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12 Aprile 2021

Lussemburgo

QUALI EFFETTI DI UNA TASSA MINIMA SUI REDDITI D'IMPRESA IN LUSSEMBURGO

Sembra finito il tempo della competizione fiscale tra gli stati per attirare grandi multinazionali nel loro territorio. Mentre i bilanci statali si trovano appesantiti dalle misure messe in atto per combattere la pandemia, l'idea di stabilire una tassa globale minima è opportuna. Discussa all'interno dell'OCSE dal 2017, l'idea potrebbe portare tra 84 e 202 miliardi di euro all'anno, importo stimato di evasione fiscale dall'organizzazione internazionale con sede a Parigi. Riportata in primo piano la scorsa settimana da Janet Yellen, Segretario del Tesoro americano, la proposta di introdurre una tassa minima del 21% ha ricevuto un'accoglienza favorevole nel Vecchio Continente. Anche in Lussemburgo dove Pierre Gramegna, ministro delle Finanze, ha parlato all'agenzia Bloomberg di una proposta che "va nella giusta direzione", poiché "nell'interesse dell'Europa e degli Stati Uniti". "Se la proposta sarà davvero attuata, il Paese dovrà fare ancora di più per attrarre imprese innovative, start up e talenti", giudica da parte sua Carlo Thelen. Per il direttore della Camera di Commercio, questi sforzi devono essere basati sulle "infrastrutture digitali, il carattere internazionale del Paese e la sua centralità in Europa e nella Grande Regione". Senza dimenticare il proseguimento dei lavori in un'ottica di "semplificazione amministrativa, diversificazione dell'economia e creazione di un quadro normativo favorevole alle imprese". In un'intervista ad RTL , Pierre Gramegna ha stimato da parte sua che il paese non sarebbe influenzato da un tale dispositivo, poiché gli investitori sono più sensibili a "tripla A, stbilità e crescita economica" che all'aliquota fiscale. (ICE BRUXELLES)


Fonte notizia: Luxemburger Wort, 12 aprile 2021