MAGGIO 2004 | Newsletter | Volume 1 | Numero 28 
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Il Ministro Frattini, in visita istituzionale in USA, incontra la business community italiana

franttiniIl Ministro per gli Affari Esteri italiano On. Franco Frattini, in occasione della sua visita istituzionale in USA, che ha previsto riunioni con i massimi vertici dell'amministrazione USA a Washington DC e con Kofi Annan presso la sede delle Nazioni Unite, ha incontrato presso la sede del Consolato d'Italia a New York la comunita'd'affari italiana.

All'incontro, organizzato dal Consolato Generale d'Italia e dall'ICE di New York, hanno partecipato i rappresentanti delle piu' affermate aziende italiane in USA dei settori della moda, dell'arredamento, dell'alimentare, dei trasporti insieme ad esponenti del mondo della finanza, delle banche e dell'arte. Ad una platea di oltre 100 persone il Ministro Frattini ha confermato il forte impegno del Governo, in coordinamento con l'ICE, l'Enit ed il sistema camerale, a sostenere le imprese italiane all'estero ed ha individuato tre linee guida per le strategie di penetrazione in USA.

La prima linea guida prevede l'allargamento delle attivita' delle aziende italiane anche alle aree periferiche degli USA, non limitandosi esclusivamente alla citta' di New York, che pure resta il centro del business del paese. Il Ministro ha ricordato che il Governatore del Texas, nel corso della sua recente visita in Italia, ha richiesto una maggiore presenza italiana nel suo Stato. Analoga richiesta verra' fatta dal Governatore della California in occasione della sua prossima missione in Italia.

La seconda linea guida consiste nell'ampliamento dell'offerta italiana anche a settori diversi da quelli per cui l'Italia e' universalmente nota. In Italia esistono infatti punte di eccellenza in settori ancora poco conosciuti all'estero.

Terza ed ultima linea guida e' la valorizzazione dell'alta tecnologia italiana, ricca di potenzialita' ed in grado di competere con i maggiori players mondiali.

Il Ministro ha anche ribadito l'impegno del Governo alla realizzazione degli Sportelli Unici all'estero come strumento per razionalizzare la presenza delle Istituzioni italiane all'estero ed evitare sovrapposizioni e duplicazioni.

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Cresce l'influenza della tecnologia nella moda

modatecnoAnche la moda non resta immune da quella che gli scienziati definiscono la "cyber evolution", cioe' l'ingresso della tecnologia in tutti gli aspetti della vita quotidiana moderna.

Moda, tecnologia e design sembrano ormai fondersi e gli stilisti includono sempre di piu' applicazioni tecnologiche nelle loro creazioni.

A differenza degli altri settori, pero', nella moda non sempre e' chiaro il contenuto tecnologico di un prodotto.

Proprio le innovazioni tecnologiche hanno consentito a grandi catene di retailers, tipo H&M e Zara, che si rivolgono ad un mercato di massa, di produrre velocemente ed a basso costo capi all'ultima moda. L'uso di macchinari d'avanguardia ha reso possibile migliorare le tecniche di rifinitura e decorazione dei capi anche se i risultati, come ad esempio i ricami romantici ed i tagli in stile elisabettiano effettuati con il laser, sono ben lontani dal sembrare frutto di tecniche avanzate.

Piu' evidente il contenuto tecnologico nelle collezioni di Miuccia Prada che, per la prossima primavera ed autunno ha scelto di accostare lo stile romantico con quello futuristico, mescolando stampe ispirate al settecento con applicazioni provenienti dal mondo dei robot e con eccentrici motivi che ricordano le icone dei videogiochi degli anni ottanta. Anche i negozi Prada di New York e Tokio ed il prossimo di Los Angeles dimostrano tutti l'accentuazione dell'elemento tecnologico nelle creazioni della stilista.

L'influenza della tecnologia sulla moda e' oggi talmente forte che un numero sempre maggiore di aziende sta investendo nella ricerca e nello sviluppo di tessuti "tecnici". Nel mondo della moda e dell' haute couture, in particolare, gli stilisti hanno sempre considerato di pari importanza l'high tech e la lavorazione a mano: entrambi, infatti, sono mezzi per la creazione di prodotti unici ed originali.

In un'intervista a WWD (Women's Wear Daily) lo stilista Karl Lagerfeld ha recentemente affermato che, nonostante nella moda si stia vivendo un periodo "da mercato delle pulci" e di reinterpretazioni retro', e' di vitale importanza per gli stilisti rimanere aggiornati sugli ultimi sviluppi tecnologici in tutti i campi, dagli apparecchi elettronici per uso personale ai piu' nuovi macchinari per la lavorazione a maglia.

Lui stesso l'anno scorso ha convertito la sua collezione di 60.000 CD in formato mp3 inserendoli nel sistema di memoria di un iPod. E sempre l'iPod ha ispirato Lagerfeld a disegnare degli astucci porta-iPod per il marchio Fendi, che potrebbero in futuro ispirare i nuovi materiali e le forme per le linee di abbigliamento.

Famoso per non nutrire un rispetto reverenziale nei confronti del passato, Lagerfeld ha recentemente esplorato nella collezione Fendi abbinamenti mai visti prima di pelliccia e plastica ed ha presentato capi sportivi per lo sci, in materiali high tech, sulle passerelle di Chanel e Lagerfeld Gallery.

L'introduzione di macchinari piu' avanzati, aggiunge Lagerfeld, ha ampliato le capacita'espressive degli stilisti, come, per esempio, l'uso del laser per tagliare il pellame, che ha reso possibile ottenere la riproduzione anche sulla pelle di disegni per pizzi.

Bisogna anche tenere presente, pero', che spesso le aziende della moda sono riluttanti ad adottare tecnologie troppo avanzate, perche' il loro impiego fa lievitare i costi di produzione. Inoltre capita spesso che le aziende non dispongano delle risorse umane specializzate per sperimentare le innovazioni tecnologiche.

Gli artisti e gli stiliti delle grandi firme non sono i soli ad incoraggiare la convergenza tra tecnologia e moda: anche le aziende produttrici di capi d'abbigliamento sportivo e casual hanno da tempo compreso i vantaggi dell'high tech.

