai mercati locali e il riconoscimento dello status di partner commerciale.
  • Con la ratificazione del  Vietnam Permanent Normal Trade Relations Status, questo il nome dell’accordo, il Paese del sud est asiatico ha anche acquisito un  potente alleato disponibile a promuovere il suo accesso in seno al WTO. Il senatore repubblicano Chuck Grassley, in qualità di presidente del Senate Finance Committee, è tra i più ferventi sostenitori dell’ingresso del Vietnam nell’Organizzazione Mondiale per il Commercio anche perché, a suo giudizio, ciò non renderà necessarie radicali modifiche agli accordi commerciali appena definiti.
  • La maggioranza dell’industria tessile statunitense è di avviso contrario e preme per una profonda revisione dell’accordo bilaterale Usa-Vietnam. In particolare, le principali associazioni di categoria del settore, si sono dette preoccupate per il nuovo scenario commerciale e per le ripercussioni economiche che potrebbero delinearsi all’interno degli USA nel medio periodo.
  • Una delle clausole di salvaguardia del recente accordo USA-Vietnam prevede la possibilità di reintrodurre unilateralmente delle quote di contingentamento per un periodo di un anno se il Vietnam non procederà ad eliminare gli aiuti di Stato prima di entrare nel WTO.
  • La stampa USA ricorda che misure analoghe erano state adottate nel momento dell’ingresso della Cina nel WTO nel 2001 e ci si chiede come mai in questo caso potrebbe essere fatta un’eccezione così gravosa per il settore tessile americano. Di parere ovviamente contrario sono gli importatori di prodotti tessili vietnamiti.
  • L’amministrazione Bush ha reso noto che sarà presa una decisione in merito entro il prossimo novembre quando il Presidente degli Stati Uniti si recherà ad Hanoi in occasione del summit sull’Asia-Pacific Economic Cooperation.
Federated Department Store vende Lord & Taylor per 1,2 miliardi di dollari
  • La storica catena di moda americana Lord & Taylor non farà più parte del gruppo Federated Department Stores. Lo ha reso noto a fine giugno la holding stessa, proprietaria fra l’altro anche dei grandi magazzini Macy’s e Bloomingdalès di New York.
  • Ad acquistare per 1,2 miliardi di dollari i 50 negozi della catena Lord & Taylor sono state due società di sviluppo immobiliare, la NRDC Real Estate Advisors e l’Apollo Real Estate Advisors, interessate alla catena distributiva di Lord & Taylor ancor più che al valore intrinseco del suo marchio. Infatti il cospicuo investimento sembra essere stato calcolato sul valore immobiliare dei punti vendita, concentrati nell’area nord est degli Stati Uniti, più che sulla notorietà del brand.
  • Lord & Taylor è stata fondata circa 180 anni fa ed è stata considerata da subito il punto di riferimento per le classi più abbienti statunitensi. Chi era alla ricerca di capi di abbigliamento di classe e sofisticati sapeva che Lord & Taylor poteva soddisfare le sue esigenze con una vasta selezione di articoli. La catena americana ha raggiunto il suo culmine con l’apertura, qualche tempo fa, del mega store sulla Fifth Avenue all’altezza della 39esima strada a New York.
  • Ma il marchio nel corso degli ultimi decenni ha perso gran parte del suo prestigio nel tentativo di ampliare troppo e troppo in fretta la propria clientela. Secondo alcune indiscrezioni trapelate, gli acquirenti avrebbero intenzione di realizzare, nel breve periodo, liquidità dai negozi più importanti situati nell'area metropolitana di New York, in particolare dalla grandiosa sede su Fifth Avenue, il cui valore è stimato tra i 300 e i 400 milioni di dollari.
  • Apollo Real Estate Advisors e NRDC Real Estate Advisors conterebbero di rivendere infatti questa sede per prima e in seguito quelle di Scarsdale e Manhasset, sempre nello stato di New York, entrambe vicine a ricche zone residenziali per favorire il rinnovamento e l’apertura di altri punti vendita sul territorio nazionale.
Moda “su misura” per uomo
  • armaniGiorgio Armani torna alle origini della sartoria e lancia nel mondo dell’alta moda maschile una collezione fatta interamente a mano e realizzata con le stoffe più pregiate che esistono in commercio. Si tratta della nuova linea “Fatto a Mano su Misura” che cerca di unire artigianalità e qualità allo stile Armani.
  • Non deve stupire il ritorno al passato dello stilista italiano che deve il suo successo proprio al modello della sartoria di lusso. I vertici aziendali spiegano come il lancio della nuova linea rappresento una risposta alle crescenti esigenze della clientela desiderosa di avere un  prodotto “fatto appositamente per loro”.
  • Il servizio è già disponibile presso alcune selezionate ‘boutique’ Giorgio Armani distribuite in tutto il mondo tra cui quella di New York. I clienti che si recano infatti presso la boutique sulla Madison Avenue all’altezza della 66esima strada possono ricevere un abito confezionato con  le caratteristiche del fatto a mano in termini di linea, taglio, tessuto, e bottoni.
  • La nuova collezione, negli intenti del management aziendale, dovrebbe riuscire a soddisfare le esigenze di un cliente già abituato a scegliere i capi Giorgio Armani, coniugando classicismo di forme e modernità di linee. Nelle principali boutique Giorgio Armani la clientela maschile sarà assistita e consigliata dalla scelta della stoffa a quella della fodera, fino al modello di giacca che meglio si addice alla propria corporatura, alla forma dei risvolti, alla posizione delle tasche, come alla linea dei pantaloni.
  • Inoltre, la creazione di fascicoli personalizzati per ciascun cliente, permetterà l’ordine di capi via telefono, previo invio a casa dei campioni di tessuto. Il top management del gruppo crede nelle potenzialità di questa nuova linea dove il cliente diventa parte indispensabile del processo creativo.
    L ’etichetta, ovviamente, sarà altrettanto personalizzata.
M Missoni approda a Manhattan con l’abito della settimana
  • Margherita MissoniHa inaugurato all’inizio del mese di giugno, nel cuore di Manhattan, la nuova boutique M Missoni, di proprietà della holding Valentino Fashion Group. M Missoni è il nuovo marchio giovane e trendy dell’omonima azienda italiana che negli ultimi anni ha deciso di conquistare nuove fasce di clientela in mercati consolidati come quello americano ed emergenti come quello cinese. Quella di Soho è la prima boutique M Missoni al mondo.
  • Alcune caratteristiche del celebre marchio rimangono quelle proprie della casa madre, come l’accostamento inusuale di colori brillanti, mentre altre, come la linea più femminile dei capi e i prezzi più accessibili degli articoli, diventano sue esclusive peculiarità.
