NOVEMBRE 2005 | Newsletter | Volume 2 | Numero 45

 
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Texitalia al Los Angeles Textile Show
Presentate le tendenze nei tessuti per abbigliamento ed accessori per la stagione Autunno/Inverno 2006-2007
  • Si è aperta il 17 ottobre 2005 al California Market Center di downtown Los Angeles la fiera Los Angeles Textile Show, dedicata alle collezioni di tessuti per abbigliamento per la stagione autunno/inverno 2006-2007.
  • L’ICE è stato presente anche questa volta in fiera con la collettiva “TexItalia”, alla quale partecipano quattordici aziende, produttrici di tessuti ed accessori: Bottonificio BAP, Bottonificio La Perla, Caverni e Gramigni, Cotonificio Carlo Bonomi, Cotonificio Veneto, Frangi, Gruppo Fedora, Guest, Limonta, Mapel, Moessmer, Ricci 1925, Teseo, Tessilgodi-Epica. Texitalia è ospitata all’interno del Fashion Theatre, la sezione più elegante e prestigiosa della fiera.
  • A sostegno della partecipazione italiana in Fiera l’ICE ha realizzato una campagna pubblicitaria che ha previsto inserzioni sulla rivista specializzata California Apparel News, la più diffusa sulla Costa Ovest per il settore tessuti ed abbigliamento, e sulla rivista in distribuzione alla concomitante “Settimana della Moda”, The Daily Front Row, distribuita a designers, stylists, celebrità e compratori. Anche il Fashion Calendar, agenda di tutti i principali appuntamenti per il settore moda, ha riportato la realizzazione della collettiva italiana.
  • In collaborazione con il California Market Center, inoltre, l’ICE ha realizzato un seminario dal titolo “Italian Fabric Directions – Fall/Winter 2006-2007”, durante il quale il noto esperto di tendenze moda Angelo Uslenghi ha illustrato le tendenze della prossima stagione così come presentate dalle aziende della collettiva TexItalia. Quattro le tendenze individuate: Sobriety, Intricacy, Delicacy e Dazzle. La presentazione è stata supportata da una dimostrazione video e da pannelli con fotografie e campioni di tessuti.
  • Nonostante l’insolito cattivo tempo, numerosi sono stati i visitatori sin dal primo giorno di fiera, tra cui rappresentanti di department stores, negozi specializzati, designers, confezionisti.
  • Gli USA continuano a rappresentare un mercato strategico per l’export di tessuti italiani. L’Italia si colloca al primo posto tra i paesi esportatori di tessuti in lana in USA ed al terzo posto tra i paesi fornitori di tessuti in cotone e seta. Nel periodo gennaio/agosto 2005 risultano in crescita gli acquisti dall’Italia di tessuti in cotone (+1,93) ed in seta (+3,32%).
  • In fiera è anche presente una collettiva di undici aziende francesi, organizzata da Espace Textile. La collettiva francese è ospitata al tredicesimo piano del California Market Center ed ha ospitato anche una presentazione di capi realizzati dai designers emergenti della West Coast, Kevan Hall e Tadash, utilizzando tessuti francesi. All’interno dell’area francese, inoltre, la French Trade Commission ha anche organizzato un cocktail per presentare le creazioni dei due designers.
Coach inaugura la nuova boutique a Beverly Hills
  • Vento in poppa per Coach: il noto brand americano di borse e accessori sta per aprire un nuovo punto vendita a Beverly Hills, ultimando contemporaneamente la ristrutturazione della boutique newyorkese su Madison Avenue. Sebbene l’andamento globale del settore borse sia fortemente condizionato dalla concorrenza cinese, il colosso americano non conosce timori. Coach ha infatti chiuso lo scorso giugno con un fatturato di 1,7 miliardi di dollari, in crescita del 23% rispetto all’anno precedente  e prevede ulteriori incrementi per il 2006. In particolare, le vendite di borse hanno contribuito per il 64% alla realizzazione del proprio fatturato, mentre il 20% è rappresentato dagli accessori per donna e il rimanente 15% da accessori per uomo, dalle scarpe sportive agli occhiali e agli orologi. Con l’apertura della nuova boutique prevista per il 4 novembre a Beverly Hills, la catena americana di borse e accessori si propone di dare seguito alla propria strategia di espansione, iniziata pochi anni fa.
  • Coach conta già 280 negozi in Nord America e le sue creazioni sono distribuite in oltre 1.000 grandi magazzini statunitensi.  A Los Angeles,  il nuovo spazio di 300 metri quadri sulla famosa Rodeo Drive ha un carattere minimalista e geometrico,  con la facciata di roccia calcarea, acciaio e vetro, e gli interni in marmo italiano di Carrara e legno pregiato.
  • Per la realizzazione del progetto l’azienda si è affidata a un nome di fiducia: Reed Krakoff, presidente e direttore creativo di Coach Architecture Group e ideatore delle altre boutique della catena. Sullo stesso stile è stato rinnovato il negozio newyorkese sulla Madison Avenue all’incrocio con la 57esima strada. La boutique situata nello storico palazzo decò Fuller Building - disegnato da Walker e Gillette - riaprirà il prossimo 18 novembre su una superficie di circa 900 metri quadrati – suddivisi su tre livelli - contro i precedenti 600 metri quadrati.
I capolavori di Dorotea Liguori in mostra presso la sede newyorkese della regione Campania
  • Dotorea Liguori, nota agli ambienti dell’alta moda come la principessa del corallo, esporrà dall'8 novembre prossimo le proprie creazioni presso la sede della regione Campania di New York. Al quinto piano della palazzina novecentesca, sulla 54esima strada all'angolo con la quinta avenue, si potranno non solo ammirare, ma anche acquistare, i capolavori dell'artista italo-nipponica. Si tratta di monili unici, disegnati in persona dalla Liguori e realizzati in materiali di corallo, perle giapponesi, zaffiri, turchesi e metalli preziosi. Parte del ricavato delle vendite – la mostra è aperta al pubblico fino all'11 novembre - sarà devoluto all'associazione “Feed the Children”, l’organizzazione di cui la Liguori è presidente e che provvede a fornire aiuti ai bambini africani colpiti dalla malattia dell’Aids.
  • Ma la principessa del corallo, il cui vero nome è "Yaeko" - in giapponese "otto petali di ciliegio selvatico" - non è solo un'artista e un'intenditrice di pietre, ma anche un'imprenditrice di talento. Infatti Dorotea Liguori, grazie alla fortuna creata dal padre Gennaro, originario di Torre del Greco e tra i primi a esportare le perle giapponesi nel mondo, ha costruito negli anni '70 un elegante albergo a cinque stelle, il Sakura, ai piedi del Vesuvio. Ma alla soglia degli ottant'anni, "Yaeko" pur essendo stata  classificata dalla stampa americana come una delle donne più ricche al mondo, non si ferma e continua ad occuparsi con grande determinazione del business ereditato dal padre e della sua attività alberghiera. Dorotea ha sempre scommesso sulle potenzialità del mercato statunitense - ha esposto in precedenza le proprie creazioni al Columbus Club di Manhattan - e ritorna adesso nella City newyorkese, con una collezione di gioielli esclusivi e rivolti a un pubblico femminile attento all'eleganza e ai dettagli di moda.
Shiseido inaugura un nuovo punto vendita da Macy’s a New York
  • È stato inaugurato presso il grande magazzino Macy’s in Herald Square, nel cuore di New York, il  nuovo punto vendita della casa giapponese Shiseido. Si tratta di uno spazio cosiddetto “globale” poichè offre alla sua clientela tutti i prodotti e i servizi della maison nipponica, dalle consulenze per il trucco all’analisi computerizzata della pelle, oltre a tutte le linee cosmetico-farmacologiche. Secondo gli operatori del settore, il nuovo super-stand globale – si tratta di uno spazio di 45 metri quadri - potrebbe fruttare alla maison giapponese circa 3 milioni di dollari entro 2 anni.
  • Per Shiseido si tratta del secondo punto vendita globale aperto negli Stati Uniti: il primo  era stato inaugurato lo scorso anno presso Bloomingdale's, sempre a New York. Ma la storia di Shiseido negli Usa è iniziata anni fa, quando l’azienda ha iniziato a distribuire per la prima volta nei grandi magazzini del paese, e in particolare della Grande Mela.  Il primo “banco espositivo” risale infatti a 25 anni fa, quando, sempre all’interno di Macy’s, fu allestito uno stand con una linea limitata di prodotti. Dato il grande successo riscosso nel nuovo continente, il top management di  Shiseido America ha recentemente rivisto i propri obiettivi di espansione puntando a conquistare un posto tra le “top 5” case di cosmetici negli Stati Uniti, in termini di vendite. Per raggiungere l’obiettivo, la casa giapponese ha deciso quindi di far leva su punti vendita cosiddetti “globali”,  ma anche di rilanciare l’immagine dell’azienda, sottolineando il forte legame dei propri prodotti con la natura. “Non bisogna dimenticare, - sottolineano gli addetti ai lavori - che Shiseido è nata come farmacia nel lontano 1872 a Ginza, in Giappone, e ha sempre creduto nella valenza farmacologica dei propri prodotti”.
  • Negli Stati Uniti Shiseido ha tre dei suoi 11 stabilimenti produttivi, nei quali vengono ancora rispettate le “formule naturali” messe a punto anni fa in Giappone. Ma la valenza di Shiseido è andata crescendo anche sul piano internazionale, dove le vendite sono generate principalmente dai cosmetici, che coprono circa il 78,4% del totale, seguite dai prodotti di profumeria, che rappresentano il 10,7% del fatturato, mentre altre categorie merceologiche, come i prodotti per gli istituti di bellezza, gli alimentari e i farmaceutici, rappresentano il restante 10,9 per cento.
Tommy Hilfiger punta al rilancio della linea “H”
