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8 Dicembre 2020

Marocco - Senegal

MAROCCO: COSA CAMBIA CON LA ZLECAF

La Zona di libero scambio continentale africana (Zlecaf)  entrerà in vigore dal 1° gennaio 2021.E' un grande sogno che si realizza, dopo molteplici tappe e un'accelerazione a partire dal 21 marzo 2018 quando, a Kigali, 44 Paesi del continente africano hanno sottoscritto infine l'accordo di costituzione della più grande zona di libero scambio del mondo, dalla nascita dell'OMC.Sarà necessario ancora accordarsi su alcuni aspetti tecnici dell'Accordo, come le regole dell'origine  gli aspetti tariffari. I Paesi africani hanno convenuto di abolire il 90% dei diritti doganali in un periodo che va dai 5 ai 15 anni, a seconda del livello di sviluppo, con dispositivi differenziati per 7 Paesi (Djibouti, Etiopia, Madagascar, Malawi, Sudan, Zambia e Zimbabwe). Per Abdou Diop, Presidente della Commissione Africa della CGEM (Confindustria), l'obiettivo del 901% va inteso a lungo termine, ma si puo' cominciare già con un livello del 70%, adattandolo per alcuni Paesi.Ugualmente, per quanto riguarda le regole dell'origine, altro punto tecnico delicato su cui si giocano posizioni dissimili secondo i diversi Paesi coinvolti. Si tratta di decidere quale sia il criterio base per affermare che il prodotto è Made in Africa e puo' quindi circolare liberamente nel mercato comune. Le negoziazioni sono in corso, alla ricerca del giusto equilibrio che consenta l'attrazione degli  investimenti esteri. Questo è anzi uno degli obiettivi principali  della Zlecaf: offrire agli investitori l'opportunità di installarsi in Africa indirizzandosi ad un mercato di oltre 1 miliardo di abitanti senza frontiere doganali. Non si puo' quindi fissare un tasso di integrazione del 50% che sarebbe esclusivo di tante realtà ma non bisognerà scendere ad un tasso del 10%, altrimenti si rischierebbe di non raggiungere l'obiettivo della creazione di valore. A parere di Diop per un buon avvio si potrebbe cominciare con un tasso del 20% , un valore aderente alla realtà industriale del continente.Se le regole non fossero definite entro la fine dell'anno, l'Unione Africana si darebbe un periodo di 6 mesi per la finalizzazione delle regole:  senza ritardare l'entrata in vigore dell'accordo, gli effetti sugli scambi si comincerebbero a produrre a metà del 2021.Gli scambi intra-africani rappresentano ad oggi solo il 16% (scarsi, se paragonati al commercio intra-europeo che giunge al 67%) , a causa delle barriere tariffarie e non tariffarie esistenti. L'esempio del Marocco è esemplificativo di una situazione comune a tutti i Paesi dell'area, salvo il  Sudafrica. Mentre il Regno è molto attivo sul continente attraverso le sue imprese, le banche e gli investimenti diretti, nonché ad un grado evoluto di industrializzazione, le sue esportazioni verso i Paesi africani rappresentano soltanto il 3.2% del totale export verso mondo (le importazioni, il 2.5%). La Zlecaf consentirebbe un aumento del livello di interscambio di circa il 25% a medio termine per giungere al 52% a lungo termine. Dalla rimozione delle barriere doganali le imprese marocchine avranno accesso ad un mercato di 1,2 miliardi di persone, rappresentanti un PIL totale di 2.500 miliardi di dollari.La Zlecaf impatterà inoltre sull'industrializzazione dell'Africa attraverso la creazione di catene di valori comuni, nonché sull'accelerazione degli IDE; e il Marocco, che offre già piattaforme industriali con infrastruttura sviluppata per gli investimenti, sarà motore dell'attrattività del continente. (ICE CASABLANCA)


Fonte notizia: Médias 24