  • Nello spazio pilota di circa 200 metri quadrati sulla West Broadway, M Missoni sperimenta con i suo neo impiegati la strategia dell’ “abito della settimana”. Per sette giorni consecutivi gli addetti alle vendite del negozio devono indossare lo stesso vestito al fine di mostrare al pubblico come questo vesta bene su tipologie di persone diverse per colore di pelle, capelli, corporatura e altezza. Quasi a sottolineare che M Missoni lo possono indossare tutti in qualunque momento della giornata.
  • “A portata di mano” insomma, come i prezzi di listino che variano tra i 400 e i 700 dollari per gli abiti e la maglieria e si aggirano intorno ai 395 dollari per le borse in pelle. I vertici aziendali prevedono che il nuovo negozio frutti un ritorno pari a 1,5 milioni di dollari, in termini di fatturato, a partire già dal primo anno di attività. E a giudicare dalle vendite realizzate nei primi giorni, secondo gli esperti del settore, tale stima potrebbe anche venir superata. 
  • Nelle intenzioni del management aziendale c’è anche quella di inaugurare circa 30 negozi sul territorio statunitense partendo dall’apertura di boutique nelle metropoli americane fino ad arrivare a cittadine come Charlotte nella Carolina del Nord o St. Louis in Missouri.
Salvatore Ferragamo punta alla femminilità per espandersi negli Stati Uniti
  • ferragamoFemminile, sexy e romantica sono gli aggettivi che caratterizzano la nuova linea di abbigliamento della maison italiana Ferragamo, che si dichiara pronta a “riconquistare” gli Stati Uniti. Si tratta di una vera e propria corsa all’espansione e al riposizionamento del marchio grazie non solo alla ristrutturazione delle già esistenti boutique, ma anche all’apertura di nuove prestigiose sedi sul territorio.
  • Il marchio Salvatore Ferragamo continuerà a distribuire in America i capi che hanno decretato il suo successo a livello internazionale come gli accessori in pellame esotico e le ballerine che avevano conquistato l’attrice Audrey Hepburn. Si punterà anche sulla creazione di scarpe dai tacchi alti per soddisfare i gusti delle tante appassionate americane ipnotizzate dalla moda lanciata dalla serie televisiva “Sex & The City”.
  • Ferragamo si dichiara pronto a sfidare marchi affermati nel settore come Manolo Blahnik e Jimmy Choo. C’è aria di restyling anche nel campo della valigeria. Infatti le classiche creazioni della casa verranno affiancate da borse dalle linee più originali studiate per soddisfare i gusti di quel mondo di Hollywood che nei decenni passati aveva lanciato a livello internazionale i prodotti firmati Salvatore Ferragamo.
  • Ad oggi il 30% dei ricavi è dato dalle vendite di borse, il 20% da altri accessori e il 50% dai capi di abbigliamento uomo e donna. I vertici aziendali hanno reso nota l’intenzione di consolidare la presenza del marchio in tutto il nord America, Canada incluso, dove Ferragamo è presente solo a Vancouver. Tra gli investimenti immobiliari di maggior rilievo salta all’occhio lo spazio di circa 200 metri quadrati che verrà inaugurato ad Atlantic City verso fine giugno. Da segnalare inoltre la boutique che sara' aperta a settembre ad Orlando, in Florida, su una superficie di oltre 300 metri quadrati. Tra le ristrutturazioni spicca, in particolare, quella di Beverly Hills, in California, che dovrebbe essere ultimata entro settembre.
Tommy Hilfiger taglia la linea “contemporary” disegnata da Karl Lagerfeld
  • Karl LagerfeldSembrava un matrimonio destinato a durare in eterno quello siglato fra lo stilista americano Tommy Hilfiger e il designer tedesco Karl Lagerfeld. Invece, un anno dopo aver siglato il contratto in base al quale Lagerfeld doveva disegnare per Hilfiger una nuova linea di abbigliamento chiamata “contemporary”, l’accordo inizia a vacillare.
  • O meglio, Hilfiger ha deciso di tagliare l’investimento destinato a Lagerfeld chiudendo la sede newyorkese e circoscrivendo il centro creativo, produttivo e distributivo alla sola Parigi. La manovra sembra rientrare in un più ampio progetto di ristrutturazione aziendale voluto dal fondo di private equity Apax Partners che negli scorsi mesi ha comprato il colosso americano Tommy Hilfiger per 1,6 miliardi di dollari.
  • Lo stilista tedesco non ha ancora commentato la decisione del gruppo americano che dallo scorso 2005 è diventato proprietario anche della Lagerfeld. La linea “contemporary” prevedeva la creazione di 28 articoli da donna e 23 capi da uomo che sarebbero stati distribuiti nei grandi magazzini del lusso statunitense quali Neiman Marcus e Bergdorf Goodman.
  • C’era stato grande entusiasmo attorno alla nuova collezione presentata durante le passate sfilate tenutesi a New York all’inizio di febbraio. In passato aveva fatto sognare le tante donne facoltose americane con la sua linea haute couture e nell’ultimo periodo aveva deciso di vestire anche le teenager della borghesia americana con le creazioni destinate alla catena svedese Hennes & Mauritz, meglio nota con il brand H&M.
Wal-Mart scommette sui prodotti equo-solidali
  • Che si tratti di prodoti alimentari o di capi di abbigliamento il colosso americano Wal-Mart non fa differenze e punta su prodotti equo-solidali. Questa è la strada imboccata a partire dall’inizio del 2006 dal gigante della distribuzione dell’Arkansas.
  • Wal-Mart ha reso noto più volte la decisione di voler importare solo merce prodotta in Paesi che rispettano i diritti umanitari, le condizioni igienico-sanitarie sul luogo di lavoro e la tutela dei minori. Il gigante americano in questo periodo sta lanciando un nuovo mega store nel New Jersey. Si tratta di uno spazio di oltre 1.300 metri quadrati costruito nella zona industriale di Kearny. Nel nuovo centro vengono vendute, fra le altre cose, particolari linee moda destinate alla clientela più giovane. Secondo i vertici dell’azienda si tratta, infatti, di un segmento in forte espansione e pertanto degno di sempre maggiori spazi di visibilità.
  • Come in tutti i punti vendita della catena, i prodotti sono personalizzati a seconda delle esigenze dei residenti della zona. Nel nuovo negozio del New Jersey vige la regola del bilinguismo: spagnolo e inglese sono di rigore in tutta la segnaletica così come in tutte le descrizioni delle caratteristiche dei prodotti, siano essi cibi o prodotti cosmetici. Inoltre vengono anche venduti prodotti destinati solo al pubblico sudamericano come libri e musica in lingua spagnola.
  • Il prossimo obiettivo è l'apertura di un nuovo punto vendita in uno dei cinque quartieri newyorkesi dove, sino a oggi, la società non è riuscita a comprare nessuno spazio ad uso commerciale a causa delle proteste dei piccoli esercizi commerciali che temono la chiusura delle proprie attività.