Marchi come Levi Strauss, Burton Snowboards ed O'Neill Inc. sono stati tra i primi a sperimentare l'uso di tessuti tecnici per dare nuove funzionalita'ai capi da loro prodotti.

L'anno scorso la Burton ha introdotto sul mercato l'Amp Jacket a 499 dollari, un giaccone da snowboard in materiale Gore-Tex waterproof concepito per essere usato esclusivamente con l'iPod. L' Amp ha incorporata una tasca per contenere l'iPod ed un pannello di controllo inserito nella manica che consente agli appassionati di snowboard di ascoltare la musica mentre scivolano sulla neve senza doversi togliere i guanti.

Il dipartimento di ricerche e sviluppo della Levi Strauss da due anni si occupa di cercare nuovi materiali, fibre e design per migliorare la qualita' dei propri capi. Innovazioni come i tessuti anti-macchia ed anti-odore, introdotti dalla Levi Strauss, si sono ormai assicurati un posto nel guardaroba maschile.

Non bisogna pero' pensare che l'influenza della tecnologia sulla moda sia un fenomeno recente. In realta' ancora nel lontano 1823 l'impermeabile e' nato grazie all'innovazione di un tessuto resistente all'acqua brevettato dal chimico Charles Macintosh.

Ad opporre resistenza all'introduzione della tecnologia nella moda sono essenzialmente due categorie: gli amanti delle lavorazioni artigianali fatte a mano e le donne che, sull'aspetto tecnologico, privilegiano la valorizzazione della figura.

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La Fashion Week e la settimana mercato fanno di Los Angeles il centro degli acquisti per la costa Ovest degli USA

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Dal 29 marzo al 2 aprile 2004 si e' tenuta a Los Angeles la terza edizione della Los Angeles Fashion Week, la prima organizzata in partnership da Smashbox Studios, organizzatori della Smashbox Fashion Week Los Angeles, e 7th on Sixth, organizzatori della Mercedez-Benz Shows L.A. e della settimana della moda di New York.

A seguito della partnership, la nuova Fashion Week ha abbandonato la tradizionale sede dello Standard Downtown per concentrarsi all'interno degli Smashbox Studios di Culver City.

Caratteristica della nuova edizione e' stata la riduzione del numero degli stilisti previsti in calendario. Soltanto 36 designers, la meta' rispetto all' edizione precedente, hanno sfilato a questa edizione. Gli organizzatori hanno infatti dichiarato di volersi focalizzare sulla qualita', piuttosto che sulla quantita'.

Quattro designers sono stati anche sponsorizzati ufficialmente. Si e' trattato di Richard Tyler, Eduardo Lucero, Pegah Anvarian e Lloyd Klein, ritenuti particolarmente promettenti ed interessanti.

Caratteristica delle sfilate di Los Angeles e' che richiamano un gran numero di star del mondo del cinema, aggiungendo un tocco di glamour tutto hollywoodiano agli show.

Non sono comunque mancati i buyers, tra cui Saks Fifth Avenue, Henri Bendel, Barneys New York e Nordstrom, alla ricerca di novita' per una clientela giovane e sofisticata.

Per quei marchi che non hanno presentato le collezioni in passerella, sono state messe a disposizione delle suite all' interno dell'hotel Mondrian in modo da poter presentare le proprie linee in un ambiente piu'intimo dove accogliere i buyer, la stampa e le celebrita' presenti.

Conclusasi la Los Angeles Fashion Week, hanno avuto inizio le fiere specializzate per il settore abbigliamento e calzature. Designers & Agents, Brithe, L.A. Shoe Show e the Bank hanno reso la citta' di Los Angeles meta preferita per gli acquisti.

Positive le reazioni di compratori e venditori a tutte le diverse fiere. Hanno partecipato a L.A. Shoe Show circa 150 aziende che hanno presentato piu' di 270 linee di calzature mentre l'ENK Brighte Show, svoltosi al California Market Center, ha contato sulla presenza di circa 160 espositori, che si sono dichiarati piu' che soddisfatti degli ordini piazzati durante la fiera.

Tra le ultime tendenze viste in passerella e nelle fiere di Los Angeles per l'autunno 2004, emerge il ritorno di una moda retro' tutta ispirata al glamour degli anni '50: ecco quindi un'invasione di mantelline e stole in lana o in pelliccia sintetica, di poncho lavorati a maglia da indossare sopra abitini leggeri in chiffon o seta rubati al mondo della lingerie. Per il giorno vanno le giacche corte in lana boucle'o in tweed abbinate a gonne gessate con le pieghe e per le piovose giornate autunnali ritorna il trench, l'impermeabile in tutte le sua varianti.

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Marc Jacobs si espande a Los Angeles e sceglie Melrose Avenue per i suoi nuovi punti vendita.

Marc Jacobs dopo aver contribuito a lanciare la via Bleecker Street di New York come nuovo epicentro delle griffes piu' di tendenza, ha scelto l'angolo compreso tra Melrose Avenue e Melrose Place come futura sede per i suoi due nuovi punti vendita di Los Angeles.

marc_jacobs Il designer ha appena concluso un contratto di affitto per quattro palazzi situati tra Melrose Avenue e Melrose Place che ospiteranno rispettivamente le boutiques delle collezioni Marc Jacobs e Marc by Marc Jacobs, uno studio VIP dedicato ai clienti celebri e l'ufficio stampa.

Il palazzo principale, una struttura ricoperta di edera che occupa una superficie di circa 325 metri quadrati situata all'incrocio tra Melrose Avenue e Melrose Place, ospitera' le collezioni pret-a-porter uomo e donna e le linee di calzature ed accessori, mentre lo spazio di circa 233 metri quadrati che sorge dal lato opposto di Melrose Avenue esporra' i capi di Marc by Marc Jacobs.

Lo stilista ha optato per la zona di Merlose Avenue, preferendola alle vie piu' tradizionali dello shopping di Los Angeles, come Rodeo Drive, proprio perche'questa si sta lentamente trasformando nella strada piu'chic della citta'proponendosi come nuova meta per chi e' a caccia delle ultime tendenze.

Le due nuove boutiques di Marc Jacobs si affiancheranno agli altri negozi gia'presenti in questa via, famosa finora sopratutto per i suoi ristoranti ed i negozi di antiquariato, che ha gia' cominciato ad attrarre nuovi nomi della moda come Retrospects, Tracy Feith ed Henry Beguelin. Sembra che altri stilisti, come ad esempio Marni, abbiano intenzione di seguire l'esempio di Marc Jacobs e contribuire a fare di Melrose Avenue la Bleecker Street di Los Angeles.

