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27 Febbraio 2025

Svizzera

ANALISTI MENO FIDUCIOSI SULLA CONGIUNTURA SVIZZERA

Gli analisti finanziari tornano a guardare in modo più cauto all'evoluzione congiunturale elvetica: è l'indicazione che emerge dall'indice sulle prospettive economiche calcolato da UBS e da CFA Society Switzerland sulla base di un sondaggio fra gli esperti.L'indicatore principale - emerge dalle informazioni diffuse oggi - si è attestato in febbraio a +3,4 punti, 14,3 punti in meno di gennaio, quando aveva fatto un balzo di 37,7 punti mettendo fine a una striscia di sette arretramenti consecutivi.Andando nei dettagli, il 26,7% degli interrogati in febbraio pronostica un miglioramento della situazione congiunturale nei prossimi sei mesi, il 23,3% un peggioramento, mentre il 50,0% è convinto che non vi saranno cambiamenti (valori che determinano poi l'indice complessivo: 26,7 meno 23,3 = 3,4).Rispetto a gennaio sono aumentati i pessimisti (+5,7 punti) e coloro che puntano sullo status quo (+2,9 punti), mentre sono diminuiti gli ottimisti (-8,6 punti).Sempre importanti sono i segnali riguardo al rincaro: l'inflazione in Svizzera è vista in aumento dal 16,7% del campione, mentre il 33,3% si aspetta un calo e il 50,0% stabilità. I tassi d'interesse sono attesi in contrazione nel corto termine (86,2%), mentre sul lungo periodo la quota più consistente (53,3%) punta sull'assenza di variazioni, ma molti scommettono su un'ulteriore riduzione (30,0%).Il 66,7% degli interrogati (+7,9 punti rispetto a gennaio) prevede inoltre un incremento dell'indice di borsa elvetico SMI nei prossimi sei mesi, il 16,7% punta su valori stabili e un analogo 16,7% su una contrazione. Sul fronte valutario, il 60,0% si aspetta un rafforzamento del franco rispetto all'euro, il 10,0% un indebolimento e il 30,0% ritiene che non vi saranno cambiamenti nel corso. Riguardo alla disoccupazione il 50,0% vede una crescita dei senza lavoro, il 42,9% una stagnazione e il 7,1% un calo.Agli esperti è stato anche chiesto come si muoverà la Banca nazionale svizzera (BNS) nel prossimo esame trimestrale della situazione economica e monetaria, in programma il 20 marzo. Lo scenario più gettonato, scelto dal 54% degli interpellati, è un taglio del tasso guida (che oggi è dello 0,50%) di 25 punti base; al secondo posto, con il 34%, seguono coloro che scommettono sullo status quo; al terzo, molto più staccato con il 5%, figura chi pensa a una riduzione di 50 punti base. (ICE BERNA)


Fonte notizia: awp/ats