Saks promuove “Want It” disponibile dal prossimo settembre
  • É in arrivo presso le vetrine di Saks “Want It”. Si tratta di 21 look che la catena del lusso americana promuoverà nei suoi 55 negozi, sparsi sul territorio statunitense, a partire dal prossimo 13 settembre. Gli abbinamenti non saranno riservati solo ai capi di abbigliamento e ai relativi accessori ma anche ai prodotti cosmetici che entrano così di diritto a far parte del mondo della moda.
  • Insomma, si tratta di una linea da comprare e indossare senza porsi troppe domande sul come stia. Tutto dovrebbe essere, nei desideri del top management della catena, a prova di critico di moda.
  • I 21 accostamenti variano anche in base alle disponibilità economiche della clientela alla quale si rivolgono. Tra i prodotti più trendy ci saranno le borse modello secchiello di Chloè e Marc Jacobs, gli stivali senza tacco di Dior e Stuart Weitzman, le camicie stile romantico di Valentino e i guanti lunghi fino al gomito di Carolina Amato.
  • La strategia della catena statunitense si focalizza sulla suddivisione dei prodotti “Want It” in “buono, migliore, ottimo” a seconda del prezzo e sulla tripartizione, “classico, moderno e contemporaneo” a seconda dello stile di abbigliamento desiderato.
  • Dopo anni di grande assenza dagli stand dei prodotti firmati Saks, il colosso americano lancerà a partire dal prossimo agosto la collezione Saks Fifth Avenue Signature e da novembre le linee Classic e Sport. Inoltre, nella prestigiosa sede newyorkese a giorni verranno inaugurati anche i corner di Agnona (la linea di abbigliamento femminile di Zegna) e quello di Loro Piana.
Fashion-digest
  • Polo Ralph Lauren abbandona l’uso della pelliccia
    Niente bordature in pelliccia per i capi di abbigliamento e gli accessori per la casa. Questa è la promessa fatta dal colosso americano Polo Ralph Lauren, che decide di avvicinarsi a valenze di carattere ambientalista. Questa decisione non rappresenta una grave perdita per la casa a stelle e strisce, dal momento che i capi con dettagli in pelliccia hanno rappresentato da sempre una minima parte delle vendite dello stilista. La scorsa stagione, degli oltre 150 milioni di articoli venduti a livello internazionale, solo lo 0,5% era rappresentato da capi in pelliccia.
  • Esplode l’estate a New York: tornano i bermuda
    Le passerelle della moda internazionale hanno battezzato come capo ‘cult’ dell'estate i bermuda e gli short. Strizzati o larghi, in cotone o in jeans, i bermuda vincono sulle gonne. Ma a portarli anche in ufficio non  sono solo le donne. A New York, ad esempio, basta cammminare per la strada o prendere la metropolitana per notare che, con l’arrivo del grande caldo, i bermuda come del resto gli ormai mitici sandali ‘flip flop’ vengono indossati con grande disinvoltura anche dai non giovanissimi.
  • Ai newyorkesi piace la moda giapponese di Uniqlo
    Uniqlo, lo stilista giapponese specializzato nella produzione di magliette a basso costo, non priverà i tanti fan newyorkesi dei suoi prodotti. In attesa, infatti, di inaugurare a settembre il suo maggiore punto vendita - circa 3.300 metri quadrati - Uniqlo da metà giugno ha deciso di aprire un negozio temporaneo nella zona di Soho. E per celebrare la seppur temporanea boutique, lo stilista offre ai suoi clienti T-shirt al prezzo scontato di 9.99 dollari, invece dei soliti 15 dollari.
  • Negli Stati Uniti impazza la moda degli accessori in rettile
    Cinture, borse, sandali purchè rigorosamente in pelle di rettile.  Il nuovo diktat della moda per l’autunno-inverno 2006. È un ritorno ed esaltazione di alcuni pregiati pellami come il coccodrillo, il pitone e l’anaconda. I prezzi non sono proprio alla portata di tutti, ma le fashion victim più attente al portafoglio possono accontentarsi di accessori dalle dimensioni ridotte come ad esempio i braccialetti.
  • Cartier lancia i “love charity bracelets”
    Fino a poco tempo fa esisteva solo la versione in plastica, adesso la maison francese Cartier lancia la versione in oro dei braccialetti di beneficenza. Il primo a introdurli nel 2005 era stato Lance Armstrong, con la versione in plastica di colore gialla battezzata Livestrong, i cui ricavati di vendita erano stati devoluti all'associazione fondata dal ciclista per la ricerca sul cancro. Attualmente ne esistono in diversi colori che equivalgono ad altrettante iniziative di beneficenza. Il rosa, ad esempio, è quello che indica la battaglia contro il carcinoma mammario, mentre quello bianco e nero con la scritta “stand up-speak up” è rivolto alla lotta contro il razzismo. Da metà giugno presso i rivenditori Cartier si può acquistare una versione più sofisticata a partire dai 475 dollari. Prodotto esclusivamente in oro 18 carati il “love charity bracelet” viene commercializzato oggi in otto diverse varianti.
  • La nuova fragranza di Donna Karan: più che un profumo un gioiello
    A giudicare dalla bottiglia in ambra tutto si direbbe fuorchè si tratti di un profumo. Ma se la firma della fragranza è quella della stilista americana Donna Karan in collaborazione con la casa cosmetica Estee Lauder, allora l'enigma è risolto. “Gold”, questo il nome del nuovo profumo, sarà lanciato dal prossimo ottobre in oltre 1.600 punti vendita degli Stati Uniti, ma circolano già indiscrezioni sul suo costoso packaging.
Eventi Moda Luglio 2006
  • 11 luglio 2006
    Seminario presentazione tendenze moda
    Presentazione delle tendenze moda autunno/inverno 2007/08 da parte di MODA IN con il patrocinio di Milano Unica
    Pegasus Suite at the Rainbow Room, 30 Rockfeller Plaza, 64th Floor - New York, NY
    Un esperto del settore presenterà le tendenze di stile, colori, materiali che prevede saranno a la mode nel 2007-2008. Il seminario si svilupperà prendendo come spunto le ultimissime creazioni di tessuti di primarie aziende italiane
  • 12/13 luglio 2006
    Preview New York
    Collettiva italiana alla fiera delle pre-collezioni per i tessuti per abbigliamento
    Metropolitan Pavilion and Altman Building, 125/135 West 18th Street - New York, NY 10011
    Partecipazione collettiva italiana di oltre 60 aziende dei diversi distretti del tessile
  • 18/19 luglio 2006
    Arts & Tannery Presentazione tendenze nel settore conciario - Edizione estiva
    Workshop
    Loft Eleven, 336W 37th Street (bet. 8th/9th Aves) 11th Floor - New York, NY
    Presentazione tendenze moda nel settore della concia e degli accessori: Collezioni autunno-inverno 2007-2008.
Statistiche I style – Gennaio-Aprile 2006
  • Importazioni USA Abbigliamento Uomo in Gennaio-Aprile - Milioni di $ USA
    codice doganale HS 6203