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Come vendere ai department stores: i suggerimenti di Henri Bendel

henri_bendelHenri Bendel e' l'esclusivo negozio sulla Quinta Avenue tappa obbligatoria per gli appassionati di shopping e meta ambita per tutti i giovani stilisti che desiderano inserirsi nel mondo della moda. Da sempre Bendel's e' sinonimo di capi all'ultima moda, di creativita' e di nuovi talenti. Famosi stilisti come Anna Sui e Todd Oldham devono la loro notorieta' al celebre negozio newyorkese.

Riuscire ad esporre le proprie collezioni da Bendel's sembra impossibile a molti nuovi designer spesso intimiditi dalla sua fama, ma in realta' e' piu' facile di quanto si pensi. "Noi viaggiamo in continuazione alla ricerca di nuovi talenti," ha recentemente dichiarato Scott Tepper, direttore del settore moda di Bendel's, al quotidiano online Fashion Week Daily, spiegando come lui ed il suo team siano interessati a collezioni che si distinguono per creativita' ed originalita'.

Oltre a partecipare alle note settimane della moda di New York, Milano e Parigi, il team di Tepper si reca al di fuori dalle tappe obbligatorie del circuito della moda delle grandi firme per dirigersi in luoghi come Melbourne, San Paolo del Brasile, Nuova Zelanda e Barcellona, che si rivelano spesso essere fucine di nuovi talenti.

"Cerchiamo di visitare tutte quelle citta' dove siamo sicuri che sappiano usare le macchine da cucire" ha detto Tepper. "Quest'anno torneremo in Australia a maggio ed andremo in Svezia alla fine di luglio."

Il team di Tepper non assiste esclusivamente a sfilate, concorsi o festival talvolta accetta di vedere le collezioni di stilisti emergenti allestite in improvvisati showrooms come, per esempio, in piccoli appartamenti od in parcheggi.

Due volte l'anno Bendel's organizza una Open See aperta a tutti i giovani stilisti interessati a presentare le loro collezioni, che vanno dalle linee d'abbigliamento ed accessori fino ai gioielli, nella speranza di vederle messe in vendita all'interno del famoso negozio.

Come spiega Tepper, da Bendel's si espongono quelle collezioni che meglio rispecchano lo stile del negozio.

"Cerchiamo sopratutto quei modelli in tessuti stampati e colorati che abbiano un'impronta di originalita' e freschezza," ha spiegato Tepper. I modelli esposti da Bendel's si contraddistinguono per la loro l'unicita': cosi' stili femminili si sposano con tessuti stampati, che si ispirano al mondo della grafica o che rubano forme e colori dai computer. Il comune denominatore dei modelli e' proprio l'uso del colore: tonalita' vivaci e nuances accese rallegrano i capi d'abbigliamento e gli accessori.

Tepper, con il suo fiuto nello scovare talenti, ha portato al successo numerosi stilisti come ad esempio Rick Owens che, sconosciuto fino a pochi anni fa, oggi sfila a New York e Parigi e le sue collezioni ottengono sempre l'approvazione della stampa specializzata.

Ma alla fine i veri giudici del talento di un nuovo stilista sono le clienti di Bendel's, donne che non appartengono ad una specifica fascia d'eta', ma che hanno in comune l'amore per i colori e per i tessuti stampati e che prediligono i capi giovanili ed un po' eccentrici, donne che, come ha spiegato Tepper, "vengono nel negozio solo per sorridere."

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Risultati sorprendenti dal mercato degli over 50

Come riportato in un articolo sul mensile americano Accessories, il mondo della moda si rivolge principalmente ad un pubblico giovane spesso ignorando una fetta di mercato che potrebbe offrire nuove opportunita'di sviluppo: quella degli "over 50".

Secondo le piu' recenti rilevazioni, invece, questa larga fascia della popolazione che comprende la cosiddetta generazione dei "Baby Boomers" [i nati dopo la fine della seconda guerra mondiale in pieno boom economico ndr] ed i senior (over 75), risulta avere un forte potere d'acquisto.

Sorprende quindi che il mondo della moda e gli esperti di marketing non dirigano i loro sforzi verso la conquista di questa fascia di mercato troppo a lungo trascurata.

Negli Stati Uniti, il mercato degli "over 50" comprende 77 milioni di persone pari a circa il 27 per cento della popolazione americana e costituisce il 37 per cento della popolazione adulta. L'istituto di statistica statunitense ha previsto che entro il 2010 ci saranno quasi 100 milioni di Americani sopra i 55 anni d'eta' e la cifra salira' a 114 milioni entro il 2020. Secondo le piu' recenti statistiche, questo gruppo di popolazione spende circa 1.600 miliardi di dollari ogni anno.

Come spiega Kurt Medina, esperto del mercato "maturo" e presidente della Medina Associates, una compagnia di consulenza di direct marketing, la categoria degli "over 50" e' talmente vasta che viene suddivisa in tre gruppi: i pre-pensionati (50-62), i pensionati "attivi"(62-75) ed i senior (oltre i 75).

La prima fascia include coloro i quali, pur lavorando, si stanno avvicinando al momento del pensionamento; il secondo gruppo comprende coloro i quali pur essendo gia' pensionati, si dedicano ad hobby e viaggiano mantenendo cosi'un ritmo di vita piuttosto attivo; infine l'ultima categoria abbraccia la fascia degli anziani che non si considerano tali se non solo dopo gli 80 anni.

"Al giorno d'oggi il problema per gli esperti di marketing e'capire il modo di pensare ed i bisogni dei senior," ha detto Medina. "Poiche'la maggior parte dei marketer sono generalmente giovani, per loro e'molto piu'facile identificarsi con un'audience piu'vicina alla loro eta'."

Da uno studio realizzato dalla WSL Strategic Retail sui consumi degli Americani, emerge che nel 2002 il settore moda ha registrato un modesto incremento di acquisti (+8%) da parte degli over 50.

"Questo non significa che i consumatori senior abbiano perso interesse per la moda" ha spiegato Candace Corlett, socia della WSL Strategic Retail, in un'intervista con il mensile americano Accessories. "Sono scoraggiati dal fatto che pochi prodotti siano indirizzati alla loro fascia d'eta'."

