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4 Maggio 2021

Giappone

IL GIAPPONE METTE A PUNTO IL PRIMO TEST PCR per la variante indiana del COVID-19 prodotto in loco

Shimadzu, un'azienda giapponese nota per la produzione di strumenti di misurazione, ha sviluppato quelli che si ritiene siano i primi reagenti prodotti in Giappone da usare nei test per la variante potenzialmente più aggressiva del COVID-19 rilevata in India. Il prodotto sarà immesso sul mercato già dal mese di giugno.Avendo eliminato un passaggio definito “estrazione dell'acido nucleico”, si riducono le possibilità di errore e si dimezza il tempo di attesa per il risultato a circa un'ora.Il nuovo reagente rileva la mutazione di una proteina indicata come L452R, che si trova nelle varianti indiana e californiana.Il 5 maggio, inoltre, Shimadzu potrebbe diventare una delle prime aziende giapponesi a commercializzare kit di reagenti per rilevare la mutazione N501Y riscontrata nelle varianti inglese, sudafricana e brasiliana. L'azienda ha creato un sistema per la produzione di massa dei reagenti che permette di produrre in un mese un quantitativo sufficiente per coprire 10.000 test. I reagenti per 100 test costeranno 230.000 yen (1.750 euro ca.). (ICE TOKYO)


Fonte notizia: NIKKEI ASIAN REVIEWS