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8 Ottobre 2021

Svizzera

TASSI NEGATIVI, UNA ‘PRIMA’ STORICA QUASI DECENNALE

Tra pochi mesi saranno trascorsi sette anni da quando la Banca nazionale svizzera (Bns) fissò il suo tasso d'interesse di riferimento a -0.75%. Per la prima volta si entrò in territorio negativo. Si era nel gennaio 2015 e la mossa accompagnava la decisione di lasciar fluttuare il cambio euro/franco fissato qualche anno prima a 1,20. Fu considerata una misura eccezionale che avrebbe avuto vita breve. Invece non fu cosi. Addirittura, nel frattempo, i tassi a lungo termine sono anch'essi diventati negativi.  Poiché l’inflazione è molto bassa, la Svizzera sta sperimentando tassi d’interesse sia nominali sia reali negativi. Questo fenomeno è una novità storica. I tassi d'interesse reali, ovvero netto dell’inflazione, sono stati negativi in passato, dopo le due guerre mondiali. Tuttavia, i tassi nominali non sono mai stati negativi prima. È di fatto un esperimento monetario che sta durando da quasi sette anni. Tassi reali negativi, quindi al netto dell’inflazione, hanno conseguenze ancora più ampie che non sono legate alle banche o alla politica monetaria. Di questa situazione beneficiano in particolare i debitori che ottengono finanziamenti più economici. Danneggiano però i risparmiatori, che riceveranno un reddito futuro più basso.  Situazione che si è puntualmente verificata in Svizzera. L’esperienza recente mostra anche che una situazione di tassi bassi può esacerbare le disuguaglianze sociali: le famiglie più ricche beneficiano di rendimenti più alti grazie alla loro partecipazione ai mercati finanziari, mentre le famiglie meno ricche non hanno alcun rendimento sui loro depositi bancari. All'inizio della crisi Covid, nel marzo 2020, i mercati finanziari sono stati di fatto destabilizzati. La reazione rapida e incisiva di alcune banche centrali ha evitato una maggiore instabilità. La Federal Reserve, per esempio, è intervenuta sul mercato dei Treasury degli Stati Uniti e ha acquistato enormi quantità di titoli per controbilanciare le vendite. In Svizzera negativi erano all'inizio della pandemia Covid e tali sono rimasti. È però aumentata l’incertezza sui tassi futuri. Anche l'aumento delle disuguaglianze riduce la propensione al consumo complessiva come pure i potenziali cambiamenti di lunga durata della struttura economica che a loro volta frenano gli investimenti. D’altra parte, i tassi d'interesse reali e l'inflazione possono aumentare se la ripresa è molto forte. Quest’ultima è arrivata sì più elevata del previsto, ma è stata diseguale tra i Paesi e i settori economici. Cosa che fa pensare che la pressione sui tassi reali rimarrà ancora debole, almeno in Svizzera. (ICE BERNA)


Fonte notizia: la Regione