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20 Settembre 2020

Camerun - Guinea equatoriale - São Tomé e Principe - Gabon - Repubblica del Congo - Repubblica Democratica Congo (ex Zaire) - Angola

AFRICA - COMMERCIO INTRA-AFRICANO DESTINATO A CRESCERE

 - Commercio intra-africano destinato a crescere, l’opinione dei Ceo del continentePiù del 70% degli amministratori delegati delle principali aziende africane ritiene che il commercio intra-africano sia destinato ad aumentare nei prossimi dodici mesi e che l’accordo per il libero commercio nel continente, l’African Continental Free Trade Area (AfCFTA), potrebbe giocare un ruolo chiave come catalizzatore in grado di stimolare gli scambi interni africani nel momento giusto. Sono i risultati principali di un sondaggio effettuato ai primi di settembre dal Comitato panafricano per il commercio e gli investimenti del settore privato (Paftrac) e dalla Afreximbank, che ha interpellato i ceo delle maggiori aziende del continente. La pandemia da covid-19, se da un lato ha indubbiamente contribuito a creare un clima di paura e incertezza economica, dall’altro lato, soprattutto in Africa, sembra aver dato a molti Paesi e soggetti (tanto pubblici quanto privati) la spinta che mancava per guardare con sufficiente interesse ai mercati locali, regionali e continentali. Per dirla ancora più direttamente, covid ha bloccato, interrotto, rallentato le normali catene di commercio internazionale sulle quali facevano riferimento molte aziende africane e non. I prezzi in caduta libera di molte materie prime (dai metalli agli idrocarburi) anche a causa della produzione calata a livello globale, hanno posto un’altra ipoteca sul “business as usual” di tantissimi in Africa e fuori. Parallelamente, in Africa, ci si è resi conto che tutta una serie di beni e servizi che fino a qualche mese fa si acquistava dall’estero, era divenuta di difficile reperimento. Ma il mercato restava lì. La domanda andava soddisfatta. Ecco che, improvvisamente, la visione su cui Unione Africana (Ua) e Banca africana di sviluppo (Afdb) lavoravano da anni, quella cioè di un mercato africano unico e unito a beneficio prima di tutto degli stessi africani, è passata dall’essere un’idea, quasi un sogno, all’essere un obiettivo da raggiungere quanto prima, anche per bilanciare gli effetti della pandemia sull’economia internazionale. Il tessuto imprenditoriale africano ha quindi cominciato a guardare a quello che sembrava uno slogan politico con la praticità di chi fa business. Non appare casuale che nel sondaggio svolto nelle scorse settimane, i ceo africani denuncino e chiedano al mondo politico continentale di affrontare urgentemente quelli che definiscono «vincoli chiave» per le imprese per sviluppare il commercio interno: dalle barriere tariffarie e non tariffarie alla mancanza di accesso alla valuta estera, alle infrastrutture logistiche e di trasporto inadeguate. Proprio la logistica – come si è potuto ben vedere nei mesi di covid con l’esplosione della vendita online, anche nel continente africano – gioca un ruolo fondamentale per sbloccare il potenziale dell’ultimo mercato “vergine” rimasto al mondo. Un mercato che già cresceva prima, che crescerà sempre di più nei prossimi decenni (grazie ai mega-trend di crescita economica, demografica e urbana) e che ha pertanto bisogno di un sistema di distribuzione interno da affiancare a quello esterno o “perimetrale” costruito negli anni del colonialismo per portare beni e merci verso l’esterno del continente. (ICE LUANDA)


Fonte notizia: STAMPA ECONOMIA E POLITICA (info Africa)