Serbia
SERBIA: CRESCITA ECONOMICA PIÙ BASSA NEI BALCANI
Secondo le previsioni autunnali del Vienna Institute for International Economic Studies (wiiw), la Serbia registrerà nel 2025 una crescita del PIL del 2%, il tasso più basso tra i paesi dei Balcani occidentali. Tuttavia, le prospettive per i prossimi due anni sono più ottimistiche: l’economia serba dovrebbe crescere del 3,5% nel 2026 e del 4% nel 2027. Nel complesso, le sei economie del Balcani occidentali avranno una crescita media del PIL del 2,5% nel 2025 e del 3,4% nel 2026. Richard Grieveson, vicedirettore del wiiw e principale autore della previsione, ha sottolineato un cambiamento strutturale nei modelli di crescita delle economie dell’Europa centro-orientale: mentre finora la crescita è stata trainata soprattutto dai consumi privati, nei prossimi anni assumeranno maggior peso gli investimenti sia del settore privato che pubblico, a causa del rallentamento della crescita reale dei salari. Inoltre, l’aumento della spesa per la difesa tra i paesi NATO della regione dovrebbe sostenere l’espansione economica, con un impatto aggiuntivo stimato tra lo 0,2% e lo 0,3% annuo sul PIL. Grieveson ha osservato che i paesi dell’Europa orientale, grazie alla loro solida industria della difesa, potranno beneficiare del riarmo europeo, modernizzando la propria base industriale e spostandosi verso un modello di crescita basato sull’innovazione. Nel 2025, la crescita media prevista per gli Stati membri dell’UE nella regione è del 2,2%, con un’accelerazione al 2,6% nel 2026. I paesi del Gruppo di Visegrád (Polonia, Repubblica Ceca, Slovacchia, Ungheria) e la Slovenia registreranno una crescita media del 2,5% nel 2025 e del 2,9% nel 2026. La Polonia rimane in testa con una crescita stabile del 3,5% sia nel 2025 che nel 2026. Croazia e Bulgaria seguono con circa il 3% di crescita annua, mentre la Romania vedrà un rallentamento al solo 0,8% nel 2025 e all’1,2% nel 2026. La Turchia crescerà del 3,4% nel 2025 e del 3,9% nel 2026, mentre per l’Ucraina, a causa della guerra, si prevede una crescita limitata al 2% nel 2025 e al 3% nel 2026. La Russia, invece, si avvicina alla stagnazione, con un PIL destinato a crescere solo dell’1,2% nel 2025 e dell’1,4% nel 2026, a causa della politica monetaria restrittiva e del calo dei prezzi del petrolio. Come riportato da novaekonomija.rs, queste dinamiche evidenziano un contesto economico in trasformazione, nel quale la Serbia dovrà affrontare sfide particolari rispetto ai vicini balcanici. L’evoluzione verso modelli di crescita più innovativi e sostenuti dagli investimenti potrebbe rappresentare un’opportunità per le imprese italiane attive nei settori dell’industria, delle infrastrutture e della tecnologia. (ICE BELGRADO)
Fonte notizia: novaekonomija.rs