Secondo Corlett l'unico modo per attirare l'attenzione delle consumatrici over 50 e'quello di offrire loro prodotti che siano "senza eta`", come avviene per esempio per gli accessori che, essendo disponibili in un'unica taglia e quindi adatti a tutti, sono particolarmente apprezzati. Le sciarpe, per esempio, vengono indossate con piacere perche' oltre ad aggiungere un tocco di classe nascondono allo stesso tempo le imperfezioni di un collo non piu'giovane.

Per quanto riguarda l'abbigliamento femminile in particolare, la donna over 50 cerca dei capi che abbiano stile ed eleganza, ma che siano anche confortevoli ed adatti alle forme del corpo. Cio'si traduce in una domanda di capi di vestiario che siano larghi e confortevoli, concepiti per nascondere i difetti dovuti all'avanzare dell'eta'. Borse piu' capienti, scarpe comode a tacco basso e colori piu'audaci sono alcune delle tendenze della moda per un pubblico maturo.

"La donna over 50 vuole vestirsi bene pero' non e' piu' disposta a sacrificare la comodita' al bisogno di seguire i diktat di una moda rivolta principalmente alle giovani. Purtroppo i negozi specializzati in abbigliamento per "over 50" sono molto pochi", ha detto Corlett.

Un'idea errata su questa fascia di mercato e'che i consumatori siano poco propensi al cambiamento e quindi non siano ricettivi alle nuove mode.

Come fa notare Medina, contrariamente all'opinione comune, questo gruppo, che si trova ad affrontare tutti i cambiamenti che l'avanzare dell'eta' comporta, sta assumendo un atteggiamento sempre piu'aperto verso nuove idee e stili di vita.

"I giovani comprano un prodotto perche'e'nuovo, mentre i senior acquistano un determinato articolo perche'ne hanno bisogno," ha spiegato Medina. L'errore dei pubblicitari e'quello di rivolgersi esclusivamente ai giovani, mentre i consumatori piu' anziani sono talvolta ridicolizzati dal mondo della pubblicita' che li presenta in maniera stereotipata all'interno di campagne pubblicitarie che vengono sovente percepite come offensive.

over_50_inset Proprio in reazione a tutto cio'la AARP (Assosiazione dei Pensionati Americani) ha intrapreso una campagna per persuadere gli specialisti del marketing a rivolgersi ai consumatori piu'maturi ed a comprare spazi pubblicitari sulla rivista AARP Magazine, che raggiunge circa 22 milioni di case americane.

Secondo l'AARP, i retailers e le agenzie pubblicitarie che vogliono rivolgersi al pubblico dei senior dovrebbero innanzitutto comprenderne meglio i bisogni. Infatti i senior sono meno propensi dei giovani ad essere influenzati dalla popolarita' di un prodotto, che scelgono invece esclusivamente in base alle loro necessita' reali.

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In difficolta' i negozi di calzature per bambino in USA

Secondo uno studio effettuato dalla rivista specializzata Footwear News, i negozi indipendenti di calzature per bambini non riescono piu' a fare fronte all'aggressiva concorrenza dei grandi magazzini e delle catene di negozi "discount" e sono costretti a chiudere o a diversificare.

Quei negozi ancora in attivita' rilevano una omologazione di prodotto tra boutique e negozi discount con, in particolare, un aumento della domanda di scarpe da ginnastica a basso costo.

Nonostante cio' pero', le statistiche piu' recenti hanno rivelato quanto potenziale vi sia ancora nel mercato dei prodotti per bambini. Negli Stati Uniti vi sono circa 40 milioni di bambini sotto i nove anni e, stando ai dati raccolti dalla societa' di ricerca NPD Group sulle abitudini dei consumatori nel settore moda, i genitori americani hanno speso nel 2003 circa 5,2 miliardi di dollari in calzature per i loro figli, una cifra maggiore rispetto ai 4,7 miliardi spesi nel 2002.

Raggiungere questa fascia di mercato e' pero' divenuto piu'arduo che in passato. Al giorno d'oggi i genitori, non piu'incoraggiati dai pediatri a rivolgersi a negozi specializzati nella vendita di calzature per i bambini, optano per l'acquisto di scarpe che rispondono ad altri criteri, come le scelte dei bambini e la convenienza economica. Si riducono quindi gli acquisti di scarpe di qualita' e si prediligono gli acquisti nei negozi discount o via Internet. Tra la proliferazione di articoli a prezzi piu' bassi nei negozi discount e la vendita di merce a prezzo notevolmente scontato nei grandi magazzini, non sorprende che la maggior parte dei genitori scelga la convenienza rispetto, talvolta, alla qualita'. Secondo i dati raccolti dall'NPD, lo scorso anno i negozi discount hanno incassato un terzo dell'ammontare di tutti gli acquisti effettuati nel settore delle calzature per bambini.

Per i retailer che vendono calzature a prezzi superiori ai 40 dollari, il lavoro si fa piu' arduo e devono cercare di convincere il cliente che la qualita' del prodotto ne giustifica l'alto costo.

Bill Boettge, presidente della NSRA (Associazione Nazionale dei Dettaglianti di Calzature), ha commentato: "La deflazione dei prezzi delle calzature e'causata dalle grandi catene di negozi discount come Wal-Mart, che hanno un impatto cosi' forte sul mercato da costringere i piccoli rivenditori ad adeguarsi di conseguenza."

Non sono pero' soltanto i negozi discount ad aggiudicarsi una buona fetta del mercato delle calzature per bambini. Secondo i dati di NPD, al secondo posto si trovano i negozi specializzati nella vendita di articoli sportivi di marca. "Sin dalla tenera eta', i bambini vogliono fare acquisti in questo tipo di negozi perche' i piccoli retailers non offrono una vasta scelta di scarpe sportive," ha dichiarato Boettge. "I negozi che vendono calzature sportive, da quelle di marchi piu' famosi come Nike e Reebok a quelle piu' di tendenza come Skechers e Keds, attualmente costituiscono il 75 per cento del totale delle vendite nel settore delle calzature per bambini."

Per aiutare i piccoli negozianti, i produttori hanno cominciato ad offrire ai retailers del settore articoli piu' esclusivi.

