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13 Settembre 2019

Regno Unito

BERCOW METTE IN GUARDIA JOHNSON DAL DISOBBEDIRE ALLA LEGGE SULLA BREXIT

Come già citato in precedenti articoli, una nuova legge, approvata prima della sospensione del Parlamento, obbliga il Primo Ministro, Boris Johnson, a cercare un riinvio della Brexit, fino al 31 gennaio 2020, a meno che un'uscita senza accordo sia approvata dai parlamentari entro il 19 ottobre. Rispondendo alle osservazioni di John Bercow, membro del Partito Conservatore, il parlamentare dei Tory Brexiter, Sir Bernard Jenkin, ha affermato che il ruolo del Presidente è ormai diventato "irrimediabilmente politicizzato e radicalizzato". In tutto ciò, il Primo Ministro nega di aver mentito alla Regina per la sospensione del Parlamento, dopo quanto sentenziato dal tribunale scozzese, il quale reputa la manovra di Johnson illegale e puramente volta ad impedire il Parlamento stesso. La nuova legge potrebbe quindi forzare un ritardo della Brexit oltre l'attuale scadenza del 31 ottobre, imponendo al Primo Ministro di chiedere una proroga all'UE. Ciò avverebbe attraverso una richiesta scritta ai leader UE per prolungare i colloqui, ai sensi dell'articolo 50, la parte del trattato di Lisbona che stabilisce cosa succede quando un paese decide di voler lasciare l'Unione. Avvertimenti Yellowhammer. Tuttavia, giovedì, Johnson ha insistito sul fatto che il Regno Unito sarà pronto a lasciare l'UE entro la scadenza attuale, senza un accordo se fosse necessario. In risposta alla pubblicazione del documento Yellowhammer del governo, ha ribadito che si tratta dello scenario peggiore in caso di no-deal. Bercow ha annunciato che si dimetterà da Presidente e deputato alla prossima elezione o il 31 ottobre, a seconda di quale evento si verifichi per primo. Nessun motivo per essere ottimisti. L'avvertimento è arrivato quando giovedì il principale negoziatore della Brexit, Michel Barnier, in un discorso agli eurodeputati, ha suggerito che la negoziazione di un nuovo accordo di recesso è rimasta incerta nonostante le discussioni tra il team di Johnson e l'UE. Egli stesso ha affermato: "Mentre in precedenza abbiamo raggiunto un accordo, ora per quanto possiamo parlare, non abbiamo motivo di essere ottimisti" ed ha poi aggiunto: "Vedremo nelle prossime settimane se gli inglesi saranno in grado di fare proposte concrete e legalmente operative, per iscritto". (ICE LONDRA)


Fonte notizia: BBC News