I LEADER EUROPEI PREMONO SU JOHNSON PER AVERE DETTAGLI SUL PIANO BREXIT

Boris Johnson è già stato messo sotto pressione, nei suoi primi giorni da Primo Ministro, dai principali leader europei, i quali richiedono spiegazioni dettagliate del suo piano Brexit. In particolare Michel Barnier, in qualità di principale negoziatore europeo per l'uscita del Regno Unito dall’UE e colui che ha stipulato l'accordo di recesso con Theresa May afferma "è un momento molto importante per la Brexit", con il Regno Unito che lascerà il blocco europeo con o senza un accordo in soli tre mesi. Lo stesso Barnier, afferma che il paese dovrà "affrontare le conseguenze" se deciderà di uscire senza un accordo, aggiungendo che, quello tre volte respinto, negoziato da Theresa May, è l'unica strada per lasciare l'UE in modo ordinato.

In seguito, Barnier, in una nota inviata ai diplomatici, ha consigliato all'UE-27 di attenersi ai suoi principi di fronte alle minacce del no-deal. “Il PM Johnson ha affermato che per raggiungere un nuovo accordo si dovrà eliminare il backstop, ciò è ovviamente inaccettabile e non rientra nel mandato del Consiglio europeo", ha ammonito. Riguardo a quanto dichiarato, il governo irlandese ha espresso preoccupazione per l'approccio di Johnson. Michael Creed, ministro dell'agricoltura dell'Irlanda, ha descritto la posizione del nuovo governo e la composizione della squadra di Johnson, come "allarmanti". Ciò di cui il governo irlandese è preoccupato ora è l'approccio della nuova amministrazione nei confronti dell'accordo di recesso. Tuttavia, Johnson insiste di voler eliminare il backstop e di non voler pagare la transazione finanziaria multimiliardaria del Regno Unito fino a quando non verrà concordato un accordo di libero scambio. Mentre all’opposto, l'UE insiste sul fatto che un periodo di transizione permanente sarà concesso solo se l'accordo di recesso sarà ratificato dal parlamento. Molti parlamentari di entrambe le parti della Camera dei Comuni credono che l'offerta di Johnson di negoziare un nuovo accordo sulla Brexit sia semplicemente il preludio alle elezioni generali, dato l'alto livello fissato per il successo e la scarsa maggioranza dei Tories.

A Downing Street, Johnson continua a promette di condurre il Regno Unito fuori dall'UE, "senza se e senza ma", il 31 ottobre e che l'impatto economico di una Brexit no-deal si rivelerà "vanificantemente piccolo". Barnier però ribadisce di non essere sicuro del piano che Johnson ha di concludere un accordo con l'UE sui termini di uscita e afferma “La Brexit no-deal non sarà mai la scelta dell'UE, mentre siamo invece preparati per la Brexit con un accordo. Lavoreremo quindi nelle prossime settimane o mesi con il nuovo governo nel miglior modo possibile e con spirito costruttivo per facilitare la ratifica dell'accordo di recesso”.

Anche lo stesso Johnson, parlando alla House of Commons per la prima volta come primo ministro giovedì, ha affermato "Preferirei che lasciassimo l'UE con un accordo, credo che sia possibile ottenerlo anche in questa fase avanzata e lavorerò per realizzarlo; ma alcune cose devono essere chiare: l'accordo di recesso negoziato dal mio predecessore, May, è stato tre volte respinto; questo denota come i suoi termini siano inaccettabili per questo parlamento e per questo paese". Johnson si prepara quindi ad una possibile uscita no-deal nel caso in cui un nuovo accordo non fosse trovato e approvato entro il 31 ottobre. Ciononostante, anche il presidente della Commissione europea, Jean-Claude Juncker, ha segnalato la determinazione dell'UE di attenersi all'accordo negoziato con il governo di Theresa May, ribadendo la posizione dell'UE secondo cui l'accordo di recesso esistente è il miglior e unico accordo possibile, in linea con gli orientamenti del Consiglio europeo.

Fonte: The Guardian & BBC News