"Il mondo dei piccoli negozianti e'cambiato," ha fatto notare Mark Kohlenberg, presidente della Elefanten USA a Port Washington. "L'importante e'crearsi una nuova identita'sul mercato ed offrire un qualcosa di differente ed unico in termini di prodotto, servizio ed atmosfera."

A questo scopo, la Elefanten USA ha cominciato ad offrire ai suoi rivenditori non semplicemente un marchio, ma un nuovo "concept". I prodotti vengono esposti in vetrina su display colorati e l'interno del negozio e'ravvivato da disegni e pannelli multicolori.

"Questo settore comporta piu' sfide perche' non ha la flessibilita' dei prezzi che ha il settore delle calzature da donna," ha detto Kohlenberg. "Mentre i prodotti per le donne possono costare dai 50 ai 300 dollari, quelle destinati ai bambini devono avere un prezzo compreso tra i 30 ed i 60 dollari."

Alcuni dettaglianti indipendenti, che, per incrementare le loro attivita' si sono specializzati nella vendita di calzature ad alto costo prodotte in Europa - introvabili nelle grandi catene di negozi – ora si trovano costretti ad aumentare i prezzi a causa dell'indebolimento del dollaro rispetto all' euro.

Per evitare un calo nelle vendite, alcune aziende hanno preferito subire momentaneamente delle perdite piuttosto che aumentare i prezzi in maniera troppo repentina.

"Abbiamo leggermente aumentato i prezzi," ha detto Bill LaRossa, il proprietario della LaRossa Shoe Corp., distributore esclusivo su suolo americano delle calzature Primigi. "Ma non possiamo continuare all'infinito a subire delle perdite."

Altre aziende cercano invece di fare fronte a questa situazione riducendo i costi di produzione. Per esempio, l' azienda inglese Buckle My Shoe, che in passato produceva interamente in Italia, ha esteso la produzione anche a Bulgaria, Spagna, Messico ed Oriente dove la manodopera e' meno cara.

Altre aziende stanno lanciando sul mercato nuove collezioni a prezzi piu' contenuti.

"E' tutta colpa del rincaro dell'euro", ha detto Fontana della Fancy Feet che, nel 2002, ha rilanciato la collezione Shoe Be Too a prezzi piu' ridotti. L'azienda e' riuscita a continuare a produrre in Italia utilizzando pellami di qualita' inferiore ed impiegando la manodopera di grandi fabbriche italiane. Allo stesso tempo pero' Fancy Feet sta considerando l'idea di spostare una parte della produzione in paesi come la Cina e l'India per ridurre ulteriormente i costi.

Cosa riserva dunque il futuro per i piccoli dettaglianti del settore?

Come sostiene David Helter titolare della D&S Associates, una ditta di consulenza che annovera tra i suoi clienti aziende come Kinderland e Badorf Shoe Co. bisogna che i piccoli negozianti comprendano che vi sara' sempre una domanda, pur ridotta, di calzature europee d'alto costo.

"Il consumatore americano apprezza e riconosce la qualita' dei prodotti europei e quando il dollaro recupera' il suo valore sull'euro, il giro d'affari tornera' ad essere quello di una volta," ha detto Helter. " Nel frattempo altri paesi produttori di calzature, come il Brasile, guadagneranno terreno sul mercato americano."

Inoltre Helter consiglia ai piccoli rivenditori di differenziarsi dalle grandi catene di negozi, offrendo sia prodotti unici sia un servizio migliore che si adatti alle esigenze dei loro clienti.

Infine, conclude Boettge della NSRA, e' necessario che i negozianti di calzature da bambino sappiano anticipare le nuove tendenze del mercato analizzando meglio il profilo demografico e psicografico dei loro consumatori.

"Il rivenditore deve offrire merce di qualita', ampia disponibilita' di taglie ed un servizio clienti efficiente che attiri quei consumatori che vogliono spendere piu' di 12,99 dollari per un paio di scarpe," ha detto Boettge.
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Trionfo della calzetteria nelle collezioni del prossimo autunno

Lo scorso autunno l'inaspettato successo di calze e collant colorati ha stupito tutti. Gli stessi negozianti, colti di sorpresa da tale successo, si sono trovati improvvisamente a corto di scorte.

Per l'autunno 2004 invece non dovrebbero esserci sorprese: la parola d'ordine e' calze, calze ed ancora calze. Colorate, a rete, autoreggenti, a rombi, a fantasia, le calze ed i collant saranno il must della prossima stagione.

Finalmente le donne vedono le calze come un accessorio al quale dedicare sempre maggiore attenzione.

Le calze a rete, cosi' alla moda nella scorsa stagione, ormai sono considerate pezzi basic da tutti i produttori di calzetteria che ora si stanno concentrando sulla creazione di nuovi stili, utilizzando nuovi colori e materiali.

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Alcune marchi come DKNY, prodotto da Sara Lee, hanno presentato nuove collezioni di collant dalle trame piu'spesse a dai nuovi intrecci mentre altri, come Levante, hanno riproposto la calza a rete in nuove silhouettes. La nuova moda di indossare diversi strati di calze (nata anche dal bisogno di proteggersi da inverni sempre piu' rigidi) si arricchisce di nuovi pezzi per l'autunno 2004. DKNY ha presentato cinque articoli in differenti colori, texture ed intrecci che possono essere abbinati a seconda dei gusti: la scelta e' tra scaldamuscoli di varie lunghezze, calzettoni al ginocchio in cotone jersey e calze di lana dai colori sgargianti.

Le nuove collezioni mescolano motivi geometrici e fantasie tipiche delle calze da uomo rese femminili dall'utilizzo di tonalita'accese. Il colore e' il vero protagonista delle nuove collezioni e la nuance predominante e' il rosso in tutte le sue tonalita', dal rosa all'intenso borgogna, e secondo gli esperti sara' l'hit della prossima stagione.

Molte aziende del settore fanno notare come il crescente interesse dei consumatori in calze e collant all'ultima moda abbia determinato anche un aumento delle vendite di articoli piu' basic. Infatti se una cliente si reca in un negozio alla ricerca dell'articolo piu' di tendenza, e' facile che acquisti anche un paio di collant classici.