  • Tommy Hilfiger si rilancia nella grande distribuzione con il marchio ‘H’. Hilfiger, uno dei nomi di punta della moda “made in Usa”, si avvia infatti al lancio di una catena globale di nuovi negozi, dopo l’uscita dall’alleanza con i grandi magazzini Federated Department, dove aveva aperto in un anno 120 punti vendita della linea ‘H’.
  • La casa americana, delusa dalle vendite tiepide e soprattutto da un fraintendimento d’immagine in superstore aperti al largo consumo, reinventa infatti il brand: i suoi capi saranno messi in vendita solo all’interno dei propri negozi, attraverso la creazione di una catena globale di oltre 200 punti al dettaglio. Nonostante una campagna pubblicitaria da 10 milioni di dollari, che tra i testimonial annoverava anche la popstar David Bowie e sua moglie Iman,  e uno show itinerante guidato da Tommy Hilfiger, il brand si era rivelato una grande delusione nel format in cui era stato pensato all’interno della catena di supermercati. Si era infatti trovato a dover fare i conti anche con altre linee di abbigliamento, tra le quali quella della stessa Federated Department.
  • ‘H’ Hilfiger è rimasto negli stores per circa un anno, e l’ultima spedizione in uscita dai magazzini è stata effettuata la scorsa estate. I vertici della compagnia, tuttavia, sostengono che l’etichetta ha ancora risorse e lunga vita davanti a sè. Per parecchi mesi un nuovo team ha lavorato per ridisegnare il prodotto e sviluppare i primi magazzini di bandiera che la maison ha in programma di aprire nei primi tre mesi del 2006. Il primo è atteso al varo il 2 febbraio in Tyson Corner a Vienna, in Virginia, seguito dal North Park Center di Dallas e in marzo dall’Oak Brook Center di Chicago. In un testa a testa che lo oppone, in termini di segmento di mercato, a rivali come Banana Republic e J. Crew, il gruppo pensa di aprire 10 o 12 punti vendita ‘H’ Hilfiger entro la fine del 2006.
  • L’obiettivo è di 20 negozi in 3 anni sul territorio degli Usa, e di ben 200 in tutto il mondo. “C’è una domanda crescente di sportswear di alta gamma”, ha dichiarato lo stesso Tommy Hilfiger in un’intervista. “Presentarlo nei nostri stores ci offre una grande opportunità e aggiunge forza al brand. ‘H’ è diverso dalla linea Tommy Hilfiger, e garantisce una vestibilità nuova, come i capi per donna ancora più femminili e i maglioni di cachemire già campioni di vendita nei nostri negozi. Il cliente – ha concluso - è del resto interessato al prodotto Hilfiger, ma vuole anche qualcosa di più alto livello, qualcosa che non può trovare nei grandi magazzini”.
Wal-Mart lancia “Metro 7” per le donne metropolitane
  • Si chiama Metro 7 ed è la nuova linea di moda messa a punto da Wal-Mart. Si tratta di una nuova linea di abbiglimento femminile da città, pensata con l’obiettivo di conquistare clienti orientate a basse fasce di prezzo ma attente alle ultime tendenze nel denim, nella seta e nel velluto.
  • Dopo aver messo gli occhi su uno dei fiori all’occhiello dell’alta moda americana, Tommy Hilfiger, Wal-Mart tenta il rilancio con una marca propria, rivolta prevalentemente a donne di età compresa tra i 25 e i 45 anni. La nuova linea sarà inizialmente distribuita in 500 punti vendita, soprattutto in aree urbane, per catturare il gusto delle giovani donne con camicette di seta, top di lustrini e giacche luccicanti, ma mantenendo prezzi contenuti per restare allineata al suo target di riferimento. “La nostra strategia – ha fatto sapere la società - è di acquistare più peso attraverso nuove categorie di prodotti”.
  • Wal-Mart,  punta quindi a sedurre i consumatori che solitamente comprano generi alimentari nei suoi store ma guardano altrove per lo shopping di abbigliamento. Tra gli obiettivi specifici, anche quello di trovare un valido rimpiazzo alla non troppo apprezzata linea George, che nonostante il successo in Inghilterra, non ha raccolto entusiasmi in terra americana. Gli analisti, ritengono che la strategia di Wal-Mart sia quella di compiere piccoli passi, ma misurati verso una diversificazione dell’offerta pur mantenendo presente il tradizionale target di riferimento.
  • Di certo, “Metro 7” si posiziona in quella fascia di mercato già occupata da concorrenti agguerriti, tutti orientati a linee a basso prezzo ma che strizzano l’occhio allo stile per sedurre il pubblico giovanile. Tra queste, la svedese H&M o la tradizionale rivale Sears, che possiede Kmart, o ancora Jcp. Tutte hanno finora investito in campagne per ravvivare l'immagine tra i teenagers e gli adolescenti. Anche Wal-Mart pubblicizzerà la sua nuova linea con spot online e su giornali, tra questi, anche la bibbia del fashion, Vogue. A ciò si aggiungono promozioni negli stores ed eventi speciali, con una testimonial d’eccezione, l’ex Miss Universo, Dayanara Torres.
American Eagle presenta la sua nuova linea “Martin + Osa”
  • Si chiamerà ‘Martin + Osa’, in onore degli esploratori americani Martin e Osa Johnson che nel XX secolo hanno girato il mondo in lungo e in largo, la nuova linea di American Eagle, con la quale la società intende espandere il proprio business strategico rivolgendosi a un target di pubblico compreso tra i 25 e i 40 anni. Il brand si focalizzerà sul casual classico, denim e sportswear, accompagnandolo con il lancio, previsto nel 2006, di cinque magazzini, in cui verranno ospitati capi da uomo e da donna, come pure accessori e calzature.
  • “Crediamo di avere un mercato potenziale in grado di farci aprire almeno 300 store nell’arco dei prossimi 10 anni, con opportunità di sviluppo per 1 miliardo di dollari”, ha dichiarato il presidente di ‘Martin + Osà, Ken Pilot. Sul modello dei punti vendita si è lavorato per circa un anno, anche se ancora non sono stati svelati nè le location nè il design degli interni. Quello che invece è certo è che si tratta di una manovra inedita nella compagnia di Warrendale, in Pennsylvania, il cui target di riferimento è sempre stato quello dei giovani di età compresa tra 15 e 25 anni. “Martin + Osa rappresenta un’opportunità di crescita a lungo termine per il nostro gruppo, e ci darà accesso al mercato dello sportswear per un’intera fascia di consumatori”, ha spiegato Pilot.
  • La casa americana si rivolge in particolare a un pubblico in transizione, ha spiegato Pilot, dalla scuola alla carriera, dallo status di single all’essere parte di una coppia. E American Eagle si troverà a competere con concorrenti quali Gap, Pacific Sunwear of California, The Limited, Abercrombie & Fitch e Polo Ralph Lauren. Certo l’operazione, come sostengono alcuni analisti, potrebbe non essere del tutto esente da rischi. Sono numerosi infatti i casi di fallimento del lancio di nuove linee nel corso degli ultimi 20 anni. Tra questi, la linea Pazo, della Chico, e Zutopia di Wet Seal. Tuttavia American Eagle è forte di una serie di risultati utili consecutivi che dura ormai da 21 mesi. La società è presente inoltre con 786 punti vendita in 50 stati, oltre a 71 in Canada e ha un sito internet che consente agevoli acquisti on-line.
Le scarpe italiane riprendono quota nelle esportazioni
  • Le scarpe italiane, nonostante la crisi che ha colpito il settore a livello internazionale, sembrano aver imboccato la strada giusta nelle esportazioni: si parla di ripresa per le calzature cosiddette classiche e di vero boom per quelle di fascia più alta. Gli Stati Uniti rimangono uno dei principali paesi importatori di scarpe ‘made in Italy’, sebbene il mercato americano sia stato invaso dalle imitazioni cinesi e brasiliane e il dollaro si sia indebolito nei confronti dell’euro. Ma, a detta degli esperti, i grandi marchi del “made in Italy” non hanno risentito del problema. Lo dimostra il costante incremento di fatturato registrato da alcuni produttori esclusivi di calzature, come Casadei, che distribuisce i propri prodotti in America da 50 anni. Il successo dell’azienda emiliana si deve alla qualità e all’eleganza dei dettagli delle sue scarpe: calzature che hanno incontrato i gusti del pubblico americano e internazionale grazie alla raffinata linea dedicata alle donne in carriera.
  • Le scarpe italiane di alta fascia non temono confronti, sostengono gli addetti ai lavori, ed esiste sempre un’elite molto sensibile alle tendenze moda pronta a pagare oltre 450 dollari per un paio di scarpe. Dati alla mano, questa tendenza sembra confermata: nel 2004 le esportazioni negli Stati Uniti di scarpe cosiddette “alla moda” sono cresciute del 23 per cento. “Le nostre scarpe gioiello – ha detto Alain Baume - presidente di Vicini Usa, a cui fa capo il marchio Giuseppe Zanotti Designer – continuano a raccogliere i favori del pubblico americano. Non solo attrici come Jennifer Lopez e star del mondo della musica come Beyoncè impazziscono per le nostre creazioni, ma anche tutte quelle donne che amano indossare scarpe estramemente eleganti e sensuali”. L’azienda di S. Mauro Pascoli, in provincia di Forlì-Cesena, esporta in America le proprie creazioni da 10 anni e ha visto crescere il fatturato statunitense del 40% nell’ultimo biennio, contro una crescita più contenuta - pari al 15% - a livello globale. “Il succeso negli Stati Uniti è certamente dovuto all’unicità del prodotto, – spiega Baume – ai forti investimenti pubblicitari fatti a livello locale e all’apertura di nuove boutique a New York, Las Vegas e in Florida”. Vicini, licenziataria, tra gli altri, di marchi come Roberto Cavalli, Gianfranco Ferrè e Vera Wang, esporta in America il 35% della produzione totale.
