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4 Dicembre 2020

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AFRICA -“CRISI DELLE TRE C” RICHIEDE UNA CENTRALITÀ DELLA COOPERAZIONE

 La chiama la Crisi delle tre C – conflitti, cambiamenti climatici, Covid-19 – una tempesta quasi perfetta che segnerà la vita di oltre cento milioni di persone nell’arco di due anni, spingendoli nella povertà estrema, e che se non affrontata con gli strumenti più adeguati porterà a un mondo ancora molto lontano dagli obiettivi di sviluppo sostenibile fissati dalla comunità internazionale nell’Agenda 2030. Co-autore insieme a Michael Woolcock del rapporto Poverty and Shared prosperity 2020: Reversals of Fortune, Samuel Freije-Rodríguez, è lead economist di Banca Mondiale nell’ambito della Poverty and Equity Global Practice, e dal suo osservatorio guarda con preoccupazione quanto sta avvenendo come dice in un’intervista rilasciata a Oltremare, il magazine dell’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo. “Possiamo dire che si tratta di una sorta di tempesta perfetta nel senso che quelle che noi chiamiamo le ‘tre C’ - appunto conflitti, covid e cambiamenti climatici, spiega Freije-Rodríguez - hanno effetti che sono aggravanti l’una dell’altra. Inoltre, questi tre elementi quest’anno si stanno mostrando in contemporanea ma hanno orizzonti temporali differenti. La questione dei conflitti armati è ricorrente e, come si evince dai nostri rapporti in Nord Africa e Medio Oriente, il livello di prosperità ha fatto passi indietro negli ultimi cinque anni. La pandemia è cominciata quest’anno, è ancora una situazione in evoluzione, adesso siamo di fronte alla seconda ondata. Avremo pesanti conseguenze sul piano economico e su quello sanitario. Il terzo elemento, che si sta muovendo lentamente ma progressivamente, è quello dei cambiamenti climatici: esso impatterà sul prossimo decennio. La gestione dei rischi – il rischio dei conflitti, il rischio dei cambiamenti climatici e i rischi legati alla salute come quelli della pandemia che era stata da tempo ipotizzata – è un pezzo fondamentale delle politiche di sviluppo”. Nella sua analisi Banca Mondiale propone un approccio fondato su tre differenti linee strategiche. “Forse - prosegue Freije-Rodríguez - lo strumento più importante è la cooperazione sia interna che internazionale [...]. La seconda principale strategia riguarda la necessità di dover imparare rapidamente: molti di questi fattori sono nuovi, la pandemia è nuova… di conseguenza abbiamo bisogno di dati migliori, dobbiamo avere a bordo e senza vincoli la comunità scientifica (sociologi, economisti, statistici…). Abbiamo bisogno di ogni possibile insegnamento e di ogni possibile dato per rispondere a questioni che sono globali e che necessitano di risposte complesse. La terza strategia è avere una migliore implementazione sul campo.  (ICE LUANDA)


Fonte notizia: STAMPA ECONOMIA E POLITICA (info Africa)