Giappone
ITOCHU MODEPAL: OTTIMI RISULTATI GRAZIE A PRODUZIONE NEI DISTRETTI TESSILI nazionali
Itochu Modepal, produttore giapponese di abbigliamento in OEM/ODM (https://www.itcmpal.co.jp/en/), nell’esercizio conclusosi a marzo ha registrato un fatturato di 25 miliardi di Yen (ca. 139 milioni di Euro), segnando il terzo anno consecutivo di utili record.L’azienda considera sua missione fondamentale quella di tutelare l’industria tessile giapponese e, per l’anno in corso, oltre l’80% del fatturato previsto sarà generato da produzioni all’interno del Giappone, con oltre 200 fabbriche partner situate principalmente nella regione del Tōhoku.Un altro pilastro della sua attività è costituito dalla stretta collaborazione con Itochu Corporation, sia con il dipartimento moda (unità prodotti finiti, materie prime e tessuti), sia con il dipartimento “brand marketing” all’interno del quale si promuove la cooperazione con circa 150 marchi e proprietà intellettuali.Secondo il Presidente dell’azienda Okamoto, i punti deboli delle aree produttive tessili giapponesi sono individuabili nel deterioramento delle attrezzature produttive e nella riduzione delle filiere che coprono materie prime, tessitura, tintura e confezione. Inoltre, le fabbriche sono di dimensioni molto ridotte, con organici pari a circa un decimo di quelli delle controparti estere. I punti di forza includono, invece, le tecniche di cucitura artigianale di livello mondiale e i materiali distintivi tipicamente giapponesi, oltre che ottime competenze nella gestione della produzione e della qualità. Nel settore della maglieria spicca inoltre la tecnologia WholeGarment per la lavorazione senza cuciture.Pertanto, a suo parere, la “catena di fornitura giapponese è particolarmente adatta ai segmenti medio-alto e lusso” e “i veri concorrenti del Giappone non sono Cina o ASEAN, bensì l’Italia, che può vantare una filiera specializzata nell’alta gamma“. Okamoto vede un grande potenziale nell’export dei prodotti di abbigliamento giapponesi. Confrontando la quota in valore delle esportazioni mondiali di tessuti e capi finiti nel 2023, il Giappone esporta il 30% di tessuti e solo circa il 10% di abbigliamento, mentre l’Italia esporta il 13% di tessuti e il 68% di capi di abbigliamento. Secondo Okamoto, “esistono per il Giappone notevoli margini di crescita nel mercato globale dell’abbigliamento", se ci si basera' sulla collaborazione con il gruppo Itochu, le filiere produttive nazionali, l’intero settore moda e prevedendo anche il supporto del governo giapponese". (ICE TOKYO)
Fonte notizia: SENKEN SHINBUN