  • Ma il mercato statunitense è molto interessato anche a calzature che, senza rinunciare al dettaglio di moda, siano più pratiche e comode, come richiesto in particolare dalle grandi catene di distribuzione. Lo conferma Manas, sponsor con il marchio Lea Foscati dell’ultima edizione di Miss Italia e produttore, in primis, di scarpe sportive e comfortevoli. “Esportiamo da 5 anni negli Stati Uniti – ha detto Cleto Sagripanti, amministratore delegato di Manas - e siamo già riusciti a ritagliarci un’interessante nicchia di mercato. Il 73% della nostra produzione è rivolta all’esportazione e gli Stati Uniti ne assorbono una quota molto significativa. Il nostro fatturato nel 2004 è cresciuto a livello globale del 30% rispetto all’anno precedente grazie, in particolare, alle vendite in America”.  L’azienda di  Montecosaro, in provincia di Macerata, impiega in tutto il distretto marchigiano circa 2.000 persone tra i dipendenti interni e i collaboratori esterni. “La nostra strategia – ha spiegato Sagripanti – è di fare un passo alla volta ricordandoci che siamo una piccola impresa italiana e che gli Stati Uniti sono un mercato molto vasto e diversificato. Abbiamo cosi’ iniziato a esportare in America nel 1995 e poi, una volta convinti delle potenzialità del mercato, abbiamo aperto nel 1999 il nostro showroom a Manhattan a due passi dalla quinta avenue all’angolo con la 57esima strada”.
  • E adesso i produttori di tutto il mondo stanno ultimando i preparativi per presentare le prossime collezioni in occasione del FFANY, la fiera della calzatura internazionale che si terrà il prossimo 6-8 dicembre a New York.
È la borsetta da donna l’accessorio di punta di quest’anno
  • È la borsetta l’accessorio più ambito a cui quest’anno le donne americane non possono rinunciare. Piccole, nere, bianche o colorate, in pelle o in tessuto, da sera o da shopping, tradizionali o stravaganti, le borsette negli ultimi anni hanno registrato un vero e proprio boom di vendite sul mercato statunitense, con picchi record nei primi mesi del 2005.
  • Dall’analisi settoriale emerge in particolare che le donne non badano a prezzi, cioè sono disposte a spendere anche cifre elevate pur di assicurarsi l’oggetto del proprio desiderio. “È come se ogni anno – spiega Marshal Cohen, responsabile delle analisi presso il centro di ricerca Npd di Washington – ci sia una migrazione dei gusti da una linea di prodotto all’altra. Due anni fa il prodotto di punta era la scarpa, l’anno scorso i jeans, quest’anno le borsette”. Le vendite di questo accessorio, con un volume di 5,34 miliardi di dollari nel 2003 – l’ultimo disponibile in termini puntuali – sembrano orientate a segnare una crescita dell’8% per il 2004. Le signore che compravano borsette l’anno scorso hanno speso in media da 40 a 65 dollari, secondo la Npd.
  • Ma i dati di quest’anno sono destinati a delineare un trend ben più sostenuto, con i designer di modelli extralusso, cioè con prezzi compresi tra 650 e 15.000 dollari, in netta crescita. Secondo Pamela Danzinger, presidente della società di consulenza per marchi di lusso Marketing Unity, la maggior parte delle acquirenti sono donne sotto i 40 anni che guadagnano tra i 50mila e i 75mila dollari l’anno.
  • Da parte loro invece le firme, rinfrancate da un mercato di sbocco variegato che include vecchie e nuove proposte, raddoppiano gli spazi a disposizione degli oggetti del piacere, come hanno fatto Bergdorf Goodman o Barneys New York. Dunque, occhi chiusi e mano al portafogli per i 975 dollari di una borsa di Marc Jacobs Sofia, contro gli 895 del 2004; o per i 1.445 dollari per un pezzo Prada che pochi anni fa non superava i 1.000 dollari. La borsetta ha quindi soppiantato ogni altra categoria nella scala d’interesse delle donne, conquistando la prima posizione al posto di scarpe e gioielli, e divenendo uno “status symbol” a tutti gli effetti. E più sono stravaganti, più acquistano valore come segno distintivo, poco importa se a volte assomigliano agli effetti personali di un senzatetto. Un’altra delle ragioni di questo successo è legata all’unicità del prodotto: se abbinata in modo esclusivo e ricercato, fa diventare anche un paio di jeans appropriato per una serata elegante.
Timberland punta alla scarpa personalizzata online
  • Timberland punta al rilancio della sua linea di calzature grazie ai servizi di personalizzazione online. Il celebre marchio di scarpe casual e abbigliamento outdoor, uno dei simboli del “made in Usa”, ha infatti rafforzato l’offerta di stivali e calzature sportive che gli appassionati possono personalizzare attraverso il sito Internet, aggiornando e semplificando, allo stesso tempo, la tecnologia del proprio web-site. Una strategia che ha già dato i suoi frutti dal momento che, rispetto allo scorso anno, è raddoppiato il rapporto tra compratori e visitatori del sito Internet della Timberland.
  • Grazie alle novità introdotte,  gli acquirenti possono ora scegliere a proprio piacere più dettagli del prodotto – inclusi colori, materiali, stringhe e tipologia di carattere per la targhetta che riporta il marchio, per un totale di un milione di combinazioni. E secondo i responsabili marketing del gruppo, mentre il rapporto tra acquirenti e visitatori è complessivamente cresciuto del 100%, la percentuale sale addirittura al 300% per chi acquista una scarpa personalizzata.
  • Il segreto del successo di Timberland risiede in un’applicazione capace di scaricare istantaneamente l’immagine del modello desiderato dall’acquirente. Con un “click” del mouse è possibile cioè visualizzare ogni alternativa. In meno di un secondo: ad esempio, è possibile visualizzare una scarpa confezionata con suola beige, pelle marrone, borchie dorate, stringhe nere e collo grigio, o qualunque altra combinazione desiderata. La configurazione attuale, sviluppata dalla Fluid di San Francisco, presenta anche altre opzioni che permettono all’utente di studiare ogni minimo dettaglio. La scarpa può ad esempio essere vista a 360 gradi grazie all’opzione di rotazione, mentre uno zoom permette di evidenziarne anche i minimi particolari. “Per quanto ne sappiamo, - ha dichiarato un portavoce della Timberland - nessun altro sito di abbigliamento ha una tecnologia simile alla nostra. È stato un passo fondamentale da compiere, per avvicinare l’esperienza di consumo virtuale alle caratteristiche tattili e visive offerte da quella reale”.
Fashion-digest
  • Vuitton rinnova il punto vendita  delle Hawaii
    È tre volte più grande del precedente il nuovo store che Louis Vuitton ha inaugurato a Honolulu, la capitale delle Hawaii. Articolato su due piani, il negozio è stato pensato per assomigliare alla boutique parigina degli Champs Elysees, e prevede di fatturare tra 50 e 100 milioni di dollari l’anno.
  • Ralph Lauren perde causa contro associazione Polo USA
    L’associazione Polo degli Stati Uniti potrà mantenere l’immagine del cavaliere con la mazza come proprio segno distintivo. Lo ha deciso una sentenza del tribunale. La vicenda risale al 2000, quando Ralph Lauren aveva avviato un’azione legale per vedersi riconosciuta l’esclusività del tradizionale logo col cavaliere.
  • Degustazione di vini da Saks, la Campania sbarca a New York
    I migliori vini della Campania sono stati presentati il 20 ottobre scorso presso Saks Fifth Avenue di New York. L'evento rientra nel progetto battezzato "Wild about Cashmere" e avviato in tutte le 54 sedi americane del marchio per promuovere il "Made in Italy".
  • Target apre 60 nuovi grandi magazzini in tutti gli Stati Uniti
    Si tratta della più grande inaugurazione in contemporanea della storia, quella del colosso americano della grande distribuzione Target che vanta oltre 30 miliardi di dollari di fatturato l’anno. Sessanta nuovi punti vendita saranno inaugurati in contemporanea in una ventina di stati in tutto il paese.
  • A Fingen anche la Collection di Calvin Klein
    Phillips-Van Heusen Corporation, proprietaria di Calvin Klein, ha affidato alla società fiorentina Fingen la licenza per la distribuzione della linea Collection. Già legata alla griffe americana per Ck e Jeans, Fingen prevede di affidare la gestione della nuova linea al neo-arrivato manager Fabio Fusco .
Eventi Moda novembre 2005
  • 30 ottobre / 5 novembre 2005
    Promozione con il dettaglio indipendente
    Saxon Shoes
    Richmond, Virginia
    Marchi trattati: Bruno Magli, Claudia Ciuti, Sesto Meucci, Taryn Rose, Cole Haan
  • 10 novembre 2005
    Grande Evento “Tuscany in New York”
    Sfilata virtuale di capi realizzati da aziende aderenti al Consorzio PratoTrade
    Una collaborazione ICE/Toscana Promozione/PratoTrade
    Palace Hotel, New York
  • 12 novembre 2005
    Promozione con il dettaglio indipendente
    Gus Mayer
    Houston, TX
    Marchi trattati: Roberto Cavalli, Biasia, Missoni, Dismero, Dolce&Gabbana, Emilio Pucci, Canali, Valentino
  • 15 novembre 2005
    Cooperazione con Scuole di Moda in USA
    Serata presso il negozio DKNY
    Una collaborazione ICE/Rhode Island School of Design/ DKNY
    Aziende italiane partecipanti al progetto: Loro Piana, Cariaggi, Lora & Festa, Zegna Baruffa, Sesia, Filatura di Pollone, Filartex ed Avia. New York
  • 16 / 17 novembre 2005
    Promozione con il dettaglio indipendente
    Barcelino
    Corte Madera, CA
    Marchi trattati: Belvest, Zanella, Ravazzolo, Gimo’s, Artico, Pavone, Borsalino, Gran Sasso, Pal Zileri
Statistiche I style – gennaio/agosto 2005
  • Importazioni USA Abbigliamento in Gennaio-Agosto - Milioni di $ USA
    codice doganale HS 62