Per questo motivo, e' aumentata anche la produzione di articoli tradizionali. Ad esempio, Ellen Tracy offre un'ampia gamma di collant neri, dagli autoreggenti ai gambaletti, disponibili in diversi gradi di trasparenza.

"Le donne prestano sempre piu' attenzione al tipo di calze che indossano," ha dichiarato Barry Tartakin, vice presidente e general manager di Pennaco, che produce per Ellen Tracy e Givenchy. "Stiamo assistendo ad una fase crescente nel nostro settore perche' le donne hanno finalmente ricominciato a fare acquisti nel reparto della calzetteria."

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Il Governo americano conferma la scadenza di dicembre 2004 per le quote di importazione sui prodotti tessili cinesi

Nonostante le pressioni degli imprenditori e la minaccia di forti perdite di posti di lavoro, il Governo USA ha confermato di recente che le quote d'importazione sui prodotti tessili cinesi cadranno definitivamente a gennaio 2005. E'infatti convinzione del Governo che un mercato protetto rende il sistema debole e frammentato.

Per il momento resta in vigore fino al 23 dicembre 2004 il tetto del 7,5% di crescita per le importazioni dalla Cina di tessuti a maglia, di biancheria intima e per il bagno.

Gli USA continueranno comunque le loro trattative commerciali con la Cina e si focalizzeranno sull'eliminazione di pratiche concorrenziali sleali e sulla tutela della proprieta' intellettuale.

Auspicio del Governo e' che alla fine delle trattative, grazie ad uno spostamento della Cina verso l'economia di mercato, si riesca a garantire l'utilizzo anche in Cina dei tessuti americani, con conseguenti benefici per entrambe le parti.

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Il meglio della biancheria per la casa in mostra a New York

Si e' recentemente conclusa a New York l'edizione primaverile della fiera internazionale di biancheria per la casa Home Textiles Show che ha visto la partecipazione di 327 espositori provenienti da 23 paesi, registrando un totale di 5.900 visitatori con un incremento di presenze del 20 percento rispetto allo show precedente.

La fiera, giunta alla sua venticinquesima edizione, si e' svolta come di consueto in quattro giornate (26-29 marzo) al centro convegni Jacob K. Javits Center.

Questa edizione dello show chiusosi con un bilancio positivo e con la sensazione che il mercato americano sia in ripresa, si e' contraddistinta per la sua caratterestica "globale". Alla fiera hanno infatti partecipato ben 164 venditori internazionali, tra cui hanno presenziato dodici aziende italiane presentate all'interno dell'iniziativa ICE "Italia Life in I style", varie collettive organizzate da enti commerciali nazionali del Giappone, Bangladesh e Cina ed altri operatori indipendenti provenienti sia da paesi europei come l'Italia, la Francia, la Germania, la Svizzera e la Repubblica Ceca che da paesi asiatici come la Turchia, Taiwan, il Nepal e Pakistan.

La novita' di questa edizione e' stata la realizzazione di una zona di design dedicata "alla casa globale". Si e' trattato di quattro ambientazioni: salotto, sala da pranzo, camera da letto e bagno, arredate con prodotti selezionati da aziende provenienti da paesi diversi.

"Il 25 esimo New York Home Textiles Show ha creato occasioni di mercato un po' per tutti, confermando il suo ruolo centrale, a livello globale, nell'ambito del settore dei tessuti per la casa," ha dichiarato Penny Sikalis, vice presidente e group manager della societa' organizzatrice dell'evento. "I partecipanti allo show, sia venditori che compratori sono rimasti soddisfatti di aver concluso buoni affari e l'atmosfera in generale era molto positiva."

Allo show sono state presentate al pubblico piu' di 1.000 collezioni di articoli di biancheria per la casa: dai tessuti ricchi e pregiati alle fibre naturali concepite per donare benessere, dalle fibre piu' tecnologiche ai tessuti stampati dalle tonalita' cromatiche brillanti, la fiera ha visto una tendenza verso la ricerca del comfort unito alla qualita'.

Le collezioni di biancheria per la casa italiane si sono contraddistinte per l'alta qualita' che combina tradizione artigianale e tecnologia, per lo stile raffinato tutto italiano e per l'immancabile uso del colore bianco in tutte le sue nuances, dal bianco ghiaccio al bianco avorio, accostato alle tinte tenui dei colori pastello ed alle tonalita' piu' calde dei colori della terra. Delle diciotto aziende italiane presenti alla fiera, sei hanno partecipato allo show autonomamente mentre altre dodici ditte - Bellora, Capecchi Home Linens, Carrara, Chiti Ricami, Giuliana Ricami, Graziano, A. Molina & Co., Siletti Linificio, Studio Art Collection, Tessilarte, Tessuti di Montefalco Due e Trame d'Arte–hanno aderito alla collettiva organizzata dall'ICE.

Dalle lenzuola in lino o cotone mako' e tessuti jacquard ai copriletti in cotone matelasse' e piquet di marchi come Bellora, Graziano, Tessilarte e Capecchi Home Linens, dai cuscini in velluto a stampa oro con profili in passamaneria di Trame d'Arte ai tessuti ricamati di Chiti Ricami e Giuliana Ricami, dalle tovaglie in fiandra di cotone di Siletti Linificio alla collezione in tinte pastello e fibre naturali di Tessuti di Montefalco Due, dai colorati asciugamani in morbida spugna e materiali ecocompatibili di Carrara e dai morbidi piumini di A. Molina & Co. ai vivaci tessuti stampati di Studio Art Collection, all'interno del padiglione ICE e' stato esposto il meglio del "Made In Italy".

il_meglio

Soddisfatte le aziende italiane presenti allo show che, nonostante l'iniziale preoccupazione causata dal deprezzamento del dollaro rispetto all'euro, hanno riconfermato la loro posizione nel mercato americano ed hanno stabilito contatti nuovi per future oppurtunita'di affari.

L'edizione autunnale del New York Home Textiles Show (8-11 ottobre 2004) si terra' nell'ambito della collettiva House to Home, un nuovo approccio fieristico che prevede l'uso di uno spazio espositivo molto grande che comprende tutto l'apparato casa. Si prevede una partecipazione di circa 900 esibitori ed 8.000 buyers per uno show che si preannuncia come un evento molto importante per le aziende interessate alla produzione di articoli per la casa.

