Il Governo britannico cerca soluzioni per efficientare il traffico merci da gennaio 

Il Governo britannico ha in atto un piano per rendere porti, aeroporti e stazioni ferroviarie pronti ai cambiamenti imposti dalla Brexit: dal 2 ottobre e’ gia’ stato reso disponibile l'accesso al “GB-wide Port Infrastructure Fund (PIF)”, fondo che finanzia l'ampliamento e l'adeguamento di porti, aeroporti e stazioni ferroviarie.Il Governo, inoltre, sta valutando come siti alternativi altre località interne quali la Stazione internazionale Ebbsfleet, North Weald Airfield, Sevington- Ashford e Warrington per rendere le stesse operative come posti di controllo e disbrigo pratiche per tutte le merci che transitano in base alla Convenzione di Transito Comune, con un Carnet ATA o corredate da dichiarazioni Cites.

Sono altrettanto allo studio altre strutture interne poste lungo la rete stradale strategica del Regno Unito, quali i potenziali siti nelle aree di Thames Gateway e Birmingham. Sevington (Ashford) si prevede possa essere utilizzato dal 1 ° gennaio come struttura temporanea di gestione del traffico camion in caso di interruzioni a Dover e all'Eurotunnel. Oltre al sito di Sevington (Ashford), Highways England sta installando un nuovo sistema di Quick Moveable Barrier per consentire il rapido dispiegamento tra le giunzioni 8 e 9 della M20, ciò consentirà a circa 2000 mezzi pesanti di fare la fila sulla carreggiata costiera, mentre il traffico continuerà a fluire in entrambe le direzioni.

Il Dipartimento Trasporti sta lavorando a stretto contatto con il Kent Resilience Forum per garantire che vengano approntate le misure necessarie a contenere e gestire il traffico di mezzi pesanti senza richiedere la chiusura delle strade. Aspetto questo che preoccupa molto i britannici. A partire da luglio 2021, sarà’ necessario che i posti di controllo frontalieri siano organizzati per  gestire la terza fase a partire dalla quale i controlli diverranno attivi su tutte le merci dell'UE, ma laddove ciò non sarà’ possibile saranno individuati in località’ interne dei siti che potranno lavorare come posti di controllo frontalieri. Questi dovranno però essere organizzati per effettuare tutta l'intera gamma di operazioni doganali: dai controlli documentali a quelli fisici, sia su import/export che per merci in transito per altri scopi.