    % Quota
    % Variaz.
    Class. Paese 2004 2005 2006 2004 2005 2006 06/05
    0 Mondo 6,941.44 7,700.88 6,578.00 100 100 100 -14.58
    1 Messico 960.63 958.62 807.52 13.84 12.45 12.28 -15.76
    2 Cina 537.49 1,060.43 788.31 7.74 13.77 11.98 -25.66
    3 Bangladesh 263.54 343.97 437.14 3.8 4.47 6.65 27.09
    4 India 285.12 388.73 380.97 4.11 5.05 5.79 -2
    5 Honduras 467.74 499.63 312.32 6.74 6.49 4.75 -37.49
    6 Vietnam 256.94 272.15 300.85 3.7 3.53 4.57 10.54
    7 Indonesia 217.41 262.49 298.16 3.13 3.41 4.53 13.59
    8 Rep. Dominicana 331.52 365.56 264.85 4.78 4.75 4.03 -27.55
    9 Hong Kong 262.44 200.58 241.99 3.78 2.61 3.68 20.64
    10 Tailandia 176.92 213.82 207.48 2.55 2.78 3.15 -2.96
    11 Italia 221.30 224.35 185.33 3.19 2.91 2.82 -17.39
    Fonte: World Trade Atlas
    Importazioni USA Abbigliamento Donna in Gennaio-Aprile - Milioni di $ USA
    codice doganale HS 6204


