Brasile
IL BRASILE SCOMMETTE SU OLI RESIDUALI ED ETANOLO PER IL CARBURANTE SOSTENIBILE PER L’AVIAZIONE (SAF)
Potenziale per 934 unità produttive e ruolo strategico di PetrobrasSecondo un nuovo studio del think tank E+ Transição Energética, il Brasile ha il potenziale per diventare uno dei principali hub globali di carburante sostenibile per l’aviazione (SAF). Basandosi sulla produzione agricola del 2021, il Paese potrebbe installare fino a 934 unità produttive, quasi otto volte la capacità stimata del Messico: un dato che conferma l’attrattività del mercato per investitori esteri e operatori del settore.Nel breve periodo, la tecnologia più competitiva resta la Hefa, basata su oli e grassi residuali, già compatibile con l’infrastruttura di raffinazione esistente. Petrobras è in prima linea: la Reduc, alle porte di Rio, è infatti la prima raffineria brasiliana certificata per produrre e commercializzare SAF Hefa, con una capacità prevista fino a 50 mila m³ al mese.Nel medio-lungo periodo la vera scommessa è la tecnologia ATJ, che converte etanolo e altri alcoli in carburante. Forte del proprio sistema bioenergetico, il Brasile dispone di margini di scalabilità industriale significativi. Raízen, certificata ISCC Corsia Plus, stima una potenziale produzione superiore a 6,5 miliardi di litri l’anno.Lo studio cita infine le rotte Fischer-Tropsch e Power-to-Liquid come alternative future: ancora costose, ma strategiche per una transizione graduale verso combustibili a basse emissioni. (ICE SAN PAOLO)
Fonte notizia: Ansa
