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5 Febbraio 2018

Marocco

MAROCCO: AL 54° POSTO NELL'INDICE DI PERFORMANCE AMBIENTALE

Le università statunitensi di Yale e Columbia, in collaborazione con il World Economic Forum, hanno diffuso il rapporto 2018 dell'Environmental Performance Index, disponibile a pag: https://epi.envirocenter.yale.edu/. Tale indice misura l'efficacia delle politiche per la tutela ambientale in 180 Paesi sulla base di 22 indicatori, tra cui: l'accesso all'acqua potabile, il sistema fognario, il livello di inquinamento, la protezione delle aree naturali, lo sfruttamento delle risorse forestali, l'efficienza energetica, la produzione di energia da fonti rinnovabili e le emissioni di CO2. Gli indicatori sono raggruppati in due categorie: 1) lo stato generale dell'ambiente, con le sue conseguenze sulla salute umana; 2) il livello di vitalità dell'ecosistema, valutato rispetto allo sfruttamento delle risorse naturali. Il Marocco si colloca al 54° posto in tale speciale graduatoria, posizionandosi secondo nell'area MENA (Medio Oriente e Nord Africa), dopo il Qatar. Tale positivo piazzamento a livello regionale premia l'impegno del Regno del Marocco nella tutela del proprio ambiente, attraverso l'adozione di appositi strumenti normativi. Nello specifico, il Paese si è dotato di una Carta nazionale dell'Ambiente, affiancata dalla Strategia nazionale per lo Sviluppo Sostenibile. Tale quadro giuridico ha portato all'adozione di programmi operativi specifici in tema di: risorse idriche, gestione e valorizzazione dei rifiuti, prevenzione e contrasto dell'inquinamento industriale, tutela della qualità dell'aria. Per l'attuazione di tali sono state stanziate apposite risorse, come il Fondo nazionale dell'Ambiente e dello Sviluppo Sostenibile, il Fondo di Disinquinamento Industriale (FODEP), il Meccanismo volontario di Disinquinamento Idrico Industriale (MVDIH), il Laboratorio nazionale di Studi e Controllo dell'Inquinamento, l'Osservatorio nazionale e gli osservatori regionali sull'Ambiente e lo Sviluppo sostenibile, la Polizia nazionale dell'Ambiente. Inoltre, è stato introdotto l'obbligo dell'elaborazione di specifici studi di impatto ambientale per tutti i progetti di sviluppo economico, sottoposti all'esame di Comitati nazionali e regionali che ne valutano le eventuali conseguenze. Sono state infine attivate sinergie tra i principali stakeholder per sensibilizzare la cittadinanza e rafforzarne la partecipazione attiva per la protezione dell'ambiente. (ICE CASABLANCA)


Fonte notizia: MAP