    % Quota
    % Variaz.
    Class. Paese 2004 2005 2006 2004 2005 2006 06/05
    0 Mondo 9,641.72 10,566.44 10,444.55 100 100 100 -1.15
    1 Cina 1,666.85 2,745.23 2,592.65 17.29 25.98 24.82 -5.56
    2 India 454.26 611.36 779.52 4.71 5.79 7.46 27.5
    3 Indonesia 514.06 578.83 705.93 5.33 5.48 6.76 21.96
    4 Messico 938.99 824.57 632.99 9.74 7.8 6.06 -23.23
    5 Vietnam 323.46 376.14 490.96 3.36 3.56 4.7 30.53
    6 Hong Kong 574.58 365.74 416.63 5.96 3.46 3.99 13.92
    7 Cambodia 250.50 317.86 380.55 2.6 3.01 3.64 19.72
    8 Filippine 346.03 323.51 373.36 3.59 3.06 3.58 15.41
    9 Sri Lanka 295.85 371.83 366.79 3.07 3.52 3.51 -1.36
    10 Bangladesh 238.91 284.94 339.50 2.48 2.7 3.25 19.15
     
    17 Italia 194.84 193.50 169.40 2.02 1.83 1.62 -12.45
    Fonte: World Trade Atlas
    Importazioni USA Maglieria in Gennaio-Aprile - Milioni di $ USA
    codice doganale HS 61


