Francia
IL MERCATO DEL MIELE IN EVOLUZIONE TRA ORIGINE, QUALITÀ E TRASPARENZA
Dopo anni difficili, il settore apicolo francese mostra segnali di ripresa. I consumatori francesi restano fedeli, ma diventano più attenti all’origine, alla qualità e alla trasparenza. Il 70% consuma miele almeno una volta l’anno, con una media di 600 g a persona, ma l’attenzione all’etichettatura è crescente: l’82% desidera una maggiore chiarezza, e il generico “UE/non-UE” è ormai respinto.I prodotti locali e monoflorali (acacia, lavanda, castagno) attirano chi cerca autenticità, ed artigianalità. La produzione francese, però, copre solo il 40-45% del fabbisogno nazionale, ostacolata da mortalità delle api, cambiamenti climatici, costi elevati e una filiera ancora frammentata. Una svolta importante arriverà con la riforma europea del regolamento “Miele”, prevista per il 2025, che imporrà l’indicazione precisa dei paesi d’origine, eliminando le diciture vaghe. Tuttavia, il prezzo rimane una barriera: un vasetto da 250 g di prodotto francese supera spesso i 5 €, contro i 2 € di molti importati. La lotta contro le frodi è un’altra sfida cruciale: nel 2023, il 43% dei campioni analizzati era non conforme. Nuove tecnologie, come blockchain e analisi avanzate, cercano di garantire autenticità, ma restano poco diffuse. Il settore agroalimentare vede in questo prodotto un’opportunità per sviluppare gamme “clean label”, salutari e narrative. Tuttavia, solo il 4-5% della produzione è coperta da IGP, e nessuna AOP è riconosciuta in Francia, a differenza di altri prodotti. (ICE PARIGI)
Fonte notizia: CD - 16/07/2025
