Francia
GLI CHAMPS-ELYSÉES CONFERMANO LA LORO FORZA D’ATTRAZIONE NEL 2025
La recente crisi degli spazi commerciali sfitti sugli Champs-Élysées non è più d’attualità. Gli ambienti rimasti vuoti si moltiplicavano lungo la principale arteria della capitale francese dopo i lockdown dovuti alla pandemia, ma l'organizzazione dei Giochi Olimpici di Parigi 2024 ne ha sicuramente aumentato la capacità attrattiva. Per Newmark, società di consulenza attiva nel settore immobiliare commerciale, l'euforia olimpica, che ha visto molti marchi aprire negozi o rinnovare i propri concept, continuerà nel 2025. Il tasso di location vacanti si attesta al 3,5%, mentre nuovi nomi internazionali, dal lusso allo sport, vi apriranno presto i battenti. “La rinnovata attività sugli Champs-Élysées ha spinto diversi marchi a modernizzare i propri concept, a trasferire o ad ampliare i loro spazi commerciali per anticipare il ritorno del turismo e a migliorare l'esperienza della clientela”, analizza l'esperto del mercato parigino Antoine Salmon. “I ricavi sono significativi, ma variano notevolmente da marchio a marchio, e i confronti con il periodo pre-Covid rimangono difficili. Quel che è certo è che i brand che hanno ristrutturato o ampliato i loro flagship store stanno registrando un incremento delle vendite. La questione della redditività è più complessa, ma un negozio sugli Champs-Élysées è un potente strumento di comunicazione, il che giustifica che una parte dell'affitto sia percepita come investimento di marketing”. Gli investimenti rimangono elevati e, secondo l'azienda, si aggirano ancora sui 15.000 euro al metro quadrato all'anno. I Campi Elisi, sebbene dispongano di un numero minore di grandi superfici commerciali rispetto alle loro controparti, come la Fifth Avenue a New York, Oxford Street e soprattutto Regent Street a Londra, contano ancora un 42% di superfici commerciali superiori ai 1.000 metri quadrati. Ciò significa che aprire un negozio sul viale non è alla portata di tutte le aziende. Tuttavia, nonostante il leggero calo di visitatori dall'inizio dell'anno, osserva Newmark, moltissime aziende continuano a spingere per entrare in contatto con i consumatori europei e internazionali che percorrono i marciapiedi degli 1,2 chilometri di negozi sulla “via più bella del mondo”. Mentre sono ancora in corso i lavori del gruppo LVMH, che sta ristrutturando l'ex sede francese della banca HSBC, al civico 103-111 dell’avenue, il numero uno mondiale del lusso sta realizzando un flagship store per il suo marchio americano di gioielli Tiffany al civico numero 100. Il lusso ha guadagnato terreno in modo significativo sulla strada di Parigi, rappresentandone ormai il 28% dell'offerta, rispetto al meno del 10% del 2017. Questa percentuale è quasi allo stesso livello dell'offerta del mass market, che rappresentava circa la metà degli operatori attivi sul viale un decennio fa, secondo l'analisi di Newmark. E molti progetti non ancora annunciati ufficialmente sono condotti da player del comparto del lusso. Nel segmento del lusso, sempre sugli Champs-Elysées, Balenciaga, del gruppo Kering, aprirà al numero 125, mentre il negozio di abbigliamento outdoor di alta gamma di Canada Goose è atteso al civico 73. Il viale continua a essere una meta ambita per i nomi nuovi dell’universo dello sport. Dopo On Running e Lululemon, è il marchio Alo Yoga, nuovo protagonista emergente dello sportswear premium, ad aprire su quasi 2.000 metri quadrati al posto dell'ex negozio di Zara al numero 92... Zara, che utilizzava il suo vecchio locale sia per scopi commerciali che, soprattutto, per alloggiarvi una parte delle sue scorte, amplierà ulteriormente il proprio flagship store al numero 74 del viale nel 2026. Dopo Onitsuka Tiger, Polène, Restoration Hardware e Delsey, e queste future aperture, quale può essere il potenziale per i nuovi arrivati? (ICE PARIGI)
Fonte notizia: YP FashionNetwork Italia - 24.09.2025