    % Quota
    % Variaz.
    Class. Paese 2004 2005 2006 2004 2005 2006 06/05
    0 Mondo 8,682.06 9,499.82 9,465.36 100 100 100 -0.36
    1 Cina 853.11 1,631.41 1,294.99 9.83 17.17 13.68 -20.62
    2 Messico 919.60 808.00 720.30 10.59 8.51 7.61 -10.85
    3 Honduras 606.25 641.35 552.65 6.98 6.75 5.84 -13.83
    4 Guatemala 405.18 439.41 423.24 4.67 4.63 4.47 -3.68
    5 Vietnam 345.60 319.85 420.99 3.98 3.37 4.45 31.62
    6 Hong Kong 363.59 330.83 406.82 4.19 3.48 4.3 22.97
    7 India 196.48 282.47 403.81 2.26 2.97 4.27 42.96
    8 Indonesia 177.12 215.73 373.91 2.04 2.27 3.95 73.32
    9 Cambodia 165.47 208.95 341.72 1.91 2.2 3.61 63.54
    10 Tailandia 234.72 288.47 315.83 2.7 3.04 3.34 9.49
     
    27 Italia 119.44 106.83 96.40 1.38 1.12 1.02 -9.76
    Fonte: World Trade Atlas
    Importazioni USA Calzature in Gennaio-Aprile - Milioni di $ USA
    codice doganale HS 64


    % Quota
    % Variaz.
    Class. Paese 2004 2005 2006 2004 2005 2006 06/05
    0 Mondo 5,267.96 5,740.93 6,078.70 100 100 100 5.88
    1 Cina 3,565.14 4,017.41 4,341.82 67.68 69.98 71.43 8.08
    2 Italia 412.40 392.23 351.44 7.83 6.83 5.78 -10.4
    3 Brasile 369.76 368.21 318.31 7.02 6.41 5.24 -13.55
    4 Vietnam 141.07 204.79 309.80 2.68 3.57 5.1 51.27
    5 Indonesia 184.56 178.80 167.85 3.5 3.11 2.76 -6.12
    6 Tailandia 95.02 95.65 104.05 1.8 1.67 1.71 8.78
    7 Messico 77.36 68.52 83.95 1.47 1.19 1.38 22.53
    8 Spagna 81.58 72.20 63.89 1.55 1.26 1.05 -11.51
    9 India 39.21 47.31 59.16 0.74 0.82 0.97 25.05
    10 Rep. Dominicana 35.86 40.83 37.39 0.68 0.71 0.62 -8.44
    Fonte: World Trade Atlas
    Importazioni USA Pelletteria in Gennaio-Aprile - Milioni di $ USA
    codice doganale HS 42


    % Quota
    % Variaz.
    Class. Paese 2004 2005 2006 2004 2005 2006 06/05
    0 Mondo 2,108.19 2,356.14 2,587.70 100 100 100 9.83
    1 Cina 1,358.66 1,594.23 1,793.90 64.45 67.66 69.32 12.52
    2 Italia 169.90 186.22 202.01 8.06 7.9 7.81 8.48
    3 Francia 94.55 94.64 93.08 4.49 4.02 3.6 -1.64
    4 India 61.49 61.23 67.61 2.92 2.6 2.61 10.42
    5 Vietnam 33.19 41.87 44.23 1.57 1.78 1.71 5.63
    6 Indonesia 34.45 38.33 39.07 1.63 1.63 1.51 1.93
    7 Tailandia 46.54 42.49 38.32 2.21 1.8 1.48 -9.82
    8 Filippine 33.91 33.16 37.47 1.61 1.41 1.45 12.99
    9 Messico 42.86 38.14 31.66 2.03 1.62 1.22 -16.97
    10 Hong Kong 34.24 33.74 30.22 1.62 1.43 1.17 -10.45
    Fonte: World Trade Atlas
    Importazioni USA Pellami in Gennaio-Aprile - Milioni di $ USA
    codice doganale HS 41


    % Quota
    % Variaz.
    Class. Paese 2004 2005 2006 2004 2005 2006 06/05
    0 Mondo 290.77 290.05 286.65 100 100 100 -1.17
    1 Italia 67.42 61.72 66.05 23.19 21.28 23.04 7.02
    2 Brasile 38.04 33.20 41.45 13.08 11.45 14.46 24.87
    3 Argentina 40.08 44.75 39.35 13.78 15.43 13.73 -12.06
    4 Canada 18.95 19.84 22.64 6.52 6.84 7.9 14.08
    5 Messico 19.69 23.66 16.79 6.77 8.16 5.86 -29.05
    6 Rep. Dominicana 1.02 12.87 13.25 0.35 4.44 4.62 2.92
    7 Cina 25.57 16.00 12.12 8.79 5.52 4.23 -24.22
    8 Uruguay 13.59 11.11 9.59 4.67 3.83 3.35 -13.66
    9 Sud Africa 4.83 8.59 9.39 1.66 2.96 3.28 9.3
    10 Francia 3.67 3.75 6.06 1.26 1.29 2.11 61.71
    Fonte: World Trade Atlas
    Importazioni USA Occhiali in Gennaio-Aprile - Milioni di $ USA
    codice doganale HS 9004