    % Quota
    % Variaz.
    Class. Paese 2003 2004 2005 2003 2004 2005 05/04
    0 Mondo 23,004.32 23,472.29 25,714.88 100 100 100 9.55
    1 China 3,766.28 4,367.17 7,361.35 16.37 18.61 28.63 68.56
    2 Mexico 2,840.54 2,743.68 2,664.91 12.35 11.69 10.36 -2.87
    3 India 1,088.92 1,130.61 1,495.89 4.73 4.82 5.82 32.31
    4 Indonesia 1,117.03 1,207.97 1,388.61 4.86 5.15 5.4 14.95
    5 Bangladesh 916.30 892.62 1,078.48 3.98 3.8 4.19 20.82
    6 Vietnam 971.20 911.92 986.17 4.22 3.89 3.84 8.14
    7 Hong Kong 1,318.86 1,370.52 927.35 5.73 5.84 3.61 -32.34
    8 Italy 765.28 772.55 788.33 3.33 3.29 3.07 2.04
    9 Sri Lanka 722.06 710.78 742.93 3.14 3.03 2.89 4.52
    10 Philippines 798.22 749.60 658.75 3.47 3.19 2.56 -12.12
    Fonte: World Trade Atlas
    Importazioni USA Vestiti / Completi per uomo/ragazzo in Gennaio-Agosto - Milioni di $ USA
    codice doganale HS 6203


