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8 Marzo 2018

Israele

SHELL RINUNCIA AI GIACIMENTI DI GAS PROSPICIENTI LE COSTE DELLA STRISCIA DI GAZA

Il gigante dell'energia Royal Dutch Shell sta cedendo i suoi diritti di estrazione relativi al giacimento marino di gas naturale al largo delle coste di Gaza, riporta "Reuters" e il quotidiano economico "Globes". La portata del giacimento e' di circa 32 miliardi di metri cubi di gas naturale.L'Autorità palestinese ha ora bisogno di trovare un nuovo gruppo internazionale per sviluppare e gestire il giacimento e fonti palestinesi hanno riportato di essere in procinto di avviare nuovi accordi.Shell detiene il 60% dei diritti e l'Autorità palestinese il restante 40%. British Gas (poi acquisita da Shell) ha scoperto il giacimento, a 35 chilometri dalla costa di Gaza, nel 2000 ma, sebbene potesse fornire sicurezza energetica per la Striscia di Gaza, il campo non è mai stato sviluppato. La ragione principale del mancato sviluppo e' rappresentata dai problemi geopolitici nella regione, che rende molto difficoltosi per Shell firmare qualsiasi accordo di esportazione.Un portavoce di Shell ha dichiarato: "Confermiamo di avviato consultazioni sul futuro del progetto Gaza Marine", e in effetti sembra che vi siano stati colloqui con Israel Electric Corporation ma nessun accordo è stato firmato, principalmente perché Israele teme che il denaro pagato finirebbe per sostenere il terrorismo. Shell e' anche in contatto con la Giordania, che alla fine ha, pero', preferito firmare un accordo per acquistare gas naturale dai partner di Tamar. (ICE TEL AVIV)