IBF 2020

Con un seguitissimo incontro in formato virtuale sulle problematiche del turismo sostenibile e di prossimità si è chiusa il 5 novembre l’8° edizione dell’Italian Business Forum di Lubiana.

L'Italian Business Forum - principale evento che ogni anno riunisce a Lubiana rappresentanti delle istituzioni, imprenditori e ricercatori dei due Paesi su specifiche tematiche di collaborazione comune - si è articolato quest'anno in tre diverse sessioni online. L’evento è stato organizzato dall’ente Italijansko-Slovenski Forum, in collaborazione con l’Ambasciata d’Italia, l’Ufficio ICE di Lubiana, il Centro di Ricerca sloveno Jozef Stefan, e l’Istituto Italiano di Cultura. Organizzato totalmente in digitale, il Forum si è focalizzato su come superare la crisi causata dalla pandemia, cercando nuove vie di collaborazione per sfruttare al meglio le opportunità offerte dal Recovery Fund e dagli altri finanziamenti messi a disposizione dai due Paesi, soprattutto nel campo dello sviluppo sostenibile. I lavori sono stati aperti dall’Ambasciatore d’Italia in Slovenia Carlo Campanile, che ha messo in risalto l’importanza del Recovery Plan europeo e l’auspicio che Italia e Slovenia, anche attraverso progetti comuni, ne sappiano sfruttare al massimo le risorse. Gli interventi di ICE Lubiana e dell’Istituto Italiano di Cultura si sono incentrati sull’andamento dell’interscambio e le future attività promozionali e culturali in Slovenia. Alla sessione introduttiva del Forum, presentata dal Presidente Jurij Giacomelli, hanno fatto seguito due Workshop tematici tra imprese italiane e slovene: il 28 ottobre 2020 su nuovi materiali e tecnologie ecosostenibili e il 5 novembre 2020 sul sostegno al turismo transfrontaliero.

Il Workshop su Sustainable and Innovative Materials si è qualificato per il livello degli interventi da parte degli esperti partecipanti, tra cui dal lato italiano l’Area Science Park di Trieste - che    ha affrontato la problematica dei materiali rinnovabili nell’ottica del loro impatto sulla logistica -  la Lucart Group di Lucca, che ha già in corso importanti progetti con le città di Lubiana e Novo Mesto ed intende ampliarne il raggio - il gruppo veneto Ecopaté, che ha focalizzato il suo intervento sulle tecniche di riutilizzo del vetro con impatto su consumi e trasporti, e la Lucy Plast di Perugia, che ha presentato nuove soluzioni sulla rigenerazione della plastica in granuli e tecnologie innovative di stampaggio a iniezione. Drago Kavšek, Membro del CDA di Unicredit Slovenia, ha esaminato insieme ad Alessandro Pontoglio l’aspetto finanziario dei contributi alla ricerca in questo Paese. Da parte slovena hanno suscitato molto interesse, tra gli altri, gli interventi di tre delle Strategic Research Partnership on Innovation and Development (SRIP) attive nell’ambito del Centro di Ricerca nazionale Jozef Stefan: la SRIP Factories of the Future, la SRIP Circular Economy e la SRIP Future Materials. Si tratta di gruppi di ricercatori impegnati a trovare delle soluzioni tecnologiche e innovative alle diverse problematiche dello sviluppo industriale e dell’ambiente, grazie alla collaborazione internazionale ed al partenariato pubblico-privato. Da ultimo Aleš Hančič, Direttore della TECOS-Development Centre for Toolmaking, ha illustrato i suoi progetti di ricerca e sviluppo per l'industria della plastica.

Per il secondo workshop, dal tema EU recovery through sustainable cross-border tourism, il programma - in collaborazione con l’URES/Unione Regionale Economica Slovena di Trieste - ha visto in particolare gli interventi dell’ex Presidente della Regione FVG ed imprenditore nel settore della ristorazione Renzo Tondo, del Direttore Generale di Promo Turismo Friuli Venezia Giulia Lucio Gomiero, del Direttore per l’Italia dell’Ente Nazionale Sloveno per il Turismo Alioša Ota, di Andrej Šik, Direttore dell’URES, di Fabrizio Polojaz Presidente dell’Associazione Caffè di Trieste, di Alberto Manzin, Direttore del Centro per l’Imprenditoria di Pirano e di Federica Suban, Presidente della Federazione Italiana dei Pubblici Esercizi di Trieste. A questi ha fatto cornice una serie di testimonianze di imprenditori del settore turistico e ristorazione di entrambi i Paesi, che hanno illustrato le principali criticità che il comparto sta ancora attraversando. Gli interventi sono stati coordinati di volta in volta da giornalisti della Rai di Trieste e di note testate locali. Molto apprezzata anche la presenza di Vesna Humar, Coordinatrice della candidatura congiunta di Gorizia e Nova Gorica a Capitale Europea della Cultura 2025 - che ha sottolineato l’importanza che i due territori confinanti si presentino come un soggetto unico per ottimizzare le risorse - e di Manuela Rojec, Vice Sindaco di Pirano che, insieme ad Alberto Manzin Direttore del Centro dell’Imprenditoria della stessa Pirano, ha illustrato le particolarità del territorio e la valenza strategica dell’ulteriore candidatura slovena dei 4 comuni del Litorale a Capitale della Cultura 2025. L’esigenza comune emersa in tutti gli interventi è stata quella di una maggiore sinergia di promozione in ambito transfrontaliero, in modo da presentare l’offerta di pacchetti turistici che possano includere l’intero ambito regionale dell’Alpe Adria, anche attraverso l’utilizzo di nuove tecnologie e proposte digitali e di comunicazione, puntando sui valori comuni di sostenibilità ambientale e di alleanze cross-settoriali e cross-border.