    % Quota
    % Variaz.
    Class. Paese 2004 2005 2006 2004 2005 2006 06/05
    0 Mondo 344.16 383.29 439.52 100 100 100 14.67
    1 Cina 155.41 172.64 204.78 45.16 45.04 46.59 18.62
    2 Italia 100.86 123.91 148.82 29.31 32.33 33.86 20.1
    3 Taiwan 42.99 43.04 43.55 12.49 11.23 9.91 1.18
    4 Giappone 18.63 18.25 20.08 5.41 4.76 4.57 10.06
    5 Francia 8.12 6.44 5.12 2.36 1.68 1.17 -20.46
    6 Canada 3.15 3.52 3.25 0.92 0.92 0.74 -7.7
    7 Hong Kong 4.45 4.91 2.38 1.29 1.28 0.54 -51.56
    8 Austria 1.91 1.57 2.18 0.55 0.41 0.5 38.92
    9 Russia 0.01 0.08 1.91 0 0.02 0.44 2331.84
    10 Corea del Sud 2.04 1.95 1.82 0.59 0.51 0.41 -6.6
    Fonte: World Trade Atlas
    Importazioni USA Montature per occhiali in Gennaio-Aprile - Milioni di $ USA
    codice doganale HS 9003


    % Quota
    % Variaz.
    Class. Paese 2004 2005 2006 2004 2005 2006 06/05
    0 Mondo 228.01 224.52 255.25 100 100 100 13.69
    1 Cina 71.03 81.57 108.20 31.15 36.33 42.39 32.65
    2 Italia 70.40 73.91 79.08 30.87 32.92 30.98 7
    3 Giappone 26.96 15.13 15.18 11.82 6.74 5.95 0.33
    4 Corea del Sud 13.12 13.92 12.74 5.75 6.2 4.99 -8.46
    5 Austria 12.65 12.08 12.69 5.55 5.38 4.97 5.02
    6 Hong Kong 18.64 12.58 11.01 8.17 5.6 4.31 -12.44
    7 Francia 7.41 8.18 8.25 3.25 3.65 3.23 0.82
    8 Germania 2.61 2.12 1.69 1.15 0.95 0.66 -20.22
    9 Danimarca 0.59 0.45 1.40 0.26 0.2 0.55 209.52
    10 Romania - 0.01 1.15 0 0 0.45 20065
    Fonte: World Trade Atlas
    Importazioni USA Gioielli in metalli preziosi in Gennaio-Aprile - Milioni di $ USA
    codice doganale HS 7113


    % Quota
    % Variaz.
    Class. Paese 2004 2005 2006 2004 2005 2006 06/05
    0 Mondo 1,990.89 2,200.29 2,466.20 100 100 100 12.09
    1 India 408.06 450.29 586.69 20.5 20.47 23.79 30.29
    2 Cina 214.32 249.34 325.38 10.77 11.33 13.19 30.5
    3 Italia 309.58 271.85 265.20 15.55 12.36 10.75 -2.44
    4 Tailandia 223.59 228.81 264.75 11.23 10.4 10.74 15.71
    5 Hong Kong 144.39 131.88 146.03 7.25 5.99 5.92 10.73
    6 Messico 54.60 141.83 116.56 2.74 6.45 4.73 -17.82
    7 Turchia 110.09 130.07 116.00 5.53 5.91 4.7 -10.82
    8 Rep. Dominicana 73.29 70.42 78.68 3.68 3.2 3.19 11.73
    9 Francia 40.99 54.74 64.61 2.06 2.49 2.62 18.04
    10 Israele 62.59 66.86 61.44 3.14 3.04 2.49 -8.12
    Fonte: World Trade Atlas
    Importazioni USA Orologi in Gennaio-Aprile - Milioni di $ USA
    codice doganale HS 91


    % Quota
    % Variaz.
    Class. Paese 2004 2005 2006 2004 2005 2006 06/05
    0 Mondo 1,028.74 1,121.71 1,098.51 100 100 100 -2.07
    1 Svizzera 463.14 539.14 540.54 45.02 48.07 49.21 0.26
    2 Cina 190.29 199.11 189.63 18.5 17.75 17.26 -4.76
    3 Giappone 199.24 195.29 185.86 19.37 17.41 16.92 -4.82
    4 Tailandia 41.45 45.42 41.65 4.03 4.05 3.79 -8.31
    5 Messico 30.61 34.21 35.66 2.98 3.05 3.25 4.23
    6 Hong Kong 23.51 30.36 33.77 2.29 2.71 3.07 11.26
    7 Filippine 17.46 20.58 17.05 1.7 1.84 1.55 -17.14
    8 Germania 15.95 15.76 11.98 1.55 1.41 1.09 -24.02
    9 Italia 6.91 7.92 11.07 0.67 0.71 1.01 39.74
    10 Francia 5.74 4.80 5.58 0.56 0.43 0.51 16.31
    Fonte: World Trade Atlas
    Importazioni USA Profumeria, Cosmetica in Gennaio-Aprile - Milioni di $ USA
    codice doganale HS 33