    % Quota
    % Variaz.
    Class. Paese 2003 2004 2005 2003 2004 2005 05/04
    0 Mondo 5,458.30 5,153.11 5,739.94 100 100 100 11.39
    1 Mexico 1,309.44 1,162.49 1,248.64 23.99 22.56 21.75 7.41
    2 China 341.50 402.77 856.45 6.26 7.82 14.92 112.64
    3 Dominican Republic 554.92 426.01 404.71 10.17 8.27 7.05 -5
    4 Italy 252.36 249.52 261.04 4.62 4.84 4.55 4.62
    5 Bangladesh 147.97 186.14 246.96 2.71 3.61 4.3 32.68
    6 Canada 221.22 215.08 199.18 4.05 4.17 3.47 -7.39
    7 Indonesia 157.16 149.55 180.56 2.88 2.9 3.15 20.74
    8 Vietnam 269.55 156.19 173.40 4.94 3.03 3.02 11.02
    9 Colombia 129.07 122.49 170.79 2.37 2.38 2.98 39.42
    10 India 82.26 118.46 161.95 1.51 2.3 2.82 36.72
    Fonte: World Trade Atlas
    Importazioni USA Camicie, Bluse per donna/ragazza in Gennaio-Agosto - Milioni di $ USA
    codice doganale HS 6206


    % Quota
    % Variaz.
    Class. Paese 2003 2004 2005 2003 2004 2005 05/04
    0 Mondo 2,042.31 1,890.38 1,883.48 100 100 100 -0.37
    1 China 501.40 467.16 673.47 24.55 24.71 35.76 44.16
    2 India 355.62 291.53 325.99 17.41 15.42 17.31 11.82
    3 Indonesia 217.57 240.56 224.81 10.65 12.73 11.94 -6.55
    4 Bangladesh 111.46 116.05 105.37 5.46 6.14 5.59 -9.21
    5 Sri Lanka 105.63 92.54 77.15 5.17 4.9 4.1 -16.64
    6 Thailand 53.69 64.11 67.42 2.63 3.39 3.58 5.16
    7 Hong Kong 211.27 185.90 67.40 10.35 9.83 3.58 -63.74
    8 Cambodia 21.43 36.82 39.22 1.05 1.95 2.08 6.51
    9 Philippines 59.41 65.72 37.65 2.91 3.48 2 -42.71
    10 Italy 33.47 28.76 32.41 1.64 1.52 1.72 12.7
    Fonte: World Trade Atlas
    Importazioni USA Cravatte in Gennaio-Agosto - Milioni di $ USA
    codice doganale HS 6215


