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21 Ottobre 2019

Regno Unito

UN FINE SETTIMANA CAOTICO

Sabato, di fatto, il Parlamento britannico non ha votato. Al contrario i deputati hanno approvato (322 sì contro 306 no) un emendamento, proposto da Oliver Letwin, che sposta il voto sull’accordo in un momento successivo all’approvazione di tutte le leggi collegate all’uscita della Gran Bretagna dall’Ue. Si tratta del Withdrawal Agreement Bill, ossia, prima di votare l’accordo, il Parlamento vuole essere sicuro che le regole per garantire un’uscita ordinata siano già state approvate. Non potendo però votare immediatamente le norme del Withdrawal Agreement Bill, il Parlamento ha imposto uno slittamento del voto sull’accordo. Tuttavia, tale proroga è stata in parte “aggirata” dal PM, il quale ha risposto a tale imposizione con una mossa scaltra. Egli ha infatti inviato all'Ue una lettera con la richiesta di rinvio, non firmata, e allo stesso tempo ne ha inviata un'altra firmata, con la quale chiede di ignorare la prima. Ciononostante, il Benn act entra in gioco, la legge impone un limite ben preciso al governo britannico sui tempi di uscita dall’Ue: senza un voto positivo da parte del Parlamento, il governo è costretto a chiedere una nuova proroga, spostando la data della Brexit al 31 gennaio 2020. L'obiettivo di Johnson è quello di votare oggi, lunedi, sia l’accordo sulla Brexit, sia la legislazione collegata. Lui stesso ha affermato: "Il Parlamento ha bisogno di un voto diretto sull'accordo, i deputati vogliono rispettare il referendum o vogliono cancellare del tutto la Brexit?". Il Parlamento si troverà quindi a votare di nuovo, ma spetterà al presidente John Bercow, speaker della Camera dei Comuni, decidere se consentire il voto. Egli, infatti, potrebbe teoricamente rifiutarne la calendarizzazione. Già in passato, aveva vietato, all'ex Primo Ministro Theresa May, di riprovare con una proposta identica dopo una delle sue sconfitte. E anche se dicesse di sì, gli oppositori alla Brexit stanno già preparando una serie di emendamenti che potrebbero ostacolare il passaggio dell'accordo o della legislazione di accompagnamento, incluso il cosiddetto referendum di conferma. (ICE LONDRA)


Fonte notizia: Bloomberg, BBC News, The Indipendent