Serbia
CRISI AUTO EUROPEA COLPISCE SERBIA
L’industria automobilistica europea è in recessione perché, invece di concentrarsi sul proprio sviluppo, ha scelto di proteggere il mercato interno dalla Cina, con ripercussioni che si faranno sentire anche in Serbia. Lo hanno affermato i partecipanti alla tavola rotonda “Situazione e prospettive dell’industria automobilistica, con particolare riferimento al settore tedesco e alle conseguenze per i lavoratori in Serbia”, riporta N1. La presidente del sindacato Nezavisnost, Čedanka Andrić, ha lamentato l’assenza di rappresentanti dei ministeri dell’Economia e del Lavoro all’iniziativa, sottolineando che il dialogo è lo strumento essenziale per trovare soluzioni a una crisi che inevitabilmente coinvolgerà anche la Serbia. Ha inoltre ricordato che numerose governi europei sono già intervenuti per affrontare la situazione. Il presidente dell’Unione dei datori di lavoro della Serbia, Miloš Nenezić, ha evidenziato tra gli ostacoli agli investimenti esteri l’aumento dei costi del lavoro e la carenza di manodopera qualificata nelle aree meno sviluppate, dove pure gli investitori stranieri si insediano con il sostegno statale. Secondo Nenezić, “l’Europa si è concentrata più sulla protezione del mercato dalla Cina che sullo sviluppo delle proprie capacità”. Aggiunge che i temi dominanti nei dibattiti europei degli ultimi anni sono stati la Cina, l’Agenda verde e la guerra in Ucraina, mentre lo sviluppo stesso del continente è stato trascurato—al contrario di quanto accade nei mercati asiatici, dove il settore continua a crescere con l’arrivo costante di nuovi modelli e distributori. Nenezić ha inoltre rilevato che la burocrazia in Europa non è meno problematica che in Serbia, dove spesso “manca sempre un foglio” (FTP). Di fronte a questa realtà, la via da seguire è “individuare il problema – come abbiamo fatto – e poi cercare soluzioni e agire”, ha affermato, aggiungendo che in Serbia la situazione è resa più difficile dalla riduzione degli investimenti esteri e dalla minore liquidità delle imprese. Attualmente, nel settore automotive serbo sono impiegati oltre 100.000 lavoratori. Solo le aziende tedesche—tra cui Norma Group, Continental ContiTech, Continental Automotive, Lear, Aptiv, Magna, Kronberg & Schubert, Robert Bosch, ZF, Brose, Vorwerk, Leoni e DRÄXLMAIER—danno lavoro a più di 70.000 persone. Il principale datore di lavoro del settore in Serbia è Leoni, con circa 12.000 dipendenti. Oltre alle imprese tedesche, sono presenti anche aziende cinesi e sudcoreane. La crisi del comparto automobilistico europeo rappresenta un’opportunità per le imprese italiane attive nella subfornitura e nella fornitura di componentistica automotive, grazie alla crescente domanda di soluzioni competitive e all’apertura del mercato serbo a nuove collaborazioni industriali. (ICE BELGRADO)
Fonte notizia: biznis.rs