    % Quota
    % Variaz.
    Class. Paese 2003 2004 2005 2003 2004 2005 05/04
    0 Mondo 107.24 136.23 153.90 100 100 100 12.97
    1 China 28.64 51.56 75.58 26.71 37.85 49.11 46.6
    2 Italy 40.14 47.55 51.29 37.43 34.9 33.33 7.87
    3 France 7.86 9.71 11.38 7.33 7.13 7.39 17.17
    4 Korea, South 20.11 17.53 7.16 18.76 12.87 4.65 -59.16
    5 United Kingdom 2.46 2.22 2.85 2.29 1.63 1.85 28.43
    6 Costa Rica 2.26 1.80 1.60 2.11 1.32 1.04 -10.83
    7 Canada 1.43 1.43 1.26 1.33 1.05 0.82 -11.86
    8 El Salvador 0.28 0.58 0.74 0.26 0.43 0.48 26.76
    9 Thailand 0.04 0.18 0.23 0.03 0.13 0.15 29.99
    10 Turkey 0.15 0.60 0.20 0.14 0.44 0.13 -65.97
    Fonte: World Trade Atlas
    Importazioni USA Sciarpe, scialli etc. in Gennaio-Agosto - Milioni di $ USA
    codice doganale HS 6214


    % Quota
    % Variaz.
    Class. Paese 2003 2004 2005 2003 2004 2005 05/04
    0 World 110.03 142.78 178.18 100 100 100 24.79
    1 China 25.10 39.23 61.71 22.82 27.48 34.63 57.29
    2 Italy 27.69 29.79 32.31 25.16 20.87 18.13 8.45
    3 India 18.38 23.61 30.03 16.71 16.53 16.85 27.21
    4 Korea, South 9.33 17.93 18.07 8.48 12.56 10.14 0.78
    5 France 5.81 9.40 11.06 5.28 6.58 6.21 17.72
    6 Germany 4.96 5.55 7.70 4.5 3.89 4.32 38.7
    7 United Kingdom 8.37 6.63 6.04 7.61 4.64 3.39 -8.8
    8 Japan 1.84 1.47 2.79 1.67 1.03 1.57 89.81
    9 Nepal 1.63 2.41 1.98 1.48 1.69 1.11 -17.88
    10 Canada 1.17 0.88 0.81 1.06 0.61 0.45 -7.65
    Fonte: World Trade Atlas
    Importazioni USA Maglieria in Gennaio-Agosto - Milioni di $ USA
    codice doganale HS 61


    % Quota
    % Variaz.
    Class. Paese 2003 2004 2005 2003 2004 2005 05/04
    0 Mondo 19,245.28 19,861.81 21,451.37 100 100 100 8
    1 China 1,930.99 2,438.95 4,542.40 10.03 12.28 21.18 86.24
    2 Mexico 2,030.02 1,876.33 1,628.66 10.55 9.45 7.59 -13.2
    3 Honduras 1,239.30 1,325.55 1,344.39 6.44 6.67 6.27 1.42
    4 Hong Kong 1,025.25 994.46 941.48 5.33 5.01 4.39 -5.33
    5 El Salvador 847.19 879.32 912.60 4.4 4.43 4.25 3.78
    6 Guatemala 729.27 827.10 849.24 3.79 4.16 3.96 2.68
    7 Vietnam 819.24 828.51 713.69 4.26 4.17 3.33 -13.86
    8 Thailand 587.92 552.55 619.89 3.06 2.78 2.89 12.19
    9 India 432.28 428.07 598.96 2.25 2.16 2.79 39.92
    10 Dominican Republic 547.85 579.00 589.85 2.85 2.92 2.75 1.87
     
    25 Italy 288.22 293.98 264.08 1.5 1.48 1.23 -10.17
    Fonte: World Trade Atlas
    Importazioni USA Calzature in Gennaio-Agosto - Milioni di $ USA
    codice doganale HS 64


    % Quota
    % Variaz.
    Class. Paese 2003 2004 2005 2003 2004 2005 05/04
    0 Mondo 10,907.00 11,305.03 12,284.25 100 100 100 8.66
    1 China 7,403.95 7,768.68 8,690.55 67.88 68.72 70.75 11.87
    2 Italy 879.47 879.40 818.97 8.06 7.78 6.67 -6.87
    3 Brazil 725.50 734.15 717.29 6.65 6.49 5.84 -2.3
    4 Vietnam 223.39 320.70 480.23 2.05 2.84 3.91 49.74
    5 Indonesia 422.45 356.45 361.90 3.87 3.15 2.95 1.53
    6 Thailand 203.78 194.41 197.19 1.87 1.72 1.61 1.43
    7 Mexico 185.74 167.39 157.15 1.7 1.48 1.28 -6.12
    8 Spain 166.47 161.75 138.47 1.53 1.43 1.13 -14.4
    9 India 77.42 82.13 95.39 0.71 0.73 0.78 16.15
    10 Dominican Republic 89.31 80.26 91.60 0.82 0.71 0.75 14.13
    Fonte: World Trade Atlas
    Importazioni USA Pelletteria in Gennaio-Agosto - Milioni di $ USA
    codice doganale HS 42


    % Quota
    % Variaz.
    Class. Paese 2003 2004 2005 2003 2004 2005 05/04
    0 Mondo 4,818.21 5,267.16 5,606.32 100 100 100 6.44
    1 China 3,219.89 3,608.58 3,967.26 66.83 68.51 70.76 9.94
    2 Italy 351.41 398.63 415.69 7.29 7.57 7.42 4.28
    3 France 143.95 178.98 192.35 2.99 3.4 3.43 7.47
    4 India 144.59 159.39 148.78 3 3.03 2.65 -6.66
    5 Vietnam 68.93 81.19 91.49 1.43 1.54 1.63 12.69
    6 Hong Kong 71.91 86.70 82.91 1.49 1.65 1.48 -4.37
    7 Thailand 105.40 98.50 78.45 2.19 1.87 1.4 -20.35
    8 Mexico 86.95 86.68 76.04 1.81 1.65 1.36 -12.27
    9 Philippines 99.89 78.21 69.61 2.07 1.49 1.24 -11
    10 Indonesia 98.21 65.32 65.44 2.04 1.24 1.17 0.18
    Fonte: World Trade Atlas
    Importazioni USA Pellami in Gennaio-Agosto - Milioni di $ USA
    codice doganale HS 41


