Brasile
CROLLA IL CREDITO ALL’INDUSTRIA IN BRASILE, FAMIGLIE ASSORBONO PIÙ RISORSE
Studio della Cni: -40% in 12 anni per la manifattura, +97% ai privatiIl credito destinato all’industria di trasformazione in Brasile è diminuito del 40% tra il 2012 e il 2024, secondo uno studio diffuso dalla Confederazione nazionale dell’Industria (Cni). Basata su dati della banca centrale, l’analisi indica una profonda ristrutturazione del sistema creditizio, sempre più orientato a finanziare il consumo delle famiglie a scapito della produzione. Nel periodo, mostra la ricerca, i prestiti sono calati del 38% nell’industria estrattiva e del 29% nelle costruzioni. In controtendenza, il credito è aumentato per l’amministrazione pubblica (+118%), le persone fisiche (+97%), i servizi finanziari (+49%), l’agroindustria (+38%) e i settori di elettricità, gas e acqua (+20%). Di conseguenza, la quota industriale sul totale del credito nazionale è scesa dal 27,2% al 13,7%. La Cni sottolinea che non si tratta di una contrazione complessiva dei prestiti, ma di una riallocazione: nel 2012 il 55% del credito era destinato alle imprese, oggi solo il 37%, mentre i privati sono saliti al 63%. Inoltre, è aumentato il peso dei finanziamenti a breve termine, passati dal 73% all’82% nel settore industriale, riducendo l’accesso a linee medie e lunghe necessarie per innovazione e tecnologia. Secondo il presidente della Cni, Ricardo Alban, “il sistema finanziario ha privilegiato il consumo rispetto alla produzione, minando investimenti, innovazione e competitività”. Alban sollecita condizioni di finanziamento più favorevoli per sostenere la crescita produttiva e la modernizzazione industriale. (ICE SAN PAOLO)
Fonte notizia: Ansa
