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7 Maggio 2021

Giappone

IL GIAPPONE PUNTA A RIDURRE L’IMPATTO CHE HA SULL’AMBIENTE la sua industria della moda

In Giappone, i settori pubblico e privato sono pronti a collaborare per ridurre l’impatto ambientale causato dall'industria della moda. Tale settore risulta essere la seconda principale fonte di inquinamento al mondo, dopo quella petrolifera, a causa delle enormi emissioni di CO2 e del grande consumo di acqua nelle sue diverse fasi, dall’approvvigionamento dei materiali a produzione, trasporto e smaltimento. Da un'indagine svolta dal Ministero dell'Ambiente è emerso che nel 2020 in Giappone sono stati forniti abiti per un peso totale di 819.000 tonnellate. Nello stesso anno, famiglie e aziende si sono disfatte di 787.000 t. di vestiario, di cui soltanto 150.000 riutilizzate e 120.000 riciclate. Le restanti 510.000 tonnellate sono state smaltite come rifiuti. "La nostra moda si basa in gran parte su materiali che, provenendo dall’estero, hanno un impatto ambientale su altri paesi" ha affermato il ministro dell'ambiente Koizumi ad un recente incontro online con i rappresentanti di 11 aziende giapponesi del settore, aggiungendo che "È necessario passare da produzione, consumo e smaltimento di massa a produzione e acquisto moderati e all'uso ciclico", Nei prossimi mesi, dopo l’istituzione di un consorzio ad hoc, le aziende creeranno un sistema per la raccolta congiunta di abiti usati volta a promuoverne il riutilizzo e il riciclo, e studieranno un metodo unificato per misurare la quantità di CO2 emessa durante i processi di produzione e vendita degli articoli di abbigliamento. Il gruppo avanzerà anche proposte politiche al governo. Il ministero dell'ambiente studierà, invece, progetti modello su raccolta e riciclo di abiti usati, e per il calcolo delle emissioni di anidride carbonica. (ICE TOKYO)


Fonte notizia: JAPAN TIMES