    % Quota
    % Variaz.
    Class. Paese 2003 2004 2005 2003 2004 2005 05/04
    0 Mondo 543.88 602.68 603.53 100 100 100 0.14
    1 Italy 139.04 140.84 133.50 25.57 23.37 22.12 -5.22
    2 Argentina 79.81 85.78 88.30 14.67 14.23 14.63 2.94
    3 Brazil 59.62 80.12 72.58 10.96 13.29 12.03 -9.41
    4 Mexico 44.58 40.92 47.64 8.2 6.79 7.89 16.4
    5 Canada 41.27 42.86 43.23 7.59 7.11 7.16 0.88
    6 China 24.56 41.39 33.78 4.52 6.87 5.6 -18.38
    7 Dominican Republic 2.32 1.55 25.11 0.43 0.26 4.16 1516.2
    8 Uruguay 24.90 28.96 22.39 4.58 4.81 3.71 -22.69
    9 South Africa 8.28 11.91 16.69 1.52 1.98 2.77 40.2
    10 Germany 19.44 18.22 16.26 3.58 3.02 2.69 -10.78
    Fonte: World Trade Atlas
    Importazioni USA Pellicce in Gennaio-Agosto - Milioni di $ USA
    codice doganale HS 43


    % Quota
    % Variaz.
    Class. Paese 2003 2004 2005 2003 2004 2005 05/04
    0 Mondo 192.80 240.42 231.00 100 100 100 -3.92
    1 China 55.14 94.48 84.56 28.6 39.3 36.6 -10.51
    2 Canada 49.86 54.38 49.42 25.86 22.62 21.4 -9.12
    3 Italy 15.48 17.40 21.81 8.03 7.24 9.44 25.33
    4 Turkey 7.63 6.60 7.19 3.96 2.74 3.11 8.96
    5 New Zealand 8.29 7.13 6.95 4.3 2.96 3.01 -2.47
    6 Sweden 6.23 6.46 6.87 3.23 2.69 2.97 6.29
    7 France 3.34 4.40 5.99 1.73 1.83 2.6 36.15
    8 Finland 6.72 9.17 5.81 3.49 3.82 2.51 -36.71
    9 Greece 5.15 4.84 4.99 2.67 2.01 2.16 3.08
    10 Russia 2.44 3.52 4.35 1.27 1.47 1.88 23.36
    Fonte: World Trade Atlas
    Importazioni USA Articoli di gioielleria in metalli preziosi in Gennaio-Agosto - Milioni di $ USA
    codice doganale HS 7113


    % Quota
    % Variaz.
    Class. Paese 2003 2004 2005 2003 2004 2005 05/04
    0 Mondo 3,574.78 4,248.69 4,730.60 100 100 100 11.34
    1 India 637.89 853.01 986.41 17.84 20.08 20.85 15.64
    2 Italy 688.16 607.72 560.16 19.25 14.3 11.84 -7.82
    3 China 369.58 471.71 559.28 10.34 11.1 11.82 18.56
    4 Thailand 453.35 534.86 545.83 12.68 12.59 11.54 2.05
    5 Hong Kong 256.64 290.82 284.76 7.18 6.85 6.02 -2.08
    6 Mexico 92.60 146.61 278.24 2.59 3.45 5.88 89.78
    7 Turkey 116.33 224.08 251.17 3.25 5.27 5.31 12.09
    8 Dominican Republic 105.97 143.99 147.60 2.96 3.39 3.12 2.51
    9 Israel 121.82 137.42 146.34 3.41 3.23 3.09 6.5
    10 France 101.34 88.69 134.96 2.84 2.09 2.85 52.17
    Fonte: World Trade Atlas
    Importazioni USA Bigiotteria in Gennaio-Agosto - Milioni di $ USA
    codice doganale HS 7171


    % Quota
    % Variaz.
    Class. Paese 2003 2004 2005 2003 2004 2005 05/04
    0 Mondo 507.81 597.01 780.39 100 100 100 30.72
    1 China 337.30 434.91 572.66 66.42 72.85 73.38 31.67
    2 Korea, South 43.46 36.09 34.97 8.56 6.05 4.48 -3.11
    3 India 16.47 11.90 27.43 3.24 1.99 3.52 130.5
    4 Thailand 17.26 16.16 24.27 3.4 2.71 3.11 50.18
    5 Taiwan 9.64 17.88 23.57 1.9 3 3.02 31.82
    6 Hong Kong 15.00 15.63 16.71 2.95 2.62 2.14 6.87
    7 Philippines 10.47 8.36 15.54 2.06 1.4 1.99 85.82
    8 Italy 9.19 8.73 11.21 1.81 1.46 1.44 28.38
    9 France 7.00 7.72 9.12 1.38 1.29 1.17 18.19
    10 Mexico 9.85 6.58 7.36 1.94 1.1 0.94 11.9
    Fonte: World Trade Atlas
    Importazioni USA Orologi in Gennaio-Agosto - Milioni di $ USA
    codice doganale HS 91


    % Quota
    % Variaz.
    Class. Paese 2003 2004 2005 2003 2004 2005 05/04
    0 Mondo 2,186.70 2,269.14 2,456.57 100 100 100 8.26
    1 Switzerland 877.77 1,006.19 1,188.31 40.14 44.34 48.37 18.1
    2 China 411.18 439.80 431.08 18.8 19.38 17.55 -1.98
    3 Japan 494.38 427.19 424.54 22.61 18.83 17.28 -0.62
    4 Thailand 107.83 98.69 103.86 4.93 4.35 4.23 5.24
    5 Hong Kong 44.23 59.94 68.85 2.02 2.64 2.8 14.86
    6 Mexico 55.01 68.44 68.63 2.52 3.02 2.79 0.28
    7 Philippines 46.68 39.37 48.78 2.14 1.74 1.99 23.91
    8 Germany 28.73 32.64 33.99 1.31 1.44 1.38 4.16
    9 Italy 19.85 18.88 18.05 0.91 0.83 0.74 -4.39
    10 Taiwan 14.48 15.15 11.86 0.66 0.67 0.48 -21.73
    Fonte: World Trade Atlas
    Importazioni USA Occhiali in Gennaio-Agosto - Milioni di $ USA
    codice doganale HS 9004


    % Quota
    % Variaz.
    Class. Paese 2003 2004 2005 2003 2004 2005 05/04
    0 Mondo 590.17 652.01 721.63 100 100 100 10.68
    1 China 247.36 273.84 312.94 41.91 42 43.37 14.28
    2 Italy 162.72 201.84 237.86 27.57 30.96 32.96 17.85
    3 Taiwan 77.77 85.26 84.26 13.18 13.08 11.68 -1.18
    4 Japan 32.17 38.08 37.38 5.45 5.84 5.18 -1.84
    5 France 20.49 14.63 11.65 3.47 2.24 1.61 -20.36
    6 Hong Kong 13.52 9.91 8.77 2.29 1.52 1.22 -11.48
    7 Canada 8.60 5.34 6.46 1.46 0.82 0.9 20.84
    8 Mexico 4.31 6.74 5.94 0.73 1.03 0.82 -11.74
    9 Austria 6.87 3.51 3.70 1.16 0.54 0.51 5.37
    10 Korea, South 5.30 4.42 3.35 0.9 0.68 0.46 -24.15
    Fonte: World Trade Atlas
    Importazioni USA Montature per Occhiali in Gennaio-Agosto - Milioni di $ USA
    codice doganale HS 9003


