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24 Ottobre 2025

Svizzera

EXPORT SVIZZERO SCENDE PURE NEL TERZO TRIMESTRE, NON SOLO VERSO USA

 Dopo un secondo trimestre già debole, anche nella terza parte del 2025 il commercio estero svizzero ha continuato a registrare un calo, non solo verso gli Stati Uniti: nel periodo luglio-settembre - in confronto con i tre mesi precedenti - le esportazioni si sono contratte del 3,9%, scendendo a 66,5 miliardi franchi, mentre le importazioni sono diminuite dello 0,6% a 56,3 miliardi.Il terzo trimestre si è chiuso così con un'eccedenza di 10,2 miliardi, a fronte dei 12,6 miliardi del periodo aprile-giugno, emerge dai dati pubblicati oggi dall'Ufficio federale della dogana e della sicurezza dei confini (UDSC).Le variazioni indicate sono nominali: in termini reali (vale a dire corrette dell'effetto dei prezzi) si sono attestate rispettivamente a -0,2% (export) e +1,8% (import).Tutti settori dell'esportazione hanno mostrato un andamento poco dinamico.Quello di gran lunga più importante, la chimica-farmaceutica, segna (a livello nominale) -7,2% (a 35,8 miliardi di franchi); seguono, molti staccati, le macchine e l'elettronica (-0,5% a 8,0 miliardi), l'orologeria (-3,7% a 6,3 miliardi), gli strumenti di precisione (invariati a 4,4 miliardi) e i metalli (+1,0% a 3,5 miliardi).A livello geografico, il continente più importante per il Made in Switzerland rimane l'Europa (-4,6% a 39,1 miliardi), con un contributo significativo fornito da Germania (-1,1% a 10,8 miliardi), Slovenia (-20,3% a 5,6 miliardi) e Italia (+3,3% a 5,4 miliardi), che sono il secondo, il terzo e il quarto fra i principali sbocchi dell'export. In forte calo è il Nordamerica (-8,8% a 12,9 miliardi), con gli Stati Uniti (-8,2% a 11,7 miliardi, dopo il -32,9% del secondo trimestre, sulla scia dei dazi) che mantengono comunque il primato di paese più importante per le merci elvetiche. Fa un passo indietro anche l'Asia (-3,3% a 13,4 miliardi), con una flessione più forte in Cina (-16,8% a 3,4 miliardi), quinto mercato per le aziende della Confederazione.Anche sul fronte delle importazioni il settore più importante rimane quello chimico-farmaceutico (-2,7% a 19,1 miliardi), seguito da macchine ed elettronica (-1,1% a 8,1 miliardi), veicoli (+4,0% a 5,2 miliardi), derrate alimentari (+3,5% a 3,7 miliardi), metalli (-0,8% a 3,7 miliardi), nonché tessili e abbigliamento (+2,5% a 3,0 miliardi). Riguardo alle regioni, in flessione sono l'Europa (-1,9% a 41,7 miliardi) e il Nordamerica (-6,9% a 3,2 miliardi), mentre l'Asia (+4,0% a 10,0 miliardi) mette a referto un aumento.Per quanto riguarda il solo mese di settembre le esportazioni sono invece tornate ad aumentare: +3,4% (rispetto ad agosto) a 22,8 miliardi di franchi (+2,7% in termini reali); dopo il crollo in agosto l'export verso gli Usa è salito del 43%. Le importazioni in settembre sono progredite del 9,4% (+1,9% reale) a 19,9 miliardi. Il saldo è quindi positivo per 2,8 miliardi. (ICE BERNA)


Fonte notizia: RSI