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19 Luglio 2021

Lussemburgo

IL MINISTRO DELLE FINANZE GRAMEGNA CONFERMA L’OTTIMO STATO DEI CONTI PUBBLICI

Alla fine del primo semestre 2021, i conti pubblici lussemburghesi mostrano una normalizzazione dell'economia del Paese. Nei primi sei mesi dell'anno, lo Stato ha incassato 11 miliardi di euro di tasse, id est il 24,8% in più rispetto alla prima metà del 2020, fortemente segnata dalla crisi. Rispetto al 2019, invece, l'aumento è del 10%. Ciò significa che il Lussemburgo è riuscito a tornare al livello pre-pandemia per quanto riguarda il ritmo di crescita delle entrate, secondo quanto affermato dal Ministro delle Finanze Pierre Gramegna, citato in un comunicato stampa del Ministero, datato 16 luglio. In particolare, da gennaio a giugno, i contributi diretti sono cresciuti di 5,2 miliardi di euro (+ 18,9% rispetto al 2020, e + 6,5% in confronto al 2019). Si tratta di uno sviluppo legato principalmente al mercato del lavoro, che consente un aumento significativo delle entrate delle imposte sui salari. In quanto al debito pubblico, il 30 giugno, esso si attestava a 17,9 miliardi di euro, pari al 25,9% del Pil, in calo rispetto ai mesi precedenti. 443 milioni di euro sono stati rimborsati più velocemente del previsto e la previsione di crescita è stata portata dal 4% al 6%, spingendo verso l'alto il livello del PIL previsto per il 2021. Relativamente al “l'Administration de l'enregistrement, des domaines et de la TVA” - una delle tre amministrazioni fiscali del Granducato -, essa ha incassato 3,3 miliardi di euro, id est il 35,9% in più rispetto al primo semestre 2020 ed il 21,5% in più rispetto al 2019. Si può parlare di una forte ripresa dei consumi (con le riaperture le persone si scatenano nei negozi, bar e ristoranti). Sul versante delle accise doganali, i ricavi sono stati pari a 852.000.000 di euro, ovvero, all’incirca dello stesso livello del 2019, ma del 18,7% in più rispetto al 2020. In forte calo sono invece le vendite di carburante (-22% per il gasolio, e -18% per la benzina). Le entrate statali si stanno quindi, muovendo nella giusta direzione. Tuttavia, bisogna restare prudenti, giacché “le spese legate alla crisi, pur calando, rimangono elevate” - spiega Pierre Gramegna che ricorda “la politica di sostegno e di rilancio a favore dell'economia”. In effetti, nel primo semestre dell'anno, lo Stato ha speso 10,9 miliardi di euro - il 54% del budget annuale. Si tratta del 4,5% in meno rispetto al 2020 - alcuni aiuti vengono usati di meno -, ma del 16% in più rispetto alla prima metà del 2019. Inoltre, sono previste delle spese cospicue per sostenere le imprese sulla via della ripresa, così come si continuerà ad investire nelle infrastrutture” - sottolinea il ministro delle Finanze, ricordando che “dinanzi all’espansione delle nuove varianti del Covid, l'entità della ripresa rimane incerta”. (ICE BRUXELLES)


Fonte notizia: L'essentiel, 16 luglio 2021