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20 Giugno 2019

Romania

ERNST & YOUNG: LA ROMANIA RICICLA DA OTTO ANNI SOLO IL 14% DEI RIFIUTI URBANI

L'Unione Europea mira a diventare un leader globale nella gestione e nel riciclo dei rifiuti, ma la Romania è ancora uno degli Stati membri con i più deboli performance a questo capitolo.In breve, la ragione per questa preoccupazione parte dagli obiettivi imposti dall'Unione europea nel settore del riciclaggio sin dal 2008. L'obiettivo principale è che, fino al 31 dicembre 2020, gli stati dell'Unione europea devono arrivare, almeno per i rifiuti di carta, metallo, plastica e vetro provenienti dai rifiuti urbani, ad un livello di preparazione per il riutilizzo e il riciclaggio di almeno il 50% della quantità totale dei rifiuti generati.Tuttavia, secondo Eurostat, la Romania ha registrato nel 2017 un tasso molto basso di riciclaggio dei rifiuti urbani pari a solo il 14% (7% riciclo materiali e 7% compostaggio), con un solo punto percentuale in aggiunta rispetto al 2010.Dato che lo smaltimento dei rifiuti in discarica dovrebbe rappresentare l'ultima alternativa per la gestione dei rifiuti è allarmante che il tasso di essa ha raggiunto il 70%, mentre il tasso di riciclaggio stagna da oltre otto anni.La legislazione ambientale ha iniziato a prendere forma nel 2005, con l'adozione dell'Ordinanza d'Urgenza n. 195/2005 sulla protezione ambientale, in base alla quale le autorità della pubblica amministrazione locale sono obbligate a garantire, attraverso i servizi pubblici e gli operatori economici responsabili, l'adozione delle misure igienico-sanitarie nelle località. Nel 2011 è stata pubblicata la Legge n. 211/2011 sulla gestione dei rifiuti, che ha richiesto alle autorità locali di garantire una raccolta differenziata almeno per i seguenti tipi di rifiuti: carta, metallo, plastica e vetro.L'estate scorsa, il Governo romeno ha emanato un'Ordinanza d’Urgenza (74/2018) al fine di facilitare l'attuazione della legislazione europea sull'economia circolare e l'attuazione degli impegni presi con la Commissione europea. Pertanto, vengono stabiliti gli strumenti economici necessari da attuare: paghi per quanto butti, responsabilità estesa al produttore, sistema di garanzia-restituzione e contributo all'economia circolare.Così, a quasi un anno dopo la pubblicazione dell'atto normativo che definisce il modo in cui funzionerà l'intero meccanismo di riciclaggio / recupero dei rifiuti di imballaggio, ci sono ancora molte domande e il mercato del riciclaggio dei rifiuti di imballaggio è attualmente bloccato in attesa di chiarimenti da parte delle autorità locali.In questo contesto, il Ministero dell'Ambiente ha pubblicato una guida con raccomandazioni per l'applicazione delle modifiche legislative introdotte dall’Ordinanza governativa d’urgenza n. 74/2018, ma questa non essendo regolamentata da un Ordine di Ministro non ha potere di applicazione.A seconda del sistema di raccolta implementato, il numero di frazioni raccolte separatamente dalle aziende del settore può variare da due frazioni (umido e secco) a 5 frazioni (carta / cartone, plastica / metallo, vetro, rifiuti verdi e rifiuti residuali).I comuni, che hanno la responsabilità di garantire l'igiene urbana, dovrebbero fornire gli investimenti necessari per la raccolta differenziata dei rifiuti e dei rifiuti riciclabili e aggiornare le tariffe per integrare i costi aggiuntivi sostenuti.Le tariffe / tasse dettagliate dovrebbero essere comunicate ai beneficiari (popolazione ed operatori economici) per essere consapevoli dell'importanza della raccolta differenziata dei rifiuti riciclabili.I cittadini che non raccolgono correttamente i rifiuti dovranno pagare tariffe /tasse di 1,5 o 2-3 volte superiori a quelle stabilite per la raccolta corretta.L’operatore di raccolta, trattamento e smaltimento dei rifiuti, recupero dei materiali ha il diritto di riquadramento dei rifiuti se si constata un grado di contaminazione di questi pari al più del 25% per quelli riciclabili e del 10% per rifiuti organici. Al momento non è stata ancora stabilita alcuna metodologia di calcolo unitario a livello nazionale.In conclusione, il quadro giuridico è stato integrato con gli strumenti necessari, ma resta da vedere se questi recenti chiarimenti sono sufficienti affinché la Romania avvii una traiettoria ascendente nel settore del riciclaggio.In caso di inosservanza degli obblighi assunti, la Corte di giustizia dell'Unione europea può imporre alla Romania un pagamento forfettario superiore a 1 milione di EUR più delle penalità per ogni giorno di ritardo. (ICE BUCAREST)


Fonte notizia: Notizia zf.ro del 30 maggio 2019