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12 Agosto 2020

Spagna

IMPATTO DELLA PANDEMIA DI COVID-19 SULL’ECONOMIA SPAGNOLA

Nei primi due trimestri del 2020, sulla base dei dati INE (Istituto spagnolo di Statistica), l’economia spagnola ha registrato una variazione su base trimestrale del -5,2% nel periodo gennaio/marzo e del -18,5% in quello successivo; in termini annuali le flessioni sono state del 4,1% e del 22,1% rispettivamente. Nell’analisi delle componenti del PIL su base annua, il consumo privato ha registrato una diminuzione del 5,8% nel I trimestre, flessione che ha raggiunto il 22,1% nel periodo aprile/giugno. il trend di questa componente è stato particolarmente negativo nei mesi di marzo e aprile, evidenziando un ritmo di flessione più contenuto nei due mesi successivi. Dal lato opposto si trova il consumo pubblico che ha registrato un incremento su base annua del 3,6% nel periodo gennaio/marzo 2020 e del 3,5% nel trimestre successivo, incrementi dovuti alle misure di politica economica attivate per mantenere il livello di reddito delle famiglie ed offrire supporto ai collettivi più vulnerabili. Particolarmente negativo è stato l’andamento degli investimenti fissi lordi (-6,5% I trim. / -26,8% II trim.), a tale andamento ha contribuito il forte calo degli investimenti nei settori dei beni strumentali e dell’edilizia. Il mercato del lavoro continua a riflettere gli effetti della pandemia. I dati relativi al secondo trimestre del 2020 indicano un totale di 18.607.200 persone occupate, volume al di sotto dei 19 milioni degli ultimi anni. Il tasso di disoccupazione si è attestato nel periodo aprile/giugno al 15,3% contro il 14,4% del primo trimestre. Tutte le previsioni, sia nazionali che internazionali, annunciano una forte flessione del PIL spagnolo nel 2020. Al momento attuale i principali fattori di incertezza rispetto all’andamento economico del paese sono legati alla possibilità di una risalita dei contagi della Covid-19 con la conseguente reintroduzione di misure di distanziamento sociale o confinamento; inoltre, le misure di politica fiscale applicate dall’inizio della pandemia potrebbero non essere sufficienti per sostenere il tessuto produttivo del paese. Il Programma di Stabilità della Spagna (aggiornato a maggio 2020) stima una flessione del 9,2% del PIL per l’anno in corso ed una crescita del 6,8% nel 2021. Sulla base delle ultime stime della Banca centrale spagnola sono previsti tre ipotetici scenari che vanno da quello più favorevole (-9% nel 2020 / +7,7% nel 2021) a quello più negativo (-15,1% nel 2020 / +6,9% nel 2021). Le previsioni della Commissione Europea (luglio 2020) indicano per la Spagna una contrazione dell’attività economica del 10,9% nel 2020 ed un rimbalzo del 7,1% nel 2021. La flessione stimata dal FMI lo scorso mese di giugno  è del 12,8% per il 2020 e la ripresa dovrebbe attestarsi al 6,3% nel 2021. L’OCSE prevede due possibili scenari con flessioni superiori all’11% nel 2020 in assenza di una risalita dei contagi della Covid-19, percentuale che potrebbe arrivare al -14,4% nel caso di una seconda ondata di coronavirus in autunno; la ripresa prevista per il 2021 oscilla tra il 7,5% e il 5%. (ICE MADRID)


Fonte notizia: INE (Istituto spagnolo di Statistica) - enti economici