Serbia
NUOVO SISTEMA EES PER I CONTROLLI ALLE FRONTIERE UE
Dal 12 ottobre 2025 entrerà in vigore il nuovo sistema di ingresso e uscita (EES) dell'Unione Europea, il che significa che i cittadini di paesi non UE, tra cui la Serbia, dovranno rispettare determinate regole e procedure per i viaggi brevi in uno degli Stati membri. I paesi che utilizzano l'EES introdurranno gradualmente il sistema alle frontiere esterne, con piena applicazione entro il 10 aprile 2026, come riportato su europa.rs. L’EES è un sistema IT automatizzato per registrare i cittadini di paesi non UE che viaggiano per un breve periodo, ogni volta che attraversano le frontiere esterne di: Austria, Belgio, Bulgaria, Croazia, Repubblica Ceca, Danimarca, Estonia, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Ungheria, Islanda, Italia, Lettonia, Liechtenstein, Lituania, Lussemburgo, Malta, Paesi Bassi, Norvegia, Polonia, Portogallo, Romania, Slovacchia, Slovenia, Spagna, Svezia, Svizzera. Per l’EES, “cittadino non UE” è chi non ha la cittadinanza di un paese dell’Unione o di Islanda, Liechtenstein, Norvegia o Svizzera. “Breve soggiorno” significa fino a 90 giorni in un periodo di 180 giorni, calcolato come unico periodo per tutti i paesi EES. Ingressi, uscite e rifiuti di ingresso saranno registrati elettronicamente. L’EES sostituirà gradualmente i timbri sul passaporto con un sistema digitale che registra entrate e uscite, accelerando i controlli e rendendo più efficiente il lavoro del personale. Secondo Europa in Serbia, i viaggiatori dovrebbero trascorrere meno tempo alla frontiera grazie a controlli più rapidi, opzioni self-service e possibilità di fornire i dati in anticipo. Tra i vantaggi vi sono la prevenzione delle migrazioni irregolari: l’EES aiuterà a monitorare ingressi e uscite nello spazio Schengen usando impronte digitali e immagini facciali per evitare il superamento del soggiorno consentito, l’uso di identità false o l’abuso del regime senza visto. Fornirà inoltre alle autorità di frontiera e di polizia informazioni utili per identificare rischi per la sicurezza e sostenere la lotta contro crimini gravi e terrorismo. Per attraversare la frontiera la prima volta dall’avvio dell’EES occorrerà fornire i dati personali: il personale scannerizzerà impronte digitali o scatterà una foto del volto, registrando le informazioni in un dossier digitale. Il processo può essere più rapido registrando alcuni dati in anticipo tramite apparecchiature self-service disponibili al valico o applicazioni mobili messe a disposizione dal paese di arrivo o partenza. In ogni caso ci sarà un addetto al controllo passaporti. Se avete già attraversato le frontiere dei paesi EES dopo l’avvio del sistema, le vostre impronte e la foto saranno già registrate e si procederà solo alla verifica, richiedendo meno tempo; in rari casi potrebbe essere necessario raccogliere nuovamente i dati. Chi possiede un passaporto biometrico potrà entrare più rapidamente utilizzando il sistema self-service, se presente. Restano comunque valide tutte le altre condizioni di ingresso o uscita e il personale potrà adottare ulteriori misure, come raccogliere di nuovo l’immagine del volto. Questo sistema riguarda anche i cittadini serbi. L’EES fa parte del pacchetto UE sulle frontiere intelligenti, che include anche il sistema di informazione e autorizzazione ai viaggi (ETIAS), previsto operativo nell’ultimo trimestre del 2026; la tassa per l’autorizzazione dei cittadini di paesi terzi è stata recentemente aumentata da sette a 20 euro. L’implementazione dell’EES può rappresentare un’opportunità per le aziende italiane specializzate in tecnologie biometriche, soluzioni di sicurezza e automazione dei processi doganali, interessate ai nuovi mercati legati alla modernizzazione delle infrastrutture di frontiera europee. (ICE BELGRADO)
Fonte notizia: biznis.rs