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I tessuti italiani al Los Angeles Textile Show

Si e' tenuta al California Market Center, dal 26 al 28 aprile 2004, l'edizione primaverile della fiera tessile Los Angeles Textile Show, la piu' importante manifestazione del settore per la Costa Ovest degli USA.

Anche a questa edizione l'ICE e' stato presente nel prestigioso Fashion Center con Texitalia, una collettiva che ha ospitato quindici aziende, provenienti dai piu' rinomati distretti tessili italiani.

Le aziende hanno presentato ai designers e buyers della West Coast le loro collezioni per la stagione Primavera/ Estate 2005.

Nell'ambito dello spazio italiano e'stata anche realizzata un'area di presentazione delle tendenze moda individuabili tra le aziende espositrici. Oltre 300 campioni di tessuto hanno rappresentato sei diverse tendenze moda:

i_tessuti EVERYWHERE SHIRTING, COOL BASICS, FLIMSY SHEERNESS, SUMMERY TWEEDS, RAISED TEXTURES, PRINT-MANIA.

Le stesse tendenze moda sono state il tema di un seminario dal titolo "Italian Fabric Directions" che l'ICE di New York ed il California Mart hanno co-organizzato durante i giorni della fiera. Ideatore e presentatore delle tendenze moda di Texitalia e' stato Angelo Uslenghi, visionario del mondo dei tessuti per abbigliamento ed anche consulente per la Fiera ModaIn. Il seminario, organizzato per la prima volta nell'ambito del calendario di eventi collaterali della fiera, ha visto la partecipazione di un pubblico di addetti ai lavori alla ricerca di ispirazione per le prossime collezioni.

Il mercato USA sembra indicare dei segnali di ripresa per i tessuti italiani che, nel mese di febbraio 2004, riportano una crescita del l'1,27 % per i tessuti in lana rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente, con un aumento della quota di mercato dal 23,38% al 27,44%. In forte crescita i tessuti in seta (+13,55%) ed in cotone (+17,57%). Tra i concorrenti piu' agguerriti dell'Italia sicuramente la Cina ed il Pakistan.

italian_textiles
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Ermenegildo Zegna inaugura megastore sulla Quinta Avenue

zegnaIl 13 aprile, sotto la pioggia torrenziale di New York, Ermenegildo Zegna ha inaugurato il suo primo megastore il piu'grande in USA al numero 663 della celebre Quinta Avenue con un party esclusivo.

Erano presenti la famiglia Zegna al completo e volti noti del jet-set newyorkese, tra cui l'attore Adrien Brody, gia'testimonial della casa italiana, e la nota attrice Carol Alt, oltre a personaggi della televisione e dello sport.

Del mondo del business erano invece presenti Fred Wilson (Saks), Michael Gould e David Fisher (Bloomingdale's), Bob Mitchell (Mitchells e Richards), Tom Kalenderian (Barneys), il canadese Harry Rosen e molti altri.

La nuova boutique a due piani disegnata dallo studio Beretta di Milano espone, per la prima volta insieme, le collezioni maschili di Sartoria, Couture, Z Zegna e Zegna Sport e la linea da donna Agnona, di recente acquisizione.

L'idea di affiancare i marchi Zegna ed Agnona in uno stesso ambiente rientra nella nuova strategia di vendita trasversale messa a punto dalla societa'che punta ad espandersi sul territorio americano ed a livello internazionale.

Un'altra novita' del nuovo negozio e' l'ampliamento dell'offerta anche alle calzature ed agli accessori in pelle grazie ad una partnership con Salvatore Ferragamo.

La nuova ubicazione centrale della boutique rappresenta la leva che l'azienda intende utilizzare per incrementare il volume delle vendite. "Le nostre previsioni erano quelle di raddoppiare le vendite rispetto al precedente punto vendita ma devo ammettere, che durante la prima settimana, il [nuovo] negozio ha superato le nostre aspettative," ha dichiarato a WWD Ermenegildo Zegna, amministratore delegato del gruppo. "Siamo stati molto fortunati ad aver aperto nella stagione giusta dell'anno giusto. Naturalmente e' stata una scelta coraggiosa da parte nostra, ma d'altronde non si puo'andare avanti senza correre dei rischi."

Entro l'anno Zegna aprira' un nuovo negozio Agnona in California, nel noto centro commerciale del lusso South Coast Plaza.

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"Capitolo 11" per Bruno Magli in USA

La divisione americana di Bruno Magli SpA, la famosa griffe italiana di calzature ed accessori di lusso, ha richiesto la protezione del "Capitolo 11" a causa di problemi di liquidita' dovuti agli alti costi operativi di alcuni punti vendita.

Il "Capitolo 11" e' una procedura concorsuale a cui fanno ricorso le aziende che si trovano in difficolta' temporanee e consiste nell'estensione di una moratoria di tutti i debiti fino alla ristrutturazione dell'azienda. La richiesta e' stata avanzata al Tribunale di Plano, Texas, da parte di BM USA Inc., Uomo Magli Texas Inc. e Donna Magli Texas, e riguarda esclusivamente l'operativita' della ditta in USA.

A seguito del "Capitolo 11" l'azienda ha chiuso quattro dei suoi sette negozi USA, compreso il prestigioso punto vendita aperto a giugno 2003 su Madison Avenue a New York. Gli altri tre negozi sono situati negli shopping mall South Coast Plaza, Costa Mesa, California, Short Hills, New Jersey, e al n. 677 della Quinta Strada di New York.

Tra le cause della crisi di liquidita' della ditta essenzialmente gli alti costi operativi dei negozi. La documentazione presentata al Tribunale, secondo quanto riportato dal quotidiano WWD (Women's Wear Daily), riporta costi operativi annuali per ciascun punto vendita tra 1 milione e 2 milioni e mezzo di dollari.

Tra i creditori della ditta ci sono i proprietari degli immobili, i dipendenti e case editrici.

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Successo delle borse Valextra sul mercato americano

Dopo il grande successo delle borse di design con un forte contenuto moda, tale da generare un fiorente mercato della contraffazione, si sta affermando tra i consumatori di prodotti di lusso la preferenza per le linee semplici e per i prodotti non necessariamente di "griffe".

I buyers dei grandi magazzini ritengono che stiano emergendo delle ottime opportunita' per le aziende produttrici di prodotti di qualita', ma non necessariamente associate a nomi di grandi stilisti.

