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8 Ottobre 2021

Svizzera

KOF: RIPRESA ELVETICA MENO ROBUSTA DI QUANTO ATTESO

Le difficoltà delle catene di rifornimento globali frenano la congiuntura mondiale e con essa anche l'economia svizzera, che continuerà a progredire ma in modo meno sostenuto di quanto atteso. Ne è convinto il Centro di ricerca congiunturale del Politecnico di Zurigo (KOF), che oggi ha rivisto al ribasso le sue stime per l'anno in corso. Stando agli esperti del KOF, il prodotto interno lordo (Pil) elvetico salirà del 3,2% nel 2021, a fronte del 4,0% pronosticato in giugno. La ripresa post-pandemica slitterà quindi in parte al 2022, anno per cui è previsto un +3,6%, contro il +2,8% ipotizzato quattro mesi or sono. Viene fornita anche una prima indicazione per il 2023: il Pil dovrebbe salire dell'1,5%. Dopo il crollo della primavera 2020 l'economia svizzera ha intrapreso un percorso di ripresa a volte forte, a volte accidentato, commentano gli specialisti zurighesi. Grazie alle campagne di vaccinazione anche in Svizzera si è ridotta la correlazione tra le cifre del contagio del coronavirus e le restrizioni all'attività economica. I più importanti motori della ripresa sono stati da un lato la spesa di recupero delle famiglie e dall'altro la riapertura della ristorazione e dei servizi personali. Nell'industria il rilancio è stato relativamente debole, soprattutto nei settori produttivi colpiti dalle difficoltà nelle catene di approvvigionamento internazionali. Fa eccezione il comparto farmaceutico, le cui esportazioni continuano a essere un pilastro della crescita: da anni stanno aumentando significativamente sia in termini di volume che come quota dell'export elvetico. Il mercato del lavoro sembra riprendersi bene dalla crisi: in termini di disoccupati registrati, lavoro a tempo ridotto, ma anche secondo i numeri sull'occupazione dell'Ufficio federale di statistica il semestre estivo è stato incoraggiante. Tuttavia la situazione appare meno rosea se si guardano le cifre della disoccupazione pubblicate di recente. Malgrado ciò il KOF continua a prevedere una netta distensione sul mercato del lavoro nella seconda metà del 2021. I dipendenti saranno però probabilmente delusi dalla crescita dei salari, poiché dopo aver dedotto l'inflazione non ci sarà quasi nessun guadagno reale nel potere d'acquisto. In Svizzera il rincaro rimarrà peraltro basso: il KOF prevede un aumento dei prezzi dello 0,5% quest'anno, dello 0,6% nel 2022 e dello 0,4% nel 2023. I ricercatori del Politecnico federale osservano anche che i rischi riguardo a questi scenari di previsione non sono più dominati dalle continue incertezze legate alla pandemia, ma dipendono ora  dall'economia stessa. In particolare vanno evidenziati i colli di bottiglia globali dei trasporti e della produzione, i rischi d'inflazione, il forte aumento dei prezzi dell'energia, lo sviluppo del mercato immobiliare cinese, nonché il surriscaldamento dell'analogo comparto in Svizzera.  (ICE BERNA)


Fonte notizia: SWISSINFO