    % Quota
    % Variaz.
    Class. Paese 2004 2005 2006 2004 2005 2006 06/05
    0 Mondo 1,785.90 2,122.31 2,203.70 100 100 100 3.84
    1 Irlanda 540.91 654.81 698.32 30.29 30.85 31.69 6.64
    2 Francia 353.78 393.96 406.41 19.81 18.56 18.44 3.16
    3 Canada 255.48 272.97 288.76 14.31 12.86 13.1 5.78
    4 Italia 90.26 122.16 129.67 5.05 5.76 5.88 6.14
    5 Regno Unito 88.40 99.16 120.31 4.95 4.67 5.46 21.33
    6 Cina 58.31 79.50 90.20 3.27 3.75 4.09 13.46
    7 Messico 31.78 44.04 61.05 1.78 2.08 2.77 38.63
    8 Germania 67.40 73.81 56.61 3.77 3.48 2.57 -23.3
    9 Spagna 34.84 54.35 54.89 1.95 2.56 2.49 0.99
    10 Giappone 38.22 30.89 35.82 2.14 1.46 1.63 15.96
    Fonte: World Trade Atlas
    Importazioni USA Filati e tessuti in lana in Gennaio-Aprile - Milioni di $ USA
    codice doganale HS 51


    % Quota
    % Variaz.
    Class. Paese 2004 2005 2006 2004 2005 2006 06/05
    0 Mondo 102.05 106.22 102.30 100 100 100 -3.69
    1 Italia 29.94 28.50 26.35 29.34 26.83 25.76 -7.55
    2 Regno Unito 9.33 9.67 9.11 9.14 9.11 8.9 -5.84
    3 Nuova Zelanda 10.09 10.62 8.84 9.89 10 8.64 -16.77
    4 Messico 7.23 8.30 8.61 7.08 7.81 8.42 3.77
    5 Cina 2.20 5.77 8.17 2.16 5.44 7.99 41.6
    6 Australia 5.82 7.14 7.74 5.7 6.73 7.57 8.37
    7 Canada 11.68 10.35 6.30 11.44 9.74 6.15 -39.15
    8 Germania 2.65 3.35 3.56 2.6 3.16 3.48 6.13
    9 Peru 1.15 2.70 2.99 1.13 2.55 2.92 10.59
    10 Corea del Sud 3.39 3.22 2.55 3.32 3.03 2.49 -20.94
    Fonte: World Trade Atlas
    Importazioni USA Filati e tessuti in cotone in Gennaio-Aprile - Milioni di $ USA
    codice doganale HS 52


    % Quota
    % Variaz.
    Class. Paese 2004 2005 2006 2004 2005 2006 06/05
    0 Mondo 676.65 599.95 528.74 100 100 100 -11.87
    1 Pakistan 161.62 128.50 136.30 23.89 21.42 25.78 6.07
    2 Cina 56.80 63.52 71.78 8.39 10.59 13.58 13
    3 Italia 52.34 54.15 45.84 7.74 9.03 8.67 -15.34
    4 Corea del Sud 38.57 41.03 37.99 5.7 6.84 7.18 -7.41
    5 India 26.64 25.37 27.49 3.94 4.23 5.2 8.38
    6 Messico 59.07 54.65 25.00 8.73 9.11 4.73 -54.26
    7 Giappone 31.45 30.34 24.66 4.65 5.06 4.66 -18.73
    8 Indonesia 19.30 15.73 21.26 2.85 2.62 4.02 35.16
    9 Canada 45.91 31.07 16.88 6.78 5.18 3.19 -45.66
    10 Taiwan 23.71 18.16 16.43 3.5 3.03 3.11 -9.52
    Fonte: World Trade Atlas
    Importazioni USA Filati e tessuti in seta in Gennaio-Aprile - Milioni di $ USA
    codice doganale HS 50


    % Quota
    % Variaz.
    Class. Paese 2004 2005 2006 2004 2005 2006 06/05
    0 Mondo 90.34 97.67 91.76 100 100 100 -6.05
    1 India 33.32 33.65 33.20 36.88 34.45 36.18 -1.32
    2 Cina 18.76 22.62 23.75 20.77 23.16 25.88 4.98
    3 Italia 17.97 19.05 14.54 19.89 19.5 15.85 -23.67
    4 Corea del Sud 9.91 9.39 10.38 10.97 9.61 11.32 10.57
    5 Regno Unito 3.50 5.19 4.07 3.88 5.32 4.43 -21.72
    6 Tailandia 1.82 1.98 1.58 2.02 2.03 1.72 -20.49
    7 Francia 1.82 1.54 1.35 2.01 1.58 1.47 -12.53
    8 Giappone 0.39 1.51 0.64 0.43 1.55 0.7 -57.55
    9 Svizzera 0.56 0.68 0.53 0.62 0.7 0.57 -22.33
    10 Germania 0.50 0.14 0.50 0.55 0.15 0.54 249.04
    Fonte: World Trade Atlas