Tra i marchi oggi preferiti dai consumatori, spicca la famosa ditta Valextra, dei cui prodotti viene apprezzata la semplicita' delle forme, la qualita' dei materiali e l'assenza di un logo.

Questa primavera e' stato inaugurato il primo corner Valextra presso lo specialty store di lusso Bergdorf Goodman ed ha subito ottenuto il gradimento della clientela.

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A marzo brillante performance di vendite nei settori abbigliamento ed accessori

Secondo gli ultimi dati a cura del Dipartimento del Commercio Americano, nel mese di marzo si e'registrato un aumento delle vendite al dettaglio dell'1,8% rispetto al precedente mese di febbraio, con gli utili in rialzo dell'1,9 % per i retailers dei settori dell'abbigliamento e degli accessori.

Se paragonati ai dati del marzo 2003, le cifre di quest'anno segnalano una crescita del 9,6% del settore abbigliamento e degli accessori, rialzo che sovraperforma l'aumento generale dell'8,2% delle vendite al dettaglio.

L'ottima performance del settore retail influisce positivamente anche sull'economia generale americana, dato che i due terzi della crescita economica statunitense provengono dalle spese dei consumatori. Comunque gli analisti finanziari prevedono una diminuzione dell'attivita'economica nei prossimi mesi a causa del venir meno degli effetti positivi conseguenti ai rimborsi delle tasse e del prospettato aumento dei tassi d'interesse sui finanziamenti per i mutui sulla casa.

Rajeev Dhawan, direttore delle previsioni economiche all'Universita' dello stato della Georgia, attribuisce l'attuale crescita delle vendite al dettaglio alla graduale creazione di nuovi posti di lavoro al di fuori del settore manifatturiero ed al conseguente aumento del reddito.

"L'economia e' OK," ha detto Dhawan. "Non la definirei forte, perche'vi e'ancora una certa incertezza riguardo alla direzione che alcune cose prenderanno come il prezzo del petrolio e la guerra in Iraq, che potrebbero scoraggiare gli investimenti ed influenzare negativamente le assunzioni di personale."

marzo
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Calendario Fiere USA maggio-giugno 2004

2-4 maggio '04
D&A Annex
Designers and agents
Fashion & Design Trade Event
Starret-Lehigh Center
601 West 26th Street NYC
Ente 0rganizzatore: Designers & Agents
Tel: 212/302-9575 Fax: 212/302-9576
Email: da@designersandagents.com
Web: www.designersandagents.com

2-4 maggio '04
Intermezzo
Abbigliamento femminile
Show Piers on the Hudson
55th Street & 12th Ave. NYC
Ente organizzatore: E.N.K. International
Tel: 212/759-8055 Fax: 212/758-3403

2-4 maggio '04
MoDa Manhattan
Abbigliamento femminile
Jacob Javits Center NYC
Ente organizzatore: Business Journal, Inc.
Tel: 212/686-4412 Fax: 212/686-6821
E-mail: shawnh@busjour.com
Web: www.modamanhattan.com

2-4 maggio '04
Accessories Circuit
Piccola pelletteria & accessori
Show Piers on the Hudson
55th Street & 12th Ave.NYC
Ente organizzatore: E.N.K. Int'l.
Tel: 212/759-8055 Fax: 212/758-3403

2-4 maggio '04
Accessories the show
Accessori per l'abbigliamento, sciarpe, cappelli
Bigiotteria.
Jacob Javits Center NYC
Ente organizzatore: Business Journal
Tel: 203/853-6015 Fax: 203/852-8175
Web: www.accessoriestheshow.com

18-20 maggio '04
Material World/Miami Beach
Articoli per il cucito, passamaneria e tessuti
Miami Beach Convention Center
Miami Beach - Florida
Ente organizzatore: Katherine T. Hagman
Tel: 678/285-3976 ext. 260 Fax: 678/285-7469
E-mail: Katherine.Hagman@urbanexposition.com
Web: www.materialworld.com

2-4 giugno '04
Industry 212
Abbigliamento femminile & accessori
Jacob Javits Center NYC
Ente organizzatore: ADVANSTAR
Tel: 917/326-6237 Fax: 917/326-6168
Web: www.advanstar.com

7-9 giugno '04
FFANY
Calzature
Jacob Javits Center NYC
Ente organizzatore: FFANY
Tel: 212/751-6422 Fax: 212/751-6404
Email: info@ffany.org
Web: www.ffany.org

4-8 giugno '04
JCK Show Las Vegas
Gioielli
Sands Expo. Convention Center
Las Vegas – NV
Ente organizzatore: JCK Shows
Tel: 800/257-3626/203-840-5684 Fax: 203/840-5830
E-mail: inquiry@jck.reedexpo.com
Web: www.jckgroup.com

11-14 giugno '04
Brighte
Abbigliamento, accessori e calzature
California Market Center
Los Angeles, CA
Ente organizzatore: E.N.K. Int'l.
Tel: 212/759-8055 Fax: 212/758-3403
E-mail: brighte@enkshows.com

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Eventi "Italia Life in I Style" maggio 2004

10 maggio 2004
Presentazione alla stampa ed all'industria delle collezioni realizzate dagli studenti della Parsons' School of Design di New York con i tessuti ed i pellami di aziende italiane. Distribuzione di un inserto/catalogo con gli schizzi dei capi realizzati. Consegna premio per il design a Marc Jacobs. Consegna il premio Sofia Coppola Pier 60, New York

15 maggio 2004
Serata dedicata al design italiano
Collaborazione ICE/Federlegno/Landmark Conservancy di New York
Presentazione di prodotti realizzati dalle aziende italiane espositrici alla
Fiera ICFF di New York
ICE New York

17/23 maggio 2004
Missione di compratori americani del settore calzature nella Regione Marche
Ancona, Italia

20/23 maggio 2004
Presentazione al pubblico delle collezioni realizzate con tessuti e pellami italiani dagli studenti della
Parsons' School of Design di New York
30 Van Damme, New York

21/23 maggio 2004
Promozioni con il dettaglio indipendente in USA
AVVENTURA
"Everything Italian Days"
Promozione interattiva
Marchi trattati: Lorenzo Banfi, Moreschi, Dino Bigioni, VittorioVirgili, Aldo Brue' ecc.

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