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30 Settembre 2025

Serbia

PUNTI DI FORZA E CRITICITÀ NELL'APICOLTURA SERBA

L’apicoltura, segmento più rilevante dell’allevamento di altri animali in Serbia, mostra resilienza e una lieve crescita, pur affrontando numerose sfide. Il basso prezzo di acquisto del miele, gli elevati costi di produzione e l’invecchiamento degli apicoltori mettono a rischio la sostenibilità di un settore cruciale anche per la stabilità dell’intera produzione agricola nazionale. Nel 2024, 329 imprese attive nell’allevamento di altri animali – principalmente api – hanno registrato un utile complessivo di 25 milioni di dinari (circa 210.000 euro), in aumento rispetto ai 21,5 milioni del 2023, secondo i dati di CompanyWall. Predrag Knežević, direttore dell’azienda Golden Bee di Belgrado, fondata nel 2017 e specializzata nella selezione e produzione di regine, sottolinea che “l’apicoltura affronta problemi globali, non solo in Serbia. Noi operiamo in positivo e la produzione è sostenibile, nonostante negli ultimi anni la crisi legata al calo drastico degli alveari. Riceviamo sovvenzioni statali per l’acquisto di attrezzature”. Knežević evidenzia come i giovani non siano attratti da questa attività, con un’età media degli apicoltori superiore ai 60 anni. “Il prezzo del miele è troppo basso per coprire i costi di produzione, trasloco degli alveari e gestione. Solo chi riesce a vendere direttamente al dettaglio ottiene margini accettabili. Con il prezzo del girasole a 2,5 euro, è difficile sostenere l’attività. Gli investimenti sono ingenti, e molti apicoltori riescono appena a sopravvivere”. A livello europeo, la situazione è aggravata dall’ingresso sul mercato di miele proveniente da Paesi terzi a costi più competitivi, nonché da campagne aggressive a favore del miele artificiale. “Le api non producono solo miele, ma svolgono un ruolo fondamentale nell’impollinazione. Senza di loro, il mondo agricolo crollerebbe. Sono considerate le creature più importanti del pianeta, ma molte autorità continuano a ignorarne il valore”, afferma Knežević. Tra le imprese più performanti del settore nel 2024 spicca Api Trade di Leskovac, con un utile di 14,5 milioni di dinari (oltre il 50% in più rispetto al 2023), seguita da Medomiks di Petrovaradin (13,7 milioni) e Supstrati Maki di Grgurevci (6,2 milioni). Per garantire un futuro al settore, è essenziale coinvolgere i giovani. “In passato esistevano incentivi specifici per under 30. Oggi vi sono rimborsi fino al 50% per l’acquisto di attrezzature, ma molte attrezzature durano anni e con i prezzi attuali del miele è impossibile ammortizzarne i costi. Quest’anno, per fortuna, le colonie sono in buone condizioni e sembrano pronte ad affrontare l’inverno, ma l’andamento del mercato rimane incerto”, conclude Knežević. Questo scenario evidenzia opportunità per aziende italiane specializzate in attrezzature apistiche innovative, soluzioni per la tracciabilità e la valorizzazione del miele di qualità, nonché servizi di formazione e consulenza mirati alla rigenerazione generazionale del settore. (ICE BELGRADO)


Fonte notizia: biznis.rs