Svizzera
I TAGLI AI FONDI USA PER LA RICERCA BIOMEDICA MINACCIANO ANCHE LA SVIZZERA
L’amministrazione Trump ha introdotto modifiche significative al sistema di finanziamenti del National Institutes of Health (NIH), influenzando la ricerca biomedica a livello globale, inclusa la Svizzera. Le nuove misure includono la sospensione delle comunicazioni esterne delle agenzie sanitarie federali, un tetto ai finanziamenti indiretti e il blocco delle sovvenzioni federali. Inoltre, il 28 febbraio il governo statunitense ha annunciato l’interruzione dei finanziamenti per la ricerca sulla salute delle persone LGBTQ+, in linea con la politica dell’amministrazione contro programmi di diversità e inclusione.Questi cambiamenti stanno creando incertezza tra i ricercatori, come Adrian Wanner, neurobiologo del Paul Scherrer Institute, che ha ricevuto 2,6 milioni di dollari dal NIH per studiare il cervello dei topi. Wanner e altri scienziati temono che il futuro delle loro ricerche sia a rischio, dato che non è chiaro se i finanziamenti continueranno.Il NIH è il principale finanziatore globale della ricerca biomedica, con un budget annuo di 47 miliardi di dollari, di cui l’80% destinato a 300.000 ricercatori in tutto il mondo. Il suo impatto supera gli investimenti pubblici e privati, inclusa la farmaceutica svizzera Roche, che nel 2023 ha investito 14 miliardi di dollari in ricerca e sviluppo. Tuttavia, la maggior parte dei fondi NIH è destinata agli Stati Uniti, con solo 250 milioni di dollari all’anno concessi a istituti stranieri. La Svizzera, pur ricevendo una quota significativa, fatica ad accedere a questi finanziamenti a causa di criteri selettivi rigidi.Nel 2024, gli istituti svizzeri hanno ricevuto 9,1 milioni di dollari direttamente dal NIH e hanno partecipato a 489 progetti finanziati indirettamente, tra cui lo studio PASAGE sull’editing genetico prenatale. Il Politecnico di Zurigo, ad esempio, ha collaborato a nove progetti, ricevendo 285.000 dollari. Anche l’Università di Berna ha ottenuto 44 milioni di franchi dal NIH dal 2006 per studi sulle terapie antiretrovirali.Il NIH finanzia un’ampia gamma di ricerche, dalla genetica all’oncologia, contribuendo allo sviluppo di 386 su 387 farmaci approvati dalla Food and Drug Administration (FDA) tra il 2000 e il 2019. Molti farmaci di Novartis, come Gleevec e Zolgensma, sono stati sviluppati grazie ai fondi NIH.Il timore è che i nuovi criteri di assegnazione dei finanziamenti possano alterare le priorità della ricerca, penalizzando studi su salute pubblica, vaccini e malattie emergenti. Inoltre, si rischia un effetto di autocensura tra i ricercatori. Virginia Richter, rettrice dell’Università di Berna, sottolinea che, oltre ai finanziamenti, è la qualità della collaborazione con gli istituti americani a essere minacciata.Se il NIH ridurrà ulteriormente i fondi destinati alla ricerca internazionale, le conseguenze potrebbero ripercuotersi su tutto il settore biomedico, rallentando innovazioni cruciali e mettendo in difficoltà scienziati e aziende farmaceutiche. (ICE BERNA)
Fonte notizia: SWI - swissinfo.ch
