Brasile
BRASILE: CROLLA DEL 25,8% IL DISBOSCAMENTO NEI 256 COMUNI NEI SEI STATI PIÙ ESPOSTI ALLA DEFORESTAZIONE
Fattori istituzionali e accordi commerciali favoriscono il calo della deforestazione e rafforzano la sicurezza ambientale per gli investitoriIl Brasile ha registrato nel 2024 una riduzione del 25,8% nella distruzione della copertura vegetale dell’Arco del Disboscamento (Desmatamento in portoghese), area che comprende 256 municipi nei sei Stati più esposti alla deforestazione, ovvero Pará, Mato Grosso, Maranhão, Rondônia, Tocantins e Acre. Lo rivela uno studio dell’Istituto Esfera, presentato a San Paolo.La regione, che rappresenta circa il 10% dell’Amazzonia Legale e il 45% di tutto il disboscamento del Brasile, ha finora concentrato il 75% della devastazione accumulata nella foresta. Secondo l’autore della ricerca, Waldecy Rodrigues, la dinamica del fenomeno non dipende solo dall’espansione agricola ma “fattori istituzionali e di governance sono determinanti nella modulazione del tasso di disboscamento”.Lo studio attribuisce la riduzione a strumenti regolatori come il Registro Ambientale Rurale (Cadastro Ambiental Rural), il Car e le Moratorie della soia e della carne, che hanno condizionato l’accesso al credito rurale e l’inserimento nelle catene produttive internazionali alla conformità ambientale.Dopo un picco nel 2021 (+7,2%), la deforestazione ha cominciato a rallentare: -0,1% nel 2022, -10,5% nel 2023 e -28,7% nel 2024. Le proiezioni al 2050 delineano tre scenari: nel più favorevole, la perdita di copertura vegetale si stabilizza sotto il milione di ettari.Per il direttore accademico dell’Istituto Esfera, Fernando Meneguin, la Moratoria della soia “resta un esempio di autoregolazione efficace e compatibile con una economia verde”. (ICE SAN PAOLO)
Fonte notizia: Ansa