    % Quota
    % Variaz.
    Class. Paese 2003 2004 2005 2003 2004 2005 05/04
    0 Mondo 471.737338 471.461422 462.16768 100 100 100 -1.97
    1 China 125.654119 161.696839 181.760337 26.64 34.3 39.33 12.41
    2 Italy 156.946639 141.410655 143.094399 33.27 29.99 30.96 1.19
    3 Japan 55.093966 47.606454 29.5997 11.68 10.1 6.41 -37.82
    4 Korea, South 32.370794 26.568992 28.498995 6.86 5.64 6.17 7.26
    5 Hong Kong 43.870169 40.033672 25.248475 9.3 8.49 5.46 -36.93
    6 Austria 24.222014 21.942975 23.101694 5.14 4.65 5 5.28
    7 France 17.005071 16.394286 16.439049 3.61 3.48 3.56 0.27
    8 Germany 6.028887 5.334587 4.144202 1.28 1.13 0.9 -22.31
    9 Switzerland 1.851532 1.915458 2.220194 0.39 0.41 0.48 15.91
    10 Taiwan 1.662889 1.797693 1.856395 0.35 0.38 0.4 3.27
    Fonte: World Trade Atlas
    Importazioni USA Profumeria, Cosmetica in Gennaio-Agosto - Milioni di $ USA
    codice doganale HS 33


    % Quota
    % Variaz.
    Class. Paese 2003 2004 2005 2003 2004 2005 05/04
    0 Mondo 2,838.89 3,769.20 4,433.15 100 100 100 17.62
    1 Ireland 511.92 1,128.86 1,415.29 18.03 29.95 31.93 25.37
    2 France 675.01 758.53 816.55 23.78 20.12 18.42 7.65
    3 Canada 424.51 505.07 558.34 14.95 13.4 12.6 10.55
    4 Italy 154.57 201.10 244.87 5.45 5.34 5.52 21.77
    5 United Kingdom 189.77 195.16 219.74 6.69 5.18 4.96 12.6
    6 China 121.38 130.11 182.37 4.28 3.45 4.11 40.17
    7 Germany 124.07 138.63 137.96 4.37 3.68 3.11 -0.48
    8 Spain 61.14 82.24 109.42 2.15 2.18 2.47 33.04
    9 Mexico 81.54 82.25 98.74 2.87 2.18 2.23 20.04
    10 Japan 57.10 82.12 92.25 2.01 2.18 2.08 12.34
    Fonte: World Trade Atlas
    Importazioni USA Tessuti in Lana in Gennaio-Agosto - Milioni di $ USA
    codice doganale HS 51


    % Quota
    % Variaz.
    Class. Paese 2003 2004 2005 2003 2004 2005 05/04
    0 Mondo 214.27 230.17 229.03 100 100 100 -0.5
    1 Italy 63.50 72.86 68.55 29.64 31.65 29.93 -5.92
    2 New Zealand 19.97 20.25 20.70 9.32 8.8 9.04 2.21
    3 United Kingdom 21.04 22.69 19.89 9.82 9.86 8.69 -12.35
    4 Mexico 21.40 17.76 19.29 9.99 7.72 8.42 8.56
    5 Canada 23.65 24.74 17.35 11.04 10.75 7.58 -29.87
    6 Australia 12.60 13.35 14.79 5.88 5.8 6.46 10.8
    7 China 3.83 5.05 11.42 1.79 2.2 4.99 126.1
    8 Germany 8.44 5.53 6.67 3.94 2.4 2.91 20.58
    9 Korea, South 4.21 5.76 6.51 1.97 2.5 2.84 13.03
    10 Peru 1.92 2.87 6.03 0.9 1.25 2.63 110.38
    Fonte: World Trade Atlas
    Importazioni USA Tessuti in Cotone in Gennaio-Agosto - Milioni di $ USA
    codice doganale HS 52


    % Quota
    % Variaz.
    Class. Paese 2003 2004 2005 2003 2004 2005 05/04
    0 Mondo 1,243.32 1,375.97 1,166.15 100 100 100 -15.25
    1 Pakistan 240.03 325.03 247.81 19.31 23.62 21.25 -23.76
    2 China 127.02 122.20 133.69 10.22 8.88 11.46 9.4
    3 Italy 98.76 110.32 112.45 7.94 8.02 9.64 1.93
    4 Mexico 106.07 116.43 94.28 8.53 8.46 8.09 -19.02
    5 Korea, South 61.48 78.79 84.87 4.95 5.73 7.28 7.72
    6 Japan 51.27 63.81 59.11 4.12 4.64 5.07 -7.37
    7 Canada 66.16 86.35 54.67 5.32 6.28 4.69 -36.69
    8 India 53.84 56.69 50.71 4.33 4.12 4.35 -10.53
    9 Taiwan 46.92 44.34 38.43 3.77 3.22 3.3 -13.33
    10 Turkey 36.66 37.74 38.11 2.95 2.74 3.27 0.96
    Fonte: World Trade Atlas
    Importazioni USA Tessuti in Seta in Gennaio-Agosto - Milioni di $ USA
    codice doganale HS 50


    % Quota
    % Variaz.
    Class. Paese 2003 2004 2005 2003 2004 2005 05/04
    0 World 163.06 190.43 201.69 100 100 100 5.91
    1 India 63.64 68.96 69.24 39.03 36.21 34.33 0.41
    2 China 28.04 39.55 46.28 17.2 20.77 22.95 17.02
    3 Italy 32.00 38.17 39.44 19.63 20.05 19.56 3.32
    4 Korea, South 18.04 20.62 20.19 11.06 10.83 10.01 -2.11
    5 United Kingdom 8.71 8.97 11.29 5.34 4.71 5.6 25.89
    6 Thailand 3.16 3.78 4.03 1.94 1.99 2 6.53
    7 France 3.50 3.88 3.81 2.15 2.04 1.89 -1.89
    8 Japan 1.02 0.82 2.31 0.62 0.43 1.15 180.33
    9 Switzerland 0.98 1.24 1.44 0.6 0.65 0.72 16.08
    10 Hong Kong 1.01 1.01 0.77 0.62 0.53 0.38 -23.87
    Fonte: World Trade Atlas