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30 Settembre 2025

Serbia

DISTRIBUTORI SERBI PRONTI A SOSTITUIRE NIS

I gestori dei distributori di carburante in Serbia ritengono che, qualora il Dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti applichi le sanzioni alla Naftna Industrija Srbije (NIS), aumenteranno gli acquisti presso importatori esteri, anche oltre i volumi abituali, senza prevedere carenze fino alla fine dell’anno, sebbene la situazione potrebbe farsi “tensa” nel medio-lungo periodo. Srđan Knežević, proprietario della catena Knez Petrol, ha dichiarato a Beta che finora ha acquistato il 50% dei derivati dal NIS, ma dispone di una decina di fornitori esteri cui potrà rivolgersi per incrementare gli approvvigionamenti in caso di sanzioni. “Gestiamo 120 stazioni di servizio in tutta la Serbia, da Vranje a Subotica, e siamo la seconda rete di distribuzione dopo NIS, che ne gestisce circa 330. Aumenteremo gli ordini ai nostri partner commerciali oltre i livelli finora praticati”, ha affermato Knežević. Gli Stati Uniti hanno rinviato dal 1° all’8 ottobre l’entrata in vigore delle sanzioni contro NIS e il suo azionista di maggioranza, la russa Gazpromneft, a causa della guerra in Ucraina. Il presidente serbo Aleksandar Vučić ha osservato ieri che il settimo rinvio rappresenta un gesto di rispetto da parte americana, ma che “fra sette giorni ci troveremo di nuovo senza una soluzione”, se non verrà accettata nessuna delle nuove proposte avanzate. Le autorità serbe assicurano che le scorte di carburante sono sufficienti per tre-sei mesi e che non vi è rischio di rincari improvvisi né di carenze, anche se NIS, colpita da sanzioni, non potesse più soddisfare oltre la metà della domanda nazionale. Anche Knežević ritiene improbabili carenze o forti aumenti di prezzo. Jelena Radun, socia della rete Radun Avia, ha dichiarato che, in caso di sanzioni, la società si rivolgerà a fornitori aggiuntivi come MOL e Lukoil e ritiene che anche le altre catene riusciranno a reperire quantitativi sufficienti, pur con difficoltà a compensare interamente le forniture precedentemente garantite da NIS. “Credo che fino a fine anno il carburante non mancherà, ma nel periodo successivo la situazione potrebbe diventare incerta e tesa”, ha aggiunto. Un ulteriore problema, secondo Radun, è la carenza di capacità di stoccaggio e portuali presso gli importatori. I prezzi, ha osservato, non subiranno variazioni significative finché non si dovranno incorporare i costi logistici aggiuntivi. L’esperto energetico Željko Marković ritiene che il trasferimento dell’11,3% delle azioni di NIS da Gazpromneft a una controllata di Gazprom, seguito dalla vendita di tali azioni, potrebbe soddisfare le richieste del Tesoro USA, aprendo la strada alla revoca delle sanzioni, in quanto Gazprom non sarebbe più azionista di maggioranza. Tuttavia, dall’annuncio delle sanzioni a gennaio, non è chiaro se Washington richieda l’uscita totale di Gazprom da NIS o soltanto la cessione della maggioranza. Per le imprese italiane attive nel settore energetico e nella logistica, la situazione potrebbe offrire opportunità di ingresso o espansione nel mercato serbo, soprattutto qualora si consolidi un nuovo assetto nella fornitura di carburanti. (ICE BELGRADO)


Fonte notizia: biznis.rs